Antonii Augustini archiepiscopi Tarraconensis Epistolae Latinae et Italicae nunc primum editae a Joanne Andresio

발행: 1804년

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sta di un ve cchio raso magro con corona di gioje contoga o paludamento ricco. Die tro D. N. in meago diuit a corona graminea o laurea, che non si v ede bene. Nou so se fusse in Hispagna uno di questo nome, ma si scrive con SC al principio. Avulsate in i clii sta costili, ed in quat te inpo. Item it Vos eo vo di Ρatti e parente det Papa sat-to in Pegnis tota morio Piθtro di Luna diste elie quando su eletio non era Cardinale; die evasi AHgidio Mugnoa, o v vero Mugnotius a sarto latino. Legue armo era uno scuto Partito in quarto rosso, ed. oro: sopra it rosso una ero e di calatrava d'oro vacua in me geto: il vacuo dimostra it rosso dei campo. Dice che costui si accord b ehe gli fosse dato it ve-ε covato di Majorica exempto dat Arcives eovo sorsedi Τarracona, e renunci6 il papato, ma pensa cheres tasse Curdinale die Ma jorica su da Alessandro VIaotto posta a V uentia salta Metropolitana, come patria sua. In Messina nolica ha tedrale it sepulero det Re M sons6 II di Napolierin un verso o due moderni, che dimos trano a ver ranunciato it regno, eredo al figli uolo. State sano . e salutate 'M. Cario Sigone vostro. Dat. Messanae IX Iunii i550.

Vostro eo me fratello A. Α. .

At molio Rever. Ρ. Date otio Dio pane vino Dese at P. Ottavio en Roma Venetia

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o ' XLVIII.

I evetendo p. carissimo. Sin V. S. il ben rit ornato a Roma dopo la vostra germanica Peregrinatione. Desidero saper quello che avete satio in quellabande, e como su spedita la cosa delle trat te delle trahi, ed in quat stato restano te cole di Germania .Qv .into alle vostre casse ho dato commissione in altra mia che vi stano Testituite. Desidero che li vos ri libri delii papi e cardinali stano molio pia loeupletati come volete. Non saprei dir altro ora, se n delli colori delle arme, ehe li pol rete agi ungera questo modo, che net primo fretio fate tin' indieedelli colori: I aureus. ω argenteus. 3 rubicundus . caelestis. 5 uiridis. 6 purpureus. Pol nelle arme iungete un numero alla cosa fgurata, o v vero alseudo che eorrisponda a quel colore, verbigratia Martino V ave va una colonna argentea in eampo Tosso :nella colonna sate a, e net campo un 3. Quelli quinterni, che vi ni and Λ ii P. Ottavio a Venetia, sate che si restituis cano, e rendano at det-to Padre,ovvero aldottor Franc. ' Wrres . Fate che si faecia presto questo Papa, se volet e che io Titorni Presto. Fra tanto state sano, e rico immandat eci allinostri amici. Da Messiua alli i7di Ottobre i 559. Di V. S. A. A. A tergo. Al molto Beuer. Padre frate Ono isto pane vino in Roma. Diuitiaco by Cooste

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cariss. salutem plurimam. Credo d'aver risposto alle Iettere di V. S. di XXI e XXVIII. Nellu uadite non aver cosa da Scrivermi in sede vacante, che h gran cosa in tante novita e niuiazioni: e par crivete Ι'argo mento det ristam par li vostri papi e cardinali con tante belle cose agi unte, la qualcosa vi lodo assai. In questa citia e una bellissimachiesa eon molle sepolture di Ar cives ovi e Re equale te Imperatore, Mncbh hanno pochi epitaphj;ma per curiosita ve ii voglio mandare con te armi. Trouasi ii nostro Abbate Nieeolaus de Tudeschis Archiem Panormitanus, et Cardinaliacon certiversi leonini saporiti: se non avete te sue arme edepitaphio, ve te mando e forse avauti della risporista di questa. Le arme di Taneodo, o suoi figlioli: de' quali h qui it conte Rogerio, vi mando ora, tu uuae udo aBuro una s barra di se ac lii rossi e blanchi , uon so se su qualche cardinale di questa casa. Delli imperatori Federici ed Heurici, credo si a quiquat cuno; mandaro vi I'arme e Pepitatio. NelΓaltra vostra vedo te cose di vostra peregrinatione germana. Desideto veder il libro det Sigonio de jure civium Romanorum , e certi fragmenti di Cicerone.

