Nuntiaturberichte aus Deutschland nebst ergänzenden Aktenstücken

발행: 1892년

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Dal signor eardinal Ludovisio per ordine di N. S e delia sacraeongregatione de propaganda fido m'o stato seritio circa tro negotii. Deli' universita Carolina. Dello gestiatesse. E della nominatione liberadi quindici aluunt nel colemio d'Olmim pretusa dat signor cardinalb Dietristatu, inculeandonii elie 1aceia dat tentar questo la negativa a S. S. Ill 'Τ); e net particolare delia Carolina con la risolutione presa Opposta alia concessione di S. M et at desiderio o volonta depadri gesulti portata dat padre consessore ; e net particolare deliogesultesse con la determinatione presa parimente contro it loro instituto,i0 per quello elie si crede da aleunt, non solo approuato, ma 1mmentato e promosso da padri gesulti, come istrumento potentissimo per il loro accrescimento e potero, dat elie si vede e l'esito che si pilo sperarest questi negotiati, e la benevolenga elie da esst pilo eonciliarsi si chili porti'). Per quello elie toeea alia persona nata, non mi da pen8iero, 15 non havendo se non da utibi dir si elii deo. Ma per la elingiuntura delia traitatione de gli assari d 'Italia, ii quali pare che ricereberiano presso S. M e questi ministri tuiti somnia benevoletim e motivi daeagionar buona dispositi0ne, non so che buon' esset to se ne Possa sperare, tuitavia, mentre si me non toeca se non l'eseguire e dovendo credere,20 che non ostante te cose accennate da mo, te quali, si come sono costi

note, c08l saranno state benissimo considerate ; si iudiea nondimeno e Si osile, ehe questi negotii siano traitati da mo, andero ineaminanilogiinet miglior modo che potro, et in particolare cui consigito e parere dei signor eardinal Clesellio e di mo ignor nuntio ordinario, conforme 25 ali' ordine, che me ne portano te medesime lettere. 63. Pullotio an Barbe, tui, Wien 1628 Auguri δ').

Aug. b

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di Mantova eon bilone risposte e net medesimo tempo o eon ta eaduladella Itoecella, o almeni, eon preparamenti pili considerabili de Frangeri;

arrivando te sono de Spagnuoli li se O, che pensilio di poter conseguiri'eflatio, eho pretendono della prosa di Casale e dello stato di Mantova, come presuppone questo ambaseiadore si a per Reguire con te santerie, ehe illeo saranno portate eon te galere e galeoni da Spagna eon la 20 ea, alteria dei regno di Napoli e eon la sanieria e cavalleria, che soldano in Alemagna et habbiano hinc intro elie Savola sia per starsaldo ; li Frangesi che sono si confini non possano Asor r il passo, et ii ro 6 eon t 'impresa et impegno della Iloecella, o con te molestie delro d'Inghilterra o di nitri. ehe sorsu saranno lamentati nel regno, Ria 25 per restar bastantemente Oeeupato et impedito si calar potentemente in Italia. Credo dido elio si publieliora ii bando imperiale e si darudanari alia gente, ehe passera d'Alemagna in Italia, et ali' altra cheliora e per l'avvenire militora net campo regio in nome imperiale; ma

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1 si,

secretario e configlier di stato e 'l tutio dei duea di Lorena. Da ehelio sormato congettura, che mediante i 'instigatione e stimuli di questo 20 tale habbia proeurato e procuri D. Cesare tutio te instange e diligenZectio si sanno per parte delia duehessa di Lorena sopra it Monserrato, per inquietar anche in questa parte Nivers e dar colore at decreto dei sequestro et ali' armi de Spagnuoli.

wirruns fur die sanae Christenheu, Nachieli fur die hatholis Me Religi ,

Amra hsen der mresia, Unterstulauns der Feinde Christi tinu der Kirile. hos, die Geruchie nichi triar selen, unu et serescia mit dem Miser 30 unu segetibery tu rei handein. I amor muta soli iam mittet ii, Ob es mis-liah sei. Bedage II. Lamo inclin an Palgotio, August 10. Aue. 1ONon possum mihi persuadere quicquam tale esse conelusum, multo vero minus credo a Cesare formari exercitum, qui mittatur in Italiam, 3b imo scio magno numero exauctorari equitatum in Mevia, qui miles et maxime esset ad manum, Si cogitaret imperator exercitum mittere in Italiam.

