Della uera tranquillità dell'animo. Opera utilissima, & nuouamente composta dalla illustrissima signora la signora Isabella Sforza.

발행: 1544년

분량: 117페이지

출처: archive.org

분류: 미분류

71쪽

Deli'

premo satio detruniuerso Go non se quandomat mi cesserina marauigilavi di me stessa in prinaa. pol 'ogii altro superbo, considerata laceciti deli animo nostro ira te lane speran Ze, perpetui timori inuolta considerata di pili risgnorantia delle os presenti, Helle future, la dimenticanet delle passate considerata a fuga ce prosperiti in adureuole auuersiti a super bia Ida uera inseriniti de miseri. Molli liuo

mini:& se tali non fusiam, non insuperbireb bono disi mala manieri non senZa ragione a

dunque se scritto ne libro della sapientia, chei paeta sono sopra modo superbi: imperoche sesaggi sussiro.si humilierebbono molio pii tosto, conosciuia l'imperstitione deli 'hum Eo stato S gutta pol, et sopra allegato libro Hoggi se nellarea seggia δε dimantii ueggo morto , fatio prodide squallidi serpenti diuentito cibo de uermi, Malire bestie . a superbia nostra fuci principio della ri bellione chel ladio facemino & sun rigined'ognimostruoso peccato non dico tu tori uel ille di potre a presentes percioche mi persuado che ognun hormai di mediocre in telletio comprenda che suo di gni agione uo discors rh umana conditione insuperbisca

72쪽

mella Tranquillita Ua lino hora i cauallicri de notiri templ. xii

superbis cano quanto lor places che de certo nodubito che se uorranno desecndere in se stasii. non tro uino chiaramente d hauer molio piti ca/gione di humiliarsi. ωsta dimensi che d aletarco si orgoglios amente e corna della superbia ca/gion che pol da aut aued ut liuomini chernitine sieno . adino hora te belle. 'eggia tredoniae onfie ac superbe delia lor belli pol cheun minimo duo id capo &in minimo accrescimento di febre ὀ solliciente di gittar a terra ognivago Corra humana bcllegra . Vadmo hora iricchi liuomini aliter delle lor ricchezae. po chele faculta nostre tutio litorno in possina a si ueggono de rapaci soldati dod ingordi tiranni i ri ad unque a superbia si rea cosa & con tanto impeto ne priueri della tranquilliti deli animo Mno si negligenti sarem, scacciaria da iciti nostri Dina perche anchorata detin tranquillitia molae fiat impedita dati inuidiaci cerchiamo disbarbare quest altro pestistro morbo it quale de/sidera ogni male at proslimo siti, Certa cos, che Sicilia antico albergo de diranni, non seppe mai ritro uare ii maggior tormento . o che sise

bita Dispedita iustitia siti contrari inuidioso, po che

73쪽

poiche peccando ὀ de suo peccato repentina mente punito C douerebbepti bastarit tot mento chei dano e propi mali senaa che leni di altrui co si strema notati affligesiῆro, hiisse quee inuidioso e di necessita che similiarente pusillanimo ses: perche de tuiti e ustii nonii ὀ ilpiu uile . et chelio si uero apertamen te si conseprende.po ichen in india non entra mai nelli animi nobili Meccelsi . chiaro indicio di basi reta. graia testimonio di miseria e lesiἡ inuidioso conciosi che tuitici mali det mondo si coprono

seinpressotto qualche petie di bene, quantumque falsavi sol apparentesa xl in ludia si pasce

nudi scede mali tormentandoli de bene ol tre che in se stessa contiene tutioinuci male chead altrui desidera . iacemi per tanto ii detio di

Alessandro Redi Macedonia checli inuidiosisieno dictor stesii tormentatori se ueramente pa rota molto graue anchora cli'ella scisse dilocca d un Re molio letalem me molt, che net licitia di Napoli cant uia genti poeta I 'invidia figliuolisio se lessa macera Et si dilegua come agne per fascino Spogliaiacene adunque accioche in sieme spo/.ghat rimagniam,d'una infinita de mali

