Nuntiaturberichte aus Deutschland nebst ergänzenden Aktenstücken

발행: 1892년

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pereste non restasse impedita con la notitia di essu, o almeno indupidita lualsiv iglia risolutione, ebe alle congregatione sussu pars , di poterpigliare in favore di S. II Α, o nella deeisione della causa, o noli' in-25 ventione di qualebo temperameuto di sua si dissattione; in sedem Fusi

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Non laseiando di rapi resentare fi V. S. ΙΗ pregandola pero

humilissit nainente si non attribuirio si foverebio ardire, ma at Zelo cholio det suo biton servitio o di N. S ', polehe questo puramente e non nitro mi uiuove, Phe stimo non pie 'iolo suantagio, che li sensi di V. S. Ill in questo et in Ogni interesse) siano costa penetrati da persone, per meggo delle quali ne possono qua haver notitia prima elie li stano insinuato dat ministro di N. S ', perebe si si a per te glose che si pos- sono sare in e qua, o si a per la natural eonditione di essere sospetiosi, si trovano prevenuti et impegnati ne sensi e nolle risolutioni, e si perde quel vantagio, che molte si potria conseguire, che loro stessis' inducessero a desiderare et a procurare per loro bene quello, eheoiserto rieusano eoi sospetio, elie porti rinelii uso it preiuditio, che talvolta non sanno ne anche immaginarselo.

Iuli ib Bibl. Barber. LXX. 64.

Il principe eleitoro di Colonia ha satio osporre fi N. S ' eho in corte Cesareo si cerea di asyretiar la eausa della badia di Corbeia controversa seli S. A. et ii padro Gio. Christosero Brambae, preteso oletiodi e88a ), eon volerne impossessar questo non Ostante che la cognitione

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di tal assare sin rimessa in Roma. dove futtavia si velle aneo per istanZe

lat tene per parte dei detto Brambaeli ). Essendo pero ii negotio navissimo ) o degno di maturita insta S. A. po 'l preiuditio elie pub

veniriene elle la speditione si a trat tonuin eo stl e eho it Brambaeli non 5 habbia it possesso prima di otipiterno la conserinatione da N. S ' e chesia legitimam sente qua donose tuta ta eausa, it quale pero vitule che V. S. ne inuova si qu0sto fine tuiti gli ustigi nee ossarii eon la M 'es', con cui rini vera parimente i suo i monsignor d'Aversa secondo i 'ordine elic gli si ineulea di nuovo, A sogno tale elie 'l negotio portato da am-io bellue loro eon uniforma pronteχZa e premura pili si euramente conse-

20 miscian kaiserlicher und postlicher Iurisdiktion, der austu brechen droh te, tu ver- meiden. Der miser bestinam te, dasa solsol der m 6, ala aura der geheime Ratsiber die Angelegenheit entscheiden soliten, und diese fassim thr Urteil Ohin tu-8ammen che sessendo it Brambacti disturbato de laeto e spogitato dei possesso deli' amministratione deli' abbatia, che por modum provisionis haveva hamio dalla sede 2b apostolica per in κο dei vicario deli' eletior di Magonga, e t 'haveva essercitata piud'un anno pacificamente et essendo dolia abbatia membro deli' imperio, tocca ali' imperatore di non permetiere, este si saccino simili violeuge nulli stati di esso imperio, e che pero lyimperatore doveva gindieare solo it sommariissimo possessorio senκ' entrare fi eiudicare supra li brevi o nel regio lasciar total mente la cognitione in dolia causa prineipale della validit 1 o invalidita deli' elettione e pol della eonfirmatione secondo ii concordati di Germania si S. Bne. In diesem Sinne mitschied manin der Haupisache gesten den Κurfursten, troille jedoch. da dieser einen Agenten ab-yefertisti heste, noch avs Vergirichsunterhandiungen sich e inlassen Schreibenorosias vom 29. Iuli. Bibl. Burber. LXX. 47. 35 Τ In se inem Sehreiben vom IO. Iimi nenni Barberini ala Vertreter Brambacts in Rom, Monsignori Vulpio, Datario e Maraidi. In einer BitDehrist des Furfuraten an den Papst Ohne Datum svermultichrom Mara I628J wird avsyestat, dasa die vom miser seplante Restitution essendo per ridondar il danno evidentissimo temporalh o spirituale di deita abbatia, e dido piu in pericolo gravo della religione cattolica in liuelle parti, como V. Si complacendosene putra offer pili distiniamente informata dat pati re inquisitore di Colonia. Bibl. Barber. LXX. 47.

