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la sentenκa di Cario V. ii duea di Savola o eoine masellio la duehessa i ,28 di Lorena, et in conse eliga non gli si putendo negar rinvesti iura dei Aug. MMonserrato e molio meno toglier il possesso elie ne liene, haveria inquet emo potulo, come in testimonio di straordinaria divotione et b ossequio verso l' imperatore prometiero e consentire di dar in manodi S. M li luoglii Oeeupati per siet exin doli' esecutione delia senionga, ehe dat suo tribunale emanasse e delia permuta, ehu 'l ro Cati''pretendesse. Ε ipianto a Casalo offerir nn the l'inacti ramento doliostendardo imperiale, o pure ii deposito in mano della principessa Mariaio nella forma seritia dat duea. Approvo et neeeito monsignor vescovo questo parere et in qu tae insumitu ando it Homo seguente alli bagni deli' imperat rieo, per Aug. lidarii parte di quello elio ii segretario lini eva riportato e dicenduli, ehe'l duea in gratia di S. II ' e per serviria non solo eondeseendeVRib saneorche per altro vi havesse grandissima repugnanga) si dare a Gua-8talla quellia che S. gli haveva satio proporro, dandoli la II h doli' imperatore t 'investitura; ma elie net modestino tempo si rieone iliariacon quella casa, egit saria per senipre bu in parente, buon' amico ebuon ricino. L 'imperatrice mostrando gran gusto di questa rispostam haveva dotio: mk ehi ualtera hora eon Don Cesare, perche se ne eontenti γ E replicando monsignor ves ovo, eho questo non era negotiod 'altri, ehe di S. M , per suo ordine haver salta la propositione alduea, o pero della M S. sperare, ehe saeesse consentir Don Cesare, soggiunse l'imperat iee, eho Pliavere libu satio volentiori; ma esser monte 2b deli' imperatore, eho no lei, no suoi ministri μ'ingerissero in questo neg060; e di po questo instando con monsignor vescovo per sapor larisposta dei duea ei rea it punio dolia consignatione di Cnsalo, li risposum insignore d' haver in mano da poter sodisfaro quanto si questo punioe sar eonoseere ebe 'i duca non dosidera altro, elie servire e dar gusto 30 alle loro II h; nisi mentre sentiva queste nuove disset ita direa 'lpuntο di Guastalla, essere superfluo, ehe molestasse S. M , la iplate nondimenu supplicava fi non volor abhandonare la proteitione di questo negotio e condurio ni sine desiderato, havendolo domineiato e conquesto la passo. Angi di quello elie senti dati' imperathide se ne valse ab monsi ore it torno semente partando eoi prinei pu d'Echembergh, per Aust. 12 non specifieare ii secundo punio, nasi passario con te generalita di supra accentiate; allegando olire alle parule di Don Cosare circa l'eselusione deli' aggii tamento proposto, quello che in consorinita gli era stat a dotio dati' imperatrice. 4 Quanto si quello elie passai it torno de gli l l. col prinei pe Aue. Hd'Εehembergh, non mi oeeorro suggiungere nitro olire lo seritio con lepassate, se non elie dat modo di partar di S. E. enuat, eho Don Cesare
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li 28 non si eontentaria con Regulo. Clie S. E. non gli persuaderia si con- Aug. it tentarsene; o Hie si persisteria in haver ii deposito di Casalo, esag rando S. Ε. l'oblim di ubidire si S. M e la rarione di confidare nella sua retii tudine e la necessita di conservare la si uranita e riputatione imperiale. Questi motivi di riputatione et obodiunga si eredo sieno bpretosti, nisi in essetio tutii li rine intri persuadono, ehe li motivi siano te instange de Spuntioli. I quali pero ne aneli' essi si uiuovono tanto per in riputatione, come die in a, parendo che per questo putria basiare, elie Casale gli eadesse in mano per via di perinuta, eonae e stato prο-posto, e 'i duea offerisee eon equivalente hieompensa; quanto perche 10 liavendo promosso A Savivia di eonservario neli' oeeupato, vogitono essiil restante, seliga dar alim hieompensa, per non in dar di quello clieultri goda, e per abbassar maggiormente principe, clie balino sospitio et hanno osseso e