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vera, e ve la mando. Sono didue Casade, come velle-
te; e egit te porta vacosi. IIo visio i libri di Strada,la lettera mi piae e a sal, non I' intagii iii legito.
ne la correzione che mi pare malissitne . Nelle armi Olendo stampare , stam pate in luogo di. colori numeri, che corrispondono ad urὲ Indiee, do ve stat anno It colori per questo ordine: I oro; a argento; 3 rosso; 4 araueo; 5 verde; si negro; 7 PavonazZo. Non e ' h piu tr 1 huoni eraldi, in a se Assero notate con altro numero; e eosi ne ita stam pa det arme seruit evi di quelli numeri sem preΗo trovato in uri pio inbo un Teodoro Ρatricio , edΕIarco con queste lettere Φ ΘΕΟΔΟΡΟ ΡΑT PILIOx ΑΙ ΕΣΑΡΚo det altro canto ei sono certe lettere ineroce, sorse dei nome di qualche Imperatore cosi Κ,
ma sono disiatte. Erail piombo traforato, eo me quel , lo della holle. Io mi persuado, ehe fosse di qualche reseritio mandato ad esso per ess eguirio, perchε se Asse in edicto suo non saria in dativo. Le cose di
Liberio non te trovo, dubito, che te ripigliasti per finirie; pur faro maggior diligenta. Li fasti greehive li mando. Non son suor di speran a di vedervi in Venezia. Continuate ii visitar il Siguor Vargaspoiche Ie sate spesa. P. Ottavio ha molto variato neIIe opinioni di Fabio, e di Livio, edi Varrone, pi- Iliando or questa or quella; pur Io vedo piu fisso
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3 1Οin quena det Pittore, peresie li par che si consaceia piu con lo cose comuni tra greci e Iatini, come in no peste e guerre, ma li suoi argo menti sono pita probabili, che necessarii. Ccede ancora at Pittore, per esser il piu antico Serit toro . Non eredo a Varrone, perelio agiunge quelli quattro os ver cinque anni Dictatorj senZa proposito , almauco Selma autorii, di antichi, e cosi Verrio FIaeco. Livio non li. Piace, perche Varia da greci asini ueste cose di Alessandro: pur nota v uole esser nominato da voicosne 'seguace di ut una opinione, perobb incora non e ben risoluto. Α me mi place Varrone pecaver usato gran diIige a neIIo istorio di tuiti Iuo-ghi , e . avertito alte eclipsi e attre cose notabili vomunt a molle nanioni, persona tanto diligente et anto acuta non si troub glamat, ed e ita queste cose ilsuo genio, e su facile in quelli tempi trovar il vero . Pittore fa net tempo dei secondo Punico , tempodi ignoranti etiam nelle eose di suoi tempi, ripre-so da Polybio, come poeci dilige ute. Nelli vostri Imperatori dite che quando nacque ebbu tu uome eosa falsa, perche nascendo incontinenti non pigit ano ii uome, ma si aspeltava tigior no lustrico peruinuisi nomi, e la togae pura per altri. Di rei danque Povsitu ieci oppellatus est, uel anto imperium, vel in trem P m. Avvertite bona alli adora aes, perche εon :i Osenione , eho est ne stan' iactant, che I ui
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3t tnon solamente delia adotiati inter oloos , ma deluinstituti eredi sidebbe far mennione. Holetio la dein die agione dei libro terto: io muteria quel Etrusca loquentem reddidisti in Etruscum reddidisti; bene libseria meglio hujus saeculi historiam graecam Procopii Etruscam reddidisti; quello euriosissimum
mi dispiace, diret maxime curiosum . Surieae e non Surytae. Non gape va, che M. Benedet to traducesse Procopio, e pensava che vo Ievate dir Zonara tra-
dotio da lui ita grati parte latino, sed frustra. Nomposso scriver piu. Addio. in Roma alii a a. di Genaro I 558. vostro A.
