Breue, e succinta relatione del viaggio nel regno di Congo nell' Africa meridionale,

발행: 1692년

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ioi eiset tu arsi , per non esserui altro nego-I ve dita,che ii baratio di questit e degli ij. Tutta uolta applicassimo te nostre de-forae in ottener, che almen o alienati: ro da simit compra gli detii Eretici , cipalmente gi In glesi, che portandoli al-arbatas, loro conquiste, e tota linente d2: in fette, ancora in fet te, ed ammorbat

e sarebbero quelle potiere anime da illa iten Za commune, a quali di minor dannorii ebbe, quando in Inghil terra si tral por- .ro. Si se da me legger la lettera dat Si-r Conterua Zi via gloria o di festa la palesai

I polo , a iaci tendoli con calde e fortationia auer compassione uot mente mira, c rim

do a tanti miseri,ed infelici compatrioli, ii per picciolo interesse, e poche ZZa d'indigia, fra te mani peruerse degl'Eretici si leuanos allegando di pili attre ragioni, 'ndo , che se la necessita mercantile ligetia a mantenere tal trassico,ti vende me t manco per minor male, a gli Olandest,endo cos oro maneggeuole contratio co' igliani, o pur tributario impi ego di do-trasseri r in Cadice tanti Schi aut in oga' a ; ed in tal inani era quei, che la propriainrti miserabit mente Perdono, non rimar

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rebbero anche detranime infelice mente sditori, di morando si 1 Cariotici. Si prosit maneggio co' Portogi est, ma suani peruerse ragioni,addotte da Negri : la prima politica, non volendo,che vi possessero ,e st

per non motiuarii a vedere armi, e moniti,

La teret a perche danno questi la meta mdel valore, che vale, e s' appreZZa lo schia E per tali cause in simit materia non lislion o ne sentireme assentirii ne i Contad Era trascorso via' anno, ne natae,5 altra ite di hegno vi comparitia ; ed eccone vi)4alesie,la prima che vid desi; auulsa j ii Conche s 'ella vera mente fu sse Inglei , sit vie se lo sbarco, se condo it nostro applantato spo semi di si, intendendo forse entro se lso, he t 'hauerebbe accollo a fine de ' suoi

teressi, e per la paga, da se sperata da quc per ii pagamento da lui aspellato da sditi con vn xanto per schiatio; doppo is cui do si volex proued ei si di monitioni d inimine di tre gloriat sarcbbe mandata via, . daquei Pacque cacciata . Passo rono li trealtri, ne d aua segno, no che minimo cenos alpare. Mi accade d' ndar ad abboccas

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trar in sua casse, vid di duc Iuglesi, non sa-do,che fac rata di mora in queli 'habitatio-timandoli di moranti ne i lor solito posto; ederint si riti rorno dentro;ed io riuoltant pie de at di fu ora, net volt ar della casse, ii mo una pistolata,che qtiant sique fusId icino, non colpi per gratia det Sigdor ;o emere fuste stata a terrore. I Die di par- l P trone degli honori da gl Inple reuuti, ne t*mpoco si in osse a lamentaron esset . It di teguonte veniae ii Capi-d Vlla Naue, per piti tosto assaltar mi, cliearmi, dicendo ' quat autor ita ulinduce arria natione In glςsς dei contra tiar pi Dicito Porto Replicat e star conueniati col te, C POpolo, che ad Eretici fu Orchoaui , Ogn'altra cosa si vendesse, Che Ere

da nae rispo sto non esser mai l 'intentione Duca , che li schi aut Christiani si com- ero , e che essi in queste parti veni ecro, solo per negotiare , ma men O per depre- , ed a suis inare , sin come se i anno p issa -i'altro Capitan'In glesu, qttat terminati li

