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CCLxxx IV MONUMENTA no ogni di peggiorando, se una volta non se riducano in tu to, & che si vede effer necessario, ovvero , se ii tempo loPortara, Venir presto alia celebratione det Concilio, o senon, serrario filiche Dio mandi miglior occasione, perci oche non sta bene cosi talpeso per molle cause . In questi trecapi S. Maesta mi rispose in questa sententia . At primo delia perfection della Pace, che non accadeVa,che V.Sant. li facesse stilia di averti ricordato uri Opera tanto& tanto consorme at suo desiderio di S. Maesta, anziche ne
basiva i piedi a V. Bile , & quanto at parentado, che io lizrlavo che hare e potulo fare senin xisponder, per sapere
Orainai, che S. Maesta e vecchia,&che chi ha figlie dama. ritar miraria molio bene come te desse a uno di quella eta.
Di pol che S. Maesta ha figlio, & figlie hora mai grandi in
modo, che pili presto deve pensae a lor , che a se . Chequanto alla persection della Pace col Re di Francia non mancheranno modi senza questo; & venendo pol alia partita de Signori Venetiani disse, che non credeva che quella Signoria, quale is professione di tanto advertita & prudente, havesse fatia una simit cosa con si poco rispello di V. Sant. & suo, 3c che quando pure se ne dubiti, crederia cheii risentirsene pria che la cosa si scopra, potesse sarii atquai to vergognare & stare piu in ossicio , perche scoperta chesesse non si potria far altro che dissimularia,& che sorse ne striveria at suo Ambasciator costi Aquesto replico it Nil tio, che quel che si era communicato con S. Maesta era sinio her mostrassili si pericolo , dei quale , se bene non eracosi certo , pure quando seguisse, it ri medio era la pertaction della Pace, che non si era detio gia per commetiermale verso li Signori Venetiani.
At secondo eapo d'Inghilterra mi rispose, the gia sapevati Nuntio lanimo suo , quale era di mandar li protestantia quel Re, ma che per la reputatione dei negotio bisognava prima che ii Card. Polo andasse a traitare tal cosa colRe di Francia, si come haveva traitato con S. Maesta C
sarea. A questo rispost , che certamente U. Santia quando
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spaceio ii Card. Polo da Roma , ii commise che cosi andasse alia Maesta Christianissima come alla sera.& che pot-che S. S. Rnia non per altro, che per timor della vita sa pendo quante iusidie te seri tese dat Re d Inghil terra in si sermo a Carpen tras , dc mando I 'Abbate di Sansaluto at Re di Francia, essendoli ri soluto di la quel che bi gnava , non pareche per questo accada altro, salvo di ordinare, che queosti protestanti vadino &c. Qui S. Maesta parIando libera mente disse, che questo Eon bastava perche quando it Re voleta, o havesse voluto porria in olli ingratianarii col Re d Inghil terra, con dire cheegii non ha voluto accellare ii Card. Polo & S. Maesta Cesarea si, perche te vere Ggioni delle cose sono note a po-ehi,& cosi pochi sanno che ii Card. Polo sia restato a Carispen tras per timor della vita, &non per altro respetto, pure
che se ne ragionasse con li ministri sol, che ei pensaria, de daria rispost a. At terao della suspen 1ion det Concilio respose, che te co-
se satio non hanno regresso, perche quando V. Sant haveL se leguito ii parer suo, haria fatia una prorogatione a te in-po determinato come te ait re volte, de non a ben pubblico, de che e ben vero, che a S. Maesta non pareva tempo hora di celebrare it Concilio, conoscendo che ne risultaria, reis putandolo de effetio contrario a quel che per ii Concilio sicerca, ma che da altra arte bisognava ancora reser la cosa
in modo che non si desse masgior causa a Lut therani, &etiam a Catholici di calunniar S. Sant. perche essendo liLuti herani tristi non pigliano mai la parte migliore , mala pesgiore , & cosi quando hanno vn poco di verisimile con cne persuadere i popoli contra at Pontefice, che ci si
ut in risposi, che quando S. Maesta pensasse bene a quello che era satio troveria effer data molto minor causa didit male a Lut therani, cosi che non saria stato con prorogar il Concilio a tempo determinato , perci chh cosi si pote va celebrar ira un me se, due, tre, & final mente qua-
