Nuntiaturberichte aus Deutschland nebst ergänzenden Aktenstücken

발행: 1892년

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st vero elio nella sua lettera risponsiva alia mi a il padre Lamedi 1628 main mi toeea it far umeti perelie Nivera obedisca. Ma doversi V. S. Aug. 26risponderio a nato nome, che io non ho tale auto illi eon quel ducae che gli umeti e l'esortationi perche egli si lasci speeialmente portare 5 alla fodissaltione e riverenga di S. M Ces' gili son state piu volte interposte eon i rappesentanti di S. A. da N. S e da me, ne si tra- lascia inornatinente di reiter te. 83. Pu tuo an Barberini, umeri 1628 August 299. 1628

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1628 sinistro andaro d'alelmi ministri non possono se non capionare effetii Sept. 2 desiderabili. E che s'induca S. M si considerare quanto di8conVenga, che t 'ambaseiadore sermato in Glavarino si trattenga su 'l dubbio, sole genti imperiali devano voltarsi contro eattollet o eontro Turchi. ue. 12 Aus die Chis re vom 12. August sehressi Seoni, desos sita Nevera bnichi gesen die Au ahme ron deut ehem Volh in Casale gereeiseri habe, mit der Bitte is Meh, duas die Priar sin Maria oder die Infantia Margherita

Diee N. S ', eho a V. S. sono stati commessi gli scabrosi negotii

Burberinia an Scani vom P. September. Bibl. Barber. LXVIII. bT. sol. li6. J Zu dem garovischen Nuntius livsserte der Herata: Crediamo che non si potis sar di meno, che Casale non cada in mano de Spagulioli, mostrando gran meravigiladella dispersione di detis truppe, che hli levato tutio 'l calore alia negotiatione, emi goggiunge che se 'i duca di Mantova si valerli det megeto deli' insania. S. A. 40 procurem at possibile di avvantaggiarii la ricompensa dei Monserrato. Chil e vom . September. Arch Vatic. Nung. di Savola 48. Dber die damnis beginnerulennina iungen dea Eerroga mit Frankrrita tal. Camiti a. a. O II, pag. rect

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della Carolina e gesulteme, perche si iei sta uti inesse toe 'horanni li 28 questi e gli altri. stando in proposito S. B ' di dichiararia nuntio Sept. 2ordinario in eotesta corte e di sariene mandar i dispacci tra 15. Morni, dandole in tanto in uno de seguenti condistori uti litoto in partibus,5 ii quale potra esser quello deli' aret, eseovado Tessalonieense. Ma se V. S. Hudiea ben satio it temporeggiare uesti sudetti assari in fin ehesi vegga dove parino te eose di Mantova, o dove propendano lerisOlutioni, che sopra di esse si pigitoranno costi, lo laseia ni suo prudente arbitrio. Sogiungendole io in tanto, cho cirea it negotio i0 particolamente delia Carolina monsignor Paolucci parto col padregsinerale de gesulti, come parini che sacesse anco de gli altri, e se non in 'inganno su il tutio ordinato a V. S. con esserne egit restato appagato. Benelie sopra di cio pili aecertatamente aviser illa con leprime, vuole N. S ', che ii detioli di supra circa ii deputaria costlib nuntio ordinario ella lo tenga segretissimo, sinche verril il detto dispaceio,

e che se ne seriversi mehe si monsignor di Aversa, polche qua non seu'si satio aleun motio. Questa sera N. S ' serive un suo breve et io una lettera ait ' Sept. 2eletiore di Baviora di tenore, eho S. Sis timorosa de mali det eliris-20 tianesimo eattolleo per la presente guerra ha pensato di eceitar anehelo gelo di S. A. ad interporro i suoi umeti per la quiete, sapendol'innata sua pieta verso it bene della religione eattollea e delia tranquillita publiea e confidando elie l' inestimabile bonia deli' imperatore pro vellera

che non segua magior spargimento di sangue eattolleo, massime 25 mediante l'assettuose interpositioni di S. A. ) Sema per avulso a V. S., alia quale eoi medesimo segreto aggiungo, questo essersi satio anche per congetture havutest, che queli' alteκκn tiaverebbe per bene d'essereeeitata ad interporsi neli' agevolamento di questi assari. 8T. Pullotio an Barberini, Mien 1628 September 2, decti . 28. September 162830 A. . - ilottos Terhandiungen mi der Miserin uber den Verglei h mit Sept. 2

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Nr. 87: 16 28 September 2.

