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299ria potesta credo che fossi Domitiano, pure ancorche si lasci net litoto non importa troppo. Della de- dieatione di tuiti tempj, archi, e statue , e coronesareste bene a scrivere, specialmente polche in que sti fasti e'h certe lettere che appartengono a dedicatione. Dico di quel T. dedicaυit tanto oscuro. Iolio salto questi giorni un poco di studio in questo ,ed e bella cosa e serve per te med agite, e si trova assai iti Livio. Ho Iettera di Spagna, che Promettono at cune arme di cardinali spagnoti, e qualche fine di bolle. Berengario Anglesola Cerundensis Discopus O Cardinalis non so se si trova cosi neI vostro libro . Perdo nate, Padre, che non posso pia. In Roma alii XX di Novembre I 557. Tullo di V. S. Ant. A. x XIII. Reverendo Padre carissimo. Ho rie evulo te due vostre, delii XV d' Ottobre data in Parma, e la ve- negiana delii XV des presente, e bene thalla primav 'abbia risposto otio giorni sono a Parma, in questa diro qualche cosa lasciata, ou vero ripetuta per
chh state pia presto e pili intieramente ragguaseiato di quanto m' oceor re a dirui. Ηo vista la vostra delibera Lione velle dedie axiotii di libri di fasti, e
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mi piacciono te persone eon tanto vant aggio mio edonore, della quat cosa vi ringragio. Ι titoli ed epiteti di tuiti potete Iasciar costi, ed ancora Ie patrie, parendo vi. NelIi titoli di fasti nan mi piaee
dioersorum magistr. P. R., Perch. non contie ne illutio deli opera , manco male ε dir senZaquelle parole dopo Augustiniani. Fastoriam a Romulo Oc. Augustum libri sex. Nel libro secondo diret: Imperatores, Augusti,Caesctres Tribuniciam Potestatem habentes , Consules 6 c. ad baptismum mp. Oc. oel ad Religionis christiana defensionem susceptam ab Imp. Ε eosi muteret uel libro tereto dove fate ab obitu ;pure avvertite bene, clie certeZZa avete dei tempodet battesimo, o v vero della conversione. Quanta alli patriarchi mostrero a M. Angelo vostra lettera,ed esso vi rispondera: io desidero, che vedesti bene nelle decretali, net decreto , net sesto, nelle clementive, ed extravaganti, e nelli concilii Ia memoria di tuiti questi cardinali e vescovi che certate. son certo che troverete pili di uno, e vi confirmarete in molli. Delli Tot Mani vi seri ver, in mollinei milesimo, di eardinali ancivescovi Raprete voi. LP arme, cho non avete domandateci di Carioni, viser viromo. It Iibro per ii Re Filippo pol rete dar H- suo imbasciator persona dottissima in questa Citta. Quanto alIe eose da Ilo Strada mi rincresce assai elie Ia sua Mampa riesca eosi male, come dite, edDiuitigod by Cooste
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3o Iessendo tanta differenza, pote te stam par il vostro libro senga pericolo praesertim con tante attre cose, ehe fanno non esser u medesimo libro, e sate prima sopra questo diligetiza cin quelli, che costi sene intendono, perche mi par cosa chiara poter uoi Provar non essere quel libro suo questo vostro.
Quanto at patio faro io sede di quanto mi ricordo; di privilegj non potro saria, ma si bene che vi lasse
Iecito stam par uoi i vostri libri, ma non venderquello che vendes te a tui fra un certo tempo, mi
Par di tre o quattro anni; poiche ogni sabbato mi Pote te scri vere, ed io risponde rvi, avulsate mi di quanto accade ed occorre. Andando in Verona, digraetia ricordate vi di sar sortiir la copia delli conci ij Ephesino ed Ottavo,h condentiate mi nella spesa a piae er Vostro. Monsignor di Verona, h appresso εua Faut ita, eo me capo di secretarj, ed e molio mio signore. Il libro delii vescovi Magontini h appresso di me. Ho avulo questi di alcane med agite rare, tra te attre uti Ρupieno d' argento con questa in
net rovescio ci sono due destre che si toccan' conqueste lettere ΡΑΤRES SΕΝΑTVS. Servira per queIIa ba j a , che sanno Pistorici sopra dei cognome Maximo se su dato a Pupieno ovvero a Balbino, item Per aggiunger quel litoto a tuiti due di Patres Senatus in luogo di Pater Patriae. Un' altra purd'ar-
