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stoli , m ii fatio , osse ruando si con reala alita it tutio. Volle it Signor'es audir oglieddo la tanta signoria su di me daI-ue, quat tutio, che la cedesta, e si par-
non poteano con tutio cio signo reggiar languido corpo te languenti mie furge, to alia tanta euacuatione di sangu , fita , come ii e detio alla proprieta , ed i clima . Vcnuto da me vo nostro Pa-s'accin se presto at camino , per me iter in co a di tanta importanZa, quat 'era
id agno d'via nuouo Regno at spiritual B di Santa Chie a ; gion to in Bomanti la dat fiu me Zairo, capo det Regno Di , seppe la morte di quel Re, e deli ta n uoua elettione; All'vdir una taria, sopra uenen doli congio sature pili erabili, voltd ii passo in die tro, esercii in Missioni per attre Isiole, a Sognoi esse. Arriuo attre si a Zariacacongo, anciar la dispositione di quei Gentili. ata tui inalberata I a Croce, prende di richi ederit, se bramauano d'esseriani. Il Gouernatore rispo seli, non rice uere recente legge, seneta licen Zad , da cui se concede uasi, pili che di
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ea io molli , che di ssero : Quando suam malati,questo legno di Croce es tu: In simit modo par lauano, forse instigat
Fallucchieri, e Siregoul, a' quali era rben noto, che bandita da loro l'anticati lita, ed in troclo ita ui Ia n uoua ChristReIigione, hau erebbero principiato cessi Ie crudeli, e seuere persecutioni. dre sudetto mostratosesi affabile, conlatiae diuersi di egi , quantunque infrisa mente, ricordeuote degli avertimenti'Ecclesiastico: Ubi auditus no u es , n das sermonem, ct imposivnὰ noti extolIapientia tua. EccI. 3 a. u. 6. stimandequel tempo importuno per tanta impreticentio, e partiis. II Conte rauis an dotione deli Gla esser itoppo ricalcitrangiogo degli ordini dat Re defonto impcerco di soggiogaria coli armi at suo cdo ; E noi rimirandola fra taut e tribulsommersa, trasserissimo per afrhora rnui, coli'espetiatione di maggiori, e piportionate occorrenete. E'questa I sol. di minor grandeχza net mego dei fabon dante de' viueri, non se aisa de fid'habitatori ripiena, ε plana so lle u a iracque da otio braccia : verso terra l
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a rio per diuideria dat Congo, e si passa
ἰ et fine det Panno quinto di nostra Mis comparuero net nostro Albergo ii dueri Milanesi gia nominati, ii P. Andrea data per superiore in mio luogo, it P. An-
Francesco da Milano, con Fr. Giuliota laico, che portando certi rinfreschitropa, mi solleuarono con qualche ri-ν, in modo, che mi sentitio atquanto mi rato , e con mediocrita roborato di for-rocurat presto d'vscire, e ripigliar l'im-r de' mi ei ministeri, ma non sapeuo per: appigliarmi sicuro, se at sentiero di uaci anga, sin come pili volte dicetiam icchio Fr. Leonardo , per e stare scorsi i anni, che quella non hau eua vedulo a di Sacerdote, sendo stata presse, giustarato di sopra,da Simatam ba; o vero in- rarini verio it nouello Re di Cacongo, Otii prolata una fregatina per quella it m conseglio di tuiti it determinarsi pili sicure EZa soccorrer con ripari, Orzi ai caduto, che buttar nuoui funda i, & edificar di fresco coIl incerteZZα ν
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hauendoli dato come Eletiore it suo voti suffragio. Era la mia bram a di non and d'accorteZZa scarsio , e di cautele sprouraccordandomi dei conse glio di Pla caute incedas. E molio pili deli 'Apost,
Videte fratres quomodo caute ambul ti=, clque ii 'altro poetico a tuiti noto, e com nil Felix, quemfaciunt aliena pericula cautaccio non ollante it preaccennato, nm'auuenisse quel che ad via'altro nostro dre accadde, quat peruentato in tal pasolo per esser partito da Sogia inconae s isto, poco vi Opero , e mentre prende uespo eo di talco, di cui quel terreno copis mente ni ricco, fit mala mente catturato
quali priggioni ero, fiaggita la sita Gentesti e per iei meli d ogni calamita ab ondelς, e di qualunque necessario affatio perioso , che alia fine, o fuisse per pieta, o
altro , il licentia rono . Per tanto procur. Condtur meco per Interpreti, ii migliori, da me pote an trotias si, e furono ii figlii dei Conte D. Stesano tanto amato da sitI Contado, ii Segretario, e suo fratello, trambi ni poti deli 'istes se Conte presentem e rammentati ne i pass. to rac conto. Pin ordine l'espediente per camino Si V
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h, e lungo , consistente , doppo ruscit: 'habitationi in cinque, o sei gloria ate digio, seneta sperar allevia mento at cunctiolestie, fra noto se campagne per giua alia prima Terra di Chio uacia naa. Diti per la partenaci,andarono prima gl 'Inreti a pigliar la benedittione dat lor Si- e, e Padrone, secondo qui da classe uia si amat quando it viaggiar e di lontano, edorno va in lungo. Gli la die de ii Conte
ceta beneuolo, ma non pote non dimoseli di bocca moti e gge uole, dicendoli :iate ii vostro Principe per abbuscar, i agnarui li bonglii, che sono i danari dile parti: acui re si si non men saggi que rhe sagace quelio , rispo sero , che auda- per seruiggio d'vn Dio , a far acquis to
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uaci anaa, mi si permetia adesso di tal Tfarne una sola , e breuissima rimembranEiasi ne i nostr'Hospitio sin da teneri alleuato vn figli uolo nativo det Contad
per essere quanto nero nel corpo , tant blanco , e candido di cu ore , ottimo d'irgno , perstitissimo d'indole , e timoros Dio ; li nostri Frati lo ferono ordinar Sado te in beneficio di questa Christianita, cib doue non pote uano eis pron tamegiungere, vi mandasset o l 'istesso, cheon egro delia natione,assuefatio a disastri, statia solio posto a' tanti pati menti, e peri*si strapa etai : anda ua tat volta costui constra patente at luogo sudetio, e solo in fiat a vi battegeto fra pochi gloriai cin qu Ia Bambini. Iut d oppo it sostri r volemne ita Vigna det Signore te tante angusti traua glio se , ed affannanti fatiche, otic per impetratione de' nostri Padri medeil Canonicato di Loanda net Regnoo'gola, oue hoggi gloria o con ogni decolono reuol mente risiede.