Iuli 151628 Iuli 15Juli 8

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beretis nach Borroto gereist war, am II. Iuli, Oss auch Nevers do, massenstillatandmit dem Eintriti der Infantin fur tinnig vorteuhast halte, perche la riverenga che logi deve si deita Ser signora, non o ragionevolo cho apporti Alcvno preiuditio lichi la presta. come sarebbe at signor duca mio signore, se si do vesso per quellaritardare t 'effulto dei soccorsi di Francia procurati con tanta premura non laer nitro, eho per liberar Casalo dati' assedio. Protidem relate Mani tu Gonzales und dem

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Da monsignor vese avo di Mantova o si ato detio si monsignor nuntio ordinario, elie t 'impuratri eo havendulo prima di sui intare sationVVPrtir ', Phe mostrasse Psser nn dat non chlamato da S. M , gli disse 'o haverto mandato si chlamare por sarti sapero che t ambaseiadore doli' imperatore residente in Spagna ) avulsava, che se egii iussu iunio in Spagna prima delia mussa di l . Gongalo, non si saria musso senκ'

Nuntiaturbarichis Iv I. 9

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1628 nitro. Qie eula ne anche sariano mai condeseest, se D. Gongalo non Iuli ib lini esse aμμleurato esse re t 'impresa di Casale facilissima, e nondimenodieevanu, che quando pure iusse stata pres' quella piaraa, era conanimo di r0stitui ria havsendo solo per fine di mortifieare ii duea di Nivers per ii poeo rispello insistrato u quella eorona. Ohe inclinavano bnella perinlita ; mu si di levanu, ehe per parte det due a di Nivere non vi lasse elii havesse saeolisi di donetuderia ; onde l' imperatri te ordino

ii monsignor Vese avo di Mnntova, ebe serii esse at duea di Mantova da sua parte, ehe in Ogni mani era subito la mandasse, et in questa conformitu serisse monsignor veseu di Mantova la stessa sera che torno, io Juli 12 eho sit mereordi 12. stant . Che l'niubaseiadore di Franeia residente in quolia eorte havesse in nouac dei suo ro satio doglien'e asprissimodon S. . Min Cati doli' invasione dei Monserrato, eonae eontro la pro-meqsa inita di non sar nu0vi nequisti o alteratione in Italia'), o sentir in presente tanto maggiormente per sarsi contro Nivera, per ii 15mmitere elle porta di Frangese, per ii che protestava quando non siisse statorimediato, di voler per honor suo e dei suo regno alutar e in tuitelo sue sone Nivers. Che lo siesso ambaseiadoro deli' imperatore, eomeam leo di quello di Franeia di molli anni, era stato si partargit e glibaveva domo da se proposii nicunt partiti, ii quali dati' imporatrice 20

non suronti speeificati si monsignor vescovo distendo no anelie venirseri iti dati' ambas indore. Che 'l modestino ambaseiadore scriVeva, offer in quella eorte stata mandata d 'Italia uian serii tura, nulla ipiale si

dimostrava, supra it Monserrato haver l'imperatriste medesima miglioriragioni di omi nitro pretendente; e parer strano cho l 'imperatore 25 non abbrn ei asse questa causa como propria, di elie pero l' imperameest rideva e mostrava non sar onso'). Che 'l padre consessore deli 'impera loro havcva pariato ni prinei pe d ' Lehembergh e eonte Trauiustore molio altamente sopra l'ingiustitia di questa merra. Iuli i5 Al modestino monsignor nuntio o stato dotio lingi da uia padre 30gi equita Napolitano, elie si troun qua lettore di toologia, che vox an-Juli 13 dosi avanti tueri e in uia' ultro padro Spa uolo da questo ambaseiadoredi Spagna gli have, a pariato contro ii padre consessore deli' imperatore con sensu grando, riserendo quello che gli haveva detio in Praga oelio non contento di questo haveva neli' istessa sonita pariato ali' 35 ambaseindore ; elie se S. L. non lasse stato alieno dat nu0eergli l'haveria pututo lare dando conto di questo ni suo re ; e che ii det topadre consessore insteme eoi padro consessore doli' imperatrice partavano tanto deli' iniustitia di questa guerra, elie davnno occasione di diro per la eorte, eho havessero havulo . . . .') dat duca di Nivers. 40

