Antonii Augustini archiepiscopi Tarraconensis Epistolae Latinae et Italicae nunc primum editae a Joanne Andresio

발행: 1804년

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Io ave va uti altra medaglia di giovane con ques te Iettere in argento P. C, L. Valerianus N. Caes. a tergo Pietas Aug; o Augg. che non si vede bene;

non so se si a it fratello, ovvero ii figli uolo di Gallieno. Tulli si dicono Licinij, Salonini solamente lifigliuoli di Gallieno. M a CorneIij voi scrivete cliet ulti, io mi pensava che solamente i figliuoli di co

nelia Salonina. Aurelii nonii trovo nominati; mavi credo per non cercario. Diva Mariniana sola sivede in genitivo Divae Marinianae) per congiunger bene con cratio) come se 1i piu antichi aves

sero errato dicendo Diuus Pius e Divo Pio Consecratio . Questa credo che sia moglie di Valeriano, perchh ho una medagliazga mattonda tutia simile a Valeriano v eechio; ho pol attre pic cole d'essa, comesi tro vano di Gallieno grandi e picole, e di Salonina, cosi mi pare sar questo parent ad O. Barbia Orbiana bene hh sosse in tempo di due Augusti secondo i roversi, mi pare pili antica. Diva Ρaulina dubito che non sta piu moderna, che dei tempo di Adriano. Una Iulia Paula si maritaris volentieri, par

deI tempo di Gordiani. Un' altra Magna Urbica edopo Probo . Nelli divi non correte a furia; per-chh nel eodice di Giustiniano e di Theodosio e neIIe Novelle si trovaranno molli; it Martiano sa Divo Numeriano in una inscrigione. ΙΙ figli uolo di Nerone eredo cancella remo, e Io Laremo figliuolo di Do-

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27 mittano detis Domitiano eome iI padre e soluesa di

Domitia, e ho antori Suetonio e Stazio, come vedein rete neue parole elie vi mando, ed ho visio duo med agite, dove e un pultivo sopra un tondo di stella con eerte lettere che vi manderb. Dalle parolodi Statio si aggiunge la sorella di Domitiano credos se deita Domitilla, e non fu Augusta, angi mori prima che 'i piare fosse imperatore, ma Domitiano Ia consecro molli anni dopo per capriecto. Il Divo

Nigriniano mi pare giovanetto figliuolo di qualcho imperator fallito, det tempo di Gallieno fino a Di

eletiano. Dubitava non lasse qualehe Nigrino de Item po di Giuliano Apostata, ehe di se Aquilegia. e su pia brugiato; ma non taceria Ammiano questa

Nigrino sa in tempo di Adriano amazato Per eou-giuratione. Il Divo Maximiano vi dara da sar perquelle lettere S ΕΝ FORT IMp. se non intendete Seniori Forti simo Imperatori, ehenchhs' appic se non laseth di andar in elelo, come andis Gordiano ii veeehio; at maneo andarono in aria tuiti due . Non consento che Diocletiano sosse ii primo de privati consecrati perchh Antonio su molio inanti, equel puto di Domitiano, e attre lammine Mai. Maneo mi piaeo che it Diuo Claudio, che si trova, sta I Claudio deI boleto, perche la med asia mostra esser de' tempi bassi, e in tempo di constantino sor-

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ae renovata per memoria det suo progenitore . Della Diva Marciana mi place quanto serivete. Le Iistede' Divi eo a te lettere di med agite forse te saro que sto Inese, perchh adesso h la furia delle Rote ulti- me. Delle tibie vi mando quello che notat parecchidi sono per memoriar si potra cavar di quelli autoricitati quale he costruito che vi piaccia. Vi mando ancora la sottoscritione di tre holle antiche prodotisto in uti registro. Del libro di Symmacho non sap.

Tullo vostro Antonio Agostino.

Reverendo Padre. Dubito, che non aia smarrita

una iunga lettera mia con molli capi e eopie, Pe chh ricevendo Ia vostra delli a a det passato non ste niente; ma potra essere, ehe quei medesimo glor-no o poco innanhi Ia scrivessi io, e mi par che staun Iunshissimo tempo seeondo che desidero e he vi capiti nelle inani e secondo elie son intorniato edintonato con registri ed insormanti con pili rumore, ehe nella Mecaria it sabbato sanio. Delle triba mi spediseo in due parole, rimandandovi Ia Vostra P Ilaga. mutando solamente uella Falerina e Vellina la

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superfluita d'un I e d uti L. Horazio clii ara mentenisce in verso ille Velina: e cost di: necessita va per uti L. ΙΙ Falerna h coniet tura det Padre Otavio, purdubito che siano popoli Falerj de' quali si dicesse , e Iosepho Greco scrive Falerina. D'altro canto ilvino Falerno si dice. La Veturia e per fassi e per Cicerone e Livio h ehiara Bisogna dunque toglier una, e questa a giudietio di P. Ottavio si a la Popillia, pcretio puo esseria medesinia conla Ρoblilia, comedi Poplicola si sa Ρublicola, ed ha pochi autori e fassi. Dei Ie colonie suor d'Italia vi mando quello, obsaVeva notato, Pur mi rimetto alia vostra diligengatho inteso che sia un uomo dotio che presto mande xa mora de coloniis O municipiis, potra essere clievoi state suo agiutante di camera.

