Nuntiaturberichte aus Deutschland nebst ergänzenden Aktenstücken

발행: 1892년

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ili mando. 6 almeno persuasa delia buona volonta di N. S ' e questo io28 medesimo termino lio trovato, quando pol ho pariato eoi principe Iuni 10d'Εehembergit. Quanto si gli assari presenti it 'Italia truvat cho et era malissimas, impressione eontro 'l duea di Mantova, ohe lini essu dispreκgato it rodi Spagna e molle piu l 'imperatore cui casamento senin participatione sua, col possesso dolio stat a senga investitura, angi suum indultu imperiale. Che si se inimie , di eam d'Austria. Che liavesse intelligenga e disegniaeo' Frangesi di dar per mugitu al duea d 'Orleatis la figlia 3 e dargili 0 mano noli' invasione de stati d'Italia. Che nondimoni, S. M ces liavosse grandissima inelinatione alia pace e con questo fine liavesΗe latio ii deereto dei sequestro, per levar eon questo meκgo te anni dat leniani alii Spagiiuoli et alli Savolarili, e non haverne potulo sar di maneo, stanti te ratoni che pretendono Guastalla, Savola, Lorena e Spagna i5 nesti stati di Mantova e Monserrato. Che dopo questo ii duea liave edi nuovo offuso et irritato l 'imperatore eoi disi reκgo de suoi commissarii imperiali, non gli dando la manu dritta e non ii admeitendo in Mantova; eon la disubediunga ni suo decreto; eon in dimilonga delia sua giustitiae rettitudine o supra tutio con l'appellatione e protesta, con la20 quale si ardiva pretendere, eho l'imperatore lasse eaduto dalla rao-one o superiorita di detii stati. Sono pero in pili volto a poeo apoco e come partando e infidentemente, non come ministro, Ina puram Pnte come amico e persona particolare, solamente per quello Sidieeva in Italia da merio appassionati o si sentiva da ministri dei duca2b velle eose concernenti la sua di sesa, andato insinuando ni Dadre consessore deitanii molio differenti e partici darmente elie 'i duea fosse stato sem pre divotissimo della rasa d'Austria. Hie come tale si susAereso suspello in Francia, e puro liavesse perso quei posti e quei earlehi, che erano douuii ni suo sangue et at suo valore; ehu liavesse di-30 mostrato pili indubitatamente questa divotione verso la M- deli' imperatore, militando e spargendo attualmente ii sangue in suo servitio. Ilsuo nuci essere stato eost benemerito deli' imperatore, dido deli' imperiue dolia easa d'Austria, eho con titulo di difensore delia dignita imperialetu Italia e dello stato di Milano liavesse meritato et ottenuto per il35 primo it titolo di duea di Mantova'), eomo si velleva dati' investitura

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1628 medesima, eho havea ottenuia di nuovo da Cario Quinto. Il suo figliuolo Iuni 10 essor ensato eon donna di sangue Ausirineob tanto coniunto at re di Spagna et a questa M*, quanto si su. Questi et altri titoli conquello dei proprio interesse dei duca assicurar la corona di Spagna della considenga o dependenin sua molto pili elio la sorteκκa di Casale. 5Multo pili sicuramente potersi questa nequistare per via di negotiationee di bucina corri spondenκa, eho per via di m Za e di guerra. Questae la calata de Franetosi in Italia essor il maggior male che si potesse

temere, e non essere spediente pigliar volontariamente e selim necessituper meZZO quello che era it maggior malo. Le ratoni dei duea di 10 Mantova esser communemente riputate per evidenti et indubitate etiandionei petitori , e net possessorio parimente havendo preso it possesso eon titulo riputato iustissimo, eon consenso e volontu dei detonio, eon applauSO e commune consentimento de popoli, senZa contradittione erepugnanga Meuna'). Per il contrario quolle dei due a di Guastalla essere ibstimate di nessuli valore et appogiate solo at calore et amni de Spagitus ii e restringerat solo sopra it Manti vano e non comprendere ii Monserrato; sopra dei quale te ragioni dei duea di Savola uel possessorio esserestate decise da Cario Quinto contro queli' alieκga'. Quelle pol di Loronaessere per pili capi, secundo it ouditio commune, vanissime; e quanto at mro Cati ' haver diei, iurato per iiii ambasciaria espressa si N. S 'A) non nati iversi per nivii interesse, o pretensione propria, che non haVeVa, musolo nil istanga deli' imperatore per eonservatione delia dignita di tui operetio li suoi doereti habbino in di,vuta esecutione. Li Spa uolt supra

it Mons errato e Casalu non havere ragione nessuna, se non di credere. 25clae quella sorteχm sta necessaria per la securema dello stato di Milano )

