Delle allusioni, imprese, et emblemi del Sig. Principio Fabricii da Teramo sopra la vita, opere, et attioni di Gregorio XIII Pontefice Massimo libri VI ..

발행: 1588년

분량: 488페이지

출처: archive.org

분류: 미분류

401쪽

i si 'rie latcre , profane e naturali, & che per promi natura a uesta famissima Virili non si possa ira reia Allud e barache linago alia Speranga pol, chesi legge Esculapio esse venatio da Ragugia a Roma informa di Drago per liberaria allai peste onderi'via' altro Gregorio liber,da simi trauagit Rc-ma QIsti odi nostri, quando Italia tutia daeogni intorno era ast alita, edestrinia, coistos antis limo gouerno, Vigilano cogni male la preseruis, non seneta gian merati i-glia di tutio ii mondo, , che colla occasione deli' no san-to ς vi concorreua altri simili pertinenti alia speran-za come ne sit litoto si ede. Stimoria o Charit, Gentili quella di Gioue Dio fauoloso m1 non senZa mi sterio, emas C sto secreto e delle cose delia Natural quando didui gratii da Cerere, partori Proserpina Ha quale furanche delia da alc uni Perseu ted di cui innamora tosi ii Padre, si cangio in Serpente fiergo derne a mi glior comimodita, come fece; e quin diadche lauatij, Popoli d'Egitto, Cleuano, che come cosa In isteriosa folle presente senaprea i loro sacrifici via gran Serpente tutio in se riuolto, raggiratin Perserate salta grauida partori via lagi volo in forma di Toro; ond. cantano sonuente i Poetide laudi deb Serpente Padre dei Toro; tal, chelioserpina significando teliade, come si leggeae quali nascola, talia ter ra ch'ὰ Cerere, non pero senabi it temperato calore, che ira quella inson de ii Clelomostrato per Gioue comi erso in Sesepente, ch 'ἡla torta via det Sole, diur4'ondeggiar deli eliade Ιravia , sol chi della betacalia terra, diapita da Plutone,,vero perche talliora seminate notari nascanos onde la terra pareat trist arsi, e stariae mella, perche non ii velle adorna di quelle, hora verili,&lωra tuti ebi ancheg antiqriando sisno mature;ilis vero perche ii calorematurale rapis et i seminato granini'aebesi bracciae, esto fomenta insino aI maturare dede nuo ueliades ei

per qtivit , attre naturali proprieta det Diago ei si tiras alla Virtu santa delia Charita. Et ne suo proprio Titol, percio, ches ortis si horari' vagaro non mancam esse myi essicaci di questa viri delia quale ars talmente Christo nostro Signore che volsemel egna, fella Croce esser chio dato, e trafitto per cancellare ii olivi peccati igurato gia molto primam et Serpente di brongo, ch n questo Titolo pisi frequEte' che negli altri si ve se Conuiene anche alla SapienZa 'Imagine detor,go per ii Caduceo di Mercuri 3 , oue sono iduo Serpenti aggi rati, testes per laesa plenax, truden et di chi ouerna, evole c5 sena areta pace net suo popoline dissendetsi dati'oppressione delia mala fortuna. Questa si manifestate' lenti deicie pente seminat da Cadmo Κ dcmella tauola di Mercurio vista ne suo telo da Filologia: a Gorgone G significaucri stellia. Colla quale, scendo di questo ter do libro, edalle virthahe

ius excidio GaIli.i Cis 1lpina , Socilia hoc tempore

Pposerpin2. fi lib. 3.ti . I. allias. 2. Savati populi, Meorum sacrificia. Proserpina, quae Wpel serates dicta est, praegnans facta, Teturum edidit.

Proserpina, filia Caereris, segetes significat . Iuppiter, gnis . . Serpens,via bis obliqua

iuro, quid Quando terra tristatur. Quando terra laeta tur.

Christi Charitas: ''. h lib. 3.tit. 3.allus; I. .

402쪽

Prudentia. Matth. x.&ibi Io. risost. . . . Christi premptum.

lib. tit. I.allus. S. Estote prudentes sicut. Serpentes,& simplicet, sicuti columbe .mith. I . Iustitia. V lib. .lit. r. alius 2.y. 3. Draconi illiarmacum,&virus. lib. 4.tit. . alluc 2 s. Ori. sup . Ios hom. 4.&su p. EZechbio. I xsuP. EX .

c Theologalium Vireuis tum effectus; moralium partes, astectus, c hic non est exponendi locus ut supra dictum est. h Iustitia communis est Virtus Ambr. hom.Euang. Lue i. Idem fatentur phiros Plato in primis, in Dial.

de philos

Fortitudo.