Andat dat Conte per licentiarmi,con fit, che se impedito ventua mi it far Miscper terra, risoluto m'ero farta speditam es
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ne,non sependo,che dirmi, per hauer for- penetrato Ia mia penetratione de uoi ti-ti , e'l suo pariar pili da scauro , che data, tereto; E perche s'anda ua con fretia, mi,uidde di due Castroni, e legumi . Partiit nome des Signore, per far seata in queirti, doue dat tempo, se condo ii diu in be-Macito , sortito sareb mi it far bene perii me o
Ergo agite, ct Diuum ducunt qua iussa, seq
itimo Porto su ii Regno d'Angoij, appel-o,Capinda, traisco in tutio Panno de Porin:hesi,e negotio di Flamen glis. Qui dando-a gli esercitii per il lucro spirituale, e per here dat roscurita delle tenebre parte di
oro, che nella Gentilita accieca tament tuano, per quanto m affatigas, e sudas, solo si batteggo; confessat parte de Chri ni, che per proprii negotiati vi dimota io, con astri Flamen glii Cattoli ci, it glor mi iratteneuo in terra per dir la sis inlata: ssa, alia quale conueni sano anche Ii Gε, e te donae pili disgn ahrogode uano
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tanto della sagra Imagine di MARIA Vgine, che bat te vano te mani at lor costuri in segno di pia, e diuota summissione, dic do; uuandi Ziambiabungu magoni, betabenqui, e significa. Quella e la Madre di Do come e bella l e genuflesse a terra Padoluano; Atto di tal tenere Za, che moueuagii occhi alle Iagrime, at veder in Gentcsco noscente, quel poco d' humi P, e religi cri conosci mento. E' Ango ij Regno piude nominatione, che di Dominatione,perisere assai piccolo. In questo vi sorti ranam gliarsi via Mani con una mulata, figliuola via POrtoghese, mercadante molio diuitios C ricco, che per solleuar ad alte ZZa maggire la sua Progenie, diede titolo di Re at s Genero, restando a successori ancora, per cfer Signoria asIbluta, ri bellata dat Re di Ccongo; li che a fila di meglio spiegarci, cauremo da pili antichi principii la sumeguent, notitia . I Re di Congo hau endo mandavia Gouerna dore, o Vicere ingouerno di egno di Loango, costulambitioso pili Regnare, chedi reggere, si se acclamare pile, e suggettandosi pili Terre dati altra pate det Rea me, at presente ii Regno e vastismo, independente dat Congo. Caco: SQ x
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lendo nel me ZZo tra Congo , e LOango , 'l Mani dimostrossi neutrale, non ob be-ado ne ali uno, ne ali'aliro , e ri bellato si
a ssoluto, di cui si ragiona. ξ' la sit uatione det Regno iii Loango cin- graui , e me Zo di la delia linea , riguar- id O ducento miglia verso tram si tana dat arte det mare , e trecento vel so lcri a scr- . L 'introdultione primi era delia fanta e qui accaduta l'Anno 1663. per Opraia nostro Padre Vngaro, asseritio fra' Caprini nella Prouincia di Roma, si registra it manter a dat Cama ZZi. Ivior. defcrit. lib. 18. Scoi se dat Padre ante det to vari re, e Pae si, litii ossi nella Missione di So- , net quai menti e caminando per que Ino, v0 Portoghose viandante, od accollo reue tempo di io giorno ne i nosti ZHo-ο, si contrasse amicheuot mente qualcheesticheaeta fra gli enti ambi. Licentiato silpite , e peruentito in L Oango, pales 5 a Re , t 'integrita dei Cappuccino Missio- i ii presto Ogni credena a quella Regii La, e per ve dere cci proprio occhio,HO presentito ia 'haueta a collidito, man
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prima i mutti ne' misteri della Fede, escia det Battesimo insigniti, rimandatifurono nella Real Sede det Padre . Iui canend ando a pleno te biione qualita devita,e cosi, mi di Bernardino, si mosse pGeuitore at desiderio di vederio , e teri appo di se net suὸ Regno, e per venir adempimento dei de stato, scrisse at Gouestore d'Angola, quale pregatone ii P-Preto Gio: Maria da Paula, gli fit spedita si indugio tribbedienea, Aodo ii buon Pae con sollenne, e comun allegria rizeui
passati atquanti giorni di Catechismo, iezb ii Re con la Regina , congiongcubacramenta mente con Cattolico Rito matrimonio i e .loppo tre altri giorni pde ii baltesimo it Primogenito Infante successivamente la Corte at numero dicento , e de' piis principali dodeci mii , non pili dimota, che d'vn'anno. Termin. le tante fatiche ii dato Missonante Vngoppressis da graue indispositione, preuecdo delia sua vita it fine, mando a chia Fr.Leonardo, e netl'istes a mattina dod 'hauer celebrato dicentiatos per semida Luanso, si mise in stra da per vi aggi ra lungo, ben procita di meriti come si
