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458 pars II. Num III. Dat principio dolia mulattia, diae Dotiori medici
vel evan il malato due volt a gloria a e costaturono a presenga 'una pol monite insettiva delle pii gruvi. in alia o mentea a temperaturuppes solio 'ascolla era di 40 7; si elevo ancorae ruggiuns 40 8. Il asti edi separa Febbrato gli accidenti cerebrali si aggravarono, si manifesto sortemente ilmughetio nulla hocca, gli occhi divennero vitrei
tuito sece temere uua meningite.
Nella o o visita de mereoldi m uilina alle ore Di medici dicitia paron ut euro rate Direttore che o scioglimento satale si approssim uva e si
Dup tu partenet de dotiori, ii Caro Fratet Dipotiore iunici patelli e lost disse: ia scienZaumana si dichiara impotente e dispera questo ii momento di accrescere a nostra fiducia in Di e ne nostro Beato Pudire, allorquando liuomini non Osson pi niente, aliora e che Iddio spesso inanis est i suo potere. Fin a que mο-ment si timenta pono te preghiere in que gloria per una provvidengiale eo incidenχ il antissim Sagrament era spost nella appella gliadoratori vi iunger numerosi e servorosi Ε ο- pratuit vers te ore l0, 5 4 che quest accresciment di preghiere ebbe luogo. NUM. IV. De altero iraeuli aetremo seu de subitu perfectaque sanatione Eae processu Apostolico Ruthenensi Testis in prosequutione ad intere. 7 p eras. οι. 67 resp. DOpo queste reghiere mi figlio trovossi instantanea mente uarito alia malatiis. Non ebbeptu ebbre Uinseruiter entro pel primo e rico-nobbe che non 'era piu a sobbre, e coni ter-mometro constat che a temperatura de corpo
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De altero iraculi extremo, etc. laser normale. Fu allo a che tuit i statelli videro di non Vere iuvano regato it Bosio Allo due h'''ηεο ttornaron i medici e constata ron questo cum bla'
mento os subitaneo. Io voleva scri cre che mi οfiglio stava assu meglio amne di tranquilliZZare mio marito che di que tempo vive va tutiora est ' u Monst,ig Artus mi disse: Si contenti di dire u ui moliorsi condi-spaccio migi iuramento sensibile. Aliora SSi or tionem confirmaruntdinurono rodo e vino per riparare te orge delm alato, eis io constatui con solidissugion stupore, ehe gli non diveni v POSSO Ume ei Duo tintummodo ventu seinpre per gli altri maluit che eran si post dis ut sanusti a me assistiti Aloemuine di due torni egi quisque iam vosos- mangi come tuti gli ultri e non gli rimas cheiana leggera dehologga Fu allor che o compresinon essere io naturale, he in i ei uvi certa scimente qualch eos di straordinario, eis io 'attri irodigium maiorbuit alle et voroso preghiore che i Fratelli saee tribuit intorcessioni
Van a Beato De la Salle Seppi a neopa he est 'l' id stat pregato it Beato in uti it isto he i patellisacevano ad this Diocesi di Versatiles, od alquale prendeva partem Visitatore de distrettodi Rodeg. Mi e stat deit in seguit che i ra-gaZZo non prende va per altro inaedio che mu- schio e castoro Sentiva bene questo dure, manon credeva che osse implegato agi est remidella vita. io mi avrebi, maggiormente Daven
quali ho pariato tuti i Frateis Si saeeVan sere visondum adoloseon. mura per recursiis constatare queSt Subitane tem accurrorunt.
eambiamento I mio glio aggiore entro unco regii e si aliora che i mutato disse ut suo Putello Dimini, dourdo, da quanto tempo e chemanam e venulari gli pol voleva che ii restas is ssi leunt gio strii, e dis atti rimas fino ut unedi Se Vohomontissimas guente Fu in tute occusione che mi si puplato sat egit gratias
ne in pendimento di gragi per ringraZiare it Beato de suo intervento. da uel gloria non ho
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Iteraias servenitus preces, iuvenis cognovit matro at- quo malum evanuit. Modici sanitatomconflrmant obstupo
Viros sanat in dios redisrunt si quam- cito o lecto surrexit atque deambula
Extraordinariam medio asstimarunt R- nationem.
