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Artus do sanatione I sopoldi morituri.
ira Pars II. Num. IV. Testis in prosequutione ad 9 interr proe sol. 334 resp. Rit Ornando verso e re due de pomeriggion ii summo non puco orpres albedere ii nostro inalat in picta possesso ulla sua intelligenZa. sin lumi cerebrati erano lotalmonte cessati, ilpolso si pia letavit, ed i sanci ullo hie deva di prendero qualch alimento. Da uel momento tu guu rigione si e stet tua tu nulla muniera uisi rapida et u a tui punio che uossi ire non es Servi tui pro porgionata mente partando assulto
Et iuxtu interr 3 process. fol. 45 resp. Non o quale sit ' flatio immediato delle pre-ghiero, cho secundo mi su et tu in appresso, si secero in quo momento. Que che ioci si e cheloriani ullo ore due ne pomeriggi per rivederei matulo eo nato collega. Io vi torna per dare una solidis sagione alla adre che trox uvasi ella casu iis fine di dimostrai te cho no non abbandona amo complet amente i mulato, in io non ave-va speranga alc una di uarigione. Non sapeva sei sanci ullo osse ancora in vita o osse morio inquel rura Nel iungere uel che muggiormento in colpi su a tota elle person cho trovavansi in lorno ut letto Lamadre era mori di se ii ra-iello divae te statico e mi su cito: Ε οprav- venulo ut grande ambiamento opo a vostru parte riga. I sanctullo a chia muto a sua adre. Mi sonabra che mi si stato cito id di Bene dotio a salto tu che i medici io non lousseriti rei Leopulis avexata'ultronde rico noscitato sua in udre, e gli ave va chiesto, i credo, he glidesse dii ero. Non mi icordo in quale ora misi deii , he cio era vveniato. Erano te due delpomeriggio quando i in presentat. Cio cho mag-giorment mi colpi ne sanci ullo, si inritorno della sua conoscenZa che era totui mente rit ornata. In quo momento non 'era ebbre. Non ' erant
ultri sint , mi di maluitia se non uti poc di de-bolcχχa. Tullo it quadro putologico de mattino era completamente comparso Veggendo it mu- luto in queli stato non sumina i particolari. Ci
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do humo non feci ut curia Scottagione personale, po iche mi embra che se io ' avessi ulla, cne ricorderet. Non in ricordo se ii nato collegula praticasse, e se in comunicasse ii risultato tro valo. . certo che non tro o, si egi tu sece,
Pagione di ordinare alciana medicina ConSidera dicamina prassori-
sin dii uel momento che i sanci ullo era comple hendi. tamente guttrito, ed i mi colloga condiviso lumia opinione. Era de resto questa impressione di tuti quelli che si trox avario atrinsermeria. Iuxta inferi'. 32 proc. DL Iu resp. Non reSto at cuia sinioni di uiuiuitia op luguurigione ulla uule ho teste partuto Vidi ili anci ullo ne gloria Seguenti, perche andavi tu ilii gloria allo lubilimento et mi a servigio LeO-
polito non mi occupava medicat mente pariundo. I lo edeva passando nulla in sermoria per re carini a da glici buon giorno. Ed gli mi rispon- deva sem pro herilax bono. Era rimasto uniso' debole e non si lex subito di cito Stimo nondimen , he non do vosse lardure ad ulZarsi pol che te sue orgo rito aviano restissimo. 0m a iii detio ne mio certificato in ut det 28 et, Quamolio viros iu
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Ιntercessione Beati Do a Salis adscribenda sanatio, quae arte humana impossibilis fuissΘt.
Nullum vestigium morbus ille reliquit.
