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maginormente, diSse che meritava discolpa, purelie essendi si impegnato ii 28 sotio Casale e presupposto in Spagna, eho haverebbe prosa quella Iuli is piaZZa con gran facili tu, gli dux ea parer duro, che senZa esseituarsidio eli'egli havova detio, ii negotio restasse agglusinio. E ehe tultavia 5 tenova salilo, crudo i a con occasione di si liueitar levata di gente, ehese havesso ire mila soldati ii 'avantaggio in piglieria subito. I sei l 'aiubaseia loro si lamentui si dei palli e eonsessore, ehe non contento di quello havuva detio seeo, havesse avehe eon I'ambaseiadoredi Sax Din voluto esaggeraro l 'iugi ustitia di questa guerra ; ma cheiri havendo it modestino padre consessure dati, conto nil' imperatore otui priueipe d 'Εehembergh di quello ehu hau diva dolio ni det tu umba cladi re, gli hau vano risposto, ehe have, a satio male. Et it deito ambaseiadore di Spagna con molio senso die 'va, che uti cli riguillo
conseruiato quello che disse li giorni passati si monsignor nuntio ordinario, che serissi eon citura delli ib. stante φ), et tui detio in olire, ehu quella Iuli ibserittura, che capito in Spagna contro ii duea di Maniova, eonteue va eo ancora, ehe 108se stato reo di sullonia non solo it pndre, mu l 'avo ancora dei duca, di che si ora piceata l' imperatrice sommamento, peressere t 'avo det duea bisa, o di S. 310. Ci dissu ancora havergit it pndreeonsessore deli' impuratrice deito in nomo di S. M , che 'l giornodopo che monsignor vescovo su si Lax 'inburgh si pariat gli, i imperatrice 2A gli liavea domandato se have, a dotio niente at vescovo do gli ut visi venuti di Spagna dat suo ambaseiadore incute doli molio ii su etia, rappresentand0gli li preiuditii grandi, ehu potriano suguir dei contrario. Ε pero rimperatricu lo pregavit eun attretania e maggior premura a
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Audio esse qui querant ei uestiti, in quam agar, eo qui ii bellum, quod gerunt boni illi priueipes, dixerim esse iniustum, prout sontio Psse. Dixi tamen et ita sentio, non quod dieam aut sentiam jus in causa uiprineipuli esse penes hunc aut illum. Dc eo enim neque meum est quidquam amrmare aut negare, neque animo aut nego. Iudientiit
imperatur, ad quem spectat judicium; sed ideo quia gorunt sua authoritate ante Pausam dedisnua a legitimo judieo; quia nesciente, nolente imperatore nomen imperatoris interposuerunt. Dixi et dido, ante Christi tribuunt i5 excusari non posse liano sanguinis christiani effusionem. Deus bone lHi quispiam in medio soro alium intersu 'erit set hoc conStat: attamen non nisi Pausa cognita et dedisa et de aut horitate judieis juste interficitur : quomodo ammare possim juste tot humines oecidi, quot gladio eadunt in hoc bello : quando a judice nondum est decisum pro quo 20 stet jus, eirea id, propter quod arma stringunt quando judex ipse gladium non stringit, nec stringi mandat 3 Ego certe nunquam non dehortabor ab huiusmodi bello, quando res et occasio seret, nisi quando me causam Christi et innocentum agendi caperet oblivio, quod spero nunquam siet. Mihi dieit prindeps de Lehembergh regem catholidum 35 et eius ministros quod etiam eonsequenter facturum ait ducem Sabaudiae)paratos esse deponere arma, quae detinent consignare imperatori in
