Galliae antiquitates quaedam selectae atque in plures epistolas distributae : ad Parisinum exemplar iterum editae : accedunt epistolae duae, altera Sorbonicorum Doctorum ad auctorem hujus operis, altera March. Joannis Polenii de Olympico Theatro

발행: 1734년

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tervisi allest ire, e mettere in ordine te sontuose compatse , ches facean nelle Arene , senZa che ni uno te potesse vedere prima deli ingresso ; di potervi tenere, e conservar varie cose, quali eranforse necessirie per ristoro di chi passava la giornata tutia dat lamatina alla sera neli' Anfiteatro . Opportuno era si solarmente illuogo per eonserve da vino, e che vini vi si tenessero, parvemidi poter conget turare, per aver ritrovate nelle stanae tre grandis sime urne di terra cotta con amplo ventre, in piedi , e meze se terrate: sappiamo , che gli antichi in cosi fatii vasi tenean volon tieri it vino . Ma comunque sia, certa cosa E , che tra ter la novita di questi magnifici sotterranei, e tra per la sontuosita deli' edi- fietio, Ia quale spicca singolarmente net grand' ingresso da me de scritto, merita quest' Anfiteatro d'eflcre assai piu noto, e pili considerato chlagii non Ε, non essendo stato d' ordinario nh pur mentovato da chi finora antichita ha raccolle. Non debbo ometiere , come solio Ia via dimeZo, e sotto i corridori sotteranei altri vani .e attre Volte pur sono ancora, quali dovean servire per condottigeon che la spela s accrebbe di nuovo non poco, e sorse triverne ta ta profuse lotio terra, e refersi prolandati tanto, impedi pol ii po- tersi inaletare quanto bisognava , per condur l'opera a termine . or parendomi dlavcrvi omai anche deli' Anfiteatro d'Artes ragionato a bastaneta , passero finalmente a Frejus , e di quello anc ra vi daro conteZZa.

curiosita si prefigesse Frejus per termine d'un Viaggio , main somma trahit sua quemque voluptas. L'aver' io da persona degna in elo di sede , che quivi certamente considerabile a-vanao C Anfiteatro si ritrovasse i essere stato nomitiato fia

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dat Sertio, e ii non esier di esse publicata ancora notiZia particol re alcuna, non che stampa, o disegno, mi fece senZa esitanZa prcndor da Aries verso quella Citta it cammino. Feci ridere con talri soluetione ahunt gentili Cavalieri, che con curiosita mi riclites ro ii motivo di questa gita; ma e in questa, e in Ogn'altra materia, Cnon meno in questo, che in tuiti i tempi egii avvenne sempre, chele cose dati'uno ammirate lasser soggetto ali'altro di riso; Oo δ Θαυμα ετεροισι γελως, disse Luciano net suo primo epigramma. In tal Citta, deita Forojulium da' Latini, non e maravi glia , che Anfiteatro si ergesse; po iche si riconosce anche da pili altri segni icome su gia florida, e grande, e non solamente su militar Colonia Romana, formata della Legione otia va, e onorata di due titoli, co- me abbiam da Plinio, e deita Illustre da Tacito ; ma fu stabit sog-giorno per assai tempo d'im' armata navale, costituita ne i suo porro da Augusto, non meno che a Ravenna, e at Miseno, di chedi de uia cenno Strabone. I moderni libri, ne' quali vi en nominato ii suo Anfiteatro, altro non ne dicono, se non che si conservi deltuito intero; it che per verita e falsissimo , mentie molio poco Ecio che ne rimane, in paragone di ci 5 chi distruito : tuita via non sena a profitto si pu5 es minare quanto ne sepravanga, perche ali' incontro degli altri qui si Econservata appunto l'interior parte, della quale nulla abbiamo ad Artes, e nulla a Nimes: facendovcne iopeio descriχione, ove con te due passate congiungasi , verra a ri-1ultarne quasi l'intero degli Anfitcatri.

