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26 Santo Ignatio Vesco uo,e Martire,seriue do a que lidi Smirne, gli efforta a venerare i Sacerdoti . come iis ommodit ut libent, che Dio habbia posto tra mortali e Sacerdotium es Vix omnIum bonorum qua sunt in hominibu . I si quis ergo 1 acerdotes
inhonorauerit, Deum inhonorat, o Dominum Iesum Christum Primogenitum omnis Creature . Se clodunque e vero, chi potin anche dubitare , che ditante calamita, che lano at Mondo ne si a origine,ecagione la poco stima, che si ia de' Sacerdoti Mianistri deli'Altissimo , quando sono tanto venerati i
AEnche dunque si a honorato, e venerato ii s blime grado Sacerdotale, vi significhiamo, mi ei di-Cap. quia du' lettissimi ,Qco me nella nostra Sinodo, che di proscidi se is d. simo habbiamo celebrato, inlicrendo alli Sacri Ca- malo.&obed, noni,e Concilij,habbiamo stre ita mente pro ibito a Z M Sacerdoti it seruire a' Se colari, ancorche si a no Prencipi,e Signori dell'isteta tuo go, sen Ea nostra e spressa licen Ea in scritio solio pena di suspensione latae sententiae at Sacerdote , ed Inter det to ab ingressu Ecclesiae at Secolare t Nd che assistano in pie di alia mensa de' me desimi Signori, ne diano ilbraccio a Da me, ne cedano ii luo go , o la mano aquai sis a Secolare, purche non si a Signore di quelluogo. Essorti amo in tanto i nostri Figlidi lettis1- mi Baroni,e Signori di questa nostra Diocesi a v nerare i Sacerdoti, come Angeli det Signore, O Ministri, anzi Amici di Christo, ne permetiano .chequellistiano in pie di, quando egi sed ono, osco uerti,quando egi ino stanno coueri id e , se i Sacerdoti sono nati loro Vassalli risiettano,che hoggisono loro Superiori,Padri,e Pastori,dalle mani de
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e; quali riceuono gli alimenti spirituali, it cibo delia .
ii vita, e loro si a prono te porte dei Clelo: ciuis δε- ab ,scrisse ii gran Ponte fice Gregocio Settimo . iis Sacerdotes Chrisι Regum,or Principum, omniumqu e ei fidelium Patres , se Magistros censeri : Nonne miseis rabilis insania esse cognoscitur,si Filius PaIrem, Diascipulus Magistrum sibi conetu ubiugare, se suae ροί restati subiscere, a quo credit non solum in terra , scdi; etiam in cylis se ligari posse, osolui .l, Coste. d' humile e basis lignaggio, chesiano iiis Sacerdoti, sono sem pre superiori de' Ptencipi, perche la Sacerdotale dignita non trahe la veneratio- F ne, e gli osse quij dalla persona,ma ben si dat ministerio ; Con queste parole lodisse ii Zelantissimo, Arciuesco uod i Milano S. Carlo Borromeo: Dia, gnitatem Sacerdotalem, Clariealemque non a personat' eorum,qui illam obtinent siue obscuro loco siue humio ti genere nati sint; sed ab ossicis munere , adminis, ta 3ioneque pendere; nec propterea illos aesιmandos esset: quatenus hominessunt, sed tamquam dispensatores iata, masteriorum Dei. Giolae ancorche Prencipe , O N*m
ι Capitan Generale deI Popolo Ebreo, hebbe pure t ordine da Dio, che auanti ai Sacerdote Eleazaro ii stasse in pie di, rico noscendolo in tal guisa per Su-
periore.e net Deuteronomio comanda simit mente Deut. 17. xx
Id dio at Re che obedisca at Sacerdote, edallelae mani prenda la Legae pergouernar si con quella,ei chi viasse in Moerbii si contro det Sacerdote si a fa
, . to morirer atii autem superbierit, nolens obedire i Sacerdotis imρerio, qur eo tempore miniBrat Domia i. no Deo tuo, se decreto Iudi s. moriatur homo ille, se auferes malum de Israel: eunclusique Populus audientii timc ιιι ι nullus deinceps mIumesarsuperbia .