reputano di pensieri ponerosi. Et in Olire non maneano rincontri olire alle parole deitc prima dat gi vernatore di Milano 15al Pandollini e pol dat donto duea in Mailrid, di voler assodare te cosed 'Italia e levar li sospetii per seinpre, da persuadersi, che Vogitono valersi della congiuntura di trovarsi impegnata enii loro l'imperatorehοgri potentissimo et unito Savola; e dati' nitra banda di ritrovarsi Frandia et Inghilterra imbarmZati l'uno eun i 'altro, per poter e in questa 20 Opportunitsi ultro at duen di Mantova, indebolir anelie li Venetiani e eoi pretusto de sospetii di guerra meiter presidii ne tu aghi sorti, dove non gli hanno, come han satio in Guastalla o Coregio, voratono sare in Sabiuneta, o si laseiano intendore essor necessario pigliar provisione in Genova; altrimenti eadera in mani, di Francia o di altro potentato 25 dissidente. In summa mentre Spagna vitote, ehe si est elisi ii sequestro, qua saxa persa omi manisattura, eho si saeeia in contrario, perelie l'imperatore non r impera mal eon Spagna per te ragioni obe si sanno; equando pure qualsivolia motivo potesse obligario si non fodissar intuito alia sua volonta, no anelie si putria porro in effetio, perelio questo 30 eonfiglio eonsta di persone dipendentissime da quella eorona e ii diret-
ture it prineipe d'Esthembergh, ehe pili propriamente puo ebiamarsinssoluto dispositore e pili di tuiti gli altri insistino legato di affetto od'interessi eon la medesima eorona, Onde spiando quella non si a disposta alia pace, da ministri di N. S ' o persuasa dat lo stato dolle eoso, 3bdi qua si suo ri putare impossibile spicearsi risolutione contraria alia volonili et interessi dolia modestina eorona. ii; 28 69. Pallotio an Barberini, Nien 1628 Augu/t 14. de his r. 12. Se)λtember. B.
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5 riputata troppo generosa e qualelie mal asset to haveria sors0 prosa nee ione di dire, ehe 'i duea volesse traitar dei pari e in Pimpuraturo, come si dice da ministri e partiali di Spagna, che faedia con quella I . Goti sebe, daas Neores sut beraten ist. 70. P utilis an Burberini, inien 1623 August 11. dei is P. 12. September. l62η
Aquia a. Quanto ni passato eirca 'l breve delia eoadiutoria consesso non solo non vi essere materia di doglionga, iiiiι at contrario doversit 5 gradire l'assetto e volonta di N. S ' e ressersi quasi impugnato oonta riserva posta iaci breve sudestii ; e quanto alia deputatione di suffraganeo si lascio intendere di eredere, che S. M' eondescenderia si lasciario deputare dat patriarea per qualelie tempo limitato di mosi,mentre da S. S A gli susse data parota di sar in tanto la divisione dolia 20 dioeese net modo desiderato dati' imperatore. Replicat, che questo
stanga e net modo, it elio pero di pendeva da matura discussi tuo edeliberatione di una congregatione sopra cio deputata ; e come da mogli post in consideratione, elle saria stato servitio di N. M l'admeitere 25 questo suffraganeo per tempo limitato, perelie essendo stato ponsierodi S. B ' con animo veramente di dar gusto u S. M e di sar attenderseriamente alla risolutione di questo negotio, S. M era certa di laraitione gratissima alia S* S., con quale songa dubbio rhaverobbo obligata e stimulata maggiormente si procurare ii modo di dar gusto 30 si S. M , e che quando non siisse in tanto seguito l'essetis, o non havesse vedulo ineaminarsi si questo ii negotio, era in mano di S. M sar, che ii sustraganeo s' tenesse, come si astenne ii patriarea, non potendo questo nuovo atto consentito quanto si S. M eon questa intentione obligario pili di quello havesso fauo l 'haver neeeitato Ot35 admesso tanti patriarchi passati . MOstro ii padre, eho gli quadrasse questa et aleune attre considerationi, che tralaseio per brevith. Mi promise, ehe vi saria rissessione, pregandoneto io, o mi diria it suo
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tu28 Tl. Pallotio an Barberini, Mim 1628 August 14, de Misse. 12. September. D.
