Nuntiaturberichte aus Deutschland nebst ergänzenden Aktenstücken

발행: 1892년

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hat seine Sehreiberi dem Erahis eos Leopolii Filiata unu dem Cardinal Mesel uberetaehi. Der eratere di bellissimo aspello mostra viveZZad 'ingegno e serietis eortese sopra i 'etsi, paria benissimo la lingua latina et lia molto si proposito et accommodamente risposto alia nata prop08ta 30 e satis aleune interrogationi . G wurde von iam eingeholt, iste ire blaetum Vorzimmer begleuet und Atehenu angehHrt.

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La sera de 26. stante, Hie arrivat ), mi sti detio da monsignor nuntio, Mai 26ehe 'l gi Orno medesimo haveva unitamente col conte Orso stabilito, colprincipe d'Eehembergh, ambaseiadori di Spagna e di Mantova, e I . Cesare Gonχaga, ehe di vesse ii duea di Mantova permutar col Cremoneseli it Monserrato in forma giusta et equivalente, eon peso at re di Spagna di aggiustar il duea di Savota e gli altri pretendenti ) net Munserrato,

o douesse dare ni duea di Guastalla . . . .' ) e G0ngua sino si Boudinelloe Viandana, o in luogo di questa Sagaro e S. Benedetto, e con que8to si saria ordinato, che si suspendessero te arani e che la mattina seguentei 0 dovevano di nuovo esser insieme, per dar l 'ultima mano e metterio inseritio ; o seguito questa mattina l'abboeeamento, et essendosi formata Mai 27la seritium eon l'ambaseiadore di Spagna e preso tempo si consideraria, hoggi sono venuli da monsignor nuntio it conte Orso e monsignor VeseOVO di Mantova, et essendo venuli tuiti alle inie stange, ha riserto it coni'lli Orso haver havulo in risposta dati' ambaseiadore di Spagna, elie ilCremonese μ' intende seliga la eitta di Cremona e ebe pero si eccettuassenella sertitura, e ii tanto alia sospensione deli' armi, ehe non si saria potulo dar ordine nessuno prima di sentir la risposta dei duea di Mantova, se aeeeitava ii partito, e quando Plia esse accellato, saria stato neees-20 sario darsene conto in Spagna, e che di tu si spieeasse l'Ordine peria sospensione deli' anni, altrimente saria stato un porre in contingenZal'autorita deli' imperatore e eoi non utibidire det governatore di Milano, come t 'haveva per probabile, impegnare la M A Ces' a nuovo e maggior disgi to, allegando, che in questa maniera e conserinita era stato traitati 25 in tempo dei duca Ferdinando. Parve strana a monsignor vescovo di Mantova l 'esclusione delia eitta di Cremona, cost per emer8i seinpretraitato Senga questa egelusione e eot nomo dei eorpo ineludersi in primo luogo ii eapti, eonte perche non Pra eredibile, ohe'l duen suo

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1628 signore douesse venir in questo partito, permutando uno stato nobile e Mai 2I riguardevole, come ii Monserrato pleno di nobilin e con gran numerodi seu datarii, col Cremonese seneta la citia, pleno non d 'altro, este diconiadini, de ii tali ne ii duca poteva sar conis per la loro qualita, nequelli l'haveriano satis dei duea per i 'asilo, eho haveriano havulo in bCremona. Che in tempo dei duca Guglielmo era stata traitata la mede-sima perinuta, comprendendi vi la uitia, essendo lo stato di Monserratodi tanta minor consideratione, non havendo la sortificatione e eittadelladi Casale; e che pero pregava si passasse nuovo ustitio con t 'ambaseiadoredi Spagna, perche lasciasse correr la sertitura senZa detia restrittiva, Iob almeno in lilogo di essa si ponesse, che si desse ii Cremonese conformeo stato attre volte traitato, che sit temperamento aeeennato da monsi ornuntio, e si poteva riserire cost ali' ultimo, come at primo traitato. Partirono monsignor nuntio e'l eonte Orso non parendo conveniente, cheri andasA'io, cost per non haver ancora satia riverenga a S. M , come Ibperche l'ambaseiadore non era stato ancora da me; e restat volentiericon monsignor Veseovo di Mantova, per disporto si persuadere at duea

