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mi in congregatione generale haveva delici il eon era si pol nella medema cogre ati ne punio an ta dalle parole d Otra ita, ii quale ita i' alite
sare iampre l' altioni de Siget. Legati. assermandoehe questi non mostraum hnona mente. Onde sempte 3 o la dissentione, the narque tra loro pereonio dei deereto delia tetideueta si e andato eon
lati sima essetvi ehiamato, di ebe Abben tali non haveva ta ione aleum di lamentarii. volse peto valers di questa taeeassone, si enme E sortiti di sares oeni at tis per minima. ehe la fia per porte impedimento di noci venire in e netusone aleuna, dacte ne Reeesse, ehe i Suet. Legati restarenti di serela e nererat ne disse nata.
dal suci voto Mnao nntate at ne eose eon animo
medes mamente Aeeto eousulto. dove vi e invenis
ehe v Jessero levare . o dith arare quelle parole: νο-
Quecta mallina per quanto ho Intem, II s gnoe Cardinat di Lotens ha satio eonetegatione eo'su,
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Legati . faeredone di elo uditio in pane ea i
itivi mai. direndo liberamente, che nee cisi que-so non E per entrare in congregatione, di che piu sto, che condescendere a tal dies, aratione . desiis
a Vs. iuunt s. s'i'etiam quὶ tra due o tte glω-ni. Del partierit1te di Monsiqnoe di Parma non maneath se sata hiso ti di sare a bitona oeras ne quanto ella mi e manda per te sue di xij. &qu4 Melandore hum liminamente lx mano, me lerae mando in sua huona gratia.
modo senta eontraditione, eontentandris tuit che
minati licusti d aceeitat tal earleo con is fatii, ehe non haveua tempo di poterva attendere.
Pu solito questi di da Rcima, ehe la opere di S.Ciptiano risi ammte nurivamente da M. Pallo Manutio non eranci ilate date furari e n quelle conetiioni, che i e netitori have, auo notate, ma chenei tratiare de aut inritate Eeelesiae. dove ii patia de primatu Papae eranci state inutate aleune parcite, te quali non si trio*anti estate nelli Decreti, ne dagri authori. che ne Anno mentione . in quel nat ci
ehe su della anta memoria di Marcello O) haveva .nritate re sode te micile diversamente, da quel the eotiati
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de to Monsgnore, ehe sendole stata mandata una di queste opere . illi su seritio an eo a tui ii medeia simo. Di ehe ne ho au vetitio ii Sig. Cardinal Si.
moneta & erederes. che non folle se non bene prima che tale opinio e si an lasse confirmando tro.
gratia attuli da Nostio Sig. qnaut ehe li pare-va, ehe questo sisse un modo di levat si is etesiis appresso I suos Dio sani Quessa mattina e pariliti in posta per Ismueh ilsie. Conte di Luna per vilitat I' imperatore prima ehe parti .E uenuici si uti a sabbato it Paularea Gi manu ,& e ali uiato a una villa suoti di Trento lino a
mattina a esseteitar i ossietio suo
restate d avulsallene. eon ditie, ehe ia cosa petquanici ha p tutia intendere non fit filia se non a on fine, dc per tura certa eonsuetudine, ehe ei e
mente menite passava ii Saetamento. surono per quella in ivetem a trienati piit; ne . doue per me tergit
Quella forma de Canoni. 3e di Dcit ritu mandata utilinamente a VS. Istulltissima da Sig. Legari.
pare, ehe dispiaceia a molti, ii quali fatino et eid
. taliani, ehe non solaminis it anno se i in opinione mori. III di non vi aemusent re la disendono temetis
maneo piare a Signoti Lesaii emat iatina . rea Heon quanto intenda, che dii evia a molli, non odopeih nmura, che lappia trouar meet , o pensarquulehe is biente di potet an late innami Ex sarpi resto seneta venire a questa coneord at petra eda eonsiderate, che stando la eoia in lal termine.
