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ge con mera itiglia a terra finissima lache seta pili presto farebbe degna chias , habilissina per formariae i pium acciti l citi det rinficimi, essendo deliciosa tui ε
tolle, delicata, e fresca. . e Galline se luaggie , che In altro tuo go apportate , qui te ram memoro , emendo,
e dissi, di miglior vagherga, ed es qui si- a delle domestiche : ristes assermo dei ,rnici, si miglietioli alle nostre ; ma deli'-e detrali re poco , o nulla curandosi, par
ente,o di rado ne prendono. Hi te tante diuersita de' pennati aeri; , cheaesto clima eliopico sit trotiano,parilem i,e inco parra ad altri,il pili commendabi- aggra deuote, vn solo uccellino dilecte, e vago atrocchio di chi lo mira, e diagheaza,e dilerto di chi neI cantare Ua- , mentionato con non pochi en comis nostro Padre Cauazzi neu' I orica δε - ne lib. I. pagoo.ns . I 33. Fidelissimo
Ionio,e di ve duta,e di vili ο;ξ egii nella ι dei Passaro solitario, at primo suu ard lato di negro cum pare,e se attenda menteasidera, non differente dat Pagauro si fa e. At far det glorno in comincia co sotui accenti a formar il suo canto, pic fi
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rendo con armonio sis, e quasi perlattamearticolata voce ii nome di Giesti ChrGiesti Christo: che at replicar si con cantconsonan Ze da molli d 'essi, concorde evniti,degna si rende tal pili Celeste , cherena melodia d'esser con sommo stupore mirata, e degnissima deli'esser da tuiti sitiuat mente contemptata ; al veder comedali irragioneuoli creature sonoquellet tile sche nationi a confessar ii vero Dio Creatore incitate. I 'incita it Clelo collistelle,formando sotio tal zona la sua crocda pili descritia, e da noi riguardata ; gl'tano ii monti, tenendo,come si disse ne ilisbalete , e rupi scolpita, seneta saper da chsegno delia Croce: Gl'incita la terra, ii sedo ne'suoi frutti,c6forme si rede neti 'addNicem,l'imagine det Crocili illa ; ed ii ovenerabit deli'istes sio da gli augelletti si niper risu egliarii ad adorario, se li manifes
promulga; voci e canti in vero prodigiosam mirabili, ma negl'oscuri citori degli iscati Gentili non penetrabili,rispello albcita delle menti, edostinata durerras
Merauiglioso, non pud negat si e ivolatile nella Calabria , giusta H Npp
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l Padre nostro Cropaui. Calabrallustr. chen pone ii suo canto con questi chiari detii: dritto, va dritto ; attretanto polrebbe ac ister la mera uigila via' vccillo di cotestigiat, e particolarmente in quello di Ma-aba,Oue scotrendo per te campagne ii vi 1-iti,gli fa. sentire con sonori concenti: Uui, vulchi, che significa in idioma de' Neri: le, mele, e saltellando da planta in planta,
ast in queli 'albero, in cui risi e de ii cuppo, i pile dei mele,accio fugate rapi,si racco Lia passaggieri, ed esto deli 'auati nature si
ea. M a succede tal'hora, come se uent
lene, che al gridar deli vccello, d oppo loarimento di cibo si suatie, at contrario disone,quando dat forte,e siero Lione cario 'lce det mete: De oowedente exivit cibus, rti egressa es dulcedo. Iudi c. I . c. I . vi sits otio ad cun Lione, ed in vece di trai ri
