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quelli deIIa barea fluctuante. Di essa alli tre di Aprile I 557.
Mandovi la memoria delle medaglie che mi maneano, se quale una vi viene per Ie mani mandat
Tullo di V. S. Antonio Agostino .
ecceto It fasti, che ritiene Padre Ottavio, vi ho mandato per mulatieri a Bologna at p. m. Gulielmo in una casse ita condenate in tre baiochi la libra, colquinternodi carta regale, e con tre volumi fel mio Varrone, per chh possiate donar quale uno a vostri amici Le vie non son troppo sicure , pure mi h parsσPoterie mandare a non minor risico di quello elis in questa citia patimo. Le vostre med agite di solsis arrivarono salve; e Μ. Pyrrho Ie vid de e Iesse levostre lettere , ma penso che non vi rispondera pi namente, perchh nelli suoi libri Tende conto di tutio Ie cose possibili ad un par suo. In questi di si h let-to un libretto di questa materia d' un vostro parmi-giano Aenea Vico, che mostra aversi assaticato assai in torno queste cose; benchh Iaseia molte coseehe potria dir meglio delle medaglie greehe e deIIo consulari, e deIli roversi piu copiosamente; spectab
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mente delle provincie, e delle virili, e altri Iuoglii eomuni ec. quod dant accipimus. II Quieto ε iIMacriano ci su nuovo. Le attre sono assat comuni,
ma difficile ad intenderie: pur la med agita di P. JERVA dimostra it modo di suffragj; li si vede ilponte, si vede Purna, si v ede colui, che butta Iasua pallota in essa. Forse qualcun Licinio o Cocceio Nerua sece qualche legge sopra i suffragj, come Mario e altri. La Medaglia det uomo armato conun tropheo appresso in alcune mie ha queste lettere C. M. A. sorse signifiea li trophei di C. Mario eo αqualche statua di esso Mario restituita da Cesare, come dice Dione, e Suetonio, e Plutarcho; e avertite a la testa della med agIta che e simile a certe attre di Cesari, die o delia famiglia, come di L. Cesare, e Sex Cesare, e Q. Thermo, solio ii quale ebbe laeivica cesare. Quella deL. Censor. io interpreto di L. Censorino di famiglia Marcia; il roverso non iu- tendo; par che si a uti colosso. Quella de Q. Cassio eon I aquila e sulmine lituo e vaso dimostra fosso Flamine Diale. Si trova un'altra di C. Cassio con
Ilino e vaso simile con lettere Lentul. Spint. son segni di auguri e Ponte fici, come Paquila e it fulmine di Giove. La med agita di LONGIN. d' uno simile di questi cassj che mette odori neli ara . Vale IG.
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aon Venute bene: e quanto alla acerbita di M. Pyrrho hisogna patire Ie imperseetioni deIli compagni, non son tuiti galant uomini, nh in tui te te cose quelli, che son reputati tali. II Q. Iter. Etrusc. credo che dicae i nel fasso sorse di Spagna. Penso che mi dimenti-eai di die hiarat Ia med agita di CN. Plancio Aed. Cur. Per esser troppo chiara a chi legge rorazionadi Cicerone pro eodem , dovo si Vede esser nomo novo e basso di presectura it primo aedilicio di suo sangue. Penso che si a la testa di Diana e ii ro vescio delia sua pharetra e arco e di un cervo o caprio, forse per te venagioni che di ede nella sua Aedilita. Ieri mi ven nero alle mani te piu gosse medaglie chesi vedano, pur trovai di buo no a cuni imperatori greci mai Piu visti da me, un Isaacio, un Manuele
rin Leone e Alessandro insieme, un Costantino, eZoe, uri Romano, tin Leone da per se, un Anastasio di brongo, uti Mauricio Tiberio. Non vi posso dir altro in questa. Αddio Padre . In Roma alii a 4