Nihil scilla infimmitate in posterum
140 Pars II. Num. IV. Et Doetu interrio procera fol. 76 tem respondet Verso te ore undie de mercoldi, quando si raddoppiaron te preci ii sanctuli ci vardo lut-
dici constata rono questa uarigione e non Ole vano crederci Tein evano che i mutato non cadesse in un'ultro accesso quanto fio conclusodalia risposta che mi die it otio ortus in torno a dispaecio da inviarsi a mi marito. Iuxta interr 32 proe fol. 76 ery resp. Non o intes diste che vi si rimast alculis intonia della malattia, opo a guarigione delia quale o pariato A termine di due glorii inmalui prendeva quattro pasti a gloriaο. A causadegit emptasiri, de quali era coperto, non Olevaalgarsi di letto Le sue foret si accrebbero ognigiorno. I parti ne Lunedi seguente. I malato non si era ancora levato, a s che non tardo moli ad algarsi. Fu condotio verso a meta delines di aret alia Bruyere. Ne gloria stesso delsu urrivo egi passegio tuti it gloria colaratet Diretiore, Olche i tempora permetinua. glicamininava per a casa, edis motivo et reddoc de caltivo tempo, i non Oleva lasciario scire. a quando era et tempo, andava a passeg-giare.
Za, a questa non Veva alc una relagione olla
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Upi m pectoris eius detio che non stala letina ori di graVita conditio. In questo momento egi si aenissimo. I suo peti trovas in uouissimo lato e non gli rima se alciana traccia, ne alciana conseguenχ della sua mala ilia. ia
Dallo stato di prostraetione e di abbal timento tribuenda sit sanain cui si trovava ii malato egi subita monte si i ii 0 mise come o pocanZi ctio ma non vi si ulcu-na orta di crisi, alia quale si possa attribuire laguarigione. Iuxta interr 37 proe fol. 78 resp. LI4 Tuti ne Convili e ella nostra famiglia an omnes in sanationen rieonoscitato essere stat i satio uti istaeolo mi s Rhim 'gno'-
ottenui per i intervent de Beati De la Salle. Do a Salis patra- I suo patello doardo crisse a casa, mentre O tum. mi trova a ancora a Rode per annunciare a mio marito che Leopolito era miracolosa mente uari
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lv. Rediens ipso in sa- miliam longum iter Eum nullo modo do satigavit.
reversus optima Valetudine gavisus,st.
Medici iraculo adscripserunt anitatem Leopoldi.
Nulla scillo mo bo infirmitas postea
442 Pars u Num. IV.che tum p nc Convitio, perche i vescicunt choi aveva indosso mi ave vano indebolito, e 'altra parte correva a stagione reddissima Psylli per recurini in famiglia ne mese di argo credoche osse a prima omenica di Qua resima. Questi iungo vi aggio non mi stanco e 'ultra parteio sciva a Rode otio torni almon prima della mi parte nκu. vovi buon appetito subito opola mi glaurigione Durant i primi otio torni lemi plagii dei vesci canti 'incommoda vano unpoco, e mi agionaVano qualch piZZicore, a io
do vera mente bene in qua gloria i , scii dii et to Allorche mi algai, an datis sed ore su 'tinnsedia 'appoggio posti presso a si usa e da uel momento in pol mi alga tigni turno. Duranteal cuni gloria mi alga sola mente per alciano ore , ma a termine di inque o se gloria ro si a levato tutia a giornata. Prende va i mi ei a sit ordinarii e non a it nutrimento mi ligio noin dispos igione. Restatiella mi famigii lino a ter mine elle vacange di Pusqua, e quando rienti ai in Collegio gode vacia stessa salute che prima diessermalato.Seguli illego lamento delia Casa, si per roradella levata, si per li altri serciχii della giornula .senga che uvessi do viato hie dere utcuna dispensa Fin dat giorno delia mili uarigione, in cui conobbimi madre chestro vavus vicino a mio letto, mi tro-va ris labilito tui volt ho hi esto di algarmi, marinseriniere mi risponde va che fac eva reddo, che era egii di restare in letto Ed io allesia leuia gloria prima di levarini. Iuxta in terr 33 proe fol. I resp.
