장음표시 사용
501쪽
ehe te manderamici li sisti gati. Quanto a quel l . ehe V . illustris . mi setive per la sua di ih. eitea l' editone di San Cipi Ianct . non mane hei di sare ove sata ii bi gno Ogni Omeici opportuno. aeeincte mei ehe ne haunci pressi qualelie dubbiri testino disngainail della loro opinio ne, nὸ mi Decorrendo per questa pli, di quello, ehe te stiluti per la pol as inchiusa me te taeeci. reando humilissimamente de laeso ia mano. Pol ita di sua manci .
ehe non te disseto amne di male per quanici egliriveva potulo eomprendere. scimiun*ento aneo cte Mons ore di Granio quando si sparse voredi pare promotione . ne ragicino se , mostrandod' ha*etne qualehe gelosia .
vano mo strato animo di volet e tradite a deit
em diversi, de patri laemente meen dicendore , che mal non rea me aerensentit vir vogito perheredere che it tutio sacesso a huon filio, eon turiri eici non ho voluto restare di datiene eontri: olere sopiadditi Italiani, vi sutonti aneo molli Ptelati Spagno li. che vole vano eontradite at Mercio. i quali hau endo vitio la volonta. ehe have vano molliato
la Resideneta I r institutione de veciosi esset λ
e n grande sileet rahet. de quali nnn ne mando eo pia a VS. Illustria. Apendo ehe te sata insuta da
I Prelati Spagnucili si moermarcinn marteit sera in cisa dei Conte di Luna ii quale per quanto intes ὶ essendo persuaso δ' aleunt di imo haveva animo di fate una prviesia alli Stile. Leetali sopia i
502쪽
sotiando gli aliti ad essere uniti. Et riptego it Conte
publieamente re privata mente aneora a fate bucinossitio eonpli Soaguuoli. i quali essendo tornati aeongregatii di nuo. O la sera in Casa dei detis Conte, eonesu sero final mente Eaeeeitate rini eoa . Nella medestina eongregatione di hieti havendo il5 g. Cardinal Molone propollo at Padri se loro fi ceva, ehe s saeesse metitione de Codinali sui Canone della Residenta. ti in quello ehe s iratia dis
sta mentione per non paret, che si approvasset le commende. Ultimamente i Sin. Legati per eontemare i Spagnuoli. & Franeeii , ehe tieerearcino a sera, ehe non si nominalleio i Cardinali nel α-
li Sim. Legati te nisuda vano copia di aleune sot- me cel Vl. Canono ehe costi nave vo tutella daal eunt di ouei Padti, ehe lutono quel giottio in consulta. α parseolainime da Mon signor di Rossano. ina eis Nigg. si niuiotono d' opinione per consuliarie prima eon seunt Padri, ectrae ne i av visat γε la mia di ei inque: il ehe stole Oeeorrere ualehe volta. ecime V, . Iitulltiss. ne puci far si itio dalle lettere illelle des S q. LRait, ehe allevolie te serivet anno una e ca, ec pol per qualchenuova musa s mutet anno di palme. Ho par lato dinutivo at Sig. Motone dei sertieular delle risit emetiendole in coiisdelatione, si me V S. Blui risi. mi eomanda per la sua di x. di levat te almeno alle Chaese Cathedrali. petet hε sendo quelle insona de' CardinalI, i quali non hanno passio Cinaleuna per la spedietione. celsaria in tas easo ilduhb o. ehe s haveva di dare a molli Oeeatione di doletii t sua Sig. Illus iis . Hspose, ehe. a questo non vi vedeva inlatior prouisione, se non cine sua San. iii a lo saeesse, seome seceto a neota illi altri suoi anteeelloti, δε non laseiaue ehe 'i Conditio vi met teire manci . petetoe E Datiandosene qua non si sto. tria sare. che levandosi alle Cathedraii non s lGuilleto atralite Chiese ancora, cinde s verrebbe aeadet nel medesimo dubio di prima, ehe molli sdiattiano d' effer privati delle gratie falleli da Sua Sant ta seneta esset loro res itu*to in danarci pagatra per i ispeditione. Replleat a Sua Sig. Uuilmss. ehes era vero, ehe vi tolle ordine e me si diciva, ehela tiQrma de Cardinali si haveisse a sar in Conei. lio. non sapeva, eome si potesse sodisiare, ehe si faeesse la, sendo Od ne, ehe s taeeu qui . de ehes poteva penate a qualehe provisione pet it palla, to . se non di hinem te in tutio I ordine, ehe si voleva sate in avvenite di non riservate se non laterra patie de frutti, almeno ehe fi poteva provedere, ehe te resignationi non sussero laiie nudo stulti. de Minendo cte ii desse ai Risseenaiath qualehehcinella portione; stia Sig. mulitiss. tispoie. che