Elephantis cum Dragone:

lib. . tit. 3. allus. 2. Elephantis magnitudo, potentia feroςitM, Ingo

Draconis industria dum pugnae. Plin.lib. s.c ij. Dunque non pascua petiti lib. .lit. 3. allus.7 Agilitas Serpentis,&i rietis , unde pars iudicati m lib. .lit. I. pes tota Partes sortitudinis iii Serpente coii siderantur, cognoscunturque. n lib. . tit. .slusa.& sibi Temperantia. o lib. 4.tit. q. allus. I. lib. 6. tit. allust . . .

logali enim nel quarto,emelle virili Cardinali , 5 1orali chevogliam dire trade quali prima deli'alire vienda Prudentia, a cui senna alcu dubbios attribuisce ii Drago perciochelou

t re , che non e Pittor ne antico, ne moderno,che sippi di pinger questa virili senetarii Serpente in Christo b illesso comanda a filo Dulcepoli, che sitano Prudenti e comesi Serpenti, lemplici come te colomberi olire che in questo Titolo sono el- sempi veri, Si aesticaci che prouano plenamente comesa questa

virt&s'accommoda PDrago Alla iustitia si tira a natura dei Drago facit mente; perci oche,si come illiusto Principe, non haaltra mira,che premiare ibuoni dri punire gli scelerati; coliti Drago hastar maci, i rimedi per conseruaria vita de'giusti: per distrugger quella de rei col veleno e lia posian rai'alire parti di questa vixi appariscon ne sit o litoto secondola propriet delirago percia parte deli anima iii dicati- ua hyemella agilita , mel di fendersi, si comemelle viridTheologali poste di soprasi veggono gl effeti tritu Ui , se siguarda con diligena a quali hylas ciato, e lascio di segnarii per breuita,& cos sero delle parti di queste attre virid, che eo Do- nodoppb questa commune' 'ri portandomi a uel che si ἡ lettomelle continuationi de)Tittoli con quella maggior breu ta,che sit possuto, e cherii luogola comportato . Della semi ianva delirago alla Forte Zeta non si pub dubiἴare, pol, cheisivono 1 Naturali, ch'egligio stra icie vince l'Elefante, Animalsopra ogn'altro grande forte ela 'ingegno tale;chemo vise altro tra Bruti, chelid ea uuicini a Philomo se bene questi non mostra minor giudicio di quellomel comba trimento tra- uagito, i et ri pose,pol, che auu inclitandosi conati altri, passa it mare miglior paschi mina attre qualita natura It co cuimostra sua vera forte ZZa, chelo tenoda vera mente qui si de uri adire, consistendo netragilita, attre doti dei corpo non sendo peris privo delia tollera naa, delia firme ZZa, delia magnanimita, della magnificeneta della fiducia, delia sicuregeta, della patien- ara, e delia perseveraneta, ch'in questo Titolo 4&altrove osv gono S 'accommoda etiandi alia Temperantia po , che sive te esser stato ii Drago tras ferito nel Ciel o id volt trale quaran tot to Ini agini, ad orno di molle stelle inde sirice uerit teperato in HusIb celeste, e cosi pari mente si proua Delio Titolo per lautia natural proprieta e ch'ὰ per i agilitata. rio, istio alla fora s- perta parte Iudicativa si conosce; oue a Temperantia secondo i filo tofi si ede; eme'Mercuri t, mali roue u se corulo i Theologi si considera, colle lue parti integrali, subiective, potentiali-Et con questa quarta virili Cardinale, dis fine at quarto libro S antro net quinto.Nel qu te prima d'ogn'altro s'offeri stela Vigilantia dei Principe , peresser'ella una dispositiones per di costhdest' animo, is e libri i-

403쪽

tio de sensi δε precipua mente dei senso chmmiane a lolchenon cademelle piante per non hauersen . , cui conuiene in modo questo felicissimo Drago, ch'altra cosa non hi pili pro pria di quella percioche,inregii Antichi, lydi edero 1 Mineriua per custodia di Vergini: eglii naturalmεte cii leggier son-no e si dice dormi concili occhi aperti i ta uolosi non senetasagione to collocorno alla guardia de frutti Vello e 'oro; E per questo Diana Custode, e Preside elle vie, flida gli antichi dipinta col capodi Serpente is altri essent pineislio Titolos veggono didomma Vigilaneta, . Allud anchesii Drago alia Pace,percio chesii Caduceo di Mercurio, conche egit sc ed ea oalciet odi 5 porre te discordie de gli liuomini, era circondato da Serpenti h e corni della CD pia. Et Marte in Bellona hau euano loro temptismor di Roma i , quasi voles Ie dir, che' Principe hi da tener a guerra lontana dalla sua Republica; m1 Pallade, cute dato ii Drago 'auea dent rota Citta Tempi Nume, e Simulacro, e questo istes v uolsignifica Mercuri l co Caduceo circondato da Serpenti, in teso per reloque cara,& Pallade alia cui hastari'aggira lorago pres, communemente per a sapieno abbracciat insemeibpra una quadra Pietra ch'eda stabilita, quasi voglia dir, che,

