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ripoderite Pioppe. PerroSlio producina troppa, o Srappolo, tutio unito at modo i Pigna,grande pero,che da via liuomo bertaerboruto, e forte appena una, o due potano ortarsi,e la chlamano, Cachio ; Gii acini at- uppati,de quali e composto, si dico no: Em-a, che duri con forma de' Dattili,battuli, esti, a fora a d 'aeque calde, spargono il lico-
i dei nostro, ed Θ per sua natural proprietaeddo. I 'istesta Palma con seconda prodi-ilita in vita quei Naturali ad asstendere nel- sua sommita con via cerchio , ed a sbeuar r il suo vino, quando comparendole tra te glia quasi via fiore, se te taglia , eleSatiui
in toruo alia fronda capacissima aucca , no λta da loro, Capassos, vi fauno stillare Phu- re desiderato,qua 'o blanco,come ii Stero.
te ali'ubriacheaeta riduce. Passato it tera olno operistitissimo aceto; Scorso it quarto,
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putrefatio, marciste in mani era, che per cosverun a non sertae. Et dominato dat naturali
suo caldo, benche sit natio d'una planta me dema, produltrice in sieme det rogito, quat'freddo,e questo si congela come butiro. Troia ali sorte di vino,ch'e fresco,originat da alte specie di palma, chlamato, Embet tae net modo iste lib si rac cogite, diffonde doline non dimeno in maggior abbon danaa, staldo plantata nelle riuiere de'fiumi,e non altr ue. ii tronco dice si Matome. Ne' Paesi, oue tali Palme per il vino no inas cono , non vi mancano altri modi diu ei
Per procurar selo : Mettono ii grano d in dian eli'ac qua a putrefarii, sin coine fac clamo ndet frumento per cacciariae 1'amido , quat ip0i pesto, ripa fato con panno, ben sbat tuti ed in vasi riposto,ottenulo it nome di Gualtseriga schisamento si beue; Altre Palme, de te, Tamara, vi germo gliano, che portando Ualtili a guis a d'Oliue,d'esse per ore: nars 'impadronis cono te Simie: ed attre, che rQmando li frutti simili alle pathe, deite da n di fatio, s. paratamente infit Zate, hanno a Uriel duro ; ma appo di loro spotueri aetate, tac compagnate coi dente d'Engalla, o Pori
te luaggio, e cordiale, e perfetto , chlamat
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La Palma, paragonata a quella di Mato lea e pure non e la medelima,offce te fila, ca-ate dat te suefoglia,per tesserire ii panni. De' imi chlamati, bordoni,per esier forti, senZ adi, leggieri, lisci, e di merauiglioso lauoro, : ne servono li Signori, e sopra tuiti li Biarn ii per comporne te reti da far viaggi, e de 'ccioli per ergeriae mura, cd ais date hamitationi. Il Ma bocche, Albero dona li suo i frutti, ut di Gguali ait 'Arancio, ben rotundi, erici, di cor teccia duri , che da giochi didie, in degni non si renderet, bero des est cr- csci ii ii: racchitide entro di se ii grani, co- ' melis granato, in a pero pili confiui; e silette uole pene Ibr fresco, ed agretto, clii or din arto termina la sua frescheZZa, rac' iusta fra te peno se arsure des lari de bocche febricitanti. si' di duplicata specie, ii mag-uc,e t minore, it secondo quanto e it mino-aella piceiole ZZa , tanto e di perfeltisa
ggiore la sua isquisitegra. u Donno fa pompa det suo pregio ne ii
scorZata cortrecta ,hauendo quella franga, e saporea guisa di odorosa Cannella. Ne ammetiendo it Pae se net terre si re suo
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L'Aliconde e Albero senZa proportio adorande, lentro la di cui concauita dei troiacvi pongono ii pili delle volte ii porci perfresco, hau edo la maggior partς d em lape ture di basio ; il suo stulto e at paci di Zucolo stipite colla si osse reta d' via de to tutio via forme,e da quat ro,o cinque palmi lungui sper altro possono seruir sisne , che per vaso, fasco; della cor teccia ben bat tuta , e filata in vece di lino adoprasi, su perando la forte et a dei nostro , e la durabit gasii rdia deli. Canape si est . Di Bambacc te ne raccogito copia,e ii luoi arbos celli con volo araria geminatione da se mede simi at pili vi pullulat non dissu guali a permi,ed herbe dat Mantu
