Nuntiaturberichte aus Deutschland nebst ergänzenden Aktenstücken

발행: 1892년

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Don Cesare ), n Guastalla et a Milano η); l 'altra da signori nuntii o i 628 roseana; la terga da me a V. A. eon lettero dot 1 b. stante. La Juni prima e seeonda contenovano vn' eshortatione di det to ambaseiadoren Don Gonχales per in cessatione deli' armi, stante ii consenso di V. A. , alli partiti, massime delia permuta; una simile pre tera dei figliolo alpadre duen di Guastalla, per the eo operasse ni me desimo fine; una informatione de' signori nuntii a mons ignor Seappi et ni signor Hacchei tia Milano, perche facessero la me desima domanda ; et una instanga doli'

ambasci adore at granduca suo, perdite viri linente eoneorresse ni in me-

in desima richi est a. La terra speditione min davn e interia di tulte lesopradette diligenge a V. A., insistendo pero io alla remotione, non ulla suspensione d 'armo; e tutio m in quoi tro torni o quat tria ebudali' arrivo dei nostro eorriere si fraposero nil a parten Za nata di Praga,

dicendole che o per viagio, o giunti si loeo di quiete io haveret

it, appresso S. M* in stato eli' egit in eum mandasse, formandone memoriale

vention des Papstes unil Grossheratas. Guastalia tnolite er den Schaden, den erdurch thn eriliten hilite, naehrehen e se ben liene per sermo che te pretensioni di 2s tui non habbuino alem fondamento, si contenterli nondimeno tutio quello clie davantiat competente soro sara determinato do versoli per giustitia. Mah Em fans disserAntitori solite der Miser ver in lassen. dasa die vanischen und savvlachen Truppens ori sich turucis en und die beseirten Orte restituterten, o almeno si ritirinoonninamente quello di Spagna e non impediseano at signor duca di Mantua la ricu-2b peratione de' suo i stati dat te mani di 8aviii A. Duas Nevera in isdem Falle aber die Festuris Pirrighettone ala Sillusset des A vei Ianyse allegando, este altrimenti layemuta non sarebbe stata eguale et che per la sua parte vi sarelibe stata lesione almeno di cento, o centocinquanta mila senili, wie nach Mitteduny des Bischosa dertoseanische Gesand te ana II. Iu hi berichtete Florenet. Arch. centrale Med. Filga. 30 43 9). sagi sein Sehreiben nichis. 33 In einem Gesprilch mit dem tos an ischen Gesandien am Id. Iuni halte sita Don Creare, verantiarat dureh das Ensgegenhommen Xevers' tu ei=iem Compromi8sbereti geresst, solete die Anticori avs Spanien sunstig laute Mine Forderungenbeschrankten sich aus Viadana, Gonraga und Regyiolo und woliten auch aus Vitiduna 35 vera ichten, falla X vera ein Aquit alent gube. In somnia vcdo, achreibi der Gesandie, clie Don Cesaro applaua molto te sue pretensioni et parta 1 segno d1 potersi aggi tare, non mostrando hora, che Paccomodamento suo habbia da essere dependente et an nesso ali' accomodamento et tal volere di Spagna. Berichi vom II. . ni. Nach dem Berichi des tosea misehen Gesandien reiste der Gurier ana II. Iuni 40 nachis ab.

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1628 Bon o vero elie nolla risposta alli partiti vellendo i 'irresolutione Juni 28 di iei eirea it punio di Don Cesare et essendo irrestagabile massima,

