A Collection Of Processes Of Beatification & Canonization, Volume 1

발행: 1894년

분량: 668페이지

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108 Pura II. Num II. corpo Op ta sua morte ne cemeterio de a

Nulla rat vos sa cho ad uri dato momentora medie stessi di nitatis, ulmsdio te speraron de malato a punio che op una vi- stabantur sit noli doliesto alculi rimedio. Disser a Diret-lore di apparecchiure fa madre allo scioglimentosa late che non pote vi essere Oniano. Iuaeta intere. 50 proe fol. 220 in sine resp. So a quo che mi ha otto ii patet iretiore da tral testato de medici cho copoldo trovavasi in uia prosondo coma interpollo a accessi di delirio So ancora et, ii sanctullo aveva per luto ilsenlimento durante gli ultimi glorii della sua malattia, polche si ieeva nella Comunita che insanctullo non ave va iconosci ut tu sua adre chetrovavas vicina a suo letto. X Testis, I ex ossicio, uaeta interr 1 procera.

speciale circostanga prima delia sua malattia. Iuria interr 12 proe fol. 258 resp. Allorquando si die hiaro a malattia Leopoldos 56. ebbe a provare rividi e grandi mali di apo. Prima mali ympi veva aliora quindici anni e me2go. Non mi ireordo se questi rividi eran continui, in credoche ossero ad intervalli. Iuxta interr 45 proe sol. 258 resp. si M. So he Leopoldo ave v disgusto pel nutrimento cibos stidio ne ave va se te a sua lingua era earica cor

sitim patiebatur. .

sermeria, Dio assistet 'insermiere ad adempterete sue ungioni. Iureis interre. I. procera. μι. 238 ter . rem. Leopoldo si pose in letto alle ore inque delia sera Egli venti su a cortile, come credo, do pora ricreagione elle re quattim.

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anche violenti mali di apo. ο non hin mariam Drsontiebat. ancora i medici, perche non credo 'amo che ilmul avesse una est rem gravita S che it ma

lato Pisoni a cap di qualch tempo doli puntur a fiunco ma non mi icoris in qua glorias. Fia allopa he si mando a chlamare illottor Lau- reiit. Quoslo dolore era ali'apice de pulmone de s 15s.stro Tro vavasi ulla parte anteriore, e su et da Vasi toria admota varili he gli suron applicat i vescicanii. At sunt. torquando it sanctullo in ebbe a sentire. .egii non poleva ne voversi libera mente ne liberumente respirare. Non so se quando gli si provava dilario i dolore andasse crescendo, ne qualo ossela natura Di grado di quest dolore flesso. Fuimplegata apprima a chinina, i vescicanti per idonsigi de Dottor Laurent e de Dotior Auge, come credo, perche ii Ottore Auge su mi sembra, it primo clic habedulo it malato. Iuxta interno proe fol. 239 resp. Μ sembra he i Dottor Laurent venisse perta prima volt ne tepet glorii della malallia,

medie non pote vano caratteriκZare a malattia squo infirmus qui d'una anter preeis sin a primo glorno. gli scors 'terat in leno trovaiin una sorte selibre. Non mi icordorio is stat uel polso de malato La respiraetione erastentata. o gia detio che i malat non potevamuoversi liberamente ne suo letto, ed i credo non potev riposarsi in tuti te parti de suo

eran alcia ne spei toragioni ne veniebant.

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examine expertus est

infirmum.

Modicus Artus advenisns alterius, diei urationem approbavit.

Vehemens orat fo-bris, nullumque in

firmo ovamen.

10 Pars II. Num II. pice de pulmone destro. gli aseolio it malato

do uello che pelli ulla medicina, non quali segni egi trovo per si ubilire u sua diagnosi Misembra che i Dolior uiarent scollo it mulato agni voltu cliu veni v v visitario, d egi veni vacirca due uile a giorno. Credo che i Doliore Augo a anche scutiato it malato, mi i non ricordo di esse ne tuto it testimone. Iuxta in t err. 2 proe fol. 2.9 resp. So cho it ullo te Lutirent proscrisse uia tralia mento, e ch tra gli ultri inaedi egi proscrissela chinina. Nun mi icordo quali ossero gli altriri modii Il ignorortus tesso veniae a visitare ilmulato. Era questi it ultore medico dolio stabilimento Credo cho su a Duinente che egi veniae per a prima volt diapo cho si vi tornato uino deg,

mu non ne Ono sicuro Ignoro se si satio chia inure. Do velle sapere probabit mente a malai

