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Da publicar si ne ita prima Do me hic a deis Auuento, e nella Nati uita di S. Gioe Battista.
PER LA DIO GRATIA. E DELLA SANTA
Sede Apostolica Vesco uodi Nardo . -
NON passa seneta nota di poca Religion O ,
chesia bisogno comandare con Editti, e sotio pene temporali ila seruanga deli Teste et dourebbe solo bastare at Christiano, ch'exo mandamento di Dio, seritio nella prima Tauola, ordinato alia sua pura Gloria . Vedendo si non dimeno tanto sprezgata dati a nostra ingratitudinela Maesta Diuina, per i 'in osse ruanga de' suo i Sanintissimi Precelli, quando E cosi pron tamente v bbi-dito dat te creature irragione uolt,& insensate, tutioche a quelle non habbia egii pro messo it Clelo,co- me l'ha promesso a gli liuomini in guider done deI-
mo: Not inherendo alli Sacri Canoni, e Bolle de Sommi Ponte fici Primo dichia ramo, che nelligior ni di Festa si pro ibisco no tulte te opere seruili,che si fanno comune mente per mercede,o guadagno, cost ne ii
Citta, Terre, e Castelli,come in Campagna, ne ita quale pro ibitione si comprendo no Ecclesiastici, eLaici, Padri,Madri, Figliuoli,Seruit ori, Lau Oratori,
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Mercenarij, Atti gludi Elati , Instromenti, subast tioni, Essi genZedita glie, o ali re publiche impositioni, Mercati, Mercantie, Vetture, accoppiar bo- arare, seminare,Zappare, mietere, sco gnare, potare, cogitere oliue, vendemiare, far legna, vendere, comprare, tener botte glie aperte, far pane ,
apri r macelli , e simili : A Ciar latani e pro ibito montare in banco, sarcircoli, rappresentare Comedie,moatare a cauallo per v edere te loro historie, secreti, e mercantie: Chi duuque fara visa delle sopradette, o ali re simili opere seruili senZa nostrae spressa licen Za, o dei nostro Vicario Generale,5 delli Uicarii Foranei ne ita Diocesi olire it peccato mortale spurche non sia sculato dat laparuita delia materia) incorrerata pena dicari inicinque per cia scheduno, e cia scheduna volta sino alle trE. e pol la pena di cartini venticin que, o die ce libro di cera bianca lauorata , dc insulsidio delia scommunica,giusta te Constitutioni Sinodali. Tutta uia ne' casi veramente di pieta, publica utilita ,& urgente necessita .ci offeriamo pronii a gratificare glie sponenti con la licen Ea gratis secondo it bisogno,che conosceremo olire di cio
Che si stipolino Instromenti giurati di pacificatione, ed 'opere pie.
Che ii venditori di pane,vino, stulti, & herbaggipossano vendere nelle loro bolleghe, forni, cantine,& in strada, non tenendo pero alcun'altra cola
Che li Macellari possano amma Σχare gli animali per vendere , e tenere anco meze aperte te bot-
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Che I Bottegari lordi parimente vendano,conarenere me Za aperta la bot tega , senZae sponere al- cuna cosa di suo ri. Che li Mutati ieri, gargon i, b altri portatori dimerci da vn luogo ad un'altro, postino prosegui-re i loro vi aggi caricando, e scaricando, udita chehauranno la Messa ; Non lisia pero lectio comincia reii vi aggi O. Che li Molinari macinino passato meZo giorno; non portino pero,ne riportino farina, o grano tanto per sh steis, quanto per meZo de' loro animali. Che congi ungendo si piugior ni festiui, passatoil primo, si a lectio cuocerc it pane in quat si uo glia
Che li spetiali pertullo it glorno possano vendere, ς dispensare, tenendo pero me Ea aperta labo tega. . . . . Contro Persone miserabili, che portassero in t sta,e sotio alle braccia panni lauati, b da lauaro , fra sche, legna, flagite, b attre cosse minute, e di po- eo peso, come per ispandere i panni at Sole, non siproceda, ma ven gano tolerate , si achesara altrimente Ordinato.
Nelli et orni di Pasqua di Resurrettione,e diNatale non si a prira alc una bot tega, ne si vendera cosa alcuna, se non per mera, & euidentissima necessuta di qualche Insermo. Nel tempo che si predica ne flano ardisca tenere aperta la bollega. E perche non possa pretendersi ignoraneta di t Ii ordini attre volte fatii, e publicati, vogliamo,cheli Parochi ti4 la solennita della Messa publichino questo Edditio nella prima Domenica deli 'Auuta
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to, e net giorno delia Nattulta di S. Gior Batti sta . Dato dat nostro Palaetao Vestouale di Nardo . questo di a. di Octobre I 578.
Pado vano Mollirat Cancelliero.