medici anno quasche volt delio, me re- sente, che non si edeva spesso una uarigione come a nata. Ε io fio edulo ne tropusculo det quale o antecedente mente Durlato, che cssi hun-no iudicato tu mi guarigione strordinaria. Iuxta interer. 34 proe fol. I resp. Non sono rica dulo in alc una consimile mala ilia I anno scors , ne mos di Gennaro ho viatouia e resipete eriga gravita , a questa non ave va alciana relagione con a mi malatii precedente. In quest momento Od di buona sa-
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De altero iraeuli extremo, te. 445lute, it mi a pello tu bene Sebbene in verno si astato reddissimo i non to sosserto alculi rastred dore, o non mi resta alciana truce tu della iam illatita. Dup mia uarigione, non sic piu
I tu interi'. 35 process. fol. I ter9. resp. Non conosci alc una cosa naturale, ulla utile sipossa attribuire 'ullonianamento deli maluitia Iuxta inter . 37 process. fol. I tero in sine resp. Mi dico vano quando veritvuno a truvarmi opola nata guarigione che palla vasi 'un mira coloche oveva attribuirsi a Beaio iovanni uti ista 3 22
to De la Sulle Io flosso ho sena pro credulo opola mi guurigione, che ora uri in iraculo do v ut ials intercessione de Beato De la Salle. deo ilmolivo per cui tu sera recito spesso 'oragione
de Beato De la ullo. Iuxta interr 38 proeess sol. 92 resp. Non o a udito ire cho a nata uarigione
sperangu er perduia i Diret lore arido raro Va sanatur. rem patelli e loro disse e i eas di lare unosso ira supremo presso it Beato Era, credo, elgiorno tesso in cui it lanci ullo su uarito. san- eiult era moribondo, e usi'istante opo ulti sintomi della maluitia erano comparsi l pulso era diveniat normale it colore era normale laconoscenZa era tornata ulla maluitia,non rest uva chela deholeget datis medesima cagionata. ello flesso gion credo heri medici ri tornassero eis in questa seconda visita constularon che I sanctullo eraguarito. Io tesso vidi i sanctullo ella serata. Egii trovavas in uno luto totulmente disserente
io conobhi 'appregetament de inedici. voeta interr 32 process. οι Io tum resp. Non o edulo leuia sintonio di maluitia opola uarigione de sanctullo. Non riprese subito lesue large ma queste ritornaron in manter re
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Supernaturalem sanationem dixerunt modici.
Optima nunc Va-loludine ruitur.
Νο remedia Mnationis causa fuerΘ.
golare e rapida. Non o quanto templa duro a Sua convalescenZa. Non mi icoris particolurii iuprecisi Mi sembra che Leopolis a Tayuc ando a Dassare qualch tem p nella sua famiglia. Iutta interr 33 proceas sol. 20 terg. resp. medici latino edulo qualch cosa di supran- naturale in questu uarigione, ed anno et to ais patelli che erano pronii a firmare tuti que cer-lificati che volessero, per dichiarare cho questa
glaurigione non era naturnio, e lo dice vano sen gaesitare. Non o 'unu manter precisa si quali motivi usavano a loro usseruiagione. On O schanno spressumente et to che era uia vero miracolo, in ossi tu anno equivalentem ciale et toeo termini dei quali io mi sono servito, e chelio teste riserito. Iuxta inter . 3 procras fol. 205 resp. So che Leopold Tityuc non e ricuduto in una maluitia simile e non so che gli abbi avula alciana alti a malattia. Egii trovus prosente mente ne Convitio e sit assa bene. Ed in tui non iu-viens ulcuna tracci ο residuo dellii alat ia
Maeta inter . 35 procera fol. 205 resp. Non o dito ire che alciana causa naturale abbia potiato agi inare questu uarigione, pulche rimedi non produce 'an alcut 'esse ito. Iuxta interr 37 procera fol. 205 ery resp.: Ne Convitio di an iusuppe, opinione unanime a attribuito ad uia miracolo Ottenulo ad intercessione de Beato de tu Salle a uarigione de Gio vane Leopoldo Tayac. I suo in uestri, suo camerati eo suo inserinieri anno tuti simit monte iudicato et reventu Un'alviano, i glo-
vane Ioulia, che era est erno presso a poco delia flessa et de malato, acconto it miracolo a suo
padre durante i prango Iliadre assettava di non credere, ed i suo glio gli disse: Bisogna veru mente credere uello che si velle. il adroche ne parto a Frutello iret tore che me o haripe luto. Quanto a me Dersonat mente, non dubito che questa uarigione non si uia miracolo per che vi e stato it passuggi da uno talo, ne qualela inorte era imminente, ad una sparigione com
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De altero iraculi extremo, etc. - 145pleta di gni specio di pericolo con una rapidi lache e una vera istant anella e che una simile cosa non pu natural mente spiegarsi.
Iuxta intere. 38 process. fol. 66 esse. Non o dito diro che questo miraculo siti stato revocat in dubbiο llisadro di do ilia de quale ho puriat , non ricusava di crederit, a volo vaseundagitare ii su figlio, d occo tu agione, delperche gli sacesse lo isto di ubi lupo alia sua
IV Testis, in prosequutione ad inter . 9 proe sol. Ira ero in sine res .