i malato con grande cura nella prima voltu quando veniae. Non so certamente se osse solo inquesta circostanZu. Si accordo in torno alla in alat tia con queli che ave va dcti it otior Laurentsin a principio Appro vo i tral tamento che erasiat prescritio Trou i gio vinetio assa malatia, estrema mente mulato. Non credo che gli a prima voltu vesse preser illo vovi vi medii, a non me ne ricordo benissi in o. I Dottor Laurent continuo a venire opo a visita de Dottore Artus, e due me diei vi si rovavari in sic me e continua- pono usi no a giorno dolia guarigione. Iuxta inter . 2 proe fol. II tem resp. La respiragione de in alatu era assa stentuta. Μ sembri che la osse osse diveniata uia po'secca. Oncio quale era o stat de suo Oiso. Vera una grande ebbre. Non in ricordo se glispuli continuarono. On mi OvVengo, se Leο- polis abbi pro vato mai alculi sollieu prima della sua uarigione I suo stili a contrario e

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nonae veniae verso a sine u complicare in rima initati malum. La emperatura de corpo si elevo a disopsta dei quarunt gradi. Non o costi osse ii pulso Misombra che invollo fosso u poco iuri ilico S a pratuito agit occlii. I sanctullo avova dissidolia dire spiraro. Non o osservato e nolui a ulciano sputo vors il sine De resio io non vova a satio grande alleligione agi spuli de matulo. Non miricordo se continuasse a iusso. Non posso similitio illo dire 'una iuniora procis quale scisset eo lorii di copoliso Non o ma notatis catlivo odoro No m menti di cris io ovevo uti Dido. cur molio per i allonero ii malai ne suo letto istiri corripi- Non mi ricordo sc 'ora quale ho assopimonio I tur, 'or'mentis X-

amministrato.

lo mortis iudicarunt

davi sempi e tu aggravando S ehe i medie α.didi hanno implegalo it muschio ma non so tu qualm amento. I modici dichia raron che i sandi ullo era assa grave mente mala loed in periculo di morte Fu a Domonica che essi partaron in in guisa. Iuxta in terr 2 procera fol. 24 ters respond Furono dati a matulo gli est rem Sacrumenti scies uella Domonica L Pichios egit tesso Leopolito Quod si ipso domsi redeuu in pericoli di morte ei e perci che agnovit atqu sacra- VoleVu vicevere gli est romi uera monti Mi isto M'nis φιλιι vava presente a moment in cui su est remulo, et egi liovavas in pleno possesso de suo sen- timenti. Era a Di menica sera verso lo qualtro oro per quanto io mi s ivxengo. Non credo lici medici in que momento vessero detio che glino rox uvans assallo seuχa perunga li maluto elites di edere it patello per abbracciario Gli s res ruccornando di sui trusportare ii suo corpo alia Fratrum orationibus Bruyere Gli sece anche molle raeconiandaχioni S commendat. pel suo gii vane Dalello che allor si trovavit allaeas paterna, a non ricordo i che gli diceva. Egli flessi prese commiato a tuiti no F patelli

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Ρ6rsaepe agitabatur

in lecto.

Gravissima erat in firmitas atquctissmθιlia inutilin.

Vehomenti doliriosxagitabatur.

il Pur II. Num II. presenti rucco mundandosi di pregare per lui pol elie aliora egi non credeva di potersi rialgare. Iuxta interr 27 proe fol. 245 resp. segni detraggravamento de malato erano ildelistio e la ebbre che umentaV sem pre t ma- lato aveva gli occhi quasi rivolti e posso ire quasi vitrei Gli occhi stessi non erano eguai mente aperti, e ve 'eia uno i aperto detraltro. Ilina lato ora assopito a certi momenti, ei in altriti ovavas in uno lato di timento delia energia vitale. Non o notat lo tuto delia sua lingua.

Mi sembra fieri malui prendesse uel che livertiva dato, a verso it termino delia inalattia pro vava gran disti cultu per inghiottire e non so se poleva sarto ne illultimo glorii prima delia sua glaurigione. Non mi leordo bene se vi osse delprurit Delle sue membra. Non 'era paratisi lesue membra erant, libere, po iche talvolta ei cavadi letarsi per scire da suo letto, e cherio pro- vava grandissime pene e disti colla ne ritenerio.

