Nuntiaturberichte aus Deutschland nebst ergänzenden Aktenstücken

발행: 1892년

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rispelli per servitio dei duea; ma elie si fidasse deli' imperatore, pere heranaa, lo Uuot grande e che sara duea di Mantova ). Olit. 20Mi disse pol hieri it deito monsignor vescovo, ehe ha ottenuto, Ohi, ische riniperatore risponda una lettera at duca ) molio eortese et 5 amorevole, e Phe lo traita col mederimo titulo, come gli ultimi duehidi Mantova Vindeligo e Ferdinando'; che si dielitari non corror iltompo delii 30 torni det monitorio durante queste negotiationi ); eche sexuita in consegna di Casale, si levino tutio te attre soldatefelle dat Monserrato, aestio quello stato non riceva questa molestia e patimenti; Io che t 'imperatore gli ha 1atio diro dat Nostiet e pol dat dotio eonte di TralimStorc che haversi gusto e lo giudica servitio dei duca, ehe faecia intendere confidentemente al eonte di Monter q), ehe e disposto e si contenta di permutar ii Monserrato col ro Cati '', dandolo S. M A ilgiusto, proportionato et equivalente, e Phe 'i duea uedra, eho 'l relli Cati '' traltera seco come ro e non come mereante; e che mentre Bi

) Nevera verinnyte, duas der Proress vor dem resten Ianuar resedigi trurde: man versmach iam Biloch keine nil tu vertieren e pensa dentro quel mese spedire 20 il possesso e it petitorio. Minen Horaehlag che sia libera V. A.) dali' obligo di permuta e di Reggiolo, beantisoriete der migre dumit, che la permuta sta per accordo e l'accordo e volontario o di Guastalla fi rimessa k giustitia, come d'altriancora, sendo lei stata disobligata uel tempo, cho fu recusata Poblatione Che pol S. His e 'l rδ peusino alla permuta: questo θ certo e ne partero meglio pist abbasso. 2b Am m. Ohtober maehte der vanische Gesandie Finirendungen gegen den ange8etaten Termin, da thn die De tierten des Mniga wegen Lange der Mise nicht wurdeneinhalten Mnnen; cosi l' imperatore me Phli mandato ii dire e pol satio 8crivere per totam primam diem Januarii, vel ad summum ad primam sebruarii. Ho stimato iltermine di S. His di ottimo argomento e migliore anco la domanda di Spagna.

3 Der miser verspraeh Xerses, wie isdem italienischen Potentuten den Titet Illustrissimo, danaeli die Anrede Ilim' duci Carolo de Gongaga principi et consan

guineo nostro carissimo.

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Olit. l8 Il medesimo monsignore con un eomere iunio avanti hieri hebbeavviso delia mossa dei principe di Mantova sit te poste con la comitiva di dodiet emallieri y), per venir si sar rivereneta ali' imperatore con- sigilato et animato dat Foppoli o dat eonte di Nassau, eon presupposto, che quando non si a traitato e inae principe di Mantova, sara traitato come ni pote deli' imperatriste e dei ro Cait''. Ε per un' altro corriereolit. Ita iunio histri lili avulso, ehe oli it principe lasse in Trento, si cheolit. 21 l 'aspolia domani o l 'altro at pili iungo. Pensa di rieeverto in casa dei baron Cavriano, Mantovano d'origine, genero del eonte di Meeao, magi ardonio deli' imperatore et in assenga dei principe d'Εehemberghdiretiore dei consigito segreto. Olit. 20 Hogo deve monsignor sudetto darne parte ali' imperatrice, e dopo se si sapra, se I 'nilogiaranno in palaZZo, e eome io vorranno traitarnei resto, i 'avvisaro si V. S. Ill con te prime. E placeia a Dio, chequesta venula sta cost stultuosa per la quiete d 'Italia, come si desidera. Il eonte di Trauiustors lia stretto assai mo ignor veseovo di Mantova, perche ii duea si vοglia aggiustar eon Guastalla; nisi monsignorelia mostrato non potersene traitare, stando ii duea risolutissimo non gli voler dar se non quello, che sara di iustitia per iustissime cause. E mi dice monsignore, eho o di questo senso anche l'imperatrice