Arbore inoxius alibi, Atque imuista vir g Gramina. Ureg. 3. G ori Vcf. J7ε Intermesse te tante piante diuerte, ς distremi fruiti di minor conssideratione : pQ breuita, non tralasciaro di scri uere d alcuper la loro virili molio stamari, si δ
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la radice, ridotii in polite , sono ottimi perigar il dolore de 'fianchi, i 'aren nolle, di pie a , e simili : tu ita volta it frutio, ch d alta , hianda eon si inite,effer piu esticace s 'osse rua; on de aulaiene, che in queste parti non v'hal morbo it dominio; l'altro θ il Chisecco, te fatio anche in polue , mescolato corta qua, val contro te febri; applicato alia fr6,5 alle templa deli 'insermo in che non sua sca, ne perda it serino. It Chi congo, Albe- simit mente,non si mostra scarsiodi virtuosa inra , per esser attissimo alle purgationi dei immani corpi,
a; questo e via ibio, che in sicine, in sieme in a parte e prodiittore dei veleno, od in v ra det conixa veleno; Au uel enato tal uno,
i veleno fu di legno , o si ulto, non pubi arsi altro contrario per curario, che det
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ci; Per il vi aggio di Singa, s'in contra it vias dante in boschi grandi, e grandissime selud'aranci , detii con .commune vocabulo :Pol togallo; ma questi de' quali si E partachia mansi da gli habitanti, Aranci della Cina,di corteccia sottili,e caldi di natura. Afferma ii nostro Vecchio Fr. Leonarpili volte nominato, e di tali pae si per pili, pili anni habitatore cantato, d 'hauerui viile piante di Storace,Belgo ino, e Cassent, chpresso de' Neri non stanno in strina alcula Circa det Pepe, altro non posso ad turre , snon che assalito vn'giorno da graue dolos di flato, diis ad vn Nobile Nero, se hau eu
spose, portando mi , toto,come, e da doue procacciaxo i ha ureplico,che certi prende uanto ne'bolchi rira dei Conta do. E' vero , ne pud negarii serui la varieta delle cose buone; ma perntiauerne la totai cognitione , men possc proget arte con la d Ouuta estimatione.
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der suole a diuersi altri volatili, nascendo- ancora deli'Aquile, che per non diiungar- dat vero,non so se siano delle Maestose,i'ali. Pappagalli di pui specie, differenti peda quei det Brasile. Li Corui ne i petio, et e spalle, sono blanchi,nel rimanente negri milliana a de' nostri. De' Pelicani ancor la via di Singa se ne veggono ,' sola di co-negro, e net petio gli aggluia se la comunis dre natura via romo carnu me at pari diu lo,che t 'istes a n'adorno it collo dei Gal-l'India . Che sit questo ii vero Pelicanoche negro,o it blanco, secondo uniuersala te si pinge,che al dir de' Na tural i, squaridosi coi costro ii petio, vivifica, mediante oprio sangue ii suoi cari pulcini,doppo torni e st in ii ; son mostdc per non hau eruto de'biachi ad inde terminato lasciario. di cs.sco da Paula , mio compagno tissimo 'pec piu lunga dimora delle cose ibili det Paele , confessia d'hauer v edulo da stiada istesItidi Singa alc uni uccelli
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testando ii Neri esser tal data Ea d alia natu insegnatali , lo spinse a fer mar tui con qtche di moranda i I pie de, per ammiraria, e Altri vccelli pur blanchissimi vi si trou:
con pium e sopra i a coda, lato candide, prgiate,e fine, che comprate a caro preZZO i Blanchi , se ne seruo no te Signore Dolquasi di gio tellato monile per adornam petio. De' vari j viventi aerei, perche molio no te specie,per non molio est eniter mi in ei sicarii tuiti,ti taccio, e dis metto. In torno at formarsi i uidi da volatili,oluat, che li piccioli, come te Pasiare, ed a augellet ii negri, ii testina o in forma di paretii con fila , o ne ruet ii delle frondi di sma , che sis ossi col becco, inti eri li tisai volo, ed ali' albero di segnato se ii condino, fac en doli in modo,che pendenti da qltro dita in circa dat ramo, post ano da vquasi culle di bam bini sua tremente aguDalli pili grandi, e grosset ii si compoag
