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68 Pars II. Num I. Congregatione Fratrum Scholarum Christiana
XXIlI Tegiis, 1 Contostis ex ossicio D. duardus Tayae Gallicae militiae addictus annor. 2l Proc. sol. 22. XXIV Testis 12 Contestis ex meio, Frater Illan
Maria o Congregatione Fruirum Scholarum Christianarum annor. 60, Poc sol. 526. Peritus ex ossicio deputatus ad explorandum statum valetudinis sanati Leopolis Tayuc illinus D. Maria Iulius Duran Medicinae Doctor annor. 4 Proc. sol. 299. II Peritus ex ossicio deputatus uti supra, Ismus D. Aloysius Bonneson Medicinae doctor annor. 34, Process sol. 500.
Filii morbus innotuit matri dis I Fo-bruarii 1889. 2. Et statim ad eius
Vidit filium expuentem matoriem sanguineam, si valde oontristata est.
De Primo iraculi extremo seu de origine, qualitate et gravitate morbi
E Processu Apostolico Ruthenensi I. Testis, Iuxta interr 7 proe fol. 65 tem resp. Li undiei obbraio 4889 icevelli una letteraeon cui mi si annungiuva che i mi 3 secondogenit aveva una sussione di petio. I suo fratello maggiore alunia anche egi ne Conviti dei Fratelli, mi saceva conoscere con altra lettera questa triste nolletia Partii immediata mente per Rodeg.
Non appena iunsi sui condolia ulla Insermeria presso it gli malato. Ne corrid o ineunt a iiDirettore ella casa con diae medici, i quali er no i Sig Artur Artus et i Sig. Laurent Chiesitor notieti di mi figlio. Mi risposer che non
potevan dire nulla e che avrebbero e luto et gloria seguente. Mi domandaron se osse statonia malato. Rispos che non to era mai stato, cheaveva avulo sollant ulcia ne convulsioni nella sua
insanetia Entra e vidi che mi figlio spei torava materie sanguinose, to che mi sece una assa do-
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De primo iraculi aetremo te. 69lorosa impressione. Mi post ad aver cura di mio figlio. Intorno a me si dice va che si saceva una novena ad nore de Bout Giovanni Bullisia dela Salle, in ne mi lurbamento io non vi po- neva molta alienχione, a diceva se me tessa: Tu unque sol per lasciare tuo glio morti a Rodeχ. a prima notio rimasi in veglia presso
d olla casa. Tulla a nolle era 'amo obbligati di rom lini sariam ins cambiare a sua iunc heria, lanio abbundanti era mi immutaro suit no i sudori. 'indomani it sanetullo trovossi in uno ψRς -- dei iv terribili delirii. Non pote amo tener Dis posior sups sermo ne suo et lo I Sig Artus e i Sig. Lau voni delirium. rent lem evano 'una meningite La oeca de S
pannotino non vi si attaccasse. Gli occhi de san g T. ei ullo eran vitrei. I medici vi aceosiavano una Oculi erant Vitro . candela, e cio non sacev alchina impressione sulsanci ullo. Nollo guardo de medici io velleva chele cos non unda 'an bene. Nella sera volteros armi riposare, ed i aveva sempre aura di es-
ser chia mala per dirini che mi , figli eru orto. Mi ea salto promellere a Fralello iretiore direnderint avvertita se osse sopi aggiunt qualebe ci
Alreta di nove est soliunt aVcVa Usserto te alsiudin anis modi convulsioni per tre torni. An et di treis quat bum de quo agitur.
