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luello in vece di spalan carta , disparu , endos'in fuga con tutio ii popodo a nu-γsa calca concorso ui; lasciato l'accorare rincoratomi, te diedi una percosia cole, e l'aprii. O' vista horrenda per me, edpettacolo horribile per que' miseri , O rnati Citta dini l Viddi via grosso tumu-
ccio, dritto da cinque palmi in circa diheχχa;da vn lato via'altro,non dissugua- a minore, e nella sabbia, e laeti'osso; da parte pende uano nel muro come duoelle , teneta pero separatione diluogo,irme alle preaccennate, e viste da moegno dringoij. At territo,e stupido, miceiorono i capegii, arrestommi la voce he non auuenne ad Enςa at mirar il ludi terra, o tomba, sopra di cui verdegno te mortioe, e plante di Corniol , oei di Polidoro, tui sotierrato, e sepol lendo suellerte :ufuge crudeles terras fuge litus auarum, im Posidorus ego. Virgil.REneid. 3.-qq. li tutio di paura tremante , diuenuto ito, ed horrido esciamd rivui,steteruntq; comae, O vox faucibuν exit . Ibid. v, q8.
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Comi iaciat a gridare, es agerando quam potet: Son questi li documentiaea' nosti dri, lasciatiui Θ Questi sono li frutti , chuati haue te da Η'amare radici di tanti se sudori di chi v'indri ZZ5 nella via dello con altri accenti, non dissimili. Di Ia malina dali'amministrar il Santo Bomo, facendol'intendere, non effer conuza lauar coli'acque battesmali i figliu coloro, che have an si presto postergat voltate te spalle at vero Dio, per ad 0rabborni nevole, ed ossuta impresa d'xtuperoso Besitione, e dat si at culto esset rdet Cariabemba, Demonio, cosi da estinato ξ Cur reliquistis Dominum Deum Idaedificantes astaresacrilegum , ct is cultu irecedentes P An parum vobis eat, quod pectin Bee begor, que in praesentem diem cula huius scelaris υobis permanet, mulIi ἰ
tiro, mai, se prima non ii butti a terra cluogo sacrilego, e diabolico . Ritiratomi per raccomandat mi at Si re, e pregario adlisonderint qualcheldi lume, diceum fra me stetao: Se v'applus uoco, e Pinc enerisco,ςhe di danno, clisu in C non apportarei a questi Habitanti :
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alliscampo alla vita, e senZa profitto al- , mi sarei in contrato con successi deplo
a pili de' nostri acca luti, e fia li molit. Bernardo da Savona, ii quale pochiat artanti, che ponet se it pie de in Sogno, to da qui per tragittarii ne i Congo, tam
i , ed abbata donato col suo baga glio fralitudini ombrose d'via' horrendo bosco, non si, ara gliar la vita, diuisa in peetritoghie rapaci delle saluatiche fiere, in-aossi solo per la spiaggia det mare , si roia pescatori ve luto, o da altra gentea rio, aut fati noi neli Hospitio , non sistero presto persone delle pili pronie , et, che nella. sua destinata Miisionicussis fedet mente ii condussero .stesso auuenne at P. Gio: Battista dabi at passar la Bamba, che scorton desti: derelitto da chi per compagnia ii sere per scorta , stando solingo , ae ricorso te' miracoli, e glorios. S. Antonio di ia; doppo it vegghiar d 'via'intiera not-
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ri morsi delle bestie, fit chlamato per no animato dalla voce a non dubitare. Stirdo l 'a fissilio Padre esser ii Cappellan Bamba, che'l chiam aua, ii prego per adi Dio a guidario per qualche parte hiata: non pass5 poco di tempo, che scordo per quella volt a due Caualteri conte di lor seruigio, guardando it Padre sic mattraitato, mossi da pieta, se l'addossaisti te proprie spalle sin alta Citta di Barcontenti d'vsar una tant'opra di carita es meritoria ; ne cedendola a proprii scui, e serui tori, si tennero per felici neluer prestata seruith ad via Ministro dic sto,che per far acquisto deli'anime si patiemente toleratia. Entrato in casa dei cpellano , alia bella prima salutatoto , glmando; come s'accorse , che tui statia in
scato in quella folia foresta Θ come lo cmasse sta gli oscuri silentij di quella, i per se infelice nolle Θ suile lui quello, cformasse tal domestica voce tra te tante uatiche Ze d' via horrida seluari isposiegnon hau erio an cor ve luto,e meno sentit non in quel punio presente,che ii vedeusentiva, non essendo v scito di Casa. Conituro it Mallese esser stato it Santo, soll
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rui Patrocinio rico ise , che per renderis aggioso Io chlamo , e da tanti cordo gli Tollo . Euento riserito mi di propria boc-da Illistesio Padi e net nostr'Hospitio diinda in Regno d'AngoIa. vero mi sarebbe sortito quel, che speriato pur uno de' nostri Padri, qua do do- a morte di D. Alia aro Re di Congo, te-issimo deli honor di Dio , eletiose ne un' a , non men diuoto, e pio det suo ante re, che con feruente editto , eccito lipili Principali ad est inguer col Doco ne ris retti li vitienti Stregoni ; quali satiata anga iret Ducato di Sundi, elercita uante tor Capaniae in far fallioni, e fatture. mentre si diportati a cola la Gente del
