Galliae antiquitates quaedam selectae atque in plures epistolas distributae : ad Parisinum exemplar iterum editae : accedunt epistolae duae, altera Sorbonicorum Doctorum ad auctorem hujus operis, altera March. Joannis Polenii de Olympico Theatro

발행: 1734년

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tico, e molio meno quanto cra di la da es u nel plan terreno ; perchξ ess endo stati occupari i luoglii tuiti, e ridotii a varj usi, per lo pili d'abitazione, rotti gli antichi muri , Ogni spaZio rc ista da' moderni tras formato , e da' palchi confuso. Ben si manti ne interamente ii corridor superiore , clod quello det secondo piano : su questo si gira tutio attorno: poiche net iratio, che ho. det to essere stato guasto, se bene si h fabricato sotto , e pra, quel portico per buona sorte non D mai violato, e due torri, che fu- ron quivi in algate , po sano sopra di eo. Conservas ancora gran parte d 'un angusto corridoretio, ch 'e at di sopra det secondo, conat cune duile sue scale, e la somni ita pari mente , con quanto cra vivi piu prossimo at recinio, e con alquanti M' pili alti gradi, v endosene ove sci, ove dieci, cinpiccol tratio sino a sedici. Veg. gonsi parimente molli sbocchi deli' ultimo, cies dei pili alto ran go, o due anche dei penultimo. Questo E quanto sopravaneta, ases iunte solamente alcune volte, ora quasi sot terra te, dclle quali par-lcro a suo luogo. La parte interiore e bassa e dis satia dei tutio , essendo plena di case , e di strade, come it rimanente delia Citta; e non essendosi la gente contentata di fabricar nella pia ZZa, cli' eravacua, ma per farsi pili luogo, avendo disset ii pia di tre quartide' gradi, col portico in torno, e con quanto gli cra contiguo . Quinis di e , che non si pol rebbe da questo raccoglier l'interiore, c percosi dir nascosta economia degli Anfiteatri, come net Veronese hopo tuto fare, non essendoci modo di riconoscor con certeZZa tut- te te varie strade , e nξ pur una conservandosi delle prime scale, 'O de'lor vestigi , che restan' or sol terrati , e non potendosi perbaccertare dei lor numero , nE rilevar quello dc'luoghi chiusi , osanze. Cosi dei muro, che circonda va l 'arca , c di quanto gliera annosib, non ho poturo rinvenir traccia alcuna. Molio si pubbensi scoprire en trando in varie cantine , c in altri luoghi ora sol terranei ; perche vi si tro vano volte in pendcna .a , da lic quali se ne impara la forma , cd ii modo , e in ccrto luogo anche in piccol tratio det secondo portico, the basia per imparariae la nisura, cd ii sito. Notabit cosa d, come in quest 'An fit atro si sta cost ben mante- nuto lyesterior recinio, ch'h la parte, la quale nc' pili degli altri, perche in essa la maggior parte era vano , pericola Va appulato laprima , e talvolta in non iungo corso di tempo , come iaci mi olibro accennai. Penso doversenc attribuir la cagione ali ' csser quidue soli ordini d'archi, uno sopra l'altro , ed at non csser questii solati, scome quasi rimanean iacgli altri per ragion dei portico, ch 'era ali' in torno di pili ma congiunti col pili sermo delia fabrica . Un' altra rictustionc e da fare ancora. In quest' Anfiteatro tutio e

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ra pietra , e non potὸ pero aver danno dat suoco A Roma, e a Verona lo spaetio dei di dentro in alto, at quale corrispondean nelbasso i portici csteriori, era occupato da gradi , e da logge di i gno, come ho dimostrato : quinci e , che abbiam ne gli storici , come net Coliseo si apprese pili volte il laoco, e grandissimo daniano vi fece : ma a Nimes con l'ultimo grado di pietra Ogni cosa si terminava : non solamente pero non potea casualmente incendiarsi , ma si adopero anche in vano, chi con legne accese intorno si ssor 16 di abbruggiar quest' Arena, di che si raconoscono in pili luoghi manifesti segni. Quando cio avvenisse, s'impara da certi antichi ver si d'un Uescovo di Magalona per nome Verdala , addotii da Pietro

Cariel nella sua Serie de' Vestavi di quella Citti, ne' quali si dice di Cario Martello ;Cum Nemaustras exuri Iussit Arenas , Aptas praesidio perfidiae populi.