queste negotiationi. Nondimeno ho insinuato si monsignore, che quando pure non se gli habbia si dar niente, si deve considerare, se Aia bene sargline perder affatio la speranga et obligario a far magniori estremida disperato ; e se Aia bene si monsi ore medesimo, potendo Succedere, che in essetio si receda pol da questo rigore. Hora sta in dire, chenon si a tempo adesso stringer questo punio; ma che quando it restos'ineainini ali' a 'comodamento, si pilo sperare, ehe 'i duca si a in tutio per dar gusto ali' imperatore et imperatrice.

Il easo di Don Cario fratello') di detio principe si e saputo qua, ma da persone piu sode o pili informate non si piglia male, per ilconeetto che si ha dolia rettitudine delia congregatione dei sanio Omeio, e per ii mal nonae che haveva dotio Don Cario. Con l'imperatrice non ne ho pariato, ne S. M ne hu pariato meeo ; n6 fin' hora ho

ranno suernare loro genti sti l 'oceupato stato dei Monferrato. Man Dereprach, ea

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notitia di istello elie ne habbia dotio per altri. Di quello che senti roin questi particolari, ne daro conto si V. S. Ill R. L ber die Aqui Dangelegenhest hue re schon 'uher seschrie n. Barberini

Oltro lo seritio ) in una lettera plana suggiunge l'imperatrice, ehe

PeVO, E che in conso ita asperiami vederne gli ossetti disserenti da20 quelli, che haveva vcdulo per il passato; Onde havendo io it inorno avanti ricevulo la eliora di V. S. Ill ' circa it particolare di Suor Caterina gist marehesa della Ilovere') stimat bene dirgii quanto V. S. Ill 'mi scriveva circa questo particolare. Di che nundinieno non mostrosodissareene, replicando che si era saputo molio bene, perche S. S 2b non haveva voluto concedergli questa sodisi altione e che sino si erat aselata persuadere, eho S. M volesse far venis Suor Caterina peri 'interesse delia sua dote. Aecenno monsignor vescovo d'Aversa it partieolare deli' useita dat monasterio; nisi replico parimento S. M ehedi questo si era chiarito non essere stato per temerema di Sor Cate-30 rina o per altro disetto, uia per eonfiglio de padri medesimi, a qualiera ragione, eli' ella deserisse e che di questo S. B ' havea mostratodi restar sodissatia. Io li hisposi non saper i motivi di N. S ', maper ii contrario esser tali, ehe non si sapeVans , ne poteVano Sapere, e solo esser di tal qualita, che obli vano S. S , aneorche con gran-3b dissimo suo sentimento, si non dar xusto. ecinae sommamente desiderava, si S. M , alla eui prude a lasciava ii considerare, se in pensierod 'huomo dei mondo poteva cadere, che la M- S. si Inuovesse per simile interesse e elie in contraposto di S. II la prima donna dei mundo e da S. B ' per tanti altri titoli amata e stimata somniamente, si iusse

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i628 la S S. potula uiuover per hispello d'altra persona, ohe di S. M- . Olit. 20 Non hebbe elio replicare, ina in o i modo volle mostrar la mala fodis-1attione, che haveva, dicendo: Mi haveva X. S ' sano gratia, che perta Mndatione di questo monasterio venissero quattro attre monache eesie da tanti inest in qua non se ne spediva ii breve. E dopo haver bdue altro volte speeificato e mandata nota della dotatione e solidatione satia da lui ultimamente, la domandavano di nuovo. fi questo risposi, ehe si N. S non speltava, se non di lar la gratia. eomo haveva satia, ehe ii restante s'aggiustava eo ministri, da quelli elie havevano pensierodi procurar te speditioni. Et in conformita di quello, che pochi gloriat 10su gli havevo satio dir dat suo consessore, ehe quando S. M desiderasse qualelie cosa di Roma, si complaeesse di far si me l'honoredi comandamulo, progat S. M , ehe ordinasse is elii haveva pensierodi questo negotio, che ne traitasse eon me, perche io procureret clierestasse servita, come t 'havexo salta pregare dat patie suo consessore. 15S. M mostro gradirio e disse che aspellava col primo o secondo eorriere la risposta dei principe Savelli, e quando non venisse la speditione, ne saria tratiar meeo. In somnia si vede in S. M gran senso e grande impressione in questo negotio. Io penso per ria dei suo pudre consessore proelirar di renderia pili capace, nisi stimo veramente, 20 ehe saria servitio di Dio, se in qualche modo si trox asse ripiego si gl' inconvenienti, che impediscono questa venula, e si potesse laseiar venire per una delle quattro; it che lascio alla notitia e prudema singolaredi N. Sy' e di V. S. Ill R. 1628 1 29. I allotio an Barberini, Ismen 1628 Ohtober 21, de histr. 9. November Τ). 2b