Delli Divi e Dive vi mancano pareechi etiamnella seconda lista. Andate adagio, e non corret in fretia dice un certo madrigate, che vi cauta M. Angelo Massarello nella materia di Cardinali; maesso sara come M. Frances eo Bini ed altri, di qualidice ii Card. di Medici ai Faerno mandate fuora queste vostre fatiche, perchh uti di morrete colla semenZa in corpo , vos autem non. Αυio Padre ga

Iante. In Roma alii tre di Luglio dei LVII.

Iutto vostro A. Diuiligis by Corale

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Itove efndo Padre amicissimo. In un registro vec-chio era per coperta it sine d'una Bolla di Alessan. dro II, come v edete . Credo che vi sarii cara inter alia per quel ΒΕΝΕ , che penso fosse di mano dei

Cancelier, ed in suo luogo successe quella nota B L nelle ali re per dinotar esser vista e conserita estar bene. IIo ricevulo Ia vostra dita det passatodove rispondete a quella mi a di dia. Io non vi diro altro, avendo satis satio con un altra alte cose delle colonie e delle tribu . Nelli divi credo aver trovato non so the di piu , ma non h in ordine adesso Μandero at S. Caro la med a gli a d 'argento di Nerone, ma que Ita di Caligula noli posso. Padre Ottavio sitrova in chiodato colla sua gamba; mi sa ricere artuiti gli eclissi dei sole avanti it primo bello punis

eo in amori latini e greci. Se vi govviene d'alcunt, vi reste remo obbligati, ed importerii ancora a vois aper Ia causa perchesi cercano. Quella Magna urbica dubito, che si a Magnentia perche nelle med agited 1-

que pili plene, e state fauo. Di Roma ut supra. . Tatio vostro Ant. A. Diuitiam by Cooste

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aer. cbe io ho visio, e dei impp. det codiee Τεod siano. Nella Poppaea vi falli Ia memoria, perch. in Taeito lib. XV si consecra la figliuola, e la ma-dre neI XVI morta, e lodata tamquam parens D vae. Mandovi ancora la Medaglia di Nerone per il

S. Caro, se non e quat merita , non resta altra mi-gliore appresso di me. Non so come siete chiarodelle Olimpiadi. e dei gloruo, ehe si lac evano; sohene, ehe mel domaridas te una volt a con grande instantia. Ora a caso trovo in Plutarco nella vita di Alessandro uu hel luogo; ma avvertite, chenei greco dice attramente, che net tradotio I natus

est Alexander circα Idus Iugusti

dice come ad un tempo medesimo verine Ia na

Va dei parto, e delia vittoria Olimpie a a Philip.

po, la quat eosa scrive Iustino, benehh non dicaquai giorno susse, h verisimile . ehe due nove talisossero date prestissimo. Fu questo neli Olymp. CVIan. I. in Erodoto, e Livio, e Censorino si dice, chelasse netr estate: questo luogo mi pare molio piuchiaro. Se non vi h nuovo, pioiate it mio buon animo di comptaservi. Aveva questi giorni ia ma

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ko it Zonara dei Card. de Carpi per veder te cose avanti I' imperatori che tradusse M. Benedet toΕggio. Ee vi jer mi vien dato in Mampa di Basi Iea greco e latino tutio; farete guadagno in alc uni imperatori bassi. Eggio resta eou un palmo di naso. P. Ottavio muta di opinione nella sun dagione di

Roma ,soleva tener eon Attico, pol eon Livio, ora tie- ne eo1 Pittor. Non ho altro elie dirui se non che laxaeeomandagioni vostre di Iitiganti saranno appresso di me care secondo la giustigia che aVranno essi.

alete. In Roma alli XVII di Luglio deI LVII.

Tullo vostro Ant. A.

XIII. R everendo Padre earissimo. Εbbi Ia vostra di

XIII, e Iodo iΙ vostro discorso e consigito uel Pu Niear te cose che avete ben digeste, ed ogni di s rete a tempo di corregger gli errori. M. Angelo, ed altri, che vi consigliano ii contrario, si muovouo Per troppo amor che vi portano, credendo, che conquesta tarditii saranno. te cose vostre pili net te.