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iij, origine di tante loro mercantie ; de qucome notissimi I tuiti,non mi iratiεgo a nrarne,bastandomi solo pales aril modo ,e strage mi, vsati neli,cciderii. Menir saniagra copia questi sorti animali,tulti, ed unimente neIle Campagne , it Cacciatoregendo , o leta mando tutio ii suo cori' sterco de gl'istessi , s in dringa con una lanie cautamen te intromesso si fra la moltitune,e passando snello solio Ia panga deli 'illsi, ne ferisce tar uno, vibrandoli una sielanciata solio lla recchio , e net mede si
camino,auanti che la bestia si volti, per vdicarsi deli vccisore; G si altri,al sentir fors mal'odore de proprii esse rementi, stimaresser lor figIi uolo, non si natio uono a nuocto; altrimente,possedendo la velocita nel crere, si praggiungendolo in vn subito, o ccla tromba, o co' denti lo sbrana rebbero. faccadesse all'Elefante,6 per questo, o perero ouento di seguitare alcuno, i I persegui
eo con veloce carriera,attrauersando piu vie per altro sentiem,scam para la vita. Casto a terra,e partiti si ii compagni det mort mente ferito,si gode valoroso delia caccia Ulla Preda contento. Sogitono cell'ossa d
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gambe farne vn distillato at Sole, che per, o otio gloriai non contie ne la requisita rkitione, conforme acquista di pol, scorso tempo,e si ripone ne' vasi , sendo mirabile l'asma, sciatica, ed altri freddi dolori. Lili delia coda a caro preZZo si vendono , ri filo alla loro forte ἔκ a. Parte de' Gentili, ne ii Giaghi, non dico format mente, ma isi gli adorano; po iche morendo alcun ca fra esst , 5 Signore conseruano per uiuais moria dei desolato una tal coda , ed om ς si , e inierenti bono reuol mente la preno . Ed a tal fine essercitano la mede a caecia, per predarii sola mente la coda, iden dola con ta gliente ferro in via solyo, ed in terra lasci an dola , per dar luo-
illa fuga , ri tornandotii appresse con ognicommodo a pigliarseia : n E si curano, perrii la coda baste uole, te no cade, e resta. via bestia. In seruir si delia eoda, per cosa su- titiosa, si ha da recidere all'Elefante vivo,
ut ii et Conta do non vi albergano anima-roci, come Tigri, Lupi, o Lioni,de' qualicua e senti l 'alire cotrade, e luoghi di quin
egioni. En tradouene non dimen o aicu nos
iida cui si vede, porta presto at Gouerna-
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tore,d Mani di quella Terra. 'auiso, dat qusi da immntinente ii tocco di guerra,e coalnato it popolo, si va unita mente, per farne ccia ne 'boschi : Se la fiera e Tigre , procura ad Ogni lor potere,che con grida, tam buri piu itro menti, esca in campagna l 'animales ridando ad alta voce tuiti, lanciali conrore vir solo per fissi teggiaria, tenendo lo sto di pelle d'Addante, non tanto duro, e fle, quanto pili legἶiero, ed at maneggiarii facile, stringendo audace colla destra , sode ben afflata cola ella salta per Ogni parte Tigre in torno at Predatore, per afferradi unque si puo; si difende brata ames te qnto,sacendo,che batta sem pre alio scuto qsla,che alia fine dando via fallo, per aisaltat se te troia cano quasi in volo i pie di dat Ccia toro; basta che it primo pie de resti rotis offuso,che la caccia si e terminata, e la pre
con vantamento commune S'e ottenula.