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reichen, wenn er an leutet, dos Ne vera nisit gehorche. da re das Monitorium

It traitato con Don Cesare di Guastalla hora vien si eambiar laeeia, pol the si tentava eon l 'aecordar lui di agevolare l'obedielim di Niversali' imperatore, la quat obedienin at presente si professa sunga la deita precedente inanisattura. Tuttavia o stati, assai it sarto dichiarare di 20 che si eontentarebbe, quando it re Cati'' assentisse eli' egit si aeeomodi. Illi sicomo si Nivere parra troppo quel che Guastalla protende non tenendolo per creditore di nulla. eost egli hara stimato poco pregiuditioil venir si dichiaratione, mentre te pare, che lo seudo delia volontudelli Spa uoli piissa rieoprire qualuitque mutatione ij diis 'ulta, elie 25 dopol vi potesse nascere. Mesen Aquileis soli Pallotto auch den Miser damus atomerisam

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Olit. 24 Mariedl 24. stante si merio giorno iunse ii principe di Mantova, essendosi appigliato at consisto di monsignor vescovo. boui. 24 I 'ninbaseiadore di Spagna liavendo nel medesimo torno ridet utoeorriero da Don Gongalia seco grati rumore et instange e diligenZestraordinarie, perche non susse ammesso ali' udienχa da S. II h, sin elie 'i duea suo padre non habbia obedito et exli data sodissaltione proportionata alia poea suma fatia det sui3 re, e molio meno lasse traitato loeome principe di Mantova.

Il principe si dichiaro non pretendere trattamento Vertino et emervenuto solo per riverire questum in suo nome e dei duea suo padreo per esibi rio queli' ossequio e riverenga che l'uno e t 'altro professano. Fli sentito nondimenti e da S. A. e da sucii vivamente, eho in e0n- ibi ormitu delle instange deli' ambaseiador eattolico rieusasse l' imperat rodi darie udienga sino ni ritorno dei corriore eon la rim ista dei duenolit. 24 suo padre, come disse i 'istussa sera l'imperatrice si monsignor vescovo di Mantova eou espressione di grandissimo senso. Κ non laeseio dipassar per in mentP ad aleuno di quelli elle nee ampumano ii principe, mehe di vesse subito ritomarseno indiuiro. E l 'istessa sera monsignorveseovo eoi consi gliere Martinelli essendo venulo si darmi parte di quanto passava, partirono con risolutione di vincere eon la patienZae mirar ulla sustanZa de gl'interessi non is punii o apparenge. Senga in tanto laseiare di sar te diligenZe opportune interessando 2bla riputatione deli' imperatore cui pregiuditio, ebe ne susse per risultare alia fama delia sua elemenZa, non meno elie delia sua gratitudine, quando susse in tal inaniera traitato, elii considato nulla propria innoeenga, nulla bonisi e benignitu di S. M , nella proteitione doli' imperatrice, animato da suoi propri ministri sussu venulo si rive irio 30e prestarie ossequii , t 'imperat leo mostrando quanto da questa altione

si pote88e argumentare, esser in poen stima et amore la sua persona presso l'imperatore, quando non susso hastante no pure si sar ase altare

uia suo nipote, e snalmente la causa publiea delia pace e delia religione e 'l servitio di S. M modosima, mentre si ponPsse in necessita 35il duea di disperare dat veller traitato in tal inaniora it proprio figlio, fece monsignore te sue diligenZe; et in sedi insinuar questi e similiconectit ali' imperatrice dat padre suo e0nsessore e saeilitar il negotio, mostrando che l'intento de Spagiiuoli saria, eho non siisse tratiato il