Molio inferiore a gli altri due fu quest' edifiZio per Ogni conto,po iche prim ieramente si uso in esse teconomia di sit uarne quasi lanicia per lungo sui pie d'un colle, e di risparmiar cosi la maggior parte delia fabrica da un lato ; la quat industria su spesso adopratanei costruir Tratri , ma in vero Anfiteatro non che si osscrvi altrove. In secondo luogo , non si vede qui la magnificeneta delmateriale, che negli altri; mentre non di grandi e dure pictre, ma ξ tutio lavoraro di muraglia secondo que' tempi ordinaria , incamiciata solamente di pictre piccole ri quadrate, per lo pili verda stre, o rossicie, ma di qualita fragile, e da non poterne aver peZeti grandi; nh sono affatio tiguali, nξ disposte con plena puli teZeta. Di tal co struetione si veggono i muri, i gradi stessi, e ogni co-sa . Gli archi nella meta collocata in plano, sbno in numero di a 6, id attret tanto e lo spazio sui colle , onde la sua clissi da sa arcate solamente si serebbe composta, se sesro queste state da ambeduele parti. Tra te qua tiro porte diametrali erano da ogni lato archidodici Rcst avia antica mente seor delle mura, ma in poca distaneta,

come pur anco in oggi. Partero della parte piana, perchE dcli' altra poco ci fari che dire. Non

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, Non vi satb qui mostra den' esterior prospetto, perchh il recinio primo c Danito tutio, e c05ὶ it secondo, vale a dire te prime e te seconde porte, col porrico chlara fra esse , e per consequenχ aeon quanto cra sepra . La prima cosa, che net di suori ora si presenti, sono gli alti rotiami di quelle mura glie , che da i secondi a chi andavano ad unirsi col portico interiore , come nella premessapianta potete osservare. Nel primo muro deli' interior portico , chesussiste, sonsegnate te porte, quali metieano in eo, chiusu ora conmoderno lavoro. It portico steta E largo piodi Io, e alto et 3. Lasta volta, come pur l,ltre, e lavorata at modo di quelle di Verona, con peZχi di lasso, e di pietra alta rinfusa, mastabilite pol conton malia, e pare ancora con qualche divisamento. A pth della volta ricorre cornice, formata di cotto con due quadroni Romani posti gradatamente : riste si osserva nelle volte superiori, polchd vol-lero anche net minor dispendio conservar te grarie deli' arte. In no di questi quadri si legge CASTORIS. oride uso era anthe su-or di Roma di consegnar te officine col nome det maestro, o delpadrone. Oltra it portico E la cinia interna, dove appariston te vie, che metieano a' Vomitor j bassi; indi it muro continuato, che so- stentava ii Podio. Eccovi lo Spaccato , che vi fari conoscere quan

ra chiusa , e coperta per un Convento, con la fabrica e qualelo spagio d'alire cinque arcate deli' Anfiteatro su parimente Occupato. Farcmo pero principio da quella, ch c dirimpetto , alia qua

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dici e meeto, dove ncli' attre di tredici A dritia si trova una porta arcuata, che mette net corridore: a Verona non vi d porta, matutio rarco dei portico e aperto . A sinistra e pari mente porta .ma finia e chiusa d'antico, non potendo da quella parte esser corridore, mentre s'urta net colle. Tornando lacri, e seguitando gliavangi, o i vcstigi, ne' due prosilini sparj tutio e guasio, ma ilcontiguo alla porta grande a Vea scale. Il quarto era a tutia alteZYa. e la volta andava ali' in su : sotto queste voltc erano te primescate. At numero y e strada , che trOVa in faccia una porta, edtia sopra i segni di due volte , runa e t 'altra che discende va . perche sopra la prima era un secondo ramo di scala, it quai tor-

nava verso it recitato, ed era coperto dalla sicconda. At 6 torna lavolta alta che monta ; at 7 tornano te due volte , e la porta infaccia, e cosi sempre a vicenda. Solamcnte net mezo per largheZeta si mura, perelio vi scin tre porto una presso l'altra. Tulli imuri , sopi a quali eran te volte , dat mezo in se vanno fino alcorridor piti alto, come net Taglio si pub vedere , e dat mero in gili vanno fino at corridor secondo det pian terreno i ma dovelo toccano, tutio lo spazio che resta solio l'altro, E coperto sem- pre da volte dirit te, lunglie sei piedi, sormando peris quasi tante cameret te. Qui vi tra i rovina ZZi trovai largere Acanto in quantita, con fost te grandi e bellissime, e riconobbi la verita di cio che Vitruvio strisse , deli effer queste te imitate da Callimaco nel capitello Corintio : finche t erba e giovane , si torce, e si raggringa appulato con queli' istesi vagheZZa. Le prime scale porta vano sui corridor di m ceto, che in questa meta deli 'Anfitcairo girava da un capo ali' altro, largo piedi sti emezo, alto picui otio: i secondi rami non Veggiamo prccisa mente ove capitassero, per effer tu ita resterior parte distrutta, ma seneta dubbio su l'Attica, clic quivi ancora sei Za E che fota, e dove capitava chi douea usici reda'pili alti sbocchi. At numero I della planiata, cli 'cappianto it mezo, unica mente si conserva la volt a piu alta,e at numero I 6 unica mente si Vede parte d 'una prima scala , e vestigi certi det rimanente, onde l'ho potula sar metiere sicuramente in discgno: erano gradini I 6 tuiti continuati ; det secondo ramo pari mente restan te traccie. Avverta si non 'osscrvar Io Spaccato, c