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tro anni si indisposto durante una et limana in conseguenZa 'un reddo ua egi non ave v avu-to altra mulatii ne alii' indisposigione filio quando gli resto con me Ave vii uni turdici anniquundo latro ne Convillo dei patelli di nodeg. Ne primo anno h bc una risipela, a non sui chiuinata per ederio, e questa maluitia su seneta gravita slato ne secondo anno inque eb-
excipiebat remedia. S an giunt qui ei ignor ove osse a sededo su dolore. Ren leva i rimedii he no glidavamo. Credo di ricorda pini che gli erano date anche alcuneisucci di pod e di tisana. No lolacevamo spesso bere, a sua lingua era tutiabiunca, coperta di male lanco. Quanto gli altri segni mi rimetto a quolio che o gia delio. Iuxta interr. I. proe μι. 70 tem resp. Fu salto chlamare ut Dottore eli assenga del, is Sig Artus edico deli stabilimento. Non so hi
Pluros modio advo si quest medico, ne quali inaedi egi prosericati fuere. Vesse Allorquando arrivo i Dottore Artus erodoeli it primo medico si ritiro per i ovut riguardi, e ii quando su edulo it ambino eos ma- lato su chlamalo ancho it Dolior Laurent, edallorquando i sono stata a node ho edulo questi due Ottori che ventuano instem duc ire volt a giorno Sera' uno de due ventus solo
tua, velismonis agi l sporn di arteis si agitava almente, helabatur stentavam grandemente a teneri ne suo letto.
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De primo iraculi aetremo, etc. IIuxta interr I proe DL I resp. Loopolitia aveva avula una selibro violentissima. Iloralello inseriniere noluxa duo orare voli algiorno i gradi de ea lore coine ancora i gradiis olla selibre. Hi deii gia clio in non mi icord uva quale Osse a respiragione de mulato lima lal si ripusuva semule sui suo dorso e non si rivolgeva a sui iunco. Quando saceva sorgi per scire is lollo, rica deva o noli flessa po-
Queste rescrigioni eran salte dat due medici, ehe agi vano di buon accordo allorquando i sono
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Ρεctoris infirmitati aliud accessit gravo
Inutilia aestimarunt modici remedia. 22. Meningue correptus iuvanis, vitro facti sunt oculi eius.
mortem iudicarunt medici. 24. Volismonii dolirio exagitabatur. 25. Optima anto lotha lom morbum gavisus est valetudine Leo-poldus.
72 Pur II. Num II. su della complicagione d una menengite che si aggiungeva ulla ussione di petio De resto miris episco a quolio che o gia detto I delirio durola noti in ut o veglia it malal ο, e ne glorno seguente in cui i rimas presso di tui. Iuxta interr 24 proe sol. 75 resp. Ne mercolis mattin i medici cessaron di dare rimedii credendo che tuli ora inutile. I Frate Direttore mi dichiae pii tardi hera medici
gliel avevano etto, e che essi avevau aggiuntoche piloruerebbero a sera per contentarini.
Iuxta inter . 27 proe sol. 75 ery resp. Allo pelle a complicagione 'una meningite 'aggitans alia inalallia, o guardo de malato di- veniae fisso e Piliante, a come ' ho detio, a luce non saceva su di tui alc una impressione. Tutia a mattina de Mercoldi, i malato resto assopito no a momento in cui miglior il suo
Iuxta in terr 29 proe sol. 76 resp. So heri medie dissero cho Leopoldo non passerebbe a giornata tu vita, in ignor que cheessi avevano tro vulo di uovo ello stato delsanciuilo. rimetto pel restante a quolio chelogia detto Era in uno stat di prostragione comedi hi e prossimo a morire. Iuxta interr 30 proe sol. 76 rem. Allorche i malai aveva i delirio ne Mart ediera violento, atteyu i muro, diceva inglurie aiFratelli che si occupa vano di trallenerio. eglinon ebbe sentimento di se no a mei coliti et
II. Testis juxta II interr proe fol. 8 resp. Dali'et di quattro O inque anni non mi i- cord di essere stato malato, no a quando ebbil'eresipeta, 'anno che precede ite tu mi grande mala ilia Prima di questa grande maluitia, delia
quale i sono stat guarit in una manter struordinaria, i stava bene e non aveva in alcia modo provat di particolare ne latica, ne mancanga diappetito. ra stat ulla precedente passeggiata eno ne abbiam due alla settimana.