tor Artus disse a me si essi personalinente chenulla piu 'era da lare, egi non die rimedii per

eedenti medici avevan upprestat alc uni rimedii. glino consideravan lo stat de mulato corne gravissim e trovavan chera inalatii anda-va seu preisi aggravandosi Non trovaron maiel, ibi medii producessero qualch essetio. Non mi eteordo bene di quale Mitera i medici qua-lificassero a malatii in quello stato. Mi sembraehe egi in ta chlamaron una polinone insettivu. Iuxta interr 29 proe fol. 243 tem resp. I flesso Vev notulo che la occa uel malato ora ripiena di mughetto. Ηο editio parecchie volte 'insermiere ovver ili Direttore cercare da liberare a sua gola So che a labbre si elevo aqua rant gradi e et te decim almetio. Iuxta interr 30 proe fol. 3. resp. Leopoldo rara tal guis ora assopit ne coma, ora res da, sorte delirio Ceran alcunimomenti, ne quali gli era violentissimo. Minac

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De prim Miraeuli aetremo est. laetava di armi dei colpi. In uel momento non avova a coscienga di quel ch saceva e non cre do che egii abbia mai avulo oscieneta di quelelie sacev dalla omente a sera a momento in cui adde ne delirio filio a momento delia sua guarigione. Non riconobhe assulto sua adre allorquando ella iunge. Non in ricordo quale sos-s i suo respiro, ne se vi osse it raniolo tracheale M so che suis res la risoluetione di au- mentur il servore elleis egi, iere opo a visita de mediet i quali non a ovano lusciatu alcul asperangu li rate Direttore ora impressionat in

summo grado.

respondit: Non vova bene osservato a costi iugione sisicadi Leopolito Tayac So che aveva viato una eri ID. Sipula 'anno precedente. Aveva uia temperamen Anno prascedentito ordinario eis abitualiuente iuva bene. Non o I.bb-..ini' ' udito dire che vi si stata qualch cosa di particolare ne gloria che procedetiero a natattia Iocredo che questa sit agionata a uia reddo. Iuxta interr u proe fol. 255 resp.

malaitia di Leopolis Tayac. Un marted sera gli inoospit. provo rividi e dolori di apo ma non 8 quales la natura ed i grado de suo bri vidi. I sanci ullo sentiva di essere indisposto, io pro 'aVa

Iuxta interr I proe fol. 255 ter resp. Leopolis ando a leti in queste circostange, esu i Fratello inseriniere che gli appresto te prime cure. Sul principio non su chlamato it medico, perchesi credeva cheri male non osse serio; 'altra parte ii patello inseriniere, ed ii Frate Direttore erun abbastanga intelligenti e capaci elle cureche si devota prestare a sanci ulli indisposti. Non penso che siano stati implegati rimedii alia sera. Si ovette dare a sanctuli qualch tisana. Iuxta intere. 5 proe fol. 2.5 ter resp. I sei, a giornutu si passat presso a poc comela vigilia a sera I rugaZκ non sembrava piu malato. in il se ito a piutardi, insanctuli provo una pun-

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Μsdicus advocatus qui aliquod remedium praescripsit.

Alius advocatur medicus, at indolom mali statuor nequivit.

nibus iudicarunt s-so infirmitatem.

tura atrapice de pulmone destro Io credo heallor si satio chlamare ii medico I malat ave-va dissicotta per respirare, e provava dolori alcap pi violenti, ed aliora su satio hi amare unmedico I Sig. Dollor Augo su i primo che ve-desse ii malato. gli sece una rescrigione. Vidii Sig. Auge allorquando sciva, e credo che ancora non avesse potui stabilire bene a diagnosidello stato de maluto. Iuxta interr. 6 proe fol. 256 resp.l Sig. Auge era incaricato a Sig Arius, medico delia casa, di sare te sue veci elle sue visite. I Signoportus era assente a Rodeg. Facenim , chiuinare i Dottore Laurent che no ave-vum per consuetudine di sar venire per secondo Venne una prima volt e non credo che sa- cesse ulcuna presciigione, polche non pote stabilire a diagnos delia malaitia. Egli famino ilina lato con molia attengione Io mi trovava re- sente in quello tesso momento. Pupio di sebbre eruttiva, in disse che non poteva pronungiarsiche ad una seconda visita Non in ricordo se eglipario de grado della ebbre, ne quale fosse iliolso. I respiro de malato era assa dissicito A causa della sua puntur e de suo male di apo i malato

non si voveva che dissicii mente ne suo letto. Iuxta interno proe fol. 256 ter respond. Vedeva i sanet ullo assa spesso ella giornata,ma ita non est uva a presso di tui per curari edassisterio, Di non conosco questi particolari. isembra di avere dii dire ali inseriniere heu'era de sangue misi agi sputi de maluto. Iuxta interr I9 proe fol. 256 ero re..lo credo heri malato non dormiva che dissicii mente ed anche quasi niente assatio. uel che edeva io tesso passando, e inseriniere edi patelli hera vegliavano me o anno etto. Dottor Laurent dichiar il nove sebbraio che ilmalato era colt da una pol monite credo che ilSig. Auge avesse conosciui ancora it principiod'una polmonite, in non ne sono assoluta mente

sicuro lo mi trovava presente quando it otio Laurent pronungi questa diagnosi.