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e non star bene in mano di uno eroduto FranZese e di pensieri Fra est. 1628 Questu non esser titulo che desse giustitia e nondimeno credersi per Iuni 10 diversi rineoniri, Plie parimente andavia insinuando, che ne anche in Spagna havessero inelinato si questa mussa d 'armi, se non per te por-

, suasioni o presupposti di Don 60ngalo, havendo per altro per massima irrefragabile, sentita da uid dalla boeea de pili ve 'ehi e piu eminenti consiglieri di stato in quella eorte, ehe non compla u gl' interussi di

quella eorona liaver armi in mano in Italia, ne iratiar di nequiestar unpalmo di terra. Don Gongalo eoi fine di eonseguir il governo dello in stato di Milano, pur altro tanto disiiguale alia sua persona per adeSSOliaver rapprosuntnto in Spagna da uia eantu la ne 'essita deli' aequistodi Casale, figurando indubitati e prossimi li peridoli dpli' intelligongae fini dei duea di Mantova, o dati' altro l' improsa deli' aequisti, di deita

piaZZa per facilissima e massime per la intelligonga con tu spadino. i5 Il decreto dei sequestro credorsi non solidato in iure ), secondo it quale

non tiaver luogo it sequestro, mentre uno si trova in possesso pacifico, colorato, e iustificato e in litoto, e tante altro circostange; nisi esser8i interposto quanto si S. M , senχa diibbio con presupposto che si segiu Sti8simo e ineχo proportionato, per conse se la pace; mu quantum v ministri di Ν. Mm ereduli tuiti partiali et interessati con Syagna, per fodissare nil' istanga et umeti de ministri di questa corona, per levar lo stato di manu ni duea, o pigliar pretesto dalla renitenga dilui di sarto privaro dolio sue ragioni e d'invadere con te armi Otoccupar quelli stati et impegnar I'imperatore est deito decreto et obli-

25 gario si prestar non solo l 'autorita dei suo nonae, nisi te sorge ancora per l'osecutione di esso. A questo medesimo fine essere ancora Sinin

procurata la lettera di S. M* al duca di Mantova, per altro riptitata non necessaria, angi poco dedente alia dignith doli' imperatore. Il sos- petio che 'I duea poteva havere dei detio decreto essergii stato necre8

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1628 eluti, dalia quali in de commissarii; l 'uno vassallo di Spagna, ehe pos-

Iuni 10 siede iurisdittione et enuate grandi ne stati di delia eorona, ei lonello stilitato nitunt mente delia medesima e eon te pretensioni, ehe sivedono det tofone gili ottenuis, olire si quelle elie non si sanno );I'altro harone di Questember , olire alii intereqsi eon la medesima bcorona, compadre intrinstellissimo di Don Gongalo. Dat modo di pro- dedere di letti eominissarii con sommo rigore, non havendo voluto ad- metiere sorte vertina di temperamento non eontrario alli fini dei decreto, inta ne anche conee luto tempo brevissimo da poterii proporre e supplica me S. M . Da questo e dat crederet sermamente, che dοvessero in

publieare ii bando imperiale, per preservare te ratoni dei duea contermine iuridico haver interposta l' appellatione eon te proteste e riseri esseeondo it eonfiglii, di causidici. I 'eeeesso che in esse si potesse considerare, non poterat dare in colpa at dii ea, ehe non havendo obligodi saper te cose, ehe non sono delia sua professione, haveva pero da ibdeferire u suoi ministri, magiormente in eose, delle spiali S. A. non puteva sapere, sarsi pili chiara la diseoli a dei duea con vellersi te sue altioni di parole e te soritture usi ite immediatamente dalla persona sua esser plene di hispello, di riverenga e divotione verso S. M . Alli

commissarii haver S. A. olserta la man dritta e satione flargo per 20dargileta an 'ora et ii importunitu non gli havendo potuto vincere, non

haver comportato elie la pigliasse ii prineipe suo figliuolo, dat quale ane ara rieusavano di pigliaria it eommissarii. Sontirsi dalli ministri di