eho tanto chlaro e resoluto convenga esser nel seeondo quanto nel

primo punio, io ii 'ordine deli' imperatrice, per eonfiglio de' signori nuntii e Tusenna, e perche cost senti, aneli' io in verita, stando te eoso beoinc stanno, tonini e in vario ratoni d'induria a lasciar eon Don Cesarela via della giustitia, perelio tuti' era uti satiear invano, uti prolongaria quiete, uia mantenere in sospotii molli de sopradetii e de' ministri, ehu in questo negotio η'ingeriseono, che V. A. non habbi altro fine chedi dar longlie per alti suoi dissegni; et uti toglier Onninamente la sede 10 ali' eshibitioni, eli' sella ta di spender vita e stato per te M. M loro. Iuni 16 Hora te do parte di et o elio dupo o semito. Alli l6. stante partiida Praga, et ii tornato hon piceiole sexuitai S. II h, ehe eost in 'haveva

corinnandato e domandato it memorialo; iunio u Batsenprot, ultima Iuni lμ eitin di Bohemia. si 18. stante di ede ii deito memoriale dei tenore elie ibsteti l 'annemo esemplare ), det quale disporrero in questa lettera si iugo Iuni is suo. N 'hebbi risposta li 22. ii Cenam. eiust net mego della Moraria, ove mi trovo di presente e staro qualelie poetii Horni ancora eon

Fu la risposta, eho S. M si eompiaeeva de' uattamenti elie si saee- 20 vano, ma che non per questi voleva egit havere legate tu mani, e mimando fi posta ii Nosti κ per dimeto, it elle non intendendo io precismonte, mi sti pol esposto dat signor principe d'Εeehember , ehe non domandando io proroga at iuditio da commissarii Cesarei dominetato, S. M haverebbe prose ito avanti, polebe te traitatumi erano tra te 25

parti, delic quali esso non η'intrienVa. Io replieni di non haverto latio 1'. perelie non to stimavo necessario, pensando eon in permissione de' traitati sopito tal giuditio assatio: pol senilia bis igno laseiavo questa parte a signori nuntii e Tuscana, ad instanga de' quali sendo stata satia leti prima suspensione, pote, o 30 mehe sperare la seconda; ma perelie questi signori non erano tincora

qua giunti, io perelo di 'di ii seeondo breve memoriale ). Vennero polli signori nuntii, et eost desiderando S. M ' dieeva) per sustentare lasua imperiale dignita e retto ordine delia justitia, di odero it tergo purqui iunio memoriale , dei quale riportari no risposta, ehe in proroga 35 si inde, a d 'altri 1b gloriat, eon intentione pero di eon 'oderno dest'

alire; la suspensione d' me non potui a esser proelirata da S. M

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immediata, per non contravenire at deeroto, ma che it prinei pe eome 1628 da se havrebbe seritio ut commissario che lO procurasse, come cosa Iuni 28

di molio gusto a S. M , at quale aneo si sarebbe rinovato ordine, cheptu olire non passasse net gluditio sino si nova Cesarea commissione. b Et in questo stato fiamo hogo 28. di iugno. Iuni 28 Resta che V. A. esamini meeo i memoriali dati et ii fine mi onelle parole segnate A. B. C. D. E. dei primo memoriale, net quale post te prime parole segnate A. per impegnarini magis mente N. S 'o 'l granduca, concordi promotori de' detii partiti eo 'l consenso e per- 10 missione deli' imperatore, che non ne potra mai pretendere ignoranga. Post te parole segnate B. perche premendo S. M e 'l re Cattς'nella fodisiattione di Guastalla, A segno elie senga questo non Occorretraitare d' altro, et o cost resoluto qui almeno, non havessem da dubitare che aneo in questo V. A. Pondescendeva at douere.

