A Collection Of Processes Of Beatification & Canonization, Volume 1

발행: 1894년

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s 65. Extemplo contigit

sanatio.

66. Ab instante moris persecta sanitas.

Hilaris puer cibos incipiebat.

58 Pura II. Fum. IV. ridiane Alle tre ii ova it iretiore, ii quale ini

nunciario agi ululani. gli mi disse: il sanet ullo huchi esto da bero, i suo occhio a ripres tu vita

ordinaria 'a temperatura non che i pulso tro-vansi ello stat normale. I mughetto che riem piva a sua occa e tutatinente vanito Leo pol dolia pres da se tesso uia bicchierino di vino vec-chio che aveva domundulo. Quindi si e tranquilla mente riposato I medici tornar in verso te oro due pomeridisne Egliri a veni vano per consolare uniso' la adre, pulche credeuun che i sanci ullo osse morio. I medici, mi disse I Frate Di petiore, anno trox ut i mutulo totalmento ua

pilo I Frates iret tore mi disse ancora heri Signor Artus ne suo stupore gli disses qua cosa adunque gli avete saltu prenderes Io gli dissi abassa voce, ggilans it Diretiore, o abbiamo invocato it Beato li ignor Artus risposes in ulcus non Ono mura vigilato.

Iuxta interr 32 proe sol. 208 resp. Rividi assa di frequente i mulato opo a sua

ei di maluitia. Aurei anche voluto che egit si algasse, muri Frate Direttore e la sua ad regii et pro ibi vano, 'ultronde gli si trovava ancora de bole, a rideva era guto, cum chiunque siti ovi benissimo in salute. Prende va i suo nutrimento con Olto gusto, e ma nulla di tutio quello a lui proso gli sece mille. Non mi icordo quanti gloria egii est ne suo letto. So che lesue surge gli rit ornarono restissimo. Il ignor Artus medico dello stabilimento a veile plo erastupit che te surgebitorii assero cosi presto. Nouordino 'altronde alciana specie ibi medii. Non mi icordo 'una anter precisu quanti torni Leopolito attes per passoggiare e per uscire. Haeta interi 9. 33 procera fol. 208 ery respo-ssit: li state Direttore ei disse heri medici avcvano iudicato questa iturigione straordinaria Nous se abbian pronungiato a parot mrracvio. adissero che natural mente i sanctullo non pote vauseire allo stato in cui si troVava. glin emno

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De ulter Miraeuli extremo, etc. 159 assoluta mente convini della morte imminente delmulato La loro convinZione risulta V cred0 silus humkno mota ad n empo alla gravita deli statu generale do habori ncquisset. de malaio e alia natura de male, a quale eracolpilo negli ultimi giorni. aeta interr 3 proe sol. 208 terst rem. Diapo a guarigione, delia quale ho partu tu Leopolis , Tayae, non si e mai agnato di avor nullu di sonii gliunte alia maluitia gi solleria. Non miridoris che gli abbi avulo ulcuna soria 'indisposigione Attuat mente a sua salui e bucina, non ' in tu aleiana raeci della mala ilia che gli ebbe aliora. Iuxta interr 35 Proe sol. 68 terra re..

Non vi e si ala alciana eris ne vertina cauSa a

lurale che o sappia alla utile si possa ultribuiret eam bia mento dicitato di Leopoldo. Ivata intermost. 37 proe . sol. 209 resp. Per tulit i Fratelli e uti gli alii iani che olavevam in que momento ella Casu, a convin-χione si e che a uarigione di copolito Tayacera uia vero miracolo oviat alia intercessione

de Beato iovanni Ballista de a Sallo. suo

fratello ne era assoluta mente convint secondoque cli ei disse egit tesso in uel momento. Da uel repoca in pol la sua adre uir una speciale divogione ut eat Gio vanni Battistu dela Salle. Mi sono reso coni di questu convinetione alle conversagioni che hi tenuio con essi loro. conosci ut i sontimento degli alia iani

dusse ella classe uti espressione di se licita, homi permis di conchiuiseriae, credere essi tulti adun miracolo. Dalr ultra parte io ho isto leunc letiere he i sanciuili scrivevari a loro genitori e dicevano in queste letiere che era stato t- tenui u miracolo ella casu ad intercessione de Beato Giovanni Ballista de a Salle L inser-miere ii quale aveva prestuto te sue cur a mu-

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Pur II. Num. IV.

rat.