me essendo te due scale in due spaZj diiserenti, te strade, che vanis no alle porte deli' interno corridore, son quelle , che hanno sopradi se i se condi rami. or passamo ait 'interno, dove la parte basia de gradi, de' vomiatori , e delle precinetioni E assai conservata . In alto, stando net campo, si v cde l'esterior parete dei corridor di sopra, e meeta la sua

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volta, essendo che it muro di qua e rumato, e mancano quivi deltuito i gradi. Nel meZo apparisce ancora parte di quella volta, clielio det to unicamente conservata, pol clic in quel sito E rotio anchel altro muro . Ma venendo a terra, si Vede graia parte di cinque gradi ; indi uno atquanto pili alto, e pia largo, ch'era una P c- cin Zione. E offervabile, che innangi di effa si par' cssere uti me hogradetio. Forsic ad unque in questa parte non si err6 nclla ristora-Σione de' gradi di Verona, come io una volt a suppos . Ne' pili baias gradi si veggono i Vomitori: erano in numero di dodici , sithia. ti come mostra la planta, benchh su la dritia it Convento ne tol-ga due, e li due di me Eo, che si eran vicini, sano in gran parte ruinati, talche resta scoperta la porta, che veni Va nel corridore, e parte delle due vicine. Appar nella planta , come queste porte non aveano gli sbocchi in faccia, ma bensi vi aveano quella parte di muro, che rcsta tra l'uno, e l'altro, e cosi quella di mego ancora. Questi sbocchi son largiti piedi . . te loro interne porte crano alte otio piedi, a vcndosene una presse at Convcnto aflatio scoperta. E da notare, come la parte di questa interior cinia, che'

tra te porte de' Vomitori, e sotto i pili basii gradi , non ε tu ita solida, ma per risparmio di spes a inutile se lasciata in gran parte vacua, e sopra it vacuo D tratia una volta in arco, come noldi segno si accenna, sopra cui pose vano i bassi gradi , e it pavimento dei Podio: cosi h in Ogni spazio tra un Vomitorio , e t altro, it che per alcune rotture si scuopre , restando chiusi dipa te e d'altra i vacui con muro antico, onde indubitato resti, a null' altro aver servito que' piccoli vani, che al sudet to fine. Ora sic- come te volte aletano a Tai piis, che la seglia degli sbocchi, talchene cuoprono buona parte a chi dalla piaZZa riguarda , cosi si rende patente, che senZa interni gradini non si potea uscire ali' aperto,

ne portarsi sui Podio, e a' pili basii gradi: lo spagio della salita indica, che fossero cinque almeno, benchξ nh pur' uno ne sia rima se . Ηo fatio scauarc a pie dei primo grado neli' area, ed ho scoperta buona parte dei muro dei Podio , rivestito come ii pili deglialtri di piccole pietre riquadrate. Sopra la prima precinZione girano altri cinque gradi, lavorati degit stessi piccoli pezeti, e con te misere medesime d'un piede e me-Σo d'altegeta, e duc di largheZZa, poco pili poco meno . In quem sti E la seconda mano de gli sbocchi, i quali son tredici s unodi essi resta nel bet mero tra l'uno e l'altro di quei di sotto, eduno per parte sopra te porte de' maggiori ingressi. La soglia diquesti corri sponde at pavimento dei corridor di sopra , t alche da