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tia, o mi trovava ne cortile. Vera della neVu. Quomodo morbus in-Prova dei rividi. Aveva dimeoltu di respirare coeperit enarrat ipso quando i Voleva respirare sentiva leuia pun- '0p0ὶd-- ture ut iunco destro. Provui anche uia dolore alia lesia ella sera e speciat mente durante unaleetione della storia di Francia Era impugienteche tu scuola terminasse. quando scit dissi alFratello Ernesto, mi professore che o mi tro- vava indisposto, e che voleva andarmen ut letto. Salii a dormitorio, o mi si alello doardo enne trox armi e mi porto una botliglia 'acqui calda per metiere a piedi. Durante tu nolle non pote mal dormire, e et mattino io ultendevacon impagienet M arrivo deli inseriniere Sentiva che i mio stato si an lava aggravando. inser- iniere veniae ad assistermi ella levata di letto per scendere uti insermeria Provava ii violento dolore di apo Mi sembrava he tutio irasso amera' tu torno. 'inseriniere che di que tem p tro- vavas in collegio, mi prese per a mano per tu- stat in il polso, in non mi disse che cos uvessi.
Iuxta interi'. 3 proe fol. 8 resp. Non in ricordo di ver prouulo aliora dolori
nolla parte anteriore sul iunc destro. VeVa loro corripitur.
avut bisogno per discendero chera'inseriniere midasse ii braccio, oiche provava disse illa et
camminare. Non avea alcianu dea di prendere quale he nutrimento.
primo medico che venne a visitarini osse ii Si is gnor Auge, a causa deli'assenga de Signor Arius Ab initio infirmitas I Signor Laurent veniae anche egit op i Si non inislligitur. gnor Auge. Fui ascoliato e non quali rimedii
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74 Pur II. Num D. surono prescritti Dissero che non sapevano bene
III. Testis iuxta intere. 8 proe fol. 9 resp. Conosco una guarigione che e stata perata et Convitio mentre i era appellano e la considero come u miracolo. Η udito partaro di al- cune attre, a d una anter vaga, e non miricordo delle circostanete. Quanto ut ait miraeolos che a vut luogo a Collegio, si e pecta rato ulla persona di Leopoldo Tayae I medici Lothalis oratisopol dic evano che 'era una pol monea insettiva ed una di morbus meningite. Mi sembra che quest adolescentemsse malato circa due anni r sono Ad uia dato momento gli era moribοndo, et u momento dopo egi era uarito. M. t tu intere. I proe fol. 98 resp. Modio qui advoean I Signo Artus medico de Collegio era as- Rr sente, et egii ave va regat ii ignor Auge dilare te sue veci I Signor Auge venne due Ol- te a sar visita a sanctullo. Fec alcune rescri-gioni che tutiora sistono II saput queste in-
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De primo iraculi aetremo, te. 75sormaetioni ui Fratelli, e credo cho su i Diret- toro che me disse S ancora dat patelli chei Dottor Laurent quando gli in eguit veniae, trοVο, edendo te preserietioni de Signor Auge che questo medico ave va perseitumente diagnosticato a malailia. Io non credo cho ilSig. Auge osse statu chia malo dat patelli poteli ossi flossi chlamarono ii ignor Laurent. Suppongo che i Sig. Auge osse venulo unicamente per complacenZa verso it ignor Artus, pulche egi non ritorii quando si si presentatoit ignor Laurent. Iuxta interer II proe fol. 98 ter9. Hδp. IIo dii disto cho a mulatii si era aggra di rismodi prorsus
che i rimodi non operavano at cuia esseti O. orant inutilia.
Iuxta intere. I proe fol. 99 resp.
dissero Ε pedito, non vi e pii speranga. Non nulla orat sanitatis ricord qua gloria questo osse, ma credo cho pes, io allor aveva gia est remat i malato. Iuria interr 20 proe fol. 99 in sine resp. Si diceva, come rho antecedentem crate spiegato, chora maluitia osse una pol mone inscitiva, eis anche una meningite in io non o socia meningite si dichia ro immedia tumente, O solamentepi tardi. Juxta intere. I procras. Ol. 99 term res . So hori Dottor Laurent proscrisse norat tamento, e de resto te sue rescrigioni sistono tutiora, e si troveranno nella casa, perche si san-n scpivere in unisuaderno Suppongo che illot
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Μsdiei omnes ad- Vocati concordani in gravissimo iudicando morbo.
