Epistolarum Reginaldi Poli S.R.E. cardinalis et aliorum ad ipsum pars 1. 5. Pars 2. quæ scriptas complectitur annis 1537, 1538, 1539 scilicet ab inita legatione belgica usque ad desitam legationem hispanicam. Præmittuntur animadversiones in epist. Jo

발행: 1745년

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INSTRU ZIONE,

ΡAdre Santo, se ii servitio, at quale N. S. Dio mi faces.se atto per servire Vostra Santita non consistesse in altro che in haver Ia preparatione de l'animo e determinatione di e oner la vita per quella, di questo era molto tempo fa in modo risoluto che i favori & grandillimi honori che quella s' E degnata sopra reni inerito, & aspectatione mia de farmi, non hanno operato in me altro augumento se non che conosco di douer far hora tutio per ouli. gho quello, che prima faceva per mera e lettione. Pero bisegnando ait 'opera, che U. Sant. disegna valersidella persona inia per serviria meglio, attre circunstanZe, ebis gni resporro tutio quello che mi occorre remetendomi& nei publico & nel privato mici ai sapientissimo gluditio& benignita di V. Sant. facendo questo memoriale piu per obediria, che per dubio che io abbia che di esso non si per occorrere & quanto diro & altro assai abondanta mente. E prima dovendo effer Ogni nostro principio & fine it servitio di N. S. Dio, e di questa S. Sede Apostolica alia quale per sua gratia & eon tanta laude , e sedissaltione de buoni V. Sant c pres 2 ita , ancorche sia certissimo che ella non manchi nelle sue sente Orationi raccoin mandare semiaere a S. D. M. te sue operationi, pur Ia supplico tanto piuferventemente di questo in che te placera operarmi quanto the ci va con gli altri interessi quello delia Patria mia , edi me medesimo per esser la via molio Ionsa & io non habile per la qualita delle nate sorZe a far diligenaa alcuna

straordinaria.

Ricordaria reverentemente alia Santita Vostra, che R. cesse Dissili sed by Corale

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PR A LIMINARIA. CCL xxv

eesse l'espedittione quanto pili presto fosse possibile, perche

non ellendo se non a proposito che quella mi mandi iamni evento si per far quella opera che puo in una causa simile, si per mostrar cognitione & corri sponden Za allavirile & christiana dimostraetione che hanno quei popoli,& tanti degni liuomini , se ben venisse cola nuova dom lamia partita per la quat V. Sant. avesse ad alterare la comis missione, che mi seste partito, si mira sem pre far per me ZZodi lettere, &io me trovaro non haver persa l 'occasione delcaminare, essendo molio necessario che pila tosto anticipiche po sponga ii tempo, at quale se fuge come si parta de .

terminato di far qualche partamento publico, avanti it qua- Ie saria bisegno havere spacio, eco inmodita di poterio fare. Facendo come fa sania mente U. Sant. professione di neutrale e Padre commune de tuiti, penso che sia bene chechi dipende da let, & va per cose della Religione Christiana quanto possi si accommodi a questo verso, questo dico per la via che io avessia fare per Francia,& per Alemagna. V. Sant. potra considerar tuiti i rispelli, & deliberare qualsara Ia pili sicura a fine di condulci do e se desidera senaa intoppo ne dilation maggiore di quello porta ii longo via g. gio e bisogno di sare. Et accioche questo sia accellato dalla parte deli Imperatore pari mente come dat Christianillimo con queli' animoche V. Sant. si movera a ordinario saccia chlamar ancorat Ambastiatore de Sua Cesarea Maesta sco me ha fatio quello dei Christianissimo e proponali la cosa di sorte che ne habbino da strivere, e sat rimanere sedissalti i Principi l

ro, dicendo gli ancora se cosi piace a S. Sant. che ella non vuot ommetier questa occasione che ha delia persona miadi commetierint ancor quello che pvotra portare questa

passata per quei luoghi di partare di entrare de instare epregare di pace e di ejorre i pericoli delia Christianita per te prepara aioni Turchesche, & haver quella consideratione che si puotra alli desordent che sono per te heresie e partare ancora dei Concilio, & quando questo placeta a M m a V.