S. A. haver tal considenga nulla somnia rettitudine di S. M , che non solo li suoi stati. mn la vita o l'anima stessa poma si eurissimamente 2bnelle sue inani, uia non stima potersi fidare in quelle de suci ministri, tanto obligati et interessati con Spagna, dalla quale senga titulo ol retesto apparente, si vedeva oeeupati e divisi ii suoi stati; polebe ildecreto imperiale dei sequestro restando sospeso eoi termine assignaton ella Atessa notissentione e con la suspensione concessa da S. M me- 30 desima ad instanga di N. S ' e dei granduca, e potendo Succedere, ehu in tanto o ii duen obedisse, 6 S. moderasse ii decreto ), farsi

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ehiaro elio te operationi tra tanto delle amni Spa nivole apparivano l628ingiuste et una pura violenga et invasione de stati suggelii e seu dati Iuni 10 della II Ces', la quale eon la sola permissione restar pregiudicatanel eoneetto di molli e tanto pili presso quelli, che davnno creditob alii Spagnus ii, eho asserivano essere te loro armi ausiliarie di S. M he Inuoversi si sua instanga. Questi et altri concelli simili portati damo, come ho dctio, con termine di discorso per quello elie si 8ente dire e di gelo della gloria e de gi' interessi di questa M , delia easad 'Austria o eorona di Spagna, provati con diverse ragioni e eonietture i0 e multi con seritture, ehe 'l padre consessore mostrava desiderio divedere, secero si poco si podo tal impressione uel detio padre, ehemustrava gia compatire ni dii ea di Mantova e desiderare che si trovimodo da poterio alutare eon riputatione deli' imperatore, di credere elle li ministri di S. non caminino con tutia la rettitudine in que8ti Ui negotio e che li Spagnuoli lamentino e saeeino tuiti questi rumorieontra giustitia, puramente per ragione di stato. Non poter l' imperatore impedirio direttamente, mentre ii duea di Mantova non ubedisce at suo decreto, si non si trova qualebe meκgo termine; olire ut non poter dipr Sente S. M' , eost per convenienga, eonae in riguardo dello stato 20 presente deli' imperio impegnarsi e intro Spagna; ma tener per sermo, eho Dio ii daria eastigo per eost grande iniustitia, ordinando, dbenon pigliasse Casale e faeondole perdere o in Italia 6 altrove cosa di magior consideratione. Τrovandosi ii deito padre consessore eoni 'ambaseiadoro di Spagna in easa deli graneaneelliere dei regno ho25 8aputo, che tiratost con esso da banda, ehe gli parto di questi affarid 'Italia. Ιl padre consessore con grand' emeaeia gli disse haver cara queli' Oeensi ine, potelio havea risi luto essere, it glorno intingi dicendo messa, si casa di coelesia si posta per rappresentargii quello elie gliera Venuto in pensiero per servitio di Dio e di S. Mis Cait , delina0 almeno di metiere in pensiero et in si spello it Papa et i principi d'Italia, et iuparticolare la Republica, che egit sta per calare in Italia con buone large, la qualgelosia se ben in altri tempi garebbe stata uno stratagemma, che haverebbe partorito effetii difficili et contrarii ali' intseligione, polcho per questo solo si sarebbe ly Italia unita et armata, hora pero che si sa l'animo et gl'interessi de principi d essa, et ab che syilli evideneta della irresoluetione et fiacchegeta dei pontefice, la dichiaragione sola dei Collatio si stima qui sorse remedio efficace et alto a potere intimorire elii potesse haver voglia di resistere et opporsi, quando non ci sta pensiero di farto passare effettivo in Italia, come molli vanno dubitando, polche gi' offigit deli' am. basciadore di Spagna sono violenti et interrompono k ogni poco la propensa voluntli40 doli' imperatore di plegare at quieto et al buono. V uelahi sei aveh die Emennung lialtos gegen Bethlen Gabor oder Frankreich sterichtet. Berichi vom 3. Iuni. Flosent. Arcti. centrale Med. Filga. 4379. g. An Collattoa Stelle im geheimen Rat trat Balthasar Maradas. Brei hi desselben sexandien vom II. Iuni.