Aue. 12 Alli l2. quando Don Cesare venne da monsignor nuntio ordinario
e da mo per occasione di pagarei la visita saltagii, ii iando li glomi passati si trovo indispostο ; non si allargo nel negotio ; nili ben si
conOseeva star eon qualelie baldan Za. per vellere Phe non si deserivanile risposte det segretario, te quali da S. E. erano mehe state sereditate 20 Aue. 13 con dire nil' ambaseiadore di Spagna, quale me lo dissse hieri. et alprinei pe d'Eehembergli, come cavo monsignor vese μο di Mantova, Aue i 2 quando ii parto avanti hieri, che 'i segretario ora stato malissimorieevulo in Mantova e pegio dispaceiato, et haver ii duea detio publieamente di rispondere non voler sar niente delle sue pro poste. Mi 25 Aust. 13 risolsi andar hieri io solo da S. C., entrato in queste materie mostro totale alienatione dati' aggiustamento, esaggerando non poterio lare per si poea eosa ne per interesse, n6 per riputatione. Esser tanto impegnato in questo negotio, che non era pili in sua mano tornarin dietro, havendo patenti da S. M per sar 9000 santi si sue spese 30 pero e non potendo distinirsi dat ro di Spagna, per non perdere laproteti ne dalla quale dipendeva'). Rappresentandoli molle ragioni
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toceanti ni suo servitio et interesso, alia eonservatione della grandeκκa i 628della sua casa, alia pace e quieto publiea d'Italia et altro elio te Aug. l ipoteVnno enionar confideliga me eo. Lo pregat si voler appliear ilpensiero per trouar qualelie modo, eon elio si potesse agginstare illi negotio, per quello che tostea ait ' interesse delia sua easa, perelie quando questo lasse a iustato, non maneheria modo da poter comporreanehe ii resto, e massime per quello che toeda ali' interesse det ro
gusto e semirio. S. E. si apri uti poeo pili e disse non poter inio questo negotio risolverei senin Spagna per aleuno lettere havute pochi gloriai prima. Nondimeno considerar benissimo che gli eonverria aggiustarsi e mi promise, ehe vi applieheria l'animo e me ne dariarisposta, inculcandonii pero straordinariamente ii segreto. Resto peroaspellando di sentir quello elie mi dira.
La venula dei nilo segretario che id it 10. stante, delia quale Aue. 1020 egli medesimo nel punio deli' arrivo diodo parte at signor Martiani per il eorriere di Τοscana osteriosi opportunamente, m'ha sollevato datuite quelle brighe et hil sineerato con te M' loro gli animi aneode' ministri, ehe 6 per arte o per malitia erano imbibiti di tutio quello opinioni, delle quali con molle mi e precedenti ho gili satio partecipe 25 l 'A. V. ; si che non doveressimo ragionevolniente pist temere di quegliaeeidenti, ehe qui senga rite o comineiavano. st douere per tanto eli'io renda gratie a V. A. della speditione elle it deito semetario linportato, la quale di primo incontro si come lili sparso speranga dimotio bene, si chi lili l'animo retto, eosi lili restato eagione di molto 30 pensare, si elii o haveva, o novamente lin t 'animo non bene astello, perta quale per cio si sono falli e si moltiplicano eonfigli, de' quali mentre attendo te deliberationi, non devo taeero est' A. V. la serie dei passato
Che Guastalla si e laseiato prima di deita venula e surae anche dopo 35 intendere che ii segretario pili non doveva tornare; elie V. A. timeaaltri pensieri che d'aeeommodo; eli 'esso haveva altra sorte di pretensioni,
nervo solo d'Alemanni senga asse amento certo di poterii pagare. Ogn' uno resterkstupito, come gia per volere condurseli in seno con rigico di qualche grande ammulinamento, et che gli saccheggino et abbrucino tutio it gno, che sarli probabilmento
40 esposto at perteolo prima di quello de gli altri. Florent. Arch. centrale Med. Filκa 4379. 12.
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1628 ehe di Regiolo; et pratieava con S. faeolist d 'assol dare 3 regimenti Aue. 16 di lanteria Alemana solio ii suo proprio commando, si mine ancora dubito se stano state o no dli S. M concessi. Per te ipiali ense hormai satio irreparabili alle nite diligenZe ho pensato di nndar molio et rconspetio nelle risposte di V. A. per magior reputatione det suo T,
Aue. ll Il giorno dopo l'arrivo det segretario heri eonsiderato it tution' andat si Poden ali' imperatrice, come prima e principat autrice e promotrice delli eapitoli mandati, affine eli' ella vellendo tutio 'l contrario di quello eli' altri vanno disseminando prosoguisea l'opera delie 10 sue inani. Trovai elie se bene inteso con molin hilarita la risposta di V. A. nel primo punio di Guastalla, ad Ogni modo mi propose,
eli' era bene, che qualeti' uno eon Don Cesare negotiasse. in che V. A. con Don Uerrando non haveva voluto traitare.
