Nuntiaturberichte aus Deutschland nebst ergänzenden Aktenstücken

발행: 1892년

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Hora. pereli'io son obligato alle M. M loro non solo di rappro- Disontare tutio nil' A. V., tua di diriene ane i ii inio parere, to saceio Mai

sinceramente, non solo come servitore che tanto non stima se modestinoe sua salute, quanto it bene e commodo deli' A. V., ma meo comes, vesdovo di questa eitta sua, la quale da Dio e eommessa alia eustodi niuia, uel elio mi move gelo di Dio e deli' anime insteme. Sin il mio parere eli'ella generosamento presto e volentieri n'aeconsenti senκ' altra replica elie questa sola: in gratia della Maesta tali' imperatore e doli' imperatri est, u quali professa dοver la vita istossa, per servire allain beniga interpositione di N. S per dar questo honore nil' intercessione dei granditea e per evidenZa al re Cauqq, eh'ella non desidera eosam giore, elie mostrarsi devoto servitore delia sun real corona, ni paridi qualuitque altro prineipe d'Italia e suori.

Li sondamenti mi ei sono questi: tb i'. Clio V. A. non μ'obliga si eosa aleuna se non d' attondere ni negotio deli' uno e doli' nitro eapo, che da N. S ' e granduea dovo-ranno pol in i spectu terminarsi. 2'. Che eon questo si tolle da ogni impiceio in una volta e si conAolida pndrono de' stati senga contradittione. 20 3'. Che si leva da omi litigio di Lorena, Savola, Guastalla e dichiunque altro per quelare per Sempre. 4'. Che la permuta si saru e in sua sodissaltione stabilita, o no, se eon suo gusto, non havra di elie dolersi; se eon disgusto, nul progresso dei negotio non maneano modi, inventioni e ragioni, Plio dim-2A cottano, interrumpano, annichilano te traitatumi nullo proprie manide gli arbitri istessi, seliga apparente eulpa di V. A. Si tratio questo modosimo negotio at tompo dot duen nuniplino e svant ni tempo dii ordinando et si passo in dimentiennZa. 5'. Fa V. A. bnstante vendotta di Savola, ehe, post a tra te due is i corone, non sara pili tanto nudaee, set in eterno si libera dati' insensione di questo principe. ι'. Ella si libora da quot gran peso, che lo stato di Mons errai o

Nuntiatur richte IV l.

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i 62R 8'. V. A. si leva d 'addosso tanto Obligationi elie, laeendosi guerra, Mai 28 meo con suo trionso, ad Ogni modo sena pro liavera infinite at ro Christ η',

alia Republiea et amici et adherenti. 9'. Ella si conditia i 'amore e la prostitione dei somnio pontefiee, dat piale esenno per lei tanti paterni umei, o puo obligaret aneo Τομ- bdana, Phe veramente lili satio assai.

Ma finalmente sche n V. A. non mancaranno cento altro rarionielic possino persuademela) senga perder nionio det suo di presente, o se converra donarne, ei me per Don Cesare, sara ben posta cosa rispotio fi belliei dispendii, ne ii tali si perde talliora stati, sud diti, sa- l0 coltu e sangue; e in uti solo sempliste es senso di cosa Phe patisse longa n gotiatione e libera traitatione delle parti, V. A. raseiuga lelagrinae, cho ne sparge tanto spesso l 'imperatriste, haven domi aneo Mai 25 il signor principe furato che S. M , venula iovedi si tratiare eon essolui, si pose eost discitamente si plangere, che non poto nani aquietamela. Ibueritano questi ait otii di tanta signora elie V. A. per amor sui3 in qualche particella beva grosso, come si suoi dire, e doni si se medesimo riposo, a suoi figli quiete, salute si populi, pace ali ' Italia et almondo tutio e suoi amisti notabile contento. Nostro Simore Iddio la illumini, come fidamente spero. 20Monsignor I'allotta da pur parere elle V. A. eonsenta, mn non tra- lasei mal le suo solite provisioni per condur si fine tutio con reputatione, sino cho si sta assicurato.