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Seppi avanti hici attina essor tornato quia da Laxemburgii ) it Iuli liprineipe d Eehoniberct e clie la sera di voa rit0rnar u quella volta Andat da S. E. eon coloro di puro e0mplimento. Diseorrend0si potio dello ooso d'Italia e dandoli parte do negotiati di monsignor nuntio straordinario ') e ponderando in premurn o sollecitudine ili N. Sylin proelirar la pnec dulla christianita ne mostro S. E. gusto e sperangatanto magiormento distendi mi liaver di Spngna lettere dei eonte dueadelli 20. di Gugno, e in te quali diecua, esser quella M desiderosa Juni 20 is, dolia paeo in Italia et inelinare alia permuta dei Monserrato ). Ilinio disegno era elatrar destramento ii desingaunar il principe di alcunieoneetti, elio di buon tu igi, havevo snputo essere stati insinuati st S. E. in progiuditio della pia e santa mente, eon elie N. S ' pro 'ede inqueAti affari d'Italia. Ma sopragiunt , l'ambaseiadoro di is pagna giudieat eo bene lasciar correre ii ragionamenti altrove e risurbario fi pili opportuna

Oeensione, Phe spero Sami presto.

Andat ristessa mattina dat conto di Traumstori per renitergit in Iuli l visita. Si entro pari monte a discurrere delle eose d 'Italia ; e disse eliele tene, a per agriustate se 'i duen ili Nivers si disponosse, come pa-25 reva douesse sare per suo proprio interesse, 6 nlineno per complaceret 'imperatriste, si dar quolla poea eosa ni duita di Guastalla, eho portavali segrotario di monsignor veseovo di Mantova, dol eui vingio mostrava di contar li inorni, ii ebe presi per buun s 'gno e che veramentehabbiano desiderio deli' aggiustamento, ei me die ino, sogiungendo 30 Phe non solo gli saria stata data subito l 'investitura dot duento di

Mantova, eonte era stato deito, ma Phe erodeva non gli saria sinta negata ne anelie quella dei Monserratu, pulelie eanoniχnto per legitimosueeossore delia casa Gongaga es ludeva almeno nul possessorio il

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D;28 duea di Savoin per la sonteuga di Cario Quinto 33 e eome masellio in Juli is duehessa di Lorena. ἰli dissi. elio speravo assai nel negotiato dolsegretario, perche portava te rarioni, ehe quu gli erano state insinuate da rappresentar ni duen per dispurio ad accetiar quello elie gli ven iva proposio, te quali nn dat significando al eonte, nee io vellesse osser atio An persuadere ; e che si era seritio niteora se monsignor nuntio straordinario in Lombardia, eho niui se ii modestino intento; e carieai la mano in sar capace il eonte, ehe noi e gli altri ministri di N. S. ' premevanoo saeilitavano ii negotiati ili fodissalti ine di S. M eoi duca di Mantova per la notitia Phe haveino lini ut i, ehe susse suggerito it contrario; elie in per te persuasioni de Venetiani e molio pili di S. B'' ii duea di Niversnon condeseundesse alla volonta di S. M '. E con que8ta occasionernee inini quello che have 'o passato con monsignor vescovo di Mantova noli ' ostensione dei traliato di Praga speeificando te ragioni, che addussi per inuoverto n0n solo fi promus vere ii partito, nisi si persuaderite ibi'aeeotiatione at duen. Nel elie hebbi uia nitro fine ancora, eine dilargit credere tanto pili probabile, ehu 'l duea habbia veramente animodi sar la perinuta, come accommodata alia riputatione, nil' utile et alla grandegeta sua stimando che questo concello possa 1 Militar l 'aggiustamento o la concessione doli' investitura dei Monserrato et in conse enZa 20la pace d 'Italia. Tut te te ragioni riserite da me, disse essur evidentio palpabili e ne mostro straordinario gusto, ma in particolare porvedere elio N. N ' eaminasse eon termine ben disserente da quello, si pre8upponeVa ; e qui come in gran e infidenZa suggiunse : Sappia chequa vien rappresentato, eho in renitenga di Nivers pia essetio delii 25ustitii di N. Ν ' o 'l motivo di S. S si a per diminuir particolamente in Italia it rispello e la stima deli' imperatore ἰ che per quest imedesimo fine sta eost ali 0no dat e incedere te e se desiderate e procurate dati' imperatore, e elie gli Proii et ancora lo conoseevano eno dispreZZavano i 'imperatore, come Phe la sua pieta e gelo delia 30 religione eattollea susse di questa maniera gradiis da S. BR'. Et ileonte di Traumstori, per quello che sento dire, 6 persona di graneapacita, molio integro, disint 'ressato, ehe non lin mai voluto rieoveroosa nesstina da ni uno, no ita Spa uoli pensioni o altra honor voleκga, gelante itolle rapioni et autoriin duli' imperio e delia Germania, grande- 35 mente ingenuo et niuieti di veritu e sincerita, e tanto adereditato appressu l 'imperatore, ehe se 'l prineipe d 'Εehembergh laseiasse ii luogoebe tieno, o per sua volonta, come si laseia intendere di voler fare per