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1628 Heri primum neeepi Meminga super liae exauctoratione litteras a Aue. 10 padro Tlioma Politio, ii ii est eum Ili ' domino comite Collatio, quae Juli 23 datae sunt vigesima tertia die Julii. Quidquid vero sit aut esse possit, semper saeiam ea uisicia, quae Chriqius et e felesia Christi suo jure omni a me requirit maxime Vero b etiam eum id mihi mandarit summus pontifex et requirit I . V. Ill 'Aug. b De hoc negotio S. M '' a die quinta hujus, qua die ei munieavit in aede Lauretana ante consilium, nihil omnino mihi locuta est, sed neque de alio ullius momenti, iam etiam domi non est. Non existimo Iy. V. Ill R ' moveri debere, ineerti puto etiam quid i 0 salsis his rumoribus, imo dissimulanda esse omnia apud ministros S. Miis. Attamen meo tenui judicio existimarem non abs re esse, si aliquo Aug. 10 die, verbi gratia, die Saneti Laurentii huc excurrat visitetque principem Eehemberghi et videat Ill ' V. D. suo huic negocio insistere. Visi- 15 tabo et ego illum aut hodie aut eraA Deo volente) memor umetorum, quae debeo ecclesiae Christi. Me vero etiam atque etiam ete. 1628 65. Barberini an Pallotio, 1628 Auguri 12, chis.').

E piaeeluto li S. S quel elie V. S. disse at signor principed'Εehembergh et at Trauiustors in proposito de sinistri eoneeiti insinuati

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loro da persone mat' nisulte contro la sincera e santa mente di S. Η '' i 628 ne correnti assari. Veraniente e grati eosa Hie griinpuriali u li Npngliuoli Aug. 12 sospettino, o si dolgano dati' uia eanto o dati' nitro Gelamino, e si

lamentino parimente i Frangesi, come tui salto Bettune uelle due ultime udiunge Τ) ; ma eio e segno chiarissimo dolia retiitudine della S. e deli' haver per unico sine la pace, essendo solito de puri et indisserenti mediatori, elie uel traitar un negotio pata ad ambu le parti di non sudissareene. Cho la renitenga di Nivere sta offulto delli ustidii diqua, sono cose chimeriche e salsissime, e credo elie it signor D. Gon-Zalo stesso, che tui velluto la premura de ministri di S. S*, ne possa essero biton testimonio. E se aleuia dilatio ptio essere da questa parte, o stato ii non haver poluto proelirare quella e infidenZa e streueZgaeon to stesso Nivem a beneficio della publiea tranquillita e dolia sudis- saltione di tuiti, la quale e conventita seliivare per soluarre t 'esea si queste suspitioni e susurramenti. Quanto alia concessione di gratie

delle straordinarie e pili si vorrebbe poter fare, nisi dica S. M , aquai altro potentato dei monito S. S sacci quelle gratio, eli 'ella non

pilo ottenere, e consideri che la sua conscienZa circa il gοverno ecclesiastico e non altra eagione i 'induce, etiandio con suo dispiacere, si negar quelle, che non pilo concedere. Dali' altra banda S. Bη' hadesiderato per giustitia da S. M* Ces' le terminationi delle eose di S. Massimino, di Bardi e Complano et attre, e non ne ha poluto venire si eapo, e questi sono i sondamenti deli ' Opinione dolii erotiei, ehe tra S. M , O N. S ' non sta corrisponden- o benevolenga, laquale dalla parte di S. B ' non manehera mai. It vigiletio dei padro Lamerinain seritio si V. S. e apostolico, manelle parole finali egii come non informato do termini giuridiei persuade elie Nivere lasei ii possesso, con tutio che qui stia it capo allegato dalla parte, dolia poea 6 nulla ragione de gli altri di voler de saeto levar di possesso elii l'ha presu pacificamente, prima di sentirio coni debiti termini. Ιl dotio padre fa l'umeto suo nel dir quel che sente in Domino e quel che lili per vero. E Dio vuot clie si trovino questi, che in certe congiunture avulsino liberamente, nisi sono suggetti si gliodii et allu perseeutioni di quelli, ehe per passione 6 interesse non hanno care te contradittioni. Sappiamo che la prudenm di V. S. caminora in maniora, ehe gli umeti dei padre, eoni' ulla ben considera, non Ρego orare, uia pili iusto mi gliorar il negotio. E che ii vaeillaregii nella gratia deli' imperatore o d Echemberct, it che sorsu nou

