Breue, e succinta relatione del viaggio nel regno di Congo nell' Africa meridionale,

발행: 1692년

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'eta di prender moglie, mandano via rega-Claz va per dote, secondo la possibilia del- persone, at Padre, e Madre della Don Zelchi edendo la per spo a dei lor figli uolo; Ol dono va anche anneso via vaso di cret en di vino, scatori to dat te palme, detio datai, Cietto a melassio. Prima, che da Genitor illa gio uane si accelli it regalo, s'ha da be-il vinosel primo a bere in il Padre , pol l adre, & appresso da mano in mano i circonti; E se cio non si facessis, verrebbe impu- o a considerabile aggravio. Doppo rende 'adre la rispo ita, o inclusiua,o esclusiua; se lude, manifesta te scusesse include, si ritie

la dote, e d 'indi vanno i Genitori, e lo spo- con flotta d'amici, e parenti dalia spo fata, on festa, e gioia se la conducono a casata. ulo spos arsi in facie Ecclesiae, affatio non ae parta, perche vogitono prima osserit arela figlivoli, de' quali sono molli anziosi,men de alia coltura de'camphs'e obedienil suo Con sorte, e sim ill ; altrimente la ri-ndano a suo i Genitori. Quando it diset to,cede dalia moglie, si restituisce la dote alrito; se vieia da que iti, e perduia per tui late; Ne resta percio in conto ver uno infa-

ὸ ia doanai anti se e stata degua di prole,

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i 38 Selatione deI Viugio

subito come e sperta ne' parti,con nuoue codotali e accellata da vn'altro. Astretti pol nostri ordini,a spos arsi, vition o cosi chrisnamente, e sedet mente tra loro, che te cforti in particolare , pili tosto ii farebberogliar a peet Zi,che commetiere una mancalcontro la tua honesta , e contro la sed douuta at marito. li che se mal occorrest ime di rarissimo occorre,e tentato l 'adulae pagar la valuta d 'via schiatio at marito dedultera, la quat'E in obligo manifestare rore commesso cotro it Co sorte, con and coprendo di scusese se cio non osse rua,e 'l rito viene a saperto , in corre nella pena pereuole dei distortio. Quelli , che non

ancora coniugati in legitimo matrimoni stanno concubinati, sb OrZano tanta mondet paese, quanto farebbero noue scudi

nostri. . .

Deue si auuertire, che ii Padre delIa uane in rice uer la dote, se fuste poco, nolue lamentarsi, ne pretenderiae di vantagperche sarebbe via venderia sua figlium Onde per togliere si fatio inconuenientctassato vn tanto, conueneuole all'essere qualita de'compatrioli.

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IVel Regno di Congo. I 39

isa da parenti dello sposio , c 'ha nome dite, stimano douersi loro in riguardo at sontanaeto della figliuola sino a quel tempolle noZZe; Si che tra costoro , quello e pluco, & opulento, che si troua pili abbon da-di figli uole. Abuis notabile e quetraltro, usato ben Sila gente bassa,e di rado. Au uicinandosi aldella vita it concubinario, per non perderlote, lascia la concubina ad via suo paren-

l che per euitarii at piu possibile,s'impo seno i ta pena delia frusta a chi rice uessonia donna. Ne veniae uno fra te mi e mani, s lauea pigliato la propria cognata; era sti persona cospicua, e pero molio piuiro,e maggiore lo scandalo ; Fu corret tome prima cola ammonitioni, e pol cOfJ iaccie, se no i 'abban donaua; remendatio-

h,che in cambio di lasciaria,diede mi oua at di iei padre,con darsi a credere hi 'ha- in tal modo adempita la legge. Si se pree di corto in sieme con la sua cognata , Ooli vn sermone, per induit La ponderar laae ZZa det fallo,e dello pandalo, apporta suoi nepoti,ed a tutio ii popolo,si fero no ambi publicamente ita falare, rimanendo Onio priuato d vn certo vilicio di lucro,

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1 o Relatione dei Vi glo

che amministratia, sin che rauiae luto, si ac fasse con vn'altra, conforme gia si adempl. Dissi, che ali re si te donne vogitono spimentar i loro mariti, delle quali altro iacposso ad durre,che in questa materia sono proterve,ed ostinate degit hia omini ; ed alvolte mi sola in cotrato co ai cu ui,che veras te desideratiano coniugarsi,e te donne, o cno fuggite, o et leno mede si me, e te loro sdri inuenta uan mille scus e.

Fra i molli di questi euenti, mi si rapi sento quel, che siegue . E ssendo chiato ad ascoltare la confessione d'via amista,c'hauea la figliuola in matrimonio a sua,auulsato di cio te dissi, prima di confaria : Sorella mia, non possis farti partecd' via tanto Sagramento, se non ti risobtrarre tua figlia dat peccato continuo hor, hor acca sarta ' rispo se pron tamente ferma: Glamat permetiero, Padre mio, schiu si da me gli occhi alia luce,habbianstar sem pre aperte te labra di mi a figliu maledirmi l'anima, per hauerta soggettio rea at presente glogo dei matrimonio. que, io soggiunsi, te mi pili la maleditti temporale di tua figliuola, che l'etern.

tuo Celeste Padre, e Dio P e chlamat.