ad accellar la serittura appulitata, etiandio con la restrittiva di Cremona, in easo che l'ambaseiadore di Spagna persistesse in voleria, allegandoli, ehe la clausola, in forma Gusta et equivalente, toglieva Ogni scrupulo, 20 che si potesse offerire e circa l'interesse, e circa la riputatione; el'adempimento di deita clausola portaria seeo per ii duea non solo ilcommodo presentaneo delia sospension d'armi, nisi mehe t 'altro di nonus ire dat Monserrato, se prima non havesso sodissaltione della hieompensa, la piale quando con la vicinanga et unione eoi Mantovano lasse 25 equivalento at Monserrato, porteria magior potenm e grandeZZa si S.

l 'insinuasse a S. A. questo suo senso esser il medesimo di monsignor nuntio ordinario e mio ancora, quando Ilure mirasse ii negotio puramente, como servitore di S. A. Parti da me monsignor vescovo per abboeearsi di 30nui vo eon monsignor nuntio c'l conte Orso, ii quali havendo trovato, ehel'ambaseiadore di Spagna stava duro Dei. punio di Cremona, stabilirono con monsignor vescovo nella forma sudetta. Ε quanto alia sospension deli' armi, ehe l'ambaseiadore di Spagna desse conto in quella corte per uneorriero, che partiva questa nolle, dei traitato satio e procurasse, ehe 3bdi lli si desse ordine a Don Gongalo, ebe sospendesse l'armi, mentre

dat duea di Mantova lasse aeceitato ii deito traitato Τ). Dalla sorma dei negotiato vedra V. S. Ill , quanto in questa corte si deserisea si sensi di Spagna, ehe in essetio tuiti questi ministri e massime ii piuprincipali sono dependentissimi et interessatissimi con quella corona, e 40

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net quale si trova questa nuntiatura eon gli altri principi di Germania, l0 ehe non si reputano inferiori at granduea. Ur huti das bri dem Eifer

duca d Urbino. Di modo che questa venula sarli k spasso. Beritat vom m. Mai. Mantua. Arch. Gong. Orig. yber die HermMIungs state Ul. Reumont a. a. o.

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1628 20. Pullotio an Barberini. Pras 1628 Mai 28, lecti'. 8. Iuni.

dia tales, die der Miser bei der Mantuaner Angelegenheit hiatu, duas demesse duroh die padri superiori delle case di questa citiis uaruber sprechen bbisse, tria iam die Sache ain Herzen MF. spraeh uber die Besomnis dea Papstes fur die Rule Italistis, fur dia: Disolis he Religion, besondera fur die Anstretans der Nationen dureh die Hriresiae. Il padre mi rispose

questo; non dubiti, che di qua sta per mandarsi gente, e di questo, prima che parti con S. M , glie ne do parota io, ebe so di poterio iu

sare, as8i curato per quello che so delia volonta di S. M- , angi spero, ehe te armi, che si sono iiii ' hora implegato e intro gli heretici, elie se bene consessano Chri8to, non tratiano pero, come devotio la sua legge, da qui avanti placendo a Dio, si putranno voltare e si voltaranno contro quelli, ehe non confessano Christo, contro Turchi ). i5 Der Belahit ater suste ihm aueh, dasa mi mann restituteri sei, mudem Austras, iam dueon Mittetians tu machen. Er hari die Mehrital eon Cardinat Ludovisi dei quale dieeva esser molio desideroso di servire

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P. S. Cur a hiati es fur auraemeUMnlitia, dura der Belaltv iter nubesuehi habe. Er fand in thm Vertrauen unil guten Nillen, e come staeisetto de gli umeti dol padre generale, laseiaro alia summa prudenZa25 di V. S. Ill il eonsiderare se te parern cspediente, eon osten8Si Onesare intendere ni medesimo padre generale, este N. S ' e V. S. Ill 'habbiano graditi ii sunt umesi e se ne diano per serviti. miluge I. Biliet Gras Orma. It granduca mio signore ha satio l'umtio e in l' imperatore per quella

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l628 sospensione de ab glomi e S. M cortesemento glic illisi promossa, Mai 28 dandone si S. A. due volte la parula, si cho le S. S. V. V. Ill ' nepossono serivere si Roma o sollecitare ii resto, che importa pist, perchela Min deli' imperatriste mi hii assieurato di nuovo stasera, ehe l'imperatore camina bene net negotio principale, e serive a Mantova, chelaeilitino i partiti si V. S. Ill 'Di Palaeteto 28. magio 1628.

