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traean nati cibi, ed ingorgiate vivande,rdano affatio dei defonto , ne pili vi peiDo.Toccato poscia vn tam buro, trasserit,
alle menete alle dange, si principia it basestanchi gli uni, vis'introducono gli altristeschi, conuenendo ut non solo li paren-ma d calca la varieta della gente. Postoal danetare, riti rati ne'luoghi premedie stabiliti, ed alla cieca tui rin serrati, se assano in tra*tenimenti sporchi,ed impu-ii , affermando in tal congion tura non es-
illecito, it rimescolarsi tra l'uno, e Pal- esta. Sombra quel tocco di taburo quasi rido dei demonio , con cui son citati lioli a riti si e secrandi, e fatii cosi crapui ed es at sentirio ne volano per pronia ite obedirii. Alle madri non gli e facile ter te figlie, e meno age uolea Padronirdir te schiaue, che no saltino fretiolose, .ccino in peeteti te mura deli habitati onii di ritrouarsi teste a tante barbare sunt,ed abbomineuoli scelerate ZZe . No a s'e dato a ciis it compimento,che S ap ino alle superstitioni, ed idolatrie , an-
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a glacere estposta a sensuali placeri di cli
bia a proferi r da alc uno qualsisia parota Che si falle in segnita stiano in us
Gentili non e tanto da marauigii arci.Vc se ii Clelo , che colesti Tambi non s'vsro con licen Za de' veri, e puri fedeli qualche cattiuo , e non sincero Christi non solo in Regno d'Angola, ma ancor Loanda . A miei gloriai di permanenaa coleste parti mi riferi via tale, che in vn lgo suora di de ita Citta tal' enormit1 ometteuasi;Vi accor se it nostro P ad re Pinto con via suo Compagno, e gente fidata essendo di nolle , tempo habilissimo pepiti alle balordagini, e maggiori osse si Dio, in controssi colle guardie , che sapernon esser di nolle te nostre u scite, giudirono quella elsere per Diuino seruigio, ero se gli os Drsero di volerti ac compagna ma ric ti fata la lor Compagnia dat Prest replicarono non esser ben stimata la risiuine per apportarii riputatione ii non seglii, con ad durre di pili cagionarii non pd'ignominia ali'honore, se cosa sinistra cca de illa, e senaa proferir altro si auuiar
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s . Arriuati ad vn Abituro, in cui po-i attuat mente trotiarii colpeuoli , i Sol si posero in torno alle mura di quelio , in tessu te di paelia , ed appoggia te a te-legni , in vn tratio con vociferationi loarono a terra. Q ini maligni, che pocli ierano, at veder te pareti cadu te,e I a Ca-,adacchiata, si di edero ria fuga , non ri-:ndoui se non Ia moglie det morio, qualita scelerata mente da maledella offer
a a non uscire, ne partare, sola fit presa, Gauerna dore ben consape uole dei suo fare , fu publica mente con vituperi, ni per tutia la Citta salta frustare. Mais angano, Presidio det medesimo
i impedire si e secrande funtioni, chondo appena scam parte, n6 poco vi man-rhe amassinato da fassi, lapidato morisse, orendo li Signori, e persisnaggi riguλγui, e costume de 'Gentili lo sparger , e frondi superstitiose nelle stra se pue: passa it cadauero, con permetiere,chei per dritto sentiero alia sepol tura ; e sit soro intoppi di Case, o di mura , che licisero trauersale it passaggio, te danno a
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terra, sia te quali ne passa dirittamente retro: E per dimostrarsi pietosi verso li re si diportano assai spietati colli viui , racidendo barbara mente dentro de' sepol viui colli morti con cose comestibili, a I 'est into Signore sta servito; quasi imit: deli 'em pieta di Mezentio tiranno , e RiΤirreni amma ZZato pol con seo figli uolElena, per effer cosi crudele), che conggeua colli morti ii vivi, fac en doli di fet
di puaeta inhumana mente morire. Mortua quin etia iungebat corpora Scomponens manibusque,manus,atquιbus ora:
Li Giaghi con spargi menti di sangu ostono sacrifici di vitti me humane , nsolo in tempo di morte , ma ogni tal volche ii Successore se i 'insogna,b liene bisod a tuto neu 'occasioni di guerre,o d'altri
Un Padre de' nostri a mio tempo have sentito, che dentro l'Auello di certo Sigre , o persona di stima vi statiano a pred sine due altri viui sepolii; di subito freti
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i ando , per liberarii da quel carcere se-:ra te , o tenebrosa , e puZZolente tomba, 3uolli suentura tamente periti. la b cecita, b sfacciata ginn, e s Acciati Di costumana a d'alcunt, che solo it nomero di Christiani in cotali Paesi, quali alir di qualch e suo Consorte, tal volta saniere spietata mente latuita ad uno de' Schia ui, accio vada per seruigio dilo neli'altro mondo;e si scusano quando i soli'ammoniti, e corretti,di non saperfntio cosa alchina, ed effer da morte stasta total mente alieni; e pure oh Diol l causa di proprio moto l'han satio truci: per altri loro Schiaui. Eccoue la proia iero: Aui fato vn nostro Padre,qualmen- .aua preparato via povero Negro at do-user come bruto, satio vittima dei di tuito Padrone; corseratia mente a signifi-o alla moglie dei defonto per scam parti ita ι questa accorta si essiere la sita crudel-ue sata, e scouerta , muto tosto pensiero,rdino, che si scelerata tirannia non sivisse. N 'oc corretiano anche a mi ei glori cosi empti missatti, in I erauo tante, ile scuse, e coperto te, colle quali si vi tu se attioni celauansi, che non vi si pote-ua
