장음표시 사용
531쪽
1i, o v vero lasciaro ordine che si diano. Dibolle none' h niente di novo. Don Basilio ando dat Castello amiglior vita. Ρadre Ottavio h con suoi padri. It ve-seovo di Telesia vivo e sano, elisig. Gentii Dolfino. State sano voi. Di Roma a 24 di Settembre 1558. Vostro A. A.
dote costi dentro di pochi giorni non vi posso daequesto placer certo, ma non iacendo la via di Trento, penso che la pili dritta via per Ia corte det Redi Romisi si a passando per Venegia andar in Vienna. Horsu apa recchiate molle cose delle quali ra-gione remo; avulsate ii Sigonio, e M. Paolo che non mi succiano perder questa occasione di v ederit. Inquesto ineggo Ia stam pa vada avanti, gia vi saremo
mutar it titulo delia dedicagione, pote lih Sua Santita mi ha batteggato o consecrato Allifano, ed ii nostro Angelo Massarello Telegi no . Li anni delii Toletani vi mando certi in alcunt, ii piu moderni si pos- sono aver molio piu chiari; ma patienza. Il libro di Maguntini mandero o portero io, ed ii testimonio det Strada. Serivendo questa ebbi Pultima vostra Iunga in quello e he io non desiderava, quanto a scus arvi della stampa dei libro di eardinali, breve in nou rendex causa delia divisione det terEo libro ab
532쪽
obitu Constantini; e partando con P. Ottavio m disse un'altra cosa per che mette a Couto far a modo mio, ede per Ie indietioni. Ie quali non so se Ieserivete da quot tempo deIIa visione delia eroce , lasciando te olympiadi, come mi par che fosse ildo vere. Mi disse aucora, clic gli dispiaceva it margine troppo stretto e Confuso , e Ie majuscule Die se suor di proposito in principio di certe parole ordinarie. Deli imbasciator Ces. ho lettere dove pro- metie larvi onor, ma voi sarete eosi modesto, chenon saprete agi ut arvi. Mi duole assai della serita det Sigotiio. Di Mariano Scotto non so altro, se non che lo trovo citato spesso , ed in Consoli, ed in Ponte ficati, ed in anni correuli, maxime da queI frateche stam pb Ii due volumi di concilj: penso che sa- Cesse uti Cronico anno per anno con principio diconsoli in clascuno, come quelli altri che dite. Vo-Iendo acriver mi, e saper nuove di me, iI d. Vargas imbasciator vi servira. II proemio det secondo Iibro non mi dispiace, pur diria ullo argu. ' I quem novem l dissicultatis , quam i virorum eruditissimorum Hieronymi Suritae et Ant. Aug. l in commentario uti iversi operis explanatore latius conscripsi
533쪽
tena Po Per poter scrivervi due parole in risposta di una iunga vostra dei primo di Decembre satia in Parma, diro prima dei Ie cose di conclavi non sapercosa alcuna; ma penso che Monsignor di Telesia ab-bia it tutio, e qualche cosa M. Thomas deI silio, M. Cario d1 Fano, e M. Gabriel Salvago, ed ho inte .so, che ii vostro cardinale ne ave va parechi. Di i scritioni vi potro servire con parechie di Napoli ed'Αllise, delle quali sono at cune stampate Per se, abire si stam paranno ad istanEa di uri certo M. Francesco di Pedemonte, ehe sta col conte di consa. IIo trovato intiera quella dei Flamine virbiale in Napoli in eas a di un M. Hadriano, che ha una gran quantita di vere e di finte, e di med agite assai. L'ultimo di cho parti di Roma ebbi Ii vostri Iibri dat S. Vargas , e iaci dar alcunt, altri si sono consegnati ai Ρadre Ottavio da dare a chi volete: non credo che sia uno per Monsignor di Telesia . At Padre mandat te cose tro vate in cὀntratii da 5oo anni in qua, benche ho lasciato molli dat 13oo inglii. Ilo bisogno di saper ii principi di Capua , speetat mente d'un Landolso, che su al tempo di Tan- credo Noemando dat Io5o vel circa, perelth credo lasse aliora fatio un' instrumento it piu antico
534쪽
sti chlamato Consule ooero Proco usule. AIcune alistre inseri gioni vi mandera it Padra . Ho ancora tro-πate aleune med agite, rna cose vulgari e P co rare.