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xis , 'Tanto voleua Id dio, chesus ero veneratii Saccerdoti delia legge vecchia, quando it Sacerdotio, e Sacrificij det vecchio Testamento non eran 'altroche vn 'ombra, e figura det Sacerdotio instituito da Christo. li ministerio di coloro era di scorticare,&. offerire Pecore, & Agnelli, ed ii ministerio de ' S cerdoti di Christo e d 'offerire I Agnello Immaco- Iato di Dio,di rimetiere i peccati, ch 'e solo di Dio. Ma quando is dii et tissimi miei, non restano persuasi dalle Scritture sacre , da ira utor ita de' Santi
cosi somma mente venerato it carat tere, et grado
Sacerdotale , e basta rebbe solo ad durre re sempio dei Nost ro Inuit tissimo Monarca,che ben basta per dare norma, e legge a tuiti i Prencipi des Mondo si conuincano, anzi si consondino con gli essempi de Gentili, c'hanno tenuio in flamma veneratione iISacerdotio. Di Alessandro ii Grande , risens e Lib ς, - Gioseppe Ebreo, cheandando in Gierusalem meis
risoluto di fare crudelissima stragge di tutio l'ordia
dine Levitico , ed intendendo cio Iado Sacem dote , ne hauendo me ZEo di disender si da sigran Prencipe , delibero d'in contrario inhabitos Sacerdotale , accompagnato da altri Sacerdoti . sperando contal me ZZO di placare t 'ira det Reu. Non fu vano ii suo pensiero, perche vn si nuo uospellacolo mosse ditat mantera Atellandro ariuerenZa,che precipitando, non che smonido da Ca- uallo, re se honori insoliti a Iado,& agit altri Sace doli , e con eis loro entro pacifica mente nella Cit ta: Mara uigilato si l 'Essercito detrim prouisa mutatione d essandroi e domandadone di cio la c elo ne
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alto, honoro Alessandro Id dionella persona delii Sacerdote, e pure Alesiandro non adoraua quela Dio, merch ch'era Gentile. Si a pure grande l'em-1ὸ pieta, che regni negli liuomini, che non si trouara γ maialc uno. che habbia ardi redioltraggiare.i Sa- a cerdoti,cosi disse via Poeta Gentile r ustuis homo , ' d ice egi i , es tanta constrin/ιa, quι πιι cr ιem au-
a Oh dolor grande, oh miseria tanto deplorabile. a che non ha compassione,che basti a comp assionamia la: Da' Popoli balbari,e disshumanati su tenuio in 13 colanta stim ait Sacerdotior Vn 'Austandro Pre cipe Gentile adoro nella persona det Sacerdote 4 quel Dio,ch'egii non cono lacua et Eda' Prcncipi e Cattolici sit lia da persuadere. che adorino in peril sona de' Sacerdoti quel Dio,ch 'eglino consessano. ω & adorano, quel Dio, per quem regnant, o domi- Δ nanrur. Si Megna vn Cattolico neu'Oscuro lignag- gio ea humile persona det Sacerdote venerare uti Diu in om ni sterio, per meto dei quale egit meritai i telori immensi della Chieti, e pol meritara quei incorruit ibili,& eterni det Clelo. e non si Degna .anai ascriue a sua gloria osse qui are in persona d 'vat hvomicciolo it mim sterio d'vn Prencipe terreno a s che prome ite beni corruit ibili,e caduchi. Ah che
1 bisogna est lamare con Lattantior Chi mai crede rebbe, che ragionando con huomini di discorso . 1 ed illuminati dat lumedella sede . fosse necessarici
mostrare Tesimon 3 Diuinarum L/tterarum, DIu a ma rerrenis, orperpetua breuιbus esse anteponenda .
ut Noa bastano a persuadere,cheil Diuino ministerio
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e preserito senZa comparatione aIPhumano, quella solo notioni, che sin dalla nascita porticino larities belli nostri petii permano delia natura Q Ond 'εdunque questa infelicita delle nostre menti, e peruersita de' cuori, che ci fa di mestiero mostrare 1 foreta d'argomenti, d 'autorita, e di scritture , chen ministerio Sacerdotale, corneil sommo di tuit' ihenisia ilpiu venerabile tratuit'i gradi, che Dioha posto qua giu net Mondo Θ'Ma cessi ii inaraui-glia,peres e la sede,ch'e morta nella maggior pa te degli liuomini, est inguendo it lume dellaragione fa sl, che non guardino con altr' Occhio , cheis con quel det senso.N5 si a gia mai, o mi ei diicitissi mi Figlivoli, e Signori, che voi siate di quelli, che vivono con sede morta', ma confido alla vostra gran pieta, che di quanto ho detio siano rimasti persuasi a Venerare ne i Sacerdoti non la loro Persona, ma it Ministerio, non il lignaggio, ma ii Caiattere, e stimarii n5 come huomini, ma come Di , e dispensatori degi negabili Misteri di Dio . dat quale vi preghiamo pace, gratie, ed ogni benedit-tione. Dat Vesto uale PalaZEo, ii a. Luglio rogo.