ab Posi te parole segnate C., Comunicata si signori nuntii etc., perche non potend' io iuggire di dar questo memoriale instato da S. anco perviaggio, non Sapevo donae goVernami, s'iο esprimevo i due capi deliarisposta; il primo delia permuta an lava bene, per esser concludente, uia it secondo di Guastalla era contro ogni votero di S. II o dei re,20 et si me era leeito di dire elle V. A. acceltava anco it secondo, perchedirio assolutamente era un transgredire la legge datami du lei, e non dirio, o dirio come lei dice, era uti dissolvere Ogni traitato. E qui niti inio travaglio nel esprimere tal punio uel memoriale con termini dimeχo e cost indisserenti, che ne intorbidassero i e0mineiati trattamenti, 25 ne eccedessero gli ordini di V. A. E Dio sa eon che satiea finalmentelo Dei. Post te parole segnate D. , perche stimat sempre la sospensione ruinosa per noi, con la quale seneta stulto si distrugge lo stato, si debilitano gli animi do' soldati gia invigoriti e te monitioni si consumano. 30 Ε se bene ii signori nuntii net loro memoriale la domandano, quand'io dissi loro elio non to laeessero, mi risposero che a loro flava bene sospensione, mu si me remotione o ritiramento; pero che se concedevat' imperatore la sosponsione, essi poco dopo haverebbero domandato la remotione, e se non concedova la prima, manco haverebbe la Reconda, et 35 in questo modo appunto s'o venulo in cognitione deli' animo di S. M , eho dubita di porre a novo risellio la sua reputatione, quando at suo commando non ubidisea D in Gongales, eonae non ha mai satio; o Dio sage lo sara mai songa l 'espresso ordine di Spagna. Post l'ultime in fine segnate Κ., per fodistare ali' ordine di V. A., 40 perche la restitutione e salto grande, si cui vi vorra tutio ii potere di Spagna, it cui ambaseiadore dico, che questa domanda concessa 6 tentata suspenderebbe ogni effetio delle traitationi, et se la permuta 8egue,

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t 628 coine spera egit haverne i 'approbatione dei rθ, sarn ineumbente delJuoi 28 latess0 si pensarvi, non di V. A. Non post pol, che S. II h saceia riti rar Parini di Spagna e per- metia si iei reeuperar il suo da Savola, perche me lo prohibi in voee,

Gli altri due memoriali non hanno biso o di maggior diehiaratione; hen eon I 'oeensione d'essi ii signor principe, anZi l 'imperatore istesso hanno con deni signori nuntii salte te seguenti dogliango e dialetine, massime delia prima che seguira esclamato assai. 10 La prima o, ehe V. Λ. non habbi ammesso l 'araldo mandato dat commissario suo A far te sue suntioni nello stato ne di Mantova ne di Monserinis, ina solo ne' eonfini di Mantova et in Casale eon gli Oechibendati, di che hamo processo autentico con testimoni at satio ). Cosache se sussu satia da un prineipe Λlemano s' osterminerebbe dicono) ibineontinente.

La seconda ha molli capi, aneo gist seritti, ina hora ritro vati; chenon habbi dato la man dri ita at commissario, eoinc lo sanno tuiti lipotentati d'Λlemagna; non l'habbi aeeolio prima nulla citia; habbi recusato Ogni sua proposta di sequestro; l'habbi chlamato suspello; habbi 20 satio appellatione eon offusa notabile si S. M , e pol di tuitu queste eose non habbi mes passato una minima seusa eon la M S., deducendo qualche ragione di questi salti. La terga che traitandosi di duo partiti proposti da N. S ' e gran- duea'), a quali S. M non ha Pontradetto, ella non habbi risposto, se 25 non oseuramente e con sotteriugii di iustitia. Da che argomentano eli' olla d 'altro non euri elie d 'aequistar sorae eo'l tempo, habbi alti pensieri, non camini sincero. Κ vedendola venire eost lentamente Additi partiti tanto facili rispello alla gravita dei negotio elie corre,

hanno sospetio, eli 'ella dopo aneo elio μ' indurra a promettere, inuem 30 tara pol tante di sileolin, ehe non ne segua aleuia essetto. La quarta che non sperano inai 8odo accommodamento con Don Cesare, mentre ella prohibisce at suo ambaseiadore di traitare eon essolui, e pure a questo o convien venire o dissolvere tutio.