In Napoli ne sono assai, e buone. Bolle non ho visio troppo antiche, n. con sotiose rigioni di eardinati . Non vi consistio a lasciar Ie cose certe per leineerte, nh Ii amici e signori vecchj per Ii nuovi; ma a cosa fatia attac catevi, se trovate dove. Non accadeva domandar il parere at Cardinale Alexandrino; ma sar quello e he fate adesso: vi metiet ea pericolo di perder e non di suadagno , a giudicionito. Dormite pur in chiostro, e andate a lavoladeIP Ill. ' senEa scrupolo. Non posso scri ver Piu, e pur vi scrissi un altra pochi giorni sono. Baetate Per me la mano at Cardinale, e Ia guancta at S. II.
utra sine die Se consule, ma penso scritia a mezZUDiuili eo by Gorali
535쪽
Genaro in Parma. Aspeltavodi Venetia it principio det Proconsulato di Landolso e Pandolso Prineipidi Benevento o Capua, e qualche nova della stam padi Festo. Prosit la mancia det Imperatore, e quella det Re Philippo, e quella dei Cardinale; con questi
speroni d'oro seguitate Ie vostre imprese, ma avisa temi delia quantith della manchia. It libro de cο- mitiis Imperator. vedete se potete mandario a Napoli senga che tochi in Roma.La bolle cercarb. Ηo trovato un apocha di pa-gamenti di m nuti servit j. Dat. Rome apud S. Petr. Gub anno a nat. domini MCCCXCVIII. inci. VI. die XXVI. Ian. Pontis Bonis. PP. IX. anno M. Herriis et e non Henrici e so ehe in Germania sono duenomi disserenti) it. S. Anastasiae pbri Card. Sacri collegii Cardinalium Camerarii. Et uti altra sub ea dem data Corradi miseratione dioina Archiepὶ Nicostensis Domini P. P. Camera0: sono apoche dei liminuti serviij che pagava ii vescovo di Aliis per Iesue holle, e si obbligava come oggi si pagano te annale e attre eose alli ossiciali, e riti ene questo nome. Avertite quel miseratione divina , e non Dei O πο- stolica sedis gratia, come oggi; e cosi trovo nelle antique sotiose rigioni di vescovi. Avertite duo earn artenglii uno dei collegio, un altro det Papa. Quanto alle disserenge inter jus Quiritium, et ius Civitatis Romane, se volete .ehe iiιs Quiritium si a s
536쪽
Ia inelite quando ad un liberto latine conditionis ilis. tur plenum jus et Mitatis: diro clie costui sara libertinae conditionis; O quibus datur ius cloitatis Romanae, verbigratia noMis ci Uibus, si ingenui sunt, erunt cipes Romani ingenui. M a Pili presto credoche ius cisitatis sit genus, sorio ii quale sono Ii municipi e altri che hancio deminuto ius civitatis: e ius Quiritium si a pili perlatio, e pili pleno, comedi quelli che abitavano dentro di Roma, e si a specie comprehensa solio quello. Inter liberas immunes, atq. simendiarias equesta differenzar liberae nulli serotunt; immunes nihil muneris prquant; stipendιαriasi soluunt militibus stipendia; foederatae e adere cum P. R. conjunguntur; italici iuris id ius habent quod in Italia habent urbes; non mi dispiace la vostra interpretatione, quoa non subsint Proconsuli; ma agi unge te nec Presidi, aut ceteris mugistratibus P. R. Propi cialibus. Pure mi da noja la Gallia Cisalpina, que tota erat in Italia, s suberat Practori, aut Procos. Lenote X ou vero. - in fassi e med agite significario denarj at sicuro; agi ungesi la linea per dimostrarClie non e lettera n. nota di numero, come in IIS e ΗS-Le inscrigioni della mia diocesi vi mandaro conaleu ne attre che non vi dispi aceranno. Ηo grau
placer di saper della libraria dei nostro M. Niccolo
537쪽
Urinaneto tanto bella: egli mi mostro in Roma una colletione di canoni se Ea nome, ed io ave va un altro esemplare, at quale mauca vano at cuni quinterni. Di tegit, che ho trovato ii nome ita uta altro chetlene it Proto notario Sirietto: dic est Λnselmo vescovo Iucense. Desidero che facclamo stampar tut- te Ie collegioni di decretali, e decreti, e concilj eaeguendo la pace, e la continuagione d l concilio, saria facit cosa trouar chi sacesse la spes a . Non plura. Addio. In Ρied ei nonte alii VI di Febraro i559. Della S. V. A. A. XLV.
