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ilo con questa alligata. La epistola di Gelasio vi mando; come vi sare te servito abast anga rimandatela. Credo che abbiate anctiora ii Fasti greci miei, nonao, se fareste bene ad stam parti con te attre cos eche sat te stam pare. Desidero saper se mi potrestedite ii nomi delii XV Flamini, che dice Festo in ver-ho maximς dignationis. Delli dieci son chlaro per Ia ta vola che feci sopra Varrone; inat cano Cinque. Un Carmentale trovo in Cicerone apud Brutum, credo pariando di Papillio Laenate. Un Virbiale eun Ligulare trovo in fassi, ma non bo aut ori da confirmarti, e po tria esser che sossero municipali. Di Cesare, e Augusto, e forse di Augusta crodo ches.ssero iacuni, ma non so it numero certo. Mi pareaver letto inua libro moderno esser due Flamini Martiali: che dite voi a questo' item un Viminale, e unaltro Peciri in Alessandro de Alessandri. Delle ait re Cose Partaremo ait re volt e. Addio. Da Roma alii
XXXVII. Revhrεtido Padre Carissimo. IIo rie evulo Ie due
ostre, anzi Ie tre , e con quella stam pata net libro quatro , e quatro mile saluti, e ringra alamenti per Disiligod by Corale
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esse e per te vostre gratulaetioni. Benelth non intendo quello che dite aver inteso d' uua mia risposta data per non eader in ua affronto di non soehi: Ia quale place a voi e a molli in cotesta citia. Desidero saperta ancor io . Della venula det Sigcioe Vargas mi soci ben Tallegrato da vero, e non si man
eata di sar il debito con tui e eoi S. Martino di G-mano. II libro mi place quanto ho visio, Ia carta ,
Ia lettera, Ia stampa, e certe cose che ho Ιetto: Solamente mi son imbat tuto con uri errore , che mitate vescovo e nuntio dat mese di Novembre, non
essendolo io sn alii XV di Decembre. IIo trovato in Festo certi nomi proprj tra Ii quali h an Tolerino, vor rei saper di quat famiglia sta: io credo che del- a Tullia, e che si a cognome di M. Τullio cos. , ben-che altri Io die ano Longo. Movemi Ie Ietiere precedenti, e ii ordine di altri, tra quali egli ε, tuiti consulari di vicini templ. Mandovi coci questa tut-to it fragmento perchh ancora mi possiate dis dparer vostro, e det S. Sigonio, at quale pol rete Com- Daunicario: e nella Iettera Ν, ma non so in qualParota , la precedente h Novalis. Dubito di quia Parola Paria, che istoria tocca , che Iuogo ε quello Proxime circum lapide albo constratus; chi sta que Laevinus, quat preno me cominei di Ver eche Scaevola ala questo in tempi tanto antichi. Misagmento h questo:
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. . . . T. Si ini Volset . . . . inissent adver u . . . combusti seruntur , . . neque est Proxime cis . . . . pide albo ConStratus . . .
Laevinus Posthumus Co . . . . . . . . . Ilius Tolerinus P. Ve
onius Atratinus Veris . . . . . ia
ius Scaevola Sex. Fu i . , . .
T. Sicinio Cos. triumpha di Volsci. Maopiter Verginio su Consula XV. anni avanti; Ρostumo Cominio pol, epol Manio Tullo, dietro lui Ρ. Veturio, laseiando pol un consulato seguita Atratino, it Sex. Fusio tene molli consulati indietro, ma prossimo a T. Sicinio. II Vcr. potria esser Verginio Tricosto immediato ali Atratino. II Scaevola, e quel Laetuus, Ovvero Laevinus non so perclih stian qua: dubitava se scisse Viscellinus, o Vitellinus, o Uscellinus. Dubitava se questi suron combusti in Roma avantile XII Tavole: ovvero se questi XV anni duro lagucrra con Volci. Peusaieci, Padre, uri Poco e avi-
Pea ricompensa di questo vi dico , che in Ase illo invece di petendi avete di scriver gerendi conservando it gratia ovvero cancellando it gratia seria vete gerendo magistratus o magistratu . .
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35 aDelle tam igite non ho satio mente per catili eoccupationi di Festo. Son arrivato at Ρ. nello annotagioni. Son vostro. In Roma sabbato deIIa transfiguraetione dei 58.
