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ancora, eho Se non susse stato per te inie persuasioni, non si sarchbe 1628 indotio si mandar at dii ea la proposta eon te restrettive, eon te quali Iuli 8sti portata dat conte Orso. Questa o stata l'intontione, questi li motivi e queste te riserae, eon te quali mi mossi si passar eon monsi orb vescovo di Mantova quanto avulsat eon la ei sera de 28. di magio. Mai 28
It ehe quando non sta approvato da V. S. Ill R e gradito come se vitio, che io credetii di sare, mi assidura nondimenti la sua singolarissima beni ita o di N. S ', eho Rara seusato como errore e maneR-mento non di volonili. Et in Ogni easo sono io solo nella colpa, ne l0 vi ha parte monsignor nuntio ordinario, per the in sua presunga e deleonte Orso, se bene si addussero ragioni, per uiuovere mon8ignor Ve8- covo di Mantova, nondimeno non ne tu persuaso e si prese risOlutione,
ehe solo ii due sudetti instassero di nuovo oon l'ambaseiadore di Spagna, perche si levasse la restrittiva dolia ei ita di Cremona, dielii-lb arando ii vese avo, che di altra maniora non la proporria at duca suo signore. Et io ali' hora pregando it voseovo si traiienersi fili cho si laeesse tempo d 'ab hostearsi eon li duo sudotti, dopo elie havessero traitato eon l'ambaseiadore. E cost laseiatolo in eamera solio pretestodi andar ad aecompagnar il e0nte Orso, dissi si tui et u monsignorm nuntio, che se trovassero dureκm neli' ambaseiadore, non egeludessero it traitato, nisi lo tenessero vivo, perche io non dispPravo d 'indurre monsignor vescovo con rasoni si credere, ehe non solo douesse proporro ii deuo partito at duea, ina elie doveva persuader S. A. ad aceettario per suo proprio servitio; come feci, e se i neli modo sudetto.
2b Per quello tostea ta eis dira de lT circa 'l particolare de gli affari Mai a Id'Italia, mi rimetto allo seritio con te passate. Ε ei rea l' interesse deli 'areiduea Leopolito d'Ispruch, resto asperiando di sentire quello ebed veri, dar in risposta si S. A., eon l'avviso di quello elie A V. S. Illo sara parso poter operar di vantagio per fodissaltione di S. ΛΤ).30 Piglio in tanto ardire, domo quello elie ho vedulo la premura et apprensione di questo principe di supplicar V. S. Illo si considerare, se te pareris ei needibile quello che dimanda almeno eon limitatione, ehu sta per tro o quattro anni. Che sia por ii monasterii oe inventi d'Imrueli solamente. Che ne conventi eon S. A. entri la3b serenissima senκ' altra d0nna. Che ne monasterii eon la serenissimaeutri S. A. senκ' altro liuomo. E mori det breve si a dichiarato si S. A., che possa solamente entrare in claseuno de monasterii e conventinella forma sudetta per tre o quatiro volte i 'anno').
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La streueZZa dei tempo, eon la quale solio ii 5. stante serissi liV. S. Ill ' eon oecasione det segretario di monsignor veseovo di Man- lutova ), non diuite tuom elio potessi aggiungere nicunt nitri particolari, che mi restavano olire allo seritio con la eliora iunga dei primo dagnam'), suppliseo per tanto con questa. Pariando uti torno in Znam eon l'ambaseiadore di Spagna unita-
mente con monsignor nuntio ordinario non solo trovamino rinoontro ibdella pariata lattagii dat pndro consessore, come serissi con in ellera delii 10. dei passato ), nisi ei disse in partieolare havergit deue te se-guenti parole. Bellum quod movetur in Italia pro parte regis cattollet est adeo iniustum, quod si essem consessarius S. M '' et ab illo nollet
recedere, ego recederem a S. II ' et omnino relinquerem. 20
Lo stesso forno elie summo dat principe d'Εehembergh, di elio serissi at primo stante, undat io solo dat deito ambascindore in Znam solio pretesto di restituisti una visita saltaei uti Homo prima clie partisse S. E. di Praga, o dopo varii compli monti e diseorsi ent rati nolli eorrenti astari d 'Italia si apri S. E. e mi dieliinro ii sentimento, che 25rieeveva dat hiprovarii Don Gongalo it imitato di Praga, dati' haverno