Reverendo Padre Carissimo. La vostra delii 3 di
Margo mi fa cara . La eos a delli principi di Capuasta bene. Si potfauno agi ustare ii anni per la set ti-ina indigione uel mese di Decembre deII instruiuento nel 38 anno dei principato non sono piu Pro consoli, ma principi neli' instrumento, e dice pii n- ei pato e non proconsulato dei padre Paldolso, e XVI dei figliuolo Laudolso. Io fo 1' instruinento dol
NXXIV, ed ii principio dei principato di paldolso
Mel 986, e di Landolso nel MII: vellete se si asto litaeoli' istoria Cassinense, se non se emate I 5 anni, DV vero agi mige teli. La stampa di Festo mi place as-
538쪽
sai. Dei donativo deliqui perator mi congratulo con Ia S. V. La grania de Ile trahi credo sia sacile ad ottener eon intercessione det S. Martin de Gugman, e dei Γ Imbasciator the sa residenEa costi, o v vero eo si quel della signoria che is coli' imperatore; mafetiga dubio audando vo i in Augusta dove lui e ora. Ovvero in Vienna, e portandoli la cuculla plena diei ancie di cose curiose e belle delle med agite edin se rizioni ed attre cose d' istoria. Li libri per me te ite teli appresso di voi, per clid non so doue sa-TO questa State, Clie Sapete Souo come voi delle seste mobili: non basia esser stato in tanti altri luo-ghi della Cristianita , ora penso d'andar in Sicilia. Se volete venir, penso troverete molle chieso edabbatie antiquissime plene di bolle e di libri. L indice delii libri titioni det Ormaneto ho a caro. Quanto at ius Quiritium, net eodice di Giustiniano e'e iltitulo de nudo iure Quiritium tollendo O de latina libertate , e net primo libro delle institutioni grechedi Theophilo gia tradot te, e meglio nelle institutionidi Cajo e di Ulpiano, vi pol rete chiarire assai delle disserenge delii latini liberti e dediticj, delli liberti Pleno jure, e dei dare jus Quiritium a queIIi. Noa
credo, che lasse solam e ute nelle possessioni, uisma eo nel dominio solo la disserenEa, ma in molle ait recose, benchε questo h un eapo. Aliud est esse in bonia, aliud esse jure Qtiiritium dominus, pes pleno
539쪽
iure. Il sar testamento nou lia elie Lar con questo. Li latini oluebant ut liberi. moriebantur ut serplisperche non pote vano Lar testamento , e Ii patron
loro pigilava ogni cosa. Ε vero quello, che secondi it modo di dar la liberta, cosi diventa vano Liberti
Latini, o cives Romani. Vindicta, censu, testamento tantum fiebant ciὐes Romani; Pro censu sum
cessit in Ecclesia manumissio. Con gli altri modi febunt Latini Dei dediticii, si notis inusti sel similes
essent. M a se uti Latino era manumisso uri attravolta , Vindicta, pel censu pel Testamento fiebant ci-ses Romani. Cosi si intende quella Iettera di Plinio
non a Traiano, ma ad altri scritia, come penso, do veprega ad uno che anda va in magistrato, che Passasse per la sua villa per sar citi adini certi latini. Non e vero, che latini liberti sossero in potesta de'padroni, vh manco che non fossero liberi. Tut te queste disserenae son dat tempo di Augusto Cesare. Ma prima non era cosi, e ii dominio iure quiritium h mol-to piu antiquo, come la disserenga nel commercio, e net connubio, nelli testamenti, nella legge Porcia,nelle adotioni, e tante attre cose. Ε'bello osservarettat te queste cose, e distinguerte benei Io qua non ho di questi libri, ne d'altri. Son tutio vostro come
540쪽
368 XLVI. Revefendo Pad te Carissimo. Li 4. quinterni primIdelle Epivole di Gelasiolio dato ordine che si mandino; ma vedete di restit virli bene, e se vorret pili domandateli a P. Ottavio, che egli ve ii mandera: domando it libro at Dottor Francesco Torres. La mia medaglia era di Theophilo Imperatore: Ve- de te se si pub applicar anni XXX al suo imperio, OV vero dei suo compagno . Mandovi uti luogo di Plinio de jure Quiritium avanti Augnsto Cesare
molli anni lib. 29. cap. I Cassius Hemina ex antl- quis auctor est . certate ii resto , e valete. Di Ρe-
demonte ii di delia Pentecoste i 4 Maggio dei 59.
' A. A. P. XLVII. Iteverendo Padre Carissimo. Non credo, Che Vi