Τhea- Dovea it popolo effers satio sorte netl'Anfiteatro, come per Ia groiatrum seZZa , ed alteZeta de'lor muri avven ne molle volte di tuiti gli antiacon un- edifiZi; e non solamente nc'bassi, e ne' mezani tempi, ma qual-2 :tche volta anche negli antichi , mentre seu vienmi, che Cesare asscinei, tene I Alessandria si pose in certa parte men conspicua dei Palaz-hat lota ZO reale , perche, dic egit, uo Teatro , cs' era congiunto alia casa , cum . servisa ae ro a .

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NIME S

ora E da cominciare a pariar det Pro ito, ch la parte pili imtera, e pili sana . Ve ne presento un saggio , che puo servire aba stan Ea, cssendo tutio it rimanente uniforme, e affatio simile alle due arcate laterati, che qui apparistono. Il lavoro non ε rustico, ne con boZZe, come net Veronese; ma debbo prima d'altro avvertire , come racile parti architettoniche non E compluto, se non in pochi luoghi, c in molli e molli resto imperistio, talchh le parti, e i membri de picdestalli, delle imposte, de' capitelli, de gli a chitrai vi, e delle cornici non sono stati estguiti, nε espressi, mavi e la pictra solamente seroffita , e preparata a rice vergit. ALDi terminata si vede l'opera dati a parte, che riguarda a Settentrione uel me Zo, e coSI nclla porta di Mezo di, e a dri ita di ossa: se fosse cosi da per tutio, molio pili bella, e pili nobil vista lladisia io farcbbe. Si compria ova da cio thsscrva Elon dei Palladio, conse mata da lui con 1'Arco di Verona , che gli Antichi metieano in mpera te pictre schiette, pol le squadra vano interamente , c te inta-stia vano, dat che nascc it non vedercisi molle volte te commissure,

e il

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e si rassembrar tutio una pietra sola. Parrebbe per3, ehe non DL se stato necessario per questo fine it lasciar roZi, come hanno satiato in quest' Anfiteatro, anche i capitelli delle colonne. Ma egit Enotabit di molio, come da gli antichi secoli si sia manten uto tal uso in Francia sino at giorno dlaggi, cloξ di lavorar te pietre solamente dopo effer poste in opcra , anelie ne' capitelli , e nelle canala. ture. Me ne sono accertato qui nella nu ova fabrica, che si is delia nobilissima Chiusa di S. Sulpizio. Anzi avvien molle volte anche a giorni nostri, che sien pol lasciate te parti architet tonichea quel modo per sem pre . Come pero iacit' Anfiteatro di Nimes , cosi te ho osservate in qualche facciata a Aix, ad Ario . e in altri luoghi; e cost pari mente a Parigi, doue non inta gliati ed tu sormi si veggono dentro e suori la maggior parte de' capitelli, e detrali re pam nobili ne i gran PalaZZo dei LOuvre ; e nolle colone in te ne della graia porta i canali non sono in cavati se non in quella parte, doue dopo esscr poste a luogo, non si sarcbbero pili p tuti fare. Deli Arena di Nimes per tale tinperkZion di lavoro Enata opinione in molli , che non sone mai terminata , nd messa in uso : ma bastar non dec per cio credere ii vcder diset to nel I'esteriore ornamento: ben serebbe ragion Valida, se fossae vero, cheil muro dei Podio, e i pili bassi gradi non ci sostdr mai , comeat cuia dei pae se asserma: il veder la sommita dei tutio terminatasa indiato dei contrario I tuti avia sorti ragioni adduce chi sta per