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ram maia. Arch. Vatic. Xung. di Germ. 1l6, sol. 74. - Berlin. Siaalsarchiv. Rep. 94. I. A. b. Bil. I. Einige nit spater mussie DF Papst Gelegenheli nnmen, viet rinschneidendere 20 Voriosi e, die ihm vom Disertishm ms gemach t wurden, auructavineisen. Carasa halte am Io. August nach Rom gemeidet, dasa man am Nos ofen non den vastissimi pensieri des Papstea mul arinem eattivo animo verso la casa d Austria spraehe undfurchiete, dasa er ein Here ina Febi stellan werde und in Ogni modo sar sare rδ di Romani ii re di Francia, et in conserinatione di cio hanno allegato clΓ essendo la 2b S. nungio in Francia dicesse alia regina, che η'egli arrivava ad effer papa, VoleVaprocurare di sar re di Romani it suo figitulo it quat ancora era sanctullo. Daraus entsegnete man am 26. August, che ii papa habbia pensieri vasti e cattivo animo contro la casa d'Austria, sono tutis malignita diaboliche di chi vuoi tirare S. 11 4alla guerra abborrita dalla sua pieth, che siu' hora hli implegate lyarmi contro gli 30 apostati e persecutori dolia religione cattolica. E che S. Sin mentre era nunetio in Francia dicesse alia regina madre, cli' essendo papa voleva adoperarsi per far il redi Francia ro de' Romani o che hora voglia eseguirio, e una paggia tanto glaontata per mille inverisimilitudini passate o presenti o scioccherae implicateri, che non corre perder tempo h riprovario polcho i saggi da se stessi la stomacheranno, et 3bli privi di senno non basiano te raetioni. Illi chi non vede la loggiereeteta, che saria stato di un nungio si di un cardinato nel prometrare o cosi vanamente ad una regina con pericolo manifesto di pregiudicare si se stosso et k suoi interesst 3 Ε ehi non vede la bugia di questa inventione 3 mentre hoggi se si sili publicamente premendo net dichiarare re de Romani it rδ di Ungheria, it papa non solo non hli fatis, 40 ne la, ne pensa alcuno minimo motivo in contrario; ma piu resto ne loda e desiderasominamente i essetto; E se vi lasse occasione, s'implegherebbe caldissimamente liprocurare et alutar questa elettione. Die Ierichte bes Nicolesti a. a. o. LII. 8,

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Finalmento torno alii dicet ii secretario di in insignor vesco, o di 1628Mantova. Porta ii consenso per la datione di iteκκolo si Guastalla eon Aust. l0alcune riserve; e spianto alia consegna di Casalo l'eselusione. Monsignor Veseovo ando it glorno sexuente, ehe m literi, a d ne Aue. 1 i5 parte nil' imperatriste si Poden. Riporto in scistanZa, per quanto liugine list riserito, esser necessario, che et sta hora elii traui it negotio Aug. 12 eon Guastalla, perelio si fodissaeeia dei detio lu0go, didendo non poteriosar S. M , ne alcuno de ministri deli' imperatore, per esser e08l mente di Cesare medeSimo.i0 Lo stesso giorno sui dat principe d'Echembergh, cavat in fostangail medesimo, eloo che questo negotio dovea aggiustarei fra te parti, ehe t 'imperatore e S. E. come suo ministro non poteVano entrare, Senon dopo elie te parti sussero aggiustate, piandosi traitasse dei consenso et autorita imperiale. Instando io, che non come ministro, matb come gelante e desideroso delia pace e quiete della eliristianita si complacesse d'a utar l'est otio di questo aggiustamento, ridotio hora almero punio di uti poeo pist 6 uia poco manco, che molio saetimente eon l 'autorita di S. E. si poteva contrapesare. Rispose che non in- seeria di egortar il principe alia pace, nisi non entraria in particolari. 20 IIo pariati, aneora col padre consessore ; spera che 'l negotio si agglusticol meggo doli' imperatri eo. IIa promesso sar Ogni buon' umeto, paren- doli ragionevole, ehe Guastalla si contenti. Cavo, ehe non Sapevat 'ordine dato ali' imperatriee, et io non glie ne ho motivato, perche noni'havevo saputo da monsignor VescoVO.2b I a monsignor nuntio ordinario sapra V. S. Ill ' quel piu, ehe hasentito dat residente di Venetia in consormitu dello seritio eirea lalevata di gente e publieatione dei bando, come anelio altri particolari, ehe lili penetrato. Il padre consessore pero mi hil eonfirmato in voce non ei essere 30 questo perieolo per adesso. It simile sento da qualelie altra parte. Non Serivo pili iungamente qualcho particolare, perelie non ho tempo').6T. Pullotω an Barberini, Ismen 1 28 August 12, dech r. 30. August B. 1629