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1628 quale o nato vassallo'), o gli o tale affuttionatissimo e fidelissimo, domo Juni 10 bene e noto si tuiti. Et era, elic la guerra, ehu si inuove in Italia eingiustissima solidata in pura ragione di stato humano; e elie se bene non era proseia, ne figlio di prosula, tenet a per certissimo, che Dion in permetieria, clie gli rivseissu l 'impresa di Casale et ordinaria, ohe bo in Italia medesima, si in altra parte sacesse perdita molto maggiore. Didend0li rambasei adore, ehe 'l suo re eam hiaua col parere de teologi, ehe l'assicuravano in conscienm, replico it padre consessore, non piloteologo dei mundo assidurare S. M , se non o che si a ingannato dat larappresentatione dei satio e presupposti elic gli si faecino, che quando lusin rappresentato puramente, Ogni teologo, che habbia timore di Dio, diru quello che dide tui. Che la pretensione loro non si puo sostenere, se non con una bestemia, ctoo che al ro sta lueito per suoi interessi levar lo stato di Monsurrato si elii la natura per dispositione di Dio loeonecde, ii quale per ii medesimo casia, che loro volevano per questo Ibmeggo impedire la calata de Franetosi in Italia, eonte gli Hebrei la venula de Romani con la morte di Christo, si come nilliora per la morte di Christo venem i Romani, eost adesso per I usurpatione iniusta diquesto stato si chlaniavano e violentavano i Frangesi v ealare e Pheper questo calavano di presente e che era cecita non veller eosn eost 20ehiara. Consesso e convinio Pambasei adore disse, che posso sar io, se non eonae ministro ubedire et esu ir gli ordini dei mio ro. Risposei l padre confessore, come buon ministro e come biton christiano deve V. E. vedendo it suo ro male informato rappresentargii quello elie passa Veramente, che tutio lo spargimento dei sangue, tulte te ossese 25 di Dio, tuiti li danni o mine elie sueeodono restano earicate sopra delro e supra li suoi ministri, eho, per quant 3 90880no, non procurans rimediario, o si resta con obligo dei risarei mento. Se eon questo termino hil pariato eon Pambaseiadore di Spagna, lo piu e da credere, eho havera satio con t 'imporatore e col principe d'Εehembergh, ehe 30

sono i suoi penitenti. Trovat ancora qua qualelie suspello, ehe N. S ' somentasse ii dum di Mantova e sorsi eon qualebe disegno et asscito Fran se; ma credoelio lioggi h bino disserunte opinione, sentendo dalla forma det mi on gotiare, eho S. By' hu uti solo fine delia paee, perebo si ovili la ab guerra e eon essa la porturbatione d 'Italia, lo spargimento dei sangue christiano, la eorrotiione de eostumi, Pinsettione doli' orosia, l'inimicitia tru prineipi eattollet o la diversione delle loro surge dat te impresi, ehehanno per te mani, tanto gloriose e di tanto servitio di Dio; e purobesi trutti di principi eattuli ei, essero S. S* nisatio indisseronte net desi- 40 durare questo, o quollo duea di Mantova; e ne sono restati eonfirmati

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dat vellere, con quanta premum si sta procurato quii superar te disti- 1028 eoltu, ehe si offerivano nello stabilimento dei partito proposto e di per- Iuni I Usuadere ni vese ivo di Mantova, ehu eonveniva at signor duea l 'aeeetiario.