chi uot traitar di pace, leue effere eloquente, sapiente, e .l'animo costante 1 vincere ogni durezza . perci oche non sarά maihuc mosi rogo,barbaro, incapace, che colla fota a dei sapere, deli'eloquenZa,e delia perseueranada, non si renda molle, lolce, e docile si comemella Imagine di Mercurio, e di Febo, sive de Salire simili ne suo luogo. Ait 'Abon laneta 1 1 si bene ii Drago; che gli Antichi non sep pero di pinger Cerere, ch'ela Terra, an Z la produltrice delle cole, come4'ὰ det to senetsi Draghi, che guida noul silo Carro racosi fecero Bacco, Inuento des Vino; cos Pallade dei felice Olivoli odiit trice; conque fecero anche la Felicit d altri similii et suo Tuolo, come si v ede; ii quale termina it Quinto libro pleno di vigilan-Za,che agi ona, manti ene la pace ne popolo, e quella 'Abondaneta partorisce.Colla quale tei minan socii Quinio libro, arri-uo at Sesto, ultimo bel quale dei Principe stesso si tralia iacui pii commoda mente, ch'agii altri Titoli allude ii Drago; percioche, colla Verga significa ilice detrimperio, e Dominio, conuersas id vohe in ei pen: qi, Mos ottino Capitano aperse LMar rota, liberis it suo popolo dati seruit, i Egixto; li Drago a gratie e dona salute alle genti in Epidauro , che sono vere e necessarie attios, i, parti dei Principe; poston et polo trade due Orse s , chemat non tram OIano, Chela Sta Dilita, Immortalita, Serenita, Cumulo di dignita,e Prouidentia de Principe importa cla cui potesta Edata da Dio p per

insegnare, Iouernaret viventi qualia uouo Trittolemo ui &

cap. I. 2.

la lib. s.lin. r. alitas. . Martis, S B llo a templa. lib. s. tit.2. alius . Palladis templum, ubi Κ lib. i. tir. 3. allu . 6. Merculii Caduceus quid i lib. i.tit I al 'us . Lapis quadratus fit mrtatem,&iablitatem sapientiae notat. Pacis eompositorum conditiones. lib. s.lit. 2.allusῖ. Vbertas. lib.3.rit 4 allus. I. lib. s. it. I. allus 2. lib. q. tit. allus R. Baccus, vini inuenior. o lib. s.lit. 7.allus. 3, Pallas oleae in uentrix. lib.s tir. 3.allia'. ,. 'i Felicitas.

Vigilantia pacem pax abundantiam parturit

Liber Sextus 9 tali cep . Vita Aeternit s.

Virga, sceptrum Impe.

404쪽

Virtutes exercet lib. 6.tit. l. allus. 36. . Uictoriana reportat.

Exaltatur. n lib. i.tit. Σ. Alluc et ' a

Principis arcana, recon dita. lib.6.tit. 1.allus I. Serpens sese rei ouat. lib. 6.tit. a. alius L. Vita activa: Meontgplativa sol. O. IO8. 327. 3 1. Tlaeoplirastus de natura quaeritur lib.6.tit. t .aliut 3. Serpens virtutemur gnat. lib. 6.tit. Σ.alluc Salii tem ostendit. lib. .lit. 2. allus. . Viam docet. Lib. 6. tit 2. allus 6. ilib. 3.tic. Fallus 3.

A sepulchro exilit.

quella delegia a chi uole, etiandio deboli, ullisillanimi, chepcii non temonodes rete de se delia terra' inlegna, et sercita consertia a Giouent: b per seruitio della sitia Republicanastolia isto nelii ego dei suo Regno era custodisce, i inerua te leggi d riri conosce da Dio ii suo stato, ela sua grande g

za cicon vigila Hii , prudenga dimen desiluont, e castigat rei; scuopremelle monete qa ibi a munificεtia dc Religionei lapace, ela salute de popolo; la Virid, e la sede Κ ne'gli altri itavit toria est valor ile'nemici; che colle in segne,&imagini cit- te uisce,eanette in fuga Glpiddelle volte e quin dii, che ditenere fanci ullo eloydi mortale,si uerte in Drago M immortale per la salute de suoi,& della Patria,&Republica sua e chielsamina bene it Titolo trouari te parti principali,ch'al Princi

perion uengono.I di segni,&penseri dei quale seon est re occulti v per uiueriungam et con honore, ei salute sua, de'suoi , S a crescere, ampliare Ggniri no pili it suo stat , e questo ueta mente lo spogliarsi, S ainouellare la Vita a guis det Ser- Pente P , non Pur vivace sempio della Uita temporale, intia, tala spiritu de S ancora qui odi Theofrasto si duole della natura Glial Ceruo, Cornice, e Serpente habbia data litunsa vita; che a viri s illinostra et opera lanitu et accompagna , insegna'il retto vi aggio M di questa vitari escedat semicro ri nasce non labio talia med olla deliq1uo- imo ma da cape gli anche , molis pili da quei deste Dorisne per esse pili humidi, he ciis volse fors significarita Gorgon disca cciaci Nemico da quello dissendeta sua