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ros Retatione dei Viagiis

suoi contraiti,e maneggi,calato a terra,dmano at sacchegeio d'alciani pa est , portala Gente in schia uitudine,restato morio, irito it rimanente, dei che non haue rei celdi render consa petiole PEccellentissimachessa, nostra Dama d 'Italia, accibi 'est

bit ri putatione det Iorch non fusis e vilis e dis preggiata, e li delinquenti pro uasse giusio calligo di si giustissimo Duca . Ilpita no com incio a gri dare in sua dis esse ,

sando eoi mandar in alto te sue voci, butterra te mi e ragioni ; e se non m'eran fativoli quelli, che vi ac cor sero, non s5 chsarebbe occorso : ricon obbi bensi essentientione de' Neri, come in altra occasdiro. Mandat a dir at Conte, che non baia perta la Chiesa, sin 'a tanto, che non si pasero gli Eretici di S.Chi esse ne mici. Vedequello la mi a sode ZZa stabile , ed intensollecitar la parte laeta degli Eretici, venrit sotiar mi, e dentro la stanga se en trare con coit Pila in pugno, qua tiro dita his reguaina, quat sedulo in terra, tencua con Vnnano ii manico,e coli'altra it fodero. Pertendimento di ci6,e da sapersi,che quan Conte clatra a partar con no i, non e periss a clii si sta renti arui, ecce ito I Interpre

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aecessaria occor reneta cercasse di far re alc uno , conssirine l' interprete stes , mpre genufles . Die egit principio cooaccenti a manifestarini , che stando cintiemici , ed emo, ed ii suo popolo voleano edersi d 'armi, e monitioni da guerra per rhe improuiso,e repentino assalto,e con indo dalle risiposte, che io gli da uo, la fabilita, in osse te labbra ad improperarmia in accie, per far isperienna, se col fusco sol furiosi rim proueri,potesse rEder mol-mia dure Zeta. Aleatomi in piedi, e cor 'efficacia, che in tali auueni menti suolotinistrare a suoi serui it Clelo, animan-

colle parole di Balaam , de ite a Ba-Vunquis loqui potero aliud nisi quod Deus

issi : u fine, clie m'introdusse in quest iu l'unico seruiggio di Dio, e la salut ossimi , ali acquisio delia quale sonoato ,e per l'ademptimento d'vn tal obli-fiue , non posso non affati carmi ne I ri-ere Ι'Anime dat posses di Luciferoadendo ii sic hiaui, comprati da gli Ere-lenaa tanta stima di vita , che quando seguirio mi lasse tolla, non mancarebbe

rema Mileticordia det Re sempiterno Per

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Σo8 Relatione det Viaggio

per morte si breue,vivificarmela eternate net Clelo.Pensi dunque, o Signor Coche tra se deli arrollato, deue usar ogndi fedella verso it nostro Saluatore, e Lis do uendo, e potendo, non il fara, nonia destra Diuina per puniria in vita, emorte, se ne stara. Trouando mi in tal p inostrai voler portarmi atquanto suo rastanaa,oue glaceua gran calca di Genteri uolta la sua natural negre aga in pagi allore net volto, traiienen domi colliprie mani, proruppe : Senta Padre te mgioni, e pose si a sedere di nu otio in terr: sti d'vn legno suor della casa doppo aliscorsi. In somma pure conturbato partissibottando, e dicendo , che tui era it caquella Christianita , e che Io senga lui

pote uo, ne in cos alc una valetio , nξ abat te Zgare via figli uolo. Penetri col cu

scisma d'Enrico Ottauo Re d'Inghiltergri stelli suo i accenti son manifesti segesser ella, controgni do uere , d alia partgringi est. Ero ne i principio dei raggmento agitato dalla febre, quai passan corscio alc uni siorni seneta replicarmi.