cina ione, che clitaramente si distingue i indi in qualche sito pa

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te d'un aItro grado, con che la meta appunto si pud contar chene manchi . I Vomitori non sono disposti a scacco , ma quando altri si pone net mezo dei campo gli Vede tuiti in lince rei te uno sopra i altro. En trando per essi da i contigui portici , si osservatio tuiti eccet tuando i diametrali, procedere obliqua mente , e picgar- si verso it punio det mezo della piaeteta, di cui si fanno centro tit che per verita a chi dat sudetto punio rimira, is molio bene , e molio gradisce ait 'occhio, e pare, che la persezione della figura cosi richiodesse. Quivi pero si rileva l'in tenetione, e ii motivo delle obliqua Zioni, che ho notate negli Anfiteatri d'Artes, e di Nimes, dove per altro non si pub con tutio questo applaudire allabi rarria deli' aver distorto in quel modo anche l' csterno prosperio. Convien dire alcuna cola anche deli' altra meta, cli' era sui monte. Un terEo per lo me no dolia spesa si sera ris parmiata quivi , perthh dove it terreno h pili alto, l'Attica sola si ebbe da costruire, e dove inclina, poco pili, affinche a chi era dentro tutio iles'im orno corri spondesse. I gradi sui declive dei colle con poco murato sotio si securo unir con gli altri . Anche net principio della parte piana molto avra agevolato it rocco naturale, che da unlato vi s' incontra , e che suppli al fondamento in gran parte. Manet montuoso pochissmo det fabricato e rima se, perci, E quivi nons lavoro per magnificeneta, ma per economia. Girava una mura gliasu l'alto , che avea pili porte , per te quali si discende va, e veni vacia scheduno a suo i ibocchi. Ne restano atquante henche sfigurate, con qualche peazo di volta quella, ch'h prossma at diametrale ingresso gia descritto, montava, perci, E il terreno quivi non suppli-1ce ancora . Entrando dalla parte opposta, si ha su la dri ita un trat to di portico con due u scite at di suori, ma vicn tosto attravers to dat macigno dei colle. Ed eccovi dctio quanto per me si pud di quest' Anfiteatro aneli' elaminare ii quale, e gli altri due parimente, non posso negarvi di non aver provato atquanto di complacen Za pili volte , Vedendo compro vate con sicureZZa alquante delle osscrvaetioni da meesposte nci mio Traitato, e che uguat mente vagi tono per gli Anfiteatri tuiti ; come a dire, che te porte di meZo per largo non conducean neli' area, ma te vie loro trovavan per contra nel fineun cieco muro I che te porte diametrali por lungo erano piis ample deli' attre; che te scale non eran punio disposte, come s rap- presentano in tui te te stam pe det Coliseo; che i Vomitori bassi non da vano adito nolla pia ZZa, ma per gradini interni metieannei luogo piis nobile gli spetiatori; che nclla cinia intcriore non vi eran prigioni; c che net muro che sestentava ii Podio, non viei an porte. Con molio placere ho attresi vcduta la plena e indubi

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FREIUS. III

tabit conserma della nuova scoperta dci Sopraornato Tostano , edet potersi ora con tutia sicureZZa additarne te parti architettoni-che , e gli ornamenti, quali non effersi conservati in verun edi sigio antico, hanno finora credulo i Maestri. Ma voi crederete sorse , che dopo tutio questo troppo io fialontano ancora dati' a vervi reso conto degli Anfiteatri di Francia , mentre vedor sene in tante Citti di esse asteriscono i libri, e testam-pe: ma nella Francia ancora lo steta appunto che netl' Italia in talproposito avviene; cioε, ch'altri ne sogni fovente, o vhmbra nonne apparisce, e non di rado, ove non tiiron gia mai. Ogni sembianeta di ovat figura , ogni principio di arcate , Ogni antico muro , che sembri in figura di semicerchio , se pensare, che Anfiteatro ivisesse . Ben' in dieci Citta , altre grandi, attre piccole, gli asserti Anfiteatri ho ricercati in vano. In Lione, in Vienna, in Marsiglia,

in Bezicrs, in Narbona orma certamen te non ne rimane, e cosi in

Parigi doue tra gli altri anche ii dotio Adrian Valesio lo v uole . Sopra tutio, benchh informato dei contrario gia fossi, ho voluto portarmi ad Autun in Borgogna , trinfiteatro delia quat Citti Estam pato replicatamen te in tre superbi plani, e affermando in olire, che si conosce ncti' originale, com 'eran qua tiro, e come te scaleerano a presὶ poco disposte at modo di quclle det Colisco. Crede reste nci luogo, di cui cio si asserma, sἹsso non v'ε, che stando a pochi passi, si vegga sepravanzar da terra . Fuor di Citta al pr sente, ma dentro it giro deli' antiche mura, doue finisce it colle,