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ua con castichi giuri dichi criminal me procedere. Hor come hauran da ri prenti Negri di natura pili di fetiosi,ed at Pintiuirsi pili facili ZLe se poliure de' Gentili , tolle ne qude' propris Signori, si anno in campagna de gli habitati, ponendo ut sis d'esse qua segno, conforme la qualita de' sepolii;carissa via iungo, e dritto corno , non :quat animale; chi via cumulo di terra una pignata, o altra cos adi creta; alifanno sopra delle pergole con cento figlierie, e leggiere age, unite con te si ipstioni,da Siregoni operate. Nis seruendicasse, 6 d'altra cosa di legno,per deposis cadauere, i in uolgono con buona tela dibace, ben circita , e di fit luccine con agalantarie adornata, sin come dat poticia scuno gli vi en permesso;au uoltadosipoueri con panni di paglia dei paese. Nel Conta do di Sogno,qua lunque cd Terra liene, olire la Chiesa, vn Iu OS
parato con una Croce net me Zo, oue colche non hanno sodis fatio at precetto P te, o non si sono confessati auanti di moda per se stes , e sena a che it penetri
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mando it vivere con Sacramenti, nilono, o che s'at trotiano d'hauer riceu uincat telle nella scors a Qua re si ina, se ii dat tura in lilogo fac ro, escius aquai sistata di paga. An χi nelle loro infermita, fat-santa Confessione,restano da noi sotme con rin fresichi , e limosine, hauendosire riguardo alle qualita delle persone, a mente polae re, rico noscendo si da esstro pra i mriegata , non solo a beneficio mima, quat 'o si pili lo deuote , e princi ne,ma dei corpo ancora. Laonde si preio da noi ogi anno te c6fettioni di Ta-ὶο, frutio dei pae se , vguale alle nostre 'lle, o Carobole, per hauer dei cordia- infrescat tuo. Olire di cio tentamo al-Schi aut della Chiesa e sperti nelle flente , o cauar sangue,ed in altri medici- soccorsi , ed ii tutio θ gratis, per nor ansa di far ricorso a Fat lucchieri , 0ni, ed alutarii a vivere , ed a morir datiani. Per quelli, che son desti tu ti , pri- rarenti, bis gnosi, o stroppij,si e fonda-Spedale , vicino at nosti Hospiti O , in ,
en dono sostenta colo da no i in Ogni lo- a rituale, e temporale necessita in qua-:stende la nostra possibilita : carita in
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vero , non tanto affat gioue uole, quant molio profit levole a tal nouello , e te
Christiane simo. . Poniam o rermine a gli Tambi , is fuisiti de' Gentili , tot rapportare quel tἰche negli anni passati acadde net RegrBenino verso la Guinea, sit uato die trCoite deli 'Africa, poco discosto dalla liEquinoaetiale. Ritrouandosi quiui it RFcesto Romano, Prestito det Regno d'Ori , eo it P. Felippo da Figuar, procurat da sturbare vn esecrando sagrificio, sogni anno a farsi at Demonio , sotio predi douersi e Teguire a beneficio de' loro iii antenati: Sagrificio,che alle volte glova sin at numero di trecento persone, sute , ed voci se; beme vero, che it pie seni cui ragioniam o, non passa ua pili che cined erano nobilissime, Questi colla scid'vn Nero lor fidato, penetranono siesaleto Recinio, capa ct ismo di molle ceotin d'hu omini ; tui scorgendo tanta moltitne, con canti, suoni, e tripudii allegrai te danzante, si applattarono, per megii seruarii, in v n luogo secreto, en appquello, in cui conseruatianii te coitellebranti l'humane vittime per si horrendi
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ata cerimonia: NE potendo mir tanto,sti, che ved uti non fulsero, scoperti dat Enapijicon vituperosi s balηi li cacci tosto morailvia it P. Fia iacesco scappδn-lla sfilata per meZo della calpa de' Nς-bbe tat animo intrepido , che rinfaccio di tanta crudelia. Cio kedendo quei
ii te, che vi assis tetrano,cons ici pugni, ante sir scinandoli, li ributia rono di , e xinsor ate le Guardie, ademptrono
r u li viui in sua presen ea; E presen, Orasgios in quella Reggia,altra 'die
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rono per lo spatio di ire mesi te noto sedi queli'orgogliosa prigione. Nε tam fermati si qui ii tanti strapa EZi, volt ero fine venderii per Schiaui a gli Olandςsis arebbe forulo , se da questi mede similfusiero stati dilasi, con imbarcarii nella pria Naue, e lasciarii sani, e salui neli'Ildel Principe . Si die parte dei successio:
S.C. e Ri risposto, conforme in te si, chMartiri Santa Chi es a n'haueu'assai, m Missonari j in quel Regno non vi ritenenon due soli ; per tanto e sortaua gli althauer cura di procedere con non minor deneta tra Campi di piante tenere, ei; poco sin'hora colli uale. Insor se un'altra persecutione, tolerata
fronte serena, ed animo imperturbabile due altri nostri Frati ne il'l sola di S. I per an lar in Regno d'Ouueri,contiguo stes si di Benino, sendo in entrambi numente fondate te nostre Missioni, M Ii sudelia e resideneta dei P. Presetto, ligior no it P. Francesco da Montelione,