Sequestrum, et nequies 'er sententiae, quam seret Caesar, modo idomi aetat dux carolus, quem putnrem ab amicis inducendum ut pareat eonfidi)ntisRime, no causam suam reddat malam aut deteriorem. i028 b3. Burberini an Pallotto, I 628 Iuli 22, ehi fr. - Notis diglait des Friadens. Juli 22 damit dis Miser tote bisher uichi mit Arinen Truppen in Ralien eingre*e. Die franaMiachen AMichten Ainu et ei felloi, k nen den Laiser nichi tum
Gesura nichi, sondere trus seinem Minister aut , mit Lamormain au inrechen conqualcho riprensione percho havese ardito tanto, Inostrando di esser troppo avidod'ingurii si in Ogni assare delia corte, e percio non era amato da niun ministro Cesareo. Der Belchinater hArte trotadem nichi auri nach grinem Getuissen tu handian 40
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Da monsignor Seappi saris stata plenamento ragguagitata V. S. 5 ilet negotiato eoi duea di Mantova ; si come egit mi aedentia d'havemeseritio si tui con suo disere de T. e de l0. Τ) Da quello elie s o sn' hora tentato in varii lunglii ei par di raerogliere, che eusti non possa eadero ultimatione di negotis principale e nu anche di sospeusione d armi, pololio si seorge Phiaramente, ebe l' imperatore deli' uno eio deli' altro si rimetie si gli Spagiiuoli e che sollissat ii questi, rimane quietata S. M*. Due aluti soli e ben importanti possunt, derivar dicosta insistono piu uel privativo, Phe nol positivo. Il primo elio S. M non prosexuisiui ad impegnarsi pili nitro ne prodessi o bandi ;e questo eun in alta lor lode V. N. e monsignor it 'Aversa l'hanno procuratoici almeno a tempo; ma se S. M' Ces' vi si mostrasso veramente durao ronitente se no caverebbe uri buun adminicolo per disporre gli animi alia pace. Il seeondo θ ohe S. M professasse di voler Onuinamente ait 'udere alle e se sue di Germania e di non voler assistere in veri amantera etin te sue armi alii affari d 'Italia. ne quali ella nulla pusi eo guadagnare, uin tutio l'utile ridonda in altrui. Ε questo punio inlaudo
si sei rgesse ben sermo, e certissimo elie sarebbe t 'Aehille dul negotio e elle ridurebbe gli animi arrendevoti ai di vere. Ne la venula de Frangesi pilo ragionevolinente stimolar S. M ni sens a contrario, poleheolire ressor diibbioso it loro passaggio, si velle elle it rsi non hil voluto 25 dare questa occasione di sentimento si Cesare, mentre s'o guardato disar apparire ii suo nome in questo succorso, che discende ei me privato, e net vero o anelie tale e eeituatane una piceiola parte. E di piu illine Phe hil, o solamente levare rassodio si Casale e sorse ricuperarte piaχκe dei Monserrato in quanto puo senis portar guerra in easa d 'al-30 tri, come di Francia ancora no vicite seriti a.
i ambasei adore Frangese, nisi dopol s'allento D s'interruppe ). Trappresentanti otio tui sonu di Mantova non tene 'ano Ordine ne Dotere. Et it conte duea ne primi congressi coli monsignor Monti sinua ne 35 siditi conectit, ehe Nivere Obedisen at sequestro e sperava che Casaludovusse presto cadere . In Italia veramente pare, ehe sarebbe la piu
