A Collection Of Processes Of Beatification & Canonization, Volume 1

발행: 1894년

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IM. Vehementissimum orat aliquando doli

rium.

Testis advocatur ut vicos gereret medio Artus, o tem pore absentis. 189.

In pulmonibus orat

malum.

18 Pars II. Num II.

pol cercava con ic sue inani. I medici disseri, ehe egi trovavasi inmerso ne coma. aeta interer. 30 proe sol. 263 tem rem. Quando avevari delirio, vi erun alcuni momenti in cui quest delirio era violentissimo. Sistentava grande mente a teneri a sermo ne suo letto. I sanci ullo era talmeni in conscio iacchela situ madre iuris it Lunedi sera ed egi nonia eteonobbe prima de momento delia sua gua

XV Testis II Contestis ex ossicio juxta intern II proe fol. 283 ery rem. Non o eo nosciui ilisio vane Leopolis o Tayae che almomento in cui sono stat chlamat per curario. Mi ricordo benissimo te circos tange nolle quali io filichium at a curario. Per quanto io mi icordi, ilDottore Artus che era medico dello stabilimentodi an Giusoppe mi uveva regato di lare te sueveci durante a sua assenZa. Unaralello, nonis chis osse, veniae a litam armi perche mi recassi est visitare it malato Ilo edui it in alato due toruidi se gutio, otio e i nove Febbraj 1889. Lo soperche obitro vat ne registro che si conservanella eas te preserietioni heri feci in quella eii costanga Dovetti Venire probabit mente due volt eogni gium O. Non mi icordo 'una muniera pre- eis se io si statori primo a sar visita a malato. Lo vidi solo ne primo e ne secundo torno posci ebbi uia consulto con il otior Artus, e gliassida i malat Ροiche gli era i tornato dat suo viaggio, ei essendo io tesso obbligato di assentarini. I Dottor Laurent visit anche egii ii mulato, e si occupo di lui Op di me, di concerto eo Dottor Artus. Μ ricordo benissi in i particolari della mala ilia ulla quale Leopold era talo collo La mi diagnus su salta mente precisa sindulla prima ora. t malui ave va una pol monea detrupice ed i constata questa inalatii fila dat lamia prima visita, a non ricordo i particolari sulla costituetione de sanctullo, ne su que che vel a preced ut tu mutat tia. De resto invasione de male era stata rusca in sommo grado.

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De primo iraeuli aetremo, etc. 19 Iuxta intere. 5 proe fol. 28 resp. Aliostquando vidi i mulato rotto Febbraio ecco sinio in che o mi icordia di ver constatai

temperatura elcVatissima, pulso frequentissimo, Symplomata malii elagione e come segni oculi rumore di somo ' eribit modicus. crepitagione fina ella sonam ita de pol mone lidolore era interno, vi era una grande dim collae incommodo di respiragione, i dolore ora continuo e si est en deva a tutio it lato it malato po- leva sedersi in con dissicotta conventu assister-lo. ricordo di averto aseoliato sedulo, et iocon stata seliga in bra di dubbi che vovi verament una pneumonite.

Iuxta interr I proe sol. 28. tem rem. La respiragione era superficiale ed normale con dilatagione elle nurici. Nulla o constatat , di speciale quunt alia postgione che pren

vescica eruia normali.

a a dii Rarus erat somnus

nia era una delle preoccupaZioni delle persone che circondavano i malato, id io considera lamalatii come gravissima.

sono andato a visitario. Non si Heredis , Pro morbi naturam agno- dure it remit petiorale perche VeV gia e seorsi. gni sumcienti per Onoscere a natura della malattia ed ora inutile 'imporre a malat quella salica che non era necessaria. Seguli it melodo classico delia ascollaχione, cominciando colla pul-Dagione, a percussione e coirapplicagione detrο-

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s 95. Dolor capitis ab initio conquerebatur in

firmus.

recchio I palpamento mi sece constatare a sa-geragione elle vibragioni, a percussione deite suoni t tusi, e riconObbi conra'ascoli agione it sonso e la crepitagione era somo tubario. V era ilraniolo crepitarite. Iuxta interr 2 proe fol. 285 resp. Prescrissi uia rat tamento, e posso richiamare memoria in ost anga uel che o preseritio. Una poetione con digitale e kermes, da alternare con una portone di alcoo e di hina. Non o maipariat de malato col Dottore Laurent, ed glinon mi a deit per conseguenaa i risultato dello sue proprie visite. Quando abbandonaici malato lo laseia in uno stato di grandissima gravita. Irimedii non ave vano prodotio leui essetto. radet esto poppo presto perche ' esseti potesses ars sentire. In uel momento tesso non iro valche vi osse possim pericol di morte Ave vavive inquietudini a punt di ista della prognosi,m io non pol ei assermare che a uarigione eraim possibile. Non 'esta stat quando io abbandona ii mala loci minimo igitoramento ella sua mulatita.