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NELLA QUALE SI ESSORTA IL CLERO
A lascia rei negoti j, & attendere alia Medi- , latione, e studio de ' Libri Sacri.
V Enerabili miei Sacerdoti, e Fratelli dile
tissimi. Fia i viiij piu perniciosi. che s glion o infestare ii Clero , uno e Poetio che a mio credere e it pessimo, essendo origine duruit'i viiij, e cagione di tuit 'i mali ἱ inesto appunio..e quello, det quale veggo in sc stati i ualet Ecclesia stici, la maggior parte de ' quali o vivono otiosi , Olmplegati in affari e negotu Secolari,& affatio alie ni dat studio de ' Libri Sacri , e dat Pellercitio delia ,santa oratione, che sono i propri effercitii de'. Sacerdoti; Anzitalino stimi d 'essere ottimo Sacem dote, quando dopo che hi egii celebrata la sua- . Messa, e deito ii suo Ostici e Diosa come sper' - . de ii rimanente dei tempo tutio in occupars as camipo, ad levigne,&altri negoti, indecenti allo stato. Ecclesiastico, questa e vn'altra miseriam aggiore . e tanto pili deplorabile . . quanto clie inon E con se tuta: Trala scio quegii altri, che tengon O gi uoco, Ee tiaraitaria in cati , et s'in trigano in altri effercitiivili, in degni e serdidi con tanto dispreygio deli M.
sublime dignita Ecclesiastica , con disseruitio di sti R a Dio,
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Di' . e detrimento deli'Anime loro , don de pota tene,che da' Secolari non E portata a Sacerdo-tinuella veneratione, ch douuta at venerabile Carattere Sacerdotale; di modoche non da'Sec Iari, ma da noi peruiene l'origine, e la cagione deldispreggio, e per pro ua di cio, non voglio allega
uenealtra autorita, chedello Spirito Santo, chiachia ramente lo dice in Malachiar Et nune ad vos
scandatizastis plur/mos in lege , ct irritum fecisis actum Leui : propter hoc, Ego dedi vos contemptrilsus, ct humiles in omnιbus Poputis. - Il vostro implego, dii et tisini miei, non E nelle eure domestiche,non negli affiri dei Mondo,doue vi veggo immersi ; e sors e. e senΣa foris E stato ii fine,che vi hachi amato at venerabile stato Sacerdotale. Pario per i sperien Ea di mollissimi Sace doti,che ri prefi da me per la notabile ignorana non solo dei proprio ministerio, ma anche di quelle cole,che sono necessarie a sapersi per l'eterna s
rute, altra eagrone piu releuante non hanno se puto ad durre per i sculare una colanta socordia, che t
occupationi negli affari domestici, it peso della casa. O Sacerdoti m iei, quanto vivete in gannati 'non v'accorgete, che ν' inca ni nate at precipitio d, Non e questo, Orno a dire, ii vostro mi silere ι non sono que ite te vi, stre cure et Sentitelo non da mε , m i dat i A posti lO S. Paolo: Nemo minrans Deoi- Bea ρ ρ negotys facularabul. vν e/ iaceat , eu/ ρνobauιν. Sicle voi asciitra alia militia di Dio e Si. Dat que se volete pia cerea quel Signore , a cui visi te dedicati non do ucte implegarui in negotijs
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E pro ibito a' solduti ii negotiare,il fare mercantis. acci oche tutio it loro spirato . tutio l'interno . M. esterno loro si applichi a combattere con brauura: - Se voi militate solio ii vessit odi Giesu Christo , altri pensieri.