Breue, e succinta relatione del viaggio nel regno di Congo nell' Africa meridionale,

발행: 1692년

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gran dis iacer mi cagiona 8,che t 'ho ve-o anni darii anche con preser me li,ni fra Bianchi, aucor mercantando liprie carni. Cio auuiene, quando Ie Ne-doppo d'hauer conceptito ii parto perde' parenti, ii figlio da esse v scito ali

:, ne resta sic hiauo, cd e per tale tenuio, Ccorrendo qualch e mancanaa, o maliasiatione nelle sue semili operationi,pre-l vendono ; it che accade fouente per es-le Negre schiaue delie Bianche , ess piue volte per qua lunque minima,e leggiena Occorren Za sortisce, quasi ad onta' de' parenti it facessero,ed in particolare esseo d'adulterio. aueua vn pa ire due sue figliuole , unia

ua,& vn 'altra mulata da maritos lenis

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38 Relatione det Uiurio

dic hiara vn di questi per suo vero figlit 5 per propria figlia , son sem pre mai stiper serui, e per schi aut at tutio reputati . In quanto a Negri permanenti in qui

Citta, e Regno,tolline alcuni,che son lilper esser natiui,gli altri ordinaria mente tuiti Schiaui, e mercenarii de' particodelle fatiche, e sudori de' quali vitio Blanchi . Molli li mandano a loro ArinPoderi, una, e due giornate distanti d: Citta, come at Bengo, e Dante, che sonfiumi irrigati, conciosiache gli altri ter per la scarseae a delle pioggie,come non molliti dati' acque piovane , si rendonoed inhabili at mane ggiamento delle ZalIl modo di colli uar la terra e, che clasgli erge d' in torno dat runa, e d ait 'altra s guat mente ii terreno in forma di murac rest tute a suo tempo l'acque, per te pio cadute ne' monti, apre chi si si a ii suo Cle, e fa che dati'acque si allaghi a susciit suo suo lo: Si racchiude di nuouo, aspedosi, che it Territorio rimanga proportito a rice uer la buttata semenZa , e non che in tre me si si racco glie, e rispig Campo. Molli gli mandano alla pesca, u edendone la Casa det Padrone, mandra ual

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Nel Regno di Congo. 38 s

anzature a vendersi. Non polrebbe data a pleno narr/rsi la graia quantita de' pescituςsto mare prodotti, e quanto tenue ilZZo. Prouiden Za vera mente Diuinata latre in altra maniera farebbe disti collo so uere , singularmente in questa Citta; ne ualuiaque altra parte tras ferito mi, nota icon sinule, benche mi soliti lene d'hauer, ne ita Pellegrinatione dei Cobero, traintata in Italiano dati a lingua Spagnotata, erui via bab statione preno d'vn si uinci,

a copiosiopesce , che di questo dissecca franio se ne forma in abon danaa it pane egrinatioης di Pistra Cobero . Di talii, e gulaetanti viventi si cibano non solo egri it pili delle volte,ed in Ogni tempo, inche li Blanchi di de ita Citta, in parti e la sera, adducendo esser cibo pili pano, e digestibile delia carne : ed auuen. e non babbiano i isquisiteaza qe'iaporiri delli nostri d'Italia, pure la necessita ette, che con gusto si mangino, e da chiogia si gustino. ipongono di pili ad altri Schiaui, ehe si