Ne it 'Arena di Verona va a sestener l'architrave una colon napiana, che non risalta pili d 'un'oncia : a Nimes in quella voce

e una colona quadra, che ha poco incn di due pie di fronte, equasi attret tanto di fondo. E osservabile, come a duc piodi dati architrave quciti contrapilastri sono stati lagitati, c abba illati dueonce, it che si e accennato iaci dissigno. In quot sto vcggonsi intre luoghi figule a bata rite vo; cloe la Lupa co' bam bini , escherri di Priapi net libretto det Gaulier figurati ; ma pare, chequesti soli r piu tolio capricci casuali degli artu fici, che intonzione deli 'architcito ; non vellendo si sc non in tre tuoghi, e quoslinon de' pili Oinspicui. Il Sopraornato segue ii contorno dei contra pilailro, e , ien' in Hori con esio. Gli archi, o san te porte, sepol te ora per la maggior parte nolla terra, aveaia di luce diecipiecti e mero, it che appamice da tre o quarro, che pur si vcg-gono . Dove si entra at prelciare dentro it recitato dalla parte ditra montana, una se ne ha col sito archi volto , c imposta , e stipiti ai 'alicaaa d 'un uomo scoperti. It sommo deli ar o rcsta lomtano dati' architrave piedi, dove ne' di segni stam pati si sa chequali lo locchi: il muro che framc2a, e di gran pictre scitet a calcitra ,

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elna , come heli' redisizio tutio . Sopra te porte non vi h nest' architrave ii numero, come a Verona, ed a Roma. Tullo it pi- Iastro occupa di fronte ove sei piedi e mezo, ove selle . Ma Iaporta , ch'ξ qui in disegno , ed era una delle diametrali per lasego, la piu nobile , e la pila ornata, crescea due piedi, come benti raccoglie, po iche dove neli' ait re arcate mi iurando da undi contrapilastro ali' altro,si trova spagio di piedi sedici, qui se ne hanno dieciotto e pili: ma di essa altro non apeariste , che due corr si , e informi pezai di pietra , quali a guisa di modistioni stanno sotio l'architrave ali' istesso modo de i superiori, che son lavorati. Alla porta verso occidente strata in una delle punte deli' ovato, E. pari mente largheaza di I 8 piedi tra un contrapit astro talaltro , dOve nelle prossime E di 16. Per questa porta entravano gli Attorinet campo, ed crano condoltc nelle lor gabbic Ie Flere , siccome perta sudelia di traverso intra vano i pili degni de' spetiatori. E perbos rvabile, come ibitra porta pur diametrale per traverso, non eradisserente dalle comuni, ne per ornamento, ne per ampleZZa : a pare ad unque, che solamente te due di maggior uso, e rivolte verso it pili frequentato delle citia , furon distinter deli' altra , chlara su l'altra punia deli'ovato, non si puo render conto, perche quella parte d tu ita perduia . Nel secondo plano a perpendicolo delle colonne quadre inseriorison prima piedcstalli, tra i 'uno e l'altro de' quali era it parapetio, cloE it riparo per chi cammina va nci portico superis re , format in Ogni spaZio da grande e bcn grossa pietra: tre, o quatro ne rimata Fono, e una sola dei tutio intera , net mezo delia quale sono effigiate a bassis rite vo due piccole figure di gladiatori combattenti. Sopra i picdestalli sono colonne riton de con lor basi, e capitelli ;indi ii Sopraornato. I.e colonne vengon suori per duc terZi . Gliarchi son tuiti aperti, e si dec notare, come a clascun di essi sembra essere attaccato ne i di dentro un secondo arco accennato nel di-segno, it quai nella cima vieta pili basso d'un piede e meZo , e a che di duc, o discende di parte e dbltra co'suoi muri fino at suo-lo , restringendo lo spaetio di mcao piede per parte pili dei primo stipite . L'arco, ch'Esopra la porta di meZo, viene atquanto pili instori degli altri, e spinge innan Zi ii superiore ornamento. Ha sopradi se nobil frontone , il che non si v ede in altri la cui punia arriva fino alia sommita dci muro. Essendo qui l'architrave in trepeZχi, solio te due commisture son modiglioni , in figura di mezitori, prominenti assai fuor dei muro, i quali pero vengono a formare strano ornamento. Aurebbero voluto indicar con questo it pregio, che avea la Citta, d'cssor Colonia Romana, it che netic Me

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Sopra Ia eoniice E un' Attica , quasi in due pasti da un orIo d visa, con pladestalli nella prima continuati nella seconda: ma in Ggni jpazio della seconda si spingono anche in suori a distanZe uguali due gran piet re incava te, e forate in tondo , delle quali pari 'ro nel fine . Queste pietre , che senZa sopravanZar dat muro giranoali' intorno, pub intendersi, che vengano a formare quasi una corona ali Anfiteatro. Tullo insime pero questo accrescimento non riesce per verita molto ξrazioso ; ma in cosi falli edisizi conveni vasuppli re a tante necessita interne , che qualche irregolarita era somza ammettere net di nori r assai pili strana E la somniitι dei granmcinto di Pola , come seci uel fin dei cito Trat taloe avvertire., Oe dirb qualche eosa in particolare delle parti architettoniche