seritio u S. E. eon qualebe senso e multo pili dat sentire, eho ne sa- cesse piaZZate eon questi e e in quelli, e particolai mente eo' ministri de principi; mostro tultavia star fissu, ehe 'i traitato di Praga douessehavor est 'iti, o elio la risolutione di questo non dependeva da Don 30 Gongalo, uia da S. M , alia quale se lini eva seriti a Don Gongalo, ha-veva sertito e seriveria di nuovo S. E. tineora; e disthiarandosi di tratiar
niveo non eonae ministro, mn eonfidentemente eome amico, mi domand6,
se veramento si poteva credere, ehu susse eost laetio l'impresa di Casaloe che sussu per cader presto, e se la publieatione dei bando imperiale 35 lasso per operare t 'alienatione de sudditi dat duea di Nivere, come Don Gongalo presupponoa. Rispori facundo aneor in ta modestina protesta, e che partavo meramente come partiale e divoto et obligato si S. M , che non Sapendo certeκκa, eonae susse in estutio finita di muni-
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eetto se non con in Voce clie eorreva comunemente, eho susse provista IVii 'per molli mesi e elle nonost ante i 'assedio vi susse erit rata molta gente
e la provisione di sale, 0glio e Iegna, di che si diceva non esser e istb ben provista, e con questo P Supp08to duVersi tener per certo esserei'impresa quasi elle impossibile. E quanto al bando imperiale non solo non to credere proselio at fine sudetto, menire li sudditi vedessero ilduea di Nivem in stato di poterat disendere, massime con la sperangaddi foedorso de Frai est; ma riputario pernitiosissimo per la contin-i0 genga, in che si poneva la dignita di Cesare e di S. Cati , ehee o elie l'essetio di esso non succedesse con la tacilita, che si presupponeva per l' impegno in che t 'una e t 'altra M- si ponet ano dis istenerio, d'impossibilitar totalmente Ogni termine di aggiustamento et esponi alii successi, ehe la sortuna potesse portare con la dispera- i5 tione di Nivers e con t 'impegno de Frangesi, massime in evento cheeadesse la Itoecella e che l' impresa si appoggiasse at fratello dei ro, tanto pili se fume vero, che eon to stimulo de gli aequisti e dolia gloria concorresse anelie quello deli' amore verso la figlia di Nivers ), o si potesse dubitare di qualehu mutatione di Savola. Non parevano 20 di poeo momento te considerationi ali' ambasciadore. E disse, chetanto pili stringevano, quanto in Flandra l'inimico era potentissimo elo surge di S. II ' molio inferiori e 'l simile per mare, o massime Versola nuova Spagna, dove gli Olandosi havessero inviato una potentissima armata; e mi domando quello elie si potet a sare. Replicando te sudette 2b proteste risposi, eho non mi si rappresentavit meglio che evitando S. l'impegno delle serae e dolia ri putatione contentarsi di assicumr li suoi stati per meκκo dulla permuta e eon rieever c gradire in professione, ehe si dieeva volersi sare dat duca di Nivera di biton amico e serantoredi S. M o di voloria autentieare col procurar il tosone e con porrem alli sorvitii di S. II o deli' imperatore li figli e la propria persona ancora. Et ella seogiunse i 'ambaseiadore) erede, ehe Nivers di ea questo
sinceramente. Se e vero, risposi, ebe egit si a principe prudente e sario, eonte molli dicono ), lo credo d'avango, non per the io lo creda inam rato de Spa uolt, nisi si bene astettionato at suo proprio interesse; et 3b in Ogni eas i, ehe convcnga at servitio dei re, che non sta spremata piesta quaistria significatione di buona volonta e divotione; anχi Aia aecultata e fomentata per parte di S. M , percho piando non se ne conseguiseni'eilatio, si conseguisee almeno pretesto e intro di tui e fustiseatione dolio altioni di S. M , dove hogi a molli pilo parere, ehe Aia la iusti-40 ficatione per la parte dei duca, mentre si mostra pronto si sar dat canto fluo quello che gli vien proposio per fodistat tione e servitio di S. M .
