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s quando ii dar te ire corone. Diceva padre Ottavio che voi eri in opinione, che Ii VII. lasseto da Gregorio X ita qua; ina questo credo, che si a fauo, polchh P Ostiense nostro, ehe su al tempo di Inuo. IV, ii nomina, e quei che is piu, credo che sossero etiam in tempo di Inno. III nei caso det C. Meuerabilem de electione, net qual tempo locea a it coronar at Coloniese in Aquisgrana, come ancora ades-εo. Vorret ancora saper quanti Imperatori sono cheii anno renungiato l' imperio, e a che modo fa fati ala renunci agione in manibus papq, vel Electorum, est ante conseexationem, vel Post. State sano. Di
Tutto vostro A. A. Veseo vo d'Alli se . XXXI. .
Reverendo Padre earissimo. Lessi 1a vostra dei
sabbato prossimo, e mi Piacque intender Ia inten--κion vostra sopra Ι' andata tu Germania, e certo essendo io in queue parti, mi saria molto place tutoved ervi, e vi poteva sar assai boni serviEj con sua M., ora non Penso ritor nar, ne it S. Mari tuo h iuprocinio di partirsi; ma credo si partira per tutioil seguente meae, e non to se cara la via di venezia. ina in voce e in scriptis Vi Iascio molio congiunt o
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tergama Iunga. La sua natura, di questo sig. I in- baseiator non ε di spender molio in queste cose. Ileondur Aenea Vico vi Iodaria assai, e aliora manderesti lo Strada at bosco, e vi riusci rh questoeoti mezzo dei Laetio, ii quat si diletta di far et iracin rame. Tulli insieme sarete nn bel libro ali Imperatore, ma non sono sussicienti Ie sue Medaglie sole per quello alie esso ricerca. Pure per dar una vista alle librarie di Germania Iodaret Ia andata, se incidente mente ei sate Ia spes a da ess . . Credo avervi detio come in Vormatia ho trovato uti libro di quattro eouetioni di DecretaIi avanti Gregorio IX: ora mi vieti detio, che in Verona
si trova un altro nelle mani di una persona privata, clie si dice Alberto Gaiono, citi adino e notaro dei Vese ovato di Verona: bisogna elio usate Ogni industria per cavarselo dalle mani. Se Io vuoi ve der , non si lasci per danari, se non vuole, almen si Possa copiare, ou vero lasciarΙo vedere e conserire con un altra copia, che penso avere fra poco tem-Po. Questa cosa, Padre, m' importa molto, satela coaogni vostra solita diligenEa , se mi volete quel bene the so mi volete . Tvlti i libri, ehe dite volete sta inpare, mi Sara molto caro Vederit, e credo, che si a vero quoll.
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La eos a degit Comiti e rinuncte delli imperatorie' importa , e potendo mandarini una copia, mi saria molto cara . Sopra tutio Vorrei questo, te parole, cliedicano P istorici delle renune te di Ludovico Pio, e Lotario I. edi Henrico 3.' o 4.', e di Veuceslao, sata renungiatione, perchh dubito lasse deposizione, come qnelia di Lodo vico Bavaro, o di Federico II. II nostro Gioan Andrea seriue, che ii Re Al λα- so di Casti glia, ed ii Lan gravio di Turingia, credo si dicesse Henrico, ri nunciassero a priegbi di certa
donna madre dei successore. Desidero saper quanto si dica di vero da aut ori anticlii. La Bolla di Gregorio V vuot ad Ogni modo che si a vera it pio-to notario Guglielmo Sirleto, e dice, che in ess aera La condi Eione, che non si chlamasse Imperatore Prima che tasse coronato , e che lasse Germano l'eletto, in questo segue un certo Henrico Mucio moderno, che scrive de origine Germania. Cita in confirmatione delia bolla Ptolomeo Lucense, Martino, ii quale pero non dice, che Gregorio Ia facesse, Sancto Tommaso, Augustiuo di Ancona, Antonio Blondo , Giorgio Merula, Platina, Volaterrano, Alberio Crantκ, Cuspiniano . Ioagiungo Ostiense, it quale pei h non die e di Gregorio, in adelli set te, Lupoldo de iuri L. imperii, disce polodi Gio an Andrea, esso Io. Andrea, e Baldo e niuit a la schiera dei Canonisti.