Silvola, si di principio a fondar lia

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Casa , e conforme crescono gli anni de nata Bambina , cosi va innangi it fabric: e si stende in grandeaeta, ed alte Zeta la ni habitatione. Dico perb de' Bilichi,e di qti, che n'hanno Ia possibilita. Persaria cina, raccolgono te conche marine, di quali assai ricche ne sono quelle spias det mare, componendone te fornaci , ndiffugitali alle nostre calcinarie, con qusol di vario, che te loro per lo spatio di iti quattr'hore son persettamente coite, die bensi deli 'istessa bi anchereta, e gas deχχa, che la nostra calce possiede. Molli si essercitano laeti' ossicio di Barro , ed in fare seremo i ies cono miglidi Blanchi per la leggiereZZa della mano, solo in maneggiar il raso io, ma ne li'apris ligentemente te vene, per cauar il sangdandosi gli altri, chi is questo, e chi i sininisterio. Quando dediti non si trouas seruigio de' loro Padroni, gli Artisti limano vn ranio it mese, o settimana, tch'auaneta e t oro se tal volta non vi perd Si che coloro, che di pili Schiaui son post ri, di pili ricche possessioni, e di piu lagiati e douitiosi ne vivono. It cenaro corrente per ordinario in

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no sono te Maccutas, che vuoi dire certinetii in tessuti di paglia quanto uno scac-li carta , dodeci de' quali formano vn trεluine delle nostre , e veragono ripulate, ae la moneta di ranae appo di noi, sp desi a minuto. La pecunia, come iusse ento, e l Intagas, e questa consiste in unao di bombace grosso di dramma a soliana a di due m occichini, o faχzolerti di, at pre Zo di ire cartini l'uno. Sonoui si te monete , chiam a te, Folingas, dibace parimente, ma pili fine, parergia ite citate marinare sche al valore di selieni, e meet Zo . Li danari pol di margior Zo, e stima , che corrono at pari deli 'o- , noli Birami , otele simili alla ZiZenata, ndo ogia'in uolto di queste per quinde-

se dici cartini. I 'oro, ed argento me no

ercanti si usa, ne corre affatio in qu cstiundi procede, che da tanta diuersitalitaui, ne ite nation differenti, ne seguata, e discordanaa de' costumi, e benche Christiani, parue mi, che non da tuitiu tua lita la Diuina legge s'osseruaua,

i che n'erano osse ruatori, cio face inmo,

indotii da loro Padroni, e Signori, da

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3 8 8 Relatione det Uiugiis

do si ali'osseruaneta di quella,se non totalite per amore, almeno per timore. Fra glconuenienti, originati da simit prosapia

Schiaui, direi essur il principale in persidelle Donne Bianche , che non volendo star pr iue delle loro Muccama , on si cuno di accas arte, e queste per non hauer vdi castita , servon si volentieri deli'occasise l'incontrano, e se non l'hanno pro ii mele procurano anche con rubbamenti, e fiali'ist esse Pad one, dominando ut ii vitur evole abuso, che te Donne m*ntengono hu omini. Se accade ritrouarie S auide, sh cib imputato a verg0gna, ne a se riae desne a gl'istessi Padroni, an Et cresce t 'entra Dal canto nostro non vi mancano te det diligenae, e requisite determinationi,pς media rui : e pure alcutae Sigdore ci diςζ no, non poter clieao star sem pre vigilanet custodir le Negre, ne effer tanto gracosa, se tat' una qualche volta ne sferri. Clutio cio per te frequenti correllioni fada nol, ed in priuato, ed in publico, arridad eta macura , te collocano in matri suo con altri Schi ui di coloro, che a bastan, ne ten Sono. Ma ob quanto si suda , e qu vi si richiede per ridurculi , ii res c. q

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ser priui di quella liberta, che solo ita

sto permet tesseli, con a regnar quantitause senai ragione, e mille fiacche ragio- una fundamento. oniugati che sono colle sopradette, tr

i pur di quei, cite accordati si co' loro

a pagni, sit cambiano te mogli Puno con Q per qualche spatio di tempo, e se senti rimproueri circa tal fatio, non inde-l'obbrobris, rideondono, che l a ssaggiarre via Iste sta cibo, non e molio tolera- Malitia humana,ed oue stigioniaΘC lal Sacramento ii dishonore, e dati'ho- rabborrimetor Tra quelle,che di mora-or di Casa de' Padroni in Villa, o nelserrie, si elegge da classeuna va huOmO,co, di non laseiaria sin tanto, che per via non hibbia concepito, facen doli lepcr tutio quel tempo, che seco in su a bagnia risiede. Ma fatio ridicoloso e per, che qui te Donne at contrario dellemni costumanae d'alire Nationi,muta-asi in liuomini neli'operare, attendonotioni virili, come di contraitare, vendemptare, ed altri asserue li mariti ne re-