semetario eon tanta instanga e non altri; h lei et si loro dunque loceaquesto traitato, sendo io stato in sede datami elio Don Cesare allo M V. haveva rimesso it tutio. ae pol S. A. non habbi voluto 20 traitare con Don Ferrando, ha fatio bene, polelie egit hisponde si elii domanda e vuole che dalle V. M rieonosea Guastalla ipiet bene cho gline risultarsi e non da altri, ne anco da S. A. modosima pereosi dire, mentre it signor duea m per te M V. quollo si ellene per elettione ne per pre iere ne per nuto ita di chiunque altro si 25sia, si inrebbe mai indotio. Ε qui con ricordare ali' imperatrice lagloria sua in eonehiudere eosa che li primi potentati d 'Italia non potevano spuntare, la svegliai at desiderio di essa, la semai e resistabile net proposito primo, dandonii ordine eli' io n' informassi li leui ministri, massime ii principe, mentre eli' ella tornava si Vienna, 30 Aue. t 4 ebe Segul li 14. stante ). Aue. i 2 Ritornat sta speranga e timore e 'l sabbato insorines detri
signori, ii due ultimi per not; ma it principe, e possibile monsignore, mi disse, quello elie V. S. mi significa γ possibile, e vero; ne
'l principe miο sogoonsi io) ne io suo ministro attendiamo a sutter- 35mgit, che licentiosamente troppo si vanno propalando ; et contuiti indifferentemente; ma con te M Ces' e ministri loro e con
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V. E. particolamente si negotia sineeramento e in animo candido e l628 incontaminata intentione. Ne mostro pero egii estrinsecamente dopo Aug. 16la meravigila anco placere, ina ed egit e gli altri vennero subito alseeondo punio dei Monserrato. Si ori, risposi ad O ' un di toro, iob ho v edulo avanti la venula dei inio segretario gli animi tuiti quasi eberivolti si credere diversi commenti; dopo l 'arrivo pare elio si dubiti della risposta di S. A. E delle parole nite. Da ogni parte sento minaceie, pentimento de' eoneertati, mutata la saecla de' negotiati: elicodeone eli' io apra it e re dei mio principe, ove non possct Reeerio tarmi deli' esito ratonevole, et elie mi e stato promessu 2 Si doeidait primo punio eonforme te proposte e te risp iste, e pol verro alseeondo con tali propositioni ebe dovero sperame aneo sodisi atta las. con Suoi ministri, se per noi non eade ii eielo, quat eadendo
pol noi soli non restaremo coperti.
i5 Questo resoluto modo di partare lin operato, che la vigilia delia Aug. I iMadonna dopo it consigito, che sopra questo si sede, per parte e nomedeli' imperatore vennero a casa nata ii signori Sualendoris e Nostiκ econ termini pia evoli m'esposero, come S. M desiderava dsi me precisamente sapere la risposta mandata da V. A. sin hora non ho voluto 20 porre in carta) sopra te sudette propositioni. Io nel primo puniorispost come prima et it secondo riserbal per me, sin ali' ngiustamento dei primo ; vi si agglutifer a te sue ratoni e discorsi pia evoli, amore- voti e pleni di reciproca Osservanga. Mi pare che partissero Rodissalti, o lo Stralendorst, come vengo da molle parti accertato, dei nostro Aug. 162b partito. Fu subito intimato consigito per questa mattina ; ed io heri Aue. ibnil' imperatrice, che eon to stimulo di restare gloriosa tanto piu siriscalda, quanto pili titubano te coge pia proposte, e mi ha detio Sertamente, che per o i modo vuole n tulto suo potere che questa pace si stabilisca. Indi passai ad altri ministri in mandoli in modo 30 ehe doverei sperare fruituosa la satiea e 'l tempo che n' ho speso, chese avanti di chiuder questa comparira qualelie novella dei hodierno
consigito sara a piedi di questa, o in seconda lettera a parte. Intanto l'A. V. sappi cli' il mio fine di ritenere it secondo eaposin alia decisione dei primo lili per landamento la volubilita di questa
35 forma di traitare, nulla quale non vale bossolo ne calamitu ; pero chese mancano Iael primo, io senipre posso dire 'havovo net secondo mari e monti; e se non maneano, ho lo stabilimento dei primo in Ruvantaggio. Ove η'io ne spiegami aneo it secondo putrebbero dire, ehe questo ha rotio l'altro e con il pretesto deli' uno guastarini il40 tutio. Ne son pero stato eosi aselutis net secondo che non habbi dato qualelie lume di bona e gustosa intentione. Ε perche eo'l discorso replicato con questo e quello e con lacontinuata rumenatione de' negotii seu me stesso mi si seconda la
