Nuntiaturberichte aus Deutschland nebst ergänzenden Aktenstücken

발행: 1892년

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parendoli che non lasse inelinato alle eose suo; e perelie non havea 1628 deserito ali' instanga dei re d'Unctoria suo figliuolo, elio essendo molio Iuni 28 devoto dolia concellione ut essendo in quel giorno stato coronato Τ)havea supplicato S. per la dichiaratione doli' immaeulata concellione.

fur seine Absi hien Anerhennulis se funden habe. Der Miser ist der Madonnaaehr ergeben. Essendo la festa della concellione eelebrata dalla elliosa, ii solennigaria pilli, o maneo non e cosa si stantiale, e credo, Se non in 'ingannia, ehe per sarta guardare, potria bastare l'autorita deli' ordinario,ib massinae eoniunta eoi consensu de populi e dei prineipe, e tanto piuduli' impuratore, onde quando con una cosa simile Si pote8se gunda gnaria volontu di Cesare e largit credere di haver Ottenuia una gran eosa,

Dopo seritio li V. S. Ill sotio li 28. dei passato ) e stando per Iuni 28 partir il corriere ne giunse uno d 'Italia, che porto lettere dei signor 3b Gio. Francesco Saechetli con avulso, che 'l governatore di Milano non solo non approvava ii traitato di Praga, nisi elie si doleva dei gran- duea e suoi ministri' e di monsignor nuntio che l'havessero promosso,

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Juli 1 sospensione dei processo, e pili di tuiti di questo auibaseiadore di

Spagna elio vi lasse interventito et havesse approvato eosa tanto preiuditiato at servitio det suo ro, diehiarandosi voler serivere acrementeal deuo anibaseiadore, di seriverne aneora in Spagna. E nel medesimo btempo giunse avulso, ehe at duea di Mantova sussero arrivati duo eor-rieri di Franeia con avulso, che ipiet re si lasse die tiarato di votorio succurrere con tulte te suo sorae e eon la sua propria persona eadendo Roecella; nisi elie tra tanto manduria potente eseretio sotio suo sentello, det quale s'intendeva che promovessu questo negotio per amor della l0

figliuola dei duea di Mantova. Iuni 20 La mattina de 29. eon occasione della eappella per la sesta di S. Pietro si enuo eou l'ambaseiadore di Spagna a partare dei negotio, e taeendo S. E. per sua ri putatione la letiora seri itali e 'l disgusto die tiaratote dat governatore di Milano, ando insinuando, che non las- IAHava di approuar il traitato; ma havendo riscontro, eho 'l due a di

Nivere non traitasse sinceramente e che pretendesse Roto portar avanti

per dar tempo alia calata de Franresi, si doleva che glie ne lasse stata data commodita col detto traliato, e massinae eon la suspensione delprocesso e dei bando imperiale, ealeulando i 'ambasei adore it tempo di 20un mese e me o, comineiando dalla prima suspensione, eho si eon- Mai 28 eesse alli 28. di maggio e in oceasione dei traitato di Praga, e dom- Iuni 28 prendendo l'altra concessa ultimamente, ehe eomineia alli 28. dei passato, e ponderando che tanto pili si saria alterato D. Gongalo, quando gli iussero iutate te lettere eon te quali gli veniva satia instanga per 25la suspensione delle armi, ando motteginando e partando di modo, eho si poteva molio ben comprendere, che pensava elie te istanZe salte danoi in nome di N. R ' sussero eoi medesimo fine di guadagnim tempo, ma non gia perche la permuta havesse essetio. Non in istrat ') d 'intenderquesto punio, mn sacendo pili tosto la causa commune con S. E. dissi, 30 ehe D. Gon2alo non poteva in nessuna mani era dolersi ne di S. E., ne di nui, no per quello che toecava alia sost Za, ne per quello chetoecava alte elaeostanete dei traltato di Praga; perche quanto allasost anga per mego di quello traitato S. M Cati' consegitiva col Ionserrato la sicurena perpetua dello stato di Milano, quanto alte cir- 3beostange, che la suspensione dei proeesso, o bando imperiale non lia-veva portato pregiuditio nessuno ali' aequisio dei Monserrato, eonte si

ora Vedulo eon essetto, e per questo meZgo si tenui a nperta la stradades Grossherroga mit dem Miser genvsseri habe dicendo Hie li sunt stati traitati erano stati direttamente contro la mente e servitio dei re. mistre vom I3. Iuni. 40 Areh. Vatis. Nung. di Fir. t T. ) Der Berliner Teaei hat hier linit in ullo Digenden Fullan stati der eraten Person Singularis die reste Person Pluralis.