E spero elie V. S. Ill ' si a per havero alia Gornata rine intro di quelli,5 che si va guadagnando delia volonta di S. e dolia opinione desilui ministri piu principali. Venuto te eisere di monsignor nuntio fi Venelia e te letiore do2T. e 30. dei passato eon avulso delia trasmissione dolia ditatione ni M'l

duea di Mantova, delli progressi dolio armi di Spagna o di Savolni 0 su 'l Mons errato, delia divisione salta tra quel duca e 'l governatorudi Milano, della siet egχa elio questo dava ni duca di non havere urestit vir mai l 'occupato, delia missione dei Losada, si questa eorte, per sar doglienm eon S. M Ces' dei titulo d'ultegra dato dat commissario

imperiale e la dichiaratione, eho la mussa d'armi susse stata controi 5 la volonisi di N. M A Ces', per bravare in nonae des stro ro, per Procurare ebe si saeesse dichiaratione contraria, e per domandare elio si

saeesse ealar gente in Italia'), me ne andat dat consessore di R. M Ces' si sargliene parte confidentemente e mostrargit in consorinita delli discorsi preeedenti, ehe si attendeva ad impegnare alla guerra e l'im-2n peratore e 'l ro di Spagna pili tosto per fini particolari de i ministri, eho per servitio de loro signori, e clic pretendevo solo prevenire laventita dei Lusada o te istanχe di tui con l'ambaseiadore di Spagna, a 'cio S. P operasse oon l' imperat ire e principe d'Echembergli, ehesi andasse avvertito di non impugnare S. M Ces' e tenor mano sin25 che venisse risposta dat duca di Mantova, che non poteva tardare cnon ei impe assimo in rotture mago iri, sin cho non si perdesse lasperanga di accommodamento. Piglio gusto di tutio quelli, ehe gli dissi in uti discorso iungo, Ae non riseriseo per non essero tanto pili iungi ;c perche si pilo in sustanga ridurre allo seritio e mi disse, ehe la

elio tui non manearia di sar la parte sua.

und seiner Arderu=s von I6-ISDOs Manu Inf. und Mos Munn mu berichtet der i canische Gesand te, dass Gontales einen Vorachias hcitte machen lassen, classen35 Spitre sich gegen Savisen gerichtet hut te, aber lucterlita er8chienen tolire, ciοδ, chequando I'imperatore havesse ordinato, che te arme si ritirassero, sarobbe stato bene, clie Savola havesse consstgnato, come in deposito, i, i commessarii imperiali tutioquello, che hii occupato, et che la sorte2ga di Casale dyaecordo col dum di Mantova si iusse consegnata at Papa, o alli Sriggeri cattolici, cho ne lassero stati depositarii, 40 insino alla decisione della causa; uili qui it nonae delli Sulageri si odioso, et quanto Ri Papa, ben s'immaginano, cli' il fresco empto delia Voltolina io persuada st non vi si dovero intrigare. Berichi vom I5. Iuni. Florent. Areli. centrale Med. Filga. 4379.

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Iuni 10 che havendo risi luto non dar altro incommodo a S. E. sino elio non venisse la risposta dei dii ea di Nivere, it consessor di S. II nondimeno con Oeensione elio gli havevo conserito ale uni avulsi venuti di Lombardia, haveva iudicato bone, ehe gli consurissi ii S. Ε. per servitio bili Dio e di S. M , e eost anilai riserendo te sudette nuove. leggen- dogli te sudette per mustrar magior consileuga, havendole pero satio prima eoptare e levar quello che mi parve conveniente, e lacendo similmano e con moderationi, che mi pareVano Opportune. Mostro N. E.

di gradire irisai ii termine e di essere provenitio dat padre consessore. tu La sostatim dei discorso, che duro duo hore in circa, id mustrar S. E.

non saper meora dolia eitatione, che pero gli laseiai la copia elle ione havevo ); di non approvare l'auione dei commissario imperiale, di-eondo elie non haveva tal ordine e che non doveva sarto senZa ordine