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opportuna sede di compiro ii negotio, mentre Don Gon2alo tenesse plenipotenga di Spagna. E Guron autorita di Francia. E 3 'intervenisseando it commissario Cesareo, polebe quivi si trovano e Mantova e Savola o gli ultri immodiatamente interessati. No pare suor di proposito quel elie motivo si monsignor Scappi ii duea di Mantova di eou- 5 venir tuiti i deputati in luogo tergo in Piaeeniny) o di stringor ilpartito det eambio e caminare alia totalu e radiente terminatione, seu oecuparsi in premessu e sol malitu. Essendo eosa sperimentata. ehu ileominetamenio di traitato di pace e conelusione di trogua, quando loparti ci vanno con risoluta sincerita, e eomine iano a veiler lume delle in proposte si stantiali. Ma per arrivare si quesio punio vi bisogneti primieramente mandato e podestu sussciente, come μ'o adeuntiato e pulo nocessurio aprirsi e toglier i sospetii col dichiarare almono ait 'ingrosso et in abbono la sua intentione, la quale pare elio dat duca ussat susseesplieata a monsimi r Scappi, mentre questi ne ritrasse, che S. A. tirin II, si ritira dat voler la permuta, mu 1 uolo rie impensa equivalente, equesta la particularim uel Cremonese con Cremona o Piκχighitone, pretendendo anche di piu qualebe parte net Lodegiano'). Ma questo ultimo si pilo credere, ehu si a la giunta o it varitaggio che si suolmeitere per restare in salvo nel ritii arsi. Hura dunque, so gli Spagnuoli 'o aneli' ossi discendessero ait' espressione specifica di quello che pensano
dare e non si ponessero tanto bussi, che 8'accosta eri, allo sproportionato,
dasa hein Grund tu einer sokhen vorgelegen habe, da der Pupat bei anderen Geleg helten, ico ea ru ernstrichen Vertoichiungen in Italien se vimen sei, wie bei dem genuegischen Ziolache all, es nichi Iur nbtig gehalten hcitte, besondere Nuntien aus- 25rusenden. In diesem FHι sei es nichi At sube des Papstes, Nevera in seinem Ver- halten ru ermutigeri, sondern thn Dielmehr rum GehOrgam gessen den Miser an hullen. Irie hidrungen des Nuntius, dasa er ohne Vors hirige homine und dassii partiti non haveva S. BR. si proporro dei suo, che havevano h venir dulle parti e che anteponendosene alcuno sariano stati pronii gli ustitii di 83. S. per facilitarit 30 e ridurii a sodisinitione commune, veraniassim Olivarea tu der Erwideruns, dassiar Pupsi erat fur Nevers intercedieren Gnne, temn er gelorchen Molle, womus Monti en*egnete, che queste resolutioni havcvani, da venire dat duca di Nivers, eche S. Bne non lascieria con tui alcuuis di quelli usistit, che convenissero. Sotannaehluo Monti trir Anbah nung weiterer Venandiungen Nas enstillatami uor, erhieli ab uber tur Antioori che ne pur per un hora si sospenderebbono Parini, e che k questa propositione non si daria no anco risposta. Olivares schisas daniit cho erano impugnati e troppo provocati; che biso ava stabilire hora per seinpre la quiete d'Italia; che Casale non faceva per uti duca di Mantova, che non to potuva dilandere; cheda Francia o dii Spagna douesse esser tenuio e da questa saria con la tranquillitk 4Ud 'Italia: ehe quest' impresa si doveva sare, e se λ γυ huomini fumero necessarii,
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si polrebbo in poebe invole caminare at sine det ioco, et almenonoeertar gli uistii e te interpositioni, eho hora pro 'eduno incurio evastillanti. Tanto sin dotio per discorso u V. S., la quale potru eooperare sue nilo ii dottame dolia sua prudeno insormata dat lo notitio, eho di 5 pili te havera date monsignor di Piaeenm.