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Nr. 39: 1628 Iuli I.

ad aedordo tanto utile per S. M , dove per ii contrario dalla publiea- 1628tione dei bando senκa stulto ni uno ne saria Regulta e se hebbe l'es- Iuli lelusione di detio aecordo, la totai rottura e la ealata de Frangesi. Ma che in Ogni easo dovea e insiderar Don Goninio, ebe la prima , sospensione eoneessa alii '28. di maggio non hausta operato eosa niuna, Mai 28 non solo perche non stante deita sospensione at primo di jugno Inni 1seguente era stata notissenta la citatione dei commissario imperiale, maperetie la modestina citatione conteneva ii termine di quindici in orni, ii quali domineiando alli due deito duravano quattro Hurni piu della Iuni 2

10 sospensione conuessa dati' imperatore, e estu quest' ultima sospensione era parimente tanto breve, ehe quando ne susse arrivato ii eorriere in Italia, saria stato quasi ii medesimo, eonae se susse iunio ordine peria publieatione dei bando. Quanto pol alia sospensione deli' anni, ehenon vi restando dei Mon serrato ii pigliar se non Casale e questo non i5 si dovendo aequistar per assatio, o satio d'armi, ina per assedio non haveria laseiato di considerare ii governatore di Milano, che sen perdere niuii Vantaggio, polche la sospension d'armi non toglie t 'assedio,

ne aequistava molio, come era in partistolare conservar la sua gente

per l'oppugnatione di Casale, per eonsumar li viveri, goder dei bene-20 litio det tempo per ingrussar il suo eseretio et impegnare ii duea diuantova si mr trattener ii FranZest. Ε perche haveva l'ambaseiadorem ite lato ei rea la domanda di tro mesi di sospensione contenuia nel memoriale dato da nol ali' imperatore'), quasi elle lasse termine troppolungo e elio desse tempo si Frangesi di venire e in maggior prepara-25 mento, dissi ebe haveret desiderato, ehe 'i detto templa non susse stato necessario per aspellare te risolutioni di Spagna, dat te ii tali dipendevat 'aggiustamento di questo negotio, non potendo ii duea di Mantova liaversatio nitro che Meettar il partito proposto, sino elie eon l'Meetia uoue di N. M sume tu ago ali' esecutione delia perinuta; onde saria stato in 30 man loro ii sare, che si essetiuasse ii negotio prima elie 'i detto tempossisse passato; e che dalle regioni di sopra accennate veduva S. E., ehe la suspensione dei bando e deli' anni era meZZo non solo peresseituar l'aecordo, nisi per tener ii Frangesi suor d 'Italia, it elio danoi, come ministri di N. S ' desiderosi delia pace e della quiete d 'Italia,

35 era stato preteso con la detin domanda e che per te medesime ragionisaria convenuto si S. E. di alutaria e promuoveria presso S. M- Ces', massinae che questo medesimo saria stato meZZο, per guadagnar tratanto Casale, se lasse vero quello che Don Gongalo presuppone perquello elie haveva dulto lo stesso ambaseiadore, ehe la deita piaκκa si 40 potesse tener per poco tempo. Non hebbe che replicare t 'ambaseiadore alle deite ragioni et altro che andat adducendo in questo proposito.

Pensai nondimeno, elie probabilinente haveria di gia insinuato quel

in pag. 96 Anm. A.

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1628 medesimo conectio at principe d'Εehemberct, e pero lasse bene par-Juli i lare con S. E., per toglier via qual8ivoglia impressione. Ma venendo Iuni 29 il inorno medesimo da noi monsignor vescovo di Mantova e distendoei essere stato la mattina dat principe d'Echembergh e da questi, eho ei riseri liaver passato con S. E., sentendo essere stati uniformi li con- beetti di S. E. con quelli deli' ambasei adore di Spagna, nee ennati disopra, et haver detio di piu, ehe se ii Frangesi calassero in Italia, S. M Ces' et haveria mandati 50000 Alemanni e che 'l ro Cattς'