74쪽

Della Tranquilliti Cheloco pilo a febres la doglia de sanchi,

te otte , ii non pote dormire.&Ja lepra per impedirci a tranquilliti del-l'animo . capse viii Pricordo di ave conosci ut mol in ii si liuomini come donne di quali hauret, bono a uol incnte credulo Ses/ser peruentit i tuti quella traquillit he possibilsiisse di peruenire se a natura dato non glila uesibi corpi si mal sani ha perche si laedetiano languire hor per ardente febre lor per doglie disianchi. quali oggetti sciitro uatiano erano spesta uoltei a disperatione condutii che in

odio hau euano a uita molliti ho sim limen te nella citia dimitano conosci uti ricchi, honorati madalle oti quasi che storpiati claonde di continuo sospirando sopra tuiti licit tri liuomina infelici si reputatiano . Venemi aia chora, non ὀ gran tempo i cognitione uia gen ri rhuomo. lotato di tuite uelle cose.ches a fortuna. natura solite sono di donare idor plucari amici Dina tormentato di una perpetua uigilia cagion ch e is tenesse piu 'ogii altro afflitto. trauagliato ille pii parole fcl halieresi cor

75쪽

pi da molli dolori oppressi . cce sempre granae

sisten et es disieni tranquilli. me sece iniere in turbati stimo stat, che faremo ad unque a questi tali j moin eremo loro at meglio che per no si possi che tuitici sopra nominati mali non sienodi quella nota, ne di que dispiacere che altri si pensa. incomineseremo da febrili calori quali selira diibbio o co tempo ci co se prauegia E te reddo si terminan, per cosa firma tenendo,

Ch ogni nouimento,Cheria contro natura hab

uerobbe ma ellar possente alcuna specie di febre ad impedi la quiete nostri concio Hathe quando ella ci traiiaglia si da credere che altiorata natura contrasti con a morte . indugis adunque atquanto, con desiderio attendas a rius cita di questo glorioso contrat loci percioche certa mente averracci sena iungo indugio the yda miti Oalmeno dat presente morbo liberati sare mo sei corpo nostro per terrana febre si a cende pensam esse assa inegito .ch egh. misi animo si accenda, ille sappiam noi,cheri

76쪽

Della Tranquilliti

do deli uno non siagio ueuole ait 'altro: Chimi contradirebbe mai che desiderabiliosa non fune conii brieue gustola affanno euer desper petui supplitii ritrati, alli quali gloriar non po/trebbe ne sico, ne chirurgo ne rimedi alcunt, ne gloriai .comedicono, cretici ne anche 'istesta morte . O felice quel brieue incendio che delieterne fianam amoreuol mente, eam momsce,

quando i notiare che latebrei abbruggi . si fiam altiora che 1 cibo deputat i uermi sicuoca Dche spesse fiate hin picciol male satagione, che ad unitu graue si soccorra δε mollisii/me uolte auuenire che da quella risanati diue/niam pol migliori istimator della corporalsa/nita . ella quascosa spesso si commetae gran falγl, ne inarauiglia parer cidee essendo gli liuo

mini di natura loro in tus ingrati, che mal noco nos cono i doni che da Iddio ric ono saluo quando sonoci per luti de tutio.ό tralalciati rE diam ocitur certi, quando Cota ardor ci pene trano nelle uene, chen iuno post amat ungamε-

te esse arso .ne si possi iungamente esse insteme di necessiti essendo E che no abbandoniamo a febre, o cliena febre abbandoni o L. Hora deldolor de fianchi consessando a ueriti cli 'egi sa

77쪽

Deli'animo. sdi strema nota.non negliero pero mai,che quanto si maggior a grandeZZa dei dolore tanto piti tosta noni si anchora promenis i fine di quello ricos non sara gli punio ma fossiciente dipriliarci deli amata traquilliti Uengomi hora allegoite per serba rordine,ch io tem poco fariel l 'ano uera dealcuni pochi mali molli ne sannos ridar elotae, farino i reputar infelicissimi :ω gran torto ueramEt si ametano et che aistan

no per esse positamo no havere.non essendo tra/

do freno per ferma Luaghi nostri sensi accio che si straboccheuot mente nelle altioni loro noscorrin, dei, perche blasmans tanto eis qualcosa di sitio che disse tib sieno saluo che at correre at data Zare a saltare. 4l lotta res alle qualco senati non fiamo ia nota massicii uentiti si mo a monil, per operare cose piri alte, Me cellenti cle quali sena pressoriai sio tranno age uotmente pur che ii capessia fano pur che la nisi te habbia e suo discorsi chia . spediti mon potri sors il otioso commodamente attendere