rone voluto rivedete ut altra volta gli ritentie presso di se eoti liuetilione di servissene quando si irat-tera della Riforma. Reordirdo io pol a sua Sig. illustria. di nuovo questo parilaolate, mi commise, eh io fossi in sieme et Montianot Paleolis, ii quale haveva dato ordini di metiet ii ita gli aliti rapi
i no i S eq. Le aii a VS. Duillas, in favore dei V seovo di Segovia pet quel Dee luato delia sua Chiecit che a questi gmini pastati v S. Husit in . se setisse. ehe sua Samita te ne have va satio gratii. & petehi
ala hola non Oeeor se la vacaneta nis e successa da
vivo sussieientem e. nondimen o non si maneheta
di fite Ogni opportuito ossieto. 8e per Montigno e Palmito it quale ne pulli eon M signor di Leti da, di ordine pelli det Sig. Cardinale Almonetia de per me. Questi si g. Lem, tantio deputato. e me mi ha deitci it Sig. Cardinal Molone, i reologi pra te materie delle indulgenete, dest' invorationi de Santi, delle Inmini. Ec det puraaioris, elegseudo dui Theologi di sua santita dc due per c ascum altro principe. Hoh Franeia, Spagna de Poet allo, eon due generali de Frati, i quali habbinoa considerare in ebe modo si possi hievemente eon
fialat i opinione degit heleliei in tali materie. & eho Hsoluti, ehe sano ita loro . si propolauno hi congregatione generale i loto pateri , Keendo sona dicio una deputatione, o de Paeti che sormino i Ca-i noni nel medesimo teraso. ehe fi liatreta diu Ma. trimonio aeelaeehe s vreghi prestamente a mpo delle materie senis mite te dii te de Theologi.
503쪽
minelato andare attorno empla delia littera elie set ile
dere. mi ha deito ehe iaceus quanto poteva, percheli S . Cardinal aeeetiasse i invito di venite a R ma da sua Santita ma che aleuni vi mei teno im pedimento perche non laeesse que la risolutione, vo
euiatia ehe se iveste almenci tat lettere a tua San- si1 eon questo ordine, ehe si ventila ad impete nare; lci desideratia bene. ehe s finisse oves a materiadi M1ttim rari. prima ch et partisse. perche pratriano
s ima bene ine sati dopa sn tu is Conedici Gl; Ambasciat ii Franee si Veneida seetio insanis es Sim. Legati che non laseiassero fiampare ometiet negli alii dei ne illa roratioue di Monseri . III. or δ' Alisse. nella quale haveri nominato prima ii Re di s agna, ehe quello di Franeia, A Pisie gior no riem totio is medesino gl; oratori vetulis r havere is predet to Mosenot nominato prima iluea di Savma, ehe la Republiea Vener ana. ii dei te Montigor partando de ecisses mi degli heret ei. di lech essi non eranti inferiori in questa parte a Cath liei & disse filenne parole, per te quali veni va adeehlarate la eontinuatione det Cuneilivi, A per qualito si dici pare, vide ii habbia molliatti l citatione sua selitia in un modo deita pol 3 versamente. Pare che it Como desidet; ehe i Theologi diaehino publicamenae sopis te malet e deli' indulgen. I e fle dear alue, di s diee elle a tieriles a de lues Theologi h per Hemeae quelao da Sug. Legati
Onde per esset quella una mat a ehe a voletia eo
m . petehe non hiula scit se un altra volia simile Oecasione , 5 ehe peteth il Conte ne sta di mala voelia Mando a V s. illustris . rema de vciti di eos oro . ehe eontradisiarci nesta sessione, ehe giovedi mencin havere havnici impia non potem iiiviainlisa.