M. Malum in peius assidue progredieba
correptus. 42. Ingravescebat mo
bus quotidis, testantibus modicis.
76 Pars II. Num II. Vitto, sias presentat non appen egit ri torno davn Viaggio ma non so in quale giorn fias egit Presentato. olt mcn eo nosco quale intonia egi trovasse, a s che approvo a diagnos det Dolior Laurent, come ancora lorattamento cheera stato dotiato. Non ricordo hi me tu hadello, a mi e rimast quosla memoria. I Dot-tur Laurent conlinuo ad occuparsi ella gua vigiο-no de malai uni tamen te a Signor Arius, manon credo che siano lati hiamati altri modiciolire t due sun nominali, ne che i Sig. Auge statornato Ambidue trovavan il malato in uia gran
Moeta intrer. 22 proe fol. Io resp. Non credo che Leopoldo provo mai alcia sollieu per 'applicagione dei Pimedii, a che alcontrario it suo male si aggravava gni torno ad gni Ora, a non mi icordo di altri particolari in topia a suo stato. Iuxta intere. 23 proe fol. Io resp.s eho medie dieevano che a meningit eracomplicata colla polinone ins etliva. Dicevan ancora che a labbre si andava alimentando. Si dice che in ultimo avesse gli Occhi invetriati, malo non ne conservo memoria. S che Leopol doebberi delirio, e quelli che t custodivan midissero che a tento pol evan teneri sermo et suo letto.
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De primo iraculi intremo, etc. 77e iudiea i suo stato assa grave per amministrangli gli est rem Sacramenti. Consessu Leo pol do e per avor riguard allu Sua eta, e non aggra s. vario troppo, Oleva spetiar alcune re prima Juvsnis ipso dosi di portargii l . Vialico e di amministrat gli Ἀ- π Vii Oxtremis s-strema ungione Ma gli stesso insiste viva mente ' η'st moni f. Per Ssere est remulo immedia tamen le ed io losec durante 'officio de Vesperi per soddissare alio sue si ariete. Mi ricordo che god ova di pleno perseito seu limento sin a che duro 'amministragione de Sacramenti Trouui it lanciullo ag
to vi osse speranga o no di salvario Era di Do-menica sera atror de Vespero. Iuxta interr 27 proe fol. 10 resp. Mi si deii , he i malato aveva perdui i sensi ella fora de gloria in cui io gli avevo am
ministrati i Sacramenti. Op ebe tu Sirem to piis dolirio oorripi- disso alla sua mamma di non arto sotterrare qui tur.
ma di sar portare ii sui corpo ella parrocchia nativa. Oscia adde ne delirio Si disse che veva gli occhi fissi come una persona colpila dameningite, e che avesse anche i coma. aeta interr 28 proe sol. 10 tem rem. Η gia deii et, i medici dichiaparon il lan s detuli spedito. Sombra ehe eir ultimo torno 'que amplius non rescrivesser alculi rimedio. Mi e stato an- 2: Vae' ' p ' che dello he i Dottore Artus arebbe rimasto Sorpres di non avere neppure egit preseritto alcula rimedi per a consolaetione elle persone che circondavano i malato, siccome egii a l'abitudine di lare in simile aso. Ad artieulum 1 proe sol l0 disit: s Un ratello, non quale, mi disse mentre Imminstat mors sanciuili ora cosi gravomeni malato, che gli a Leopoldi. v eva i m hetto, Dio ne conclusi hera morte do saueiullo era imminente. Ad artieulum 2 proe fol. 97 diuit Un patello mi assicuro ancho prima della gua Do rigione de sanctullo, che questi aveva it eoma. . d.' 'gitabatur