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3a 2 Habbianio se operio te lettere di Federico II , o Pietro de Vineis con la risposta e apologia di Innocento IV. Certe lettere delii eletiori a Nieolao III ,e di Clemente IV alli elet tori, per te quali la cosa di Gregorio X non mi piace: pur quandovederbie cose ostre , saro sorse per uoi, maxime in tanto silentio veterum, e discordando la data di quella bulla, o non essendo aliora Re di Bohemia, ma Duea, ne sorse ii Marchese di Brandeburgo, e essendo la prima eleetione seguente o per successione, o Per Uolonta e elegione di tuiti principi in Henrico II. Nella eos a di Festo si lavora a suria; se mi serviva il scrit ore in absentia mia, saria fornito discri ver, ma tu ita via mi hasta Panimo di mandario Presto suora. Io dubito che se ve lo mando, ancora
che per lettere m' indicate qualche Iuogo, non uuchiariro cosi bene eo me ora, avendo qui tuiti Ii e- emplari, e essendo sopra la corretione; E eost Credo che h meglio, che mi mandate te vostre corre- Rioni, che non elae io vi mandi it libro, e postea Consulatis: pure ei pensaro. Al Sigonio ho in queIbuota credito ebe gerivete, e per tanto I amo, e peres Ser vostro amieo. Non eredo ii saria riuscita la fatica senEa quel esumptare antiquo, che su dei Vi-εeo , ehe ho io per te moni. Vederete separate te par Iu di Festo, e di Ρstolo abbreviatore per tutio, id est nove si Pub. Dei eognome di Festo, che dubitate in
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una vostra scritta at Padre, non ac eade dubitar,
trovandosi net antiquo SEX . POMPEIVS . FESTVS e nelli atti delli Apostoli avete uti Festo liberto di
Claudio. Della tribu Menenia desidero, che mi seri viate tu ita la inscrigione, e avertite non sta di quelle di Pyrrho, che qualche volt ascrive sua interpretatione per vincer qualebe eontentione, come su quella delii Fasti di Verrio Flacco . Non dubito, ohe molle trihi, avessero due nomi, come saria dire Menenda Ocriculana, Claudia Sabbatina, Fabia Ufentina, e eosi di mano in mano potete combinarie, pigliando uti nome di famiglia, e uno di luoghi. Quanto alius Latii et Italicum e Palire cose ricordo mi avere scritio una poliga longa a padre Ottavio, h cosa assai di pendente dalle colonie e municipj, ed ε bellatosa a cercar la verita in cose aliora tanto facili eora eost oscure: Ia medestina queatione mi domanda Μ. Paolo Manutio. Se trovero la deita Polixa ve Ia manderb conquesta. Se non, mi darete tempo a Peus arci sopra.
Α. M. Paolo se rivo, che voi li darete la risposta. Hotrovata la polieta, ma mi pare desettiva in molioeose: pure vi voglio far tra vagitare un poeo. Vedete di dichia rarmi bene uti luogo di Asconio Pedianowpra la oratione in Pisonem doue partarae la colo nia di Placeneta, e dei vostro Pompeio Strabone, elio
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diede ius Latii a Verona e alle colonie transpadane. Se in questo vi sate onore, leggete Aleiato lib. II C XX Dispunctionum; e sapete mi dire se dice ii vero vella interpretatione de jure Latii, e di tante attre eo- se che dice, e quando sard chiarito di queste dueeose vidiro ii parer mio, se pure sapro altro che dire. State sano. Di Roma alii XXV di Giugno 1558. Vostro A. A. Allis.
XXXII. I hverendo Padre earissimo. Non cerca te ordindinet ris ponder aIle vostre. Vienemi ora prima voglia
mulo; e voi mi nominate pur assai: ma non so come tete sicuro, eccetio che di Tatia e di Silvia ,se vo- Iemo che Romulo susse di essa non obstante desectu natalium, voi nominate Romilia sorse da Romulo . Della Iulia non so se la conceda benchh Proeulo Iulio si per inrh in Senato; ma avertite, che Senatori surcino etiam in quel tempo alc uni plebei. Nominate ancora Berennia che non so chi sta, e Camilia. e Vettia, e Gegania, sorse vergini vestali in Plutarcho, Ie quali ancora pote vano esser Plebeae. Fabia e Quintilia erano seeondo Ovidio famiglie diquet tempo, ma non so se patriete, pereliε Fabio Celer, idest Equite Romano, ammaeteto Remo se Condo P autor de piris illustribus . La Tarpeia forse vi con
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cerdotio di Hercole; la Hostilia h verisimile, comela Curtia, e Pompilia, e Marcia, te quali sono diquet tempo; e perchh non la Hersilia moglie di Romulo, eccetio se non su nome forastiero, polchh non si vede in altri' La Valeria vi piace, e a ine la pomponia, de la quale penso, che fosse ii Faustulo; e sua moglie Laurentia Vorra Venir eon esso. Non credete a Plutarcho cheli Marcii e Pomponj descendano da Numa. Giungeremo Ie Troiane Nautia, Ge.. sania, Memmia, Sergia, Attia Cluentia. Ma di tut- te queste e di molle ait re non si amo certi se sono patriete di tempo di Romulo, polchh possono esserantiche e prima plebeie, o v vero di equiti e pol di- veniar patricie solio altri Re, o v vero sotto Bruto. La Aemilia sanno ancora Trojana, altri Greca diorigine. La Horatia, Furia e Veturia sori forso non men antiche, ma non so se dat tempo di Romulo alnianco di alta i Re. Dionysio nomina un Valerio eun Τur anilio e uri Curtio, ii pia segnalati Sabini, ehevenuero con Tatio a Roma. Α Par Iar per congiet tu αre e verisimile cho stano queste gia det te, ehe ali xa furono signatate, e pol si nomina a patricie. Sa-xia bello distinguer quelle, che sono majorum ger thim dat te attre, e li conscripti dalli padri. La P piria , dice Cicerone, ει minorum gentium, Pure i tempo di Re ebbe non so che sacerdoti. La Tarquia
