Constitutiones synodales editae ab Horatio Fortunato episcopo Neritonen. in sua prima synodo celebrata anno 1680. die 11. Iunii

발행: 1681년

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분류: 그리스도교

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re Ead oppo , che hauram an inflato una buona parte de' suoi peccati. Occorrendo, che it Penitente dica di non hauersatia la Peniten Ea ingtonia, e di cio non ne adduce una giusta cagione, d serisca di a scoliare la lax. Consessione sino a tanto, che fara la Peniten Zaia r. Cosi anco disserisca la Confessione di quello, chenon hanitore Ome della coscien ra.

Quando pero it Penitente si a ror Eo, puo ii Con- .sessore suppli re it disetto det Penitente con estimi nare la sua colaien Za . havendo questo tempo difario ; Au uerta si bene , che, volendo egi tessa- minare la coicien Za di quel Penitente, deue esuminaria conogni e statia diligenZa, precetio per precetto, massima metite se da mbito tempo quello non si sara confestito.

Prima che it Penitente incominci a confisia rei suoi peccati, faccia it Consessore recitargii ii Con- ιeor, ii Pater, se Aue, ii Simbolo Apostolico, e lidiece Precatii celi Decalogo ; e se acca octa, che ilPenitente lasse aflatio ignorante ci qui sti primi clementi della sede, egit e obligato insti uirio, e si-n'a tanto che t 'hauia instruito disLrisca a scoliar la sua consession . Peresserevn Penitente capace d lassolutione , Enecesserio nee state meri, , ch'egli e splicita memosappia ii Mistero ineffabile delia Trinita delle Di uine Persone,&Virata delia Diuina esseneta; Il Mi-stero detrincarnatione,eche Diocastiga it pecca

ra te opere buone con l'Eterna Gloria det Par

viso

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Neeustate prae ii deue sapere ii Simbolo Apo stolico, li Preceui id et D calogo , e quelli deli

Chiela, it Sacramento delia Peniten Za, & Eucaristia ι cloe,che cola si a d Sacramento delia Peniten- ' Σa, echesia la Santissima Eucaristia r tro uando dunque ii Consetare che it Penitente non sappiale sopra deite cose, almeno insosta ima et flagii non sara disposto ad impararie quanto prima, non de-ue assoluerio ; ma quando si e sibi sca promo di iam Io, e conosca,chedi cio non e stato mai aut lato, nε dat Parocorae da altro Confessore, to puo assoluere,dandoli prima quella insti uuione delle so pra-dette cola che li susse necessaria, per egere at Phora ea pace dei Passiautione Ma se attre volte quel Penitente e stato ammonito dat Consessore . o si a l'iste ,o altro,o dat suo Paroco ad impararie e dieio deue interrogario 2 I egii non ha fatio la debita diligenEa per impararie, diffrrisca l assolutioncisin'a tanto, che te haura imparate se condo la sua .

Dappoche it Penitente haura Conse stato i suoi

Peccati, se e persona roZZa, E lenulo it Confe gore interrogario se si ricordasse d'aliri peccati , & a tare Cito deue interrogario se pracias cuno prccet todel Decalogo,e della Chie n. toprais ite peccati Capitalicio opere della Misericordia . & vsodellic inque sensi dei Corpor Sia pero cauto .r prudente con giou.inetti, e Zitelle nelle interrogationi de Pecc iti carn1li. icci h non ii siccia venire in cognitione d'alc uni inccati. qualicssi non sanno: E conquelli che si consessar anno tali peccati v si molia .caureia . inno acer are alti inqu.in do haura i me sola specieie te circo stan Ze grand cmcnte as grauanti.

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Conoscendo II Penitentem occasone piosi madi peccato, o in qualche mal 'abito, li d isserisca l 'aia

solutione sin 'a tanto,che haura rimossa tissatio l'occasione, e doppo che, per vn me se almeno, si sata asten uto dat peccato, in modo che vegga n et Penitente una certa proua di vera emendatione . Siano cauti l Cose ri co qui sti mali abituari; p rchesogitono questi miseri col variare molli Const si ri non fare apparire it loro maris bito per strapparet 'assolutione , Onde quando vn Penitente coii seu sara qualche peccato, det quale possi dubitar sene rabito,come pollutioni, bia sic m me,&c. per sco pri-re s 'E abituato in quel peccato, potra it Consessoredimandargii quanto tempo ha, che non ha commisso altra pollutione ,& in cloh obligato it Peniatente a rispondere perche e circostan Za, che conduce alla vera PenitenZa .