La holla contra apostatas e pubblicata, non incca a Padre Oitavio ; perche h cou dispensatione testitima beneficiato. XXXVIII. everendo Ρadre Carissimo. Nella vostra ultima di sabbato vidi 1'opinione vostra delii XV Flamini, e I inscrigione mandata, della quale ho un altra copia net libro dei Cardinale di Carpi di Martino fia-mengo. Per essa giudico essee uno solo Flamine LucuIare Laurent. Lavinat . e Ligulare; non quatro otre Flamini, eo me fate vot: e prima nolla copia di Martino dice Lauina, e non Lauinat, e vuoi dir csser di Lauro Lavino, o v vero Flamine di quella ter- a ; la quat cosa credo certissima, e ho det to Luculare a Luculo, idest puroo luco. La parota ligulo recredo si a venula di varieta di serit tura n et copiargvcsta inserietione: tanto elie questo Flamine sari Dissilireo by Corale
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munieipale. Dei Virbialc ho un pergo di inserietione cavata dat libro di Metello, do ve sono quos te paro ter Dubito se su di Roma ,
sto verbo Persillum; mah in luogo sosputio, chepare pili si convenga ni Quirinale quello et e di- cedi costili. Iomi risolvo di accellar qnesto, e ilVirbiale, e Ii due di Iulio e Augusto, col Cnrm Π- tale, e li X. di Varrone, mentre non avremo meglio. Nel vostro libro leggo spesso, e mi place molio. Η trovato in una Medaglia TI. V ΕΤ, ehe penso si a TI. Veturio it Console delle Furche caudine se pondoche havete satio ancora voi mosso di autor ita di Zonara, e deI prenome di molli di questa famigiis, e credo che in questa med agita si a la dedi Elon ε. Una eos a ho letto di tribuni , che dubito non si a vera, che volete per ii plebiscito di Atinio, chonon potesse esser Tribuno, chi non lasse prima Sonat ore; it quat plebiscito metieria li Tribuni solio ii Senato. Io eredo che potessero tarsi etiam non Senatori, ma che eo ipso che era Tribuno Volevat Atinio clie lasso Senatore: Ε su peresae egit in pre-
Ad lecto in V. Decur. Ornato Militiae Praef. Coti. Africae
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terito da Q. Metello Censore. Aspello Ia interpreta zrone det Inogo di Festo mandato, e I'aIiri che mi promet te M. Cario Sigonio. Nel Festo sono nella fine det P. saro quanto potro Per finirio questo mese. Desidero saper in quat tempo surono Aediles PL. Q. Oppius 8c M. Brutus, e quali edi sic j secero: percheun stagmento di Festo, doue dice, che secero non
so clio edficio chlamato dat suo Magistrato, e erain seminino plurale, e sorse di set te, come septem tabernae vel novae curiae, vel argentariae. Deliabolla di sisatati peuso mandarvi una copia: non e tanto brava come si Pensava. pure loderet molio il
everendo Padre Carissimo. Per trovarmi atqu aurito indisposto non ho altro che dir alia vostra delii XIII, se non che la rice veti con quella dei nostro Sigonio; it quale mi sece gran placer di mandarmile altro corretioni di Festo, beiichε erano te medesime elle io have va, salvo in pochi luoghi, e vidi lainterpretarione di quel fragmento, che in esset totion si intende ac da voi nh da not. Hora vi manda
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in fragmento sopra una certa religione che have- vano i censori; indovinate qual sia, e qdelle tante eose che si dice di essi, e mostrate Ogni eosa at pre-detto. a Religionis praecipue habetur CeusO . . . .
. . . Varro ex . ε . . . or Cum M . . . admodum
. . . dicit eum . - . . quae in Pr . . Te homin . . . iudicinm fu
. . n ius Q. F. . . . . . amiserat . . . bum oculia
. . . cum esset Aed . Condempnat . . . Coerant Cond . . . . . L. Aemilii Paulli e . . . . . . . . . . fuit, laboravit
. . . amissione capi . . . . a. a.
lal Si riporta quale si Iegge in quesin lettera , bonche vi sta quiliciae dissereno datio stampato.
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. . Sc P. Cornelj Sc . . . . Opilius post Cons. . . fuit, VadatuS . . Constat M Val
. . tia fuerat famosi , in capitolio in ara . . fico nata suerat . . tam ficum, infamesq . . ' ullo pudicitiae resP. . ' . . . . . .
. . L. Cornelj Lentuli C . . Lentulus iudicio pu
. . fuerat. Plurimi itaq ' . .
. ae in agen oluta poe Veritate
. . Ci fuit no . viribus notis
natus alsum . . . res & eo tu . .
Non ho altro che dirui. State sano . In Roma a
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x L. t εψερε ndo Padre Carissimo . COu questa Vi mando la sco in unica detia significa ole net lingvagio diquesto paese . Avisat emi det ricapito, e non lasciat edi valervi di me per questa e per Ogn 'altra eos a it costo h tanto poco, che non accade che losappiate. Desidero che veriga it S. Vargas, e per vederlui, e per v edere i vostri Iu interni, e libri. Deside-xo che an date in Verona per conto di quelle Decre
tali e delii Concilj; ma mi pia ce che audate primad .al vostro patrone, e degnate vi di bacciarii Ia manci Liam per conto mi o. Mi I, ar v edere che vi dona Una cosa signa lata, po iche ne i vostri libri restat inmortalato: e si portara male it S. Hannibal Caro, se non to ricorda, e dilegii et o di parte mi a. Io sonper andar a Napoli e at naio Campanile come hab-hia ragio nato col S. iiiii a cia lor predet to; e ho gia
IIa proSSi ina , penso iii uitalario at Sigonio, di gragiar acco manda tegii la preste ZZa net stam parsi corretio. Non lio altro che dirui, se non che Don Basilio e suo Datello son in castollo. Padre Ottavio net suo Ionas toro di Salita Iaria in Via . Ibi altri condali nati a galera. Α spetia si una declaratoria terribilo delia bolla contra apostatas, e molle bolle conir Diuitiaso by Cooste
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filios presbyterorum, contra non utentes habitu eIericali, e contra non residentes, etc . Son vostro. Di
Iibri in otia vo eon I altro corriero, e con questo e 1ettere vostre e di M. Cario, at quale mando ora it Festo: desidero diligenza net stam parsi cor-retto e in hoona carta e sorma Parin oti avo, Com. sta it exemplare, e Ii carat teri det vostro libro mi Placeno. II nostro padre santo risuscito, e va pertuito benchh magro e dissatio. Io mi penso partirisa tre giorni, e andard a veder te mie pecoretΙe. Starb suora quanto Dio vorra; indrietate pur Ie lettere a Roma che tui te se midaranno. Del circo e cir-eensi suor di Roma non mi ricordo, pur credo che in Antiochia e Alessandria sussero, olire Constant in poli: e in Ravenna e Milano in Italia: se trouarti Cosa a proposito 1a se riverb. Il sig. Vargas ilice granhene dei satio vostro: non ho ricevnto di tui altro ube einque appendiei, credo ehe non ita discassato ut te te sue robbe . Io li saro dat a tuiti ricevendo-Disiligod by Corale