lato mi disse: uia miracolo. Quant a me, o

sono assoluta mente convinio, che questo e uia mi-rucolo Considerando lo lato ne quale si tro vavai fundi ullo nolla mali in is mereoldi, eis incumbi amento istantii neu lic si e subitumente prodotio prima di meχχogi orno, concludo che e mira colo. Testis, juisu interr 30 proe fol. 220 tem resp. S eho edendo it sanci ullo in quesio stato disperato it rate Diret lore acco mando piu viva mente ancora i servore elle preghic e delia

aeta inter . I process. fol. 220 ter9. resp. Fuis quesio radisoppiumento diis regii iere chesi attribui se tu uarigione di eo pol do. Questa guarigione di falli avven ne quasi subito opo. ο nosco uel che v veniae, per parte de Frutet Dipello te ii qualeslo narro alia Communita. In quel momento it sanci ullo si Divolse ne suo letto Al- lora 'informiere si v vicino e disse alia in adre di

Leo pol do: il malui si e mosso pro urio deSSO.L'insertulero constat che a temperatura de cor-νο era tornatu ullo stat normale conie ancora ilpulso. Non conosco allei particolari sin ali venula de medici. I medici constalarono a lessacosa, e sui'Ono sor9res est rem umente et ederei sanci ullo in uello lato, po iche veni vano conia persuasione che non o avrebbero tro valo invita. Eglino tessi constata rono chori sanctullo sitro vava in uno stato normale si a por a temperatura, si per i pulso. Do vel ter a rico noscere chei uti sinlomi erano vaniti, po iche dichia raron ache i sanci ullo non ave va pii bisogno di i medii. Lo so dat ne conto che ne soce it patet iret- toro Fu detio 'alira parist heri nedici ave 'uno trovato it sanci ullo uarito. I Signor Artus edendo locitato di copo id non pote aste uersida diste alla presenga de Frate Di potiore cheme o a discrito Ura in cio qualch eos distraordinario. Non vel sors fati una Novena uaeta interr 33 procras fol. 22 tero resp. medici tro varono questa uarigione stra ardinaria. ssi o dic hiarurono a momento in cui vi silaron il malato, e poscia con ' aitestato ho

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De altero iraeuli extremo, etc. 161rilasciuron a Frate Direttore Io credo che gli-n abhiuno riconosciuio come te orgo dolia natura non pote vano produrre questa uarigi0De hist almon eos eho a mi avulso conviene inier Extraordinariam i pretare que che essi hanno deito. glino cos dicarunt medio ipsi giudicarono pol che in disperuZione di causa, egi in ' Π ιionsm non ve Vano rescritto alcula rimedio colanto disperato loro sembrava essere ii mulato. D'ultronde era generale it sentimento che i malato non furebbe uarito coi moggi naturali. Non o se medici anno pronuncialo num di miraculo, mi credo che in sondo egi in hanno considerato questu uarigione coriae uri vero mira colo. Mibaso sulla parota de Dolior rarius dunquo avveniit qualch cosa di straordinario.

egli mi ha sposto Prendo Vii ui di rodo morb'i Vanubruit con de vino. Non in ricordo quanti gloria attese Leopoldo prima di levarsi e di passoggiare. Pochi gloria dupo sua adre o lasci per itornare in

Sua casa, a suo uese eis gli tesso non lardodi andare a ruggiungeria. I stcsso sono stato te stimonio della parturieti di copolito che flavu bone, sebbene gli non avosse ancora riΡ resolutia a presonga de suo Vigore.

I tu interros. . process. sol PS respondit: Non credo che Leopoldo Taya ubbi avulo lamenoma indisposigione opo tu uarigione elluquule' teste partuto. In questo momento i suo stato di salute e eccellente. Non si velle in uialeuia residuo dclla maluitia che a viato. Iuxta interv. 35 proe fol. 222 term resp. Non o dito ire che vi si stata alciana crisi

. o. a. . . . . . dulla intervenit om-

e hecchesias di a genere, Sta rima della gua sis.

rigione, si a momento della uarigione, si immediatamente op ta medesima. Iuxta interr 37 proe fol. 223 resp. Nella Comunita e statu seinpre considerata laguarigione di Leopold Tayac come uia mira colodoviat alia intercessione de Beat de a Salle. Dopo a guarigione almen nella nostra classe,

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lum agno Orunt.

Inutilia orant remo

di pro insanabili

morbo.

no facem in continuare tu novena, in in forma

riguardavano Vera mente come uia miracolo lasanaetione di eo polito. . que che dicevano mac-stri e scolari in ricreagione, si anche negli altrimo menti, ne quali se ne artava. o dilo direche inseriniere era ello flesso sentimonio, 9οiche si aveva da lui a noliχia di molli particolari. Designo particolai monte i Frate Senosonte, ilFratello sacco de Spoleto, i quali anno eduini malato prima e op ta sua sanagione Perconto tu i credo assolutamen te a miraculo amolivo dello stat disperat de malato, delia sua pronta uarigione, e ella dic hiaragione de medici.

che tu medicina cra impotente e conventu accrescere lardore elle preghiere. Era allor ilmoment detrusume speciale delia prima Communila, per conseguenga e re dieci e re quarti.