504쪽
li potesse 1perare di otimere dat a Santit, sim
eiunie nella nuova editione di San CIptuno di M. Paulo Manutio, essetidomi venulo alle mani uti em
ni adduite des Maestio Saen Palati, in disseis dierite parcite, monstrando che son Guste ea rediet
ta vadi inne di prolongare la speditione dei Con. Elio. ti s puci presuppetre. ree et'i non Aeeta que svi senta ordine des Re Cattolleo, ε eouae an si h detto che 1' intende per a. vis di Monsgnor Clivello ehe i Ministri di sua Maessa hinno Opi. nione ehe ii menare in luneo ii Cooeilio ita di sese viggio, pretendendo che ed servi per on stenti daritenet gli heresei che non saeclanci pegg;n contra Cattritiei: & h states denti. ehe aleues Theologi Mn-no satio Iu His me scritio te sopia la detis materia deli' indulgemre. Perti non satia se non hene a non laseiare pratiare alite materie in quella Sessione e la Riforma, di quello cte appartiene si Saet me . to dei Matrimoni tiset vato it primo opo degli
peret pare ehe fi liano laseiati intendete d alenni quando non ei sa alita diffitia se noti ehe i veperavi ectehino di potet dis ire de Benesii euras cte e nientandoli di questo non fiano per satali
s nano di renuntiate i lcit vese vadi a Glii scit
formato, che anco Paltro tale, M voluto av ver
Dee di eio, per istatio desta sua e stimet finehh .eneodos a quello possi Soa Sant is sit usat diligenis in ptendere informatione de la vita lorci s e inreso per lettere, ehe ha Monsa. di Como
vli voleva anco dare letiere, ehe fossero in et denra sua .
Ancorcte te eose si redivino in huon stato da ρο- tete spera e u fiae di questo benescito Conestis. noctis
505쪽
dimeno vedendo questi Prines, tanto eos rii, non sata se non bene a considerare gli impedimenti. chem ranno oppins, 5 pensare alle picivili ni, pereloe-ehe s se te dubitato ehe i Protellanti, o mollida toto ueni, o da allii habhlanci da mandate uva l-che ptoeniat te a protestate, eome intendono, ebe s
non δ' impedimenici. havendosi hora fauorevole Lo-reno. ne manehet anno anco at Re Cattolleo Oe- ea soni d impedimenti volenduit m si rare ee
l oro oe trono in quella materia de matrimonio. nella quale in quei e einque eongtessationi. elae si
scin salte hanna detis M. Prelam. Mons an te di laesela mi disse hieti. ehe li Sin. C,rdimii Lotena Et Madmeeio sono flati aggluitur alli Deputati da S g. Legati neli musa dei Parr area Gmmani Monsie: di viretho parta sabbato matri . ti ne triete cel Conte di Luna quale ameva parili si iu-fino Gioveta sera pet is pagira non parte prima, ehe
Sodomi stata portatu eopla det Canone propostodes Sia' Cardines di Lotetia, mi e parci mandar lene P alligata p a. Hieroeattina esta Cardinale and h a des nare e Monlig. Illustris. Motone per dis irete dei modod abbre .lare la sessione . ti per mei che ein L
506쪽
honore metretii fine, estendo is dilo taute te materie de Aetamenii de la risorma. Questi Sim. Legati hanno talis gratia a molli non sista mente pr curatori de Uest vi, ima ancora a Dot
mel, o I heologi de Principi, di metet initare incongregatione eenerale, di vanno di continuo allat-gando in dio la manu.
dar fucita se non quei ea, the potessero pastare erin ea eUntraditione: la sera pol egit si, inseme edi Conte di Luna, Gualeandra suori per un per Eo per havet eomm ita di negotiate sopra quesso me
Li S g . Leoti sabbato dripo pranso Deeto domandate si pleIaii deputari nella causa dei patriatea Grimani, a quali discleto Ie 1etitiure es latrandoli, che vi rolestero attendete & sarne presso relatione. Molii stiore; sonti s mion, va, che 'l Re C tholico dis nava di metiete Pinquisii ne a Milano ali' uaneta di Spaena eon polle per capra un Pre
Ialauris ebe quella Citia non pud spetare favore
astronde, che da sua sanista, & da let, non ho p tuto maneate s non metendo io piu in questo, cheptesar Dio di ti ictile. ehe quando pure si h
vene a ordinare nuovra Ttibunale desiunquisitione petia viein ta de tu hi institi. satia piu conveniente ches havesse a meiter per lei. e me Arctve se vo, cheeosa pateria mauco grave, di satia men dannosa in . quel mese.