Greggia, a Malire taliose, ct 'a questra Titolo appartenginino; schelhuomo assa Eternit Velle cose conducon .La quale appresso i Gentili in una Medaglia di Faustina si velle cies una Matronacon una Palla in ano b destra, stella sinistra liene ii Diuone, inigran elo, taeda copre tuti arma Claudia nota descriue Ialtriinente, clia via'Atitro 'o iliato, la Natura, set pulti,delliri tuli sopra iungamente Pyragionaro, i Sempente,chedo cirsonda tutio, e Febo, che intendo nomiine peQil Drago accommodandos alla EternitI ancora, a cui serue ilTempo, Diso parimente per ii Drago mosti at d asces septata. Piraualde, ch'ὰ lai hortalita delle coia,ta Natura id a maie ria prima, vince illio termino e .cli' nullano cede solea; s pera Esculapio fra suo Serpente di lume, e splendore; i format 'anno in coine. Principe a m ct et alta, mimmortale it nomedell'Huomo i virtuos ascende colla mente alieno, e secretidi Dio ac , ch 'a Principio e fine a delle cose ego te trasserito ni ne Cielo gloriosa metate per ruttici se coli a diuinissima luce, e gloria de diuino Arcti iterio fabricator deli uniuerso. 1ello litellio Drago in teso perda Pruden et GSapienZa, Vigilant

405쪽

- Η Za, malite a Virta comes pra4'ὸ detto, si pub dat anche alia nostra sentissima Vergine vero Templo, e Ritratis di ultele virili,percioche; se gli Antichido'attribuimo a Minerua Deadella Sapienza, quat pili saggia Donna fiat mondo dellam stra Proteitrice,oli1 parrorito a Sapiεga istessae 1 cui lac hies a senta communica b quanto da Salomone delia diuinassi pleneta E scritto; per,nel fine de tropera ἡ postata Caneto in lode didei la quale olire ch'ὸ epilogo breuissimo comedi

soprasi Ericordato, adiuersetras formationi cri&metamoin

si cloὰ Diomine cos d gli Angeli creati, Hi quelli altriin gratia, altri in disgratia confirmati e .rhuomo diluono in cattiuo stato mutatos; Il Verbo in Carne ga a Vergine in Madre, e Spolati di Dio;& attre, cli'iui si veggono.Hb voluto pol ne principio aeogni Titolo porreci'Imagine i grande delia Virili della quia si tralia , se bene elle sono state falle in vari j modi da gli Anti elii di diuerse nationi, Milire alla varietadet corpo, ornato loro attribuirno diuerse cos K conformi alleloro propriet1, come si putave de re appresse quei che netratiano a me kbastato seguir l'opinioni pili c5muni, nyseruε domene ad altro, ch'1 moltra la Virili delia quat si ragiona, se bene Lmia volonta, e desiderio porrem et Margine delle viridpredet teno Capotitolii per diraeo si te loro Impressi, e pro prieta 1 guis de riuersi ili Medaglienisa in questa prima editione non solo non si potra far quest , mi sar1 necessario i

sciarie figure grandi ,6 veto Imagini desse Titoli de primo b

bro, ioydella Natura uero stati deli'huomo; di Saturno se , altri Planeti Hel noco altri elementis desse scien Ze o , Helle attre arti .d'Europa p , malite parti delmonito; diPtimaui eram Malitesnsioni detraranc alle quali si porrantiole loro Imagini picciole, che seruolio asti Em-blemi, non per quelle grandi, ch'in principio digni Titolo Veggono; a quelle eom'li,detto mancaranno se me daglie; bvero riuersi chemostrariano te loro Impresse, in proprieta equesto sol per diset to dantagitatori cli quali portano tanto iniungo te loro opere in rame, che prima che se ne vegga it fine, sorga lasciat qualche cosa imperfelta , com'hb alto io chedoppyl'esser stato M. Bartolomeo Grassi impressor di quest' pera con ogni solle citudine presta a liqntagliatori per spatio di ire anni, sentur rrato madaria uori s Eeta quelle se gradi Imagini, c'hh detio, senet te me lagite delle Virili, de glialtriait Oli,chemel margine entranos si come mostra' lo spatio lasci atometrame; questa me lesima ragione lada veni auanti.V. E.scritia 1 penna, pol che gliratam patori, non sono di minor tonditione deal l Inta gliatori in mandare alia iunga 'opere, Che wlgo nota fare ;&far, he hem po porti semprequalche accidente di farie rimanere imperstite melle loro sta

acie

a Draco per ea quae signi ficat; Dei gesturici Virgini

conceditur, tanquam Virtutum omnium Templo,&exemplari,

Uirgo Maria Sapientia edidit; cui omnia quae de diuina Sapientia a Salomone scripta sunt, trihuite elesia. Trassorinationes in Epi

Mundi fabrica.

Angelorum creatio casus rebellium, confirmatioboliorum in gratia. Hominis casus.

Verbum caro actum. h Uirgo mater,&sponis. Imagines titulorum. Insegnia Virtutum.quibus tributa sunt, ut secernatur a viiij secundum Μ

Quae desunt Virtutum

Imaginibus , lib. I. huius eris propter incisorum impressistum tarditatem.

fol. 3 9. fol. I. sol. F 7. fol. 63. Titulorum imaginibus

desunt itumismata.

