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ia, quando da me altro d'esserui non xi. obbest, che pro Redimento di cicata te, icium ις vanta menti , Patrone ggiante in i che se dubitauo bat tesse a troncar del-3ia vita lo stame, parue mi an coxa in affa-li layto ritieuo, xicer ς siς di togliexe a nome la stima, ἰel si ignere in casa det M succa,paren-el Re, via mi glio iij stante dat Porto, me mal in disparte, di condoli : Auerta ch
irappe, o clane te fraudolente mentς inlatii complacci. si faemiliar mente, come
: in presen et a di quel Dio, da cui summo i creati, di significarnai, se ne vado alia ea presso det suo Re , si balte era AN
a it Malacca, ancorche nato Gentil , desse la gentilesca natur , non si scorge 1ero tota linente lienato da cortese , ω de ara morale, cosi fauellando risposita:
st, at pari di chi discorresseau oti dile dico, che ii mio Re per la parola da- g. P. sem pre fari u scir da sua bocca lata,
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cantile contratio; parto in tal forma, essimio caro parente, e fra suoi domestici, ineli'intrinsichegae intrometa. Horvi replicai,dica da mia parte a S. A. che couino altito mi portaro in Loanda, Rid'Angola,e m 'abboccaro col Contra licia facenda reale de' Portog laesi, ed anc Gouerna dore per stabilir meglio te cos colla medema imbarcatione ne verro potendo io per Occorrenete, o d'inserini di morte, verra it mio P. Prefello; e volt
mi ai Fernan, stando ut presente Pislasso fucca , in tal guis a li dissi: Ho deliber: mio affare, si dichiari una volta V.S. e nfesti cib che liene, leterminando it tuticii hormai, e risini it piu be Gggiar quPo uera Gente. Cotentosti ai fine di sei sui in baratio delle suerobbe, es accipartirsi. Dimo ravo tu ita uia in casa dei Masc verso la sera ven ne a ri troia armi l'Assici adore det Re di Cogo in compago iatri suoi cinque, eccomi d'auanti due, nati dat Malacca d'Angoti con lettere mentationi, effaggerando la mi a parte dat Porto d'Angoti, sena a farto consa pel
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do intest d spetiar risposta da Congo ilfu, perche non haueuo cata a terra , e lui deua diiugato dat Porto vn'inti era glomi , in cui hau euo a fermarini ς tanto pili, non stimauola dimanda di mi a persona Re di Congo per Ie ragioni ante deit . ii te carte , nelle quali balteua ii conte- , net pregarini per amor di Dio, chodasii a consolario, essendo scorsi tanti
senaa veder Cappuccini, e sua madrootentiana ardeua deli'istesso desiderio, ndoriri esto da conferi r cose, alia Chri-
ita importantissime, in breui gloriai sbri-lomi. Colrim basciata vi accoppio ii Reno di due schiaui, uno per me, e t 'altroit Malacca per li seruigi fartili ; il mio
usat, e metro ii vid di. Considerando po- , che se non Paccellatio , presi se gli tra, be ambidue ii Masucca, e venduli a retici, da stimulatione iittigato, it diediua maggior confusione a Fernan Go- quantulaque tui mi regalo diua fiasica io per Ia Messa con attre coselline. Ue-omi in sieme netl'istesse tempo,ed eschil incluso, g iudicando it tutio estar vo-