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De primo iraeuli eaetremo, etc. III in intere. 204me. οι 257 resp. I Dottor Laurent trovo che a sede de male era ali'apice de pol mone destro. sam in il ma-

ilinaetioni in i non in ricordesquali s assero que re. st rimedii. Questi medicumenti non produsseroalculi esseti sensibile. I male si aggravaV sem pre Ii ignor Dottor Artus itopia a Rode ilSabat sera e veniae a sui visita a mulato ella Domen ic muttinu Io credo che alia prima visitaegli eru solo ma non me ne ricordo bene. Non mi icordo se sucinduto a cercure, ovvero Se Si present a suo ritorii in qualita di medico delia casa. sum in i mulat con attenZione secondoquello fi mi si detio dat patello insermiore edat patello iretiore, e 'alironde so he egit famina i suo mulat con attenχione Trouo glistessi sintomi come it Dolior Laurent, a diagnoside quule sura lui approvata S che vi sono al- cuneis rescrigioni de Dottor Artus, a non O sene sece ulla sua prima visita. Approvo te ricette che eran state precedente mente alte i Signor Laurent non lasci ii malato, e ne seguit deleorso della malattia i medici visitaron Leopi ldo abi tua linente ambidue insteme. Moeta interr 22 proe fol. 25 tem resp.

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o sopor iacebat.

Horrondum in modum ingravescebat

morbus.

pi atque adstantes,

moriturus, alloquutus St.

116 Pura II. Num II.

otio decimi It patello inseriniere teneva unquadro delle curve di temperatura e trovava chela malatii poneva in sconcerto i medici La dises colla di respirare si accresceva sem pre tu. Ilsanci ullo est eolio ut delirio Ad intervalli trοvavasi et russopi mento, e ad intervalli ne delirio. t suo stato era foveaeccitato alla ebbre ed onon Osso iudicare de grado delle sue Orge. Iuxta interr 24 Proe fol. 258 resp. medici conlinua vano ad faminare it petio de malato per edere se a pol monea sacesse

mente. I medici iudicavano a maluiti gravissima. Non si, 'una anter precisa quali ri medii implegarono S che in fine secero iis de mu- schio. in ullumum enica vcvano trovato chei malato era in pericol O. Iuxta interr 25 proe fol. 258 tem res p. l sanet ullo su estremato ella omenica sera. Egli ricevette i Santo Viatico da lui tesso ichiesto. gli stava perseita mente in sentimento a momento in cui ricevette i Sacramenti. Ionon mi trovava presente. gli tesso 'impressionava molto. res da no commiuio, d abbracci suo Datello Gli accomando di portare ii suo corpo alia Bruyere perche Leopold non crede vara Pria- versi. Nelle persone che o attorniavano, non erasvanita tu speranga di assolutumente perderio, mas temeva molto, Opratuito edendo locitato morale de mulato. Nella omente sera i Dottor Artus veniae dos chera mulato era stat amministrato lo mi trovava presente quando it otiost visit it malato. Non 'era i DOttor Laurent.

I Dottor Artus prese con se in disparte neti ap- partamento vicino Edoardo ratello di Leopoldo, gli disse: io caro non si tralia qui di piangere conviene sollevare ii morale de mulato, altrimenti egi e perduto. Π Sig Artus sece venire i Diretiore alla presenga de malato, era rim provero sortemente di

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De primo viraculi aetremo, etc. 117

si unica mente per tulZare ii morale dei mn luto, bitus tostant mo-

tore.

In quella sera tessa io vidi i Frate Diretiorei quale mi disse, he i medie disperavano di

salvare it malato. Egi in tem evan d una me ningite. Fecero continuare bimedii de multino, a s Mered che non facessero lairescrigione, ed lira Conoordos laeeunt te Direttore dice va a tem veramente che non Bdio in omni spol'abbiam a perdere questa nolle . Ne mereoldi ' 'r'nd mattina tornaron ad faminare it malato anche una volt e lo trovaron assa piu male delia vigilia Furon concordi ne dire che ogni inaedioera inutile, e che era spedito. Non secer ulcuna

Leopold trovavas in una grande prostragione,

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