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it elle si reputa disseile, stante la fresea eta e robustegeta dei principe
magi ire, dessen Rechte is loch, wie man sam, dein Cardinat abse reten
coriceri con te loro felle e guaraimenti superbamento ricamati, die von einem Mel- mann di casa Balbiaui am M. August nach limen gebratat waren, wurden erat am 407. September dem Miser voryefuhrt. Berichi Carastias vom 2. September, ibid. undrico vom 9. September. Wim. Disp. di Germ. In seinem Berint vom Io. Iuni meidet der Bischos von Mantua noch con einer vierim Forderun9 weyen Publilierungder kniae, lichen Acti. Manturi. Arch. Oong
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Gist iu avulsata V. S. dei partito negotiato in Torino, che l' insania Margherita entrasse depositaria in Casale si nonae di Cesare e quivi potaggiustasse ii traitato delia permuta. Mu Don Gongalo difficulto il20 negotio concertato da Don Alvero Losada col pretendere elie instemecon l'insania entrasse in Casale presidio Spagnuolo, se bene dupui si piego a voler presidio Alemanno nulla eiit adulla. E per questo si dis-eiolse i 'appulit amento sudetis, .
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1628 Hora nel principio dei presente mose si ratiaeeo di nuovo Pol Iuli 8 meggo di monsignor veseovo di Piaeonga e dei signor Saeehetti, e ipiasisti per aggiustato eon te mederime conditioni di Turino e di pili, eheDon Gongalo liaverebbe riti ratu te sue gonti mille passi addietro mentret 'insania susso stata dentro. Ma dat eanto di Guron, Overo do Casaias- belli stussi, si ii tali su partecipatu ii negotio, sti pretesο, che Don Gon-galo ritirasse te genti nol Milanese e ebe lasei assero u i Casalasellisar liberamente la raedulta delle biade, laondo suant ii negotio la seconda volia e monsignor Neappi A'incamino a Mantova'). Per la parte di M. di Guron κ'addueeva, eho quindiei o venti iugiorni avanti resto da Don Gongalo i 'adempimonio di dotio traitato.
Ε elie egit havevn seritio ni suo ro, eho li era stato mancato e pero non ora in sua faculta adesso, come ora althora di tirario avanti. 2'. Che conten 'ndosi nul deuo trat talo, ehe si sermino gli a tutidove si trox ano. In quel templa tu truppe Frangesi erano lontane e ibnel paese dei ro, dove megli a potevano dimorare e caminar con tempoe commoditu'). Mn hora si avulsa elio si trovino arrivate ista l'Alpi,dove non pomon a se arsi suum gravi patimenti e pericoli.
3'. Clie mentre si sermano lo genti di Napoli o d 'altri luoghi, chedevotio venire per hinsurgo di non Gongalo, non per questo si disticulta 20 loro ii passaggio per ipiando pol vorranno venire. Illi se hora si scr-
m 26. Iuni, dechus, . 3. Iuli Bibl. Burber. LXVIII. 57. sol. 2 l. 4b
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inano i Frangesi nullo sauei deli' Alpi, viene si dimeollarsi grandemente ii 2Sit lor passagio di qui a 1b o 20 gloriat, perelie non troveranno pili Iuli 'le biade, ehe hora trovano in campagna, o potru ii duca di Savola
munire e rinsomare via piu i passi. 5, 4'. Hora i Casaias 'hi van tacendo te raeeolio se bene n eost a disearamvecie, mu in vigor di detto eapitolato perderobbono ii tempoe la occasione di sarie e svanito elie sussu it traltato si triavereb-
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1628 In est euo pare elie Don Gonnato sosputti, ehe ii duea di Manto Iuli 8 non attenda da vero ni partito dei cambio, stante in speranga di prossimi ni uti Frangesi, bene he vcngliino si nonae privato e non dei re. Dali' altro eanto si vellu ebe ii duca sospelta, che gli Spamuoli non solo non vοglitio darii eambio equivalente, eseludendo Cremona, bina metiano uvanti negotii per arrestar o distortiar gli niuti Franceste sarsi sorti per impedirii e per impadronirsi di Casale. Ma se si trovasse m0do da dileguare queste suspieioni, par chese ne potrebbe sperar frutio, cloe se gli Spagnuuli, a ipiali e noto eloelio ha da laseiar ii duea di Mantova, si dichiarassero a uia tratio e 10
senZa negotii o compromessi dolia rieompensa che vogitono darii et iuelle consista. Perelio si vellerebbe subito se in sustanga ella lui deli 'equivalente. E per quale ho cireost nuga o supplemento elie vi rima-neSse, polrebbe pol sarSi compromesso o negotiatione. In tanto russerie parti ambedue sicure di solissatu0ue honesta, causarebbe che traitas- 158ero selim Sospetio e volentieri dimettessero te hostilita. Sia a V. S. per discor80 e per avulso non occurrendi mi altro clio disti in quest' ordinario e p0tra communicario a monsignor d'Aversa. 1628 4b. Pallotio an Barberini, umen 1623 .Iuli 12, de Hiij r. 2. AuguAt 3.
