Synodus dioecesana ab illustriss. ac reverendiss. domino d. Francisco Frosini Pistoriense s.r.i. comite, archiepiscopo Pisano insularum Corsicæ, ac Sardiniæ primate, et in eis legato nato habita in ecclesia primatiali Pisana diebus 6., 7. & 8. mensis

발행: 1708년

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분류: 그리스도교

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lumo, e dei tempori ed ii vesstro ei irio doure te regolario col.

te cose septa accennate, e quelle , che restano da accennarsi.

t rete hen dire generat mente at vostro Popolo, supposta perosempte la douuta disposidione. Che Gennadio, henche altri dicano S. Amstino, consglia , eo municars ogni Domenica af t 3. ed ii suo Consigi ioe applovato da S. Tommaso, a 4. e da Dottori , et s. Jche considerano provinv utoccin citi uni tamente alla salute deli' Anime, ed alia reve-

en Za, e decenra det Sacramento.

S. Cario ordinis v suoi Parrochi, che odire l'esortareit lor Po- polo 1 comuniearsi ne glorni solenni det Signore , e nelle mag-giori festivit, delia Vergine, procurassero di rimetiere ancora in iis cio, che era itato determinato dat beatissimo Silverio Papa iciost, che se non piu frequentemonte, fi comunicassero perlo meis no in tuite te Domeniche deIla Quadragesima, edetrΑvvento. s i 6JS. Francesto di Sales strive di poter fermamente dire, che lamaggior distaneta net comunicars h d'un mese ali alito per colo TO , chelvoghOno servire , Dio. ir . Gli h pero vero, che poco gioverebia, che voi gl'esoriaste a frequentare la Santa Comunione, se mi Ollo stare Ioniani dat Consessionale, o coli' aspellare d' esser chiamati, non deste loro lacomodata , o raffreddare faceste loro la volonta di farto. Delia Comunione Cotidiana.

C Oo tutio che varie, e Iunglie questioni mota sopra Ia Comunion cotidiana abbiano piu Libri pleni neli' ultimo se colotrascorso, non fa Oggi peropio mellimo i 'elaminarie 3 conc Iollie-colache aviamo dat Decreto i 8. di innocenetio XI. di Santi Lsma memoria da norma di come contenerci I ed h che non potendosi intorno atruso sed frequente, h cotidiano di questo Pan Vitale certa regola costitu irsi, at prudente giuditio si lascia de iConsessori , che esploratori de secreti dei Cuore determinino dat. la purita delia Coscieneta, dat frutio della frequenZa, dat progresso nella Pieta di elascheduno de Laici quello, che sia per essere ali' Anime roro pio profittevole.

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so Addit. ad Synod.

V uole bense, ehe siccomenon deentu nodali accostarsi frequentemente, e cotidianamente ancora , questo Sacro Convito veniri iretrato , si procuri attrest, che clascheduno degnamente, seconisco la margiore, o minore divozione, e preparaaione Piu Faro, o piet spelso a quello s' accosti. Che si faecia simit mente considerare 1 Coniugati, che non pia reva a Dio, che I Creditori esigessero neli' antica Legge, cio cheloro cra dovato ne glorni festivi; Voi ci intendete, e dourebbero intenderui anch' esti; cloe, che quantunque l' elaetione di cio , che scambievolmente si debbono non degeia , ne pota loro impedirsi, converre e nul Iadimeno, che antecedentemente alia Sacra Comunione solpendessero l'esigerio, per portarvis con riverenZλΠNggiore, e mente pia pura. Che pari mente si avverta chi unque si sente da tanto desiderio alla frequeneta eccitato, a voler riconoscere Ia sua fiaccheraa, accio dati' recelleneta di questo gran Sacramento , e dat timore deldivino Giudi Zio venga 1 concepune la riveren Ea, che gli si dee , Onde meno disposto trovandosi se ne astenta , ea a maggior dis.

posetion si prepari.

Amnche voi dunque colla norma in det to Decreto prestrittacivi regotiate, posto lo abbiamo ir, te Nostre Sinodali Addietioni,s r V. dg ad eta ,sena' altro piu soggiungcrvi vi rimcitiamO; maiasma mente , che temtamo p tere aver uoi piti bi gno di stimularigili frequentare la S. Comunione, che ritenerii dalla troppa tre

quenda.