78쪽

Della Tranquilliti

alleluone arti.& honorati studici non potri glisors,serba latiustitia, malene la sede, prcZZarte morbideare dei uasto mondo odia i uitii. amar a uirili seguir dc fauorir a pieti christia ira, conseruar puramente iliant, Quenerabilia o medeli amicitia vi co tuo ni consigi gloriar I patria sua e uesti sono gli ussicii .che ali liuomo nobile. xvirtuoso si richi*gono doue noaccade hauer bisogno deli opera de piedici a d boterra de quali cito tri ben forse vietare , chenon combattiamo con gli nimici nostri .ma noci uieteri pero mai .che liberamente coalitii noc5trasti amoto quali pili pesse Maspre battaglie soliti fiam,d havere, et chida che questo dolor de tedi dato non ci sia pervin singolar Hercitio deli'animo i infinita utiliti polrebbesi cauare alla olla io iche peressa utensi in consideratio ne della speraneta che meritamente hau er si dee. de rimanente deli edificio essendo iliondamento tanto debole . et in colat modo pericolo non ca , che ruinos ruma mali cogita pol clieam moniti fiam di apprestarc ali uscita di si malalberg, ina chesi capo. non illedi si quel lo che signo reggi, mostrollo ii Settim ioci uero scoperta che suda congi uratione di que no

79쪽

bili ni quali tentarono . menti e gli niveus disa 1 figli uolo impera lore aera Settimio e uero sopra gn altro dat te otte as litto nient di in no prudentemente a congi uratione Che Controdi ut si ficetia prouide 4 pol che punito hebbe- con grande stupor de popolo i5 solo chi con. giuro , in chi pii consapetio ne fit 'uosesi leniani in cap alia plebe riuolto con chiara uoce dissὸ hor potete estὸ certi, chei capo, non illedi.ὀquel.che reme morit 6 questo me desimo Federico.il duca di Urbino G a pilis es' chi empi hallo dimo strato ii duca di Milano Francesco sora larente dc signor mio molio honorando Certissima costi c. non esserui maistato uom alcuno si felice . a uenturato ellecos temporali che qualche duro Contrapes noliabbi auum per turbamento delle sue consola tioni. I sopradetto Seuero fit infestato dat te otte . Sentiva Domitiano graue stanno deli essὸrcaluo impatientissimamente opport Augii sto ii uecchio .chen occhio sinistro gli rimanesse offeso Giulio Cesare era a noti da torbide uisioni sortemente pauentat, non credero pero' mai, seruo io is uardare a bonii. 8 acuteZ

et deli intelletio loro che per li antedetti dispia

80쪽

Della Tranquillita

ceri sinarritolauesro maida uera strada dei diueni tranquilli se hauesctro hauuto, come hab/biamo no i 1l lum deliant euangelio , a in selicitioi se non sepremo riconoscere si inaraui. ioso dones justicagione hau rem beta di te mere che tollo non ci sia dc dato ad altri chepiti grati Drico noscenti si dimo strino . a per che dopo la gotia ui si posse ne com inciam en/

to di questo capo la uigilia morbi per quelche si disputida filicio molio strano δε odioso

di quella parieremo hora Mino ureremo si erui assi maggiora utiliti che it dania, dico dun. que ille chiunque dormir non uo' uigili, rati egri si che ii tempo gli si stato per a via au/mentato et che differentia sari matur 1 sono dela morte Ialuo chen 'uno ὀ terno altro Epo: in uisa che assa propiamente chiama potreb/besi ii solano una brieue morte hia mortemn lu/go sonno inualuiaque perde ii se nno perdes milmente i nolturni terrori, i negri fantasmi,

te spatienteuoli uisioni do i horribili insegni non sente4'ast anno delle strane besse fallacida demoni, di tanti altri fastidiosi adombramenti xs comeda morte chiama sed sati solano . cosita uita ὀ da medemi deita uigilia,chi ucgghia adiique,

SEARCH

MENU NAVIGATION