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uinia possiamo creder susse minorum. Se volemo stareon qitelli che chiam ano majorum di cento sole, ov-
vero quelle di Romulo . La Claudia al sicuro h minorum. Quelle di Alba giunge tele voi, che nou mi ricordo ora. Tullia o Iulia Servilia, Quinctia o Quintilia, Gegania, Curiatia, Cloelia Metilia, Dio vo-olache non si a no di quelIe det te di sopra. Vengo alle tribu ; ricerca te la et imologia di Galeria, Pollia, e Voltinia. Di Galeria a galero, vel Ga- Iesia a Galeso fluvio: questo ultimo mi piace piu, ein Vergilio si se menzione, e ii nostro Antonio Massa di Galese vol che la sua patria si a nelli Falisci. Galerio Maximiano non so se Asse di famiglia Romana, ne trovo altro di quella . Polliatro vo e famigliae tribu, a pullo Pullius e Pollius, come a publico Poblicius, sive a paulo pollus, ut ab aula olla. Hinc
Pollionis cognomen. Voltinia a familia, quae a vultu Vultinus, hinc Volt inius. Raro veteres uu scribebant , sic vos in vostris voltis etc. Α uultu etiam
Voltejus. Delli doppj nomi deIle tribu si amo di a
nome di tribu, ma tui te due di fainiglie Q. MINICIO, Q. F. FAB: POB. MACRO e in Brescia , ed in Suetonio C IVLIO C. F. FAB. SCAPT. CAESA BI. AUGUSTO
Pure Suetonio dimostra esser due tribu . Clii sa ancora se quel Minicio ave va due tribu uua per se, uu'altra per ad iove, o v vero Per quRI-Diuitigod by Corale
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che vittoria uelle accusaZiunt, che mi Par ricordar-
mi , che si suada guavano , ed in qualche tempo si comperaVano Per aver Parte maggiore nelle distribuZioni. La Iulia e Flavia e Ulpia ed Aelia ancora fouo per adulazione no ini agi unti alle vecchie triba, e Dione to dice chia ro. De la Aelia mi foviene quello clie dice Festo dallagente esser sorse meglio det to della tribu, e cosi la cacciere ino della compagula delia Iulia e Flavia, pure pensa teci uu poco. II DUM utida fastidio, diri a Dumia. II CL S lucerpreto CESTI A. Il VOTA itovo in due inaratii bullissimi; se e errore, dic eva VET. οὐ vero VOLT. se non is errore, Che cOsa dira ' votiva. In Iuogo di Aelia pone te la Publilia o Ρoblilia. II Taur. aucora non soche sia: ne diqueste tre ho esempio CES. TAVR. e Aelia: dubii oche non siano nomi de citia, come Tauromiuio e Aelia sacra, idest Ierusaleni. Laetimologia di Meutina nou Ia so, e mi placeria Menenia, ae vellessi il asso , e come voi agi uugete li fassi comuni di MENdella Menenia; eosi la Cluuia e Ia Clueutia liaci uosassi di CLV. communi con la CIustumina. La Me nenia non so che elimologia abbia. Delia Ocriculana si potria dire, che fosse de ita ab ocriculis, idest
montibus, quasi collina a coi; ibus, o v vero, cheprima fosse d'aItro nome , e pol per esser in ebsa Ocriculaui, sos,e det ca uost. Le eento primu , elu AIU
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ulli me nil piae eno: di tuti e t 'alire titte sedici, inanon vi constringete lnetterte a due a due, per chenon aure te fermezaa. Padre Ottavio pigilava per certe quelle che avevano testimonio di libri e dis assi insteine; pol di quelle di fasti soli quelle chehanno Pili numero. Quel faria Publilia e Poplitia una tribu e pensiet dei padre; ina a me non placo trop-po, trovandosi due famiglie disserenti. Quanto
alle otio nOporum ci Dium se condo Paterculo, e diς- et secondo Appiano, non posso creder che aveSSer altri nomi, che quelle antiche, se vogitaino direche surono cavate per sorte otio tribu vecchie, net-le quali contribuissero questi novi, come mi Pare , che die a Paterculo Ho trovato pero un luogo di Sisenna lib. III. historiar. in Νonio Marcello cis mutata declin. che dice aver L. Ρisone Latio non soche in due tribu nove. Le parole gon queste. L. Cia purnius Piso ex S. C. duaS nODas tribus . . Desidero saper da voi, se su Pisone Censore ne tempo dei bello Marsico, o vero prima, o che istoria eredete lasse questa, perche Sisenna scrisse la istoria di questa guerra sociale . Notate qaello novas tribus, ehe fa necessita di inet ter piu tribu di 35,ed h verisimile che avessero nome. Questo hasti per ora delle tribu . Della Cittas crive' te in una Vostra ecchia the avete belle coge da dirmi. Desidero multo intenderie, pure dirb quello che se Disilia oste