Quel libro deI eardinat di Carpi credo si tro vi nel-' Ia mia libreria; se uon ε restituito, pigliate Ia cura

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di tro vario, e di restitui rio, e saria bene stainpario. Di miei libri siere padrone, e pigilate quelli chevolete; e dimostrate questi versi at nato Martino . Son vostro. In Palermo alii XX di Novembre 1559. Di V. S. A. A.

Iteverendo Padre carissimo. Per non 8aper do-ve state di sermo e per esser audato io in vi aggio Iio tralasciat o di scri ver vi. Ora mando questa at P. Ottavio, Periale ve la mandi insteme eon certa annotagione d' anni e Be di Sicilia citra ut ultra ea vata cla . molli iustrumenti deI nostro vescovato, clie sorso non vi dispiacera, consermandovi nelle cose gia sapute, e sorse con qualche guadagno, co- me io dcsidero. Sopra tutio c'h queIristrumento con certi consulati, Ovvero pro cons.lati Longobardi o Gotti, di quali desidero saper se aVete altros contro, e quello che credete, id est di quat anno h questa scrit tura: alia vista passa di seicento anni, o li manca poco. Mando ancora una inscriZione , doue h menzione di tre consoli, avo, Padre e niPO- te. Τr ovansi molle ali re in questa mi a diocesi , lequali sono state stam pate scorret tamente: io te faro .rreger , PQ sitie Ie Possiate goder ancor voi. Ε Diuitiaco by Cooste

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hi Ii libri vostri per te mani deI S. Vargas, e fecidistribuir Ia inaggior parte, ii altri per lettere. Leultime vostre sono di XXVI di Ottobre, e mi promet tete avulsar di tanti belli libri antie hi trovati

in una libraria privata: mi pare mille anni a vederi indice . In un'altra mi mandate una inserizione di Verona, doue sono certe rotture. EM IN pORTICU

voglia dire partem Columnarum quatuor. i spatium illud; pure pensateci inegito. Desidero che vi sateorior nelle cose di Verona patria vostra. Non hotrovato bolle antiche di Allife , ma delli contrat tiho cavato quello che vedete fino at i 3oc: caucroquelli dopo, se ii volete ancora. State sano, e Pensate, che vi desidero veder in Ogni buon stato. Da Pedemonte di Allise alii XXVI di Decembre 1559. Tullo di V. S. A. A. V.' d'Allise. LI. Rεψεrendo Padre carissimo. Lo arme di Τurches-ehi e dei Panormitano Cardinale mando con questa, con altra mandat ii suo pilasso. Item in vii registro Diqili eo by Gorale

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di lettere regie det I 4 7. e 48. trovo uia cardinale Arcivesco vo di Messina Antonio Sardana tituli S. Chrysogoni presbytero Cardinale . Delle eose delle intrate, seudi, donationi della Sede Apostolica, od'altri ad essa, che mi ricer cate nella vostra delli ardi Gennaro, non saprei dir altro di quello che sitro va in quel libro dei Galesio, e nelle Epistole di Gregorio VII. e nelle vite di Pontifici, e uelle Epistole di S. Gregorio, e net Decreto, e credo in Α selmo un libro antico simile at Decreto di Graui no, det quai ho io una copia tra quelli confusi, ed un' altra copia ha Monsignor Protonotario

Sirletti, e nn'altra M. Niceolo Ormaneto. Ρarmiane ora haver Ietto in Alberto Pighio ua disco , so sopra questo; e qualche cosa ho io in un scari saccio, ii quale vi ut trect andando in Roma, comespero in breve , henche questa impresa di Tripoli dubito che mi prolunglii it ritorno fin at mese di

Maggio. Ilo gran placere di saper che avete raecoIto tanto belle eose, e par mill anni a goderie con las. V. la quale si degni pregare Dio Per me. Di P Iermo ultimo di Febraro dei LX. Di Vi S. A. A. P. Si amo alli VII di Marro, e ho ricev ut ala vostra dolii XVII di Febbraro. Ilo trovato men Elone dipiti Cardinali come v edere te nella retroscrit in deI-

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LII .