Λrnua ieratori; ex quando non ne se utile alit a dunno, sana aliat quelio. ehe at preteme decreto dcive iittatia duri aut otii a dei Papa, vel tebbe a maneate il
da xli Oratori de vi ae l. di quello peio ii dabita
se non in olo. ehe non iuua ta e cardia.
parcile erit se tra ita lena titui. dicendo i, ehe a dando vir uecte d. sua Maein Cattritio non satiano se non per d shiaeelle . Mi ha est . 1 mea
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llesto di Trenio. at quali pare, ehe t Imperatore1,ssimiliano ci clario Quinto laseia leto prenderii molio piu auti ita di quello che sol evano sate i
re tutis questo sis ne di dare animo a Germanidi potet venire. 1l ehe quando solae, stimano ches , M. in non potieria . lira mutatione, che in sare guar -
poli, i petundo, ehe il Coueirio determitii quale
erasa e tra i 'uso det Cai re, non cistante la deterin minatione latia nelia D eia ehe s nee questi meli
Da uti Servitore di Monfignor de Uereelu hoime . ehe sua Sia. ε partita di Padova inea minan- dofi per Uetolii, dove a questa hora deve esser
Ε' venuio qn Mons nor di Rennes AmbasHat re di Franes presso l' imperatore, ii quale tra duexionii partita per ia Cnite di sua Maeva Cesarea . Ne mi me tendo piti di quello che viata peti' ine hiusa setitiam, te hacio umit mente la manO.
rie e se. Mostro di desiderare molio, ehe s f eesse vi glotuo determ nato questa sessione. ' disseehe factndosi, sperate, . ehe si poteste a Settem-hte finire it Coneii . erin aggiognete anici deste asintre mater e quando s haveste voluto, eome saria det Purgatorio. A delle Indulgenete; die ilataudia peto. ehe qnanto at Purgatorio egit non desidera. va, ehe se ne havesse a traitare se non brevementedan nando r opinione drali heretiei A eitea i indulgente, επο-οδε egis .is 1 perehe eos considerava. ehe proponendosi a dispotare tali materie in quel modri. ehe s scin tranate i attre, porteria neci liin hes et a di tempo, disse ore i spedit- sene presto si havetia potuis tener questa serma
eia una Relleione, o natione ne ero una eedula, clove si notassem l nomi di questi, ehe allentissera di degli altri .ehe dis edassero . I mi in publica conis gregarione si legetessero se deste eedule, publieando a presso i Canoni formati lapia tali matelle, Melo. ehe i Padri pNest ro dite. se gli piaeessero, o se lorpat fise di mutare. o leuare qualehe parola: soggiungendo, ehe in questo modo si ispellilano prella- mente in dire i lar voti . non eupandos in ud te dispute de Thetiloahi. Rationando perli dellama: et det 'ordine. mriath di stat saldo in 'aella
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Legati, in metiendo aneci di datia in iseritis es Sie. Cardinai Motone, che e questa in lassaura. Ovisu
Disse mi laetionando dei Conetrio Florentino ehe Pum.ertita de Pariet; non ti suta quea Coneyio
me non habesa auitorita. A non sis buocio maper rhe non a' ha per universale, non vi essendo conventiti in esso se non i 1 relati italiani. & illi orientali. ehe at mine pio erano sessinaiiei. patio in te delia materia de Relident a & muro ebe il
data, onde quando non andasse lunaiari la e Moed, patella es e fosse reflatu da sua Santit , alia quale non solle piaeeluia tal diis aratione. & li Pilneipipotrialis prendere qualehe ammiratione, ehe non
ane in che si era tanici loniano dest aeeordarii se iser mandate a Roma te deite forine, dat ehe non nasedilanci infinite diffeulia nelle materie, ehe I S g. Legati haveffero a traitate eoa loro.
soluilone, se non che hogo have vano da riuo varii
de S 1nii. & delle insulsenre . di det Purgatorio, propouetido quel modo Et speditsene prestamente eonii Theoloci, det quale seriis a V s. liliantiss. pent alire nite. ti egii per questra ha mandato hoegi dat Sig. Cardinal Molone due Theolosi Franeest per intendere se sua Sig. Illustiis, . si tis ua di Ordinat loto qualine eois eirca th sudette materie.