La quinta elie, dopo la missione de' partiti, S. M le habbi seritio 35

lettera ') dolendosi delle cose seguite eo 'l commissario suo et Pshortan- dola ali' ubidienga, e non habbi mai risposto come doveva incontinente. Alle quali doglianχe quante eose haveret replicato, se si potes8eliberamente partare e come la ragione configlia; mi son pero ristrettoa queste risposte. 40

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Alla prima, benesi' io non habbi minima informatione di questi 1628 arat di ne per lettere di V. A. ne de' signori ministri, ii quali solamente Iuni 28

toeeano la comparitione di detio araldo, seneta te circostange elio saputefodissarebbero per tacitar queste querelo, ho nondimeno det to eon una

5 parta d 'avvisi che tengo da Milano, che V. A. l'ha ammesso alla sua presenga'), con quat alto erede d 'haver satio mollia pili, che d 'haverto laseiato andare per tuiti li eantoni dello stato, e eon questo ella pensad'haver mostrato riverenga maggiore alia 31 S. Di Casale pol, ehoeola sono tuiti ministri stretii in una citia assediata, nella quale uni 0 alto simile negli animi bassi poteva tumultuare assai, et elle pero quei ministri hanno fatio bene e eost sarebbero tuiti e 'hanno la douuta sedeat suo padrone. Cli' il bendargit gli Occhi, quando sta vero, sara forse

stato per non lasciar vedere ad aleun homo sospetio, eonae stia la eitta di dentro. Finalmento che se V. A. non havesse animesso l 'araldo in i 5 aletina maniera, haverebbe anco satio bene, pero che havondo ella allegato sospello it commissario et appellato a Cesare, ammetiendo unministro dei detio commissario, o un contradi re ali' appellatione sudetiae pregiudiearo alle sue ragioni, consentendo eost tacitamente in iudicegia sospetio, e se V. A. non l'ha recusato questo araldo o stata mera

Alla seconda, ehe la mano dritta in eortesemente eontesa; nellaeitta non invitasse prima it commissario, percli' ella non sinua Dellaeitta'), ne poteva stare, nisi i 'invitasse pol dopo ; non haveva consentito at sequestro, perche era di tutio rigore e contrario ali' intentione datale 25 dat suo ambaseiadore per hostea delio loro M. M e ministri, di mag-giore pia evoleZZa e mitigatione'); l 'habbi allegato sospetio per molli eapi, ina in particolare per haverti negato spatio di mandar alia corteun personaggio, angi un solo corriere in diligenga, bene te per o idovere non si nega mai ii rieorso at supremo padrone. Haver salta 30 l 'appellatione soneta minimo fine d'ossendere S. M , ma laseiata sare con termini giuridi elii per salveχZa dello suo ragioni, te quali notificate si S. M almeno suminariamente et aseoltate da' suoi ministri eon animo indisserente, in un salito mostrarebbero at monito la giustitia eli' haV. A. nella presente causa e S. M A certamente gli la sarebbe; non 35 haver in fine ella mai seritto a S. M per riverenga, ina esser molio pronia a sarto, quando imagini gradite te suo lettere, se bene si me ne scrisse una ed io l'ho mostrata si S. II e signori ministri, che toglie appunto l'obietto della dogli anga per questo cap0. Alla terea, che quanto alia permuta let haveva concludentemente

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1628 risposto, ipianto si Don Cesare desiderava solo eon la via delia iustitia Iuni 28 eternamente desilir la lite, che la casa di tui e di V. A. potesse inaleun tempo ripullulare, et che it domandar giustitia o molio pili leeita domanda, elae it pre8eriver una precisa legge, in quale non aeceitata arreelii nil' homo insanabile pregiuditio, eho V. A. δ lontana da ogni bsimulatione, traita sincero, attondera at promesso, ne defraudarn giamatelli si sta della sede eli' in let haver si deve. Alta piaria, eli' io non desidero o ambisco di saper piu elio saperbiso a. Volentiori sto legato alia legge di elii pilo commandarini, e se

bene se m 'allargasse in questo V. A. la mano, speraret in Dio d 'age- 10 volar sorso in alte ense dure, e se non ne riualiessi utile notabile, non apporteret pero minimo danno si gli interessi di V. A., e spiando non altro, almen a serutarei pure in qualelie parte l' intimo di Don Cesare, e sorse lo porrei in seuola in molle eose, nondimeno penso che talesia it eomniando di V. A., per mostrare at mondo, eli' ella non vuole ibinvolgere in Oeculta compositione queli' alta pretensione, ehe cogi publieamente prediea, ma non prova Guastalia.