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Monsignor aretveseovo di Strigonia ) mi dico liaver prem Oeensione 10 di pariar delle eose d 'Italia e per maggior impressione non haverti satio ex professo, uia con Oeensione di partare de gi 'interessi di quel regno e doli' imperio e casa d'Austria, rappresentando te necessiiue ii periciali grandi, ne quali si trovano, e elle saria precipitarii assatio, se S. M si mouesse e s' impegnasse in guerra in Italia e che sarebbei 5 assolutamente perdere quanto lili aequistatu la religione eattollea in Germania e sar tuiti gli aequisti preda dei Tureo, dei Gabor, di Danimarea e di tanti altri nemiei et ostest dati' imperatore et emuli della casa d'Austria; e clie haveva allegato multi mempli domestici e particolarinente di Giorgio Basto, eho eon essere stato it piu valori so, il20 piu savio e it pili fortunato capitano di queste parti, et liaver selide-
mente conquislato tutia i 'Ungheria superiore o tu ita la Transilvania per accidente molio minore per se quanto haveva eost gloriosamentee eon tanto travaglio guadagnato, inserendo dat coneorso di cause tanto
maggiori de mali uel templa presente essetti tanto piu pernitiosi e per-25 dite tanto maggiori ). st eustretto monsignore di tornare in Uncteria, perche la persona di tui e dei Palatino sono te basi della conservatione di quel regno nolla devotione deli' imperatore, e mi hil promesso clienon tralasciarsi oecasione di rinovare ii modestini unicii dove lo iudiellera opportuno.
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1628 Ilo pariato di nuovo col padre consessore. IIo riportato haver
Traumst ire, ehe mirasse molio bene in questi negotii d'Italia non ostender Dio, perche riputando la mussa de Spa uoti e di Savola per iniustissima e che iussero obligati alla restitutione deli' oecupato e dedanni dati ai Mons errato e Dei cospetto di Dio iussero rei dolia morte di tanti innocenti, vellesse bene S. M e li suoi eonfiglieri non entrar si parte di queste culpe con approvarie e darii calore eon la sua autorita e cui non impedire, se uovassero modo conveniente di poterio 1are. Cho haveva messo in consideratione i 'ingiuria gravissima cherieevcva S. neli' autorita e nella riputatione, mentre di quella si valevano senκn Oeensione, nimi contra la volonta di S. Im et in pre-giuditio di questa si dichiaravano essersi mossi per servitio e confiervatione deli' autorita imperiale, come se l' imperat0re o non sapesse, o non potesse far quello che eonviene per sua autorita e riputatione, et havesse bis agno di tutore o delle surae altrui per conservarie. Clio S.
stava in questo conoscimento con non poeo sentimento. Mi disse parimento essere stato dati' ambaseiadore di Savola, dat quale gli era stata mandata una lettera dei signor eardinat di Savola, e discorrendo seeo e sentendo che trit gli altri fini della sua ambaseiata era di mostrarie ratoni che haveva ii duea net Monserrato, per tu quali haveva mo88ele armi; gli haveva ii patio consessor risposto, che non laeesse talproposta, perche non saria ben rieeota essendo stata injuria grave satin alta M duli' imperatore it porro mauo ali' armi, quando la M* S. te haveva poste per sar la giustitia e dinanes si S. M doveva dedurrelo ragioni, come n oudice e Ruperior e impetente, e non offundere conia iustitia melle la dignita deli' imperatore eon una guerra inglusta. Cho replicando i 'ambaseiadore, eho S. A. Si era in ossa non 8olo perto sue ragioni, nisi anelie eome vieario imperiale per ditosa delia dignith deli' imperatore λ) o per sar eseguir il deeroto di S. M , gli ha-vova il padre medesimo detio, che ne anche doveva dir questo, se non Voleva magoormente ostender i 'imperatore per te ragioni dette di supra; e che quello che haveva passato con t 'ambaseiadore l'havea