Ite Verendo Padre Carissimo. Ho te ito tutio il lis

bro det Sigonio de antiquo jure civium βο. eon graudissimo placere, ho trovato naolto belle cose edet te e ben pensate, e desidero veller li altri the Promet te, eperche in. alcune cose uti pare altrii neu ti clie come egit acrisse vi mando Ia mia censura salta cosi in pressa eo me io faceto te attre coge . Sta- alla S. V. ii riteneria, o v vero mandarsela. Sopra aut to late che non creda che ac rivo per eous radir-gli, ne ri prenderio, ma perelth se dico bene, possit mutar suo libro, se male, saccia piu giudicio voprple cose det te: e tosi mi sarete piacer di non moMirar questa scri itura ad altri. Quanto alia eosa dei hi regressi, se non h caso de inquisinione, dire e he lizegressi e accessi comantia rono da Cristo, diri a che egli diede aecesso a S. Pietro dei Vese ovato di Roma , aneti det suo vicariato, e S pie tro die de a Clemente ii aece so al papato avantila sua morte , bene he ale uni dicano, ehe egli non accelt b, e lascioche ii coadiutor Lino, o cleto fosse papa: unde Oritur initium coadiutoriae cum futura successione: leget e Graziano VIII causa quaest. prima in prine. 8c aliquot capitulis sequentibus. Se Cle inente , chohave va i'accesso , lasciti che ii coadiutor sosse Papa,

e pol esso Micce se, Clemente su papa per litoto di

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regresso o accesso su Speso . De tempi pili bassi si sache ii Ρonte fici concorrono con tuiti li ordinarj, e sanno prete o diacono elix voglion o di qualunque dio est etiam in tempo di San Gregorio, e provedono di beneficj vacanti e non vacanti, e si riser vano a se alconi per darii quando vachino. Questi modi sono di CCCC. in D. anni in qua, e la usan Ea era didar due sorti di lettere una deprecatoria, e la se eonda executoria. Per questa stra da vengono Ieexpectat; ve, e reserve, e mandati de providendo , Una altra strada ε per la via delle cone ordie deIle Iitie e per per inulazioni, e ancora per te renunZia-Eioni ex tauha: per questa stra da son ventiti li re-πressi, ebe sono ordinaria mente registraaioni conreserva Zione che morendo colui torni a me. Non hecisa antica cosi come ora si usa, ma ii suo origine. antico multis mutatis. Questo vi seri vo genZa ve

der libri. V. S. h in luogo do ve Ie mura glie e ti fassi ιono piu dotii che li liuo inini d ait re bande. Hora si amo in festa per esser giunt a la nova della pres a detri sola delii Gerbi dui nostro vicere. State in pace. Da Palermo alli quatro di Aprile dol LX.

Di V. S. L. L. V.

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UII.

Roψε rendo Pad te earissimo. Ho risposto Per ultra

mihi. ia quale credo si si a sin arrita , che ii Deus dedit si ritro vava gia uella sacristia di S. Pietro, nisi aliquis abstulit. Della inia copia mi servo ogni di, ma dite quello che volet e che si copii, che vi sar mandato con diligenga . Qua ho avulo it Platina coale vite di Ponti fiet agi unte dati a S. V. e con un croni eo breve di poni itioi, desidero saper se avete forinvito di capo tui te. Di nuovo non diro altro se non che comincianio a dubitare di perder il Cardinat di Mantova, tanto l 'aggrava la febre e puntura cinque o sei giorni sono. Date te in te racommenda tioni at pa dre Ottavio e a M. Fulvio Orsino, at qua Ie ho scritto quando serissi a voi. e dubito che te ict-tere non vi si ano date. Il Canonico Mahul mi ser ve di certe parole .che vi disse Mons ignor Ptolo- mei, te quali dubito, an Et predo che si an o sundate in aria; se iasse possibile sate vi pixi certo destramente, e conservate mi in gratia dei patrone e del. S. II annibal caro. Addio da Trento it primo di Marao deI LXIV. Di V. S. Α Α. IIord.

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to di Dicembre mi trova suorditerida nella visita, doue non ho Medaglie, ne libri per satisfar at desiis derio di tante eose, eo me ad nn tempo volete. upeggio a che non ho ivi disegnatore, se nou certi, che depingono nel muro per eccellenda una batta' glia di- 0, e galli, e qualche se imiotio, o Papa gallo. Pure con parole cercherbdi satis sarvi, bene hestate it in astro di tutio quello, ehe vi potro dire, edin Roma ei h ogni cosa, e ii microe osmo, come dino

non so qual greco. Delli libri di Meda glie ho smarriti, ii libro det Ii XII Cesare det vico, ho bene ilii Cesare Ditiatore, e te Auguste. Eo ancora i Erbin, ed ii Francese Choui, iI Goletio noci ho visio, maintendo, che finisce nelli percussori di cesare , ae chenon e assai copioso delli superiori. Quelli ine hovisto, mi pare si gabbino in molle Medaglie finis, che essi pigliano per vere, ed aleu ne vere dichiarano male, ed attre disegnano etiam male, in alcune eos e comuni si stendono, te difficili tralasciano, -- me molli Interpreti di libri, e qualche volt a nellacomnni vanno a capit olo, come sa P Erizo in prova lal coat neIPOriginale . Duili os by Corale

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