Non v limo nulladimeno lasciare di brevemente accennarvicio , che tre gran Santi, Tommaso, Bonaventura , e Francesto di Sales , in chi desidera comunicatsi Ogni giorno, richi ano. S. Tommaso nella somma; f 18o. Joltreana mondeEZa delia Co- scienZa , richi ede , che magna demotione , ω reverentra ad hoc Sare menIuin accedat ἱ ma perche questa Divogione , che per insegnamento det medes mo Samo e una certa volonta di pronia mente dar- si a tutio cio , che attic ne at fervigio cli Dio , est minatas quadam Irompce fradendi se ad ea , qua pertinent ad Dei famulatum, i 8 t. e chenaiccndo si dalia consuera etione de ita divina Boni, ,e de Benefi-zi faitici, come da quella delle nostre miserie I 82. eccila ista, noi l ' Amore di Dio, ed ii desiderio insieme di non mai scostaria

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Ρars Tertia. 43 I

da Iut, trova ben speta in pth d' uno molli impedimenti per l' in. disposietione dei Corpo, o dei l' Anima , Sed quia inisti otio; purins

hominum multa impedimeata ba,nt de tronis occurrunt propter corporis

sudispositionem, vel Anima percio egi i soggiunge, non est utile omnibus hominibus quotidie ad boe Sacramen um accedere. I I 3. JIl me lesimo Santo nel quarto delle sentenZe, i Sqo pure dicio strivendo quest altra regola ci propone. Per la parte di chi , quelio celei te convito si porta, dice egit, , hie si ii desiderio di unitsi con Gesu Cristo, chelosa l' Amore, et Ia reverenZa det Sacramento, che alti ene at dono det timore , ii primo ci eccita , come sopra si h accennato, alia frequenZaeotidiana , it seconso ce ne ritrae. Percio, se per esperienZa conoschiamo, che col cornunicarciogni giorno si accresce in noi l' Amore , ne it timore si sminuisce, douremmo , conclude egit , continuare ς se pol la riverenZa scema , ne molio ii servot si a umenta, sara bene alle volte aste-nersene, per poter pol con riverenZa, e divoZione maggiore alia

Santa C munione a costarsi. Si quis experimentaliter caenosceret, ex quotidiana sumptione femorem Amorrs augerι, O' reverentiam nou mi nus, talis deberet quotidie communicare ; si autem sentiret per quotidia-vam frequentationem reverent/am minue , ct femorem non mutium ara ri , latis deberet interdum asinere, Q cuis majorι reverextra, deinetosione poctinodum accederet.

S. Bona ventura coli' es pio di S. Tommatas i 8 s. intorno ait' uso delia Comunione tre tempi distingue; Nel primo, dice egli,s i 86. Ictoe in quello della primitiva Chleta si comunicava no 4 Fc-deliognidi, perche erano mondi per l' innocenZa battes male, accusi in suoco di Carita per i Doni riceuti delio Spuito Santo , Nelsecondo tempo, perche com incia vasi a diminui re it servore , ed a perdersi in molli la mondegeta battesii male per i peccati, si lascio at giudigio, ed alta costi enza di cia scheduno it comunicarii AEuando parevali d' esseruit degna mente disposto; Nel terao tempora frecidandosi sem pre pio la Carita, ne inrovandosi percio in molli la necessaria disposiZione su oris inato, ehe nelle tre maggiori solennit, deli Anno, nelle quali, come a citate con desiderio, meglio soleVano prepararsi, i Fedeli si eo municassero , quat' ordi-

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ne pol fu ristretio alla sola Ρasqua net Concilio Lateranense, aLmche ii tempo precedente qua resimale, col digium, e coli' attreopere di Pieta in effo consuete farsi, servisse loro alla dovum preis

Postocib, a chi rinterroga qua I debba nes comunicarsi esserta frequeneta, risponde ii Santo cosF. Chii trovasi nello stato della primitiva Chleia, lodevoris, chereni di si comunachi.