sasti greci , e ii testimonio per la stam pa eontra a Strada mi pare che rispondeto a tui te 1'alere mie, perche quale he settimana tio intermesso ii setivervi. Se non , sale far diligenga col S. Imbas clator vargas , pere his ad esso indriazai te lettere, e pachetto, epe evia deli' ordinario . Delle cose, che dimandateche vi avvertisca, non posso sar niente, essendo tui to di oecupato in palaeto, e la eas a col partirint. State sicuro di quelio , chelegendoIo io una volta
non mi os se. Questo dico par il l toto eve mi ri--
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4 ac reate . se mi contenta delli libri di Imperatori, o aneora delia inscri2lone fati a per me. Solamente vi serissi attramente, perche it chlamarmi Nuntio vanti elle aia partito ce chi sa se partiro auria lini dei legiero. La cauetione dei blancho mi piaee. La partita mia doveva esser jeri. ho mandato gia seicavali a giornate. Andard Iunedi. se Dio vole per
Ie poste, per Bologna e Mantova. Se volete peregrinar per Germania, po tresti tro var cose di vostro ludios pur Ia cuculla vi dara impiceio, e non voglioebe la lasciate seneta it Vesco vato. Certe iseritioui
plene di nomi proprj sono trovate in questi giornidi eerti Magistri Curatores fontis Lolliani, do vesono set te Consubati . Mando vi i nomi come mison dati. M. Benedet to promette di mandarvi lacopia. Farete bene a procurar tutia Ia Iuscriaione Per veder I'ordine di essi, ed attre cose, che sorse importeranno. Nel primo mi placeria che si legges
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x XVIII. Reverendo P. otioseio Carissimo. Ηebbi in Fran
eo sorte una vostra delii XII di Febraro, pol ho tra corsa una gran parte di Gumania, e desidera vase ni Pre Vostra compagnia; massime nelle bibliote-ehe delle chiese cathedrali, ehe sono plene di libri antichi e molio male ordinati. Non lascia te con ogni occasione di venir in Germania. La pili antica libreria e piis copiosa di libri latini et e di qua ho vi- sto, ε in Vormatia, la ho trovato te decretali anti-ehe di quatro compilationi avanti te nostre, ed holasciato eura che si copiino per me. In Ρamao alias Patavia h ancora un' antichith di libri det tempo di Cario Magno, ma non gli ho visio minuta mente. In Magoneta e Spira sono ancora antiche librerie. In Dilinga ii Cardinal d' Augusta ha pur assai libri. In Augusta in easa di Gio. Gia como Fucaro, e nella casa delia citia sono due Iibrerie grandi di libri
greci e latini. In Spira seci copiae gli epita' delli
sepulcri d'Imperatori, ed una lavola di memoria, ehe vi mando. Non furono tro vate te arme; Pure redo, che siano intagitate nelle sedie dei eoro d ve glacci ono; ma per l'oscurita det teinpo non ει- ron viste. In un'altra terra presso Donaberi trovaiun fasso antico di non boni cara iteri, dove notate ehe. un pulto di ire anni ha prenorue, notate anco-
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3iqxa TIB. pro Ti. Se pensate, che sia dei tempo di confit antino, non errrarete, e quel spartir deI Q VONDAM e bea goeso. In Vienna intendo, ehe si trova no libri seritii assai, ed in Ungaria med agite. In S. Benedetio di Mantova vidi ii sepulcro di Hetdde. e mi su detio, che avevate cavato deI registro di Gregorio VII molle eose. In Franeosorte parIai colStrada, mostra non esserui troppo amico. Ea midetio, che Vol tango LaEio a spese dei nuovo Imperatore fa stam pare un libro grande di med agite, e Di I'intendo ἐ'altri. Non altro per ora. Son v atro. In Linga a XI ae Aprile 1558. . In questa Dioeest Pataviense ii venerdi sanianelle orazioni si dice sectamus genua , e pol si diea Vorarione glando tuiti in ginocchione, ecce reo usaeerdote; pol si dice laoate, e si levano; ed ii pro- te, levati tuiti, diee per Dominum nostrum &o. Ildi di Pasqua si vestono molli di Hanco HI anticha Per allegregeta, o se ero per u battesimo .