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desiderio di riposo e di quieto e di attendor ait' unima sua, o per l028 altro neci dente che pilo temersi dat in sua pi ea sanitu, si crede elie Iuli is non siisse altri per occupario che Traumstors. Dopo haverto dunque ringratiati, della confidenZa con che si complaeeva di traitar meeo, b mostrando di pigliaria aneor ita di traitar eon S. Ε., prima di daraltra risposta seci seeo una preventione. 'he mi dispiaeeva non havesse meco traltato tanto tempo, che li potesse basiare per conosce ie creder di mo, che non mentiret per tuiti gli interessi e motivi delmondo, a segno che prontissimo a porro la robba e la vita stessa perio it minimo servilio e gusto di N. S ' non porrei pero una litigia peril suo magior interesFe e saria stato runico easo, quando la somnia veritu et ingenuit si che N. S professa non rhavessu sulto impossibile, net quale haveret puspost , ii servitio e rubidieneta che douo u Ν. Η'', piando per suo servitio o per suo ordine havessi lini ut i u dir eosnlr, contro quello elie intendo esser vero; stimaudo che no N. S norimperatore habbiano eosa elie potΡrmi dare por sarini dire una litigia. E qui suggiunsi affirmargii per la veritu, ehe professo in S. S non solo non ei essere Palienatione, ehe vien presupposta verso S. M*, inaal contrario la maggior volonta, ii maggior amoru, Passulto ii pili tenero

suo partiale, dando per sondamento di questo nato dotio la singolare ingenuita e sincerita di R. B'' e rhaver me 'o di 'hiarato i 'amuro elie porta n S. M , non solo null' Oeensione di havernii destinato alia presente nuntiatura, nisi per prima ancora essendo governatore di Roma,2 3 in tempti Phe non ei essendo pensiero vertino, che io sussi per capitare in queste parti. si in tanto pili certo, essersi detio puramente i Drdiehiaratione deli' intimo deli' animo e non per qualsivuglia nitro sine. Udiva queste ei se il eonte, e nello stesso lampo gli oechi e in saeeiastavano in istrando it gusto che ne sentiva, it ehu loce pol ancora eun.m parole. Ma 80giunse, come dunque N. S ' si mostra cost renitente in si dissar alle dimande di S. M- γ Risposi non essor ei sa pili ordinaria, come uti padre negar at figlio per iustu cause quello che dimanda, enon perelo potersi far illatione di poco amore, angi di in giore. Quando non si restasse appagato dello ragi ini, per tu ipiali si ritardavit la35 concessione delle cuse pretese, doversi pili iusto formar concutio, chele ragioni per facilitarie, o non sussero state nildoite, o non susAero state ben spiegate e promosse, e concepir speranga, Phe i piando questo si faecia, non si negliera quello che fin' hora non si stato concesso. Doversi ni contrario sormare indubitato doneetio deli' amor di S. Bh'4o dalla concessione di molle gratie e quelle insigni u honesteio di S. M e delia sua casa e de suo i raec imandati. Ε quando ogni nitro testimonio mane se deli' assetio eordialissimo e costantissimo di S. BR' verso S. M , poter basiare, irritato da termini pueo convenienti e violenti

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de ministri di S. M', e parite, lamento nella causa di S. Massiminoe di Aquileia, non solo non ne havesse S. S satio li risentimenti odimi struitimi elie tiaverin potulo, nisi dupo ancora linuesse concesso si S. M molle gratie o dello pili insogui. Disse ii eonte, che 'i terminodol l 'ester non era statu approvato qua, aneti ura dispiacium'), u nel 5 satio di N. Massimino sperar, che si piglieria temperamento di sudis- finitione di S. S i . Toedo it negotio di A luileia, nisi perche era tardiassai e giudicat non potur pigilaro ii tempo bastante per discurrerne senχa dargit incommodo, dissi solo, che p0r quello elio N. S ' hu oporato in questo negotio, quando susso ben' insormato, conos 'oria, ehe lodeve S. M per piu eapi nil' nil otto e buona volonta di S. Η ' pili

Iliori su da monsignor nuntio ordinario e da ine questo ambaseiadoredi Spagna con Oeensione di voler andare dati' imperatore si Loxem-burii. In discorso delle eose d'Italia disse, D. Gonetali, haver satio male u mostrarat alieno dati a permuta' e multo pili dolorsi di chil 'haveva negotiata o particolamente dei grandusta, det quale dicet a 35esser probabile, ehe per questo havesso laseinto di andar a Milano ; o

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