Chi vede d 'effer nello stato di meam dee alcune volte astener- serie, pes concepire maggiore la rivereneta, alcune volte a questo celeste Convito portarsi per accenderia ne ita Carith, per che ad un' Ospite cos degno Edovulo Onore ed insememente amore , E quanto alla, magDore, o minore frequenm, ut quella. paIte plegare d'onde conosca miglior profitto Cavarne. Chi pol net tergo stato per sua miseria ratrovasi dour P. ra. Ea mente accostarvi si , e voi dou rete attres adopta rvidi muovello a rendersi tale , che degno sta di ricevere anch'essio piti freque temente questo gran Sacramento, tari sono te parole dei Santo , i 8 . Si mideat se se in statu Eulsis primuima, laudandum est 'ruo. t die comm .icare ; si autem ια flatu Ecclesia alit , utpote fragidum, ct ta dum , laudandum est, quod raia I rὸ autem medio modo, medio m ri debet se babere, O aliquando debet celsare, ut a distat reve eri , alia quavri accedere, ut inflammetur amore , quia rati hospiti debetur b nor, debetar , or amor,'seenudum, illam partem, secuinium quam miseritor se inelia 1 prosiceis, ad ollam magis deesseer. S. Franeesco di Sales h dei sentimento, che voi dalle medesime sue parole intenderete; s 188. Per comunieas Ogui otto gio ni bi=

gua non avere peccato mortale. ne asserto aI peceato veniale, ed avere

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. Pars Tertia ue

ilia, che accostandoei mai per la gran frequenza senzala necessaria disposaione at Sacro Altare, non sissimo per nostra dilavventura di quelli, di eui dolevasi ii medesimo Santo, che comodunt fine timore, O remerentia Corpus Agni, qui prasidet in calo, sicut Carnes, qua evenisuis in fora. r9o. Noi ci avvediamo d'esseret stes pid iungamente di quelio , cheauevamo in pensero nel cominciamento di questa Istruetione. Due sono state di eid te cationi ι Una la necessitit, ehe anno a Popolid esseme bene istruiti , potendo Noi temere eon Pascasio Abbate, che molli da questo Fonte di GraZia, d'onde he ver Murebbero laVita, non bevano per ignoranga i 'eterna morte ; Trmendam es, ne per ignoranssam, quod nurs pro Uum est ad medelam, fiat accipiemtibun εο ruinam, Isi . . l'altra E stata , perche coli' istruire gli altri , istruiate voi medesimi, e riaccendiate in uni, quando inele

pidita tusse la gran stima, che far dAbiamodi si gran Sacramenisto Che pero steglierete col vostro prude te discernimento da questa medesima Istruetione cio, che bastar possa per introdurrealia Sacra Comunione i Giovanetti, cio che bisogni per istiuir merito gli adulti; cio che necessario effer possa per risormare, emi gliorare voi stissi. . Termineremo col medesimo S. Agostino, con cui terminatam l'altra nostra Lettera Pastorale, ancor questa. Hec ergo agite, ω Deur 'aers erit vobiscum, orantes simul, ct pro Νώιs , ut ea, qua b

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LETTERA PASTORALE

a missimi Poroebi sepra Ie Dexantis ,eU impedimenti deI Matrimoxio. AVendo it Sacro Concilio di Trento a in consermazione di

quanto aveva ingiunto it Quarto Concilio Lateranense solisto Innocenetio III. b ed uso antico era stato ancora, Mnche non universale nella Chiela, se tanta mente ordinato, che avanti lacelebraetione dei Matrimonio dat proprio Parroco de Contraenti in ith continui giorni festim si denunaino publicamente a I P polo dentro te solennita della Messa quelli, tra quali dee it -- trimonio contrarsi, per evitare pia facit mente ii pericolo , che per qualche impedimento tra loro nullamente non si contragga, Econsiderando Not, chepoco ad ottenere it fine di questa fanta ordinaetione conseri rebbe ii farsiai Popolo te deite denun2ie, se egit. pol notizia non avella degi' impedimenti, che manifestare. si debbono; Aviamo, Dilettissimi, credulo at debito dei nostro Ministero attenersi ii porti per maggiore facilita in pie di questa Nostra Lettera Pastorale, amnche vcii per Iomeno due volte netl'Anno , cloh nella mattina delia Episania , e delia Domemta in Albis, tempo in cui si riapre quel delle Noetete , ii Iegghiate, e di Chiariate at Popolo, consorme ancora nelle Nostre Sinodali Contituetioni v'imponghiamo . Prima pero stimiamo opportuno avverti rui d' alcune cose, di cui altre avanti Ie Denungie, attre net tempo, che si fauno, al-tre Hopo esier salte , os ervare si debbon da voi.