Au uerta ii Consessore ad interrogare ii Padri, e Mauri di famiglia sopra la diligenga, che v sano ingo uernare ii loro figlioli, figliole, serui, e se tue; se procurano,che qui sti vadmo alta Chid sa ad imparare la Dotirma Christiana, & . sibi u no ii comandamenti di Dio, e della Chiela, h vera mente quelch 'e peggio gi' impediscono ad osset uarii et comefanno coloro, che tengono tanto occupati ii seruiatori, e serue, che li mei tono in necessita di liuorare ne ili gior ni di feste,&alle volte, se a darii ne anco tempo,che possino v dire la sania Messa ; ochei non gli ammon istono, e corregono quando traia

gre discono li Diuini precetti, o gli Ecclesiastici io pure quando non mandatio via da lia loro casai servitori scandalos & inccorrigibili .

In tuiti questica si, quando tali Padri, e Madria A a et di

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di famiglia sono stati attre volte ammoniti dat Ioro

Paroco, o Conse rei et non si sotao corretii, d itarisca di dargin 'assolutione, finchediano veri se Eni, e pruoua detretnendatione. Ma quando dat Paroco, o Confessore non si a no stati attre volte ammonit .comesi e deito, e si offer istono di procura re,che la loro famiglia vada alta Chiela per imparare la Dottrina Christiana, eche offerui noli Pre-eetti di Dio Nostro S ignore,e della Chiesa,ponno assoluerit. lime desimo offeruara congli violatori delle seste, a' quali, quando si ano stati attre volteam mon ili,e non si sono corretii, differisca l'assolutione fila 'a tanto, che haura pruoua delia loro emedatione .

Prima di concedere Passolutione, procuri concogni studio dieccitare net Penitente atto di vera Contritione,e confirmare in tale stato i loro figlio-Ii spirituali, che si a no vera mente costanti di pia presto perdere non solo la robba, e t 'honore, maia

anchela propria vita,che offendere mortal mente,

anche col pensiero la Maesta Diuina , & habbino

seruente ,e vivo desiderio di consor mai si semproalla sua Santissima volonta; e per questo Pansegnara it fine,perche e stato creato l'huomo , ch 'e per solamente seruire a Dio in via, e per goderio poteterna mente net Clelo: Li faccia conoscere quanto si a graue ii peccato mortale ἔ che quando non , se ne fuse commi G che vn solo ne i Mondo , pure sarebbe stato necessario,per toglierlo, chemorassevn Dio. Ibi saccia conoscere ii beneficij.rche Diogli ha satio che sono innumerabili, e la patier za , che ha h muto in aspetiarti a peniteneta . & ii si me

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. . o

u ni bene filii; e ritornando di nil ouo at peccato, si

far an rei di maggiore ingratitudine. Ultre t 'alto delia Contritione, deue ii Prudente Coitielsore far fare at Penitente, massi nament quando e roZZo, atto di sede, e di speran Za, con-clo la forma qui giu descritia, o con attre simili parole .

Se net penitente non conoscera la Contritione, o Attritione , 5 il proponimento fermo d 'astinet sine trauuenire da' peccati mortali, gli neghi l 'ast lutione con parole soaui, accioche per sua colpα, quello non prenda in abborrimento la Confessione, e s 'induc hialla disperatione . Si a cauto ii Confessore ne irim porre te penitenete a ' figli di famiglia, Zitelle, e donne maritate, a quali non deue mal imporre peniten Ze , che nor possino farsi con segrete EZa, come sono digiunt , peregrinationi, e simili ; perchecon far tali peniten Ze una Donna, darebbe at suo Marito,o Padro non leggiero sospetio di peccati graui : Siano generat mente te peniten Ze proportionale alle colpe, come per essem pio, digiunt, e discipline a 'lasciui rorationi a ' bia stemmiatori, limosine ad Avari &c. olire te peniten Ee satis Littorie, imponga a 'recidivi peniten Ee preseruatiue, come sentire la Messaogni giorno, frequentare la Consessione, e Santa . Communione, lettura di Libri spirituali, & oeatione metale quotidiana,ch 'e it ri medio pili efficace per preseruar si ii Christiano dat peccato. In sonima da vn buon Cofessore di pende la salute dei P nitente et perche ii quest ,sficio si tra scura notabit mente da' Consessori, ne se gue. che di tanti, e tanti,che si accostano a questo Diuino Sacrame

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to,pochi sono quelli, de' quali se ne vede la ver

emendatione.