La chlamata alle caecie, delia quale serissi con te passate ), si quello che si e pol visio, ni per traitar l 'imperatriste meeo sopra li 'correnti affari e particolarmente sopra l' iustamento di Guastalla, si Aue 30 eonae S. M comincio si lare mereordi dopo prango in campagna alia Aust. II caecia e pol ex professo giovedi mattina, che mi diede hora particolare per i 'udienga in eam. Dichiaro S. M il desiderio di questo aggiustamento, la speranga che da quello sia per seguire dei restante, la dis- l0 positione ancora dei principe di Guastalla, rimpedimento elie rieeve dalle minaeeio di Spagnuoli e dat timore, che per queste concepiscedella sua ruina, quando o l 'aggiustamento non segua di molio consen- timento e volonta, o non sta egit costituito in posto, ei l quale resti sicura la persona e la casa sua; il discorso, ehe questo non poteva ibe88ere, se non eoi meZZo et autorita e volontu di N. e la fiducia, eho S. S lasse per concorrervi benignamente, Vedendosi con quanto Zelo e premura procurava la compositione delle presenti controversiee la tranquillita della christianilli. Concluse S. M , ehe io per eonse-gula it fine delia pace, at iuale ero stato destinato da N. S ', volessi 20 quanto prima dar parte li S. B ' dolio stato dei negotio e comel 'aggiustamento di esso dipendeva hora dalla volonta di S. S . La qualeolire at motivo dei publico bene e della gloria poteva haver anche luello deli' obligo, nol quale poneva la casa di Mantova, e quello delmerito e qualitu personali dei principe Don Cesare. Stimat douer, per 2b quanto mi iusse possibile, procurar di tenere N. S ' lontano da questodimento, finelie havessi qualelie luce in questo particulare de suoi sensie massime eon la speranga, che fili non molli torni potesse suceedemicon Oeensione delle risposte alle nite lettere de Horni passati. Onderispost si S. M , che io non mancaret serriria in quello che mi comman- 30dava, nili che eon ogni riverenga la supplicavo si considerare, se lassem egito e pili proportionato at decoro di S. II non impegnarsi in negotio di tanta importanga con N. S ', se prima non era totalmentestabilito it tutio eon deito principe di Guastalla, o non haveva la II S. nello mani serittura di tui per chiaregeta e sicureZZa di quello che 35 lasse traitato e stabilito. Replico l 'imperatrice elle pensava, che t 'ufficiolo dovessi fario come da mo e che di questo mi hieercava. Illi ag-giungendole io, che si complacesse condonarini, se eon questo termineio non la servissi, porche ii negotio era di tal qualita, che io non potevo

in Pyl. M. M. Am I. September hehrte Pallatio vis der Iagd turueli nella 40 quale da queste M ho ricevulo dimostrationi di singolar benignitli. Schreiben uom P. September. Bibl. Barber. LXX. 47.

