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: : nel di Dori mira uasi vn turbante dite penne grossa mente in tessu te con duelli , e'l tutio poco men , che scouerto. olerui en trar sui malino, parue mineto ingressio vi ii racchiud esse vn suoco itissimo con cosi insopportabit fetor , i pristina mi a stupidea Za,quat hebbi sorie in ve derio, tosto net porui it piede, autossi in horribit spa uento,e spatiente- horrore. Ne pero desistet da stender passo, e farnaici dentro, armando migno della Santa Croce, cola raccoman i at Signore; dat dic ut a tuto fiduciale animato , veniae mi a cuore ad onta di tanto e secrando, e diabolico dilai effetii dispelle uoli,e segni chiarissimi iuuii dis preggi : apphanto mi accinge uo gutrio, quando sopragiuntaini addo isean parte di quella genia glia ram po-e, e barbo itante contro la mi a troppoentos. ent rata in colat satanico, ed ii tugurio,in'indussero at cessamento delch 'ero disposto per fare . Credo d'ha-arrato it baste uole circa si fatia mat ienche pocliissimo in riguardo ali assai, o trebbesi ad durre. E per questo ripi
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d'hauer commissione dat Re di Congo comparendo Sacerdote Cappuccino inlidi , hau esse hau ito cura con tulte i forZe d'in uiario alla sua Sede ; Io li rische venendo da Sogno, non sapetiose stato aggradito , etiandio se stassero in s Ripi glio it Malacca : Seri uero io I S. νguagliandola dei tutio; e per non miscure Zga , scritia anche V. P. . Li ricliquante giornate di camino da qui siss 'interponetiano e Tre per fixi me , e quper terra, risiposemi . Se cosi θ , soggini scri uero . Discorreuo fra me t se lo spavn me se inti ero vi si consumasse , pure sua ta haue rei la nostra barca al ritorno duango, per stabilirmi nelle mi e ri sollitii con tal discorso mentale dri agat carta asopponendo non si curassis tanto dei miriuo cola. E perche tutio it nato intentcverso it Regno di Cacongo, sendoriri asto sine partito da Sogno , statio tutia Utendendo la partenga delia barca perraeque , coia bram a di dar principio adi segni. Qui ui anch orato it legia 6inpedme sto at Re , rammentandoli Pesser ric
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3 det suo antecessore, quat mi mandouato in Sogno , dando nobilissimo segnoice uer la Santa Fede di CHRISTO no-R edentore,e che per te nate indispositio-otabili , non pote per atrii ora tanto suo o sortiriae t 'effetio, nominandoli tanto ilis di quello a inie , quanto ii mio a luiito, e che io ero it me desimo, a cui s'iα-χb Pimbasciata , estendendomi di pili ,
raccordarii non e isci' ella inferiore ne ioprare a suo i An re passati . I a Carta sento da due; rvno Blanco, e ni Fernan Comes Portoghese , che conosci uto data, per atquanto auido , ed amico non poco proprio co min odo , non mi spin si a pre-i Ia totai fidanga; e Pallio via Negro pae dei istesib Re , contignandoli per se-e una Corona di cristatio, regalo pia di- , che segnalato per quella Reat Maesta,
na di vetro torchino per la Regina . fui non mediocremente accolli dati a Re- ersona, quale con note edimo strata O anil'allegre age, prende la Corona, e se, se at collo : altione pia 1 ed eroica sm O-: d'ammiratione ne' petii de' circo stan tuo corteggio, havendo legge it lor coro-Soura nodi non vostire, o ainmettere Sis
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di se che si sia de' Blanchi, chlamata dChegilla: Il Re capaci tolli, asserendo edono cosa mandatali da vn suo Padrepuccino, e dotaeua cara mente tenersei
di nando alia sua Regina, e Consortet 'istesso ancora delia sua, con stimaria, uir sene: Mantenne in sua Reggia lietanti due, da me mandati, con darii ogni sfatione, a se possibile; e scorsi gli otio gli diξ risposta consistente in alti affetturin gratiamenti perla buona mi a volommostra talis conchiudendo, che se voletidar da tui, m'hauerebbe usato Ognisd'honoretiosi accog limenti, e che peiglior riusci mento delle motiuate Opeliri, vi fusis'io gito con via Mercatante Pighese di ottimo carico, ed is uisites prouisto,per sodis far at Popolo : risposivero di grandi, e non calcitie conse guel
utilissime prima a se siesso, secondo a m
tergo a Portoglieti. In torno alla prima, E fama conam turno i Missionaris , e ne vive an cor la me mcfra Negri, che sendosi balteZato molini a die tro da Ministro Religioso vn Re di questo Regno , e fatiosi publicar Re Senerale dat nouello Christiano a tu
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gotii che at termine di tanti giorni ssta ro da i risti et ii dei suo dominio, altrite incorrerebbero con eccidio uniue
aella pena di morte di Maghi solle uaro-umultuanti it Popolo, e con ferita nelmo, e ferro nelle mani, corrocciosi no: ro ad assaltar' improuisa mente it loro: l at ri inproti ista a Bapparto : l 'innocen-ἶnore, non tardo celossi , e con celeritasti. Gionto in casa di suo figlio Goue e in quel tempo d 'altra Terra, creden- non ritro uar piti sicure ZZa di scampo , et proprio sangue, ed a sic urar la vitatallam bre di chi da se originato, pro dot i stato alia luce : E chi non it terrebi, tuo P Il figlio at veller in si fatia ma- perseguitato it suo Genitore, e Pam-ὶamento plebeo contro quello inferoa uana arsi , non so se per politica , i Demoni j, che da liuomini, o pure pera Ea di morte, io scopri,il manifesto, edia dei tirannia de' sangui uarin persecu- diiungato dalia pieta requisita, con ZZa Pofferte. Altro far non potis Pasia Padre,che con languenti mani prenderio Croci fisso, solito a portar selo auan-
cito, rice urito dat principio dei sus
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bat testino dat Sacerdotale Ministro, eci ad oppiati baci in quelle sacr o sante cic; ci a pleno consolatosi , co i dicendo , elimo : Se ho la morte permetiendolo it flo mediante via figlio, e di do uere , clR e terreno dis pari mente la vita per i tuo lo di Dio, e Re sempiterno,& hausconoscitata la verita deli a Fede di quest
me traftto Nazareno, se cento vite pdes i,t ut te in suo seruiggio te perderet, L
de con stringer selo cara mente net Regi non in costant L petto , inchinando it calxagitente acci aio, it perdo' col xaglio complacer a quel Dio nostro Red potoro per r iscatio di tuiti , Iniuina o capite troispiritum. Ioav. I9. o. Non ximasς linito rius rato sgli uolo, attesbche prdet Gouernato rato, miserabilinente prssi esto auueniae a queli'emplo cliginoinfame cons iuratore contro ii Re di Lgo, che in simi gliante , e lodeuot moricdilatare net suo Rogno la sede, costant
te alia morte s'otarie , si come non trananti s 'o dettio.