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di buon animo tanto esso, quanto ii sucgia che io,b per terra, b per mare haueu portarmi in Loanda per terminar cio, iS.A. bram aua. Dis at Pi loto delia Nat Somacca , che non trotiando mi siet sd'Ango ij, procurasse con possibit suo sfprender quello di Sogni, non ostante la , colla opposta It dalla fouerchia correntcincostana a de' venti, come se con ognita, e cordia lita, essendo di Venetia, e ni Italiano. Grandi furno It complimen ceu uti da me in Casa dei Ma fucca, quagalai di certi piccioli doni al valore dSchiauo,accio proue luto mi hau est. decessario at viaggio, con fodisfar a barcalper il traghetto dei fili me; osserualla punt ualita in dat la moneta ad via suosa simigliant effetto ; angi per quel ches corii, ii se giuramento di presentarini adi Congo, e t illasso uso coli altri quatne Il associarini assignati, che in tutio ermo tredici, con la gente di Congo,no eso is mio interprete . Li se ite di Mareto 168s.lsu latomi daiunque indugio, mi post in via, e termdue gloriai di strada per terra, gionii Banaa di Bomangoti, oue da persona
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ae costumata , corri spondente deI Ma-i, fui con benignita accolio , sacendo ilesimo quel Gouern adore, che con sin-ega d affettione mi partis , e mi procuro tollecita cura Pimbarco , per trasportar men armi olire net siti me. Nauigatione nente infelice, quat mi se sperimentare
aenti,quasi insoffribili sena 4 l'aluto del, per il gran caldo, essendo it Sole intae la quel clima, e 'l tempo di pioggiit me se ; Di nolle m'era it 'huopo a corii suli'humidito suolo delia riua, lacera lla moltitudine delle Zanzale, chiam a-rigos , che di molesti disturbamenti ca- 4net succhia r il sangue, sembra vano pilia sangu attole, che Zanetale, non lascia-ai, se non doppo fatia si una corpaccia- sangue, son 'a pie ne ZZa fato te, face dolontarie vccidere , contente di perdera i ta vita, che di sui licchi arsi dat te car-
, m 'accomodatio ad aria aperta nellata,
dua, assai pis abbon dante di molestie, oco scarso d'incommodi. Poco stato sa-: cio a paraggio di quel, che siegii .ndo rice uulo it danaro lo stritto seruola fucca , per quattro gloriai non mi diEa da refici armi, essendosi accordato co
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anda ua coli'uno,ed hor i' uno cons altrol'habitato per terra , doue attendendca scorrere ii fium ci colla Cata noua , essit ratteneuano a soccorrere alia gola, edicanna ; comparendo testi nella voltat: canale, per hauer tempo baste uole, mella barca terminaua li suoi giri ; ed in taldo seguitorono sino a Boma, dando semio Interprete ii sistentamento, quans non con maggior rinforro, che di poco per gratia det Signore mi sostentatio. Lighesi ven uti a pigliarmi da parte det Riceu an mi: PatienZa, e peniten Za adre, che poniarno it piede in nostro Regno: Ire lo scio perato seruo hau ea da esser ingo di me bisognoso ; alia fine ii compat poco, essendo seruo seneta osse ruanga, saeiatile e et a Gentile, e seneta se delia l
E' PI sola di Boma, buona per il sito, se in grandeaza si stende , la quantita iGente, ricca, e popolata la rende;bu0n il viuere, per effer soprabbon dante di vuaglie, e produltrice dχgni sorte di vibuona, perche at Regno di Congo priqua, di cui E tributaria,e deli'alrre Isole
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e 1 Sogno, E conuicina; pili buona, anetiliore sarebbe, se ii suoi habitatori, Chrini solamente di nome, ni fu gero di quei, quali paria it Saluatore: Populus bis labisebonorat, cor autem eorum longὰ est .