Eeco vi i capitelli, e i sopraornati deli' uno e deli altro piano indisegno, presi dove son terminati, e in quel modo che dovean cnser tulit. Dovea vedersi netl' istesti carta anche rimposta de I piandi sopra, e it principio dei P archi volto , come si ha ne lI' Athenas alia lettera S, ma quel peEEo si e per luto. Uordine andera qui in contesa, come spesso a vviene per la prossimila, e similitudine, cheli anno tra se ii Tostano pili ornato, ed ii Dorico. Notai gia, c me redi figio di Pola fu det to Dorico dat Sertio, e Tostano dat Palladio . inesto di Nimes si ha per Tostano dat Daviter ; altri lovuoI Dorico: l'Atlante delle Citta di Francia lo dice Tostano sotro, e Dorico sopra . Io me ne riporter6 volontieri al giudizio, ealla decision vostra : quanto a me vcrassiente , io terrei per Tosta-

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no elotio, e sepra, avendo bensi ilarchitet to abbellito saggia mente, e nobilitato pili ii superior plano, ma non per questo cambiato l'ordine. Molli sono, che ove Veggan colonne, e in lagito, eornamenti, credon subito non poter l'ordine eskr Toscano , quasi ad ino roae opere solamente si convenissero, crustiche; lichem strat gii quanto sia lontano dat vero . La colonna appunto, ch 'Equi nel pian di sopra, fa vedere secondo me, che ro: dine ὀ To-1cano. Essa e di pili peZeti, formandosi in molli luoghi dati' istes,

pietra una parte delia colonna, ed una parte dei muro : non hagrazia di fusellatura, e quel che pili importa, miserata con tu ita diligeneta, si h trovata, compressi ii capitello, e la base , cresceredi dicciotio piedi d'alt Zeta variando pero dati' una ali' altra e a costarsi nel fondo a due e mezo di prosterrai viroi dire, che si errovata, poco pili poco meno, di 1ette diametri, ch'e appunto la. proporZione delle colon ne Tostane, come insegnano Vitruvio , e Plinio. Le Doriche si fanno in oggi di otio, e non ho dubbio, checosi non si facessero anche a tempi di questa fabrica, po ichE abbia- ιmo in Vitruvio, come s secer prima di sei , e come a suo tempo 'cran gia venu te a i set te , siccome te Ioniche a gli otio e meZo. po Vitruvio passarono seneta dubbio te Doriche a gli otio, come te Ioniche a i nove : v I II partem penso doversi lcggere in Plinio non

I Osextam, come portano erroneamente te .stampe tuite, mentre

ii dice neti' istesso luogo; che si facean di set te te Tostane , e te Ioniche di nove; non vi era emenda et ione pili facile da fare in Plinio, po ich E la gradaetione de gli ordini la rendea patente . Tostana adunque E la proporZione delia nostra colonna ; e con esia a

corda it capitello, quale E cosi semplice, chlaltro che Tostano es- ser non pol rebbe. It collarino h nudo, e non ha te rose des Dorico ; sotto i trigli fi det fregio non sono gocce, o vogliam dire a nesti, o gradetii , clic sono vn principat distintivo des Dorico: net fregio non E scoltura, nolla cornice non son dent cili, in semina lasodeaza dei Tostano in Ogni parte ravulsas. Vera cosa E, che do-ve il lavoro sia perse Zionato , tutio Io ssoggio vi apparisce, di cuitat ordine sa capace. E notabile ancora , che l'abaco , o sia lavo letta, non ha sopra di se listello alcuno, e non ha solio un ovolo, come Vignota , ed altri mostrano nel capitello Tostano, perche losecero d' invenZione, e senEa autoritὸ d'antico e sempio . Αvvertas Parimente, clic t 'abaco sporge grandemente in suori, it che non sipoica dinotar net disegno senZa farto in prospetitvarsu gli angoli tasce tanto, che par cosa separata dat capitello; it che h da attribuirpari mente a particolarita des modo Tostano . Eseminando i 'Arenadi Verona, parvemi dlaver salta un' importante scoperta, quando trOVai nella parte alta, un nobilSopraornato Uscano; essendo che