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c Lxxv I MONUMENTAU. Sant. si degnara sarmi dare quelle informa et ioni che sos sero necessarie , & commetiermi quanto in cia scuta articolohavro a fare, che con I'ajuto de N. S. Dio mi s rraro seruvar quella sede , Sc integrita che sono obligato a Dio , de a let, & puotro aver Brevi particolari sepra cio, e seritture che sossero necessarie per Anglia, e prima la Bolla delia legazione la quale non per conto privato ma per ii servitiodi V. Sant. e della causa perche si va , supplico che sia &di parole e di lacolia honorevoli, & ampla di sorte che da

essa sit conosca i honore che lei fa a quella natione mandan. dole uno de suoi cosi innocente mente, & con tanta modestia suor di quello che sera it servicio suo, che con la gratia de Dio lasciano tanta edificatione queste gratie e secolla che suol concedere questa Santa Sede, quanto per non pariar delli altri che non ho notitia , so , che ha generato scandalo chi l'ha usate at contrario di quel fine per Ioquale solo si doveriano dare, & accellarsi in quello Regno. E perche pvotria occorrere di aversi ad adoperare o tutiate o parte di queste sacolia in lum hi o per tutio ii Regnodove ici non mi puotesse tras ferire e te persone non venircommoda mente a trovarmi, it che faria ancor pili difficile a 'Hibernici, supplicaret a V. Sant. che si degnasse darmi sa- colla de communicar te iacolla di tutio quello che giudicasse espediente at servitio suo, e benefitio delle anime a quelle persone deli' integrita e viritu delle quali pilotessi prornettere quello, che da medesimo, e sistendesse bisognando in Scotia e ne i luo glii sedditi a quel Resno , perchenae ne valerei dove sapessi che sine necessario a bene adoperarie. Potria portare un Breve generaIe a tutio i I Regno ape to di tal tenore che V. Sant. mostrasse di riconoscer I' antimo loro e nondimeno avendo da essere pubblico it Re neri manesse pili presto foditatio che con mala contenteZZa. Et che doueva dir prima se si havera a seri ver at Re, Regina, & Principessa & della sernia esia pilotra pensare, &

commandare.

. La

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PRRI. I MINARIA. CCLXXVII

ta somnia di quello che si desidera in Anglia giudicoche sia che ii Re ritorni Ogni cosa in quello stato che eraavanti che facesse ii defordini che ha fatio , & che si comandi tutio quello che non si puo comportare prima de Dogmi della fede, e Religione senta una minima diminu-Σione, pol di restitu ire t obedienχa, & l 'aut tori ta solita inquel Regno e da se e da tuiti , & ecclesiastici, & secolarinet modo che era prima, secendo & in fatii, & in parole,& in Ogni dimostratione quelli segnali , & effetti che si

Pu tran condurre a fare, & saltem che saranno necessarij a recuperar la gratia de Dio , e di V. Sant. , & incorporatione de fedeli. Placera a U. Sant. Ordinare che mi sia data una in r-matione di quello che era solita di communicar la Chie sade Anslia con questa Santa Sede, perche sappiano , che, e quello, a che si devono ridurre & ancora della manieracon che si avesse ad accellare ii Re alia peniten Ea, benche credo purche venisse quando non si potesse ridurre a tutioquello, a che piu ello che gli altri doveria et ser pronio cheV.Sant. si contentaria di quel che si puotesse condurre purche non sosse suora delli termini dei dovere. Io spero che al buon animo che quei popoli hanno mo-st rato verso questa Santa Sede, secondo che si dice, pili presto sa da sperare augumento di devotione , & riveren Zaverse essa che diminutione & che quando si trovasse diffi-

colla ii mio uilitio seria non resolver cosa alciana senZa communicatione della Sant. V. Nondimeno perche pvotria Ο - correre , che volessero sare qualche alteratione di quellausan Ea & necessita , che in tutio in parte avevano da sarca po a Roma, e che ii tempo e de concludere ii par lamento o altro mi sosse proposto at determinarim eost certo chenon avesse tempo de consultar Ia risposta con V. Sant. leplacera ordinarmi it modo, con che mi avero a governaree non ammeiter cosa che non li seste di sedi statione &correre it pericolo di non guastar il resto per serino star senapre in questo proposito, pariando sempre non di