Alia quinta et ultima, eli' io non ho saputo eosa aleuna delia lettera seritia si V. A. da S. M , ne so it perche, ma pure, o tale lettera si dovea mandaro avanti ii partiti, o sospendersi quest' honore 20 fattoli dat in M' S., la quale sebeiae da uti eanto gli lia satis gratia singolare con tanta immanitil, dati' altra la meite in gelosia con larenovatione deli' ubbidie a ni rigoroso sequestro imperiale. Con tutioelo it tempo della risposta non e maturo aneora, ne io dubito punio

Ho pol intoso da' signori nuntii elio non l'hanno si me partieipata, perche A'havessi domandata la copia di essa, eonae non mi si poteva negare, haverei potulo glosare o noertire qualelie cosa, onde non η'havrebbo it puro vero senso immediato di V. A. Di queste ragioni ii signori nuntii sono restati pili che sodisi alti, 30 si come pur troppo conoseono questi andamenti, et in parte n'o restato sollissatio ii signor principe et in conseguenga S. M , ma intanto appro- vano et la pregano che V. A. seriva si drittura ali' imperatore lettera, ehe eontenga la sostanga di queste medesinae dogliange e risposte, 6 attre simili, eho pist evacuino queste premure. 3b Et perelle io ho satio instanga, eon elio nomo possa pol ella in tal easo sotioseri versi, vetigono in parere elio diea: il duea Cario Gon-Zaga, o veramente: Cario Gongaga; sapendo ella bene elio it toeeo diduea di Mantova non quadra ait' oreechio proprio di S. M , bonehegili mosi sono si laseiasse intendere ed iο lo serissi a V. A., ehe eoii 40οgni altro indisserentemente se ne vale8Se.

Adesso e tempo, ne posso pili differirio, d 'aprire a V. A. il intocore in Ogni parte, sperando eli' ella aedettara tutio in evidenga del

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Nr. 3bi 1628 Iuni 28.

limpidissimo ossequio inio, ne altrimenti si laseiara persuade re, se puro , 628aleuno tentasse di sarto, che non eredo, anelioret,' io didessi male. Iuni 28 Faecia uti breve reflesso alte cose sopraserit te, S. M- m'aseolia bene, doleemente, mi dii animo, mi Vol seco e in la corte, Vuot memoriale, b mi pone in altissima speranga, e stimo che sineeramente lo saceia; epol ni memoriale si risponde che si complaee de' traitati, ma non 3 uolhaver legate te mani net fuditio intentato dat commissario, te cui attonipur si sede che qui vogitono sustentare. Promette N. M di sar tutioche comporta la iustitia e dignita sua; e quella dignita, che noi tantolo rivoriamo, o altamente offusa da Savola, vassallo come noti e da unDon Gongales songa riguardo aleuno. V. A. domanda gratie, favori, iustitia, protetione et investe di queste vetigono doglianete, te quali ne

anco con realissime ragioni si possvno dalla concella opinione diradicare. Spagna si dichiara, ehe senZa Dun Cesare non occurre pensare ad 15 aecommodo et elle it re mole sostentario, se non con altro, con titulo