Serivere ni signor duea di Nivere, eho per ii usfilii di S. S-

et dei granditea appresso S. M Ces' et ambasei adore di Spagna, si e sospesa la relatione, ehe saecvano i commissarii imperiali, est va traitenendo Ogni risolutione, ehe possa pigliare deita maestanella causa de seudi di Mantova e Mon serrato, sin tanto che si sappiadal duea di Nivere se voglia promotiore scaso elio ii re di Spagnat'approvi) la permuta dei Mon serrato eol Cremonese, o nitro quivi contiguo in sernia giusta et equivalento, detratia pero la elitu di Cremona, restando al re Cati'' il pesci di accommodare, quietare esar restar sodissatio Savola et omi altro protendente supra it Mon- ferrato; e elle it duca di Nivera aedetti di dar sodissaltione at ducadi Guastalla, offerendosi S. S A et it granditea di sar procurare che Guastalla resti contento di eosa honesta; e questo di Guastalla, η'intenda sempre, ehe si agi ustino gl 'interessi con Spagna. ii 28 22. Blaesos ron Mantua an Nerres, Prag 1628 Mai 28. - r-

Ailatieatisi eon multo servore tuiti ii signori, de' quali nel fine doliamia prima lettera, aedio elie conforme l 'ordine deli' inaepratore, l'inte eessione dei granditea e la permissione di S. M Ces' si trovasse temperamento alla guerra d'Italia, avanti elie pili Oitre η'interni, sinat- mente eo 'l consenso di tulti hanno seruiato quei capi, che nella conglunta

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serittura') si contengono. Tra quali due sono ii principali ineombenti l 628di V. A.; l 'uno di tacitare Don Cesare, l'altro di permutare ii Mon- Mai 28 serrato eo 'l Cremonese, potetie dei dare ossequii ali' imperatore etai re proportionati a loro et si iei non si revoca punio in dubbio.b L 'imperatrice pili desiderosa d 'ogni altro di veder V. A. in istato

quota e tranquilla, e di levarie d'attorno tante selagure presenti e lature, ne gerivo at signor marchese Uederico eon animo di sar ii modosimo eonia signora principessa, necioche nolle lettere loro ella eonosea ii Zelo di S. M e per Ogni via possibile te vi condescenda. It granduea se benelo remissivamente si me, lili pero ii medesimo fine nella lettera, ehe per questo particolare S. A. te seriue, angi it corriere o suo, ehe, date liV. A. te presenti lettere, ne passa di longo in Toseana. Li signori nuntii Palotta ultimamente qui giunto e Carassa ordinario, si come Visono intervenuti et hanno giudieato elie V. A. non senta da questolb concertato aggravio benelio minimo, cosi la supplieano per mego intosi consentirui. Il signor principe d' ehemberg, che ne sente gusto grande e grande testifiea quello deli' imperatore nolli trattamenti che seguiranno pol a suo logo e tempo, promette Ogni favore. L 'istesso ambasciadoredi Spagna ha professato di ad operamisi eon partialissimo desiderio di