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Nr. 87i 1628 September 2.

ardi re di tenerite proposito con N. S ', se non quando havessi la dis- l028 eolpa di sarto per ordine di S. o della M' deli' imperatore. Final - Sept. 2mente concluse S. M tacendomi instanga, che da sua parte dicessi si Don Cesare, che havendo notitia delia buona dispositione, elie eglili liaveva alia eoncordia, particolamente per secondar il gusto di S. M - , per conseguirno i 'essetto, desiderava pervenir at fine di questo negocio').Domani penso partar a Don Cesare in questa consumitu; e per Sept. 3questo potro andar destreggiando e portando avanti, sin che habbia qualebe lunae dei senso di N. S ' e di V. S. Id elaea 'l modo, chei 0 io deliba tener in questo negotio. Nel discorso elie io ho havitis con l'imperatrice, ho scoperto qual-ehu amaritudine et opinione di non esser stimata et amata da N. S 'e mi ha satio mentione dei negotio di suor Caterina, gia marchesadella Rovere, dicendo che si lasse satio piu eonto e deserito si statellii b di deita signora, che si S. M . Procurat di farie ogni pili viva espressione deli' affetio e volonta di S. B ' verso la persona di S. M emostrarie dalla disugunglianeta di quella alia persona di detii signori, quanto susse impossibile, che N. S ' per fodissar si questi havesse lasciato di consolar S. MD, e elie pili tosto deveva persuader8i, et e 20 S. S- havesse laseiato di farto per urgentissime e precise ragioni, lequali n0n gli ventuano allegate da me, perche non ero informato didotio negotio.

Nach einer Berichterstatiung uber seine Pectandiungen mit Don Cesare rietiar t canische Gesandie Verda. d a die Miserin selbst an dem Mnig von Spanisi, 2b die Ednigin non Ungarn und Olivares schrei ι solite, alia quat cosa per meora non si Φ inai pensato essendosi fatio far li offitii dalla viva voce di Chilallier, perche non ini pare possibile che questi offitii ben fatii per via di simili lettere non havessero a partorire qualcho grande essetto, essendo molio lectio ali' imperatrice entrar nel negotio et bene con la propria penna, mentro it rδ ancora vi lili scritis 30 sopra di proprio pugno letters ait ' imperatore et ait ' Εcchembergh affettuosissime et molis ancho suori delia dignita sua. Nach der Messe sagia thm die miserin, Maa man thm die Concepte trigen weria, teoratis re bat che non mi mellino in ballo,

was iam auch vera rochen inuria. Der Gurier solite am 3I. Augu8t a Men. Berichi vom M. August. Florent. Arch. centrale Med. Filκa 4379. Orig. rigenh. Vsu 3b Pullotto und dem lascanisehen Gesandren refor der Biachos von Mantua g ortvon den Verhandiungen In seinem Beri hi daruber vom 2. Septonber acineast er: Meo li V. A. in un subito sorgere nova speme di raecogliere pace; mk la supplici ad avvertire, che questa o messe ancora in herba; sono propositioni et intentioni solamente. Ancora non δ comminciato li partare. 8 Min non ancora venula; li40 signori sopradetii hοggi scrivono. Quello che possa seguire, non si Aa, ina si spera; io sono Semplice ascollatore; non ascoltare, o recusare, o desperare non debba. Seil vento portasse via questo principio di traitato e dissolvesse in aria: non sara meravigila. Perche his poluto annichilare t altro negotio, si poteva dire, gili fatio; mli in o i modo non vlliavero colpa io, che devo rappresentare ali' A. V. destin- 4b tamente clo che passa. Mantua. Arch. Gong.

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in ' Pallotio uti Burbestiui, Wien 1628 September 2, dech r. 28. September. B.

eatomi da V. S. Ill '. o elie deputandosi hora suffraganes, per la parte della dioeese μοggetia A S. M seneta patente et independente dat patriarea presente, quando pure ne restino sudisi alti, ultro ni pregiudieio dei patriarea e t 'ostesa che vorrano protenderitu i Venetiani, pare elie 25 non po88n Pssere senZa qualelie preiuditio doli' aut orith o dignitsi apostolica, eho seiam essere prima hieon iseluto et ride tu in quella parte dolia dioeese it patriarea dalla medesima Nauta Sede e stituito,no immediat amente, ne in persona d 'altri. ehu lo rappresenti per meκκod 'una residenm, de saeto si ottenga la deputatione di sustra neo Mintaimente dii quello independente. Con la spinte pretenderanno havereaparra perta delia divisione da loro pretesa. angi protenderanno, ehein estello sta salta e non vi manelii altro per il total compimento, senon la denominatione di patriarea, o questa protenderanno non gli sipossa negare, mentre a tui resta con la parte mago ire della diocese abla elitu elie ne o capo, e dalla quale lin il patriareato la denominatione. E mentre it sustraganeo sia deputato nationale, tale pretenderanno, ehesia anche it patriarca. e so quello sara stato deputato si loro nominatione, to stesso vorranno si saecla di questo. Κ gl' inconvenienti, eho dalle