Impressio librorum cum Imaginjbus aeneis admodudifficilis.

Anno I si acopus hoc imprimi debuit,quod tres annos incisorum aenearii Imaginum tarditatem lim .pectauerat; deinde sex alios

annos propter varios adue sae fortunae casus expectauit.

Temporis prolixitas, δε-pe rerum iacturam affert.

406쪽

Sumpturiae labori reses,rum4 incisiorum. Multitudo. obserua tia Imaginum vi NumeruςImaginum huius operis, x CLegum studium laboriosissimum Caeterarum artium studia Sere iubet. Librorum studium retar

Gesa Greg.xni praesarissi

de qua sup aliquid super tribu issis Allus sol. I4.2O.s 29. sed alias plenius

num remora.

ID. Aut Campallu . . Populi praecuties.

pariae si comem'rid vistorio molae, tra 'alire dei Cardinal B2bo. Emen vero , he semel l'alire non sono degni di cusὶ iii questa meritano molia lode, sed mandano at fine: quelli perlamolia spes a che vi va, fastidio grande,stampandosi in due volte, cloeste lettere, i Rami seperatamen te,dc in diuersi tempi, taphora in diuersi luoghi L sti perta moltitudine de

Rami, is per la molia oli eruanZa dei lauorona Termando non hauer mai pili intagitato libro, ne visio in lagitato da altri,chbrriuasse alla metὰ dei numero di questo, ne quale sono raso figure tra grandi, picciole. A queste dissicotta 5'aggiunge ladiuersita della professione; perci oche ii faticoso, cie uelo studio delle leggi,al uuale lio attes in questo is tesso tempo, nonh, lasciato 1 die tro molio spatio per vedere te cosse della fi sofia, delia Theologia 6 deli 'altre scien Ze,delle quali spes

se bene incidentem ente hii ragiona: ne me no i molli,& di uersi scritiori delle cose naturali; de Gentili Romani, Hebrei, Greci,Egitiij, Siri, Persi, Caldei Fenici, S. χ'altre nationi si cC-stum delle genti antiche,& moderne; sopra tutio in Orno at culto diuinosi casi singolari sparsi in mille volum Ponde gli Emblemi son tolli; le historie sacre, profane, is fauolole; preclarissimi fati di N. S. i quali se bene son notitii mondo vemeson anche de gli occulti massima mente circa i maneggide Principi: edere es quis tamenti gli scrittori, c'han traitato

desta nobilia dei sangue a della potesta, liberta ecclesiallica b , pontifical dignita; det Regimento de'Priticipi e &delle viti cli qua quattro cole principalmentem eli'opera siragiona circa te quali, se non si bno Eruatici Termini degit Scrit tori, non fame rauigii a perci oche, olire che qui S 'Eprocedulo allegoricamente, S'e hau uto anche riguardo alla forma de gli Emblemi;alla diuersita; d moltitudine delle cosse Scalla commune intelli geneta de gli liuomini, ch'alle sci Ze non hanno dato opera iecit che dalli termini anche di quelle miscino allonianatos possibile . A queste dissicoli1 sopradet te,s'aggiunge ii mancamento de'libri di tante prosellioni Sc arti ia cui seguorio appresso gli in comodi di Roma, che porta ad rastieri,1 quai non Q molto amico Mercurio.Qui en tranori frequenti vi aggi, gli osse quis de 'maggiori,&carita de Signori, te infe ita, te siti, i negotii, Scie dii cordie delia patria it cui Sito, natura non descrim,ri portandomi a quel, che Gio Antonio Campano huomo celebremelle lettere dei suo tempo, in

una Epistola at Cardinat di Paula lasci ,1critto diro solo esser Citta antichissima postam et Sanio, habitata da populi precutini vicino at Piceno, che'lfumcaronto parte,altretanto lontana dat mare Hadriatico,oue 1 Giulia noua per aperta, α fert.-lissima Valle iungola riua delfume Trontino si scende, quan- to Roma per gir ad Hostia , iungesta riua dei Teuere dat Mat