N.7. . 6. Non viseno la Circoncisione alde' confinanti Gentili , che radopran O'otiatio giorno per mano de' Siregoni, per esser della Mosaica legge osse ruato na per diuersi cattiui, ed impuri lor fini. empo che ii nostri si e ser citano ne ii
yioni per PIsule di Sogno, questi li por' i lor figliuoli a Battea arii; dei resto pol
capriccio ne vivono. Rilassitione di vi-: disus an Ea di costume,procedule dat lauaseaga de' Sacerdoti. Appen a scorta dλ la mia venula, corsero da per tutio aeZZa collo te madri colle schiere de' parti, accio coli acque battes mali falli e partecipi, net Christiano Rotio s'aiestaro. Ricuso it Mani, non perche in 'amente non volesse, ma per voler primatio Capo, e Signore it ricercato cousen-d passar det Canale mi mando it Padronio deli 'Isiola a chia mare, stando in teron ordinata preparatione per riceuermi, ndo primieramente fatio notificarmi, che
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che non il loccasti con te mie mani, stache tui era puro Gentile. Tene ua supetiosa ruente inanellate di varii celchiel ferro,e di otione te braccia; e la cagioneno voler da me effer tocco, si era accid qte , non so se magii e , e catene di Satan nobili abelli menti di Satrapi , la virili nperdes sero. Postosi a sedere in una sedechia di cuoio sottoli Parasole , comparcinio di toua glia, edau uolto da cappscarlato, quat priua dei primo peto,e deuo , e primi ero colore, fac euachiarissii nostra delia sua antica, e trafannatachiata r sedet ancorlio in picciola seggia di pelle seneta spalliere, che meco semiportatio per a scoliar te confessioni, e doal quanto di ragio namento it regalai, pergolarini at costume di questi Paesi, tra' qi e con presenti non vi en 'honorato it Pripale , non s'am incite glamat alle Missio principio. Onde assignatami casa vicino
sua, in comi iaciat a balteZar li sanci ulli. Egli st Hino mi te sapere , come desidet se ii battegasse da me certa sua Schiaua ;spo si non poteria seruire, do uendo si queprima Catec hinare, e benche ii facessera di me eri doppo it Battestino, che si
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s rceas asse, apportando te in te ragioni esto e ii modo , e la norma da Not tenui isso li nuo ii conuertiti Gentili, a sine dii vi uete in gratia di Dio . Mi fu rispo sto, :r quella non solo serui trice , ma a mica suo Padrone , E cib E peggio, ii soggiun- ire te at vostro Capo, che potra iscus ar-
, non potendo in conto ver uno compia
i ; Della quat mia risolutione , dimost tourne dis iisso, e dispiacere . Irande era la messe spirituale, che collegare da me si raecogitetia, ina a latrotta anche qualch e sollieuo temporale me vi s agglonge ua,portando mi clii una illa, e chi via 'altra, quando a pena pDte ergeriarm pie di : Mi volget at serui dor Masucca: velli , gli disti, quanto dis etia legge Christiana dalia vostra Gentile; semo Not in obligo di far bene a colui, hi rice uenamo it male: BenΘ facite bis iuret υos . Luc. 6. d. e g. βui bene facit, ex
iue cosa , si a te voi pa irone det tutio , liando solo vn refrigerio per questa sera :, e fit via poco di brodo di pullo po sto dae in una pignatina, e certi pocili legumi.
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E qui visnga di far cucina suor delle C per effer di paglia ; Il mio Interprete stat me co applicaton elli Battesimi ; li rimam di mia Compagnia giliano chi di qua , edi la , restaua solo it noco senχ'assisteruic uno : riti rati che lassimo, ni'assesbij lauandriso pragiunte ui di pili due uoua; asigiati i legumi , e scoria meZZ'ora, non ritu au O requie ; ed v scito suor della staneta assalirno quei graui dolori, che cagion; ponno dat torcimento delle viscere,iuttaaiamentandosi fatio accenderit lunae,misi in letto collocato in terra, dat qualela doglia estrema ni'auuiddi star alc uni slaoslato. Che da me si soffrisse, quanto scianisse la mente , quanto la memoria a debilitasse , e come mi paressero te partiteriori siminu ZZate in peZZi , non e compbile, se non da chi in fatii affaggiollo. IProuiden Za Diuina,che abbon dante de' ini, in cali cosi perigliosidi miseri gia maibandona , mi die atquanto di sienno pericordarini det VI mina colata Concettion M. V. nostra Signora, e questa se rammei rarini di certa sportellina, tenuia appome net guanciale, in cui si conseruauan contraueleni: preden'Alicorno, ne Sious m