Domonida passata 23. stanto stimino u pranso monsignor nuntio Juli 2 sordinario ot io at collegio de padri glesulti, per la ipiale Oeensione sedero venir da Laxemburii ii padre Lamo alia, col si tale entrando io a discorrere di quello elio mi haveva necennato iaci suo vigilutio ),
20 mi etinfirmi, haver Pambaseiadore di Spagna salie querele grandi dilui per questu che havea deitu eon S. E. e con rnmbaseiadore di
non siisse stato approvato dati' imperatore e principe d'Eebombor principalmente, per puter eon isti ullo impodiro in eonfidenZa, ehu si 25 proelirava hora stabilir eon spiet duea e stagionar opinione riputandosi pielli detiami domuni eon l' imperatore, ehe irn S. Mis e t rh di Spugna
non passasse quella confidenκa e bu0na corrispondenZa che conventua, che si credesse passare e Phe passava veramente. M a sentii elie 'li adre e insessore havea detio che tui non havea pariato come consessore
30 dest' imporatore, nasi come religioso timorato di Dio, qualita ebe non havea lasciato, piando tu elii amnio per emere consessore deli' imperatore, e qualitu elie tui havon pili cara, ehe Pessor consessore di Ponto imperatori. Haver pariato ali' ambasei adoro di Spagna stimulato dati' obligo ilibu an vasallo et astellionato ni suo re ); et u quello di Savola, per 35 eorrispondere alia confideliga, che havea mostrato it eardinat di Savolaserivendole netl' Oeensione dolia sua venula. Non haver qualis 'ata la
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l628 l 'habbia, non illisi pero di far merea senin t 'auto ita dei superiore e Iuli 29 sunm esser prima hieorso con i debiti tormini alia iustitia di tui emolio meno dopo elie 'l superiore havendo pigliato te parti di iudicelisi eominciato h voler eonoscere la giustitia de pretendenti e postomano si decreti provisionali. Che sacendosi la guerra in questi termini 5
non si poteva negare, eho non susse iniusta, e non s'ineorresse lacolpa de danni, Plio si calonavano, e di tante morti che si davnno upersone innocenti. me havendo minaceiato i 'ambaseiadore di Spagna di seriverto at suo re, lini eva detto ii padre Lamerinain, poter S. E. schivar questa salica, perche egit lo metieria in carta e lo sotioseriveria lodi sua mano, perche lo mandasse si S. II , eon certegra, che non vi saria teologo timorato di Dio, che ais asse ii eontrario. Che si come la culpa era di elii cio commetieva e t 'ordinava, non era suordi essa chi dava calore o chi potendo impedirio o non l'impediva, o non faeeva ii possibile per impedirio. Che havendo S. M o 'l phineipe is,d'Eehem hergli fidata si tui I'anima loro, non haveria sollissatto ali' obligone di buon religioso, iid di liuomo da bene e morale, se in materin tanto grave gli havessὐ lasciati correre ni preeipitio senZa avertirgli. Concludeva che l'uno e l'ultro molio seriamente trattavania e Volevanis salvarsi e che per da vero temet ano Dio e che pero, se ben per 20poeo tempo havessero qualelie disgusto, operaria pol buon' essetto quelloebe egii ii havea detio dupo elie et havessuro salta maggior rissessione. Lodat la costanga o spirito religioso et apostolico dei padre, lopregat a conservario et usario opportunamente secondo la sua DrudenZa. E replicandi gli lo stesso nel partire e che tenesse mano, cho non Si 25 pigliasse risolutione pregiuditiale ulla pace, non astante qualiavoglia in- statim, o pre8upposto elie si sacesse in contrario, sino a tanto che nonne parta88imo asSieme. Rispose proniumente che eost saria e non pretemnetteria umet a nessunt , elic iudieasse opportuno e che lo laria tanto pili istanca e liberamente, polebe, suggiunse, in Italia giu sono 30
Tornat a casa ; poco dopo Hi se uia eorriere, ehe in diligeugaera sinio spedito dat campo cattolico, e porto uia pi ego dei signor Iuli in Saechetti e in eisera delii 16. y) ut avulsa quello elie havea riportatomonsignor di Plaeeum dei suo negotiato con it signor duca di Mantova, 35
consistere in non haver potui a ottenere la sospension d armi nellasOrma, che haverebbe desiderato, aneorelio ii duca si sarebbe indono a sure una conferenZa in tu ago terκο eon gi 'interessati, per veder diconcluder non solo questo, nisi anche ii restante dei negotio, eonfirmando quanto havea risposto in questa eorte eirea it eambio. E ehe ricevendo 10