EDIT TOCIRCA LA VITA, ET ONEST1
PER LA DIO GRATIA, E DELLA SANTA Sede Apostolica Vesto uo di Nardo. LA Santita di Nostro S ignore Papa Innocen-
Zo Vndecimo, che con somma attention inuigila sopra la salute delle Anime , Peristradare questenella via det Signore, e riuocarie da quella delia perditione, ha con attrettanta prudenZa prela a cuorela risorma de gli Ecclesiastici, impercioche conre sempiodi questi, o buo no, o Cattiuo chesia, registrano Ia loro vita i Laici: Si Sacerdotium integrum foret, disse ii Padre S. Gior Chrisostomo tota Ecclesia oret. sin autem eorruptu, emnrum es marcida eis, a tare flatio con lettera Apostolica solio ii di s. Febraro prossimo passato incarica stretia mente a tuiti i Prelati,che attendinaconogni studio alla risorma de'Cleri, & a fare si .chesi rimouino tuiti gliabusi in sorti contro Ph nesti Ecclesiastica,che sono tali,che nella Maggior Parte
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sta , ma in vestimentis snt,ut Mulieres ; In Plateis, Milites; In habendis temporalibus υι Laiei. La-onde volendo Noi v bbidire a quanto ci viene san- tamente ordinato dalla Santita Sua, & anche per distare at nostro debito Pastorale et Con questo presente Edilto per prima, seconda,e terZa perci ria monitione,ordiniamo tulte te infra scrit te cose. Primo, chel ut tigii Ecclesiasticidi questa nostra Diocesi portino latonsura congruente in modo , che restino scouerte te orecchie, secondo la forma prestritta n et cap. non liceat ii 2. dis. 23. C lasottana iunga, quale da gli Ecclesiastici in Sacris, Chlerici beneficiati, vo gliamo,che si porti talare,eda gli altra Chi erici tola ramo, che si porti di lun-gheZZatale , che cuo pra almeno piu della metadella gamba, ma da tuiti si porti legata con cinta . negra ne si a la sottana foderata d 'astro colo , cheoscuro, solio pena di diece libre di cera bianca pecta prima volta, la seconda, di due me si di carcere ,& in tussidio lascommunica, ecrcscendo lacontumacia saranno priuati dei priuilegio det foro . e liBeneficiati dei beneficio, g iusta la forma delia . Constitutione di Sisto Quinto, che com incis : Cum Sacrosancta, e secondo la forma det Sacro Concilio di Trento.
Che nessun Chierico ardisca portar manicheis
aperte, calZette d 'altro colore,che Oscuro, nE me
letti, h settuccie , seu 2 aga relle alli pol si, o collari , ne attre vanita indecentiat Phonesta Clericales a permesso a ne sun Chierico, e massime alli con-hi uiti in sacris , farsi v edere senZa sottana, ancorche fu ge auanti la porta delia sua propria casa, is Io
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st vi aggio, o in campagna permetti amo, che portuiOl. l'habito corto,checuo prati ginocchio . , Che nessun Chierico,cosi constituito in sacris , et come in minoribus ardisca di ballare, o assistere a 'a balli, ne recitare in comedia, ne giocare a carto ,
ἡ dadi, o altri gi uochi illeciti, & in decuti at loro st to, solio pena di quattro laudi, d 'applicar si come dia sopra, e se alcuno tenesse barettaria di gi uochi aut casa, Olire la deita pena, incorrera anche a quellas di due me si di carcere formale. Di pili, nessu no Ecclesiastico porti arme di qual-υ ssa sorte, tro te infrascritte pene,cioc Archibug-gio iungo, Spada, Storta,6 Coitella, solio pena dia. scudi diece, con la perdita dei Parmi. Coitellial fronde d 'oliva, Pugnati, Stiletti, solio pena di se , di cinquanta,e quattro me si di carcere. Archibuge getti, sotiola pena di studi cento,& vn'anno di cari cere, & a quello, che delinquera con alc una delle, det te armi, olire la pena meritata at de luto, si dup-e plicat a la pena delia dilatione detrarmi, g iusta le i Constitutioni de' Nostri Predecessori,a quali penς
ι gia prestritte, saranno condan nati tanto quelli,cheis sar anno carcerati con te deite armi, quanto quelli, o che in qua lunque modo sar anno conuinti con due testimonij contesti; Et acci oche nessu no possa ali O gare causa d 'ignoran Za, ordinia mo, che it presente
, Edilto si publichi nella nostra Caledrale, e si assigii ghi ne ita porta di esse, enella Diocesi si publichii nelle Chie se Parochiali. Dato dat nostro PalaZZoi, Vesco uale di Nardo, questo di is . Aprile i678.
' Pado vano Molliagi Cancelliero
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Da publicarsi Ogni Anno nella prima Domenicido por Episania.
PER LA DIO GRATIA, E DELLA SANTA
Sede Apostolica Vesco uo di Nardo.