Reverendo Padeo carissimo. Se ben non Uedo π stra Iettere mi ricordo di voi, e vi serivo cose di
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vostro appetito: verbigragia, in un libro deIla libratia di Vormatia . Computus Helfrici circuli Di rati; . anno ab incarn. Io 34 inu. II regni corradi M Imperii pero X. In fine di ana bolla di Eugenio 3. Ego Eugenivi catholiea Ecclesia Episcopus. D. Albae per manum BGonis S. A. E. acriρtoris an . inc. DO- ni MCML In una medaglia d' argento deIl' imperator Ferd. I: IMP. CAES.C. PLSC. NIGER. IVST. A V. & dia rovescio BONAE. SPEI. che dite di questa' non mi avresti pagato qualche eos a per man-cia' Avvertite pur, che non ei sono i punii, ne inquesta, ne in queΙle che ahbiamo' in Roma, maquesta chiarisce non dirsi Nigerius , ne mauco Niger Pius . ma Niger Iustus Augu4tus. Sapiate ancora, che ho visio infinite medaglie telI' imperator'. vedro molle altre, ed e cosa degna di venirie avedere. Io vi lard intender delle cose rare. Una
δ' argento Carausio IMP. CARAVSIVS P. F. Aug. epol dat raItra parto FELICIT L. AUG. per dirfelicitas Un'altra rata DK VETRANIO PF AUG. Victoria
Augustorum. Uti M. Antonio, eo me inolle ait re deΙ-
Ie legioni LΕG. XVIII. LYBICAE . Una di Augusto IMΡ. CAESAR. DIVI. F. COS. VI. LIBERTATIS. P
R. VINDEX. e dati' altro canto PAX., pur dubito, che sia moderna. Una di M. Antonio un poco gua-
ea. M. ANTON. COS. III. IMP. IIII. dalla parte SCARPIMP. ANTONIVS AUG. deu' una parte e uv
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Bacco du vero M. Antonio cornuto, deli' altra una Vittoria. Vorrei saper se avesti vhto uri'altra, e cheu uoldire quel SCARPVlMP. sorse SCAVR. Praef. Vig. Imperouoris, ma non mi Piace. Un'altra consulare , ebe die tro Ia testa dice OSCA e daltro canto DORCOS. ITER. IMP. Hotrovato uu DN. ΙΟΚΑΝΝΕS P. F. AUG. ed Hire che vi faro intender pol. Sappiateche sua M. Cesarea voleva sar stampare te inie m d agite, angi sono in gran parte stampate malissime,
e Volsango Lagio quel Medico delli libri grandi di
Rep. Rom. e delle migrationi, ave va la cura, e unaltro Camarier deli' Imperatore e in Frane sordia mostro la stampa a Giacomo Strada, it quale subito troub ala uni errori, e pol io ho trovato, ehe c'e poco di baotio, e cosi manderemo a monte Ia stampa, en remo sar unaltra, cho sara sorse Pegiore. Se venite qua, ci sarh ancora per uoi. Vol nugo h molto antiquario, e buona persona ,e di tutio queIb, cliosi trouara di antiquo vi darbaviso. M a scrivete an cor uoi quaIche cosa di recrear ri mente, e desidero veder Ie vostre stampe. State sano. Di Vienna adue di Maggio I 558. . Τutto vostro A. A. . Scri endo questa mi son capitat due meda-vΙie d'argento con un ro vescio simile di Vitellio e di D iligo i by Cooste
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ad re carissimo. La nolle avanti dei partir miodi Vienna ebbi una lettera vostra delli tre di Mag-gio, doue nai davate certa speranga di venir in quelle parti col S. Martin di Guginan Orator Ces. dat quale aneora ho sentito it medesimo desiderio dicondurvi in quella Corte, praesertim se io ei sarb ncora. Ma perchh nis it parite suo h spedito, nε dime si sa altro per ora, e V. S. sta ben occupato coSei, e seneta licenga deli III. suo padrone non honesto si parta: Potremo scriverei cosi Ogni sabbato diqualche galanteria. Non lascio di dirui, ehe in Vienna era siti it Strada alle mani con Vol tango Lagio sopra quel libro di med agite dest Imperatore,e aveva condolio Ia sua moglie e casa. Se andatevoi ancora sarete mal agi utato dat det to Strada, maessendo io, te eose pote vano passar bene. II libro .
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ehe e neIle romane avanti It Imperatori sta compse tentet eccetis che n in . hen ordinato, inisse loeose da quel buon nomo di Lagio. Quanto aΙ Festodel Sigonio non dubito, che riuae ira per eccellenta, se lui piglia Ia cura; ma ii mio h tanto avanti,
che essendo io qui, presto presto sara Arnito. Credo, ebe sapete hene, quat io sta in simit easo; stimaro assai elie il libro si stampi heue ; in nome suo, o v vero nel mio, importa Puco. Io Pensava a maudario a M. Paolo molio diligente mente scritto; main il Sigonio Io vorrh nelle mani, aliora forse ee lomandarb, e potranno essi stam parIo come Ii placera.
Non ini dispia certa v eder te eorreatoni det Sigonio prima: ma se questa eosa li ε grave, non te vos io. Diteli Ie mie raceomandagioni molio strette, perchhho molle cause di volerti bene, e Ia precipua h es- ser tanto grande amico vostro . R padre Ottavio mimandb un lagito dei vostro Commentario delia fine des libro primo, dove dite di me tante eose che nouat pub dix piu di oriando: non so che avete voluto sare ; pur perch. so, che vi inganna Ia grande amo ovesezga vostra, dirb, che vi resto obbligato piis aquetia che alle parole tanto onorate. Dubito nomai neno, eho mi farete qualehe invidia adosso. Dea aidero ε 3Per, se avete diligentemente trovato quam