offerendosi a lare ehe i Theolmi satiano in brevetisoluit delle toto ripinioni. Nel fine pia delia e
sulti it S g. Caldinai Motone gli dieia parte dialeune materie, che disiegnano traitare, qualido si
anetl e per esset tu trivia plo pronio in far c nori
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L' Imperatore parte Veneida per Ispruch, & hietiritomo ii Conte di Luna, is quale ha fatici inimis dete at Slgg. Legati ehe exti potia ordine da sua
bio a sua Maeua ehe non dechiarai dos potessero appotiar prextuditio alii suturi Co iij. si sto maquando fosse bisogno alfine di qnesto sate tal di chiaratione. Et pate ehe sua Maelia Celatea habblapia ete, che tal ordine non vada a notitia de li
eta p. eii 1 P Imperatote 4nveva tra dui giorni flior nare alia Cotte di sua Mais a Cesares, ncindimenos e risoluto di andate a Venetis, A tittit nate prima quξ ehe vidi ali'Imperatore. it che si stima, eherali saeeia per ecipi re la dilatione det suo ritorno. A sl t a vedet in ianio et e ramino puliano te eoa
vedulo quanto ella mi eum manda nel milleolat
alite . delle quali severamente se ne eonteiiterantio flevaranno sermi in questa opinione quando si verra attaitate di nuciv . ipera the s detis a sequite la eon cordia . Con che nran mi Oeeotte do piu di quanici lesetivo per lapolira incniusa te baeici uinilinente te mani
sta speditione det Co illo, li tilposse, ehe non potesa. & mi si sonivna cte non poteri diliciae lacausa, o meo di mi quasi dolendosi li disse in sagula, che si e me una ranaala. ehe morde una
manci se ben ta poeci male da iustidio, ema avvi ne che te eose legeiete sale volte sono d' impedimento : & montando it Musorici. che haverebia quassindovinato. a ehe fine potesserci esset dote queste
pensava, ehel Cardinal Molone andasse rit utri in procidere innanχi gaeliarda mente. perchὴ egii sum a 'vello, ehe tiarrava Monsanor di vitetho OlPrendente Ferreris, ch'era uia modo diverso ea dis finire te materte dei Coneilia per vis citd natu, tiis ferendo quas . ehe scisse un distulis di tentare qual-ehe disblutione, de ehe sota per questra anda va ri- tennio sino a ranici ehe intendesse qualehe t;solutione di questo. Apendo ehe Monsientit di Vliecto
derava, non dimeno hier mallina torno a diisti, ehemi essetgli stari satis telatione domi dat Dotior a Tumello ehe exti non e molis favorevole nelle eciseehe t cano si ieruigio di sua sanitia, si eia perques O tisperto mutato d'optulone, si mando ehe iosia da eonsiderar molio bene di dare nome di Theo
logo di sua sanitia a persona, delia quale s potesse dubitare che non haveise s set vire: Io diis a si, Νietioria Illustrissima, quel ehe la seia innaneti hae exaleritio a VS. lilia iit illima ehe is Reesse In eth quella risolutione, che piu te patiati spediente
saeesse it sermone fi retitur no is saerestia. do e intendendo, ehe gli Oratori Frances etano per protellare se ponevano in rectutione I ordine di sua Santlia, pensarono per rimediare a questo prendere per i spediente, che non s desse a niuno ne i incenso ne
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per trariare sopia ii Canone deli eleti ne de' Veis scovi, det quale essendos e pol trauato innaneti li
te dat siti. Legati, eon ehe non havendo ehe dia .