407쪽

Tireno.Dal cui lito,chi parte per arriuare alpaltriavolsando lespalle a Ponente, & mezosiorno per linea driit trascende ilduro dorso deli Apennino 4 mbilico deli'Italia, mostrando la destrigota at Sole, camina verso Oriente, Tramontana . Perilche pili veste misino merauigilato, come in quella parte di Abruggo, in particolare in Teramo pili chemelle Citta vicine piovano sopra attretante disgratie, infortunij; quanti in latio, in particolare in Roma favori,in gratie dat Clelo discendono. Et Palcuno dicesse , ch'aquei luogola vicinangad'Oriente n danno, di mandere laxagione , perche a 'questa partesd'Italia, l'Africa non lontana,o Ponente non nu ce Edis'allegas te la morte dei nostro Redentor Giessi Christo, e cali altri desit i in quella parte commessi a diret, chen'alire habitationi pili vicine ad Oriente, non pati scono i nostricia fragii, incendij.u dilatio della Religione Diolodato) non vi ἡ: angi ardisco dire, chesii culto diuinoi cosi bene emercit to in quella Citta, quanto in AEUaltri 'Italia, si gaardariano gli Habitatori come dat inoco sarmelle Chies altro chel 'oratione, ille no ordinate.Onde,seet Clima, Sol insulse dimaligne stelle 'allega;lasciando larisposta a gli Astrologi, Matematici, persuadesa gli amici, parenti, che se ne part no pol che dicon,il mancamento della iu1titia, ester lac gione d'ogni male Giouam hau er bremente mostrato a V. E. t 'ordine uniuersite, lihil eruo in descriuere it Ponte ficato di Gregorio Ottimo Principe, des la questo a forma di tale in se per hora non descendo at minuto raguaglio diluite locose, perche spero, che la Vita sua debba esser Sanni molli per darogni perstitione all'opere sue: quando sar, tempo, si verra a tutibi particolari. se bene di quelli fin'hora occorsi, senet scian pochi de pid notabili,°ni di scriuersi in questo genere. Et creda V. E che S'alciana imperfertione, errore Inebi'opera sue ne Granno molli per colpa de Stampatori, laegliaritagitatorio non per poca cur diligeneta,&affettione, maper debes eget SIngegno, S attre mi e disgratie,vis ara Holoi final mente a queste Allusioni, Impresse, 6c Emblemi, olire 14 Titoli , - i molli, aggiunt,i Versi in lingua Italiana per argo- menti; annotationi; nelle quali, se non ara seruata quella grauita, ch'atrarte coviene, pare a me di douer'hauer partesd'Acusatione; pol, che si traita di cos difficili in stile, modo difficile, fraueran tanto, ch'in v Sonetto solo, bi gna chludere quato si, uolatrare a senso buono,& intelligibile per far quanto di sopra sit detio.Nὰ credo si stato meno iecit,1 me cli di- clarare queste Impres co'moli1 latini in verssi Italiano, cli'al Ruscelli, in alcontile l'Impresse Illustri in profa di nostra lingua; nelle quali non pur sono i molli latini, a Greci hebraici, Spagnuoli,4 Turchesichi: 4'altro non mi es cusa, alis eno mi

Apenntas nonῖ. Vmbilicus Italiae reatinam ager. Theramum, olim interamna, quae inter duos amnes sita est, Geius inimicitiarum,uiarumque lamitatum caussae occultae, praeter

Prouintiae praesidis ut aiuυ loci distantiam, S iustitiae implementi defectus. lib. .lita a. allus Io.

Cultus aluinus, ubi Deo

soluitur, non praesumitur locus calamitatibus subiae re nisi dicatur, qud Litistitia quoque est culius diui nus: ne heram si sine causa laborare videatur. Ex uniuersalibus, ad singularia procedere oportet; totum. n. secundum sensum notius est; uniuersale autem totum quoddam est. multa enim comprehendit ut partes, uniuersale Arist. I.

phys cap.3. Incuria, Minscitia impre serum incisorumque tardi,

Grauitas seruanda. Dissicultas,&emblematum sensus abstrusius. Hier. Ruscessus .. . Lucas Contilis. Inscriptiones variariam linguarum in Iconibus Vi roruni Illi stri uni appositae, Witalico Idiomate exposi- .raeci nonnullis.

408쪽

Nouus seribendi modus de Regimine Pesticipum, de Ecclesiasti ea potestate, de nobilitate, de Virtu- tibus. Angustia loci spatiandi difficultatem addit,facit illud in arido solb; nolunt arare Iuuenei Ex quibus Ieones cons

ciantur.

Ex imagine Serpentis i

tum modo, omnes huius mperi Icones confect e,cGm

pilatae, atque ordinata sunt Emblematum obscuritas,

de quibus tractatur, suppo

nunt.

Annotationes in marginibus, Sc in funimis.

Sensus Emblematum in summis Tituloium comb

uentur.

Auctores, quorum auctoritatibus. Em, emata ui tuntur, multi,& varij. Draco,Serpens,Coluber Anguis: idem,&c.

Ioan. 3. lib. 3.tit. . allus. I. 2. ac lib. 2.tit. I.allus I .. . Scriptores naturaleS.