LI Pietas Spastiuoli. a quali ii Conte di Luna
Vs. Illusisti. deve essere informata Gme ia Comee stato da gli Ambaseiatori prati leandriri per portare in iungi, la tis ima. 82 aee eehε domandasseti, ehe si et gestem deputati per te Nationi, iquali ve sero topta di ehe s havene a satia. eo me
ii Conte tento gli Λmbaseiatori. aeeloeehε unita. cardinalemente tieereastir ehe si hau esse a sat questa elotione de deputari per o ui Natione . t quali cons- derasseto sopis di che s havesse a ser la risorma; ma che non consentendo a questo nξ sua . DE Franees. finalmente si son quietati an is stli altri, fleehe s Conte gli ha tieereati meoru nel particolate de Theologi, petehe essi giuntamente laeessem instaneta ehe potessero disputare tuiti sopra te materie
de li aliti driami. ehe s son d seu nati di iratiare. 5 ehe in eici haveva moso gli Oratori imperiali
ehe ne Frances ne tui gli utilevano adhetire. si sono aneo ni questri aequimari. Et mi ha scis giuino appleura. ehe si Conte non ressa sodi satio d) aleianimp toli, si quali traitano in eoneedere p3il autorita, de pti, ilen alii Veseo,i: ti quella maliloa rae; nando se eo, etsi disse ehe portetiano pre iudietiocle esse di Sieisia. aseimandrami eiici ehe quantua se testa sed saltissimo di tuiti i euri di Risurina. θ ehe noti e per domandare ecisa alcem, e me ianus sors de is alis i. se ben e pri iterardare lam uiatione di quel Ie Nicile. che sono tu drata R1- forma. o petehe s dielitatino piu. mero petet, gli
mandaranno g usta mente, dicit omi. ehe te tispos ele danno tutie appatratam te. perche etale uno diloro ii in veta secondo i biso i de toto Regni. Appresili mi diiu d; haver fleevulo una sua is tela amotevolissima, ct ehe non eis hisogno. De dii ingratiatio ne di rie idalli eoia aleona. dieetidomidi volet rispondere a VS. Illusitissima: algiunae domi olite di quesici ehe exii eratoieeva pri mollera oni quanio ma necessistiti it fine di ς helio Con. eitio per set, itidi sua cantita. te quali non testato
modo si speditiano piis presto. ti finito di eires ta
507쪽
sopra una parte s dirase sopis ratira aeeellerando quanto piu ti potesse la sessione. laletando da partate eoa. che haut anno qualehe disieoli , A eou- eluderidoli quelle sole, ehe s troveranno in essere. pete hE ima questa se mone, quando a sua Santita non partae, ehe detraatre maiietis laseiate da tandas traitasse. altrimente elia milia e ii dare la sua ,
neditione finite ii Couellio. ti mi disse, ehe ici non inane1ssi di seriuere di tutio eit, a VS. Illustiti. Questo Deeretri de Clandestino Matrimonio. seome seristi m a VS. Illustris . Aelimente potWadate oceasione di qualche impedimento. perehe lu tavla s persevera, di da una parte & dali altra ineontrario volere. 1 aloni nostri eommesanci a ra- sicinate, ehe noesta materia presuppone dogma. Λehe non si puo stabilire sendoli e ntradetio da n labit numero di mantem eri satia un meitere un Il-tra di me lia in eampo. Et li Sige. Legati non hanna per ancora risoluto se deito deeteto si hi da stabilite ecime dogma, oveto potio relli expl Hella Ri- forma Ho lateso, che Lorena sa seri vere at Beset ne suo Segretatio, ehe Deia di trovat si in Roma Per tutio questo mea, intendendus peti, se sata salta la sessione.
u. . eleis a risormat i ea ni A Deereto hau evano Atto una nuova latina di fletici deereto, quale non praeeluia agit aliti deputati.
quet meteri huomini, che lavoranci alle miniere.
