Breue, e succinta relatione del viaggio nel regno di Congo nell' Africa meridionale,

발행: 1692년

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ut ii suo eam ino , tutio che quello schia- replicasse pili fiate ili stan Ze, sin tanto,ehelen dola salda , e ferma , per induria a rear ti Pippa at suo Padrone,gli diede unotasse, e te minaccib di peggio , se non ac-isentitia i ii tutio bensi seneta stulto alcu- , stando i 'istella sempre stabile, e soda, ne e regalatia glamat. ii costume di tal gε- , che se alc uno dimanda la Pippa, te-i in bocca da altri , e corte semente si do-rorre per bacio, ed e caparra deli'osse sita

io , Da questo casio si puo scoprire t 'hoi de' coniugati in quelle partit molli de i ii et primo glorno di QMiresima con-ςono assieme, & ori ruano continen E al di di Pasqua,con tanta es atteχza,cheer auuentura rompestaro ii buon propo- to fatio fra di loro , se ne dariano inoa con grata penti mento, come fusse stato

fallo ; Cosi anco sono es altissimi offerri dei digiuno nelli gloriai comandati

ati vogitono tras redirio ,' tal 'hora per in incognita necessita, samo eo stretii a indarcelo , altrimente non it romperia-

questo E il sine, per cui tanto ci assa-aino , accio si sposino legitimamento δ

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23 Relatisne set muris

derivando anco da cid la buona educat de loro figliuoli . Io pol non ostante l'imbasciata haudati'amma lato compagno , per supplirccaritatiue obligationi , ordinat a qui schi aut della Chiesia,che s'incam in asseripigliario; e se non it tras porta uano, faretro stati imbarcatic cosa troppo torment per eis) e che ii conducessero in redmaggior sua commodita . Gia venne ι cea si una generat confessione sin da gligiouanili, sopragiunta alia sua infermitidosa, e dolorosa podagra, che dati'estredegit ad dololati pie di , ascendendo oritamente alia sommita dei cu ore, con dasegni d 'in uitta patienaa, e totai rassiegnἰ ne at beneplacito diuino , carico di m

commutando con la morte la vita, doleste, come speriamo, si riposo nel Signoroli ferono i soli ti funerali , assistendoui alficio, e mes se it Conte , moltitudine cpolo, ed io siesso quantulaque aggrau. quel punio da febre, ed assai languido, sis. Fit F. Bened ceto oriundo dei nostr

gno di Napoli, vestito pero nella RomProuincia. Si se dei nostro Istituto, est

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ite di Monache. La morte di questo vir o Padre, po trebbe affermarsi effer stata i planta da tuiti , etiandio da alcuni anii volatili, e quadrupedi; ed offeruossindo stando al me Zo della Chieti su i a ii distes , tu da certi Pappagalli , e Galli-li bosco , come Pernici,assistito a Il'intorsena a partitsi sin'atresfer sepolio; e dita a ne alli piedi, quat soli errato i I cadaue- ne trotiando piti it suo Padrone , da cui stato alleuato, formando straordinariji, non ardiua ei harsi. It die di at Capitanerale , accio lo erasserisse in qualch Iso- assati pochi me si, ri torno da noi,e posto tanti la cella dei P.defonto, stando ii duani seneta mangiare, ancorche a fossicien ἡ li datia , at terZo di , vociferante con bile,e marauiglioso grido, non so se piuin conico, che famelico, constupor dεI'vdi, ne spiro. Non voglio trat teuermi egistrare te prodeaae di si fedete anima-

bastandomi it dire , che combalteua Varu a mente contro te Tigri, e varie dannOe ferocissime here, anima et gando pili vola per se solo i Cignati. a tal combat timento ita Bruti, ne passo vn coDuato. Glitare tri Heri , oecorso