XVI Testis V Contestis ex ossicio juaeta inter . Igproe fol. 304 resp. Mi ricord benissimo della mala ilia di Leopoldo

Tayac Fui come credo it primo a trovario in letto, allorquando egi si corico in consegia ei Zadegit attacchi della sua malaltia Vi si troVavagi da circa uia quarto 'ira. Mi disse che non aVeva avvertit it patello insermiere. Aliora ogli dissi vo avreste ovut diplo. stesso mi Occuper subito di voi. Mi sece conoscere cheaveva alciani rividi, e uia male di testa grave. Aliora trovavas ne dormitorio; ello scendereio trova suo Datello che prendeva parte allaricreaZione elle qua tiro pomeridiane. I gli dissi: undat a trovare vostro ratello che e Osserente, ei occupatevi di sari curare nessu no si e ancora occupato di tui. In appresso riti Ovat dourdo Tayae, et egi mi disse che si est consormato a mio invito.

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De primo iraeuli extremo, etc. 12lXVIII Testis V Contestis ex ossicio, juael interr 24 proe μι. 30 resp.

Hi, e luto copolito Tayuc durante a Sua isdiuitia, e supra tutio i chies notigi di ui agit sopoldi inflensita, inserinieri, i quali ventuano in Licina. I 'inseriniere insanabilis.che e mort in rispos i tredidi Febbruto et mattino che i sanci ullo era peditu tu che i medici avovano et to che era pedito Gli era tuto dato de muschio Fu salta scendero tu adre

Leopoldo era sces ne sulottino de plano inseriore per prendere a sua res egione Essa vi resto iungamente lorices uer v vertiri di salire presso di suo figlio I Fratello Idumardo mi disse:

II truite nuto ungo tem p questu OVera adre, a Tnche non avesse ad essere testimone della

morte de suo figlio Leopoldo XX estis VII Contestis ex oss. juxta inte P. II Proe fol. 3 2 ery resp. Durante tu sua maluitia i , o vidi spesse volte,

vato di particolare. Lo vidi in specia modo lavigilia ella sua uarigione. Uirano due medici g - .

presente Si puriuva a bassa Voce, coinseres eli moriom. vi era qualch cos di pii grave di una semplice polmonea, ed in que momento tesso sui persua-

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Bona, ante lothais malum, gavisus est Loopoldus valetudi

Iam do translatione sui cadavoris loquebatur infirmus.

era quasi completamente vitreo. XXlli Testis, XI Contestis ex Oss. Daeta interros IImoe sol. 323 resp. Conosco persella mente Leopolis a Tayac essen-d egi mi fratello. Ed o mi irovavit in convitio ne temporastesso in cui egi vi era, at momento della suu guarigione Ilio ratollo flava assai bene di salute. Quando era iccolino, una voltalia avuto te convulsioni. a viat qualche voltu unis , di male ullo recchie e mi ricord ancora che egit a vulo due risipeli mentre trova vas a convitio Sero imbaruaetato per definire ilsus temperamento, in abituat mente a sua salute e buonu Non otiose segni procursori della grando malallia che u avulo Leopoldo in Convitio, egi non me ne avxerti. Non o sapiat questa mala ilia se non quando Leopolito ruisi caduto

malato.

lo tesso momento.

Si attendeva di morire in breve, e mi aveva satio pro mel ter che aurci satio rasportare ii suo corpo 'ubi'uyere. Ilia ad re non si trovava a Rode in uel momento, e quando essa venne Leopoldo era assui ui malaio.

lato, i Fratello Ivar era infersniere a Novigiato,ed a Convitio ad uno tesso tempo I flesso propriamente partando era ultor guardarobba, in sic come era stato inseriniere assisleva diquando in quando it Fratello Ivar che e moriod quel repocu. I andui u edere re volt Leopolis durante tu sua malattia, ma non pote maipari argi perche trovavasi et I assopi mento. ο

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De primo Mirutuli eis emo, te. 23trova sempi' grave mente maluto. Tulli istorniti, ehiodova sust noliχie illi Inseriniere, it quR O mi Ad,o gravis sint mor disso I medici dicorio clie egit e perduio Micius ut ipsi sdioiraeconio ancora che Leopulis 3 veva satio chiu spo omnem abieo mure suo Datello per prendere da lui eo in rint

in luto.