I Lioni reali, cosi chlamati, da reali si portano, non offendendo alcuno, se non qualch'accidente,come alla Regia genero
αμῆ quisque est maior,si est placabilis i
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E Miles motus mens generosa cuit. Dio guardi Ogn 'uno dalli non veraci, O tardi , che praui d'ogni temen Za di morte, coZZano intrepidi, ed alla cieca inue-
poratura , colla coda tutia riuolta di sis, vanno in tanto numero in si eine, che iii illi che caccia abbati uti si, o si a Tigre, Lio-Elefante, e che si voglia , seli danno ad- sio senZa riguardo alcuno, sin che lacerati, orti ii lascino per diuorarii, contenta, cliel a strag se di molli, a molti di loro stes, si perdoni dalia voraci th loro rabiosa ad ol contrario la vita: E' accaduto pero, a ni uno de 'popoli habbi an apportato dist, offesa; a 6 si sperimenta cosi ne 'Luphcheil contrario, e per ordinario, sono aisai tili; benche in certi paesi, come Bamba, edi si an o non poco feroci, & astuti ; anai liii delia Prouincia di Bamba sono astutiae te Volpe d 'Europa ; & emendo te murae case composte di foglia di palme, et Iiit Ono scauare con destre χχa la terra dira, facendo la caua sino a intrar denti O, uando adorinentata la gente l'amma Z
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sera una donna cucinando u lati stig casa;
volere an dare pigii r legna via poco dilito da quella , it Lupo entro dentro la state si pote a gi cer vicino at suo figli uolo, cstaua dormendo ; la madre volendo dare mangi re ali' istesso figli uolo , in vece vedere it proprio pargoletato, scors ς it Liquale vedendosi scoperto,suggi. In qualch e congiolitura di ς accia visatta anche presse desii liuom inite femine uaggi : E che sis vero, mi disse Fr, Leonas
ebe pochi anni /ugiati la mi a vς nuta n'erato donato qui uno ad via nostro Padre, quale tu di nuouo res lato at Goueri alide' Portogli est nella Citta di Loanda. De Sinite in pili specie se ne vegg0no,ς Omς tima moni, e sono te piis grandi ; certe qu. vn Gallo di variati colori, ed attre piuciole, hau endo pero tuite la coda pili turdel proprio corpo . C pre, e Caprioli selisi,etiandio Cigngli vi di morano, inclusi iaccolli dat te loro foreste, e sem pre lesti ruerubbero, 'u ndo mediante la caccia, predarii volessero. Le Capre domesticio a di tanta fec0adjti dati a natura do ache coli unico parto ire,ed alle volte quJca pretii partoris cono.
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Le Pecore non producono lane,ina peliin Eoro massebi sola D niti di natural armatura
te corna, e me no contengono tanta seconi, quanto te capre i ta carne caprina e in lior stima, che la pecorina;dal che si mu no a far li Castrati di Capretii, e non d' elli a nostro vis. De' Serpenti non vi si ri-ὶOsce penuria ; Le Copras sono delligia Me ved uti; ii veleno de' quali d nello spu-che diretia mente, quantulaque di iungi, sinanda ne Sti occhi , cagionando dolorirbissimi, in mani era , che se non si trOuaianta qualche donna,che habbia it latte, a lo stilli sit te luci auuelena te deli'offeso,atro, che restarebbe at tutio cieco. Questi unguo ram pecanti di giorno, e di noti , Π lmente per te case , ritro uandosene in ii lii Ogον, liri, conforme mi dissero, si scorgono in si deii natione me dema,che molestati, si Digono in via tratio in torno at corpo dilch'huomo infortunato , che por sua di xia inauedula mente vi flabbatie ἰ e per-xi ei ς quasi adunco, e lagitente acci aio 'est emita delia coda, per istinio di natu e l'asfiggς in mezo dello stomaco,e rima
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condurre seco, classe uno vneoltello, ed ac
dendo i 'assalto delia ram pante bestiada didono per me Zo,e la vita si salvano. Passamone a ragii agit pili memorabili, ri leuanti. Fra tanti animali si fieri ,e vel enibistae,non si mirano pili nocivi e molest clgli hia omini steri, assai piu feroci, e pleni veleno; E tali sono gli Eretici Caluinisti , imici della Santa Chies a Romana, che dotque pagano, vomitano ii dan nevole, ed erical tossico dat te lor bocche sacrileghe; e stra argo mentarii da quel che si egue, per dio si intestino verso de' Cattolici. Nen' arsecondo delia mi a Missione,rima si solo,1 csa , che ii P. Giuioppe Maria da Busseto, is
compagno, per la morte dei P. Prefello es subentiato nella Pre fiet tura , e trattenel
strissimo, e Reuerendissimo Mon signor C scri illa da parte delia Sacra CongregatiolIamentandosi, che ancora persistetia ne ligno di Congo rabomineuol, e perniciosimo abuso di vendere li Schiaui, in assim arte Christiani,ali Eretici; per tanto ci e sortia far quanto ei fusse possibile, per togli via , e disti uggerio ἰ it che pare ua non pi