haverebbe salta tregua eon gli Olandest, e cost si saria vedulo quelloche operassero i Frangesi. Ci risolvessimo andar dat principe d 'Lehem- 10 Inni 30 bergia, eonte saeummo la mattina seguente Venerdi, e senga mostrar di saper quello che S. E. havea passato col veseovo di Mantova, ina solo pigliando occasione da quello elie si seriueva da Don Gongalia e mo- strando di darii eonto di quello che 'l giorno avanti havevamo passatocon l'ambaseiadore di Spagna andamnio dicendo it me desimo si S. E., ibaggiungendo per maggior disinganno, e per cattivare maggiormente lasua volonta e renderia pili assetiuosa et Osservante verso N. S ' e V. S. Ill , ehe essendo l'intento e 'l fine di S. S- puramente la quieted'Italia e la paco della christianita cattollea, e con quest a motivo havendo noi su ii ministri procurato la sospensione dei processo e deli' 20 amni per te ratoni accennate, nondimen piando S. E. eon la sua molta prudenZa iudicasse, che potesge la sospensione concessa da S. si nostra instanga partorir contrario, o disserente effutto, havendola ancora nello nostre mani la restitui iamo si S. E. eon certeria elie N. Sy' i'approveria e ne haveria gusto, si come oravamo eerti di restar 25 iustificati presso S. B'' e V. S. Ill per ii concello che havevano della pnidenis e rettitudine singolare di S. E., quando havessimo rappresentato questo satio per consigito e parere di S. E. La qualemostro gradirio assat e stimar questa confidei a di N. S ' e di V. S. Bl eon parolo affettuosissime. Nel diseorso dichiaro ii principe, che 30 ealando ii Frangeri ealaria ancora potentissimo esercito di S. M . Chenon Vedeva, como li Frangesi Volessero entrare in questo negotio, ehetoecava puramente ali' imperatore; e parergli strano, che S. M Ces non potesse amministrar iustitia tra suoi sudditi in eause loedanti ilguo foro, et insieme mostrava senso grande e maraviglia, che 'i duea 35di Nivers havesse eost poea confidenis noli ' imperatore, mentre S. M era di cost conosciuia iustitia e rettitudine e per deli' imperatrice

e per quello, che portava at duca medesimo, era pleno di ottima dispositione verso di tui. Rispost che la calata de Frangesi e de gli egeretii di S. II Cos' o di S. II Cati in Italia era it maggior male 10 eho potesse succedere alia christianita, e quello elie piu vivamenteam erobbo il euore di N. S ', ii quale puro sperava nella bonia epleta di S. II h e ne prudenti uineti di S. E., ehe per quanto lasse

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possibile evitaria mali eost grandi ali' Italia, ii quali non laseiariano i 628di esser communi alia christianitis tuita, munire te armi eattollelie si Iuli ldivertissero dati' oppressione de gli heretiei in Alemagna, in Flandra et in Francia. Essere giustissimo, che S. M Ces' saeesse te parii dib giudice e signor supremo in questo negotio, angi esser il in Ego datoglier il pretesto di calare at re di Francia, elie si ripulava lectio ontrarin questo negotio, entrando un' nitro re per i 'altra parte. La poca confideliga dei duca di Nivers solidarsi per quello elie si sentiva da suoi ministri nella mossa d'armi e neli' invasione et oecupatione de 10 suoi stati prima della notiseatione dei decreto imperiale e delia sua

contumacia, e flenZa che tra tanto venisse impedito questo Porso, e ches'asistesse con tanto rigore noli ' esecutione di un decreto, che loro dicevano essere stato latio, senin che sussero stati uiliti, e elic pretendono, elie se sussero sentite te loro ragioni, saria reus dato preten-