sicuro, che sexuendo la permuta N. Sy' non havra dimeolia in appli- 25 eare a Veseovi, eli 'ella volesse novamente sare, te giurisditioni spiritualielle sono da nitri vescori cire invidini posscdule. Se si dara qualebe terra a Don Cesare, propongono questi signori eli 'egii farsi patio, che estinia ta easa sua non stilo quelle terre, uia Guastalla insieme cada in V. A. o sua casa. Oltro che eon titulo 30

e legge di seudo si pol rebbero dare e lui necetiarie; negotio pol da traitare quando si pratticarn il satis. I 'ambaseiadore di Spagna ha spedito corriero si posta in eorte

attollea eon queste medestinc tratiati mi. Il signor eardinale Saeehetti lia seritio di suo pugno a monsignor 35 nuntio qui, eho veramente ii Npngriuoli sumo li primi ad attaeearon et Mantovano, e eon gran rispello serive di V. A.; ristesso su ilsignor Giovanni Franeoseo Saeelieiti, elic pero moritano che Aia loro corrisposto, perche in vero granii' sest 'tio ha part Orito questa nitestatione neli' animo deli' imperatore, diversamento persuaso, elic pol l 'ha 40 intesti a savore di V. A.

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venulo questa seitimana portano Oitima dispositione dei ro , Drso i A. V. nila quale non si a per comportare che si saecla torto, angi elio trui 'ambascindore christianissimo e 'l eonte duen passa stroiiissimo tratin-b mento, ilicon 3 per eastigare Savola. e col prundui solo in mego tenerio mortificato, perelie non ardisca eost saetimento sollevnr il monito.

Don Gonκales o arrivato si tanto ardire, est' tui salto per il senatore Coira dire si monsignoro elie olire t 'alire ratoni della guerrav'era aneo la giusta pretensiouo di Don Giaeinto nollo sint , di V. A. ),lo eosa che ni granduea ha premui a notabilmonte, e non si crede elie pili vada a Milano. Manda egii di piis a questa corte quot Don Alvaro di Loinda eundust punii u almento impertinenti, i 'uno perche S. M' si complaeeiadi dire, elie eon suo ordino veramento ha ogli in isso l'nrmo regio; l 'altroia a doleret elio ii savore deli' imperauido si sin est 'so tant' olire u savore di V. A., eho ne habbino pereio i 'amne regio patito assat e ritardati pereio i suoi progressi'). Ponsi l 'Λ. V. eon elio animo pilo l'impo-

erkannt wurde. 'genbeta antisoriete cho' quella non sarebbe stata materia dkmettersi si campo in modo alcinnio, e cli' emno scritture et discorsi da riderseno. Auch eramite re im Vertrauen, duas ian, vis re inessen der Unterhandiungen uber

30 die Vertobuny der Dirigen miserin si h in Mantua aut hieli, Hertos Ferdinando gestast habe, ssi inrebbe stato possibile, che S. M H'havesse legit timato quel tig-liolo, gili che si velleve in sin d'allorii disperam di legit tima prole, et queleli' altro discorsetto satiosi in diversi tempi et si Mantova et qui si pra tui materia, inruassai minore det sospestu, eho hanno impresso sonipro nulla mente di chi era in-3b teressato k non sentirli. go non con molia gelosia. Auch der Miser fiusserte sichyegen thn tanti h Di presente in somnia non c' ὐ niente, ne credo, che possa venircosa da darei fastidio, havendomi pariato Pimperatoro ot it priueipe assicura tamente, et in modo da poter viver quiete da questa parto. Berichi vom I5. Iuni. Florent.