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Cc LxxxvI MONUMENTA Iunque volta convenisse, & paresse a S. Maesta , non desi derando V. Sant. altro come s E possuto vedere che l'es fetio di questa celebraZione, & quanto at Calunniare tanto possono li tristi callunniare questa suspensione , come qua-lunque prorogatione &c. A che S. Maesta ali ultimo conissenti, & disse, che io dicevo bene; dc Monsign. di Granue Ia ha pol affirmato at Nuntio, che per inolle ragioni e sta to meglio cosi che se lasse prorogato a tempo certo. Venne di pol alte cose di Germania ,& disse potersi tener per una maxima che Ii Luitherani non sariano mai bene
se non per paura, & pero che tra te attre provisioni che liliarevano di fare prima che la Dieta di Norimberga si est ebrasse, era che ii Catholici si mostrassero gagitardi coli'
armi in mano, e che a questo fine S. Maesta haveva mandato credito in Germania per CL. mila Ducati, e li avertaparso che anco V. Sant. douesse tener in quella provinci 4 in mano di que' mercanti che piu li fida qualche somma de denari, che era come tenerii in casa, dc fariano gran tim re alii Luitherant . Risposi a questo, che io farei la amba- sciata a U. Sant. quale sapevo, che per ii Zelo liene allecose della Fede non mancheria di fare tutio che conveniLse, & paresse a S. Maesta . Nel resto .dei provedere a di-
sordini di Germania S. Maesta disse, che ii sui Ministri lopraticheriano con me . A questo proposito non urelio miscordi avulsar U. Sant. come Monsig. Lundense si trova qui,& it Duca de Bransuich che venne con tui, parti quasi subito che giunis, percio che io lo trovat ire poste di la da Madrit, & aliora non conobbi tui, ne tui me. Ho compreso che M. Adamo Centurione erro per Ia si militudine det Nome, quando in Barzellona mi disse hau
re inteso per via, che era venulo a questa corte i Arcive
d Inghil terra, perche erano stati l Arcivescovo Lundense, & it Duca di Bransuich come ho detto ne Inghil terra ha mandato qui altro homo, che Io Ambastiatore ordinario fino ad Ora.
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PR ALIMINARI A. CCL xxx IIIl Duca di Bransuteli parti subito the hebbe visitata Sux Maesta,& paria toti delici stato delle eose di Germania, albisogno delle quali pare che S. Maesta sia restata di fare
bona provisione ,& prima havendo tempo sei mesi di accetistare, O no la suspensione de XV. mesi, che ς ε fatia i a Francsordia, mi disse S. Maesta, che non si risolvera prima che at fine det termine. Saro hora io con questi Signori Ministri, vedro qual sia it loro parere in tal cosa. Finite te cose publiche &α
me credo, che V. S. hara visio . Dipol alli a a. surono dam e ii Commendatore Maggior, & Mon signor di Granuela a consultare in nome di S. M. quello, che net secundo ra-gionamento ella his a rimeta a Ioro Signorie, che erano
uattro capi, de Inghilterra , det Concilio, & Germania,
elle cose at Camerino, & di nata Sorella. Comineiat is a dirii sopra te cose d'Inghil terra quel me- desimo , eli' havevo det to a S. M. A che Monsig. di Gran- Vela rispost in questa sententia. Prima si s rho di mos rarche Ia mira, Se obietto de' Luterani, & det Re d Inghil terra era tuti'uno, no' gia di disputar sopra ii dotiori della Chie-sa, o sopra altro articolo della Fede, ma di usurpare ii be- ni Ecclesiastici, e discuotere it giugo della Sede Apostolica,& vivere a modo loro, dicendo ch'il vero e cosi; te ben essicercano con attre apparentie verisimili di occultario ,&chela medes ma causa sa, che ii Re d'Inghil terra stia separato dalla obedienta della Sede Apostolica, di modo che essendo it loro fine unito non sarieno mai per abbandonare l'uni' al.
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Cc Lxxxv III MONUM TNTA I altro, quando alc uno di Ioro suta molestato, sico me dieeesser chia ro tanto per te apperte intelligentie, che si tengono continua mente sta In ghil terra , & Lutherani, quanto per la experien Za vistane alii di passati, percioche gia XIIII. ni ita Tede schi erano congresati nello frontiere deli 'Oceano per passar' in Inghil terra a defension di quel Regno. Horactando te sopradet te cose, dice effer a considerare bene conqualde questi dui s tostia prima la pugna consessiando efferragione, che S. Maesta attenda alia redultione det uno,&des altro, & conclude, che havendo it Red'Inghil terra danari, Se li Lutherani homeni, quando it Re su se ii primo molestato, che olire che si defendaria gagitarda mente, potaria ancora accendere co li sitoi danari, & eo li homeni Lu- therani un si grande suoco in Italia , che sarebbe difficile a reparario. onde dice, che la Maesta Cesarea giudica dove si prima aecordar te cose di Germania, che romper con In-ghil terra maxime sperandosi presto di esse qualche buonaresolutione.