Au uerta a non asiluere mal it Penitente dat lipeccati, se prima non l'assolue dat te censure, an comchesia di scommunica minore, la quale mette obice atrassolutione de ' peccati,e massima mente si a noauuertiti tuiti i Consess iri, e Sacerdoti, quando i ro occorre di dare t 'assolutione a quelli , che oppressi da qualch e graue accidente repentino, di- mandano ras lutione per segni,& il Confessore ibsemplice Sacerdote, quando non ha tempo di proferire tu ita la forma detra tutione ch 'υsa la Chiela, e gli proserisce incauta mente la forma breuo

u stantiale , cloe : Absoluo te ab omnibus peccatis tuIs, In nomine Patris , se FιI, , irrius Sancti, Amen. Pi. r lo che , se quel po uero mori bondo siritrou isse irretito di qualche censura, no go de reb-be ii beneficio deli'ail lutione,e consequent mente per colpa det Consetare si dan narebbe , se Dioperta sua Clemen Ea non gli concedesse vn 'attodi Contritione. 'E vero, che vi e qualch e Dotiore,che dice, chesub verbo absoluo si contie ne anco l 'assolutione dat-le censure, niente dimeno quest opinione e molio dubbia : Per tanto quando Occorresse un tal cata ,sia au uertito ii Sacerdote a proferire questa breue forma Sassolutione: Ego absolus te a censuris, ct ab omnibus peceatis tuis an nomine PaIris, O c. Praeparatiosacienda a cons ars, antequam accedat

ad adminifrandum JacramenIam Parnitentiae .

Consessarius Sacramentum Poenitentiae ad ministraturus, genunc SptauS ante aliquam-

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Sacram Imagine patili speroret, Sc sequentes preces Deo fundat, ut suuna manus recte valeat obire. P. Cor mundum crea in me Deus. D. Et spiritum rectum in noua in visceribqs meis. P. Ne pro ij cias mea facie tua. R. Et Spiritum Sanctum tuum ne auferas a me. Redde mihi laetitiam salutaris tui . . an. Et spiritu principali confirma me . . P. Docebo iniquos vias tuas. n. Et impij ad te conuertentur.

P. Libera me de sanguinibus Deus, Deus salutis

meae.

Et exultabit lingua mea Iustitiam tuam. . I

Domine Deus Omnipotens, propitius esto mia

lii peccatori,ut digne possim tibi gratias ag re ; qui me indignum propter tuam magnam mise- ricordiam ministrum fecisti ossicij Sacerdotalis, & me exigua n, humilemque mediatorem constituisti ad oranduin, I intercedendum ad Dominum Nostrum Iesum Christum Filium tuum pro peccatoribus ,& ad poenitentiam reuertentibus . Ideo quo dominator D iminus, qu omnes homines vis salvos fieri, & ad agnitionem veritatis v eoire, qui novis mortem peccato um, sed vi conuertantur , &vivant: suscipe orationem mram; quam sundo pro famulis.& fimul ab us uis. qui ad poe ratentiam Ve- .nerunt: ut di s illis spiritum compunctionis i risipiscant a Diaboli laqueis, quibus adstricti tenentur, ut ad te per digia .im satis fictionem reuertantur. i

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ero maIe, eo me osse delia vostra in nita Bonia

e fetanissima mente propongo con Paluto delia vostra Diuina gratia di voler pili presto mori recen-co e mille volte, che pio offendere Ia Maesta vostra, mio Dio, mio SOmmo Bene, mi a Vita. Amen. disruttione alia Santa Communione.

