Antonii Augustini archiepiscopi Tarraconensis Epistolae Latinae et Italicae nunc primum editae a Joanne Andresio

발행: 1804년

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e dimostra emer non solamente equite R., ma an ra delle Iaage speggate. Quelli ex V. Decuriis significa esser giudice ex quinque decuriis Iudicum , neu te quali si eomputavano uomini di certa et a e ric-ehe a e boni a sinet nota. Vedete Suetonio e Plinio, ehe troverete Augusto aver fatio la quarta Decuria e C. Caligula Ia quinta . La stampa vostra mi par troppo minuta e molio georretia; pur quando sarx finita, star, bene ogni cosa. Vedero volentieti i 1

hri de' cardiniat, ma stiplite voi iΙ resto. M. Benea det to dice non saper altro della moglis di Nerva . Del Divo Domitiano Cesare si ricorda della med glia, ma non delle attre lettere, nh di Diva Domitia sa cosa alcuna. Padre Ottavio vi acrisse mereordi, ora lavora intorno a con ontar Ie eose di

Romani avanti Pyrrho colle greche, e Va vagando tra Pittor e Varrone net risolversi degli anni ab V. c. Il Nerone ho mandato. Addio per ora. D. R. II.

te che domandate nella vostra delii a 6 detraliro, Duhh ἱ librari vi servono bene , potete comParar

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in Venetia stam pato in Basilea I 55a dat Frobent oeon questo titulo Notitia utraque tum Orientis tum Occidentis, ed Alcialia Libellus de Magistratibus. Loeotonie dei libro di Maseo di Antonino non son piliche net stam pato. Si trova pero an libro di Frontino de Coloniis assai guasto, net quale non credoehe aia cosa d'importa ueta ili quelle extra Italiam; cercherh do vo . , che penso l',bbia it Faerno, e via vvisarb a pleno. Dei libro di Patriarchi vi ringra-xio quanto faria at vostro patron se mi sacesse patria relia di Hierusalem. L'andata in Avigno ne non potra se non gio Varalla curiosita e diligenEa vostra e nostra. Ric Ordate vi di xulte te epistole di Papi antie hi, o di conci

Iii generali e provinciali tener ne conto, quanti libri, e do e si trovano, e se trovate libri di collegione di decreti come di Broeardo, ed Ivone, e GraZiano, e Sidi decretali di piu antie he eompilationi che di Gregorio I x. Item libri di legii avanti Giusti aiano, come saria di Ulpiano, Paulo, Cato , Papiniano , pere his

credo certo si tro vano in parecchi luoghi. Diva Poppaea e la figliuola seneta dubbio, e non la mogliedi Nerone. I vostri fasti trovaret e con gli argenti mandati al C4rdinale, non crodo che si perdano It argenti, ma che si s mentichino dei volume di fasti, se uoi non usa te diligeneta in recuperarii, ed oggi misa intender Malchione eve son giunt i, Le cose di

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28 IPadre Ottavio non stanno ancora a martello in quello, che vi scrissi di Pittore, ed altri, quando sararisoluto, vi avulseremo. Non altro per ora. Baciat ele mani at Cardinat vostro. In Roma hor Bab. alii VII. di Asosto I 557.

Vostro A. A. XVI. adre carissimo. In angi clie risponda alla vostra ultima ed alia questione spagnota de' grandi, ho da dirui due o tre cose prima dei BENE che no stabene quanto vi scrissi prima, ma vi sara caro que .lo ch'io vi dirb. Quel registro dove era quella bolla di Alex. II, di che vi scrissi, era cusito con essa, e ii quinterni e cusitura occupa vano una parte dei sigillo e diquello elie seguiva dopo it Bene. ora rho fatio di- cusire, e trovo che dice deli altro canto ali incontro dei ΒΕΝΕ: VALETE. E le lettere dei sigillo,

che vi mandat moetete, sono ii ueste. Exalta Uit me Deus in Oirtute brachii sui. Vedete quanto importait veder te cose con diligeneta, quel Bene io crede-va, che lasse lettera dei cancelliere, e come elie ap-