DeΙla Tribu Veturia h in Livio lib. a 6 pag. I 36 Basil. dove molli Iibri Ieggono prestogati Ma centuria Iuniorum; li pis antichi, ed anche quelli det Sigonio Fanno praerogatis a Veturia iuniorum , e significa Ia

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Centuria cosi ehiamata per esser delli Iuniori delia Tribis Veturia della prima classe; cos, dove dice Centuria Seniorum v uol dir Veturia Seniorum e significa la Centuria, che constava delli Seniori della Tribu Veturia della prima classe, alia quale sola classe ioccava la prerogativa. Cosi in altro luogodiee Galeria Iunior. ed in altro Aniensis Iuniorum, henchh si vede stampato in Livio lib. a . pag. 83- cum sors Praerogatμα ante juniorum exisset; io leg-go Aniensis Iuniorum exisset, pereste quel Io ANTE h superfluo in quel Iuogo, e la Τribu AΝ o vero ANIE dimostra Ia causa den errore, e la istoria staper eccellen ga. Veturia si trova in fassi assai, verbigragia in Hispello Sex. Calpurnius. Sex. F. Ucturia. Quinctianus . In altri luoghi raccolli da M. Ρyrrho C. Cassius C F. Vet. Modestinus Oc. Sex. Apu-sius Sex. F. Vet. Baebius Volscib. Latin. Oc. DeIIa Popillia e Publilia che si ano dae tribli son con voi, come sono due famiglie, ma trovandosi tante attreolire te 35, ci pare non far ingluria ad ale una diqueste a lasciaria pili presto alie altra .

Del giorno de' ludi Olympici padre Ottavio hatrovato meglio di quello che vi scrissi ne Ili eo in mentarj di Pindaro, e credo veΓabbia egit comunieato. Quelli P. P. in quella inscrigione di C. Saturio non so interpretare, ne mi place la interpretaetione di padre Ottavio, che v uole che si a Provincia Pra-Diuitiam by Cooste

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ν 277νidis, come si v ede in Is pagna P. P. H. C. per diro Praeses Proυinciae mmaniae Citerioris , cosi Picentis P. Ρ. per dir Picentispropinciam . Io dico chonon sii mai preside provinciae Picentis che io sappia; corrector Piceni si hene, nh quando fosse, saria chia-Inato e scritio cosi. Non trovo Pero meglio: guar- date bene non sta errore , e quelle lettere non si a nod'altra riga , ou vero attre . Delle sorelle di Augusto non trovo altro se non

quello, che dite voi, che Pana si marito con Marcello, e pol con M. Antonio, ed ebbe figliuoli diluit idue, pol mori, secondo Suetonio essendo Augusto di 54 anni, e non dice det I altra sorella niente: Dubito che morisse molio gio vinetia tuanzi Ι' imperio di Augusto. Ρur cercaro ancora.

Delli Divi serissi neli altra: ho trovato pol in fassi Divo Constantio padro di Constantino, e Divo

Valente in uri altro.

La patria mia h Zaragoga capo dei rea me di Ar gona. Fu colonia di Romani satia da Augusto Ces re, e da lui prese ii nonae di Caesaraugusta, prima deita Salduba secondo Plinio; it citi adino si dice

Caesaraugustanus e non Caesaraugustensis, comemi chlanili M. Lelio in un suo libretto. Se io sussi Papa, che Dio non voglia , diriano, che Augusto la--. scio figlinoli in quel luogo miei progenitori. Hora. Diis son poVer uomo, diranno che discendo da ia*

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raeeomando, e dei negogio Gerundense non c'. r sposta. Addio padre. Di Roma a a . di Luglio 1557. Tullo vostro A. A.

XIV. Reverεndo Padre eatissimo. Ebbi Pultima partaede' miei fasti greci, e te vostre lettere di XII, e di

XX. Ilo a earo che it BENE vi lasse tanto caro, dubito e he alcuni non to intendendo abbian Latio iueilia Beate, ed altri Benedictus. In quella Bolla non erano nomi di cardinali, era solamente di darit pallio ad uti arciveseovo di Ragusa, se heri me nericordo. La questione deu'equo pubialeo, e dei ex V. Decuriis, non h molto facile; pur si trova in Varrone de lingua latina esser equo publico n stipendio di mille assi, non saprei dire, se sidava oscanno, ovvero Ogni volta, che andava in campo, a equite Ro. per comperar uri cavallo, o per eumulo dei stipendio equestre, it quale era Ogni di trent aassi; questo si cava di due Iuogbi di Livio e Tacito Si trova aneora in Livio adimere equum Publicum, O equo PriMato merere, G equum pendere jubere- Tornando a capo nella inscritione, quando dice equo publico, mairca donatus, la quat sormula . usitata,

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