Dei inio an dare in Cacongo ne tu laci pal scaturigine ii sollieuo spirituaque lic potiere anime, elodis faciment
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Nel Regno di Congo. 289io debito ma non vi fit disgisito qual-
οςo di desidςrio di vedςr ςon tal me- corpo d'vn Re tanto pio, ii primo di co-iue , da me acςennati , non molio diam hesi stimato, ma assai da me riueri-resse de' quali offendo vim di sepelirlii inseparati, e deputati avelli,con ageeta ritrouato sarebbς si, Stando duoque gno ςueaxo indelebit mente impres mente dei presente Regnante, con ra- xl medesimo procurati a d introdurui ilsbe se commorcio, accio se grintrodu-a n uoua legge, introdotii in sieme gliebbe a nuo ui lucri, con nod infallibilata di rice uςr da sl'istessi nelle traue : sinistri accidenti qualche rin foreto dirit, ed a tuti, accorrendo ut Sion tamen Uonte ZZa n et far jl simile dei Conte dia suo δmico. r stabilir con qualch e sedeaeta at pos-de' mi ei bassi talenti, e gittar sodi limenti nes fondo delle prς meditatitioni, come somi glieuot mente per assi-
rppresentat nella lettera, qualmente a principiar Palto, e sacro edificio dellaiianita, ha rei desiderato , che tuiti li
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Maghi , e Siregoni, se non generalm almen o li Capi conuenissero per suo ora discorrer meco ; e se risipetio alla ignoraneta, it ricus assero, far po trebbelamente i sperieneta, se con la virili Saetale te loro stregarie si diffacessero, tidone Io tal viva sede in Dio; it che crendo , si come non vi sarebbe da dubisi concluderia esser la sede dei nostro Store sopra, e contra tuiti li spiriti infequando pol alta Cattolica verita arfustaro, che egit stesso honorati officii lmettesse, mediami Ii quali comandavi uerebbero , gi ouandoli assai la cognidella verita, se pero it lor animo, Auriamore, aeneid. v. 3I 3.dal cieco interes nuto non lassesquale fatio dominator ilium ani petii , mi m uoue ad esclama Chrisostomo : Neminem cognoscit c
nec ipsum Deum. Cbrifost. Mollo piu in
te cosi maligna, e peruersa . La seconda consequelaeta farebbe, uersi a cagionar in not grandissima utiligiovamento al veder coli'introdultior Santo Christianes no , la confutatione ,
Eretici, soliti a far passaggio per quo
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omprestui la moltitudine de' sc hiaui. la tereta per ultimo e quella, che hau ea torire effetti fauoreuoli a Portogherici fiam tanto obligati,non isto in riguarii suadagno de' sic hiaui, ed avorii , maiare cose differenti, che tui si trouano. Fernan Gomes a Settauami a darrit at Re , e significarii, che tui stessio glirebbe mercantia, e mercante , e frasi preparata a questo fine la stanna ; Ioposi,che se quella Maesta per racchi ur- suo Regio senti mento in una Carta, viro qualch e giorno in rispondere, a me armar la risposta pili, e pili bisognaua-sulto ii suo disesno balteua su di certe, in sua barca racchiuse , a fin di prestolari e , e pol spacciata mente far velata lasciaruicosa vertina in terra. Li Neri,
: affumigati , ed oscuri sono nelle pal- , non son priui deli'acuta, e perspica areZZa iacile pupille, accorti si deli 'ina, ii ditaro : Vi sia impedito it far meri de' sic hiaui, per poneri'in alto, se prilia Naue non calarete at basio tuite lecose vendibili , e mercantesche net. Smaua ii biton Arnan, che da me si
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ta, non possibile a farsi age uot mente crete, onde fui necessitato a farta a pipsi'estremo di cui, dg fiaccheapa in debo da deboleaza per mancamento di fui
che net carpir il rimanente di si dilucmontata so leuauanniis dicti fine at smi riduis di nuovo in tete . Suenim squesto originato, e dalla cositi nua indtione, gia mai da me scompagnata , ctenue prouisione delia Nauo,quat cipre compagna, non consistendo in alti
in faggivos, grano d india, e seriny so pixi tois di radici d'berbe ruuid illusatura et e pure in tal guis a prouisio dhebbe a dirmi, presenti ii nostri P P
gno , condur seco buona provisione si Europee in barca, e ira Palire, s0 ς