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23 6 Relatione des Viugis

netllanno quarto della mia Missione, vi te it P. Benedetto, quantunque riuscisseeta morte d'alcuno , per esserui proniam reparato con gli opportuni rimedis , epresente: Il Capitan Generale , figliuolcfra tello det Conte, stando in contestil'altro nipote, figlio della sorella deli 'isPadrone : mentre sta uano scambietiolaei es asperandosi con ingluriose , e vicende parole, i altro figlio della medesima, urterra it Capitano, e sottoponendoselo illico a copia di percosse, e di pugni,prili mente pero : risentito l'osse so se ne lamicol Conte , quat a scoliatelo gli disse : crigor di giustitia estarcitato giamat trarenti, congionii , e stretii di sangue Ilpitan Generale, per e sterii vn altra volta lita non dissim it Zufa col fratello deliatessa, gia tolerata, e col silentio passata,rglio: Ed una, e due me n'ha fatio v. E. ἐito si in armi con tia suoi fratelli, toc guerra per sedar a battaglia ii due altri lpoti deI Conte suoi nemici,quali non potcompari re a tenetone senet a te truppe delZio; e queste aderivano tulte at Capit Generale , come principat Capo di tuita

militia. L'aggravato da pugni, dipartit

cass

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'te contraria vi compari.

Per intender megiis it modG di diffidarqueste parti , diro breue mente , che t 'ab-ttersi fra Neri neIse zusse , non e da solo ao; ma cia sic uno congrega delia sua Gente, anta possibile gli P a conuocarnei viriti nei tinato luogo, stando a vista degli Au uer- ij, comisaeiano a redarguirsi , e villan eg-rii in sieme , sincite accesoseIi ii sangu , at dati da tringi urie, s'inei lino alia bat-lia i ait 'hora si toc cano strepitos mente iiburi , fatii di leggier segno , tuiti cruriagri uniformi a' nostri 2 iri di creta per co-iar Poelio; che di sola pelle couerti, non basion celli, ma eos se mani si ioccano ebombanti piis degli v fati da no is dannop

iti. Q ei, che tengono I 'vso de gli archι- gi , salta Ia prima scalas nuceia , Ii butta via , haven doli prima per dar margior

ore, e spauento, maggiormente caricati.

ilche sparandoli app0ggiati ai petio , do a mira , pagano ordinaria mente Pin&: palle sti se teste de' combat litori , qualii ira Ie fiammu , di botto a terra si bullae ne nata arsi , inerce alta Ior tanta velo-

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et 38 Relatione dei Vivgio

cita, per vn buon passo si auanetano; scaricla prima volt a l'armature di Doco, coidiis, dan tosto di mano a gli Archi,e saei che at loro solito modo, e consuetudine, do da lontano , acci 5 quanto pili ε sublii ii volo , tanto pili si renda offensiuo ii prpitio, te vibrano in aria; ma ritrouandosi vicino, te scagliano drit te. Sogitono tal lauue lenar Ie , attribuendo subito at vetercolpo it ri medio, qual'e, che per venti litr 'hore non s'lia da mandar suora Porma it re it medicamento delia ferita : e per cicseguire, vien legato it percosis in quella re uecessaria, e segreta. Ciascuno si s seiraccogiter ii strali, scoccati dat nemico

seruir sene 4 L 'armi corte, che adoprano lno coltelle, mandate, accellini,con altritelloni. Venuti a gli assalti, la parte, clita at fuggire, resta perditrice, e li Priggio arre si, rimangono sic hiaui; li rimanenti inati , potendo, sicci dono , it che succetra Gentili, e Gentili , 5 tra questi, e Ciliani; in Congo, quando non vi sono Sacerdoti, soccede anco fra Christiani Christiani laonde in buona conscien Zapcisono comprar si schiatii di questo Relianto pili clae alcune volae si prendono c