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gli architelli nostri finora, e Vignota in particolare, si querela rono desici eostretii a farto di lor capriccio, per non est ersi conservato in verun edifiZio antico . Cercal di scusare que' maestri deli' arte dei non averto osservato in Verona, percho lanoustia della stiada in quel sito ne toglie la vedula . Ma che douro dir' ora de' dotii Architelli Frances e Daviter, Eccard, Chambray fanno l'istesse lamento dei non esserci rima so l'ordine Tostano, e aggiungono, chegli Anfiteatri di Verona , e di Pola, e di Nimes son troppo ru stini, e rozi per trarne regOla, e insegnamento . Io non saprei ponsar altro , te non che questi valentuomini nel veder l'Anfiteatro di Nimes, si abbatiessero da prima, ove te parti nobili son rimase informi, e solamente adombrate, e tanto se ne digustassero, che non girassero attorno, e non te Vedessero ove son complute : impercio

che io rimetto a chiunque sia per getiar gli occhi su questo dis

gno fedelissima mente ritratio, e seneta aggiungervi un apice, it giudicare, se queste sian' opere rustiche, e roete, e se alc una cosa qui manchi per averne l'ordine perscito, e molio ben divisato. A confermar senZa replica, che quinci si posse formar veramente regola, si aggiunge ilaccordo, e la similitudine tra questo secondo plano, eii tergo dei Verone se: neli' uno, e neti altro mancano tuiti i s pranominati distintivi det Dorico ; neli' uno e neli 'altro i capitelli hanno amplo e nudo collarino; neli' uno e neti' altro l'architrave ediviso in quatro parti, e la cornice, e te imposte son ricche di li- stelli e di gole. Neli' alto delia cornice dei primo plano a Nimes , e det tergo a Verona si ha un ovolo, it che e stato credulo modo particolare deli 'ordine Toscano.

Ora dat prosperio esterno passero ali' interiore, po ichh destritto per quanto h possibile questo ancora, con pili facilita potro pol pa

alcun luogo a Nimes lagitati i gradi, e sermati gli scalini, cheservi vano per salire, e da quali si forma vano i cunei : orma n d purei si vede di Precinetioni. It grado pili alto si apporgia at muro delrecinio, la cima dei quale resta pili alta di esse piedi tre Once due: ne velagono appresso due altri con pezai di pietra fin di set te picdi : potviene it pili alto rango de gli sbocchi , Ognun de' quali occupa thl- terga di due gradi. Otto altri gradi segui vano, indi veni va un altr'ordi- ne di sbocchi, de' i quali pur si ravulsandue . Nell'Arena Veronese

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ouattro mani si hanno di vomitorj, e cia scheduna ne ha sed iei A Nimes neir ordine piu alto forti indigi si hanno di irenta : co-

si a Feeius ne i traeeo di a archi dodici vomitor; apparis cono ema a Nimes di ni uno E conservata l' interna porta , doue sonconservate quasi tu ite a Verona , e non poche co' loro interni gradini . L' isteta numero pare do veste correre negli altri treranglii , ii pili basso de' quali mettea sul Podio, e su i gradi pili

nobili al Podio prossmi . E osservabile, comu i vomitorj cran quivi uno sopra l'altro, e non disposti a fracco , come a Ucrona ;talche quando un si metica net mero dei campo, gli vcdea tuiti in linee pei tendicolari. Per ii sessanta archi gia detii si en trava nel primo portico largo

dieci ptedi, e molio alto, benchE non tanto, quanto alcune stam-pe dimostrano . Ne ho scoperta in piccolo spaZio la volta, a quat-tro piedi dalla quale correa una piccola cornice. E da notare, chealle seconde porte , formate dat secondo giro de' Pilastri, gli archi loro son raddoppiati, onde Oppio Vien' ad essere anche ii muro. Affatio disterente E sepra questo ii corridor dei έecondo pi no , ii quale res a diviso in attret tanti anditi, quanti son gli a chi, frameetando muri grossissimi di gran piet re . It pavimcnto astato aizato di molio posteriormente o te volte sopra son per lopili comtoste con tre mani di pietre grandi bisiungite. I passas-gj da un andito ait' altro, per ii quali si gira in torno, sono in h- fura di porte architravate , con grandi, e doppi modiglioni da iati per a jutar l'architrave, it quale E pur doppio; c con tutio citi quasi da per tutio questi architravi si Vcggono, o in un luogo, oin altro crepati, e fessi. Non se, se sarete deli 'opinione d 'un certo Bochesori, ii quale ha scritto net suo Viasgio , che si a prirononella passion det Signore . Gli Architravi superiori vanno in pili