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De altero iraculi extremo, te. 165 uno di essi. Dichia raron che i sanci ullo era guarito. I Signoro plus odendo it sanctullo disse: Vo avete satio qualch cosa di straordinario. Imedici riconobber che ulti i intomi de male eran a svanili e non rescrissero ulcus rimedio. Disser che i giovane Leopolito non avev biso-gia che di sortis carsi. Io tesso ne momento in cui copolito aveva chiest uia o di rodo, aveva notulo che i suo Occhi avevano ripres illor stato normale.

Iuxta interr 32 proe fol. Og resp. Nulla resto a Leopolis delia maluitia che aveva avulo. 78 Eru sol tanto uniso' obolo. Non pippofesto sue orgo ullatim sod a Subit mente, a gradu tumente, ob bone d una P ' 'dior Vires muniera rapida Leopolito non si algo subitamente. Non mi icordo quatili gloria resto in letto. Pareva anche troppo obole per algarsi. Quandos levo i leti per a prima vultu, cum mino murinseriniere loci stolaeva via Oc a. Prende 'a brο- do e vino, o so che non gli si proscri vcva alcutirimodio. possibile che egii abbia proso altro nutrimento uia i non mi icordo tutio uel loelie gli si ava. Prendeva anche unis a di carne. Iuxta interr 3 proe fol. 45 ery resp. Leopulis Tayuc non e rica luto in alcuna malatii consimile. Ilo uisito dire che ave v uvii tu una risipela, a io tesso non ' ho edulo in

Nullis causis natu- ne si stata Molto meno udito dire ei, in ratibus adscripta sa-guarigion possa essere attribuit a qualch cuia natio. sa naturale.

nione che a uarigione di Leopoliis era in Vero Do a Salis. miraculo ovulo alia intercessione de Beato Gio vanni Battista de a Salle La udre di Leopolito ed i suo patello doardo consideravan anche questa guarigione per uia vero miracolo. Tale eraanche a persuasione de Fratello Inseriniere, dat

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l64 Pars II. Num. IV.udii partare gli alii iani si tale questi ine, a pa-Pecchi maestri me nc anno pariato e tuiti eratio 'accolis ne riconoscere uri miraculo Perque che mi riguarda, O sem pre credulo cheg l questu uarigione era uia miraculo. Axeva isto Alii in eademiso althi malai ne loro est remi momenti, e eglinopoldi Ondition' om ono morti su Diio opo in conseguenga di in

nos mortu sunt . . . . . ... . . . . .

mediata monte ualito e non credo che una simile uurigione possa essere operata, natural- mente alles sopi ut ulto te dichiaragioni che ave

'biecerant m eZZo mano e impotente, non ci perdiam di

fiducia, addoppium te rogi, iere. Per una s lice eoincidengu i Santissimo Sagramento trou vasi spost in quello tesso torno. I patelli pecarons ulla appella per ' fame particolareeome si s sempi' quando it antissimo Sacramento e spOsto. Si accrebbe i servore eli invocare it Beato. personalinente quando io anda pii tardi a sar il mio fame, i era plenodi cons longa, e ripete spess i invocagione alBeato de a Salle. Iuxta intere. I proe fol. 26 resp. II esseti di queste reghiere su che verso leundie anti meridiane locitat de malato su completamen te ambiato Io non in trovava presente in uel momento, a vevo edulo it sanetullo parecchi volt nella attinata, ne passare al-

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De altero iraeuli aetremo, etc. 165lorche tro vavas moribundo e di vovo i vidiverso eZZogiorno. inseriniere mi disse cho lsanci ullo era sempre oriculo sui suo dorso, ei a s Assupino, ne modo cum iu ste8SOT a VcVO 'ni Convorsus xtemplo tronde constat alo. 'in iratio egi si volso sui adolescens agnovit sanco, bicon abbo a sua adre cho trovavasi 'irem, ivi, e domanis da quanto templa vi si tro 'asse. Clites da ore. Informiore attonito sum in laiemperatura de corpo de malato, oro vo chequestu era normalo. II inseriniere non iro vavasi presente ne momento in cui it sanctullo comin-cio a volgersi sui sanco Volsondolo in quollo flai disse: Oh Leopolito e uarito, e subito dop esamino e constat que che o teste cito. Gli Occhi vovano ripres il ον stalo ordinario. Non mi te ordo se Leopolito mi pari quando lovidi i stosso. Non credo di averto interrogalo. subito si sparse a notieti chesi sanciuil era guarito, eis io era ullo inles a quesio Densiero. NO ringi aetiam in il Beato. medici loriis rono verso e due pomeridiane. Venivan piutiost per consolare a madre is ilFrate Direliore che per sollevare Planciuilo cheessi avevano abbata donato. Quando entraron a sutor detio Leopold sl orma meglio Eglin ri-

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Lasiantur omnefido sanatione.