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manifesti e da N. Ν ' e da V. S. Ill ' prima ohe da omit altro con- l028 siderati. Conoseo, elio mi putra esser et eritio non solo a troppo nrdire Sept. 2il rni presentar questi punii. ma nil imprudenZn ancora, stipendo PMUrsi prosa risolutione e di pili esser gia stata communieata si colesto niu-b baseiadore, come pur mi aedentia V. S. Illi' eon la sua de l2. ohe Aue. 12 haveria satio la settimana sexuente. Ma nundinieno stimolato dat gelo dolia gloria di S' S. o di V. S. Ill ' e certo dolia singolarissima loro rottitudine O benignita. per te quali gradii anno quello che seri via, o Pome notitia. dalla quale possit risultare it loro huon servitio, o e inaeiu effetiti di uia' asset tuosissima et ossequentissima volontu, ho voluto piut siti nuventurami ni titulo di troppo nrdito et imprudente. ehes aggineero nolla es scienκa alia eredonga di meritar quello di podo gelante. astettuoso e grato servi lore. Nupplico heia' humilissimamento e con tigni maggior estica in V. N. Ill ' a complaeersi, ehe io possalb sapere, se nulla minima parte havero alterato it gusto e senso di V. S. Ill ' eon quello elie ho seritio, per poter uia' altra volta non

incorrere questo errore e comprimere l'ntatio et aecosa volonta minverso it suo servitio con in notitia o certema dei modo, ehe in quello devo tenere. Ne laseero di soggiungere fi V. S. Ill , ehe quando pur20 si susse oon eotesto ambaseiadore deito di deputar nationato, non sarindistielle disimpegnarsi, dichiarando essersi in teso por nationato, Phedebba essere Italiano, polche Aquileia o in Italia et in ossa e suo di- struito si parta la lingua Italiana. pur che non sin no Venetiano, nosuddito di prineipse dissidente ali' imperatore. Κ quando non si potesse 2b sar di maneo di deputar per la eura della sudelia parte di diu 'use persona independentemonte dat patri area, laseiaro alla singolar prudeligaili V. S. Ill ' ii considerare, se sara in qualelie parte piu espediente

per te ragi ani aceennate e per attre che te saranno presenti, deputareon litoto di visitator apostolico uti vescovo con l'espressione d lle 30 saeoltu. che si sti meranno necessarie, parti stolamente per in collatione

de gli ordini et attre suritioni pontifieati e eon limitatione di tempo,

per poter o prorogario, ii iando si gludichi opportuno. o Aenχa nus Voatio di remotione, delin ii inle potessero questi per avventura Osthndersi, lasciar che spirassero te sue saeolia, spiando questo mede8imo pare88e 3b espediente. Per te ratoni accennate non ho pariato della risolutione presa in questo aspellando di sentir quello, che V. S. Ill ' si complacerat armi sapere con te prime, et in tanto sentiro, eonte sara prem quat' avrisO, che ne darn t 'ambas 'indore, e socondo quello mi an dero

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1628 89. Pallatio an Barberini, Mien 1628 Sqγtember 2, deehi'. 28. September. Sept. 2 - Trebreituns der Hiiresia in Ungarn.