& attre cure non douete havere, cheseruire a Christo, combattere per Christo , dii n-- de re la causa di Christo ; Altre Armi non douete. conoscere . che i Libri Sacri, e lasanta oratione mentale, quest e timetodo , e'l cotidiano essercitio, ch 'Io vi prestituo, e congli occhi grauidi dilagrime, alia sania Oratione vi essortor Trattino i- Secolari de 'negotii, di campi, di vigne , di me i canti et I Sacerdoti vadino alla Chiesa, at Choro, at roratorio. Oh che inde gnita e ii vedere i Sacerdoti otiosi, vagabondi per te pia ZZe, e peri bollegheὸ Che obbrobrio, che si veggano ne it gi uochi. che inter uegano a gli spetiacoli, a balli,ac festin i Che vituperio ε. vederit ne i trappeti comparire bisu iti.e lordi a mi furar'oglio, ne ite camine - a vendere ii vino.nelle vi ne a potare te viti, e pollam attina si veggano sit l' A ltare, e celebrare seu- . Ea rossore. e senae a rimord i mento di coseleneta quel tremendo Savrificio della M ssa. Oli che passa γsiordalla cantina ait 'Altare t d alia baratiaria aὲ Sacrificio. Quelle mani, che la sera hanno mane=i giate te carie,t sol si con h stemmie, e con spergium, ri s veggono l.t m illina manergiare t stia Imm
lacrosante det Figlio ei Maria. Qui se seriuri
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redire .l Ricardari. che ilai l'Aogelo det Sisin re, .sei Vicegerente di Dio, set via Vici D o in terra, m- ' superbis citi con sania supcibia , e non ii auullire - con attioni in degne ad via tanto Personaggi O. lLe Armi che tra da mane ggiare ii Sacerdote sono i L bri Sacri, la sania Oratione . e te i 'bu min, como dice S. Tomaso, langa i 'Orati me senabi a yni Soldato in guerra tenvi spada , quanto maggi Or- mente ne doud te essere at mali voi. che vi gloriate - det specioso tuo lo di Sol dati di Christo. 'E l'Oratione it pane cotidiano deli Anima ι esico me il corpo quando non e cibato dius evn cactauciopu ZZolente, attre si l' Anima se non e cabat a col pane delia sania Otatione diu tene cum e lo predico S. Crisostomo I putrida, e puZZOlente. Si scordo Davide per vn certo tempO di cibar ne PAtramet sua ,eche gli auuenne Pegii stella loconfessa : Perii cesses sum ut faenum, ct aruit eor meum , quia obi rus sum comedere panem meum . Dat ollatio dela roratione diuenne arida l'A nama sua, pres e sot ait Nemico ditentario , lo,se trabboccare inque i mali, the ogninosa . Daquc stri medes modi set--to; dilenissimi mi ei, procede . che te nostre Anime s tro uano aride, e se lie, e che tanti Sacerdoti si venano cadere in mille laider Ze, e si et Zure. Al-disettoideli 'Oratione de' Sacerdoti si ascriuo no mite lacarest te, leguerre,&alire calamita che. si
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quia x ullus es, qui recogitet corde , C cio non e ma-
rauiglia, perche t 'Oratione e quella, che so stlene l Mondo, e ripara i fulmini, che auuentarebbe lata Diuina giustitia, per causa de nostri peccati.c midisse S. Gior Climaco: Oratio , ctescaciam
Il Padre Rodrique Z, per plouare laonecessita grande,che habbiamo det roratione, adduce Una .ragione di molio peta, &e dot trina, dic 'egli , di ' S. Tomaso, S. Agostino, S. Basilio, S. Crisostomo, e S. Gregorio, dico no questi Santia che quei,clieis, Dio con la sua Diuina prouiden Ea ha det ei minato, sin dat heternita di dare at Mondo; lo da a suo tem- . po per mezeto det roratione, e che per questo istesse meet Zo liene egit decretara la salute e cem uersio- . ne di molle Animor, Si come per mezzo dei Matrimonio ha decretato la moltiplicatione dei gene- T re humano , e per merzo delba coltura delia Terra - I abbon dan Ea de' frutti, cosi per me ZZo de Irora-ι tione ha decretato dicomunicare alle Anime i subidoni, e te sue gratiet Quindi si deduce, che noi non rice ueremo gratia alc una senaea it mezZo det rora- . tione, ne qui sta dot trina riceue ii peso solo datii autor ita de Sami Padri, chedourebbeb: stare. , . rna m assedata dati 'Oracolo di Christo r Petuc, i dice ii Signore, se dabitur et olus, quaeri e . se inue-