20 bon sueeesso. Io non ei ho parte aleuna, se non che, chlamato diquando in quando, secondo elie diversamente si sono molle e se proposto in altri modi, ho senipre raecordato loro di proporro cosa che V. A. possa lare eon sua reputatione e senZa aggravio. Αvverta V. A. dunque. 1'. me non Oeeore pensare d'eseludere Don Cesare, perche le25 M. M loro principalmente eosi desiderano e si dichiarano, che in questo negotio V. A. media per amore et in gratia di esse quello che non farebbe per elletione; in questo compensando l'astello eo 'l quale esse M. M eoneorrono at beneficio di iei e di sua casa. Spagna per ii re, ii nuntii per S. S , it granduea personalinente lo propongono eome30 atto demo della grandeZZa sua e di vero principe non solo perdonaret'ostesa, ma ricevere it pentimento e benefiearo ii penitente, eho l'osterisce Ogni Ossequio e di prestare si V. A. in Ιspagna Ogni bon servitio, eonfine di redintegraret servendola nella sua gratia. Angi tulti questi

signori iovedi sera ), insteme eoi signor conto Orso, SenZ' altro motivo, Mai 2b3b dopo d'havere coneertato tra di se varie e se, vennero tuiti alia nataeasa, eonducendori Don Cesare niteora, non Ao eon quat intentione. Volle Iddio eli'io pro usetto meχ' hora prima, e'l segretario, et, 'era in

easa, vestendo detii signori resoluti d 'aspetiarini, laeendo finia dimandarini a cereare, mi mando a diro in venula dei medesimo Donl0 Cesare; ed io, voltando strada con lunglii iri, Dei dire di non esser

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,28 stato trovato, per non eadere in questa improvisata, alia ipiale providi Mai 28 pol eo 'l nuntio l'istossa sera tardi perelie pili non succedesse. 2'. Clio tanto di Don Cesare, spianto delia perinuta, barata per adosso elie V. A. dia se a parota di attenderet, pero elie adesso non si termina di d0ver dare questo o quello, ne di permutar eon tale quale bindividuo, ma solo eli'ella conserini e prometia ali' imperatore choattondera ali' uno et ali altro. De' ipiali negotii pol arbitri saranno it somnio ponteiide e it granduca, appresso quali negotiando eo 'l temposi possono eondurre te eose si stato meo desiderabile. Ed ella non resta con questa sertitura obligato ad altro, ehe ad appliearei mediante iuquesti due potentati, da' quali Ah l 'A. V. quello puo sperare. 3'. Che non essendo it Cremonese tutio equivalente e iusta recompensa dei Monferrato sebo questi sono i termini d0lla permuta)sta sertito nel eapitolo elio supplirh non nitro stato indifferentemente, come dieevano essi signori prima. ma tu stato pontiguo, ehe o it i5

4'. Clio se bene ii eapitolia pselude Cremona, non e pero tot suoridi faeolin di pretenderia, ne di speranga d'ineluderia eo 'l negotio, se liprindipi a' quali e rimesso questo traitato inelinassero a sartiolo eapire, Overo havera ella tali ragioni, onde possa rati nevolniente persuaderneli, 2

che per mio eredere saranno molle e molle.

5'. Che te pretensioni di Don Cesare erano prima dei quarto dei Mantovano, pol deli' ottavo, indi di Otto terre, pol di sei, di quattro,

ultimamente di tre, non nominato, uia dide si Guastalla contigue. Verra anelie a due, e pilo V. A. imaginare in sine, ehe s'habbi da ridurro fi 25 Rogulo eon te valli, ehe in volle e imprare dat signor duca Ferdinando

Nel rimanente pol. Subito elie, senZa specificare ii come e'l quando, V. A. serivera d'aeeeitare questi eapi, come stanno cosi indeterminati, e darsi parola d 'attendere eon ogni rarii evole inaniera si questi duo 30 Papi, te piaeera incontinente per novo corriere in diligenκa darne quill eonsensu in forma, perche S. M A promultu senga dimora terminar igni differenga eon questo Pt interponisi eun tutia la suprema sua autorita. Et ii re prende in se tutie te pretensioni di Savota e LOrena e 35 di qualuitque nitro elie vi possa essere, siche V. A. non senta molestianteuna. Ne pensi elle it taeitar Savola, μ' habbi a sare eon li stati di V. A. da lui at presente Oeeupati, questo no; il modo lo trovera ilro, neeloelie li detii stati Oeeupati venghino nulla stima dello stato tutiosi benefleto di iei, con la douuta e impensatione. E se bene sono adesso 10 in mano di Savoin, dato e' havera V. A. ii consenso, che si spera, l'imperatore ν'l ro vi prenderanno temporamento.

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