u fumo, e te fiam me , vscirono com tuernosa tana tanti Iupi feroci, ne altro indoiij, che it potiero Padre, solo rima' trucidarono, e mangia rono, dando al- Iane, e triorte membra is vitio se polo or prio ventre inhumano, e crude e. Te
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gendo it tutio, mediante ii lume delle vpe, aut arono ii casio a'nostri PP.nella Cdi S. Saluatore. Il non battegar ii sanci ulli innocenti delfa de ita enormita non incolpati, is pinente , accio si riconoscesse ii figli uolo Re, qual'era gio uinetio d'anni dici otio dir il vero non molto mi mouet a stimagiudicando non esser 'egli, atteso e costui in coteste Regioni di chlamar figli li sti ii de' loro S ignori: documento deli'Apolo, lasciato a Reuerendist Vescoui: Fibribeiae ubditos. i. ad Timore. a. s. se dι mi hau essero: Il Principe, i 'Infante,6 in amodo a nostra usan Za , farebbe stato da icon pili honore traitato. Vedendo Ilii , cnon mi in uoueuo , ne tam poco gli dati sposta , chiam 5 la sua gente, e fatio vn'ίdi guerra, partiis. Mi si di ὁ segno,che lo idassi a chlamare, essendo it primogenito loro Re ; rispo si, che se di sua volontilae partenZa, volontario effer douea it ritno, e sarebbe molio aggradito : finalmes fu chlamato, e veniato, resto compitamesso dissatio non solo egit, ma tuiti di su3
mitiua, ne mi parti; sin alia meta dei glo
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lite alia Banaa di Lemba,residen ga delini fit imposto a non partirini da li sin 'auo audo , rimanendo solo col nam Intere . Venne i ordine colla Gente necessae stando vicino alta Citta , mi feronori mente ferinare. Arritiato per ultimo iletario,ed in persona chiam an domi,n'ennel me Zo della Pia ZZa, Oue ii popolo innumerabile, di partito in due ale, cicon voce alta, e ben sonora in linguata,
eradi labio ver te con tre ne d 'argento,ia citatura a basso, finiisima veste deleopriuato . Faltonii atranti atha suata presen Za, mi die a baciare via Croci- ό yi0 grῆnde Vn pdla O , e me Zo con d Ebano a proportione , baciato dia, . con signato ad via suo priuato, volt ut dar baci at nato Croci fissi, , Gello prende la benedittione. Fra tanto
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it Popolo s'indri et Zava verso la Chiusa iordine, che quanto io mi auauet auo neminare, at tretanro egi si volta uano in dii in modo , che stando io vicino at Re , ch 'eran passati, si ritro uarono auanti, eambidue uniti seguitamino sin atrist Chi esse . Falta breue adoratione, mi
aia anti i'Altare, e die di principio ad tarti ait 'acquisto della salute, sendo veil tempo stabilito dat Signore: Ecce
tempus acceptabile, ecce nunc die alutis. arinib.A. 6. a. dichiarando mi d'esser i uiuenuto, preuenendoui la gratia .Diuinaxau uiuarti Dei cliore, non con humana queneta; ma con semplici,ed Apostoliciti, la Fede det Redentore ,' Veni non insmitatesermonis an nuncians vobis testimotchri B; non enim iudicaui mescire aliqui I fures chris m, ct hunc crucifixum . L
Terminato succiniamente ii sermone compagnai ii Re alia sua Reggia, oue amoro sa beneuolenaa datomi il benueis P non disiugii ala ad esso sedermi, e siqualche tempo nel ragionar seco, finalta licentiando mi mi id compagnia sinullada; c gli altri Nobili accompagnandon
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ussero alla stanea det Zio det medesimo onfesso it vero, ch'at ponderarii da me quanta punt ualita si present moroognita ciuei Signori nel mio Albergo, perrmi net Templo, vdir la sania Messia a due, due di lunglist cappe ali uolti, ar l'istes sio at ritorno ; assai stupida mi siua la mente, e molio piis edifiςato mi
eua it citore, at veder tanta diu otione, ita portatura di manto. Finite leno stre
acca viiciti, che si senti vn commvn , e Sratissimo, non so se concento , orto de' sb ttimenti di mano, segno diallegregeta tra loro, via graia susurro fra
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sta serui, uti cicat eccio tra cor teggiani rumore net ristretto, ed via rimbo mi cortile di trombe, tam buri, e limpani,
altri stridori di strepito si stro menti, chera vano tante truppe di su si uetanti pecco nello stoggiar da proprii cuppi, 6 neltraone' fascelli, e casse det mete. Trouasi presso li RE det Congo una delia felice memoria di Papa Vrbano suo, che concede a mede si mi it potet coronati da Cappuccini Missionarij cotolico Rito, da' quali ne' tra sannati temceve la Corona ii Re primi ero ; Congia fece it P.Gianuario da Nola a D.GAlfon Zo , che con tu ita sollenia ita E ad et Sommo Pontefice Innocenato Delo corono. Dice si tal concessione: Il Sarmo Sagramento: per star ut ne i principi la pergamena cotesta fagrata Imagine pressa , accendendoui te candele , quoc corresse apri rii ; e Colui , nelle mal quale conseruasi, per ordinario e at Reesetio, e sul Real a rono risiede, per te idiscrepanae vi ino, ed a suo luogo dirA di dreloggi e la Bolla in poter dell'bono RE , di cui si ragiona, assieme con rasedia des Regi passati . Notificat alla