nessura penso ulla possibilita di una rica luta, colanto completa era a sua uarigione. Iuxta in terr 33 process. fol. 46 tem resp. No summo assai Orpres di questa uarigione. I Di potior ei disse che questu uarigione erado vula alia intercessione de Beato Gio vanni ut-tista De la Salle e no flessi non potev amo diret contrario Oiche non avex amo alibi medii Cisarobbo stulo asssti dissicile ii ostenere in presen Za della Pupidita stra ordinaria di quosla gua rigione, cho questa si osse potui pro duri' perte sole orgo delia natura. Non veni mo assatio utcuna sitagione in quesio punio Crede vana dilro varo eo polito in agonia e sors ancho morto lora ova mino interamente uarito, i O ci sem-hro essere eos in esplicabile. o pratuit Dei causa della gravita dolio stulo generale, stato manifesta monte ins et livo, complicato alia localigZagione delia pol monea air apice ed a sint om cerebrati no non avevum credulo alia possibilitait 'unu guarigione e so pratuito is una uarigione supra vvenula in ueste condiatoni di rapidita Personat mente ho credulo che evidente mente nonera uia se nomeno naturale e che per con Seguen
Za era n Vero mira colo. ragione principales ulla quale io non suprei troppo insistere e lurapidita de passaggio da uno stat disperato aimie occhi, ad uno stato di salute perseita, en Zatransigione di forta alcuna. Iuxta interr 3 proe sol. I. resp. Leopolis Tay ac dupo a sua laurigione non erica luto mai ella tessu mala ilia, ne in uicunnitra similo mala ilia. Non o intes dire che gliabbia viato altro maluitia. In questo momento ilsuo talo di salute e buono. opo a sua uari-gione non mi icordo di verto edulo che peruia piceolo male 'o recchio agio nato dat reddo e cho non lascio at cunu traccia. vera mente non vi e in tu utcuna traccia della malatii da
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De altero iraculi extremo, etc. bluggravarsi suo a momento in cui questu guuri-
Π otio promotore ulla ede domandi se non a uvviene alvoltu, elle pulmone in specie, chera I conditions so- in alui passu da uno talo ussu grave ad n mi- di impossibilis gli 0rumento sensibile. Rispondo in elio e la rogo M''et anatio. la ordinaria ello politione che deviano uarire. t vocubolario medico h anche uia termine uer designare questo igitoramento. Dices che si pro- duee a deservescenχu. a tu stulo do mutulo non igitur gia ne tempo tesso in cui scendela temperii tura e sopi aluit se i in aluto colpito da pulmoneu a presentato questo stati di debo legχ irrime diubilo che si munis usta ut mughetio, o turbamenti cerebrali, collo luto di asse-volimento e debo leχχ de cvore e colla adinamiu. Notiam sopratullo a gravit dulla polin oliva allorquando u tu sua scito et rupice; ne teneter conseguenga a dis scolla maggiore ' una russor-
I Solli promoto P della ede insiste o chiede
se eli intervallo che e passato tra e duo visite, non ' stato uia tempo susticiente per spiegarela trassormagione dolio statu de mulato. Rispondo, he anche suppost cho a deservesconga stuc iminciata e che questa anche abhia aviato completa mente esset to subito opo a prima visi tu i s 45. riaequisi per parte de malato di ciuile te sue ullo modo potuis- surge vitali, organiche ed intelloituali avi obbo eost ζ' in ο0Π'
Iuaetura interroo process. 0L 48 tero respondit: maestri de malato sono uti ventili a surgit visita utrinserineri e tulti anno attribuito que
dei patelli delia usu Questa era ancho opinio istam. ne delia ad re de sanet ullo, o ello si essu Leopbido, d o non rho richiest a suo camerati. Uinseriniere che assisleva i mulati, e che vcva molt giuiligio, considerava, come Oi, Leopoldo come perdiato e opo a guarigione credet te ad
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que anni quasi gni giorno. Non o chiam uva che Frale inserinio c. q. morio it 2 Decembro 1890. Ed gli avrobbe poliato dare in illi particolari sullo stato de mulato. Como hi gia et to credo os fesso ad nn vero mira colo, o mi up Ροggio supra 'tuito ne passaggio si an laneo deli stato disperato ulla perso ita uarigione. Iuxta interr 38 procera fol. 49 respond. Non o uisito hic uno revocare in diabbio labe alia de mira colo. Iuxta in terr 3 proe fol. 7 9 em resp. Ne terminare torno a ripetere che que chemi a considorare questa laurigione come o Dran- naturale non e stata a gravit di quello statocos disperato quanto ii passaggio cosi rusco pronio de maluio, in qualcho modo ali agonia ullo stat di sui ut perseitu. I Promotore mi sano lare ch ne mi attestat non parto di salute perso ita, po icho dico che a guarigione si e esset-tunia ella maniera a pii rapidu. et nato certificato non o bene est e nato it mi pensiero, lasalute ora persulta, perche i sanci ullo a man-giato sin a primi gloria o Gli rima nova uti ο'di oboleZχn e non rho aut origant ad algarsi dilotio in uel toruo, e partanis di uarigione hovoluto partur de progresso delle sor e de sanci ullo. non credendo che i mio certifical , vesse una grande importanZa, non pefato Pigo rosamen ieci termini, songa di che o avrei par lato de progresso delle orge, invoce 'implegare a purola uarigione. Ad artis. I pro res fol. 5 dixit II intervenio medico non a viato tu Og inquesto solice risultat e non vi e stata crisi alcuna favorovole prodo ita spontanea mente ulla na
Non hic ordo hi si que gli ho i seco conoscere a uarigione de gio vane Tayae So cho ei sudo it essere stata a sua uti rigione istantanea. Questa notigia mi Orpres molio, po iche ei erastato deli che Leopoldo rovavasi assa grave