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3o agento con la testa di Neron gio vane e di Agrippina con queste lettere NERO. CLAVD DIVI. .F CAESAR. Il resto non isi leggeva, e deu' altro canto utae arro con quatro Eletanti, e due figurine in esso sopra la testa di elefanti dice ῖX. S. C. E a torno
manca Mater, perche ii resto intendo, che sia Agri
pinci augustα Diui Claudii uxor ) Neronis Claudii
Caesaris Augusti Mater: cosi avete nn esempio dimedaglia per il Divo Claudio. Del Dioo Vero hoanehe uta' altra d' argento. Delia Dioa Claudia Poppea non dubito eome voi fate in una delle vostre Iettere. M. Pyrrho Pittor h in gragia di Sua Santithmi disse Paltro di aversi trovato ua Albino col nomedi Nigerio in una med agita grecha. M. Angelo dico elie vi mandhra una copia grande di errori ne1 libro di Cardinati, ehe non to risiampate senZa que sto. Io io sol ieitaro a se rivervi e mandarii. Non altro Per questa. Son vostso. Ita Roma, alli a7vembre I 557. Ant. A. XXIV. CVerendo Padre cariss. IIo letto Ia vostra deludue Ionglii. ima. Io non vi risponderb eos, a plenor
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1na tome son solito; e prima della stam pa che mi par sufficiente, ina desidero , che te cose det margine fossero pili distinte e pili certe, che mi pajono confuse. Desidera vo majuscole in tutio, ma pagientia. Νelli autori di fasti antichi lasciate Marcellino Comite, e pili antichi ii due fragine uti di due sorti di fasti, una dei Colotio, e l'altra immicipale chesi trova stam pata da Appiano, nelli moderni Mariano Scoto. Nel tit olo, ehe piar vor resti giungere
fustorum Magistratuum aliquot P. R. a Romulo Oc., mi dis place infinito, perche e litoto salso, e tutio ilquinto libro non eade sotio questo, re forse Ii Imperatori non son propria mente Magistrati, e cosi stara male tutia i 'opera. Se par volete qualche cosante come in ei asci no, dicendo colli: Fastorum libri quinque, in quibus continentur Magistratus , Imperatores, Pontifices M. Principes Sen. Triumρhi se. Li imitatori di antichi si contentariano di quel G-storum libri quinque come sece Ovidio: quel a Romulo ec. e quel in quibus cc. h superfluo, eccet to che nil libro piti vendibile. Non lascia te de visitar at si g. imbasciator Cesareo Frances co Vargas; h doitissimo
Iurisconsulto, e competente humanista , e lia letto e composto molli Iibri. Io gli scri vo, che vi saceia ca-xezZe eon questo ordinario : andate pur sicuram ei
te, e quando avrete bisogno di mandarmi quale heeosa datesela a Iut e vi agivtera ancora in molle
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mle raeco mandationi, e a M. Paolo ManuEio: ho ca-xo , che abbiate satio te vostre d ssertationi in sieme . La cosa di Constantino mi placera come seri ve- te. La sede dei Contratio col Strada vi mandar b. Dilibri che volete sar e mandar a M. Achille, pensam
teci bene, perchh dubito, che stano pericolosi di non pigliar molli granchi, eo me fa quel medico di Vienna. Ricordate vi delle parole ΗOC . SIGNO. VICTOR . ERIS. ehe eost sta uelle nied agite di con
M. Angelo dice aver trovato molli errori di importanga net libro di Cardinati, e che in gratia non Ii risiampate sine lie tui vi li mandi. Io gli dico, chemi placera, che ci saccia accorger quanto mal hprecipitar Ie cose, ehe vi mandi presto quanto pistpuο. Alli Toletani ho aggiunto Pantio di molli. Credo che it Imbasciatore vi potra agiutar con altri. Li Maguntini saro copiar, ma credo si a me glio ma
darvi il libro . Delli Cone illi mi piaee, Dio voglia che satequello, che Promet tete, almanco non mancate alli
Veronesi copiati per me. Sopra iI stam par concilii ho Pensato di scri ver at nostro Arctvese ovo Da Bariolo meo di Miranda, che ieri fu satio di Toledo, d quaiz Re una grati satiea di somma di Concilii; forse farR la spesa a stam parti in greco, e latino,
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posso servir con molti speciat mente li universan. Delle med agite non so quello che vorresti; se mi Capit ara cosa rara, vi avulsarb, eo me ho fatio. III ibro delle donne ho letto, e e ' h parecchie cose bu ne , ma non posso patir te med agite finie e te cose salse che si scrivono tanto flacciata mente. Addio.