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rouiso assislto, Qtto pretesti d'inimichemente abbatierit; o pure con apparena fri uole, e legi erissime ne micitie. Ii torni amo at nostro putato, e pros gula it trala sciato rac conto. Scorso vn certo: po, si portorono dat Capitan Generat , stati a coli'armi alle mani, e di sua Gententio , due Elei tori, l'vno fra' quali era uni Enquella cognato dei Conte petr paci-rlo; si assise maestoso setto I 'ombrella il itano, quasi iaci lolio , e con grauita pili Regia proruppe : Chi via ol pari armi, ili prostrato con ginocchi a terra; a talaosta non volt ero ii due astentire, pol che be stato via dichia rario Conte,C Cascanquello in ri bellione, pure algossi alia fi-e parti isi con tutio ii suo sequito, duo Hate distante dati a Citta. Li rie suoi fra- cadauno colla sua bandiera n elle mani,no tra gli altri era it Secretario, chiussi sieco si suggelli,pezai di Campagna, .nto stoppetie , trenta barrilotti di pol

, archi, freccie, ed attre requisite, C ne-rie prouisioni, per passar ne Ile Terro a giurisdicione, cinque, o sei gloriai dii ; Terre date per segno di gratitudin ome ali inesto Capitan Generale, pr r

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2qo Relatione det Viagris

haver trucidato vn Ribello famoso, ehetolato si era Ducadi Bamba di Sogno: Eesser tali Paesi confinanti convaealtrocato detristestis nome, generato hauret molia sospettione, se νi 3ndaua; riten ut noi muto pensiero, nξ vlando, It succauuenne it glori o di xuit'i Santi, celebria prima Messa.Il cordoglio delitassiit tote, quanto fuste ram maricheuole, puo getturarsi, che venulo da mς , mi noxifitutio , a cui palesai, che alli primi guerra, saltat tosto Dor di cel l , per)ntegar det fatio, ς mi im riserto, come ii Basti cosi eran te loro famiglio statiano scalando Non mi palono, soggiunsi, buri

ricreationi, Ma b righe, e c0ntentioni. ritrouandomi cui calice in mano per l

ti mi assexmano ii vero , at presentensela gerebbς tanta xuina i quei che m mnorono, non li stimaret in degni det mericastigo . Horsu at ri medio ,' Mi partir punio per la quiete det suo Conta do, e imesse in ordine la rete. Non haueuo re

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, it terro, o quarto miglio, quando urta i assi 'ret tamen te pistiati, e da schier a te si fortemente custodies, che arresta- i ii camino, mi vietauano ii farini axi anti/iaggiare. Vscii dalla rete , per f)peria ausia , credςn domi si quiet3ssero conta

non era di deuota mentς venerarint,

ir suoco: Cio velluto, cessat col passo in- , e fermato mi di edi ad uno ii Croci-che sempre meco port*uo, dicendoli ;questo gi Capitati Generale per segnom io, e rado ad abboccarmi con ego. Una tomi per vir'altro senti ero , scorgei alunque albero star ut die tro in aguato

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ia strada per tre mi glia in circa, giunsi sὰ meaxa nolle coli'aiuto det Signore ineombo. Nel caminare, per quanti Casa Uillaggi c'ineontinuamo , nhoevedeamcte alc una di gente,essiendo fuggiee tu itela Riviera det mare: E non tu piceiola fdi quei poneri Conduttieri , che sit leprie spalle mi conduceuano ; nε ri trous corso, come sperauam O, R foreta ali' si Interpreti sortoporsi patientemente rete, accio non si perdesib minimo mondi tempo. Manichi tombo mi consigito: armi pili innanai , a fine di non effer sstato net bosco, dat di cui passaggio notetio alienarmi, massima mente di nolle; si che scri ues , e tui vi si serebbe porta

persona , come fece . Conteneua la miata, che in queli'accidente conosceuasi,sdouero fumetui mi o figli uolo spiritu lche sermato it piede, mi facesse gratia; indria et arsi altroite, n8 si mouesse i det natione veru ua ,sin' ait' arriuo des Aldetto, mio Compagno, che stava diicinque giornate dat nostro Ridotio, e tesso : Di pili che si complacessi: d 'impceiascvno di sua Ditione a torre qualu

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