luoghi da uia muro ali' altro coiristessa pictra , e talun di essi tirasin' otio piedi . Q iesic porte restavano in alteZZa d'otio picdi, e me-Σo: hanno capitelli sopra gli stipiti neli' una e neli' altra facciata , e tra mego ad essi nella grosse ZZa dei muro, o sia net mezo delpi-lastrone, vi e un' imposta separata, ed assai pili larga, che resta pili hassa de' capitelli flessi, cominciando ov'essi finis cono. Queste imp ste sestengono vn arco, che gira sopra nel meZO; ma sanno per v tita brutta vista, non meno per rivstir si basta , che per ossi re inquel modo diliunte. E i capitelli, e te imposte , ed i modiglioni ancora in qualche luogo si veggon lavorati, edistinii in molli membri, ma per lo pili furon lasciati roEi,ed in sermi, come net di sumri: qualche architrave attresi e partito in fasce : dove it lavoro eterminato, non si vede in Ogni luogo uniforme, it che deesi attribuire a' diversi aritaci . Ne' sanctii de' pilastri csteriori te pietre

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sorma vano di parte e d 'altra panche , e comodo per sedere . Passando ali' interna distribuetione diro, come lio ritrovate quae

Ii nelle canti ne diverse volte in pendena a bellU, C intcro, eci' muri laterali in lungli egeta di 3o piedi in circa. Vc n'ha, dove te vol- te son digrossi matroni, e chiuso l'adito nel fondo: coleste sono al- quanto pili strette, e pili corte; erano stan Ze, e rcpositorii per gliat ire Ezi deli' Anfiteatro. Ve n'ha di lavorate con piccole piet re bis- lungite: ve n'ha, doue la volta E in figura d'arco di ponte, tu ita

ste erano strade, che metieano nel portico interiore. Alcune volte

vi sono , che net lor principio in alto hanno vn piccolo spaxio origontale: quivi cra at di sopra un ripiano discala. Due voltc horitrovate ancora, che vanno at contrario , cloh dat di dentro verso ii di isori: eran ricetii, che servi vano a' varj usi per li Giu hi, evi si en trava dat portico interiore. Questo portico l'ho riconosciuio in certo piccolo spaZio ora sol terraneo , doue ho vedula anchc una delle porte, che metieano in emo; e pili oltra verso rinterno ho ri-trovate ire corte volte, due delle quali molio inclinate, siccome quelle, che non avean sepra di se che i gradi. In questa parte diverso era quest' Anfiteatro dat nostro, dove it muro interiore, che ci condava ii campo, era tutio solido , o almeno chiuso . Qui mag-giore essendo lo spaetio, che corre dat portico alla pia ZZa, la cinta interna cra compartita in anditi, e stan Ze. Ho satio scavare net

fin deli' uno di questi spaZii, ma I 'ho trovato senZa csito, e dat-la parte dei campo chiuso d antico . Lo spaZio prossimo, in cui non si h poluto entrare, se non per piccol foro, o alquanto pili lar go, ed ha la volta piu diri ita e non pendente: appare ad unque , ch 'cra una strada corri spondente ad uno de'Vomitorj pili basii per condurre at Podio. Se ibsse stato possibile di scauar qui vi , si serebbcro tro vati ii pochi gradini, che montar faceano sopra dies , avendogli io scoperti a Verona, e da essi principalmente a- vcndo imparata la vera forma degli Anfiteatri nella parte basia .

glio l'avete gia osservata nolle stam pe da me publicate deli' Arena Veronese . Mi h stato mostrato in una cala piccol. peeteto di bellis. sima corniceita di marmo; da quella staccato forse , che anticamente doveva correre neti' orto deli' interior muro, quat rigirava upiazza, o nella cima dei Podio medesimo.

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