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il gi vernatore di Milano questa risposta per eselusione delia sospensi in N,28 deli' arani e eredendo elie Niverμ andasse trachegiando e non aeconsen- Juli 29 tendo al enmbio, per veller i 'esito de sodeorsi Franκesi, o dii hiarandusili horamente non tiaver saetiit si di essetiuare ale uti partito, mu solo di 5 trattario, per rimettersi noli' apprountione nil' imperatore Pt ni suo ro. si disti 'oltava pili la negotiatione. Che al g0vernatore di Milano Oranopiunto lettere dei ro o di Olivares. elie gli promet tono assistenga Oipiasi dieitiarano di voler la guerra se non hanno Casale in mania eelie Nivers non obedison. Κ ei ora una lettera dei ro di propriolo pugno per i 'imperatore, eun la quale si ducite grandemente di S. M Cos' e gli rappresenta ii deterioramento elie seguirebbe nΡlla sua riputatione o di S. M0 Cus' medesima. se non si Ottonesse i 'effetio osi insolasse impunito Nivers funga rexeoutione dei deereto imperiato nssi eurando i 'imperatore, che ogli non vuot eos' aleuna di Nivem ei5 ehe pilo assistere nile sue surae eon ogni siet egra, dandogli sopra lasun conscienga parota reale, di sar quanto la M S. comandera, esupplicandola d 'inviar proniamente i soceomi, per eseguir quanto con-vione. Che 'l gοvernatore di Milano si era risoluto, li detii dispaeei regii eon pael di piu, ehe in deita ellera it medesimo signor Saeeli otii
20 signifieava. inviare per eo mer espresso u questa M ', la quale credeva, ehe restarebbe non solo solleeitata si mandar gente in Italia et attaceareli Venetiani, ma violentata ancora. Volsi subito velluto questo osser dat pndre consessore per dargline parte e prevenirio aceto non si saeesse qualelie subita e violenta riso-25 lutione, nisi trovat esser tornato lo stesso gi Orno, aneorche su88e PeS- Iuli 23simo tempo, si Poden chlamato dati' imperatore. Ε eonsiderando chel 'andar noi cola in questa congiuntura havcva non leggieri ineonvenienti risolvemino communicar ii detii avulsi a monsignor vescovo di Mantova, eonte sacemino la stessa sera, mostrandoli insteme la ne-30 eessita elie et ora di trasserimi dalla M' doli' imperatriste, e qui par-lando con N. M , signor principe d 'Echembergh et altri ministri prin- ei pati e rapi resentando haver avulsi molto disserenti della dispositione
dei signor duea ali' accommodamento e molia speranZa, che susse pernecetiar te propositioni det suo segretario, sacesse instanχa che si
35 disserisse ni ritorno di tui solio non potea tardare igni risolutione inquesto negotio. Si trovava monsignor vese0vo seima veruna notitia deleorriere e di quello elie portava e di cio che liavea negotiato in insignor nuntio, nisi pero e in t 'ordinario limea rieeuuta una lettera dat duca delprimo stante, e in la quale dandοgli conto di ii tanto liavea passato Juli i40 lino u quel punio eoi granduca ei rea questi affari ), spiegava deitamipleni di ossequio e divotione verso S. M ' Ces' e Cati , di obligo e
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l6,28 di eonfidonga verso questa M , e partiet lamento l 'imperatriste di Iuli 29 volonta deli' esseituatione delia perinuta e di desiderio delia paeo. Iuli 2l So ii 'ando dunque in mattina seguente 24. stante in insignor vescovo si bagni, do te parto ali' imperatri 'e, principe d'Eoliembergit o Traumstorso se bono trovo te cose in pr0ssima dispositione si possime risolutioni beon presupposto cho Nivers disperato di trovar adito alia cluinunga eri medio, eho in vano ii avesse sin' hora procurato dati' imperatore, si fusso totnimento post a nolle mani dei r6 di Frandia, e pero es 'lud se agni tormine illaeeomulodamento, o e in te instange clio voni vano saltesiretiissime, ehe essendo imminente l'entrata de Frangesi in Italia lusa 'esse publieare N. II s' il hando importatu e mandasse suo Pserotio dolia ulla disosa dolia sua autorita o de fouili imperiali ). Nondimeno vniendosi opportunamento dulla sudetta lettera, la quale iii Vedula e letia eon multo gusto, sermo gli nnimi de sudotii ministri erusto eon loro ebe si aspeltaria it ritumo dei suo segrotario. Ci tui ibris Orto monsignor vesecivo tria te ali re eoso, havergit deito it principed 'Echemhorgh, ehe entando ii Frangesi S. M mandera due Oserciti, uno in Urandia o l 'altro in Italia. Iuli 2 i Alli 26. mi initiise uia in otio dei padre consessore, it cui tenorexedra V. Ill '' dalla eliora B. 20 Della missione deli' ambas 'indore se n 'o sentita qualelie eoSa per altra via; u in deito u monsignor nuntio ordinario, che siano per mandar il eonte di Sseraeinburali.