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possiano effere nostri ne not accellarii, ma di qualche liberuta che volessero havere di puoter fare seneta venire qua, piudi quella che hanno avulo per il passato. Dei Concilio, delle materie Lutherane, & altri incomvenienti di heresia che sos sero publicati per questi di sordinidet Re,faro quanto N. S. Dio mi dara gratia che io conoschi , & a lei placera commandar mi piu particolarinente. Credo ancora che li placera rimet termi a quello elie giudi- caro essendo in falli che si possa & debba sare di perdo nare a mni uno, & legitimario in quel grado che si trovata, facetiuo pero che di quelle cola cne hanno a dependere diqua, sacciano recapito at solito alia Corte come delli provisti delle Chie se dapoi che n levata thbedien Ea. Non parto della provisione delia persona& sostentatione mix&della compagnia, che parra onesto & honor evole a S. Sant., che io meni in eco, perche sappendo essa che io non ho ni e te, & che non saria honesto ne conveniente che is and assia merce de altri, so che per la prudentia & benisnita sua, S: per la pratica che ha di questa & maggior cola la si de- gnara farci quella provisione, che conviene di sorte che tomi possa provedere delle cose necessarie de sostentarmi finche ne mi occorra modo di 'ravat V. Sant. i hi freni della quale sapendo pilo effer certa che quando N. S. Dio vo. lesse che si pilotesse far con l' honor de tuiti non haveriam aggior deliderio che serviri a con questa sedissettione di

non darii pili grave ZZa alcuna. Ma Padre Santo una cosa non voglio ommetiere che mi

pare importanti ssima e puotria effer ri prese da U. Sant. de aver puoco pensito at suo servitio quando Ia preter mettessi. Puotria essere che v edendosi ii Re a naal partito con tanta suria di populi adcisso, avesse cercato con di inandar te loro petitioni e mostrato di giudicarie honeste e promet tendo divolerte accellare di levatsele de dota con animo di non ocservar cosa alcuna quando si vedra suor di peri colo & colteinpo andar si levando gli auitori della seditione hora con

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PRA LIM IN ARIA. CCLXXI κ

uua occasione hora con un altra. A questo quando i Popoli non stessero saldi, overo essendo inutili per luscitarii, pensocte saria una gran provisione se ci sosse cni in nome de U. S.Ii confirmasse o sollicitasse non solo con te parole, ma ancora con fatii, i quali bisognaria che sessero di quella quantita di danari che ii bisogno portasse i quali essa vede come in poco migliore e piu necessario uso, & in a juto di persone, che sono cosi benemeriti sariano spesi, edi quanto bene puO-

tria essere causa avere tiri medio pronio. Pero tra te attre cola mi E parso riverentemente ricordam

Ie, che saria bene che in quella parte di Fiandra, che sesse pili libera, la clavesse un credito nelli Fuccari, e Belzeri, ruanta fosse maggiore,meglio saria dei quale avesse a vale quella persona a chi li placesse dar questa sede , quandoche io per occasione, che sossero si ben spesi giudieassi di

Inetlerci mano, che puo ben esset certa che io non sarei mal si temerario ne si poco amorevole che Io facesse se nonun cata che Ia mi avesse da riprendere quando pretermettessi di farto. E Cista, & altri particolari si puotria partare pol, benchedituito ancor quello che ho detio, non reputo didover averaltra parte se non de avere obbedito a V. S. alii commanda menti delia quale sottometto la vita & quanto puotro,&havero sempre come sono obbligatissimo di sare.

Pro Reverendissimo CΑRnisAti POLO ad Caesaream Majestatem proficiscente. Eω Codd. MSS.

DRimum benedicere Suae Majestati nomine S.DN.,& de I inde exponere causas prosectionis D. V. Rn , tum ad Majestatem Suam, tum ad Regem Christianissimum, quas a S. S. habuit in mandatis, super impietate, & saevitia Regis Angliae.