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ratore sentire t 'uno e t 'altro eapo; questo Plio offende rimperatriste elie tanto ama, i 'nitro este diruttivamento serisee la dignita imperiale, quasieli'ogli si a divorso uel satio da quollo elie prometto. Se verra e sara

questo propositioni, non 8o come saranno sPntit .

summa d'ogni bene o malo, resti servita di spedire un comere, ii quale pero non laedia in strada di naviera, nisi per Salispurg si Linig, per non saltare it grandusta elio sa quella strada e darii in risposta eliopiaeerk fi V. A. di dare alia sua lotiora. nella quale si ei inpiaeeia aneod'neeennare la sua deliberatione, dopo eho ipiet eorriore veniti A drit- 10 tura in corte Cesarea. It granduen parte di qui domani fl) rogalato in ostremo, sebene e lui o ii statello hanno presentato lo M. M loro,il ro, i 'areiduehesse o la eorto eon splendidi donativi. Qui finiseo supplicandola humilinente per la sua gratia e in sarie profunda riverenga. Di Praga li 28. maggio 1628. 3b Molle eose elle sono in questa lettera e non sono in questa breve sortitura. sono pero state concertate tra questi signori, de quali restanoli signori nuneii testimonii. Ε perelio S. M- premo in quella sertitura elie aestusa it d0ereto imperiale inglusto, stimaret bene elle V. A. serii esse due parole di 20 se alpa ali' imperatore, sempliei, ehe non m mai sua intentione d 'ossendore la S., ovem darne si me lettera monstrabile, come meo se consentiru si detia seriitura, overo fame duo, una ali' imperatore, unali me, per valernii di quella elio farsi piu espediente. 23. Pallotio an Barberini, Prog 16 28 Mui 31 ). 25

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Delia sospensione d 'araui uedra dalia cista di monsignor nuntio, quelelie si senti dat signor ambaseiadore di Spagna, tuuavia per non credertanto mancamento in Hii serisse ii vigiletti,, det quale mandat copia a

V. H. Ill ', vi glio pist iusto vellere, ehe si tenga secreto, e non Se neb triavi rine antro, o perche si rieonosea dalli ostitii di S. A. o pure, cliel'ordine habilia due eunditioni t 'una in easo, che ii signor duea di Mantova aeeeiti it partito proposio, o l 'altra in casu, ehe ii goveruatore di Milano

vi condescenda, aceto quando havesso senso in contrario non restasse

pregiudieata et insieme impegnata Ν. M .

25 Le notitie dateei da V. S. eon la sua ei sera d 'Isprueli de l4. dimaggio') 8ono state assai aecertate e conferinate eo' i sue 'essi e conaltri avulsi che ne tentam l. I Ioggi te coso stanno si perieulusi, terminodi magiori rotture, munire ii duca di Mantova s'o egibito di obedire, imi non quunto at Heever presidii in Mantova et in Casale, e eon attre

a. a. o. I. pag. 4II.

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riserve, eli'ella havera sapute, o se bene putrebbe S. M eonsiderare mitemente it timore, ehe S. A. potuva havere di non vellersi in torno nitra soldateson, ehe Spa uola da entrar in presidio, olire la disset,lta di privat si dei possesso, seu ga sie ureκκa di potervi ri porro it piede,

quando si s 'ntentii u suo favore. Nondimeno si sta attendendo comelii sentira N. M ' dopo te relationi det Quesiembergh tornato e ista, chidicu e in pnditiei, e elii eon contrarii sensi'). In tanto s'odono M'ingrossamenti iii genti Frangesi A i loro conlini, e pur hora si e Sparsa quivo te di non so ehu dieliinratione de Venotiani ), dolia is talo stiam onsputiando pili certo avulso dati' ambaseiadi re stesso, si eui diei no si a libgiunt a corriero et lia mandato u ehiedormi uitieum. Debbo dir u V. H. , ehu in Praga si trova uia Fra Girolamo Lapi Bologuesu de Minori Conventuali, ebe traiia e in l' imperatore familiarinente, et o persona di valore. Serive al padre generale spin alcune lettere delle querulo, che sanno eosti di N. S ' per aletini particolari. Prima i ,