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1628 mente a diversi riplecti: ho stimato bene per antici par tempo ait 'Aug. I 6 0 0rreme vementi di dirie. Che net secondo capo V. A. propone di spiegare stendardi imperialie d'aceeitare presidii in alcune sorteZZe, e ne nomina alcune, benelie non siano sorteZge'); pol aggiunge eon elic si ritirino Parini regio e si restituisea l 'oceupato da Don Gongales e da Savola. Tullo bene, mase S. M persistendo net sequestro non restasse altrimente paga: si contentarebbe PA. V. che tuito l 'occupato si offerisse alia 310 S., ineui inano sosse fatia la restitutione 3 Prima elie venire ait' ostremo partito dei sequestro, che mi preserive nella seconda sua lettera, io per me stimo, che cosi pili agevole si sarebbe la restitutione, quando ali' imperatore si di vesse restitui re. Spagna haverebbe maggior calone
di restar paga; V. A. goderebbe quello e 'hu assolutamente; l' imperatorelisi pili eatone di contentaret; Savola non putrebbe recusare; pili sicuri saranno li stati in mano deli' imperatore elle d'ali mi; il eaphieeio di Savota di sortificare Trino suanirebbe, e recusando Savota si trova S. M iii obligatione maggiore d'investire V. A. e di di tanderia pol; e maneando tutio, ha PA. V. legitimata la sua causa in conspetio
venisse Veniret, se o S. M*, o Spagna proponessero, o noi ollarissimo, che con li Ser , principe e principessa entrasse meo depositaria l' santa di Savola, non to stimarebbe V. A. per aeeeitabile partito 2 Tullo per agevolar la restitutione di Savola 2 Io la supplico ad avvertiroelio questi sono spiriti iniet, per quello portasse ii disperato ea8o, Sopraquali ut 'honori di rispondere, e se te piace damni saeuitsi di rispondere e discurrere con sicureZZa, eho nulli punii da tot preelsamente preseritii non trasgrediro un Deo, e nulli o non preseritti, o casualmente venuli, o arbitrati, o anco in genere eoneessimi sorbaro ii suo placito alla
Finalmente anco nulla lettera che per risposta di quello di S. M ella serive ), gia che mi m rhonore di rimetiere si me it dario, loconsesso, che non Pho data, e se sosse con gusto di V. A., non solo non vorrei daria, ina mi parrebbe molio pili accertato, che luceandoli punii solamentu che per tui sanno, rispondesse oon lettera di mera SSequenZn, per non parere di evidentemunto rimproverare si S. II hmaneamento aleuno. Come ebo per mera riverenga douuta alla II S. e per avulso det suo ambasei adoro piu volte datoli, che te suo lettere non sarebbero necette, ella ha taetuto, uia elie hora necertato da piedi novo, che la M S. non isdegnersi honoraria di riceverte in ' e conmolia consolatione concorsa. E cosi rispondendo alia lettera sua
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imperiale dei . . .') tralaseiando omi toeeo, elie te su la II h S., s'appig- l028 lia a quoi ultimi duo, i 'uno d' haver concesso proroga alle deliberationi Aug. 16 contro di iei, i 'altro di non voler se non eon te loggi contro di ieiproeedere. E sicome ella humilinente ringratia la M- S. deli' uno e 5 deli' altro, ei si l 'asseeura elie in let non e eaduto, ne eadera maimaneamento ne meo minimo eontro la S., no dei re Cait ', si piali avvenga eio elie vuole non sara mai elie non presti omi ossequio e divotione. Che per questo ardisee di elii amare la MR S. in aluto
contro chi l 'opprime, come suo vero e supremo signore, che SenZn ViO-io tenga d'aleuna passione ei noscera in fine che t 'imperatore e l 'augustisqima casa d'Austria non havevan mai vassallo e servitore pili pronio et animoso a loro augusti commandi. Cosa simile in summa con unaehiusa, se te paressu di non haver detio assai, remissiva at suo ambaseiad0re elie eerto non lascia la dignita di V. A. per quanto pubib humana lingua provedere, o ossesa, o indefusa. Ε per levar igni dubbio anco nella sotioseritione o opinione de' signori nuntii e massime di monsignor Pallotta prelato molio prudente e versato, eho dicendo ii duca Cario Gongaga ete. ulla non si preiudichipunt a. Il elio ricordo con t 'imperatore solo, aneo per segno di in gior
V. A. Vede, eo me io veracemente serivo, con l 'occhio solo det suo bon servitio, at quale dovendo convenientemente concorrere, Songa priVata pretensione Ogni suo ministro, vi glio credere, ehe Diuno d'essi Signori sta per offendersone meeo, se eosi se ivo. E chi net suo 25 proprio parere s'inganna, Duo senZa russore tolerare, eli' il miglior
iuditio prevaglia; ed io sono ii primo elie volontieri si miglior parerem 'appiglio e mi consermo. Ε resto eω. Di Vienna li 16. agosto l628.