3 Der toscantsehe Gesandie berichtete am I9. Iuli dem Grosgheι ros, dias3 am H e die Furchi vor dem Einmarata der Franaosen wachse. In cinem Geurri h 2bmit Gyenbo 9 am II. Iuli hritte er thn yefunden molio commosso et pleno iii sospetii, polche mi disse di temere, cho te coge di presente dissero in grado, ehequando anche Si vers volesse accomodat si h i partiti portatili dat segretario delvesco O di Mantova, non siisse a tempo di poterii accellare senκ' espresso consenso de i Frangesi. ii quale qui si ponetra, eho non vogitono in effetio la permuta del 30Monserinto, massime, menti e la sortificagione di Casalo deva cadere in mano di8pugna, cosa che i Frangesi mostrano di stimare per troppo grande accrescimento
de i signori Spagnoli in Italia. Questo si anche quello ehe qui lili satio firmar ilet
tutio it traitato delia permuta dei ipiale non si parta pili, se non come di partito proposto gia ita V. A. prudentissimo, et che sarchbe stato multo uilegunto ni bis agno 3b comune, ma ben si velle, che hora non vi si pili , piu andare avariti, perche non uacuudulla renitet a mustrat avi ila Don Gougales si gli molli, bene, che quando se ueveuga at ristretto, ve la mustrera nci medesimo modo et ii duca di Savola et ilro di Francia. In einem an irem Beritat uon demselben Tage fugi er noch hineu, dasA man einen Gesandien nach Frankrrich schichen wolle. um den Mnig daris 40 abruhalten, die Verteidigi ny Mures' ru sibμrvehmen. Die Xactrichi halte derGesandie von Gyen bery selbst, der sie ihm sesast se ben con parole annaolliate et meggo fra i denti, segno che mal volentieri si induchino d haver si comminciar co iFrancesi. Florent. Arch. centrale. Med. FilZa 4ι79.