um die gererate Stim inung 9Sen Xevera duriascha uen tu lassen. Im M. Maimachie der Miser die Relation , anni, come V. A. t 'haveva ricevulo bene, Ina 20pui Suntito con poca Osservanga, risposto con poco rispello e quasi con dispre2go, Onde se ne tenexa egii osseso assai. Die Anhlagen fasste der Bisctos in drei Punkte Eugammeni l una clie V. A. non haveva voluis aecetiario nella citia, con troppodissidenga di S. Mi ; la secunda che egit havesse niandato una scrit tura di sospitione et appellatione da lui rimandata con risentite paride, per ii contenuis di essit, che 2bmostra va it perduto risi et to ali' imperatore co*l quale voleva traitare in forma litigiosa e con ulti gitidi Mali ; la terga che rate scri itura era stata satia dat fiscale,

nichi eruersian im tor, besahi re che s'inviassero per ii lor viaggio verso l 'imperio te sopraduite genti di nuovo assoldato dul Corocino, et appunto θ seguito lyintento, perche con lyultime lettere di Stiri a s intego, che ialontanain te sopradette genti imperiali. li signori Venetiani aveor have vano allonianate e maudate via te loro. 15Bibl. Burber. LXX. 47. Ut. aueh die Einteiturig.

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esu uii Fortiguerra') non si a stato satio veseovo ad instatim di S. IIx o 1628 eho siano stati dati vescovadi ad histanga delli vostri ro. Ma ii vero Iuni ad Hie S. Η ' non hii satu mai vescovi ad instanga de vostri re. At Forti erra o convenitio preporro altri molli che lo pree irrevano nel 5 servitio della Santa Sedo Et at fratello di tui, munire visse, iuronosem pre dati governi in risguardo di questa race imandatione. 2'. de eardinali non creati. Ma de' nationali se ii sanno, come o Ararii' . Ε se quoi di Spagna e di Francia creati eon tui morirono

Presto, non hii d 'haver per male S. Ces , eho se ne Siano surrogati

lo due altri di que, regui.

3'. elie non si simo e ineesse Meuno dispensu et aleune speditioni

gratuite, o somigilanti gratio. Ma κ' invia annessa si V. S. una nota digratie concesse si N. M da N. S ', alquante delle quali sono gravissime e non ei neesse ad altri' ). Coni' e ultimamente quella della meta dellelb rendite eeelesiasticho dei Palatinato ). Talelie da questa lista si seorge pure, eho N. S ' per quanto lili potulo, ha gratificato S. M , e quelelie non tu per lui, non sarebbe per qualsivoglia altro potentato. Maali' incontro consideri S. M , ehe sodissaltione di iustitia ha polutorieever da let S. Η'' nolle eose di Bardi e Compiauoq) e di S. Ma8

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si rimetta si nuovo esanae, si aneli' ella gratia inusitata. 4'. che e stato promesso si S. M di consolario ei rea te coso dolpatriarea d'Aquileia'); angi ebe ni delici di voler laseiar uti nerbo di soldati in Vallellina, pericte i Venetiani vi assentissero. Ma chi non bVede, queste essur chimere e sumi di qualelie mal astetto, elie ingonari. M ' Ces' questo laseiar soldati in Vallellina, n0n ha taeeia dimenZ0gnare, potendo ei euno conoseere quanto ei utenga di sproposito 'Non putra mai ii prinei pe Navelli asturmare, ehe N. S ' habbi data parula, o promessa aleuian. Et se qualelie eardinale di quoi dolia i0 congregatione deputata harra voluto sar il gratiatio, pilo e88ere, maquestu non lin ebe sare eon S. BR'. b'. cho it breve d'Aquileia sta stato spedito anni prima e tenuiosegreto con deluder S. M '. Mn il breve fit spedito poetii mesi avantiund Bardi, im Gebiet non Placenta ges geni die iam ala Mityi t in Avarichi gestetit is,

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ti tenuio sigillato tin' ulla morte det Griniani, come V. H. su per lo

6'. eho it dolior Terreo ), ehe fit mandato qua per lar una protestain questa causa, sussu rimandato vin SunZn sarta con nude sperauge. 5 Ma nessu no impediva ii protestare at detio dotiore, o ben vero eli 'exli non la suco, perche ora veniit 3 con opinione dPl juspatronato Cesareo, e li surono in stratu seritture antichissime e continuato da H inorio IV.