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l Conte da stiχga, dis degnoso se bando ad

e tre di nolle per tutia la Ban Za , cheniu-rdisse d an dare alla Chi esse , seneta impo-ii pero sorte alc una di pena : la gente tiosi di Dio non ne se conto , ed io per audacia, it dichiarai scommunicato corta, Olone nelle porte delle Chie se, e quelloci con t 'autor ita de trillustrisse. Vesco uolgota per hauerint coti cesso, per sua cor , la sua autorita. Ibi schi aut delia nostrata: sa, quando bibognatiano,non potetio ha-; angi gi iste si figlivoli, destinati pergio die aia , eran fuggiti, hau uto forse colo det Padrone a maggior mi a mortione. Volle it Clelo,mentre io putato non mouetio dat buon fine preteso,che com- e via 'altra Naue olande se; ait 'arriuo divesanero da me ii Secretario dei Coni ,3 pitano dei Legno, per prender,giusta ilda bene littione it che non Ingle se; tierita di edi, e con tal meZo s'estinfero: se fiam me di tanto furore contro di me;

a uano mantici de magia i ,e stre goni, cheantinuo sociando con te maligne loroa,anda uan promulgando,che io l'impe- contiatii, accio stando essi sprouisti, po

tes ἀν

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zio Relatione dei Viaggio

tessero pili coisnmodamento li Portos m uouerit guerra . I 'approdar di questa cagi 5 la parten Za deli altra , quale irmine di gloriai tredici si s brigo, conducessi cento venti schiam , i . o is . perd deliado, affer mando che gli altri l'erano sta

Gentili venis uti. Incontrando mi l'occasione d 'auti ilsuccesso al inio P. Superiorc net Regno ego la, furono per centro dei Conte impete lettere, it che da me antela isto, ne colas una ad via Negro con secrete ZZa, havenali re due in uia te publica mente a Bianctitre si, rattentate; scrisse anche ii Cote stes Vesco uomedesimo di Loanda, notificat non volersi da me ministrare ii Sagrames tener rinchiusa la Chie ia , senZa moticagione ver una , con a s seri re di pili, ciliaue uo in publica Clites a sententiato a te ii Siregoni: PIllustrissimo Prelato, ne cui candidissima mente sta ia a no semprert,e noti li portamenti de'Neri, non soliti sis posse,ina dis se a quel inio Superiore venisse tui in persona per mio a tuto,

forme esse gui, conducendo via altio cogno, lico it P. Benedetto da belli ederem aggiormente alutar mi. Ma che auuel

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ccarsi,e stddersi sin'a queste, vi s'introdus o i qui vo morbo si pestilente di Besticas,e, o moruigiloni, at nostro idioma , chiti, e molli ne mori vano it gloria o . Cono-

o dat popolo la mortalita esser euidentego, delle Sitistissitne vende ite di Dio , ligregati, ed attre genti, come persone piuii portorno auanti la faecia dei Patron , an dolo a rauu edersi dei commesso errOltri me te olir'il castigo Diuino, tumuI- farebbesi solleuato it popolo contro dii spolieli, mat effer il suo retto intento di nar male ad alcutio; anes la prohibί- fatia dei non enti ar in Chiesa, esseriolo per impaurire ii Mi 'ionario, e chei sterio punio si farebbe leuato i 'ordine, elace. Non di cio contenti li Congregati, plicarono, che non volentano mori re da e , ma da veri christiani, e che si presena piedi di chi spe ita ua per dimandarii ilano : l' dem, tosto, e se 5 per finezaa,6ltro fine, te sequenti dis nostrationi . FE

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2i 2 Relatione det mamio

rrivoelio dire, rutti vasti, e Salanti, elamente iuccinio con vn panno, scalec corona di spine in testa , vn Crocisisso manj,e grossa fune di naue at collo, e pito a terra auanti la porta det nostr'Oimi richiede perdona naa di quanto malte operato haueua; solo scusandosi d' errato per impatienaa, it chς ita u/prcssedisserto con ogni sorte di penixς0η raccordas di Dauid ii Regio, quat fallo item nisericordia, nuia dct ςςian mai da se id dio li peccatori verament

miliati, e pentiti. Cor contritum,et bumsi

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