partieolare, quando pure ne lini esse bavula saeuita, prima di haver ibrisposta dei negotiato det Questembergh mandato da lui u questa eorte. Dispiaeerit Pimpe amento delle armi; mu mentre it duca di Nivers non ubbidiva ni decreto di S. II Ces', non potersi divertire dat premere noli ' eseeutione di esso e molio meno sar contra quelli, che banno perpretesto ii procuraria. inie se 'i duea ubedisse, althora si conosceria, mse 'i duca di Savola potesse ritenor l' ieeupato e intro volontu deli' imperatore e se hisse in mano di I . Gongalo it dispone di questo. Cho it eommissario imperiale haveva satio male A dar deli' alteχχa alduea di Nivers non havendo investitura, ne indulto imperiale per ilducato di Mantova, ina elie in diehiarar la mussa d'arini per salta contra 25la volonta deli' imperatore, haveva salto benissimo, havendone S. II seritio per eorriere fi posta e dolutosene eoi re di Spagna . Che sarubono D. Gongato si disendere la sua altione; ma non si pretendere, eheS. M ' Ces' ritratii quello elie tui satio e seritis eoii Ogni veritu. Cheso it Losada non havesse traitato e in ta modestia e rivereum che con- 30 ventua, saria ritomato per il suo vi aggio con piu stulta di quella conelie ora venulo. Che S. M Ces' risolutamente non mandaria soldati suoi, se non in easo che li Frangesi entrassero in Italia o pretendessero

invadere gli seu di imperiali, o dar ealore at duea di Nivem nulla suadisubidionga u gli ordini di S. M Ces'; e strotto da mo, ehe quando ab

non polosse haver soldati da S. M* Ces' et in suo nome, proditrariadi poterne assoldar e condurre in nume dei ro di Spagna, da che risultaria it medusimo preiuditio alla pace d 'Italia, rispose, e questo non Di tria n gario S. M ', Pssendo eosa, eho eoueedendosi ad Ogni principe deli' imperio, multo munia si potrebbe negare ni ro di Spagna. Si 40

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mostro multo sentito della proteAta satia in nome dei duea di Nivem; i628ma udito quello, eho io dissi, come sentito da ministri dei di a di Iuni is Maniova, si quieto, dicendo, ehe quando in questa parte si desse scidis-fattione nil' imperatore e non mettesso S. M in necessitu, eon sar calarb Uranκesi, sperava che te eose si aeeommodariano, dando intentione di admouere qualebo temperamento eiren l'esecutione dei deeretia, eonetu- dondo elio faria o i opera, per 'he te eose si disponossero alia paee, et haveria partie ilare avvertenm, perelie non seguisse impegnamento per parte di S. M .i0 30. Paliotio an Barberini, Prag 1627 Iuni 14 '. ii 28

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infortunio di otii eoncede, ohe elii domanda non si informato di tutio quoletio biso a per restar appetigato della gratia. Ε talvolta etinebe avi lene, clie qua non v'δ ehi sappia bene Pintentione e la volonia di dolui elio belli filo e dove eonsista particolarinente ii suo desiderio, perche o si sui ebbe quel eh' ogli dimanda. so sume sati ibile, o si proe urerebbe clierestasse eapaeo di non potersi sare. 34. Miserti hi Dph, et 1628 Iuni 28

Bibl. Burber. LXX. 47. Copie. 10Etsi M'μ' N. Caes dominus noster elementissimus etiam pust lapsum nupere dilationis in gratiam S. SI,' ot magni Hetruriae ducis doneessae relevantissimas haberet eausas ad ulteriora proeedendi contra dueem Nivemensem, ex superabundanii tamen utriusque nuntii apostolici precibus tam diligenter interpositis etiamnum quindecim diemuit terminum iba data praesentium elementer indulget, intra quem rigore processus suspenso dux Nivernensis iussionibus Caesarei8 obtemperando graviora evitare possit. Caeterum ad declinandam armorum vim et ad parcendum sanguini christiano, iam tum ab initio oportuna remedia M S. ordinaverat, quibus adhuc firmiter insistit, porro sollicitudini interpon n- 2 itium permittens, quid piid hoc ludi ad saeilitandos traetatus uni alteri vel artium ropraesentare conveniens indicaverint.

- Per imperatorum dio 28. Junii anno l628.

Mantua. Areh. Gong. Orig. 30

In virtu della risposta di V. A. alii partiti proposti per adeordo da signori nuntii e granduca, mandatami eon corriere a posta ), sumosaite tro speditioni; una nil' ambasei adoro di Npagna unitamento con

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