Mi ha desto it Musotto. ehe suci Datello gli hasetitio di Roma sopia la voee sparsa, ehe Lorma non vertebbe eom. Moriand in di ordine di v s. Illustiis, . a Atemni opera ehe vi venisse. Appieta
quando nnn vi scisse questo impedimento si hautia. no potuto leuare ehe essendo per la Hii partelii persone de Card nati, i quali non hanno pagatoniente per la sped licine, non si daria cieratione aniuno di poters dolete giussamente.
sero quel ehe loto patesse necessario per la detratis ema amne ehe s pinesse terminate e n universale scidissultione . a eui Mon signor illustriss M rone Hi posse. el, essi non eranci per are risentirui ' che intendevanti di procedere in eici e me ha- vexano Atto sn qui neste attre materie che ii eranci raitate . sopta di questo sutono dat una. ti r M-tra patie deite molle ecise , te quali lase o di seri. verte, petri penso ch eis Signori te ne datan particolat rugguastici. Furono aneci la meles nia mai.
erem di ea noni timimat; de Matrimonio. de qualine mando a V S. illustriss . la e la alligara sistima, ehe sopia it delio deeroci de elande tinci eidebbis essere eonat vellia, di melinetite eitea it pri. mo Canoue degli abuti doue ii tritia delia denunt ali ne, che si ha da fate publieamente in Chiesipet ii suturo Matrimonio te ire 1 3inenlehe tun et i ti sopia it teretri eam an ta nel quale si e eede di e ni abere it matrimonio in quarto grado
508쪽
ri Et questa minim ineola con ii S gg. Legati traitando seeo di e serite te rictis e. ehe hanno Bito gli Ambasciatori sopia i rapi delia tisorma, pet Gommodasta in quel modo . ehe i haut anno adat suom de sono testati quesia mattina a delinareeon Mons ot Illustria. Motone per traitarne dom
Per aneola non ho intela se hamo postri fine di ordinanti di ehe tisolutione hab, anci satis ellea it dire i voti sopia tuiti ci parte quando se ne data eo-pis . Is Sig. Cardinale di Lotevia ha meso gran χ-
delle sue dele ultimo, se baeis te mani.
Ane icte a Gate di Luna non factae alenda petitione nella risposta, etia cliede ai Opi di Rimrma, la quale nim eonte va se non osset vatisne in di
secentiato ehe P imperatore ita per sate instaneta aiptotellanti, ehe mandinci qu, proe nisi ti.
Da Mnn signor Cialonna ho intem ehe ita i deputati a risormare i canoni Et deeieici de Matrimonio i Ptelati talitamontani eranci d anim , ehe si metem tta i eanoni, ehe gli ordinarii potessero dispensare net east matrimoniali. & ehe se non elati Veseouo Legionen. ehe vi si oppose, ii cliten
Hlat mali'na s e mineto a far eongregatisne genetale fle a lite i voti sopia i canoni, de deereto ti- formato de Matrimonio. Et it d pD pranso i Pa-dri eoinineiatono meo a dite sopra i Canoni dea si abusi. de quali non havevano patiato la mairna. Gli Cratori Venellani secero legetere nella prima eon.' testat Gne una lor dimanda sopia la malletia des
gli impedimenti porta passate pet pio spedita mente .
Manedi ni Ambaseiatori imperiali surono dat sit.
ehe si sa deli' Indiee de libri non ii saeesse mentio. ne diuti reeessi delle Diete di Germania cte suronogia prohibite da paulo Quarto di fanta memoria
de m stratono sopia di ei una lettera dello Imperat re seritta gia de molli mes, dove sua Maesia Cesarea desidera. ehe non vi si metia manci . mosi ran. do, ehe saria on levate Ia pol illa di Germania, deun dare oecisione ehe quei Populi ehe eon tal legis gi s t gono non s potessero go vernare ne travvenite . Is sig. Cardinas Morone non ha poluto venire ne hien nε hoggl in congregatione per on po- eo di podagra, ehe gli ε soptagiunta, net testo iitroxa bene, di spera tra dui glomi potervi egere in- sieme eon gli altri S g. Legati. E venuici da nuci vo uti altici Comere mandato dati imperatore a suoi Ambaseiat fle s diee ehe sua Maelia Cesarea ti-eereheri in breve da Nostro S . t uso det Calice.