ha con promissicine di eetia lamma di da isti, tiche eali mand h mi ai Re Cati ieu p eteradendo esti, ehe tusse tuita di ennsenso di sua Sant to iu- naneti la sua an ini, ne . volendo percio lure ite, chenon ita stata eletia legitiinaine ite e an nola: la di
Aneor he niunci possi et ussa mente do et si di questa ordine . teneti soli per Orto, ehe S. ia Saullia sista mossa a e:5 enn grandissima considerat ne deprciv d eta, atteio litissimamente la neeessita, &qualia a de templ p esenti. nondimenci prevedendos la tortura, ehe puli sequite, stando it Come ti&lutri di far Inilama, ehe tal Gidine n est eauliea, fledissegnandi, di minare alia mella avanti is stomo delia temone, eoine ei E op nicine, ehe de Ma veniret Domeuio, di pel contrailo non contentandosi gli oratori Flaneesi, ehe te eose litano in questitetmini, si comprende per te solerte ragicini. cheneeessaria mente de , a leguit to iura; la quale aleoni amo evoli di Saa Santita hautiano p u presto desiderata, ehe se pute haveva da venire, state oe-
eoisa sopra te parcite det Concilio Florentino, illimando ehe in lal casci. dore si iratia detraim ista di quella Satira Sede ei scisse itata ni iet tolesiuilineatione dat canici di Sua Santita con ptu cet
Ho lleordalo questa malima come Us. Illustris .mi e mmanda quel eam di Ri ima per eonio diti servatione de stulti as Srg. Cardinal Molone. ehemi ha tisposto, ehe la mente delia pii, parte de Padti per quel ehe da toto voti s pia, eo endere. ε ehe noti li riservasse niuria parte de' ituiti & ehetor non pisce, ehe i benesiui s aegravium dipensione. Mando in quei medesimo punici a ch; mare Monsignor Daleoim per traitar llipta di questo. Qua non havemo altro. the eongregatisial de Ptelati maiiina & sera. eosa in easa des Conte me de Flaneeli. placci ai Sig. Dio di guida rei bene. Hicis
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none in modo tale nella parte ehe t ea es Veseo vi non contenga altro se non quello, che spetia,'' ordine.
C, dinat at Lotem e sitio a tiovat sue Siget Ilia lustrissa me per iratiare quanto si stima ) di qualahe dilatione su tanto cte habbia tisposta da sua Sin ilia. & vi sutono anche presenti gli Oratori Im
si sono final mente i Deputata e ventui eireat Me mmodat quelle parole dei Canone det Peletiailone de Ueseovi, di se ne e data eopia agit Amb seiatori, ma noci si sa per an ta se ne testino so- disserit.
Legati havem m subitamente eon diligeneta replieaia iis . to quelehe evidentemente si poteva e noscere, ehesalla se ito piu presio, ehe te ecise sonero passate in questo modo. ii signore Dio ei timesti erania providentia sua.
Hiersera intendendo elie i s n. Legati s diva
Mons noi di Catania e artivato quessa mitina,
eon ehe noti mi Decorrendo die.
s gravino i benefiei, di petis e se non qnelli ehe
eedono una cena somma & in olire se non de, Ia ima parte. Nel mede sim p tuto si patia ancora delle tisetve, eo ne V s. litu a. potra ve-dere per la copia, ehe ne ha, & per Palligata. che per p u eomodita te mando. Della quale troverara iunte due parole, che non erano ne is prima, &nes fine di deiici eapo s eoaelude che occorrendos eOneedere per qualehe piussa causa riser*ationi desiuitii si debbia in lal eam osservate ques me esimo che e ordinata delle pensoni nel ptinet pio detristenso capitulo. Is che e quanto i ea alle provisionis ite pet Pavvenire. Quanto pol es proxedere perii pallato non havexanti et a questi Siget laseiato dipensare a quale, provisone, ma per la eonfusi & molli di sordini. ehe snti .edeuano potere dicio fetu te, non vi hanno voluto porre mano, ae eloche eon questa Meusione non si Ilavessero a levat molli aliti primae 4 eoneessi. A tivo re me aereis, tegressi, ti aque Deo ita. per i impetratione delle quali si sono pagnie te eompositioni tonde per non lasciar sexuit questa e pusione. Idate Deos; ne a diversi di dolers. ehe se eli levassem te gratie, seneta testitu tali i dans i pagati per le inpolitioni, sono restari peteth i si κ. Letali dii format te eoa passate per minori periurbationi. Is