15 dendo, ebe havendo preso it possesso pacificamente e eoi consenso delduea morto e di tuito lo stato e eon litoto di pili prossimo delia lineast elii spetii la sueeessione, non sia lilogo at sequestro delli stati di Mantova e molio meno dei Monferrato, per ii quale non et o stata instanga di parte, quando si laee ii decreto, non pretendendo Guastalla 20 se non nel ducato di Mantova. Come, disse ii principe, dunque pretende ii duea di Nivors, che t 'imperatore revoelii quello che ha satio, et offenda la sua dignita e riputatione 2 Questo non pilo sare. Risposiche io non proponevo pretensioni, o domando det duea di Nivere, o suoi ministri ; ma solo dieevo st S. Ε. quello che havevo da loro 25 ministri sentito dire eirea it punio delia poea confidoneta dei duea motivato da S. Ε. Sogiunsi bene, ehe ipiando te ratoni, che allegavanoli ministri dei duea, te havesse S. M reputate sussistenti, haveret eredulo, ebe haverebbe pili tosto acereseiuto, elie diminuito di hi putatione, quando havesse moderato et anelio rivoeato ii decreto, massime 30 essendo ii detio deereto emanato da tribunale di iustitia, ne pili supremi de quali o cosa molto ordinaria it rivoearsi e riformarsi lideereti, e particolarinente quando sono interlocutorii e provisionali, multo pili spiando comparissero parti, ehe n0n sussero state sentite. Ma elie 'l negotio presente lo trovavo in migliore stato, mentre SenZa35 revocare, o mutare ii decreto si poteva provedere con qualelie temperamento ei rea 'l modo deli' esecutione di esso. Replico it principe, ildeereto non si puo dis tribunale di giustitia, perche se bene e stato

satio in consi glio aulico, e nondimeno stato proposto pol in consigitodi stato e quivi approvato per ragione di stato e confirmato an Ora 40 da S. M ; ma elio temperamento si offerisee loro γ Rispost, che lascia-Vamo questo alla prudenZa di S. E. e che se te parti ce ne havessero insinuato aleuno i 'haveriamo rappresentato si S. Ε.; la piale pregat per ultimo si Voler conservare la solitia dispositione verso la pace d'Italia

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1i,28 et operare, eho S. M per quanto lasse possibile, non vestisse altra Juli 1 persona, cte di supremo principe Accolare della christianita, Zelante delia pace e quiete publica della medesima. Dopo di clie monsi ornuntio ordinario tratio eon S. E. di altri negotii. Junt 30 Il giorno medesimo fh ehi amato e dalla imperatrice, e dat principe bd'Echembergli monsignor veseovo di Mantova, et traitatoli di aleuni temperamenti per quello elie 'l medesimo monsignore ei ha riserto Juli l hoggi, dicendo di concepir buona speranga dat veder gran desiderio, ehe te eose si agglustino; o eredo si sara magi ore, se ei Sara rin- contro, ehe li FranZesi disthino da vero e sospetio elie 'l due a di 10 Savola Sia per mutar pensiero. Di quello seguira avulsero eon te prime V. S. Bl hi).ls,28 40. Palloreo an Barberini, umen ) 1628 Iuli I, deAEr. 26. Iuli.

Areh. Catie. Nunet di Germ. HK, fol. 29.

Persuaderk ii signor duea di Mantova d'aeeommodarsi col signorduca di Guastalla in ragione di eurte valle contigue. Agriustato ilsignor Don Ferrante havra S. A. immediate l'investitura di detio stato da S. M , det elle si doversi dar avulso dei eonsenso, o delia traitatione, perche pili Olire non si passi nella causa, o iuditio. Per quello 20 toeca it Monserrato, rimetiendosi ii signor duea at volere di S. e depositando lo stato in sua mano, promettersi ii signor Don Gongalo ancora per serittura di ritirar subito i 'armi da quello stato e cederi' occupato alia medesima M' Ces e lo sara effettivamente. Lo stessodovera sare ii duca di Savola; si che recusando per amore promette- 2branno te M doli' imperatore e dei re Cati di largileto restituire personga. Per quello locea la lite de protendenti, S. M' preserivera termine breve per dedurre te ragioni, quale termine spirato e non haVen- dolo deduite la II deli' imperatore investirn il signor duea di Mantova dello stato dei Monserrato ancora. 30 Per te quali eose S. M non gli ne altera it traitato delia permuta col Cremonese consorine it traitato di Praga.