35 Ilo sentito in discorso dat signor eardinal Diotristatia, che quando ando legato a latere si Milano per il passaggio deli' insania Isabella, nella piate oecasione non gli volsero dar il baldaehino, riporto dat gi vernatoredi Milano vn seritio o reversale, che chlaniano, di sua mano, net qualedicova riconoscere doversi si S. S. Ill il baldachino nisi elle per aleunu

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ii 28 regioni urgentissime, ehe althora si offerivano, havendolo pregato ad Aug. 12 asteneraene S. S. Ill por surgii gratia, se n'era compiadiuta, e disse ii signor cardinal sudetto in avigilaret, che non gli susse stata dimandata deita sertitura, per valersene in simile occasione. 1628 68. Pullotio an Barberini, insen 1628 August Id, dech r. 12. September') 5

Aug. l2 Suppliseo eon questa si quello ebe avanti ineri non mi in possibilo 10 per te oecupationi, particolamente di essurini uel medesimo torno abboccato con monsignor vescovo di Mantova, col padre eonsessore ephinei pu di Guastalla ). Quello eho tu, riportato it segrotario di monsignor veseuvo sudetto Iuli b in risposta alle propositioni, dultu quali mandat copia solio ii b. det ibpassato'), consi8te spianto at primo punio toedante ali' interesse di Guastalla, in che d a S. A. Regulo e te valli. Ma con questo pero, che la datione sta in laudo e non altrimenti. Clie prima si a data si S. A. I investitura doli' uno e t 'altro dueato, et in ossa non si saeuia montione delia datione di deita terra. E eho in virili di delegatione doli' lin- mperatore, si dedidesse da N. S ' e dat granduca di Toseana, se dotio ducadi Guastalla habbia rarione nullo stato di Mantova per iustificatione delduea presso it mundo e pero senga pregiuditio della sudelia conclusione di Begolo, etiandio elie Guastalla susse dichiarato non tiaver ragione. Quanto at secondo punio toecante nil a conse a di Casale da 2bsarsi in mano deli' imperatore per dover pol seguir il medesimo per parte di Spagna e di Savola noli ' Oeeupato da loro seeondo te deite propositioni. Clio mentre Spagna e Savola havessero restituito l 'occupato e questa restitutione si sacesse in mania di S. A. eonsentiria, cheal tunc di detin piaκge si gusto duli' imperatore si depositassero in 30mano di S. M , ponendovi pero presidio Alemanno e dipendente solamente da S. M i . Ma in Casale saria in borar li stendardi imperiali Rulamente, e per una lettera n parte dat a saeuitu, quanto A Casalo die insentire at deposito, quando si sae se in mano della principessa Maria unitamente e dei principe suo figliuolo. Che queste offerte 35

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per la doeisione dolia controversia di Mons errato si dux esse prefigere i628il tempo di tro mosi Τ). Questo disso monsignor veseovo di Mantova Aug. 14 unitamente eoi suo segretario io stesso torno Hie venne si in insignor Aug. 10 nuntio ordinario et si mo o si discorreva e risolvova di dar in questa a consorinita la risposta non solo in voce, ma anche in seritto peraggiustarsi totalinente eon l 'ordine dei duea. Consideravo non mi essere loelio it Ponsigilaro, per non impegnarii padrone. essendo tanto connessa in mia persona con quella diministro'). Nondimen , vellendo ehiaramente, eho da simili rispostel0 non si polova aspetiar se non l'ultima ruitura e quello eliu e po*gio, ese ludersi la speranga di poter pist medieare it male. Dopo giustificatule pretensioni e desiderii de o 'interessati e carieata la culpa conqualche sondamento sopra 'l duea di Mantova, mostrat havor disticolla

nulla sudelia sonita di risposta. e ridereato instantemente da monsignorib veseoxo dei mio parere e rispondendo non saper che dire, se non rimettere alia sua prudenZa, non havendo ne potendo haver notitia del