Deae

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CCL xxx MONUMENTA Demum persuadere Suae Majestati, ut Oirmi cura velit in .cumbere reductioni illius Regni ad veram Religionem, nee ulterius pati Rege illum impune saevire in Deum, & in san istos, tamdiu a se, 3c a toto Regno cultos. Ad quam rem habebit ducem authoritatem Apostolicae Sedis, Sc S. D. N., qui ut monstraret viam in hac re, quam alii Principes sequantur, publicavit Bullam &c., Habebit Regem Scotiar,& hic novum creatum Cardinalem Scotum, Virum magni- faciendum, de multae authoritatis in illis partibus . Itaque prohibeantur commercia, de si quid aliud videbitur ad hane rem pertinere, non omittatur, sicut pro sua prudentia D. V. Ritia melius de cogitabit de dicet. Et quoniam expeditio quae paratur in Turcas, obstat plurimum huic Angliae reductioni, & Concilio celebrando pro rebus fidei, Se pro Haeres Lutherana extirpanda dcc. D. U. Rma conabitur omnibus viribus persuadere Suae Majestati Ionge praestare , ne praesens occasio restituendae Religionis Nostrae in pristinam formam omittatur, fieri a liga universa inductas i & incluso etiam Christianissimo Rege in cum Turcis ad aliquod tempus, quam propter expeditionem in eosdem Turcas quae non niti diuturna Sc dubia dc dispendiosa esse poterit 3 amittere Oceasionem bene gerendae rei Angliae, & Lutheranae. Simulque ostendere Suae Majestati id quod certissimum erit, ut si etiam Bellum Turcarum proia pere, dc ad votum prorsus cessisset , ne liga, de Sua Majestas etsi victrix possit in victoria ulcisci Hereticos, de male de

Religione meritos; daturos interim eos ipsos operam, ut con

spiratione facta Italiam invadant Ze pecunia Regis Angli quais maxime abundat, de Germano milite quo Lutherani pol lent, Provincias Ob Bellum Turcarum praesidio maxime nudatas devastent, ac diripiant. Et praeter haec quaecumque D.V. Rniae videbuntur ad hanc rem facere non tacebit 3cc.

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LETTERE QUATTRO

Dei Cardinale Alessandro Farne se, seris te da Toledo, Da Codd. MSS.

Alessandro Card. Farne se at Pontefice Paolo III.

Padre Santo a I. Giugno da Toledo I 33y. HAvendo seritio per ibitra di xy. a V. Sant. ii seguito da che mi partei da Barzellona fino a tutio it primo congresso con S. Maesta, strivero in questa It capi pubblici

det secondo ragionamento. Hieri dovendo andare Ia seconda volta a visitare S. Mae fa Ces seci Ia via della rasa dove sta it Principe, e visitat S. Alleaza prima in nome di V. Sant. Di di Madama n s , det Sig. Duca mio Padre, e dei Prestito mio Fratelisto con quelle parole, che mi parvero a proposito. S. AlteZeta mi rispose molio saviamente&amoreuol mente ΣΟ. Σ .parolette a proposito,& cosi parte per non dare pili incommodo a S. Aliezza , & parte perche l'hora del1' audientia Con S. Maesta ventua, preti licentia , & inviaimi alia Sisa accompagnato dat Duca d'AIva, & dat Vescovo di Coria, sin Ea quali non e possibile, che possa ustir di casa, polche S. Maesta cosi te na imposto. Giunto at Monastero della Sisa , & trovando S. Maestasu la porta della camera li sei riverentia , & iubito si riti. rammo in un'altra camera pili secreta, venendo con me ii Nuntio , & M. Marcello , dei quale S. Maesta si contento volentieri che intervenisse a tutio , havendo ici fauo cio intendere prima per il Sig. Nuntio. Giunti in la camera, che io dico secreta, io cominciai adesporre ii resto della mia commissione circa te cose pubNiche prima delia perstitione delia Pace, pol delle cole d'I ghilterra, & tertio det Concilio e negotii di Germania.