Ncorche con Editio generale, publicato irituita questa nostra Diocesi .habbi amo inculcato at nostro Popolo Posse ruana a deule Feste'. e pro ibito con pene temporali te Oper seruilia Conoscendo non dimeno, che la Diuina Maesta resta maggiormente οὐ sa,quando in gio ni di Feste, che sono ordinate at suo Diuino Culto,si fanno opere, & effercitij illeciti per se stesii . benche non seruili, come sono mascarate , spei ta- coli, balli, & attre cola simili inuentate dat Nemico det Phumana generatione, per popolare ii suo Regno delle Tenebre . e vedendo si queste cecitaptu pratticate ne ili gior ni Carne uale schi, e massime in quelle sante Domeniche delia Settuagesima. Seogesima, e Quinquagesima , quali la Santa Chiela ammae strata datio Spirito Santo, celebra . con riti, ceri monte, e voci plene di peniten Za, Per tanto volendo NOi per debito dei nostrci Officio Pastorale rimediare a tanti publici scanda-li,e prouedere alia debita osse ruanaa de' sati glomni delle Feste, inherendo alli Sacri Canoni, e Con
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ellii, eomandia mo eo, questo publico Edilto, chenessu na Persona di quat si uoglia stato , lata, e conis ditione si sia, ardiscanelle Domeniche , & attre Feste di precetto, che occorrono dentro ii Carne uale, far mascare, balli publici, battimenti, b altri spe tacoli,egiochi profani di quat si uo glia sorte, nE aciar latani si a permesso salire in banco in detii glor-ni, solio pena discommunica da incorrers ipso facto, tanto da quelli,che si mastherar anno, quantoda quelli,che guida ranno te maschere, o ballatori, la di cui assolutione riserbiamo a Noi . E sotio la me desima pena pro ibi amo a gli Ecclesiastici cosi in sacris,come in minoribus il mala he-rarsi, tanto in giorni festiui, quanto feriati. Rinouando anche t 'Editio emanato circa Posse ruan Zadet Phonesta Clericale ; Et acci oche nessu no possa allegare causa d 'ignoranga, ordiniamo,che questo presente Edilto si publichi da gli Arci preti Ogni Anno nella prima Domenica dopo l'Epifania . Dato dat nostro Palaeteto Vesto uale, li a. Genna-
Pado vano Molligat Cancelliero.
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NELLA QUALE SI ESSORTA IL POPOLO
A venerare i Sacerdoti come Angiolidet Signore.
DIlertissimi Figlivoli, E debito dei nostro
ossicio Pastorale non solo promouere, distabilire la disciplina Ecclesiastica , ma anco togliere tuiti gli abusi, e corruitele in sorte traPopoli contro la veneratione douuta at Diu in Culto , alle Chie se, alii Sacerdoti , la dignita de' quali ecosi sublime, che non si sono mai tro uati Popoli per empij, e maluaggi che sussero, che non venerassero con somma veneratione i Sacerdoti . Gli Egilt ij, per testimonian Ea di S. Ambrogio , costuma uano di non dare mai possesso at Re , prima non to dic hiarauano Sacerdote, stimando non render si degno delia Corona , e ministerio Reale, chi assieme non siisse Sacerdote. E neli'antica Republica Romana come afferma Cicerone era cosi venerato it grado Sacerdotale , che pote-umo i Sacerdoti deporre i Consoli dat Consolato,
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ch'erati grado piu sublime di quella potentissima
Republica . Era colanto venerato it Sacerdotio
da 'Pd poli balba i , empij, elanga sede, solo per-ch e r Sacerdoti inmistra vano air Altare degi Idoli. perche offert uano Incenso alli falsi Deir egit Sa cerdoti di Christo oli miseria dei Christiane simo)che ministrano' ait Altare dei vero Dio, che offeri-ffccuso PAgnello Imma colato di Dio , sive ggo non elli pili vili minister ij non solo de' Piecipi, ma anco d 'ogni gradu ato, o commodo Citta dino, e traitati come la piu vil gente delia plebe, langa risset-ter , chela dignita Sacerdotale e tato pili eminete dello stato di quat si si a Piecipe, angi detristessa dignita Reate quato e piu sublime Poro dei pio inbor
Si Regum rastori compares. tis it metouato S. Ambrogo i, ' Principum Diademati Ioπὶ erit inferius,aesi plumbi metallum ad auri fulgorem compares . E dignita cosi eminente la Sacerdotale, che se in .
Cielo potesse hau er tuo go Pinuidia, gli Angeli altro non inuidiarebbono che i Sacerdoti, eg lino sono i Portinari det Clelo, it Sole dei Mondo de Colonne della Chiela , eg lino in somma sono quasi Creatori di Dio, cosi appunt o li chlamo S. Ago-stino , imperoche con poche parole quasi creano
Se ad unque E cosi Iub'ime ii grado Sacerdotale, solo percheson O Mi rastri, angi Vicegerenti del-PAltissimo in Terra, succeduli in tuo go de' Proseisti, e de gli Apostoli, chi potri dubitare , che 'i dia sprergo de' Sacerdoti ridonda in dispreggio di Dici: Se ite io, Figliuoli mi ei dilettissimi. da triste GDior sui vos spernit, dice egit, me spernit, o qui τρα tangit, tangit pupillam oculi mea . It Glorioso