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De alter Miraeuli extremo, et 155 mente maluto, ri tornando in casa dei te genitorila sera, io partecipui loro questa notigia. Feci loro conoscere che uia miracolo che si attribui 'a a cis Beato iova uni Battista De a Sulle, era stato Intercessioni B perat ali isti tuto di an Giusoppe Ilio adre su Ioannis si Sallo mera vigilat i di que che o gli dice, a. Mi hiose Uript alcia ne spiegugioni Io gli dissi che M aluntio erastuto assui gravemente malato che erano state sero'nungiale te purole di ussione di petio e di me ningite, e che i due dotiori che o curuuano Pano assui stupes atti della sui guarigione. I nostri professori di satio ci ve vano annungiato che Dolior avevano pedito it malato, e cho quindieran rimasti stupiti di averto trovato guarito uiopadre credeti ut miracolo che o gli ave vo nur
grande de Convitio, come e ne sonu gni anno in occasione di CarneVale. Iuxta interi'. 33 proe fol. 59 resp. So ho i medici rite ne vano e consideraVano questu guavigione per ussa straordinaria, e credodi ricordat mi he it rate Senosonte Giuseppe ci
dissem classe, qualinente SSi medici VcVanu tum in sanatione i-detio che una iturigione di tui genere non O sta salobantur. teva essere operat che 'unu manter sopran-
Iuxta interro9. 3. procras fol. 59 respondit: Leopoldo Tayac non e ut ricadiato per quan s mi io sappia, ella stessa maluitia, Vvero in una Optima ruitur, consimile maluitia. Non o sentito diste che ogli letudine ab O sm-sia adiato in altra mulattia. In questi, momento 'r' ' ηορn8i suo aspello e tale come di persona sana. 'hovedulo, e segnata mente ne gloria in cui e veniit a restare giuramento.
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Insanabilis fuerat morbus Leopoliti. 54. Ρost proos illico
55. Νullum remedium praescripsit medicus prester cibum.
56. Νullum vestigiumrsliquit in eo inflr
ne pensavuno i genitori di Leopoldo e non ricordo cosa ne dicessero gli alviani. Quanto a me, que che ci ora stato detio, mi a supporre chesia uia miracolo C era tuto doli che i mala totrovavus in peri colo di in orte, e cheri medici non Ρο te vano id inurgii a salute, e pol che i mediet nulla pote vano sure per restituit gli a salute, chei malato ricia per istantanea mente, era necesSario che qualch causa soprati naturale agisse ο-pra di tui. Vt Testis uaetu inter . I proe fol. 70 responit. I primo serctgio che sacem in dupo che illa ieeitore ei ebbe deito di addoppiare te pe-ghiere su 'esam particolare che si s alle Mem eZZo. Recit ammo o mussimo servore possibileia collet la H invocaetione a Beato Dopo di ibrimas in sorvegli anga tuit ii tempo, e non dii partare dolio stato de malato in alium eriggio.
Non appena io sui giunt ulla carnei' comune,
dii isto he i sanci ullo flava assa meglio, e chel'inseriniere o aveva constatuto Poscia mi su et-io che i medici oran a privati limi retiore i ac compagno presso it malato Venne a aggiungercinella camer comune op di averti lasciati, e cidisse che i medici avevano constat at unu uari-gione completa uis altor Arius edendo questo stat de malal si volse a Diret tore e glidisse: Vo avete do vulo sare qualcho cosa Avete ovu-l pregare. E constat cheo gio Vaneti era uarito Fu i Diret tore che ce o riseri. gli ei disse: it medico rico nosce a uarigione completa, constula che il agaggo non a bis igno che di prendore uia uota nutrimento per sortiscarsi. Iuxta intere. 32 proe fol. III resp. Η intes dire chelaopo questa guarigione Leo 'Ροldo non a 'eva rite nut alciana traccia di malattia So che Leopolito pipres le sue surge rapida mente. Non 'li Vediit dupo a sua uurigione uel torno, in cui questa su perata Anda avederi , alc uni torni Op ta sua uarigione ulla infernae pia, ed i , non in ricordo se egit rasi alguto diraetio, ovvero se vi stava tutiora Soche rho trovato levato in una circo stanga, a io non mi icordo quanti giorni ossero che egli eraguarito. In questa ultima circostaneta, o trovai
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De altero viraeuli aetremo, etc. 455guio, sedulo presso a flusa. Cum minuua ella inseruieria Non si agnava di alculiche. Prima diritornare in classe and a passure qualch tempo
Iuxta interi'. 37 me sol OZ resp. Nello stabilimento tuti consideravan tu uari-gione di Leopolito Tay ac come uia vero miraco M.t di Vulo ulla intercessione de Beato iovanui . F is V ldiudin
Battista De a Salle. Era i sentimenis de 'ra miraculum in sana telli e degli alii iani. I Fra tollo iret ture ci disse tione ista salsiur. che a m adre ancor ella ne era persuasa. I inscr-miere si ii primo a dichia rare che 'era miracο-lo. gli aveva dotio a Diretior clio e o riseri prima ancora che venisser i medici. Io tesso Son Dersuas che questa uarigione di Leopoldo Taya e uia vero miraculo Oviato alia interces
sione de Beato De a Salle. Secondo que chesu detio tripedici a mullino consorine atra vviso de mediet, e quo che si detio it turno redicia sera ονο a uarigione, era impossibile che ilragaZZ Dassasse allo stat disperato in cui sitro vava agii cchi di tuiti, ad uno stato in cui medici non tro vavan alciana traccia di malailia. Iuxta S intere proe fol. 72 tem rem Non o dito ire che a realia de miracolo , i
Ad Artie. I. Proe fol. 73 disit:
Non appen i medici ebbero constatuto uisua rigione, it rate Diretiore porto a notigia allaComunita Andamino subitamen te ad annunZiarenelle nostre rispellive classi agit alviani a uari-gione de gio vitiae Tayae, e no loro dieemino limi racol e stato operato Leopold e guarito. οdissici stesso ella in lasse. Nella mi classe seci cantare in rendimento di Magi ii cantico al
meni si sapebhe elebrata a Messo in rendi pro gratiarum adtio-ment di gragie e ne temν di questa Messa, no. 20.