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41. Pullotio an Harberini, Nien 1628 Iuli I, de His r. 26. Iuli. 1628

Quanto at punio di Guastalla si crede, ehe se bene ii duca diuantova vi havera ripugnat a per quello elie si seopri dalla risposta 15 at traitato di Praga, nondimeno vi sta per eondescendere, per ottenere eoi meκgo di eosa in se stessa di non gran stima, e molio meno inriguardo di stabilirsi nol dueato di Mantova, l'investitura imperiale didetto stato, risultando da questa medesima la chiarema dello suo rarioninello stato di Monserrato, l'impegno di S. M P di non negargliene 20 l 'investitura et in omi easo Gustifidatione delia sua causa appresso it mondo. Quanto at punio della consignatione di Casale si iudica che staper trovarsi di me illa non solo in eas , clie 'i duea di Mantova si reputi sorte con gli aluti di Francia ; mn quando pur voglia sine eramente 2b la permuta dei Monserrato, alia sicureZκa della ipiale si credo indri grato questo deposito, per non la sare con poea sua riputatione, e con molio suo danno, e nondimeno it segretario usi animato si disporre S. A. con. la consideratione di perleoli e proluditii magiori e eon la eonfideliganella biiuna volonta, ehe si seuoi re null' imperatore e neli' impera-30 trice, et in Ogni easo si procurare, elie vi condescenda con qualehemodificatione, ehe possa sodissar qua, it elle sara impossibile, se in tanto vi sara rincontro, ehe li Frangesi dieano da vero, e m0lto pluse vi sara sospetio, elie 'i duea di Savola, o per lo sdegno deli' eselusione deli' infanta sua figlia da Casale ), o con la speranga di maggiori 3b avangamenti possa alienarsi da Spa uoli ; si eouae si erede sta pergiovare, se 'i duea di Mantova havera aedellato it punt o di Guastalla, e eon e88O si sara aggiustato colli. Sopra di elio porta instruitione il

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La eifera di V. S. Ill dolii 10. dei passato' porta, ehe erapar8o eccedente quello che io passat con monsignor vescovo di Mantova, per persuaderii a proporre it partito di Praga at duca di Mantova e per indurre S. A. ad aeeettario, o se bene dalla medesimaeisera vedo, eho la benignita di V. S. Ill ' lili prevenula la inia iusti- 2ufieatione, nondimeno come quello che sono gelosissimo della gratia di N. Sy' o di V. S. Ill φ e sono ngualmente desiderosissimo di sodisfarpienissimamente e con ogni magior puniualita non solo si comandamenti, nisi u pensieri et si sensi di S. e di V. S. Ill , ii cui interessi puramente reputo proprii, e questi si quelli ho totalmento 2b sacrificato, non ho voluto lasciare di rappresentare si V. S. Ill . Chenel mio arrivo qust o net tempo, che si negotio e concluse ii detio traitato di Praga, ii sensi e dispositione di questa eorte erano: CheCasale si potesse tenere poetiissimo tempo. Che publieandosi ii bando imperiale la magior parte dello stato di Mantova e di Monserrato 30 subito abbandonarebbe ii duca, o particolamente in Casale. Che 'l rodi Francia non s 'impegnaria in alutar il duea, se prima non haVeSsedato fine ali' impresa della I ecella, e cost diecua a tutii questo residente di Franeia ). Che l'impresa della Roeella lasse per andar in

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lungo, ancorche non iusse sode0rsa, ina pero si tenova per curio, che iii dui esse farto l'amnato d'Iughil terra, eho si dicet a venir si questo esset to Juli 8 potentissima'). Che tra tanto sussu ne tussario sar Ogni si orgo per opprimere Nivere, dei quale si teneva e Dio voglia non si tenga an-5 cora adusso, che di euore pili elio di naseita Frangese di pensiori Vasti e generosi supra la sua conditione eoi easamento dei duca

d'0rlenus e an la figlin. della quale si dice inunghito, havesse fini preiuditiali alia casa d'Austria in Italia. E ehe tanto pili douesse

affrettarsi, quanto si iudieava, ehe ogni sua industria susse posta in tu portar te es se avanti per dar tempo alia conquista della Rodeella et alle preparationi de Frangesi per la enlata in Italia.