almeno di sua reputatione. It consigito dunque pili sano sara non opporsi a quello elie non si pilo ne superare ne paregiare, OVe lapotenga sola si iudico dei satio. Questa sola polonga lui partorito ildecreto Cesareo; questa ha dato vigore a Don Cesare per insurgere 20 contro di tui, anco senga ragione. Questa mosse Parini contro tuitigii stati suoi; questa insumma non laseia sar il iuditio avanti ii veroe giusto giudice; non lascia sentire, conoscere e consessare in publicole ragioni di V. A., cis in privato sono da tuiti prediente. A questa tale non potendosi sar ostaeolo e pur meglio cedere con qualche repu-25 tatione, che troppo generosamente avventurare it tutio. n la longhema dei tempo pian plano la chladella e casale ver-ranno meno di monitione, gli nemici se ii'avvederanno, e come ha salto Savola con Trino, sara Don Gongales con Casale, ne vorrsi sentired'aeeommodo piando pensarn dar sine si suoi pensieri per altra via. 30 Sia dotio eon bona gratia di V. A. et avanti di dirio ne taediola seusa, se quando io serissi per bocca dei signor Verda eli' et latratiasse d'aeeommodo eo 'l duca di Guastalla, che qui lo pregava ilfiglio: V. A. to saceva, tuiti li commissarii Suantuano, non n'era caSodi sequestro o citatione, et si questo tempo per la parte di Mantova 3b era superato it tutio. Questo ali ' hora non te piaeque e stimo ch'io havessi detio male, onde mi e ominando elie non sacessi eosa alcunn, se let o suoi ministri non me lo imponevano, et l'amico che me n 'avviso era partiale. Di quello che toeca a me io non parto, volentieri sto al8egno OVE V. A. mi stringe, e so eli' si tuiti non concedera saeolia dido damni legge. Sanno parte de' signori suoi ministri c'hogi vivono loearte blanehe e 'ho lia into da' serenissimi suci preeessori, e come hoalire volte manegiato simili negotii, nelle guerre apiinto passato conSavola, nisi di queli' amico, mi conceda, non m ella ben ius armata

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1428 rii, - Nish-v c ii esto licinio ordinario, ma gran ministro, collega si pilo Juni 28 dire dei signor principe per la eonfidenZa che passa tra loro, potente, ehe non ha bisomo tanto it 'oro, quanto di rendersi gradito servitore et utile ad un gran principe come V. A., e tale fit ii suo fine ali ' hora.

Ma quando io parto di Don Cesare, di che dubita l'A. V., eh'io 5 si tui adherisea sorso 2 Che bisomo lio io dei signor duea di Guastalla

6 della sua gratia 2 Quando sto nella nata diocesi, non vien' egli, o manda spesso si chiedemi servitio 3 e sarii potenZa humana, che mi distolga dat eordial servitio di V. A., ii eui consecrando nata vita pο- tessi suffragare, to sarei eon tanta pronteZZa, quanto In 'esporrei come Isseattolico prelato at martirio, per amor di Dio. S'io son homo elio desideragran cose, ehi merato di iei me te pud dare 2 Ma mi eonfunda Dio syllo altro fine che serviria e bene, senga uia piceiolo pen8iero si quelle cose, che sorso possono indurae qualebeduno si persuaderte di me diversamente. Lo quali cose hora non ho detio per alcuna pretensione ch'in me ibeada, ma per e0nValidare con tal premessa la credenga, che desiderohabbi questa volta in me in due punii. Neli' uno che sugga il giuditiodi questo tribunale per Ogni modo e domandi ni signor senatore Bron- dolo quante volte habhiamo proposto di supplicamela vivamente. L'altrocho pili non tardi ad necetiare ii partiti sopradetti liberamento, licta- 20