Finaim sente dupo essere ri pregato, che non eoine ministro, Ina ei me suo amico volessi dire la nata opinione, et haver protestato di partar 20 Puramente ex me e ne anelie come tale configliare, uia solo dirquello che mi si osteriva e rimetiere assolutamente e liberamente laconsideratione e deliberatione alla prudenga di tui, dissi paremi inconveniente, ehe si dessero tali risposio per te rapioni necennate e per molle altro, ehe spiegate da me surono iudicate evidenti e

25 palpabili et in riguardo dei ben publico e dei proprio interesse delsignor duea. Restava in dimeoltu, eho parcua insuperabile, es me si potesse dar altra risposta di magior sodissaltione, ehe non impugnameit duca st quello elie pol non siisse per eondeseendere, e lasse compatibile eon te risposte datu da S. A. Ε per superar anelie questu proposi30 quanto at primo punio, elie senZa entrare si speciscar conditioni eseima pariar dei prima e pol, it che havria potulo Ombregiare e sareredere ostesa in dignita deli' imperatore in 1ario prima cominetare et in mustrarii dissidenκa, e seliga speeifieare datione in seudo, in Pheliaveria reparato D. Cesare e pres , da questa occasione di an Strare, 35 ehe per eio e non per animo di adeordarsi non aeeotiasse ii partito, si dieesse, che eumpiadendosi N. M dar l 'investitura at duea, egit in

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Aug. i i proposio. Perelie post restava la datione dei luogo virtualinente conditionata, mentro prima lasse data l'investitura, quando si nisse satio alculi motivo in contrario, si putei a diehiarare non pretendersi primal 'investitura, per dubbio elie non siisse per eoncedersi dopo, o perchesi pretenda di ontrare in prima o pol eon S. M , per non ei essere comparatione ira te persone, e 'i duea non haver altro pretensioni, chedi mostrarsi riverente se divoto suddito di S. M . Ma perelio dandosi prima ii luogo, ehu l'investitura si qualissearia per eorresperet vita di pendente l'investitura dalia datione di deuo luogo, o eost resteria canonigata per buona la pretensione di Guastalla sopra lo stato di Mantova et in eo eguema per enormissimamente lesiva la hieompensa tanto disiiguale in pregiuditio non solo dei duca e delia sua easa, mannelio di quella pace e buona eo spondenga, che si pretendo stabilire 1 ra i 'una e l'altra di detto ease ; e per il eontrario eoi darei dopo illuogo, non solo si ovviaria si detu inconvenienti, ina Pederia ancora in nummonio delia dignita imperiale, eho appari ria esser magior- mente riverita, dandosi ii detto tu igo meramente in ossequio di quella. E quanto ali' altro punio dulla datione in solido, non si sar control'ordine dei duea con te sudette parole, te quali secundum subiectam materiam dovendosi intendere di datione in seudo, restava tempo fidiscutersi e risolversi, se vi iusse nata distieultu, quando ii duca ne

linuesse mandato e satio la sertitura seeundo che 'l tempo u lo stato dolio cose limesse configliato. Quanto alia delegatione e deeisione supraduita non doversi motivare, come dannosa at duea, at ipiale non flava bene metter in compromesso it suo stato dopo haverae t 'investitura e possederio pacificamente ; come poco eonsi me alla dignita di N. S ' per pili capi; e come cosa che saria ancor qua mal riceuuta et haveria data gelusia. E ehe per quietare ii duca ipianto si questo punio poteva bastar sola la consideratione dei primo eapo. Quanto ali' altro punio toeeante alia consogna di Casalo propost, che non si specifidasse la risposta dei duea ; nisi pigilando occasione dat sentire, ehe 'l prindipe di Guastalla si laseiava intendero, non fodissarsi di Regolo, e che non si agglustando questo primo punio, non Pra necessario descendor ni secondo ; si laseinsse nondimeno intendere, haver tanto in mano dat duca, ehe quando si aggiustasse l'investitura di Mantova, anelie pianto nil' altro potria fodistar e servire a S. M μ. Potelio se Don Cesare non consentisse ni primo punio, es me si teneva per sermo per tanti hincontri, poteva farsi correr voce, che 'i duea anche quantoni seeondo punto voleva condescendere alla volontu deli' imperatore. E quando vi havesse eonsentito, non potendosi althora negare ni dueat 'investitura di Mantova, e eon quella restando legitimato per Suecessormasellio delia casa di Federico primo duca, o perelo eseludendo perb

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