SEa tuiti gli altri Sacramenti per conlagutria. quel f ulto copioso,che si desidera, E neci sta-

vita alcuno preparamento, per cui r Anima si tenda disposta alia gratia,che do ut a rice uerer senZa dub-bio,grandissimo, an Et sommo dotii a cssere t appa- recchio alla Santa Communione, Sacramento de

Sacramenti,e sorgiua di tuiti gli altri a me με cho. tui di mora real mente I Autore di ogni gratiata rQuindi per dare alcun 'ordine a quello, che dcurii ni si, da chi vorra godere dςl f ulto di questo Di-umo Cibo, doura iI Paroco s i Zarsi con ogni stu- did di fare apprendere at suo Popolo, clie netl'Ostia Consecrata vi s contie ne ii vero Coipo di Christo N ,stro S ignore, que iri stella, che nato di Maria Vergine, fioggi sie de net Clelo alia destra det Padre,e tutio in tuti a Postia e tutio in Ogni minima parte di quella : e con questo. deue Argii appredere la Maesta, la Grande ara, e purita di Christu Sacramentato, ch 'e tale, che possa a confrontod 'ogni altra pura Creatura , seni brera tenebre, Ccaligine, tutio che si a la luce det Sole me di simo , on de hebbe a dire ragione uot mente San Gio: Cria sostomo che te pupille de ' Sera fini, tutio c he pe spicaciis me, e costanti ne i vaghergia te lo splendore dclla Gloria, pure fissando si alia luce di Christo B b a Sacra-

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Sacramentato, si abbacinano, e si acciecano. Dalla purita dunque det Signore che cola dia mora, cias cun 6 potra comprendere quat debba erusere quella di chi se gli appressa, per incorpor ars

Io in alimento. Era sacrilegio orrendissimo nella vecchia Legge ii Sacrificare vitti me, che o iussero scabiose, o instite'd'alcun 'altra magagna, e lo ste Lla comanda uasi a' Sacerdoti, che non ardissero appressar si agit Altari , quando fusero in qualch e guisa disetto si nel corpo . Pensa monoi, che tanto premesse a Dio Pintegrita de gli Animali sue nati in Sacrificio, e la corporale , & eterna salute de 'Sacerdoti, solo perche doueano mane ggiare vitti med'Agnelli, figure dei nostro Sacrificio ;e pol mentre gli prema la purita delia nostra colate nZa, chedoura eslare it Trono dei Altissimo, &il Templodella Diuinita Θ Le Anime, che santa mente si ac- costano aqvel Diuinissimo Cibo , vengono da Santi Padra chiamate, fibra col nome di Christi se- Ie ; cloe portatrici, e graui de di Cm isto; hora col-Paltro di Dei formi, cine rit ratii, e simulacri viui di Dio,ed hora ratio stelli, di Communicat si Pappellano, Spiritualem insimonem , cloe via' In ne stamento, & inserto spirituale, che si fa di Christo ne trAnima : Che orrendo speti acolo sarcbbe ii ve de recon proprii occhi vn Centauro, composto di volt oliui no,e di corporatura animalesca d 'vn Cauallo Θ Seneta comparatione piu det: stabile sara quello, che per me ZZo dina in degna Communione sive de di Christo , e di vn 'Anima bestiale. Per tanto in tuiti quei casi. ne i qua i , , non deueit Confessore ammettere alia Consi sone , has oluere i Pe nite sati, come per stare in stato di peccato

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. Et restituo tibi titulum, si utitulos bcneficii, seu hent ficiorum, & condono tibi fluctus malepc ceptos. In nomine Patris,&c. Forma absolutionis a censeris auihoritate Iubtiai. Ur ' Π i uia ol cstri Π : lSI teneris aliquo vinculo excommunicationis suspensionis,& interdicti,quantum possum,&tu indiges aut horitate huius Iubilari mihi commissa,& tibi concc ssa, Ego ab illis absoluo te, & restituo te Sacramentis Ecclesiae, communioni ,& vnitati fidelium. Deiade *ullioritate Domini Nostri Iesu Christi absoluo te ab omnibus peccatis tuis,

Forma absoluendi in articulo mortis. iDicatur primo Confiteor ab aliquo ex circum stantibus . Deinde Episcopus, vel eius Delegatus. dicata Misereatur tui,&c. Indulgentiam,&c.

DOininus N diei Iesus Christus te absoluat,&Ego aut KOritate ipsus absoluo te abi omni vinculo excommunicationis suspensionis si fuerit Ecclesiasticus 2 & iniqrdicti in quantum possum, &tu indiges, & authoritate eiusdem D. N. Iesu Christi,& Sanctorum Apostolorum Petri, & Pauli, ac Sanctissimi D. Nostri Innocent ij Papae XI. mihi ab Illustrissimo , & Reuerendissimo Episcopo nostro subde legata concedo tibi Pontificiam ben dictionem cum plenaria Indulgentia peccatorum tuorum. In nomine Patris,&c.

Atto

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