mente, senZa plica, e come stanno appunto nella sertitura mandatale,

et aggiungendo it temo se te pare bene e puo trovare strada di traitare let con Don Ferrante, to saceia; che se tal nova qua Venisse, glubila- rebbero l'imperatore et l'imperat iee, sara con pili utile, piu caro almondo, pili egemplare e pili breve. 25 Ilen si vero, eho quand' io in 'induco si eost liberamente darie questo parere, non ho riguardo ni eominando elie me ne ha satio l'imperatrice, non alle preghiere di molli elie amano et osse ano V. A., suoi interessi e suo ragioni, ma lo saeclo, perche essendo qui su'l satio veggo e real- mente conoseo che questo e ii vero suo bon Sercitio, ma pero anco, e 30 V. A. t 'avVerta, per gran bene, per inia iustifieatione, et, 'io m 'indueo sicosi dire, per quelle eose, ebe qui vereo, non per quelle che o sono inpello deli' A. V., o non veggo ne conoseo. S'ella ha appogio sicuro, potente, presente stre qualita necessarie) come sarebbe Francia e suoi consequenti, tu provisioni bone salveranno ii suo Vantagio e sostenta- 35ranno la sua reputatione. Non la consigito io si sare o ad aspellarela guerra, che non e ecclesiastico consigito, uia mi sottopongo bene alprudentissimo iuditio suo. M a se questo non v'o, come qui tuiti uni- tamente i 'asserise0no, massinae Spagna e Venetia, e ne dubita οgn' uno per rispello delia regina madre, ehe non e, dicono, amica di V. Α. Τ), 40 ei pensi per amore di Dio bene et ubbidisca at tempo eon quella regula,

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ehe in questo proposito serivo at serenissimo priueipe lioggi, e eon l628

quella med ima con la si tale essendo iluesto imperatore elaque anni Iuni 28 sono senZa Drae, Volle eundedere si Gabor sette eoniadi d'Ungaria per

suggire te arme, alle quali non poteva resistere ali ' hora; quello eheb non sarebbe adesso armato e formidabile ad omi altra potenga. Esem pioche meo hogi ne tui dato it signor eonte di Trauimestorss principale ministro ben astello di V. A. Con tutio eio la Rodeella d qui in tale stato tenuia per i refelle

nove, ehe se non e caduta, non pilo tenersi pili. Campo largo si V. A. 10 di far prova delle sue speranZe et amicitie, ma questo niuii' altro pubmeglio di iei saperto. Li monsignori nuntii tuiti due eerto eon molio assetto, e monsignor Pallotta con valore, sanno bene te suntioni imposte loro da N. S epartano e rispondono, instano P disingannano, ma non per questo te Ib eose mutano ii supradulto stilo. Aspettianio tuiti instem e che V. A. eteonsoli con una libera neeeitatione de partiti, nulla quale, uel puniodi Guastalla, desiderarebbero, eli' ella dioesse d' haver molto brumatoebe per ordinaria via di iustitia sosse deelsa la pretensione di Don Cesare, nondimeno eompiadendosi te M. M doli' imperatore o det ro20 Cati che alumente sema, ella viis te posporre it proprio at gusto edominandamento loro. Cost ella mostrara at monilo che per let non stasi se ir la paee o 'l eattuli eo sangue elle si sparge chlami appresso Dio la vendetia con elii ingiustamente lo sparge. Non sarebbe se non aecertato, ehe V. A. venendo in parere di 25 serivere t 'additata lettera ali' imperaturo n'aggiungosse un' altra ait 'imperatrice, perche te sosse nol disingannare S. M adiutrice, e so lepiaeesse far il medesimo eo'l padro consessore di S. II i, Gulielmo Lamerinan, farebbe ottimo essetto. Alcime nove dolia eorte sono neli' aggionto fugito. Io eo'l fino dim questo mi raeeominando nella benignissima gratia e prolictione di V. A.

ineliinandoniele luimilivente. Di Cenam in Moraria li 28. giugno I028.

30. Dillotio an Bariarini, Maim 1623 Iuni 28. 102R

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Frau nichi, εο furialet er, pili cho mai parenduini, eho si a pili elie didonna, e che essa lo reputi pili che di liuomo. 1628 38. Pallatio an Barberini, Maim I 628 Iuni 28, dechis p. 26. Iuli.

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