curva si ii pie di esto quasi in me zo tondo. Verso la cima otio peZeti d'antiche volte rimangono, concentrati nella collina, e distribuiti in distanae u guali , ma coperti dati' erba, e quasi nascosti. Perqueste volte si veni va ne' gradi. Τai vestigi ben possen credersi dia eatro, perch E in una delle est remiti della curvatura , si ha una reliquia di muro , quat serravata in linea retia, it che non compete ad Anfitcairo. Dalla parte opposta orma alc una non appariste ,

e i pochi rima fugit sudet ii non arri vano a farsi scoprire da chi stanet pian superiore , o da chi ricercandogli non vi si appresse: dat

popolo son volgarmente chiamati cives Itilis. L' istoria d'Aut und 'Adme Thomas publicata in Oglio senga nome d 'antore neI 166o, gli chlama Teatro nas sto nesse spine , e nella Terra , e afferma contuito cio, est er u ale al Teatro di Verona scosi confondendo i n mi se non che non era di pistra e Per questa immagina Zione , chelasse gia uguale ait Arena di Verona, quel I' Autore pose nella sua Storia it dis egno di ess, , non gia veridico, ma quale era stato publicato da Enea Vico, e dat Ligorio; onde nacque pol, che ii di-segno inserito in quel libro sa stato credulo deli' Anfiteatro d'Aut , e come tale replicato in altri famosi volutat. D'altre Citta, ve

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dove non ho potulo portarmi, ho procurate budne nolletie per litiatere , c vengo assicurato non vodcrvisi che rima iugii affatio incerti,

e da' quali nulla imparar si pota . Tanto mi viene asserito anche di Bordo, l'Anfiteatro delia quat Citia su nominato fin dat Vincto, da

cui si ha net suo comento d'Ausonio, come veniva chlamato Pala et to , e come fin d 'aliora sol renui reliqise ne rimanevano e di queste con tutio cio io era singolarmente curioso, perclid essendo atquanto discoste dalia Citta, dourebbero essere intat te , nε confuse per fabriche confuse per fabriche posteriori , e facilita dourebb' effervidi scavare, e di scoprire. Ma la stagione, e la stra vaganeta de' te pi non mi permisero ii viaggio . Ora una cosa in questa materia sivuot sopra tutio avvertire. Saranno forse in alcun luogo a vaneti dirocinio, che posseno aver servito at medesimo uis di Giuochi, eche per potervisi rimi rar d'ogn' in torno, avranno ancora polutochiam arsi Anfiteatri; ma io e net mio Traitato, e in questa ricercadi que' superbi edifiχj intendo , ch 'emulando it grand' Anfiteatro

di Tito, erano stupendi e per magnificen Za , e per arte , e possis no prestar documenti ali' Architet tura , cd avean pili ordini d'archi uno sopra l'altro, e pili corridori, e mirabit compartimento di strade, o di stan Ze, c dit scale, c di sbocchi, talcho non solamente ilgranil' in gegno dimostrano deli' Architello, ma non poco dissicile ari levarsi rendono in oggi la lor interna struitura, Mollo per cagiones 'esempio decantasi l'Anfiteatro di invε verso it Poliou, e ne die- de la figura fila Lipsio; ma io Ioggo nel nuovo libro intitolato V yages Litorgiques M France, come questa e una plaga a di 3s passi, cinta di muraglia, quale glacendo m vn fondo circondata da monti, te furono in lagitati in torno venti gradi, elatio un contorno in cima con disci porte per venire in ossi . Curiosa Antichita per certo , e che ben merita d esse re osservata, e suppliva per An teatro, ma non E l'edifigio di cui ragiono : cos 1 dicasi d' alc uni altri Ben' insigne resto d'Anfiteatro mi dice ora aver ritrovato in Africa ii Signor Hebenstreit, dotio Professere di Medicina , mandato uia anno se con pili compagni in varie lontane parti dat Re Augusto di Polonia per osservaZioni naturali, e per ricerche crudite . Trouasi questo a tre giornate da Tunesi, tirando verso

rebbe torse stata quivi l 'antica Zama, assai ricordata da' Geogra-fi, eda gli Storici anticht y u:i' crigione la chlam a Colonia Augusta, Gr:st. Adriana , e Citta Regia . Q sic sto Anfiteatro mi dicono era in trepiani , Ognun de' quali con archi 6 , c sopra un' Attica Dise-gno auro fra poco ancorad 'un curiolo avango d'Anfiteatro, chὰ

in Sicilia. Ma finalmeare porro ter ne con questo allet mla Icladione, ri

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eordandovi, d'aver cura delia vostra salute , che tanto importa alle buone lettere, e di non Derder di vista Ia vostra edietion diVitruvio, delia quale paruat lcoprire ogni giorno pia, quanto atabiam bisogno. PS. Vt sara gii stato stritto, come questa Reale Aceademia delle ScienZe a voi quest' anno ha giudicato it premio per lo sci