Con Oeensione, che monsignor aretveseovo di Strigonia sti qua lasettimana passata, chlamato da S. per li negotii di quel regno, 5

Ome seriVe monsignor nuntio ordinario, pariando seeo e tra te attreeose entrando in discorso delli eretici di deito regno'), dei stulto chesi saceVa Hornalmente, Inostro parergli strano, che costa andasserocosi stretii in conceder saeolili di assolver easi di heresia, didendo haver alcuni anni sono seritio per haveme la saeolia e poteria communieare 10 secondo che havesse iudiento necessario et espediente per la ridultione di que' populi, et ancorehe havesse seritio pth d 'una volta e rappresentate vivamente te ratoni per haversi da concedere detin saeolia o fidaria ali' arbitrio suo neli' elettione de consessori, nondimeno non havea poluto ottenere, se non la saeolist per dodici consessori. Ε eho vedendo Ib hiaramente risultarne preiuditio notabile alla religione cattollea et usata la diligenetri possibile costsi infruttuosamente, si era appigliato ali' opinione de teologi et autori, ehe tengono, ehe egli possa in

Ηo credulo esser bene, che V. S. Ill habbia questa notitia per occasioni simili, che possano osterirsi, menire t 'esperienZa mostra, chela sudetta strettegra non solo pilo preiudiear at servitio di Dio, maanehe ali' autorita di cotesta Santa Sede e diminuir l'astutio e buonavolonta de gli ordinarii. 251628 90. Pallatio an Bariarini, Mim 1623 September 6, dech r. 27. Septemher. A.

s.pi. 3 Pariat at principe di Guastalla domenica passata e gli sedi in nome deli' imperatrice' la seritia ambaseiata. Mi diude in risposta,

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Nr. 90r 1628 September n.

dopo haver dichiarato desiderar l'a iustamento e cone irrervi princi- 1628 palmente per servire alla II deli' imperatrice; che per poter con sonda- Sept. 6mento e con essetio servire alla II S. pensava di rivedere tuite leistruttioni et ordini che haveva dat duca suo patie, per potersi restringere 5 si quanto conforme si quelli gli era possibile di fare, e per non errareo non si fidare solo di se stesso pensava di communiear il tutio conpersona confidente e prudente delia quale sapeva, che haverebbe particolare riguardo det gusto e Glo det buon servitio dolia M A deli' imperatrice. Questo cavat essere it baron Verda, e che 'l motivo dil0 questo pensiero nel principe era per restar iustitieato col eonfigliodi lui presso it principe d 'Εehembergli, dat quale it sudetto prineipedi Guastalla dipende e dat quale gi' interessi di tui sono protetti e promossi; e net partir elie sece li giorni passati per Stiria, gli disse,

eho li suoi negotii poteva sicuramente confidarii e configliarsene colib Verda. Si die hiaro in questa occasione it principe meco con qualcheapertura magiore circa Passicuramento delia sua persona e delia sua easa dalla mala volonta de Spagiivoli, in eas a cli' egli A'aecordi, mo- strando di non sperario, se non col merao deli' autorita e beneficeneta di N. S '. Nel quat easo dava ad intendere, che maggior gusto sarebbem stato it suo, di dover tutio alla benignita di S. Is ' e di V. S. Ill

ehe parte ali' intercessione d 'altri; e nondimeno quando pure questoli lasse stat a necessario, mostrava, che haveria desiderato di esser tenuioveramente per dipendente et obligato alia casa di V. S. Ill , e conquesto litoto per confidente e sincero net loro servitio at pari d'ogni 2b altro, non men , che la stessa dignita. Otrea questi particolari me lapassai sempre su i generali, da quali potesse cavare la buona volontadi N. S ' verso questa M', e verso la persona, e casa di S. C., ii desiderio delia pace e quiete della christianita, ina dei resto essendo