Concordant quotquot alii adsunt in abulis estes. Eae oeumentis authenticis in Processum compulsatis. Proe fol. 226 ery et seq.)Guarigione de gio vane Leopolis , Tayncaluiano de pensio nato dei patelli di Rodeg. Il apiodi 5 obbstrio 4889 illato vane Leopoldo Tayae di abruyere Tarn detreta di quindici an is mani e meZZo, alviano della secundu o terga classe indolos si morbi

de Conviti San Giusoppe di nodeχ su olpito da gravitas breviis hio una ussione di petio ali'apice de pol mono dogisto. 'ηοΠhitur Fin dat principio a malatii si manifesto consintomi estrema mente allarmanti, algi ad te piudiligenti e premuros cure, e la medicagione lapii energica, i male peggior con una rapidita inquietante. Lamomenica dieci, ne pomeriggio ii sanctullo sentendos egi siesso assa male chies con stangedi ieevere gli est remi sacramenti che gli suronoam ministrati alle ore quatiro e megZa. a pietadet iovane Tityac durante questa eremonia eracommovente, e la sua assegnagione alla volontad Dio perseita It ignor appellano uVeva appenu lasciata 'insermori che i malat sece v vicinare ii suo patello Edoardo alia lino della prima classe, prese da ui 'estremo commiato, e gli ac commando di sar portare ii suo corpo ne Ceme

teri di abruyere egi sece anche i suo additai patelli che si trovavan presso it suo letto, si accommando ulle lor oragioni, e alciani momenti opo era in preda a delirio. 6.

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NUM III Do viraeuli Medio

seu de inuocatione.

tuuntur.

Duplicantur proces

ingravesceni mo

tutis.

Professu Apostolieo Ruthenensi Testis in prosequutione ad interrost. 7 Proe. O . 6 respondit: li rate Direttore quasi disperato, re-eossi ad invitare tuiti i Palelli perche addop piasse eis regii iere ad nore do Beato vani ilSSin Sacramento spost in quello tesso giorno. Et juxta interr 26 proe fol. 75 resp. Allorquando i son giunt a Collegio dei Fratelli, eras incominciata una novena ad onore dei Beato Giovanni Ballista De la Salle L preghiere eran salte in tuti ii Convitio dat patelli, agitatunni e dat ovigi Ogni gloria si recitava ilPater, 'uve, invocagione a Sacro uore di Gesuo di Maria con una invocaxione a Beato Giovanui Battigia De a Salle e de tropagione di questo Beato. Ne turbamento in cui io mi trovava non clites ins Ormugioni pi precise H udit dire dat Fratelli hem malat aveva sui suo collo una me-daglia de Beato, a non ricord di averto constatat i stessa. Mi su acceptato chera mereoldiverso te dieci e re quarti de multino erano state addoppia terae preghiere at edere o stato disperat de malato, e su vers te ore undiei chei suo stat miglior come si riserito. I Testis uaeis intere 2 procera fol. 8 resp. Nello stato in cui io mi trovava non poteVnsapere que che avveniva. Non ricordo socio stes-s h satio ricors alta intercessione de Beato, e su Op ta nata uarigi in che i a seppi cheera stata satia una OVena.

Et juxta intere. 56 p eras. οι. 91 tero respond. Η intes dire che era stat invocat ii Beato Giovanni Ballista De la Salle. ran state recitate ad ono suo alciane preghiere ella Cap-

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De troeuli medio, te. 425

pellii. a io non conosco quali preghiere si recitassero. O dii foventi volt partare di queste preghiere a Fratelli ho ventuano a visit armi subito dupo lacinia uarigione, cum ancora aimio camerati. Mi si di eva no abbiaino assai pregal Der te. II Testis juxta interr 26 prorem fol. Is resp. So che si volt sar una novena ad onore de A Boaio iovanni Ballista De la Salle Questa Πο In aestio Domus vena su sati in una appella dolia Casa. Ignoro procos funduntur .n hi se ne ovesse 'inietiativa, si probabit monte De S'llo

Iuxta inter . 56 proe sol. 405 respond. Non o hi si stula implorata intercessione diali o Santo se non de Beato De a Sulle per Ottenere a uarigione et iovane Leopoldo

IV Testis, juxta interros. 26 proe fol. 22 tem resp. t dodiei obbrrio dii it Fruiello iretiore univorsis Fratriadire che si saceva una novena ad onore de Bea bus invocatur Boaiusio iovanni Ballista De a Salle questa est D La Salis pro -- sutia a Fratelli, e credo a tutia a Comunita. lini Leopoldi. V. Testis, juxta interr 2 proe fol. 142 tetra resp. I mio collega e io summo informali che at-les la gravita dellii malatii si saceva una novena di preghiere in nore de Beat Giovanni Ballista De a Salle. Queste pregii iere si sace- vano ne Collegio credo che tuita a casa vi