glimento dei Problema ultimamente proposto . Tal giudiχio recaper certo non poca gloria a VOi, venendo da m cosi rinomatoed illustre corpo ; ma onora attresi questi insigni Soggetti, face do conoscere con quanta disinteressateχza rendon giustiZia anchea' forastieri. o quanto mi spiace non aver qui meco qualche copia deli'Opere vostre, per poterie presentare a'Signori Accademi.ci; e speciat mente queli' Epistola , douc traitate de gli strumenti, che avete inventati per descri ver la Trattoria, e la Logariimica , quali in Italia sono stati giudicati tanto opportuni a promuover se pre piu la Geometria sublime .

AL SIGNOR

MATEMATICO IN VENEZIA.r ragionamento , che passo fra noi poche settimane prima deI.

la mia partenza da Verona , intorno alla dissicotta di metiere in chiaro alcune parti de' atri antichi, mi ha fatio venire in animo di darvi notiZia, e ragguaglio d'un Teatro, che ho trovato in Francia, it pili intero di quanti sano stati da me veduti . Questo porta da gran tempo it nome di Circo d'oranges . Neli' Istoria di quella Citta, stritia da Giuseppe de Ia Pise, e stam pata in olanda nel 163s , se ne paria confusamente , mischiando insieme, come h solito, Anfiteatro, Tearro, e Circo: il grata muro, che ancor lassiste, e di cui parierouvi or ora, .vi si chiama Fac-cia merusonale, e sutentrionale des Oreo ; it disegno, che vi si di deli' interno prospetio, non ξ ben prela, e non serve; vi mauca attresi

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tendere , come su in quel luogo un Teatro Io debbo consessarvi, che arrivando nella pia Ea, e presentand misi tutio a un tratio quest' edifiZio dinaneti a gli occhi, rimasi attonito di maraviglia; perchε vidi uu muro alto presso a Do piedi, thi l'alteΣχa d'una torre , e lungo niente meno diu , diritto , continuato , e persetto , anche nella sommita ; tutio composto di

messe. Non saprei dire, ove antico prospetio si vcgga di tale a piezeta, di tes nobilia, e di tal conservmione: eccovene la figura. Il pian terreno E altissimor Ie colanne plane , che son tra Ie porte, escon pochissimo et architrave in quattro membri, fregio senietto, e ben'inteis corniceia Tutte te particolarita, che in questo m to si veggono, prestan motivo di maravigiis, non comprendendosen a primo tratio la ragione. La gran porta di meto, architravata, e. insieme con arm sepra, s'inalga conre viaete, chiussi pero d'anticolo spaZio, ch sotio l'arco Le due colonne plane che sotadalle parti, interrompono ii Sopraornato ; i lor capitelli parretae talaro stati rasi, ma cosi furon posti, o finii per meglio dire . Due portesen pia alte, e di mantera diversa: gitant enultimi spaZisen chi si, e la porta prossima verta iI mezo h parimente serrata Cantico muro Pariero nel fine di quelle pietre, che pili sepra sporgono in

suori, senaa vedersi ii perchh r viaesi ancoriseno Ia ragisne degliarchi vent uno figurati a mezo i polahE sen tinti finii, e chiusi, essendosi nella prima costruZione continuato tra egi ii muro ali' istesso modo che net rimanente et gli occhi rotondi, ehe son neΙ mero, fi rano da parte a parte. Chi saprebbe parimente render ragisne delprincipio d'arco, che sepra quel di meto fende Ilarchitrave, e it fregio, e alia cornice si tronta e in per quanto spetia alr Archittetura, osservate in grazia que capitelli a perpendicolo de pilastri , cheniente han serto, e pare stiano in aria: con tutio cio fauno molio

bene in quel sito. Abbiam di questo altro es pio net tereto piano deli Arena di Verona, it cui modo pero non sara pili da dir

, unico, e non doura piis recar maraviglia: Paliezza non lascia distinguere clo che manca , e non impedisce di godere cib che vi ε. L'ultimo tratio e partito da un cordone lavorato. Le pietre, chesporgono preta alta cima, son traserate in quadro: quelle che perpendicolamente sottostanno, hanno solamente piccol sero per dat esto ali' aqua piovana. La sommitis E ornata di sua cornice.

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