Brevitatis studium, extremam operi imposuit manu.

deue estuari Pinuentiones Enuoso modo di scii uere , come si disse da Principio' da moltitudine delle cose,per tirarie tu te a buo fine come si ve de Percioche , rei sermi ristretto invia'Augoto,di Circolo si stretio,in est remo che una sol re tura terrena; riducii dentro tante cose, pare 1 me fami l

cito hchabbiade dissicile. Hb bene osse ruato uente Alcunt, che volendo formar sola una Impresse , oppo haver faticato assai . adoperatosti etiadio ratulo, Scul pater de gli Amici, alfine sisno stati purauita via sospes, soco sotisfatii; δ hanno

pur hau uto vn largitissimo campo dese cose celesti,aereri ter- rene,&aquatili; gli Elementi, te flare, de petie innumerabilidi ulte te creature, conde fintioni poetiche, inuentioni, ' instrumenti di ultei'arti mechaniche,in liberali. Hor se questo E vero, coἡὸ verissimo, c'hauris fatio io3cheristrettomi net Serpente, ver Drago solo, doppyliauerto variato in tanti modi, formando it Principe, non mi parea hau er fatio cosa veruna, senoni'ornauo de versi,& per vaghegeta, ter esprimere ii sensio, che ne gli Emblemi, ocis si falle compositioni suol'essere hora pili occulto,& difficile,& hora pili manifesto, Facile iquali conquit,l'espositione alle volte sono oscurissimi, Edamettersi auanti a tuiti, si come in molli di questi mi ei forsi a uerra; se chi legge, non haur1 visio, ouesio rappoggio, indeli cauo. Porcii chea'Esalta alcuna annotatione a contemplati C-

ne de gli Amici net margine breuemente, ne'sommarij, dc nesprincipiide'Titoli in lingua latina per te genti strantere chensi intEdono la nostra Italiana, che volgdoli declarar magistrat

mente olire, che a me non couiene, parEdomi anche haver fatio troppo in porre ne margine i luoghi, ie'Sommari,il sensio,& ne principi de Titoli e continuationi, definitioni, parti,& declarationi deli'Imagini in sariane celsario far' vn altro volume.Percio chesi Auitori, de quali mi sono seruito, sono diuersissimi, cloesia sacra scri ituram uoua dc vecchia cessu oi Dot- tori; ledeggi Canoniche, ciuili consi'Interprethlehistorie sacre,profane, naturali, fauolose, poetiche, tanto de Latini, Greci, Sc Egitiij, come d'altre nationi,ch'hanno in alcun modo per quel, 'hb polluto raccorreo fatio mentione det Drago, b Serpente 4'uno, 'altroili steti, cosa coicolubro; perci che, lire cheirago , si definisca, Serpens annosus Chrissto a stellio chlama Serpente quei,che Dio molirb a MosespexColubro b Et Vergilio, neli Eneide, chlama indifferentem e tetragoni, Serpenti,& Angui quei,che Laocoonte,d tai Ggli diuo raronouit cosi gli altri strittori, Dor, chesi Naturali, perche distinguo node spetie, consondono queste voci comenb alto io in questi Emblemi se bene his laiciato cose infinite 1 dietro, sol per non esser iungo, de tedioso: non lasciando peris

409쪽

ra dunque,credo mi sari concessa pol, .che se mi era rviretio a forma tanti Emblemi dasn corpo solo, non douea ristrengermi a cauarii da una sola professione,scuola ,scrtitura,b vera, bnuolosa,b sacra, b profana,b reca,h latina;quel, che non han fallo gli altri, 'hanno hauuto si largo campo di tuite te cosse. tanto maggiormente, che te fauole per hauefin se in certo modo sotio velame di cose piaceuoli, finte, una nascosta filos fia, non deon essere a fatio rifiutate, come cosse inutili, Job glarde:nysubito, che si ede una cosa fauolosa tirata 14εsolio si de dire, costui mescola te cos sacre colle profane : pol,

che non solo PDottori, e Theologi senti si sono seruiti di queste finitoni poetiche,ira quali Gregorio sanio ne'Morali as Amiglia i Dottori Theologi ad Orione , ad Chie fessa nesse

iue diuine cangoni intuona.

Quarto die,qui flammea olu rotam con tituens,OGEt par si s1 che'lsole attre ruote non ha, che quelle , chei fauolosi ilia Dite; ne'seneta mis fieri, significando it continuo, perpetuo corso di quello, hya guis diluota famelmego delle s fere, iosi parimente si pub dir di Gioue,di S turno di Marte,& de gli altri, de quali tanto si serue lac hie saperda cognitione delle cosse celesti So, che non mancarannodi quei che mi Uprenderano, chemeli opera habbia aggiuntote postille, sommarij, altre cose,che vis veggono ne'princi

pi de Titoli, ω prcogesaltra cosa, quest'Epistola, b vero di scorso con tante chiose, Minoghi citati di molli,& diuersi Aut tori graui;alli quali rispondo,che non sono mancati, di quelli,c'han deito, ch'io missi appoggiato adi bassio soggetto, ch'Eil Serpe si come disse anche V. E. I per humili, , mode

stia,come ἡ suo costume,non gia,che non sepesse ii soggetto se ser altissimo,&di molia inuestigatione riuando,Panno II 8. se mal no mi ricordo, te donat una aboetzatura di quest'opera. Et perche uiluomini non si ingannino Pho alutato con questi rime iij, citando iduoghi,visti Auitori,che ne traitano,pe che non palano mi ei capricci, dc sogni,come dissi a principios che quanto at resto, et frontespitio solo ne'sei ordiniar,l'Arme, de figure leggono breuemente i Dotti diluona intentione, quanto neli'opera si contiene, mentre veggono Pallade abdestro Nicchio coli'hasta, ctiali Serpe auutato, colla lucerna accese, colla notiola auanti, colla Gorgone nesso scudo,

colla Egida,colla Sfinge,armata, pran libri comes,ede: alsinistro Mercurio colaricuspide, bieresquadricuspide in m no,co Caduceo col orno delia Copia coli'alato Cappello, colyali vi taloni, col Gallo,ignudo sopra una quadra terras. quali Insegne, instrumenti seneta ch'iodi declari intende-xanno vadi solo siguardo con que delia fortegeta, Ecdella Prudentia, che sepra rArchitettura si veggono ma bisogna so-tisfare