VII estis, juxta intere. 26 proe fol. 168 tem resp. Leopolito su estremat in tem p dei Vesperi L sera albedere o flato cogi grave de malato, i Fralello Dipotiore detrIstituto che si chlamava Frate Idinae te Maria, ei sece incominciare una novena di preghiere ad nore de Beato De Lasalle. Questa novena si saceva ella appella dei Fratelli No aggiungevam , ad gnuno dei nostriesere leti invoeagione: Beato De a Salle regate per Oi e roragione propria de Beato FaceVa sinnao et almen quatir volt a glori O. Ne tem Duplicantur prsossp istess su incominciata a novena elle scitote totBrum torumquo si reci lava a collelta de Beato a termino delle νοο iur- preghiere delia mallina e delia sera Gli alunni

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Numisma Beati a ponitur coli infirmissiusquo imago illius

Tantummodo Beatus D La Salle invocatur pro sanitate Leo-poldi. Rsliquiae Beati, ponuntur in incollo

426 Pura II. Num III. uicevano questa colle ita due volt a gio ino. Que si si osse preghier eratio uti ne novigiat scolastico, a pie colo Novigialo, ed in tuti te comunita cli si collegario ed anno pelagione colConvitio. Quando si comi iacia lacla novena su messa a med agit de Beato a collo de malato. IlDistellore ei disse in comunita che egit tesso uveva messo a me da glia de Beuto a collo delfunci ullo, e elle di quando in quando gli applicavi sui suo cauo una immugine de Beato Nonso se ii sanci ullo invoco egi siessos intercessione de Beato Nessui mi gliorumento si lac sentire a principio dolia ovena li mulato a contrario an dux sempi' pi peggi arando. I tu inter . 36 proe sol. 7 ter resp. Non o uillio dipe che si stato invocato altro Santo che i Beal Gio vanni Ballistam La alle per oliunere a guarigione de gio vano Leo pol do. Non mi pie ordo cho no ubbiamo detio ultra cosa suo P deis invocagione de Beato, e la colle ita liturgica che e sulta ad Onur suo.

Quando it mulato su est emuto, ii Patullo Di retioru veniae ueli suiu comune, e disse a Fru tolli ho si trova vano race illi che i medici non ave vano ulcuna peruriga e che bis agna v ineo- minciare subito una novena a Beato Gio vanni

Battista De a Salle per ottenere a uarigione de mulato. I stesso sui designato per aridure adesporre te reliqui de Beato nulla Cappella vel ratelli si ad una vano per i loro serctgii Mire cui immedia lument ud sporte. In que momento tesso ebbi bisognorat undare a cereureat cuni candelieri ulla inseruaeria e si cos che o vidi aleiani Fratelli, eis lora tello di Leopolito, ii quali procura vano 'inco aggiare it malato e chegli paria vano 'una novena che si cra per ο-mine iure a Beato De a Salle Sicco me io non mi seruaui ungo tempo, non so se ii sanet ullo comprendesse uel si gli si dic eva Io stesso mi accosta per dirgli: Tu non Vuoi uari re Leopoldo. Not iam per sare una novena, ed ii Beato De La Salleo guarira tuo mal grado. Non sono tut-

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De iraculi medio, etc. 127tavi assoluta mente sicuro di avor otio, i Boalo

De a Salle, o sors det to Id illo benedotio ti

sa. o soliant cheisi tardi vidi r imagine de se ...'ie. i.

Boaio vicino a teli de malato. Nella Dum ei in hemi ponitur imago sera su comiti eiula a Novena i Datelli dolia o Boati. munita comincia rono e it rate Diret lore ave vadat ordine di sapia elle scitote, e su incominciatu nella flessa sera. da parecchi ratulli, i quali mi ave vano assicurato 'averta comin-ciata in quella lessu sera in is pectat modo it Dii. Fralello iret toro, ii quale in quella sera raro va reces etiam invasi vi ella prima classe, o che si chiam a Fra ηο nolis funduntur. te Senos in lemi usoppe it rate Procurator milia anche assi curulo di essors ancor egit vocatoivi in quella flessa sera per ordine de FratulDiret lore, et Noxigialo, allo scolasticulo, d alpiccolo Novigial per ordinare che s'in comine iussein quella flessa sera una novena ad onore dei Beato Gio vanni Ballista De la Salle ac pro glii eredi questa novenu consistevan ne rocilare almattino e ulla sora roragione della Mossu dolBeato ui Pater e uri'Ave Maria, invocaZione

si terminava con una invocagione at culo.

spirituali serctgi ustine di pregare ancora con a tiam in aliis r Stessa in tengione, ci su ello hori Supestiore Go trum locis institutas nerale, trovandus egit stesso ad this aveva ad py'ς'' comandato questa in tengione in specia mani era.

aeta itere. 56 proe sol l 8 respond. Furono recitate come sermole di preghiera, co-m rho detio it Pater, Ave, e alcia ne invoca-gioni ui aeri uor dimes e di aria ei a S. Giu Seppe, a queste preghiere eran destinate a servire di formule per la novena che si saceva

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