r. Dourete prima diligentemente informa rvi delle qualita de contra enti; se cloe se abbiano Ia legit tima Eta, non potendosiua voi Venire a Ie Denungie , e molio meno alia celebraZione des Matrimonio, qoando lasposa compati non abbia Anni Modici, e trisposO quattordici, Ela regolai mente richiesta da Sacri Canoni,

come

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Pars Tertia

eome su Teiente stimata alta validit, dei consenso, e at conseruiis mento delia Prole, primiera cagione, come scrive S. Amstino, dei Matrimonio , Prepagatio Fiboram Vsa es prima , O naturalis, O I risima Causa t G Se sia cisicheduno di lato libero da qualunque vincolo sim igitante di future promesse, e molio pia adempite; di Parentela , od' altro Canonico impedimento ; LbJ conciosincolache concipiet torita sueresa corruptelam, osserva Pietro Blesense, F a capite membrata

si a finio involi, si usipire rami legitime non proeedant. iISe sieno istiuiti de Misteri principali della nostra S. Fede, II se sappiano ii Simbolo degi' Apostoli, I'Orazione Domenicale, laSalutaetione Angelica, i Comandamenti di Dio, e della Chiesa ; equando incontra ste in loro di tutio cio 1' ignoran Ea , sar, ben differire qualche tempo te Denuntae, ci pure, essendo et leno fatate , la celebratione dei Matrimonio per potergit intanto isti uire . in I assinche poliano anch'Essi ammaest rere, & educare nella Piet, la lor Prole, giacche uno de Beni dei Matrimonio egii h, come insegna S. Amstino, che quella amanter suscipiatur, , Mngue um

II. Esser dee suntlmente vostrae Cura di rieereare it consenta damedes mi Contraendi, o nore da loro Propinqui in modo, che abinhiano Essi la libella nel darvelo, n e voi la sicurema nel riceverto , dovendo quello dependere onninamente da Ila libera volont, dioia scheduno di Essi , e non da aliti a imperli quando fosse uno didetii Contraenti ci altra Parrochia, voi non avete da procedere alle DenunEse prima che non a lato parimente, o da lui med simo, o da, Parroco , a cui E sottoposto, la certegra dei suo coninsenso; Nequo Matrimonium alter Parochm denanciet, era pur tra gli Ordini di S. Cario, M ab altero ninoebo cretior factur H de postuli tu , aut consensu illius, qοι ejus es Cura seriectus. Γν J III. Ha da esservostro pensi ero ancora , se sono Figlidi famiglia, i interrostarii della volont, de loro Genitori; avvegnache qua tunqtie it loro consenso necessario. non si a. alla validita dei Matrimonio , siccome ha dichiarato it Concilio di Trento, sqJ eeli e

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43 6 Addit. ad Synod.

vero molio conveniente, che tendendo ad essi quest' onore, e ri-υ eren Za , Non apprendano senZa loro nolazia, e molio pio contis it loro piaci mento , affare di tanta importaneta; rI E voidoneis te eio paterna mente esoriargli; I Iater ratem autem marim. b πα-1ri sunt Filii, ut Parentibur, ct 1is in quor fide , ct potestate sunt,

do loto con Sant' Ambrogio , che puella iudicrum expedias parentum, non es enim Virgmalis pudoris eligere Maretam . a IV. Nessavere da Contra enci ii Consenso prenderete l opporis tu nith , massima mente se ne raconoscere te ii hi gno, . di far loro eon tutia la vostra effincia apprendere la dignith ,e sentit, di que Leto Sacramento, sx affinche visi dispongano con integrata di mera. te , ton purit, d' affetti , farete conolcer loro, che, essendo egit uti lata me indissolubile, che non puti sc Ogliere, se non Ia Morte, e ehe potendo da Eiso dependere Ia felicita, ovuer Ia mise. ria delia vita loro, tanto temporale , come eterna, egii h necessario, ehe vi si preparino con particolare orazione, affnche per mergo di questo Sacramento, santificando Iddiol'Anime loro v

Dopo avet fario lor cib capi re, v insinuere te , mostrare quanis eo mai per lo contrario gran male sareb , se colla troppa liberis et nel eonversare inseme, premet tessero in vece d'unas anta preia paragione miserabili falli villa celebramone di unsi gran Sacramem M 3 Dite Ioro pur hancamente, che da principio si infausto a L itate non si mirebbero, che infelicissime consegue nra; E ch altro sono mai tante dissensioni tr1 Comugati, tante calamita,

tanti guai, che gliono succedere ei Maritarei si salti, i quali in

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Pars Tertia. 437

v signatis ecrum , quι ister se cocventuri sunt; pol che sopra costoro, che contraggono at Matrimonio, in modo, come dis,e l'Angelo

Raffaello Tobia, b ut Deum a se, O a sua mente abiiciant, ct

soae I bidini ita vacent, ficat Equus, ct inlus, quibus non es sutelis. tiar ha potest, it Demonio, babet potesatem Damonium ;di mani ri ache poth dire meritamente ii medes mo S. Gio. Cti stomo at suci Popolo, in comprovazione di quanto sopia dicevamo, che facesi te voi loro intendere , se Diabolus sabingressas , tantum in eis damnum facie, H quot1diana pugna sutor eos vastantur , malis nnnquam habeaηt quietem.

