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is a merxe tamgraude, que V.P. meo que nao cui daua de mandar me aut-
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q Additione alla Relationerar as nouas de sua, cbega n. porto Angoris com faude, a quat quiera D Nopso Senbor conseruasse se re p/emparo deses pobres seruos de Deos. Ide mi iba parte fico multo pronio at orde mandatos da V. P. como seu Albo est
palaura, mas b meu Padre napset, is sp o flvificar as misericordias de Deo qu ndo quer dar que eu pollo ver b be bo rosio de QR para que menba loco a car as almas deseus silias. Ou sentami enba tabem pessiamente para alcaur moi a sua fagrada benseo, pore ento i
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K s Additisne alla Relatione IN ITALIA No.
Sia lodato it Santissimo Sacramento
Al M. R. P. Fr. Giro lamo da sorrento capuccino Misitonario Apostolico ,
con gran gusto, eis allegrezza per fauore cosi grande , che V. P. mi se . ondnon pensatio , che mi mandasse ad auisa re inuoue dei suo arriuo nel porto d'Angoti cisalute, qual'Iddio nostro S ignore ce la voί conseruare per siem pre a beneficio di qtie poueri Serui di Diodo da mi a parte stb serpre pronio atrordini, mandati mi da v. Rc me suo figli uolo spirituale, gion tamente c sua figlia spirituale D. Potentiana mia Md te; Ambidue ii desideriamo,conforme almisura dei nostro desiderio . Signor mio spirituale ho in teso quanto V. P. mi scrium inutamente se laga in toppo di parole ; mamio Padre, non s6 in che modo pos signi care la misericordia di Dio,che mi vii ol cocedere , che io pota Vedere la benigna fa
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suo figlio spirituale it PrencipOD Gio: Emanuele, che go uernail destio di sua Madre.
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S Timo non hauer a dispiaeereat Leitost 'aggiungere qui ii termini v sati da cilesti popoli Eliopeni, da me nella stritia Riatione ad dotii , circa il desinare in te midelle loro Conuersationi , o brigate, occorendo farsi la cena st molli di Comitiuo
Formano questi sui tenero, e verde tapedeli 'herbose Campagne vn rotondo circodi se si eis, sedenti a terra col ponersi in girnet mero di cui collocato si mira vn grandgrosso, e tondo piatio di legno, chlamato iessi, Malonga. It pili vecchio, ed annoso, clin loro lingua liene la nomina naa di, Mael untu , 5 Cocolocangi, diuide , e dispens; ei a scheduno la parte, restando tuiti conteti di quel, chς d'auanti se I offre, sen aisu serro, nE lamentarsi se la portione habidei poso, o dei molio, sia det meglio , b epeggio, ben che si vada con gran riguar, ne I trinciare, in modo che se vi fulse via bocone det mi gliore, n'e fatio partecipe Ognno. Nel bere non usando taZge, ne biccbri, a fine che s'habbia da tuiti it bisognetle, it Machaluntv liene it Moringo, o fiat ne lic sue mani, Mentre l'altro beue, equἰ do giudica cssere suffciente labeuuta basi a te mani, come dir volcsse; Basta ; il s
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prattica con gli altri O at fine dei pranso. te che da me lienesi per piti ammirabile
tal fatio, e al mio parere, che passando ala a per uoia a per doue risiedono in circo lo andosi, si a pur liuomo, o donna,grande,ocsolo, ancorche non conosciuio, cd inco-to a Conuiuanti, questo seneta formar pati o uar ia luto, e meno far atto, che si fia ,rDan ita, S accommoda con gli altri del- unanaa, e cosi alia muta clatra in giro,ed arte come quelli. Se auuenisse essere ilarratio doppo fatia la diuisione de' cibi: e per obligatione ii maggiore,5 trincia rendzrne via poco da tuiti,e suppli re aliae uel non chi amato, ne inuitato passis N
ma l istesso, unche , consumato it tutio, alta, e terminata la Cena; e li viandanti udo esser euacuato, e ben ne itato illo della gro R. scudella, ne esserui altro enti cc hiare, no da rodere, senZa dar sc-di chi eder consedo , es cono dat circo loi Vonuersatione, e ne van via per sero inari. Forse volessero imitare quel gran 'IDiogene Cinico, che dimandanis ricchi ii stio bis gno, accertaua , 'ren', ne tangratialia. Auol tisi a. Coil im ,
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che puniual mente si osse rua da colat Euipeni, quantunque ii sopraggiunti porta Mseco copiosita di comestibili, sin eo me spe occorre, lasciano sem pre it loro da p rte, con tal bell/ , e gratiosa cerimonia 'acodano di buona voglia con quello de s litri, Co sidero is pur da me con non poco spore in tal forte di Gentaglie , che sta si igi lati Brig te mai vien' interrogatochi ni
cbe nuoua vi e , che vi occ0rre di nuo uoi simili, li faceano onnim mente pagar i na, Locre sum sex , quasi quis peregre re sus rogabat : Nunquid noui Eum mulcta. ciebant. Plut.de Curiosit. laudauda. Tal volta mi e sortito, che volendo da mangiare a coloro, che per cose n ccrie seruito ci hau e no , ritrouatio ali' lic
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io puteuo, merauigilandomi d unlamora fraterno tra Gentili, priui di lume, de . Se eat'vsaneta corresse fra tuiti, non derebbero tanti poueri lacerati dallaia', interlaetiti per Pinopia,etat 'hora mor-l accantonati negli angoli, e vichi delleiade et E pure appo noi Fedeli et astrint diu in precetto alia caritatiua compaD. βuod habuimus ab initio, ut diligamus
l allegato costume non E indegno di, degnissimo di blasmo e l'altro pressoro circa te mogli, te quali hau endo in atione ii colli uar della terra, restand mariti in casa a placere, e ripaso,d0ppocitatione delia et appa sin'at mezo gior 'e di sopra s'e locco, si licentiano dapi, e cosi distombate, gion te in casa, sigono a far la cucina a Consorti, se ten- pronio in lor'habitatione clo,che s'ha
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vera d'apparecchiar si ι altrimente se contira an darselo procurando a costo de' loronari, o per via di comm utationi di robberobbe , secondo i uso . Dico con loro pς ni, , sendo elleno costreite a dar il vittgli: huomini, e questi it vino , e vestito
elene, clii ἰ'impedisce, ς hi si fg ricors terrogati pili volte da me, a che finς noscosi te uado te mogii legitime a mensa cesse Rispondeuado, che a tal'eisexto dauessi la dote alie doniae, ccio li prestas
seruitis, ς che ne pasconu per seruire phuomia i , Accenti, ςhe forse prorotti druauerebbero , se stati a scollatori fuidet dolce canto di Claudiano, affrmnascere te dunde a I Μondo per il fruti0la Prole futura, e non per la schiauitu d