Varietas toneest a pro

pter angustiam,&c.que magis delectat. Fabulae , quoniam in se

occultam habent philosophiam,non penitus reisciendetiunt. Non seinper miscentur sacra prophaniS. Doct.Τheol. Et Ecc SS. fabularu figmentis usi sunt.

tilium nomina admisit pro cognitione spherarum, cursu caelestium orbium. Cur in opere appostae sunt summe titulorum Virtutumque definitiones, Premissiue tamen continuationes, partes , ilia multa in principijs titulorum; ite etiam , cur in marginibus citαntur authoreS;&c. Vti frons pleriinque detegit animum cita quoque Icones cum Insignibus, absque alia inseriptione, ostela dit,indicatque librum. Pallas,erusque insigni, . Mercuriu eiusdenque imsignia Gulus,&c. Fortitudinis, trudemtiae Imagines.

410쪽

Scriptores proprio Idi te in quo nati uint, scribere

debent. Fane. Petra est. latinos, Mi tali eos versus edidit: sed italicos iucundiores , pulchrioresque existimant om Ia sanaZaraus Arcadia, itali eis versibus,& de partu

Virginis Latinesseripsit.

Iter.in detractores. scribe tu, qui aliena opera dam

Veritas,in adulatio tandem IEcernuntur. GaIenus tradiatum edidit, quo docuit modum studendi volumina, quae scripstrat de re medica.

Commentarii editi in propria opera. Cur scriptores saepe impugnant opiniones in sene

ctute. quas in I uuentute te

nueiunt, sustinuerunt, scripseruntque. Temperamentum in corpore humano.Cbr,Iecur,&eterebrum. Vitalis,naturalis, intellectiva facultas quaS, animas plato credidit, cum Virtutes, vel potentias anima dise

cere maluerit.

Memoria, imaginatiua Mintellectus , in egrebro

nella propria sauella, 4 diporto classes le quali noni huc-

mo, che non te porti ne petio,& nella mente Cosi a punio interuεne at Sanazaro deli 'Arcadia, hau endo scritto mirabit me-

te bene de partu Virginis. Nymancaranno di quei,che si mera uigilaranno, hyio habbia posto qui vn'Epistola si iunga, quasi commentario deli'opera, 'uai rispondo che, chi intende gli Emblemi, e senso loro pid occulto, non accadera pigliarsi sic modo, Faticha di Legger 'Epistola perche 'hysdritta per mi solis itione , V. E. per iliis pello,che so prato det topcioὰd 'hauerseguitola verita col testimonio de gli Aut oti graui, non Padulatione,& te menetogne, si come molli stimaranno. Et quando ci,non mi hau et se molio , mi balta hauer errato con Galeno; it quale intendendo di quanta importaneta osse lo studiar te materie con ordine, strisse clibro per insegnarda naia ni era, che si douea tenere in legger te lite opere 1 fine, chedo studioso non ne rimane me confus4 Et cosi hanno fatio altri infiniti scritiori di somma aut torii 14 En Za quei, 'hanno commentato te proprie loro opere con molia lode, totis nitione

di quei,che leggono; in tutio, che in vari modi si sono dis let-ti; si come inii, no incor situ omini di molia aut torita,&sapere, chean giouenili stris sero idoro volumi Nyci,credano gli Spiriti gentili che si sempe colpa, mancamento, desim per-fettion diu pere, gladicando che'l sopra uiuere doppis haverstritto alsolutamEte, klo studia pili auati Q questo allisi seneta dubbio saccia cognoscere loro gli errori, 4'opinioni, cheten nero a principio, e che per vere lasciorno stritte, contrarie aquei,ch'in tessero polrpercioche si pili elle volte secodori filosoin'ἡcolpa i dir si pud la Natura, bl habilita naturalem et temperamento dei corpo linmano La quale organizandolo, ii di de tre membri principali, Cuore Fegato, ceruello it primo de quali conseruator de gli Spiriti vitali instrumento dellan colla irascibile, ille condo,Vaso dei sangue, Sesdella potentia naturale hada acolia concupiscibile Eanche parte di questane' ieiticoli )ωil tereto seggia deli'anima rationale , 'ha trepoten Te, is a colla, memoria, imaginatiua , . intelletio, hall

SEARCH

MENU NAVIGATION