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reeehie sint ex ioni di leni imperiali etiam gre-ehe si leggono certe parole amorevoli in Latino, penso Assero di mano deli Imperatore. Nel primo libro det eodice di Giustiniano c' h una epistola a papa Giovanni nel fine delia quale c'. Ia subscriaptione tale: Deitas te conserpet Per multos annos sancte ac religiosissime Pater. Nelle novelle e neIIi concilj se ne trovano d' attre. Vedete dunque se nelle eopte delle sottos crizioni di bolle si trova questo Beneoriete in cilia, e sorse in due cilae. Av- vertite ancora che in questa holla non erano go a eritioni di cardinali, perche si vede it segno d ve sti attaeeato it piombo. cosx altra eosa ho considerato, elle it cancellier soli crive a nomedeu' Ariseivescovo di Colonia, e mi pare aver intego che latre eletiori deli'Impero siano cancel Iieri d Italia, Germania, e Franga. Forse quello di Colonia erad'Italia, ma io credeva esser Ioro cancellieri dλII imperio; pur pensateci, e se sorse si dicono ora in Roma Ii vicecancellieri per esser locotenenti di eo Ivi di colonia. Quanti pensieri vi metto uel caputeio; state saldo. Nelle Dive Iasciate Di Angerona delia quale c' e la festa appresso Natale segnata nes-li disti di Maseo eos, DIV. e M. Paolo Manugio nostro stam pando it Kalendario predetto D una galante interpretaetione indegna di tui, dicendo esser la se-sta di Divo Iulio: vadete Ii granchielie si pigit n.

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eorrendo a suria, sateli di graetia un poeo di rumoeattorno da parte mia, e legga it primo di Maero-hio , e trover, quella Diva Angerona in quel dimedesimo, ela causa perchε si celebra, ed ait rebaje, dieevasi Dipalia e Angeronalia secondo vasexone, e Macrobio. Vorrei saper da voi. pere Eh co- stet si dica Diva, non Acca Larentia, e certe altre. La terga eosa, che vi ho da dire o, come in Frontino de Coloniis non e'h niente di quelle extra Italiam. Vengo dunque alli Grandi: e dovete saper, chennite hissima mente, ehe appresso noi vuot dire dat Setteeento ecinquanta fino at I 35o nonc' hmem

ria di grandi, ma sibbene di conti, e ricchi uomis ni , ii qualidopo Ia persona dei Te e regina, e de-gli insanti figliuoli det re erano i primi uella cortee net regno. Questa preminenga si ereditava non sola mente dalli primogeniti, come ora, ma ancora datuttii figliuoli e posteri, come fa nella casa di Larae di Castro , dove tre fratelli erano ehiamati tuiti eonti, e tuiti ricchi uomini; e mi pare, ehe quellitolo di conte era piu presto dignita di persona, eho dominio di roba e castelli; come in alcuni a tiehi mori di Spagna. Appresso romani o grechi, edin Germania ed Inghilterra e' h oggidi quaIche estigio di questo; Deo differenti di conti Ρalatini, ehe per privilegio si fanno. Dal I35o in qua arri--hirono aleu ne casiae per donaetioni delli re, e per

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roberie loro, e si secero questi titoli ereditari di primogeniti, e fur una quantita di conti, e pol abeunt marchesi, ed au'ultimo duchi, crebbero in tanto numero, che bisogno far gradi di grandi e di 1ignori; la quat divisione comincib a gindicio mio ititempo dei re cattolichi in essetio, ma in nome iuquesto ultimo delI'imperatore. Ιl Aegno di esser grande ε quando it re Io sa eo- prir e seder, quando lui siede privata mente, ed inpubhlieo differenetiat mente dagli altri; nelle lettere ancora gli scrive Primo, che V uol dir cugino, per-elth ad altri signori non sa sedere ne a tuiti copri-re , nh gli scrive eugino, ma pariente , che vuOI dixpropinquo. Ηo in teso ancora , che in certa gio stra solenne che sece I imperator in Spagita, ligrandi soli use trono con Ianze e libree in sua compagnia, e furono esclusi due duca Alburquerque e Maceda. In tuiti tempi h stato questo onor Iecito Concedersi a chi piaceva at Re , ese voleva, che andasse alli posteri, bisognava che li desse litoto o gradoo v salli assai, perche restasse onorato . Di tut-ti quelli, che sono oggi grandi, so tre divisioni una Per sangue regio supremo; di questa soci due ii Due a di Segorbe di Casa di Aragona per linea Ie-gittima discendente d'un fratello det Padre dei RoFerdinando Cattolico o eost ui finita I linea det Re

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Cbttolico e Regina Isabella succede net Regno. L'alteo e ii Due a di Medina Celi di Casa delia Cerda. Costui descende d'uci primogenito deI Re Alsonso it Sabio di Castigii a. Benche questi, ehe sono oggidi, descendano per lammina e siano veramente per

masehj di Casa di Bearne in Francia; e quelli deIsangue di Moneada in Catalogna, tui te case nobilissime. Ρue mancando la linea delli descendenti det secondo genito di quel Re Alsonso, la quale Prese ii Rea me per arme, e pol si ace ordo con questi delia Cerda, cost oro potriano pretender ragione. Descendono ancora dat Re San Luigi di Francia. ,