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dum di Rethel eonio principe di Mantova, ne si deserisse ad instanZe, l628ehe non lassem conformi ali' ultimo traitato; nisi non gili elie non Ohi. 271usse sentito privatamente, come coniunto di sangue ali' imperatriee ;e che in questa eonformita saria poluto introdi si ali' imperat ride eb da questa ali' imperatore essere traitato in terga persona e di voi, come nipote domesticamente. Piaeque ii tutio ali' imperatrice e lia propose ait ' imperatore, . ilipiale saria eundeseeso affatio, ma consultatoto pol su risoluto, ehehieri iusse ammesso dati' imperatrice e con occasione, che l'imperat ire Ohi. 26

udienga nulla statim deli' udionga solita ; lo rideve o tratio con gravitul b imperiale e non to feee coprire, come pretendono, quando pure non come principe di Mantova, ne suo nipote, mu solo dome duea di Rheteli' havessero voluto traitare, allegando i 'esempio dei patie, piando comeduea di Nivers 1 li si questa corte in tempo delli imperatori passati. Questi sensi mi dichiararono monsignor vescovo sudetto e 'l20 Martinelli hiersera, eho furono di nuοvο da me; o di star in pensiero olii qudi non voler aecetiar il medesimo trattamento dati' imperatore e multomeno dat re d 'Ungheria e di non voler aspetiar il ritorno dei eorriere 8pedito ut duca nop solo per questi motivi, ina anche per dubbio diquello, ehe 'i duea fosse per rispondere alle ultime propositioni. 25 Mst final mente judicarono bene dopo lungo discorso e dupo ladiseussione di mollissime ragioni, che convenisse at principe diaeeommodarei at tempo, haver per fine i 'aggiustamento de suoi interessi, dat ii tale cavaria anelio Ogni sollissattione quanto at trattamento. DOve per il eontrario iami altra risolutione gli portaria la totai ruina. 30 6 almeno confirmaria i 'opinione d'humori Frangesi e mal assotti ASpagna e casa d'Austria. Potendosi massime assieurare, ehe l'imperatrice non havesse diminuito deli' assultuosa sua volonth, nisi ii non haverta dimostrata con segni esteriori lasse stato per la legge, che ne havesse riceolo. E se bene stimat poter staneamente partare in similab materia, per eautelarini nondimeno in quello elie t0cea n 'interessi depadroni, die hiarai o protestat haver ordine da N. Sy' e da V. S. Ill di sar il possibilo per honesteio dei signor duen e per la consecutione delia pace; ma non poter saper ii sensi preeisi di S. S e di V. S.Ill ' in questi particulari, e che pero ii parere et opinione che i a

40 dichiaravo, era quella elie mi si offeriva come aceommodata at servitiodi S. A. Ma non to dicevo come ministro, Ina come per80na partie0lare, rimetiendo assolutamente alia loro prudenga in determinatione. Non

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Hi28 laseiat eon questa oceasione d'insinuare pari mente come mio penStero Ovi. 27 puramente l' importa a dolio stabilimento dello stato di Mantova in persona dei duca. perelie althora deponendo gli Spamuoli qualebe speranga di vedemelo suori, stilitariano piu interesse ii trauario bene e renderaelo affettionato et obligato. Ιl dubbio che potessero appliear bi' animo si volersi sar proprie tu pretensioni di Guastalla e pianto pero Si. pote88e giudicar necessario et opportuno si gl' interessi di S. A. I'aeeoinmodarsi con Guastalla. non gu dando sotiimente ad altri intere88i minori, Parie, ehe anche questo punt a pigliassero bene. Il cho secicon sine che si stabilisea con Guastalla, stimando che assolutamente 10 da questo dipenda it eerto e durabile aecommodamento di questo

negotio.