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Ponderara an 'ora V. S. verso it fine quelle par ile, che rigi in 3628dano quello elio ita di seorsi domenida passata in collegio col dulto padre. Iuli 23 Deilage. Lom mnata an Pal tis. N. M μ' hosterno die mihi dixit, allatas ex Italia litteras non bonas; Iuli 2bb quod Nivem videtur non obediturus; quod dieat haetenus se detulisse S. Mη, nunc laetani esse ni am. Absit, absit. Multis hodie egi eum prindipe Eehomberglii set is Iuli 26 iusteum de negotio helli Italidi. Dico, omnia tentanda, antequam suseipiatur cogitatio de bello, aut omnia posse adeommodari, duini dol0 externae nationes, populi non indu euntur in Italiam ot regos sexteri sese non immiscant. Ait primo suasurum se, ut S. Min' mittat legalum ad regem Galliae, qui dehortetur ab amnis in Italiam inducendis. Si auditus suerit imperator, imporatorem inventurum modum, ut res inter principes Italiae 15 Pomponant et arma deponantur, maxime eum dominus Consalvus declararit sc S. M i Obediturum adeoque etiam recessurum a Casali, si Nivers obediat. Si rex Galliae ii in aequieverit, aut se suasurum, ut sat suspensionrinorum eum rege Dano et imperator mediam partem sui exercitus 20 mittat in Italiam, mediam in Galliam. In districtu Sueviae et Franeoniae 22000 equitum Caesareanorum esse, quorum alias nune non
Addit, regem Angliae vias omnes quaerere, ut reconcilietur rogi Hispaniae, ut tanto sortior sit in regem Galliae. 25 IIaec omnia mihi dixit post e insessionem, addens imperatorem nunquam passurum, ut ab ullo regum strapaggetur hoc voeabulo usus est)nut serat ut se se ingerant in seu da imperialia, sive nepos sit, Si, eamnis. Ruinam imminere Italiae et exterminium si rex Galline se se imiseerit. 3o Dixi ad lineo omnia, quae opportuit. Placuit autem confidenter ista insinuare, ut D. V. Ill ' seiat. Die erastino delebrabitur Laxpilaburgi consilium super negotium Iuli 2IMantovae. Rogemus Deum, ut omnium corda ut linguas gubernet spiritus Christi. Imporator non reeedet unquam seiens a Dei voluntate. 3b Non abfuerunt, imo profuerunt, prosunt ut pruderunt, quae nuper attuli, quando dieta mea improbatum ibant nonnulli e magnis. Rogavi nuporis Ili' ' D. eardinalem Barberinum, ut inducatur
dux Carolus ad parendum. Salvabitur Italia, si obedit Nivem, ad quod illum debent impellere, qui ipsi, qui Italiae bonum volunt.
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Juli 28 Hieri liavendo stipulo, eho la mattina era tornato it principe d'Εehem- burgii, andat assieme eon inonsignor nuntio ordinario si dat gli il bon tornato. o dopo non molle parole ei disse S. E. esser iunio puelli forni prima ni viso per Porrior Ospresso, ehe 'i duca di Nivers si susse total mente posio inmano de Franetest o perelo eseludesse omi sorte di temperamento; nisi ibello essendo da monsignor veseovo di Mantova assemato tutio Popposito e data spernnga clie 'l suo segretario douesse riportar rispostaeonsorine, si era disserita Ogni risolutione ali' arrivo di questo. Onde
Ontrammo opportunamente si signifiearo si S. Ε. quello, che con lettera Juli tu de 16. ventita con to stesso corriere et era stato avulsato haver mon- 20
signor nuntio riportato dalla sua negotiatione eon quel duca'); ehe in si statim era, haverto uouato disposto alia sospension d 'armi et at totale iustamento e in Post ultuatione det eam hio, eonae in Praga quando mediante via' abboeeamento eon gl'interessati si susse aperta strada etrovato ii modo a potori , eoncludere brevemente in foralia giusta et 2Aequivalente. E che pero pareva, ehe si potesse con non poen probabilita sperare, ehe la risposta che riportasse ii segretario det vos ovo di Mantova. susso per essere quale si desiderava per la paee o puria quiete. Verso in quale pregamini, S. Ε. si voler tanto pili eon lisuoi pii o prudenti ustidii conservare in bucina dispositiono di S. M , 30 quanto pili in velleva nudessaria al bene dolia eliristianitu o religione cattulica, e perelo summamentu desiderata da N. N '. Mostro f. E. consolatione con in speranκn Phe si poteva eone 'pire delin liuona dispositi no di Nivers. Disse che hen si pille, a se , ore rati imo suo Pla volonta di S. M A in questo particolare, mentro si vedra da quanto 35 tempo in qua si portera inanZi questo negotio, niae arche susse di continuo solloeliato struit amolito da pili bande si sar il eontrario, P con-firino elio si sospenderia Ogni risoluti ino sino ali' arrivo deli segrotario, elio disse asputtar eon desiderio. Hi e me anelie disse aspellar risposta