466 Pars II. Num. IV. Tulli ella casa ei abbando nummo a sensi di glo-ja e di rico nosce laga. Fia telegra fato a Frule visitatore cum rho detio. Ne gloria seguente dibuo mullino su celebrata una Messu in rendimento di rugie. Non vi e lata a tanta alle-groZZa e tanto lancio quanto in que gloria per cantare ii cuntic de Beato. Iuxta in terr 32 proe DL 265 ter respond. Non o osservulo no sanci ullo at cuna traceia dolia sua mula ilia opo tu uarigione, delia qualelio pariato Ripres le suo orge mollo presto. Si levo pochi gloria dopo di ello, mi in non ricordo in qua giorno. gli prendova rodo e vino e tu sui in adro e gli informieri constat arono clienon a que che prende va gli sacci a male , eche cio non gli agio nava leuia accidente, ne i torno delia obhro. I sanci ullo non provo di amminare subito opo a suu guarigione, po iche non si algo immediata monte opo. o mi icordo quale epoca it sanci ullo com incio ad scire. Iuxta interi . 33 proe fol. 265 ter9. resp. medici consideraron questa uarigione comestra ordinaria e to anno constulato negli allestalida lor pilasciati. I Signor Artus disse: Non sono i nostri rime dii h lo anno guarito. I medici ave vano rico

nosci ut o alciani segni di morte prossimi , e non pote 'an tro Vare cosa naturale, he ulloci sosse sua nil si presto. on O se pronuncia Ponota parota di mira colo, a uel cli essi dice vano era quasi requivalente. Si che i Sig. Aptus di ceva nisi Orno: vidente mente no flessi non possiam a dire che si uti miracolo convione lasciar partore a Chiesu, a no non possi amospiegare a cosa a no stessi. Iuxta interros. 34 procera fol. 66 respondit: So cho dupo a sua laurigione eo polito a-yuc non e rica luto ella tessa maluitia, ne in al-cut 'altra consimile mala ilia. Non o uisito direche gli abbi avulo indisposigione opis a gua -- pigione deli quale o teste pariato. In quest οmomento egi gode 'una eccellente salute Ierian cor mi dice va sono i primo ella ginnastica

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De altero iraeuli aetremo, etc. 167so 'albero diritio ulla barra fissu lo che non

possono sure i inici cameratu, c non o uisito dire che restassem menomo vestigio doli malattiu. Iuxta interr 35 proe fol. 66 toro resp. Non vi si ulcuna crisi, ne alcula causa naturu'le ulla quale tu sui glaurigione potesse essere ut' iri huita. Iuxta in terr 36 proe fol. 66 ter9. respond. Tuti te preghiere che si recituVunia vcvano per scopo 'invocare ii Beuto. Se dicevano te invocaetioni o 'Αve Maria era per vero sol mole di preghiero, a non si avova ultro pensior in mente che 'invocare ei implorure iniercessione de Beato Lois polche si in onore de Beato che era lata ordinata a Novena, non si spo- nevano che te Reliqui de Beato Per quo chem riguarda, o avulo 'in lenχione di rivolgermiunicamente a Beato nolle regi, iere cli sono state a me salte eis in uel momento tesso non si pensava ella Communita cheis ricorrere alia intercessione de Beato. uria interr 3 proe sol. 267 resp. Tulle te persone elli casa considerano questa marigione cum vn miracolo Ovut ulla inter g 89. cessione de Beato Come Procuratore ho v ut miraculum B. Dol'occasione di edere pupecchi genitor i qualibi δ' sau omns conieDPVan questa glaurigione eo me uia miraeolo so- -R-n' tono condo a narragione che loro eru statu satia agit

consideravan tu sua guurigione come uia miru- colo. Tulli i Fratelli ave vano locitesso modo di Pensare, Ome ancora gli alii iani e non vi era asaro altro che sentire 'inno de Beato per com- prendere in qua muniera ne ossero penetrati. In

breve tuli quelli che mi anno pariat di questa

guarigione hanno ella medesima riconosci ut un

lat che trovisi Dello stato in cui io ho ediato Leopoldo e cheri medici anno pedito guariscad'una anter cos pronia, e cos istantanea soneta n Oprannaturale intervento.

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