questo negotio nuovo, non poter haver particolare notitia de sensi de 30 patroni e non haverta generale, per non mi esser Oecoreo mai maneg-giarne de simili. Mi disse di nuovo giudiear bene, che la II deli 'imperatrice gli havesse pariato uti torno aeremente in presenga deli 'ambaseiadore di Spagna, mostrando elie stante la buona dispositione dot duea suo padre ii negotio sarebbe agglustato e the non re8taVR3b impedito se non da lui e che rispondendo egii di restar per dubbiodi offender il gusto dei re Cati'', replicasse l'imperatrice, che queste erano sue imaginationi, sapendosi desiderar S. M la pace e te dimo- strationi in contrario essere state, per fodissare alle instange et interessi di tui. Persuadendosi ii principe da quello, che esperimentava in se 40 8tesso, inferendo alia persona deli' ambaseiadore, che t 'autorita della persona deli' imperatrice e la riverenga douutale, non dando lilogo ali' ambaseiadore medesimo di opporsi alia sua volonta, lo daria si S. E. di potersi si quella conformare, come eon un tacito consenso deli' am-

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i 628 baseiadore. A questo risposi quello. che nitro voltu havevo detio a S. Ε ., Sept. 6 ebe sapendo noi li detiami deli' ambaseiadore in questo particolare, come io li sapevo, per haverti sentiti pili di una volta. Che Guastalla

non pote, a stabilir uecordo, eho prima non 1 ussuro aggiustati gl' interessi di S. M , havendo ella messi eseretii in eampagna per sue instanZe. bQuesto abboceamenio haverebbe piu tosto operato magior impegno per S. E. e nil modesimo haverebbe posto ancora i 'imperatrice. Equanto nil' nitro punio dissi esser gran differenga traitar negotio proprio

dat traitar quelli dei prinoipe in nomo di tui. Che net primo eas anneor tu haveret euiluto ali' autorita doli' imperati te et si i suoi cenni, iunoti che alle sue parole; iust quando havessi traitato quelli dei mio principe ut lini ossi liavitio lo seudo det suo ordine e delia notitia delinsua volonta, dat guardor u S. M - nul rispondere la riverenga douuta in pol, non mi sarci mos80 piu. che so l 'imperatri eo susse stata personabun ' ordinaria, pser quaisivi glia rigoroso termine elio havesse usato, a lolion Oseguir l'ordine det mi , principe e dichiarar la sua volonta ; eelio tanto doveva S. E. promettersi deli' ambasui adore di Spagna. Con ungrata sospiro disse ii priueipe: Hu messo S. M eseretii in eam pagna per inie instange; se si polossero veller te lettere seritte e te insormationi salte sare in jure da primi letterati di ripagna, mandate due me forsi anche tro anni su, si xedrelibe di elii sono te instange e 'l motivo di molter eseruiti in eampagna e di non admotior ii duea di Nivem in Italia. Quanto ut resto si rese persuaso it prineipe det mi illiseorso e resto, che procuraria saper l'ordine preciso, ohe t 'ambaseiadore haveva in questo parti totaro; it che mostro di poter sare eon 2bsacilita per la confidenκa. ehe passava tru S. E. e t 'ambaseiadi re, supponendo che quando i 'autori tu deli' imporatri de non bastasse per sartouscire dalli ordini det suo ro, bastaria almeno, per 'he a quelli non si

Sept. 3 I 'istusso torno sui immediatamenie dat baron Vorda e li eoui- 30 inimiem eonfidentementΡ quello havevo passato eoi priueipe, insinuanilogii ii campi, ehe havei a di dar essetto alia sua buona volonta per gusto e servitio deli' imperati leo e per il publico bene della christia-nitu, d 'Italia o deli' imperio, e lo laseiai molio ben' animato e volonteroso in questo particulare. Mi consermo in questa occasione it ab Vorda quelli, eho l 'imperatri te mi havea deito si Et oratori alleeaecie, ehe mi uset di mente significario si V. S. Ill con te passate ). 'he N. M voleva per ocimer espresso se iver in ripagna alia reginad'L nctoria, ait' insania Margherita et al eonte duen. perche dispune8- sero l 'animo dei ro illi' aggiustamonio dolle eose d 'Italia e particolai l0

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