Per ostrema consolagione ulla suu Overa a
dre, iturnam in verso e due do pomeriggio, qua non si ii nostro stupore, quando i ii datula nolletia elio ii nostro moribundo vova ricupe s M. rat i sensi, ave va rico nosci ut la sua udre obstupvorun Ἀ-quelli che assisto vano eis ova hiesio da besto. sto, num p ullo post
C avviemanimo a letio, egs prese u 90 di morbus absossserat.b odo ingli iotti alcuni ucchiri di vino, risposuesalta mente uile nostre domunde e si addor mento 'un sonia tranquillo e ripartitore, a qua' te sors presso a Doc guarito. Tali sono i sati struordinarii cho sono v ve nuti solio i nostri occhi. Et iuxta interr 3 proe fol. 25 resp. Mi su deit che allo ore undici 'unu muniuiusubitanea si visto ii agaχχο prire ii oechi eguardare con spressione G D in mi ir0V V sero con&Mim adol sente in uel momento, a mi reeni R COD Vitio dans apsruit oculos. verso e due pomeridiane unita mente ut otior Arius co pensiero di porgere alcia ne parole diconsolagione ulla adre, Ovvero di preparariualla morte de suo glio. iungendo rovammo ilpolso de sanci ullo naturale, o guardo riposuto la saecla eo suo colore normale; a temperaturude corpo ad uia grado normalo. Tulli i intomidella malalti eran scomparsi. Non est uvano ch t
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digioni mo sacemino ultor uni esam comune delmulat che scotiamino. Rile vanam la tempera- iura che si trovo Dello sint normale, Ome ancora e pulsationi de polso che erano regolari. Τro 'ammo in tui si poco di stanc heχχ ed i bi sugno di dormire. Non v era alc una traccia di
di Pone hi te delia quale uisi puri ut a. Iuxta interi'. 2 proe sol. 26 resp. Non o lutoso dire che si usi prodotio ella persona de gio 'an Leopolito leuia altro sintonat, di mala ilia opo a uarigione, delia quale
homosto pariato Lo vidi solluuio ne gloria se-guente. VeVa pres uia o di rodo aveva ri-posato 'un solano ripara lore. Non mi icordo seio ascol tussi, in tu mi impressione u che glier intera monte uarito. Da uel momento in pol non ei vidi piu i sanci ullo e non mi icordo se me ne surono date notigie . Quando nui 'avevamovedulo uarito ella vigilia, ci ei uvamo contentatidi prescrivergit de riposo e de brodo. Iuxta interr 33 proe fol. 26 resp.Εra mi impressione che questa uarigione Osse straordinaria I mi collega parvo chora tros a Vasse anche tu Sorprendente Io non o a vi-Μedici concord0s a sto aleiana uarigione operata in simili condiχioni,ctum superuatum ' o non no a udito amre clie se e si operatu
dica che questa uarigione era de tutio mori delle rogo te abituali doli undamento della malat-lia. Non dissus questu Voce ma era questa lumi propria convinZione Credulli che doso accessi simili a quelli che si erano prodotii se nesarebbero certamente prodotii alciani ultri se venisser meno intensi, e su per quest molivo chei hi vidi Leopolit ne gloria o eguente a mat-tino. Non poleva persuaderini che dupo a gua-rigione che ο Veva constatuta, non vi ossero alliri accessi. Questa malailia eguiua uia arida
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De altero iraculi aetremo, etc. 147ment cos irregolure che annungia ua una inse-χione Organica che altu ecava i principali organi, pol mone e cervolio, d io non potev crederecho parisse subitumento songa alti a complicuZiο-ne. Non o richiust allor a me tesso se non Visosse uia vero miraculo operato a Dio ma opodi vervi risset luto incliti a credere che si quest verumente uia miracolo come io gia et tu.
avulo altra maluilia dupo tu gua Pigione che o Post sanationoni nul gia riserit a. l amplius morbo la Maetu interr 35 proe lol. 2 resp. 0 Vi adolesoens. V' statu assenga completu di Ogni cris chea Vrebbe potiato conglia raro tu mul allia. on 'eslata metustasi, ne crisi sudorisera, ne cris diapreica, ne crisi di alciana altra sorte Iuxta interer. 38 process sol. 27 ery respond. Non o dito ale uno rivocaro in diabbi it mi
Le orge rario Pilornate in questo senso chotuit era i tornato ullo stato normale, a re Sinuuuna certa lancheg u. Quunt O a resto me ne rise
Et process. Ol. 270 interrostat . Sit he si sonis i giuiligi che vi porta a considerare questa taurigione come uia miracolo Respondit: No ci trovammo in presen Za 'in mala itinquasi necessaria mente mortale, o tu remissione
prossim v, i sece credere is 4rodigio. uda modio quia morbus merito e ii orso deli mal alti non pol e V a Vero erat insanabilis. altro sito D solligione che con una fine pros sima, de una taurigione sopravvenula senZa crisi, senχ se nomen perturbatori speciali ci concerto completumente e no non potem in credere chead una causa sopras nuturale.