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CCL xxx II MONuMENTA Ia prima visita esposto a S. Maesta la principat commissionem ia di visitaria & consolaria in nome di V. Biae , segui rei hora alcune attre cose, che U. Sant. poiche io devevo venir a S. Maesta ) mi hau eva imposte, delle quali Ia primaera, che havendo U. Sant. alle setti mane pastate fatia fare piu volte instantia a S. Maesta per la periettion della Pace col Re di Francia seneta traver voluto dissimular cosa alcu-na di quelle che V. Sapi. sentiva circa la oppositione det Renelle eose di Milano, se foris U. Sant. sosse paria a S. Maesta troppo libera,&vehemente in tal cose, sapesse che solo era per il helo che V. Sant. teneva & liene in te cose de la Religione, perche vedendo V. Sant. che aliora si havevanoli Signori Venetiani in lega, it che era cosa da stimar motito, &prevedendo che saria stata poeo durabile, senra fare una gagitarda impresse offensiva contro at Turco, haveva vois Iuto con quella sicurta che la bonia di S. Maesta,& la conjunctione che teneva seeo ii dattavano, dirne liberamentei'animo suo a S. Maesta , perci chε seneta diibbio te sorve det Re di Francia unite at corpo delia lega saria satia l'im prela molto piu gasii arda, & li Signori Venetiani harieno meglio mirato a disjunirsi. Et qui significat a S. Maesta quello che Monsign. Gio Montepulciano solve a Monsgn. Durante di Venezia alli et s. di Maggio , soggiungendo , chealtrimente U. Sant. haveva pili causa di desiderar lo Statodi Milano a S. Maena, che ad altri, tanto per servitio della Sede Apostolica per cagion di Parma e Piacen Ea, quanto per interessi di casa sua , havendola appoggiata tu ita a S. Maesta sola . Et hora quando l'occasione de' Venetiani BL se persa come si temera V. Sant. dubitava sorte che non

toccasse a let, & a S. Maesta seli di disendere Ia Sicilia, ilRegno di Napoli, Roma , & la Cristianita dat Turco, &pero considerata la sua potentia , V. Sant. non voleva restare di nuovo di non dire apertamente l'animo suo a S. Maesta, quale era di parergli la perstitione delia Pace tanto piu necessatia hora che mal , quanto e piu necessario ildilander se, che offender altri. Et se sorse coI Turco si facesse Dissiligod by Corale

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PRAELI MINARI A. CCLXXXIII

cesse tregua universale per Ia lega , ad Ogni modo la me- desiuis perseitione delia Pace saria utilissima ad extirpare leheresie dalla Cristianita, perci he non volendo it Re co- me sempre ha detio in prima lassare ii suoi amici, avviene che ii des viati sono piu superbi , & S. Maesta trovara sen-Σa tal persectione maggior fatica a ridurii , che non fariacon essa, sicchὰ V. Sant. , eo me quella a chi te cose della

Religione sono molio a core, non ha poluto se non ricor

dare a S. Maesta ii parere suo libera mente, & maxime inquesto tempo, dove son piu occasioni di parentadi sta ii Re,& S. Maesta che malue rimetiendosi pero sem pre alla prudentia di S. Maesta.

Dissi appresso, che avendo intesO U. Sant. tanto per lottere di Monsign. d'Iurea Nuntio in Francia, quanto per re latione di M. Latino, & di M.x Ch. φ Segretario dei Conis testabile, che era stato mandato a U. Sant. come ii Re tro- vava buona la oppinione di S. Maesta Cesarea circa it mandar prima i protestanti ai Re d Inphil terra , che V. Sant. mi hau eva imposto, che io hora sollicitasti la expeditione appresso S. Maesta, accioche se non sex equisse la Bolla, &le censure, non si facesse maggior plaga alia Sede Apostolica di quella che si E salta sin qui . Et ultima mente circa it Concilio Aggiuns, haver letteredi U. Sant. dopo la partita mia di Roma , per te quali misgnificava, come it Concilio era stato se eis in consisto. rio a beneplacito di V. Sant. & di quella Santa Sede , ve-dendo che cosi era parso a S. Maesta, & at Serenissimo Rede Romani, alia prudentia de'quali V. Sant. haveva tribui Io tanto, che si era exposta alle calunnie, & maledicentie di molli per satisfarie, & maxtinamente intendendo che S.

Maesta, & il Re de Romani speravano che si traria qualchebuon stulto det Ia Dicta proxima di Norimberga: in la qualcosa concorra che U. Santi sappia Ia eura che S. Maesta hasem pre tenuia in te turbolentie della Religione,&maxime in quella provincia. Tuttavia non poteva se non pregaria,che hora ce ne volesie haver tanta piu, quanto te cose Va N n a no

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