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Ite verendo Padre earissimo. Gia mi sate desiderare Ie vostre lettere,e dubito non state partito a Verona. Li sasti nostri revisti eou diligenaa dat Padre Ottavio ho consegnato a M. Malchione Agente dei Cardinat vostro, ii quale ve li mandera senza spesa :Una cosa vi voglio avvertire, cheso i' avrete carissima. II predetto P. Ottavio si h persuaso, che Verrio Flacco sta stato autore e eompositore di questi iasti, e se condo ii luogo dove furori trovati, e seeon-do i tempi che su Verrio, e te altre particularith diesso e di essi h molto verisimile opinione; ed h son- data uelle parole di Suetonio Tranquillo uelle vite dei Grammatici, dove parta di esso Verrio. Sola-
meu te contradice una Parola nei libri stampati, per- the scritti a penna non troviamo, e sarete bene ad
nsar diligenaa di cerearli ed averΙi. Le parole sonqueste. Statuam habet Praeneste in inferiore fori parte contra hemicyclum in quo fastos α se ordis natos O marmoreo parieti incisos publicarat. La pa-
rota Praeneste vogliamo torre ad Ogni modo, e in ve-ee di essa scriver pro Vesta secondo . P. Ottavio ov- vero pro acde Vestoe , O prope aedem Vesta secondo it Faerno, ovvero pedestrem secondo me. Facendocosi, abbiamo Pautore de' fasti e la forma detred scio, che in hemieydo, e non Iano Pervio, comae
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263 altri pensano. Non ei par verisimila, che uua talopera restasse in obblivione di tuiti autori, ne
che si faeesse suor di Roma; in inferiore fori parte non ci aecadeva a dir di preneste, ma hastava dirin foro. Intender di fasti di giorni nonh verissimile, essendo gia in Roma da Cesace ben ordinati, ed inpreneste molli anni avanti secondo che mi par avertet to sorse in Ovidio e Macrobio . Pensaieci uti poco Padre, ed aggiungete nn hel capitolo a1 vostro commentario . Messer Pyrrho contradice quanto puo a questa opinione, perchε pensa perder , OV vero POrtar pericolo nella opinione det foro, e dice trovat
si in Palestri queli' hemicyclo, ed la base dolia Statua con te patote di fasti ae quali par aggluvieda lui c. Questa lite e suotl di Rota , ma dubiti a
mo si sarh un processo grande sopra. Se sarete o-gioso, vi manderemo a Palestrina a veriscar queste
opinioni. Io mi ricordo di nn certo peΣxo di fastiton certi magistrati municipali , e non si dice dovaliano trovati, se Messer Pyrrho mostra che stiano dipalestrina, penso cheii daremo sententa in favore.
In un libro di molle iseligioni ho trovato 1' epi in gramma inis aseritio, ii quale penso sta falsor rate
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Addio. Di Roma alii XXII di Maggio dei LVII.
Tullo vostro lint. A. Parmae in ecclesia S. Alexandri σὶ D. N. Imp. Caes. FI. Constantino P. F. Victori Aug. Pon. Max. Trib. Ρot. XXIII. Imp. XXII. Cos. VII. P. P. Procos. Rer. Humanar. Opt. Principi Divi Constant. Filio B. R. P. Nato. v III. Reverendo Padre amatissimo. Ηo ricevulo 1
vostra di a I. dei passato colle med agite tuite nette e galante. Il Pescennio mi su carissimo per esserta lito raro, e non ho Visto, se non uri altro, uel quale die eva NIGER lVS AUG. In questu mio, an Zi Tostro, non si v ede traii G. ., e l'Α. alo una lettera, henche sono state. Se M. Hannibal n'avesse qualcu-no, salemi intendere se dice cosi, o v vero Niger Pius, com'io penso che debba dire. II valeriano giovane col nome di Licinio Salonino mi fu auehecaro. Ie attre aveva, ma non cosi net te e belle. Tanto che vi ringragio assai, ed a1 S. Caro det dono .