Li secondi grandi Signori se per ossicio , comeli Contestabile di Casti glia, ed ii Almirante di Casti glia; questi son due ossic j grandi e per questo

onorati assai, e quasi sopra tuiti masime in certi east: di gran tempo in qua si danno a Ii figlivoli, o prossimi deI predefuncto in due Casade, I'una assai anticae nobile di Velaseo , questa h dei Contestabile; 1'altra h di EnriqueE , Casada di sangue regio ma per hastardi. Li tereti grandi son per qualita distato e grandegga di dominio , coma sono ii Duca

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Conte di Feria di Casa Figueroa, e quaIcun aItro, che non so; e si Arcivescovi di Toledo, Sevigila oSaragoga. Di questi ultimi alc uni son certi, altrimatico eorti se condoreta e quaIita delia persona, e secondo che ii Re v uot onorarii. Ρerchis alli vec-ehi inseriori di titoli suole it Re onorar come grandi, e cosi alii Vicere deste provincie grandi, cos

alli presidenti di grandi consigit. Venendo at Duca d' Alba, tui h grande per V Ionia deli Imperatore o per eredit . II suo padro non su grande, perchh mori in vita de I Avo Duca II Avo su grande in vita det Re Cattolico suo coguno per te madri sorelle ; il proavo in vita degli altri Re non su grande. In vita deII' Imperator avo . nepote son stati grandi, e ii suo figli uolo primos nito sar, attresi, eccetio se non gli venisse qualeh. gran disgrazia coI Re futuro: perchό colla disgra Eia 'nuno si horria etiam quello che Ii lassi debito; ma con medioere fortuna non dubito che sar grande, benelth Ia qualitv d'Alba non sis tanto in

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blime, nh Ia Casa di Toledo Mnchi, antica, e nobile tanto splenda, che meriti preceder molle attre chesono in Spagna hen stimate. Questo Poco vi dico per instrugione di quelio , che io so, che h pochissimo: in queste materie avete ii campo aperto di replicara vostra post a. Io Ron tutio vostro. In Roma aut i

Di V. S. A. A. .

XVII. Reverendo Padre earissimo. inora mi dauno Iedue vostre di I 7 e ao di questo, e cosi rispondero in fretia. Quanto at Bene valete mi meravigilo chenon v'aecorgete che dove olare ii Bene si vede A. e T. sia cilia dituite due parole pili prestochedi Aetate , nella quat parota non ei va ii N. Ma se diteche oΙtre iI Bene palete si trova la cura, halteΣ - tela a vostro modo. Quanto alla Otriculana mi fov-viene, che sebbene Utricoli non fosso di Romani, potevano esser in qualche parte di Roma Otriculani venuti ali asilo, che dessero ii nome alia Tribu ;perchis questi nomi non sono appunto eorispondenti a quelli che sono in esse descritii. Ma se vipiaee piu la Popillia, Iaquai si trova ancora in Fesisto antichissimo, sate voi. It luogo di Tacito sopra te

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due Dive Poppaee vedro megi;o, e Ia lettera mandata at P. Ottavio. It vostro libro di Cardinali hovisto, mi place assai, ho visio qualche error di stamis Pa,edi memoria. Ηo comprato uno, e pol mi h stato tollo per dario ad un Cardinale . Mandate ci ali nnia vostri amici, praesertim a M. Agnolo, ii quale mi domando Paltro di se ave va quale uno per lui.

Nota rh li errori che potro. Nella penultima paginadite elie 1' diacono h sopra tuiti i Vesco vi per dirit Decano. ΑΙ non Cardinat Peto Inglese chia mare Pietro, est die e fra Gulielmo. Quanto alii grandi non mi dispiace ehe fato Hire arcivesco vi della seconda classe con li ossiciali, e non h vero, che quelli Contestabile e Almiraniosiano etiam senga iI ossicio grandi sempre. Quella distin tione, che domandate in quelli delia a.' e trop-po iunga per hora. Non credo che si a vero, che ogniprimogenito di grande per natura si copra Ia prima volt a seneta che ii Re gli saccia moto; ma si risente det Re, e non va a palaeto pili. II primo grande dieasa di Toledo su ii parente det Re catolico, non mi ricordo bene, se lasse ii avo o bisavo dei Ducad'Alba: se su ii bis avo fu colui che tot se per inogliel a Zia det Re , se su il avo fu il cugino det Re. Fac-

clamo conto the snssero tuiti do i in quel tempograndi, i 'avo so pravisse Iungo tempo sin al Isa9

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