Dali' altra banda S. e questi suoi ministri pili principali

erano malissimo assetti et irritati eontro ii duen di Nivers non solo per te Sudette ragioni, nasi aneora perelio si reputaviso di subtiliti, dis- i5 pregati et ostest da S. A. e veni vano in uii punio magis mente e

Kostra fragen wolle. Man billige den Taus h nichi per non itare ad intendere at mondoche Iin principe Franceso fosse violentato. Ala man am kaiserlichen Hos von derLiga emuhr, hutte man grossen Lyrm stemachi, tind die Nuntien hiaten Muhe genus gilabi, die Friadensitele des Papstes tur Anerhennung au bringen. Uber die Liga20 antisoriete Barberini Carasta am 28. Iuli folyender massen: Le dicerie di lega con Francia e Venegia metiendovi di megeto' S. Si δ nn peetgo cho com inciano di qu e molli glorni se ne partava in Xapoli particolarmento come di cosa certa, mliperchδ vi mancava ii fondamento dolia verith, ne svani pol la voce: e lo stesso mi persuado cho avverrh costi, dove V. S. e monsignor Pallotto hanno risposto k pro-2b posito, che S. S adopera e sost tene la persona di padre comune e non lili altro

fine, che delia pace si 1 principi cattollet e particolarmento delia tranquillita d'Italia. Nicolatii a. a. o. LII. 8. pag. 1053. Thalarichlira betrieb in jener Zeit iter Papstumfassenile R iungen, die tu Verillitatissungen Aniass yeben honnten. M befestigie

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1628 eon nuovo ponderationi inflammati e stimulati dati' ambascindore di Iuli 8 Spagna e dat prindipe di Guastalia. Onde si su eliinro, che quando monsignor vesci via di Mantova non havesse aeeeitato di proporre ili mitio di Praga o non havesse reso probabile, che susse per ammettersi dat duea; o S. A. non Phauesse neeotiato eon ogni probabilita, b6 eredibilo ebe si sarebbo procedulo alla publieatione dei bando imperiale, Pol quale impegnato l 'imperatore si lar la causa propria, non havria poluto laseiar di mandaro potente esercito in Italia. come liministri di Spagna procuravano e mollissimi eapi di militia instigmano,

offerendosi di ealaro songa intoresso deli' imperatore, persuadendolo 10 insicine M'interessi doli' imperio, perelie restasse Agravato da tanta soldatesca, dalla quale viene oppresso, e non pilo lieenti arsi senZadanaro se senga perieulo di dar osurdito ali' inimico ; eon che la guerra haveria fisso tali radidi in Italia, che non si sariano si et te sorse senZal 'ultima mina di essa e seliga notabilissimo pregiudieio della religione ibeattollea. Per questo mi in ossi a persuadere a monsignor vescovo di tantova, ehe non solo proponesse ii partito at signor duea, nisi ellelo laeesse di modo, ehe S. A. indueesse ad aeeettario; e stimat douersar in elo tanto sDrZo, quanto importava con leti persuasione porre suasi in sicuro la pace o eul eontrario perderne quasi assatio la spe- 20ranga. Lo mgioni iurono molle e fla monsignore giudicate non soloe ineludessero per il bon publico, nisi per ii servitio particulare delduca suo signoro, dat che persuaso, eho ne procedessi non solo colgelo dei bon commune, come ministro sedule di N. S , mn eon laeonsiderati no de gi' interessi di S. A., eonae suo molio assulti annio, 2bso ne dichiaro an the obligato e tanto pili, quanto sunm la mi a persuasione, pensando di ben servire ni suo signore, gli haverebbe portato preiuditio forse irremediabile. Onde eredet ti, eho insinuandolo ni duea potesse mucivor S. Λ. non poeo it sentire, eho io iussi di quel parero puramente come suo servitore ot assultionato. Le ragioni portate da 30mo non potui ano da monsigni re ero dorsi, che sussero suggerite et Ordinate da pndroni, purelio te vedevn naseero dat negotiato presenteo datio parulo medusime, ehe si andavnno distendo, et ii trauato eralanto Deseo, eho no anelie A volare se ne saria poluto haver notitiae mandariae ordine di e0stu. E da moltissime dire istanZe e diehiar 35tioni satio da mo net discorso. potova monsignore rendorsi tanto cortodi questa Verita, ehe quando susse noeessario per fodi sinitione di N. S ' o di V. S. Ili g, non dubito elie ne haveret da monsignor Veseovo

per vDrita cento dieliinrationi, eho ne anche potova haver il minimo dubbio, elie te ratoni e persuasioni portate da mo fussero per ordine 40 et intelligonga de padroni, pili di quello elio portasse una generale istruitione di procurar in pneo e qui 'te publiea d'Italia eon riguardo e inveniente v xl' interessi dullo parti; e mi assi turaria, eho afformasse

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