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l628 TL. Miser Verdinanti an Nassau, Ismen 1628 August. 16.
Generoso fidelis dileete. Ex diversis literis tuis nuper ad nos datis satis intelleximus'), quid in sequestri nostri Mantuani negotio statuendum suadeas, et quae eo te rationes indueant ac quantum in beeleritate positum censeas, perspeximus. Quae quidem sollieitudo tua nobis nou improbatur, satisque ipsi perpendimus quantum in tempore
occupando momentum sit. Verum eum ex primo nostrae commissionis
tenore ) satis tibi constet, nos hae in eausa, uti omnibus aliis, summam status rationem in iustitia ponere ; ne processus hic a quoquam male- I 0 volo praeeipitiniae iustistiae adeusari possit, aequius et iuri magis consontaneum iudieamus istum adhue eumque ultimum ad parendum terminum duci Nivernensi praefigere, antequam nd doelarationem banni procedamus. Mittimus itaque tibi deeretum monitorium originale hic adiunetum, nec non mandata avocatoria de dimittendo milite ete. dicto duet insinuanda. ibQuod hoc modo eommodissimo fieri posse videtur, si per cursorem aut alium duei Nivernonsi familiariter notificari cures, ecce quae nomine n ,stro Caesareo ei repraesentanda sint ; an liberum ad hoc Passum aut salvum conduetum concedere velit. Cui si haud gravati in
nuntiat, insinuationis iam nulla erit dissiduitas; sin recuset quod insignis 20 contumaeiae indicium soret) per socialem Caesareum vel ipsi duci, vel ipsius ossicialibus ae ministris, vel denique, si id fieri nequeat, privatis personis, per quos illud ad notitiam ducis pervenire queat, dictum
folge vanischen Elnsiisses in der neven F sung tu Ungunsten Nevera' eni8chiaden. Denn scine Forderung, daas alle Parteien glaitareitis sita ver iraten soliten, die 2bsqueηtration anauerhennen, wurde von Aytona ala unvereinbar mit dem Inaehendes Mn0s von Spanien tur Dei Gen. Doch gelang es dem Miser den Gesandien Oh in tu rerantiassen, obige Fassuns anzunehmen. In grinem Bries an Meuenhωlervom 16. August schreibi er duruber denique in hunc modum conventum est, ut in nos reciperemus, statina atque dux Sivernensis mandatis nostris ratione sequestri 30 se obediturum declarasset, caeteras partes idem facturas, ipsumque Niverniae ducem ratione huius suae paritionis sino periculo et indemnem fore, si modo praedictus orator Hispanicus marchio ab Aytona fidem suam tam pro Sabaudiae duce quam ministris Hispanicis nobis reciproce obligaret. Quod cum pro bono publico adiuvando saepedietus orator in se receperit et coram consiliariis nostris secretis ad eum do- 3bputatis pollicitus fuerit, non dubitavimus monitorium nostrum hac sub verbi nostri Caesarei interpositione emittere. Danach erhieli Mesenhuller den Austrast, mitni liehatem Eifer bei dem Mnige seliat die Zusage seines Gesandien tu unieraturrenund im Fulle threr Abitanuv daran tu erinnern, nos salva iustitia et absque laesione conscientiae ad batini declarationem procedere non posse; et hoc casu cou- 40 sultius fore regem ad ratificationem nostram utpote in imperialibus hisce laudis)per tractatus negotium hoc finire, quam amis, quibus iustitia non subesset, pertendere. umen. Siclamarch. Corresp. Spanien. Orig.