Quelli edie han delici fin qui son 39. Et ques ehe
ta inelusa pol ira te baeici humilissimamente te mani
Legati ordinarono at Setretario eia levasse quelle parale, meae Derias, della petitione degli alui Λmbaseiatori solerti.
si pro se questo deereto de elandestino matrimo nio, che porta va iam dubio di qualelie impedimen-m, de dopo Meota elie su finito di dite sopia laptima volia, te tepi ai ehe gia aleunt de nostri ha
questa strada, la quai ci dubitate. che non s possipol abieitate la sessione se non s laseia da parte ii
deerato o per altra via i sita. Legati non vi rim di ino, matrima mentecte i Ptelari Spagauoli pistimanno cieeasione di pariarnea lungo poene tuositi hanno eom metito sopia di questo a Hspcindere alie ragio, ni run detralato, on de pariandra Atei ,esecivo diplaga sopa il detreto. de dieendo. che re cecit reva un modo . ehe have a tuentiato questa controversa, ct che haveria abbreviato i voti de Padri, ii quale egit rauetebbe Milo se scisse ilato chsaia nato, tu ne ho auuetiitti subito ii Sig. C1rdinat M tone Meloehe ne to domandasti e pi liaile qual-che provisone prima cte i piati pro desurci ptu l-rae ne loro voti . li Sig. Card ml Malloeein hatenulo net suo voto ehe quelli matrimona Cland stini, non si devono irritate 5 si e assaiteatoeon mollers Ioni ει argomenii di disendete questa opinione de dopol privata nente ha detto . ehe in sessi ne uu te oppor si al deeret . Pare mehe ehe i Siat. Cardinali Varmiense Et Simoneta s sano laseiati intenderedi non
509쪽
Oua va attorno una serittura per quei cte si di-ee eel Generat La es contra it Deetem ript vando i latitatione, is quale ha dato oecasone ad aleunt di eontiadire in eongregatione.
ces dei porto d' Alva de Gratia oeeupato da inglesinon ho volato testate di setivere a v S. Illuistisi. di endole eoti essendos hiet dom pranso ragunati in easa det Sig. Cardinat Morone i Padii deputatinella rauci dei Patriarea Glimano sumno tuiti di patere. ehe quella sua lettera lasse in omnibus Casetolita, cinde gli Ambaseiviori Venetiani poch spe. dirotio sublici tin Cortiete a Venetia. Monsignor illustria. Mcit ne e liberato dati a podagra di quella matrina e venulo in Congregatione. eh e quanto possci dor per hora a V s. illuditiss. a cui baeio humilmente te mani.
o in eamino, per visitate ii Dura di Sella, sol
filaiono, ehe si s esse questa ecingi atione in naneti eh egri s patetisse, Mei che vi tostero tuiti a dii ii tot parere sopia quella sttera dei Patriarca I seeome serissi a VS. illustiis, . sutono tutii 4 o. pinione, ehe la lasse Cattolio & ehe non haveae in se eosa aleuna a cui non s eonvenisse la iniet. pietatione . the ' sodesto ha posto nella sua Ap
io a. septa di ehe is Sig. Cardinat di Lotena, NMadiueeio eon gli citi radii deputati asser marmodi havere partieimici eon si Theologi delle loro Nationi, i quali sentivano ii medesimo da Mosse. di
Segovia insu , .l quale. me ho intem da Mo fg. di Totiosa, diue, che pet essere stato chlamato quas Hr improu is , non hau a poluto e nsd rate bene it punio, di ehe un alita utilia se ne fossertoeteato hauria deito ii parer suo. Veneres mallina su portata la Mova at Sig. Cardinale di Loteuamenire era in congregatione, det Porto d)alva quati recuperato da Francesi: Onde ego Sianor Cardinalela Ree dite putaseamente a Padri. i quali tenden- done praetae a Dio ne secero segno d alleg terra. H dom pranso non ii seee conglegatione havendo i siqg. Legati presa quelPhora pet dare u- dicteta xl Cotile di Luna. Montia. paleotis E statoquelli giotni seu uolle dagli Ambaseiatnti di Fran. eia, spum. 6 Poti fallo, trauando eon loro d ae. com date aleone disti iti, ehe si haveuano ne ieapi di Risorma. della quale per hier mattina pol se ne d de si sodeiti eopia, petehe possino cons- ratia, & diano in istisito se hanno eosa aleana
da oppoisi, de quali rapi se ne sono peth ti servati
Mando a V S. Illustrissima eopla per ordine di quanto fi e traitato in quello Coneilio dat prine toehe Sua Santii a lo seee aptite s no at presente. & non maneheth eon ogni presterra di Ar eophare tulit gliarii publiel togati da Notatii conforme ali Ordine ehei ε piaeeluto dat mi per la sua pollio di via. non testando peio dI dirle ehe sendo questa una seri, iura da ei rea dugento rarie, non potro inviargillaeosa pressa. salo nondimeno o ni flitigeneta che VS rhabri quanio ptima. Honi ii soti falle due eon. gregationi at solito . di tuiti l Ptelaii ehe hanno . oelio fin hora son ς . quelli, ehe hanno applovato ii deermo eitea oo. gli alui che hanno eontradettoe rea 3o. & tre ehe noa s scitio dechiatati aperta. inente, di s liene ehe ei sata mea differeneta dellaptima volta.