Ohi. 21 Ii principe porto la sanitu ali' imperatrice, perche uello steSSOgiurno ebe gii se, essendo it torno delia febre, ne resto S. M libera, o sussu per l'alle meta, che rideve con l'avviso deli' arrivo, o per ibdisgusto e perturbatione, che te si prati se immediatamente per te instange deli' ambaseiadore e per la risolutione che si prese in questa consorinita. Il principe ando si sin0ntare nella geritia habitatione di monsignorvescovo di Mantova, ina la sura modestina su levato di la dat conte 20 Diutri8tain, in aggiordomo maggiore deli' imperat ride, in nome di S. II e condotio at palaκκο dei signor cardinale dello glesso nome, perili Verri stare sino che sgombrasse un' altra habitatione pili vicina si palaZZo, nella ii talo habita it fratello dei signor eardinale d'Harach.

Ma pol si e mutata risolutione o gli e stata destinata via' altra 2b habitatione assai piu lontana dat patrago, nella quale habito DonMathia figli uolo di Ridolim, dove sara rideuuto e spesato in nome deli' imperatrice, la quale parimente hil satio adobbare e finire la detinhabitatione').Il eonte sudetto e gli altri di eorte hanno ordine di tratiar it 30 principe di Eceellenga o in terea persona. Okt. 2b Al padre consessore deli' imperatrice, ehe avanti hieri in nome di S. M su si visitar il prineipe. su detio dat detio conte, che gli poteVa

) Der toscanistae Gesa=ulte achreibi am I. November, dasa Rethel eine bessere 35 Nohnuns, lin altro tui go tappeκκato di paramenti dei palaκgo con balilaechini et con ogu' altra cosa conveniento li ricovimento di signor grande, bekommen solite Aus die Proteste des vanistaen Gesandien, der mit grossem Geschrei sich uber die ingluria manifestissima at rδ behlagie. guli man jedoch von der Auastatruns ab Florent. Arch. centrale Med. Filga 4379. 40

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1628 lettera, la quale ha gia in sua mano e la proeuro gin da quando era kt. 27 stretio dati' imperatrice ad aceordami. per poteret sottrare desta vi l Eum. che pote e rieevere dati' autorita deli' imperat iee. Et aspellauii gentilauonio con dispaeei di suo padre', per la eorte cattolica dapoiemene valere in questo medesimo easo. Nel traitar eoi detio prin- 5eipe ho havuto riguardo di non impegnar ine stesso e molio meno pa-droni, Ina salvo questo punio ho procurato animario ali' accomodamento, col quale conservi alia sua famiglia granderaa. alia sua casa Speran

di poteria o presto 6 tardi conse ire, ait' Italia et alla christianitaquella tranquillita, che mal si putria sperare da risolutione si grande ioe violento e final mente alia persona sua non tronear quelle Speramedi avni amento e di dignitu, ehe non eost lontane et impOMibili, come altri te ereda, e che esteuuate putriano portargii quegii acerescimentidi ri putatione, di stima e di eomodo, ebe si possono considerare inriguardo massimo e delia sua nascita e delle doti personali e dei ibmerito ut opinione in che si trova presso te M Ces e Cati' e selim dubbio lo costituiriano maggiore dello steRAO capo delia easa e riguar- devole in tutia la eliristianita. Di quello elie si osterita di vantaggio ne terro avulsata V. S. Ill 'l628 134. Burberini an Pallotω, 1623 okωber 28, chis. . 20

) Der Biaehos τon Mantua inolite von dem toseanischen Gesandien geldri haben, du8s tur Post ein Melmann von Don Ferrante di Guastalia abstefertissi an-9nommen set con diro di non voler assolutamente accellare te capitolationi di S. Bella clausula det secondo capo, ove ilice, che Spagna tenga lyoccupato nomine imperii per te pretensioni di Guastalla, dicendo che la sua pretensione e sopra it 3b Mantovano non supra it Monserrato. Speriamo peri , schriab der Biachos writer, che S. Mi lo contenera deutro i termini della modestia, ne vorra che da questa parteo per questo capo sta impedita o ritardata Pesecutione dei concertato, quando altro non to ei,ut urbi. Beiqehi vom M. Ohtober. Mantua. Arch. Gong.

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