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na figliuola,le richi est, se si contenta ua,chea ad re per sua colpa andasse a penare eter ente ali 'inferno s'in teneri la me schina, iei gli occhi alle lagri me ,e'l petio a sospi-hiam 5 in quel punio it suo finio marito, mi giur posset si uella prima festa;e cost lane, posche partito da me, ando a pesca-col perce pigliato sollent ab Ie noZZe; cod tuenne la pollera inferina, doppo la coindlae, quieta, e contenta, per lo matrimo-i sua figliuola . Tarhora e occorso,ch ne madri ostinate han voluto pili tosto .δJ VOHi zistione, che leuar te loro fidat pecca O. stile, che dat marito si liene con la mo- uel regSimento delia casa si θ,che t 'huo obligato a far l 'habitatione, vestir lata Onna, secondo it proprio stato, tagitaris,sbarbicar te radici, quando bisognata, io Campo, portar il vino Ogni gi Orno, i rac cogite dat te palme, e setat voltata a , non si vitie con pace tu quella cassi .iζ. 'ς xlta' dar da mangiare at ma-

: xipi idoli, perloche sola mente lo

2 ranno ii mercato: venendo te Diomi C, queste ne' toto campi, e lati oratii sin 'agi Orno, rrtzrnano alle loro habitationi

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per appare cchiar a mariti: preparate leuande le mettono innan Zi a capi di casquali doppo hauerne gustato quanto a Diace,porgono ii resto alle coniorti, chediui dono co' figlivoli, e tando cosium cssi di mal seder la moglie atauola col trio,ma diseriserio mentre mangla. Il se condo abuso e, che quando te dol

tela o si ben tessula,che te mora piri tostia orata ne i telato, che iis uta'aua M. net terreno. Chiam a si quesi A. i

ne, d di cui legno e so dissimo, te togiae fh quelle deli Arancio, & ogni ramo mae ino a terra Ie radici molio spere, gossottili. Per ordinario trouasi plantato vialle case,come se fusib Nume tutelare dhabitationi, adorando lo i gentili per vloro Idoli,& acci oche beua, quando bas'e v edulo in alc uni lii Oghi lasciarui aco et ucche di vino, cauato a alle palmai discono, per tauerela Za, calpellar te si lic, come faressimo no i delle reli qsanto legno, ma se vi mirano rotto qua amo non piu l'adorano, ait bota con

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est e te doniae graui de , rice uendole perno de 'Strcgoni, i quali danno ad intende-he solletii it pes o della grauidan Za, e ren- loro facilissimo it parto. Non si pub cree quanto si an te doniae gelo se di quest'alo perche, come pensano, per mezo d'esigono liberate da quel periglio, che liene 3 in timore tutio it tempo delia 'grauida-Con tutio cib,quando fui auulsato essere uno ne i ristretio delia nostra Missione, sospello,cite venisse adorato da gli hab, ri di questa casa , vi an dat bῆ' accompato, e lo feci buttar a terra , net mentre si dea, interrogo la padrona,perche tagliasiaque li'albero, te feci rispondere , che mi tua per tau Ole, & ella sonZa replicar al-ue n 'entro ne ii 'albergo. erZOMati appena i bam bini,pongono lo-ddo si alcune cordelle superstitiost,fatte. Siregoni, b d alle stesse madri, che nel- recciarie proseriscono certe parole, inse e loro da Maghi, e vi attac cano anche ildelle volte ossa, b denti d 'una tal forte 'imali, tu ite cose,conic dicono, preserua de'morbis angi si troti an delle madri tan- mplici, che legano alle cordet te mcdc

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si me Agnus, Meda glie, & attre cola di ditione. Ali'hor che queste portano a batistar i lor si gliuolini, se in essi velli amo laperstitiosa cordella, s'ordina , che siano ite nute, & accid si emendino, rice uono innocchioni via buon ricordo di staffla Scri uero via sol caso, de molli ac cadimi in somigliante materia. Venne da me conna per lauarcon l'acqua baltei male suo figli uolo, con la mali ata cordella iaco ola presto ordinat, che si da sle alla madmeritato castigo di tante battiture, applinco minci ho ministro a battere la mesciche in ginocchiata,come staua, driet gandocchi verso me,co Si proruppe : Padre penate mi per amor di Dio, perche la mi a turina tenea addosis qua tiro di quei lagri re ne leuat per lo camino , e'l pretente, ii quarto, mi dimenticat leuario. Eccito uestibaccenti via gran riso ne' circo asco nosciuti la di lei semplicita,non lasec

mandat a casa Quarto,douendo si statiar i loro figlio Padre,e la Madre, uniti in sieme, collocri anci ullo in terra,e fra que gli affari,viet.

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