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cssi cani aron it cantico a Beat con uno entusiasmo indescri vibile. Si sentiva che egi in crede- vano alla re ulta de mira colo. III esiis iuxta inter . I proe. Di IS tem rem. It patello inseriniere che ne templa tesso erainseriniere de Novigiato, si reco uir inseruieria verso e re undici de mattino e secondocia sua abitudine, egi prese secondo uello che mi es talo etto ii braccio de malato per sam inarei polso e rimas assa maravi gliato di iro vario in uno luto nos malo. Pres qui nisi i term metro constato anche che tu temperatur era discosau suo stat normale. Aliora ' inseriniere rimasemara vigilato, a madre si avxicino Leo pol do larico nobbe. I malat chies da bere, gliene si onsorio, d egi l accetto immedia tumente Parib, come quando flava cnissim in salute. Questi particolari in sono stati dati dat rate Di petiore. Tulli erano sorpres e lavan impagienti di ve- deris iungere i medici. I medici giungor vers ledue pomeridiane per visitare Leopoldo se condola loro promessa de muttilio. Η intes dire che avevano faminato it sanci ullo con a massim attengione, in i non mitro VaVa presente Eglin constataron che tulti callivi sintomi de mattino eran tot ulmente spariti e che non ne rima nev alcuna traccia, heri sanctullo era completa mente uarito. Ηο saput questi particolari a Frate Direttore i quale si tro- vava presente I medici dichia paron che non,'era pii a leuia bisogno di i medii e che era neces
Prendeva qualch nutrimento e i suo Putta mento non era pi quello di uia mulato Son en-trat quulche volt nella infernae pia, e 'ho edulo prendere qualch nutrimento.
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De altero iraculi extremo te. 457 Iuxta interi'. 33 procera fol. 88 ero resp.
Iuxta inter . 34 proe sol. 8S ter9. respond. S ehe Leopoldo Tay ac non a mai avulo do-pora suu guarigione maluitia simile a quella dellii quale e stat gnarito, e delia quale o h precedente mente pariato. Non credo 'ait ponde cheegii abbi avulo alipe mala ille e non mi icordodi avo Plo ui edulo eli inseruieria. Alluat mento mi par che Leopoldo odii 'una tionissima salute, e non edo in ut leun est delia sua
Et juaeta interr 35 proe sol. 89 resp. Non o dii dire che in Leopoldo vi si stala s 63
Iuxta interr 37 proe sol. 89 tem resp. Neir inlepia dello flabilimento a uarigione di
lo ne glorn istesso in cui si opero, e da uel tempo non si e ma cessat di considestaria come
talo. 'ho dito diste alia generalita dei Fratelli, irin adur in inna-
Non o dicors con gli alviani e non Mi ho ri tions adolssosntis.chiesti de loro modo di pensare in proposito lostesso credo che e uia miracolo a motivo de cam-hiament eos subitaneo che si produsse ne cambiamento de sanci ullo. IX Testis juxta interr 3 procera fol. 207 respond. Alle ore undici io, reea in scuola ove michiam au i mi dovere, e non si che ad uia'ora pomeridiana chera conobbi it risultato delle pre ghiere. I Frutello Portiuuio che si chia mava rate seremia, mi an nuncio pel primo a uarigiο-ue di Leopolito. Non pote andare ad assi curarmida me tesso, perche o mi irovava obligat an- dare ancora in classe fila verso e re ore pome-