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Serivendo questa mi capith I'altra vostra di 28. violle tre med agite di piombo. It Gordiano Africanoa studiato inio e ii vec clito p adre deu'auro Africano ed avo det giovinet to comane, h una rara med a-glia. Io Ie ho tui te ire di hrongo. Il Quieto e Maeriano ho cari sinche Ii veda antichir rioseon bene cosi eo me late; ma penso che in v chiscolio presto e ri frustano facilitiente. Quanto alle Dive e Divi lamia lista fati a sopra uno scaria saccio mio riesce in
alc uni simile alia vostra, in alcuni h disettiva, in altri si trova qualcite cosa di piu. Nelle Dive Mariniana, due Faustine , e Sabina convenimo: ma io non Diva Iulia Moesa ne Diva Matidia, la quale scri vcte Mattidia neptis Trajani; ho bene Matidia Divae Marcianae filia, e voi. te Marciana sorella di Trajano: io credo che vi in ganniate in tui te due, trovati dosi un'inserietione tra Capua e Minturno cosi fatia. Matidiae Iug. m. Di scie Marcianae Aug. Nepti Dipae Sabinae Aug. Sorori p. Antonini Aug. Pii P. P. Materterae ranturnenses, ed in Capua un'altra Matidiae Aug. 6. Diapae Sabinae Sorori mp. Antonini Aug. Pii P. P. Materterae Inuessani ; Ie quali iscrigioni leggendole attenta mente hanno qualche diis culta e contradigione, se non te salvano con ad otiioni; perche come e
Natidia nepote, e figliuola di Marciana' e di qualAugusto h figliuola' Io credo che Adciano te faces
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via, ma credo bene aver in rovesei DIVA AVIV-GUSTA , eredo di Augusto e di Galba. Avete la--iato DIVA IULIA Divi Titi Filia e Diva Pauli
na, credo sorella di Adriano. Nelli Divi convenimo. in Iulio, Augusto, Vespasiano, Tito, Nerva, Traja no, Adriano, Pio, Marco, L. Vero, Comodo, valeriano, Cesare, Claudio, Costantio padre di Lostantino. Per libri credo ancora di TI. claudio, ehoe per mangiar boleti ando in e telo, e Seneca gli sa Ia s sta. Credesi anche deII altro Tiberio, pur vederevoi. Di Pertinace, Severo, Caracalla, tre Gordiani, Valeriano, Aureliano, e Diocletiano, e Costantino. non niente. Avete Iasciato un figli uolo di Nerone; non so se det to Divus Domitius, so che gu anno Ia festa Meser Achille, e mastro Paolo, ed umio Divo Romolo figliuolo di Maxentio , dol quale
ho una medaglia rarissima di brongo, che dice costi
Η aneora un altro incognito DIVO NIGRINIANO ieereate voi chi sta , par det tempo di Diocletiano. Aneora lasciate Divo Maximiano, credo it primo. Dello tibio vi saro copiar un discorso, ebe secimolli di sono per uso mio. Vi mandero ancora queis te epistole de' papi nella dissensione di Liberio edaliri. Ho molio a caro saper deIli fasti trechi, ε
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non so come mi scappassero delle mani; avendoli copiati, mandateli per via sicura. Quanto at fasticapitolini mi place Ia cosa di Verrio Flaceo, e non credo quello che dite fossero scritii avanti Augusto. II rader ii nome di M. Antonio su satio a P sta, come nelli libri di fasti saeevano, e Cicerone
voleva persuader si facesse contra Gabinio, e Pis ne, se M. Catone non avesse contradetto. La mogliedi Nerva non so quat Asse: della madre si tro vaquella inserisione in casa di Alessandro Rufino. Sergiae La enatis F. Plautulae matri IN. μπω e esaris Aug. che Paulina lasse sorella di Hadrἱano si vede in questa inseriaione a Fondi.
Dei viaggio vostro, e del-Ia spetatione di Cardinali inatam Pa mi piace. Potresti saron'additione bella di tuiti Cardinali fatii prigione, OV
lol Di queste uena Prelationi. Domina
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I68 Synodo generali sollecitate. Addio Padre. Di Romaalli V. di Gino tio del LVIII. Ι vostri fasti aurete con certi argenti det Cardi
Iteverendo Padre amicissimo. Seguendo 1'ordine di vostra lettera, it Ρescennio mi h tanto pili caro, quanto ε Piu raro, e tanto piu ve ne resto ob-bligato . Del Niger Pius fiamo d'aeordo. Quanto agit figliuoli e nipoti di Valeriano , mi place la opinion vostra , e si conserma per autori, eongi ungendoli tuiti insteme , di modo che avremo tre Valeriani, uti vecchio Augusto e Divo padre di Gallieno, un gio vane Cesare, e angi sorse Augusto statello di Gallieno, it tergo ii nepote Salonino Cesare Divo. Auremo ancora due Gallieni uri Augusto. e un Cesare suo figliuolo. II vecchio Valeriano e dGallieno Augusto li ho in argento e brongo: il Divo Cesare l'ebbi da voi in due med agite una moderna I altra antica. II Valeriano fratello di Gallieno creodo averto in bronzo greco, e sorse in argento latino , Perclih avendo te lettere det Padre ha ii volto di