spagna eon lete te di xxi. di Gillio . Ne hs uendo
U S g. Lexati restar ono di sat congregatione hieri dom pranso per patiate at Conie di Luna ct have ano disse nato di datii liqvula sopra oues che eali haveva seruio di loto a Sus Santita. 1 aDon Lulgi d Auila. di modo che non potesse negare che non sosse st to mal insui malo delle eos eh'eoli haveva seritio . o ehe non misero hugie. Ma navendo pol eonsiderato ehe non era opportuno at presente di dille eosa, eho Porsendesse. Onde exti potesse mendere oecasione di traversare, liceo me in questa matella di R;forma, ehe in breve si ha da iraitare poteva sar setv-gio θ disturbo , d terminat otio di partus piaceucit mente se me fecero , attendendo solamente a giussi fieatii dea rationi loro, o molatarii, ehe scin picie uil matura mente di eonfiderarimente seneta passione. o partialit 1 H- eum. non havendo vitta mira, cte 'i servigio 4 Id
dio, dieendo, ehe niunci poteva doleis di loro .cte ait scisse stato impedito la liberta det dire, nE, . . M . per quelehe intendo taὶ disreseto a particolare di co- . . n. ehe egit havese selliis di loro, sta solo s e- . purae siesero a distoriise quanto sosse ne ratio in questi lari diteinpi attendere alia spedietione det Concilio . mo- stando di non dubitar punio, ehe la mente det ReCaitolio non scisse inelinata a quello, & ehe eglinon solis per adopetalli a quello fine. ii Contelasti,ndo da patie lutit gli aliti pati;ecitati diile. chenon pore va credere ehe s sosse salta eosa index da loro Sige. 1liuit fissimi restando assai quieto; ma
gluna it Conte, ehe in quelle eonat attoni, che si et o sane ei eratio stati ouasi tuiti italiani, μυιὰ
selatori Eeelesias iei di qualsu lia Natione vi erano inita venuit, ti ecli ii intimente quando nou in1Ie
510쪽
eta perditi egit viaeva. ehe non ad altro fine stir M. f. tentava di meitere in eoΛbo se la Chiel, ha potest nvia pol. d irritate . quale e ehiari Simo. se non perchetratiandrisi questo articulo rei via di Dogma s venisse ad impedῖte a ordinatione di de to Decreto ;Nel fine mi det suo raue ramento s allareth a m
vate eon morte iustioni. che 'vel a malet a tioneta e non si doriva traitare eo De Doema, de ne la
tito. che i Theologi Frances tenesmo opinione ehe la ChIesa non potese irritate I matrimoni) elati-demni ml ha suto dimandate ii Theologo Ami. eo, it quai mi ha detio ehe havendo it Caidinaldi Lotena domandato a questi di passati ai Them ogi Franees it loro parete sona di questo, effsutono tulit δ' opinione ehe la latea gli potesse idi
sero tuni gil aliti dat Theologo De laine es in suoti ii quat temih ehe s doves sero sititare tuiti. Quella
sera dram la congregatione ii s reto a mim e ve-
dente mente, non mi par necessatio di metret si a ri-
rena a pranso con Mons ore Illustria Motone per trauare se ci sopra detra Risorma, ta risoluto
domi da sigq. Leeati di sarne dat suora eopea d ma ni a i Pades. De sodetii rapi se ne son laseia iiset da rarte . ne quasi testino aneota Male disse ita