stra delli a 4 dove scri vete olire te congratulationi in stam pa della gata te cose di concilj eopiosam eii te, ma neIle dcdicationi mi iacesti ridet, dicendo uno at Ρapa, altro ali Imperatore, altro at Re di Franga e cosi di mano in mano per initi ii potentati. Aspetio uri altro volume vostro di istorie indi rigato at gran turco, e nn altro at Sophi, e altro at Seripho, altro at prete Ciani, bene hh qnesto ultimo avra parte nelli Concili per esset cristiano: sate pur Ia fatica con diligenga come fater te dedicationi non importa chi rabbia . certo quel Date di cone iij perde ii tempo in molle bale deIle cit th dove sitro vano in cosmografi, e in render eonto di eon sulati laetiissimamente. Vol latete on MI cronico
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3c6 Ecelesiastico, o vi voglio sar dar dia Arei voseo vodi Toleto per Ia fatica di Concilj Ia spesa della stam-pa, o una buoua mancia. Vorrei theo stampasseroli Concili greci in greco e in latino, e prima li universali majorum gentium, pol li universali di lativi holi, pol ii provinciali divisi per provincie, prima d Italia, per trovarsi in alcunt ii Papa; p. ligreci per esser antichissimi. Dietro quesii ii Asricani , che sono antiqui assat e si tro vano in greco. Po; li spagnoli, galliri, e gerinanici, e britannici. In altro volume o volumi vorrei te Epistole di elascua Papa . Vorret ancora ian Indice minutissimo ditutio te cose tanto per leologia, conae per decreti,
sacra serit tura, e di mille ait re cose. Νon so se ciPotremo veder per la strada, nὲ importar. ehe ei media mo, perche io andaro in Delta, ma importan- ,
do credo parti xiiii di qua alii XX di questo, o esset in Mantua alIi XXIX veI circa, due giorni di potia Trento. Io vi mando it libro di vescovi Magunti
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Reverrindo Pad te earissimo. L'altro sabbato no vi xispost alia vostra di 8, ora ris ponder6 a queliti eal P altradi 13 eon te scrit ture alligate che mi mandavit. Prima dith dei vostro tit olo , che per errore di penna mi scri vote Antonio Augustino Episcopo Al-IJano S. Sedis Am. ad Regem Romanorum Nuncium per dir Nuntio. Io credo che si scrive per Τ. e non per C. NVNTIVS, secondo che ho avvertito ne l-le Pandet te, e in altri libri, ed io diret piu presto Allifano ad Regem Romanorum Apostolico Nuntio;
ma non essendo io an dato , ne so ancora se debbaandar cosi presto, non tirate ancora quella forma, ehe sorse avanti che si stam pi tutio muterete i litoli , e Dio voglia, che in meglio. Quanto alle dedica tioni delle corone non mi ricordo perchh Io scri essi, ma Penso elie si a errore nes panti, per clibpartando delle ait re dedicazioni, agiungo delle corone, Per dimostrar, che saria fatica degua notarquelli che ebbero corone graminee , rostrate, murali, e civiche, presestim per decreto pubblico, como sono quelle, che nota ΡIinio obsidioniali, e quelleche furon date civica e graminea ad Augusto, chedopo It trionsi, ovationi, e ornamenti triomsali, non vedo eosa pili degna elie questa deue corone, ee i sorse erano uelle colonne di fasti eapitolini. Li
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archi e fornici e colonne e statue pubblica mente dati sono ancora degni di questo onore: item altrio nori extraordinarj, come quello di esset In R OPTIMUS NASICA , te supplicastioni ob rem beue gcstam in toga di Cicerone, la casa di Valerio Pubblicola, o M. Maximo, o sorse di tuiti due. Li vostri Imperatori ho visio, e per dirui ii vero, mi pajonocosa troppo secca, henche si a notar quello, chemanca ni altri historici, pure seguitando eos, de Lutti con tante addigioni che scri vete, sara quia checosa. Non ho oetio per confrontar Ia verita delle co- se, solamente notat in Augusto, e in M. Antonio, che non dite quante volte surono Imri, chenelle medaglie si dice iterum a tuiti due: non sopero se Augusto comincio Ia terga volta , ne perche non Ia sint, e vorrei elie doue narrate Ii titoli di Augusto, si sacesse meuzione di questo Tmum ira-
to et III. La moglie di Lepido Triumviro cxe- do che lasse sorella di Bruto Caepione, come si Ve- de in una Iettera di esso Bruto, dove si lamenta di Cic crone, perche in hostes retulit a M. LoPido,
Ιaseiando mal capitali ii figliuoli: credo, che to tr. Vere te in quelle pistole factimente; e sara IVNIA, o vero SERVILIA; ma penso pili presto Iunia TQrtio quella di queI detio Tertia deducta. Li Impera-dori conrado e Enrici sarb diligeneta di tro var in