Percio raccomanderete loro, che .guardino dat ritrovarsin. seme, seneta testimonio perlomeno avere qualche propinquo della loro modestia , come nelle Nostre Sinodali Costituatoni d) adesempio di S. Cario se Noi ordinia mo ; e minaccia te pure te pene spirituali , con te quali si punira da Not la lor contumacia, quando con tanto peta colo deli'Anime loro non vi ob diraniano; Dite, che traicino ita loro in modo, che possano portare alSacro Altare inlatta la tanta erubesceneta, madre d' onest , e mainestra d' InnocenZa, se vogitono, che, stringendo Iddio con mano invisibile it Sacro legam e dei lor Matrimonio, saccia goder ad essit' abbondanga di quel Ilani , che egli produce ; servati' es pio adessi Rebecca , che net vedere Ia prima volta Isacco, suo Sposo, si coperis subito ii volto, docens, come scrisse S. Ambrogio, ver enudiam nuptiis praeire debere , f D' onde polrcte prendere moti x cidi dire col medesimo Santo, non solo in queste oppo It unita, main. attre ancora a tulte te Don Zelle delia vostra Parrochia, Diserite ereo Virgines, quemadmodum fieretetis eterreandram, ne gutecto e yrte prodeatις ante extraneos, cum Rebor a Iam desponsata designatom --rIιxm aperto capite non putamerit midendum . fg)Di plia, quando it crediate opportuno, con modeste, e prudenti maniere renderet e nota non solo ad eisi , ma anco alli loto congiunt i ta stomunica, che, per por freno alla cieca umana liberti, aviamo intorno a cio stlanato necessario nelle Nostre Sin

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ues Addit. ad Synod.

beto stato, secondo r Istruetione delia Sacra Congregarione det S. Usigio, posta nelle Nostre d i nodali Addi Zioni. ,. f αJ. voi non do. vete far te Denunate, e molio menci assistere alli lor Matrimoni, seneta prima averne avula da Noi, b dat Nostio Vicario Gener te la necessaria licenta.

it procurare , ehe anche in essa si facciano Ie Denungie, dovendos et leno in tal caso lare da ambedue i Parrochi de Contraenti, perocche effer questa la mente det Concilio di Τrento, voglion comunemente i Dottori, t) e S. Cario , che non solo con fama sollecitudine procuro la spedietione di deito Concilio, mk ne manche esattissimo octi satore , ordino net suo Concilio Provincia. Ie d condo, e lo repetis nul Tergo , si ambo dimosis in Paroebris habitent , tam in unius, O A nar isem Parocbia fiant. fmJlI. Necessario par'E, che vos dictuariare at vinio Popolo it fine di queste denuntie, che E il pro uvedere alla salute cies I' Antiam e , t 'impedire r irreverenaa, che si farebbe a I Sacramento , eloscandolo, che nascerebbe dat vedersi tra persone impedite contra si Matrimoni tanta mente dati a Chieta clannati ue eche peroso

cede vol mente Eli facciate ancora sapere; Prima , che edi ardisse seneta te precedenti De nate congiungos in Matrimonio, olimal peccar mortal mente, sarebbe ancora grave mente puniro; Secondariamente, che chi sapesse esservi tr, Contra enti de nuncia. ii qualche Canonico impedimento, d renuto solio peccato mortale manifestario; o In tergo luogo, che chi per lo contrario concieca passione per impedire it Matrimonio qualche falso impedi.

mento opponeste , in Ire rebe nella scomunica , Noi nelle Sin

dati Costi iugioni riservata . III. Volendo it Sacro Concilio di Trento, che de ite Denunetie in tre continui et orni festivi si facciano, voi non dovete, quando veneano quelli massima mente frameaetati da ei orni seriali, senet g iusta caula procrastinarie, sq1 e molio me no senZa Nostro Ordi-

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