in qua, per te ii tali si chiari det eunt rario. Quanto ali' atto incivile delpreposito di Pester') circa la sua protesta, sli sertito si monsignor it 'Aversa, i 0 et it Papa lui uinto con esso lui troppo immani termini, si iuditio anchedei signor ambaseiadore. Quanto a i lamenti della dispensa ei neessa si

queste querele o asprugge, ehu indubitamente si laeeino verso S. S , ella ric0nosce i modi, che si tennuro anco uelle oceorreime di Vallellina, 15 ma spera S. S , che si come ali ' hora, cost adesso la sua rettitudine, e 'l suo candore sarn conOSeiuto. Hora V. S. veila di partare eoi detin pndre Lapi e di sinceraro tutio quel che pud, aedio che egit 9088a parimente sgantiar altri, cheeon esso lui ne ratonano. 20 Io motives literi ni signor ambaeseiadore Navelli. ehe ii negotio e rimetierio in S. M , uel principe digehembergh e uel padre consessore, e questo pei iuro in 'era Venuto quando intosi, ehu il detto consessore voleva venire in Roma ) alia congregatione generale, it che saria multo 25 fruttuoso meo per gli altri aisari. Dissi aveo, ebe stimavo disticilissimo ii voler levare totalinente ii titulo di patri area e elio allu nate surae era impossibile it condurre quelli aggiustamenti, ehu iussero essedienti, eost in fretia, eonae si vorrebbono. Poseritia. Ne capitasse in eotesta corte uia frate Doroteo deli' ordine an de Minimi cervello inquieto, e che si vanta d haver negotiato qua, V. S. procuri di sarto conOseer per vano e per non veridieo, ne degno dieredito, essendo falso elie con emo noi habbi tenute quelle prattiche, che suol andar lattando, e ne avulsi mehe monsignor d'Aversa. 25. Miser Feruinand an Meres, Pras 162η Iuni I.

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162η Illustris consanguinee et princeps earissime. Quod in mentem Dil. Iuni 3 1 3 venerit, juste et paci J Italiae conservandae, decretam a nobis sequestrationem utriusque dueatus Mantovae et Montis reati, primum quidem variis subterfuriis eludere, deinde rectusare, tandem inaudito exemplo aeriter perstringere', nullitatis atque 3 iniquitatis arguere, bappellationibus non minus frivolis quam vetitis impugnare, ipsum eommisηarium no8trum Auspectum dicere, merito graviter serimus et ad animum revocamus, velut argumenta non obscure neglectae sollicitudinis nostrae paternae et parum aestimatae supremae jurisdictionis atque auctoritatis nostrae imperialis neque porro videmus, quid expectan- ludum nobis' sit ab eo, qui jussionibus nostris immorigerus in ipso limine tam graviter impingit, ne quidem majestatis nostrae Cesareae, cujus vasalluη' esse desideret'), praeeminentiam 'q) in commissarii nostri persona illo honoriη eultu dignatus' '), quem universi principes, imo ' et eleetores imperii legatis imperatorum ultro libenterque deserre consue- 15verunt. Quae quidem omnia etsi ministrorum potius g) inscitiae' ), sinistrisque consiliis imputamus, graviora tamen sunt, quam ut dissimulari Ρ088int, vel quae in promptu habemus remedia saluti publieae et dignitati nostrae augustali vindieandae opportuna, diutius differri debeant. Veri tamen summi pontificis et magni ducis Hetruriae intercessionibus 20Mal 29 moram a vigesima nona mali dierum quindecim' indulsimus, si interim suasionibus suis id efficiant ' , ut mandatis nostris voluntas clientis, quemadmodum par eηt, obtemperet, simulque belli necessitatem, caeteroquin inevitabilem prudenter avertat, et sibi et paci publicae in tempore conflulat. Praestolamur itaque ') tantisper, quo esse tu illi Omcia sua 25

interpo8uerint q) atque serio contestamur, eas nos rationes inituros, qui-huη ex legum et constitutionum praeseripto throni nostri imperialis maiestas sarta tecta conservetur. Datum Pragae 'in) in arce nostra regia

in Ismen.

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