pol a hora di pranso habbia molleato altro an m , δε- eendo p u presto iussaneta, ehe vi s hah, a d'andare. Questi Sigs. molitano di volete ometiere it tratistare dest' institutione de Ueseoui, R dest autorii ides Pontefice, se perli gli porta truscite . havendo ali mo di sate un alita Mima det vij. eanone. 1 per questa causa si sono .dom pranso eongregati
morti prelati in Cala dei sie. Cardinat Simonetra,
ove non hanno peth salta altra risolutione, se non
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t ehe a ordine venulo da sua Samita e tanto ibservato. che i Franeest non se ne polino dolete eongiussa eausa. secome dalla mauior parte e flaia piea opinione . ehe ita talio torto a Flaneta, aurei
ia Dot rina, nondimeno testarcino pol d inviarie per eontulim te hoggi con aleun: prelati. nella quale nons eout ene alim se non quel che apparikne allamateria deli' ordine. li Sili. Cardinat di serena estato questa mali tua dat si g Cardinal M,deueeio per patiarie per quanici s h inteso scipis ii Deet to desta Residenra: est i diee publieamente di vo ters astaticare. ct di sare intii ssolaci dat eanio suo. petehe si faeci la sessione is gioino stativis . Si e d ileqnxio dat Sue. Legati, ehe s com laseeino domatis a Di delle coner ationi, e quanici sidiisetisse infino a doman ' alito 1atia quanto si pinisse potiat in lung .H at pol al tardi si son comenuti insume eonii S g. Legati Loiena ct Madlueeta, picienti illi Ciaioti imperiali ti molli altii prelaii, hi essendo infino hieri dato a L leua da eoti sidetate 4. sol me dei V. di Dolii ina. & de si ultimi
mane si eomin i a io confregatione generale: do-
lava occasione di consumat longo tempo non lilamente in quella privata consulta, ina ancora ueti
te publiche congregationi. egii prei te, ehe s disi tille aisne elle si potet Ie rar ra sessione, dicendo adeo ii simile deli'ult mi parte, M ve si traita delle sunt oni deeg ordiui min in ehe ii do velletn d si ferire, civem sat una Neve ess arione a li Oid, nata, ehe procula sero di falle osset vase in quanto tot fosse possib re, O ide ii Su. Cardinat M tone valendas di questa δε easone non laselli dite adliastri Padii se ii iii so ra li rapi. dimetiendo ii ditsopra gli aliti in publiea e g tedatione. & eo 4 lamagaior patie se a quesiti bacili rieotici di Lot Da. ii quale vera mea:e tu questi ultimi glotni. ehe
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iendomi a quel di piu, ehe la viaia pel la polieta inelausa te Meto humilis mamente te mani.
stoli dei Deetito della Relidendia si dichari, che lasa de preeetio divino, stam n ii vi s mei tesse lapatola, assaam, perli la maggior parte sente ineontrario. I liene. ehe quando questri mise aneora
si eonoice non esere indilaxata ad altio fine se non per timovere Mul impediment , ehe potesse appotiare ii presente meteto si prelati eitea Peu
te sin messi agli ossi ei de publiei e sali. Ci sutono pol de Ptelati liallant i quali ni,n sollisaeendos delia medelia forma di Deereto non volam diruiti loto patere ti diversi Spaenuoli aneora seemo
ehe d 'eono di una olflinatione, pate che ad aleunt di queati, ehe havevano contradetio at predetto canone placesse ouesta additi ne: nnn vi s h istrahet a tufitici a sera alim mutatione, ma solamenteii sono agglante alia dotirina deis ordine Λ decte. to della Residenta aleum par te di praeci m mento .
da quelli. ehe i Sigg. IAgati tanno depurato a qu sto, che sono per quanto intendo Monfignore di ne no Romano, Modens, 1 Paleotio a quali
hanno Ordinat , ehe attendinci ad see mocarte pet
deputati attendtino a risomateri, si erede ehe ineriserardi si fata un altia e ngregati ne renerale, do ve