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39o Relatione dei Vianis

iosa dat te mogli tenuit, che se per auentli ritrouassero a partare colle Consorti ane, vengono in conte se grandi, molleggido in orgogliosi lamenti. Vi is ordine det Vescouo , che tuit'lgnori de' Neri gli facessero di sobligare precetto della Santa Pasiqua , sotio pentanta cera per classe uno , ob lsanduli di star lo scritio delia fatia confessione, e Omunione a moi Padroni,e tuiti viriti da citi at Curato;e perche alle volte sarannom e rsi nelle prossime occasioni dei peccat fine di cauar dalla bocca det Confessore desiderata assolutione, si servono d'una fsima astutia, ed e, che net primo di Quam a si separano gli liuomini dat te Donmonando per ali hora vita casta , e preselisi poscia at Sacerdotale Ministro, gli dno d'hauer lasciato i 'illecito Concubit0 emersi separati dat te male, e cattiue pr. che, con promesse di mai pili ripi gliai Passato rottauo , o quintodecimo Si doppo la Resursettione det Signore ne 'no attorno agili sa di Britti, sin che di nus proueggano per tutio l'anno di quelis cono esse i di bisogno,per satiar di abb neuoli impudicitie te sisten a te lor vog

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et a conuersar pili con quelle anteriori,chestiadi confessar si lascia rono. Centamo alia loro morte, e sepolaure,ehene residui della gentilita, e per la diuersiae' Popoli,differenti ne' riti, e diuersi nel-erimoni e si veggono. In quanto alla mor puo argomentar sene l'esito da chiunqueis iccorda dei commune adagio : βuasis via

is ita. Ed Aristotele : aeuatis unusqui es,tasii is i videtur. L 3. Ethic. cap.q. quanto alle sepolture dico per testimo-ieta di vista,che ne' Regni di Cacongo, Ciagoij non si sot terrano i morti parenti, sena conuen uti non si alio tuiti gli altri delmiado, ancorche vi scorressero de' glor- Radunati si in sieme,dan principio allace ista, iacendo varie cose superstitios , te ammaZetar te galline, e di quel sangue rgeriae la casa di dentro, e di suori, butio te carni deli'istesse sui tetio delle me-

me Abitationi, con dire, che in tal ma- a facendo, l'anima dei de fonto non ve

u in quella Casa a dare ii Zumbi a qual-

iuno de gli Abitatori; Zumbi, chlamano ro Idioma l 'apparitioni de' Morti, cono uanZa, tenendo per certo, che a quanti

dono, habbiano tuiti a morire; opinione

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391 Relatione deI Magris

tanto radicata nelle forsennate menti die si infelice,che la sola imaginatione dio segno, che sia , perchesortis imaginaticis casum, alia morte gli riduce. N 'hahmo molle sperienete in pili casi qui occolpersona di coloro, che stando bene di sadoppo poche bore, e giorni, per simili iimpressioni, misera mente sola morti,appcdo questi , e quegli effer morti, per has chlamati it defonto, massim mente se siro stati tra eis nemici,o che in quale h'eito hauessero hau uto contes a alc una col r

Compita la cerimonia delle galline, no at pianto : e se tal uno non hau esse v. volonta , e desio di plangere, medianti

forteaza det Siliquastro, o pepe d'ine qua represso di no i ii peparolo, fa che docchi si sigorghino, ed a canaletii capio lagrime, e sena a rasciugarie, a terra n schino; scorso qualch e tempo a graia vnel plangere , ne passano vni tamen te liel

gemiti a glubili, dalli planti alle pentob

dat cata letio a banchetti, mangiando tu spe se dei pili stretio parente det morio, isn'a queli hora ne sta in casia disteso. Sat tisi a pleno con non ordinaria ingor le

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