Qui risposi io , che quanto a questo parer'di sua Maesta
venendo da cosi prudente , & Catholico Principe non sa-prei, che diraltro, escetto ὸi riseri rIo a U. Santita. Mach iovedevo bene net differire la cosa di Inghil terra farsi una granserita alia Sede Apostolica , perche es Iendo gia emanate IeCensure, & le Bolle contra quel Rὸ di parer di i una & l,ltra Maesta Cesarea, & Christianissima sco me Ior Signoriesipevano bene) ove hora non si exequi sero , llautorita diruella sania Sede diverria molto negle ita. Et renuno con ceria, che si portava piu rispello at Re d Inghil terra costi mpio, & scelerato, come e , che alia Sede Apostolica, pero che almeno per riparare a questo inconveniente si doveria sar in modo, che apparisse da pratica manienersi viva,&che se te Bolle non sono ancora exeguite, o non si exequistono cosi presto , non resta per negliger si , ma per honestare, & maturar meglio la executione , & perci che almeno non si doveva restar hora di non mandar ii dui Ambasia satoria quel Re, come si era ordinato &c. Consessorno et 'io
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dicevo ii vero, & che si doveva maniener' la pratica viva come havevo detto , & attender in tanto ad acconciare Iecose di Germania,& che questa propria era la via, masterno pero nella medesima oppinione di prima , che si isse necessaria l'andata dei Cardinal Polo in Francia avanti cheli Ambasciatori si mandassero, dicendo che trovandosi S. S. Rma in Avignone to porri a far subito, & che cosi ii Ambasciatori andarebbero subito. Qui vedendo io in che dissi- .culta ei ponevano, dissi, ehe quando it Re di Francia si contentasse hora detrandata dei Card. Polo in quella Corte, che S. S. Rma andaria subito senza riguardo delia vita sua, tutio che susse deli' importantia che e , & insidiatissima. Ma quando da altra parte ii Re non si contentasse, & di- cesse scome e intende chedice che per ri solvere te cose resolute l'andata det Cardinale non ε necessaria, che in tal cata pensassero, che modo si potesse trovare per satisfare a l 'una, & a l'altra Maesta, & per evitar qualche mag-gior indignita di questa Santa Sede, come saria quando unCardinale si movesse per andar in Francia, & susse satio subsistere. Disputossi molio sepra cio,& non volendo loro passar per hora piu avanti contra Inghilterra , che in mandar il loro Ambasciatore con quel det Re Christianissimo a protestare&c. No si trovo mai modo buono se no questo quando piaccia a V. Santita , cloh che tornato che sero io a Roma , V. Sant. striva at Cardinal Polo , che per aver ellainteis da me circa la expeditione di Inghil terra cosa delanimo di S. Maesia Cesarea, che S. Maesta no ha voluto comunicar prima ad altri s)ico di quello iura qua inco liAmbasciatori saranno andati a protestat'&c. & quel Re non hara voluto obedir in pare hora a V. Santita , che S. S. Rma vada in Francia per intendere ,& ri solver con la Maesta Christianissima it medesimo , percioche cosi vedendo ilRe di Francia, che S. Maesta Cesarea habbia per mezeto nato comunicato a U.Santita pila olire circa l'animo suo di quello, che volesse comunicar ad altri, non vorria sorse parer
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di fidissi ineno di V. Miu. che si abbia fatio Io Imperatore. Onde ii Card. Polo hara legitima causa di andare in Frat .cia, come A tratiar piu avanti di quel, che filio a qui si talatio, de arulando S. S. Rma promette S. Maesta Cesarea dimandar Libito si suo Ambalciatore in sieme coci quello dei Re Clitistianissimo at Re Statili erra &c.
esto modo , o uno equivalente, quando a V. Santita piaccia, potra tener viva Ia pratica d 'I hil terra eon molt
honor,& utile delia Sede Apostolica, altrimenti vedo troniscar si in tutio, e farsi grandissima plaga at honor di V. Sa tua, & di quella Santa Sede come piu a longo Ii diro piacendo a Dio J alla mia tornata. Alle eois di Germania consessorno ingenuameme humgnar , che V. Santita , & S. Maesta ci provedino con plucura, che sorse non s'E fatilo fin qui per effer riduite a ter mine, che governandole bene , se ne puo sperar bene, &governandole male, si perdera quella provincia in tutio,&pol co lo e senilio di effa ii resto di mano in mano finche Dio proveda attramente, dicendo che laghil terrα si disse iodalla ubedientia della Sede Apostolica per l'ese infode'Lu- therani , che altrimenti non to haria diato , & che Ii Prelati Catholici di Alemagna, sono in vero piu desidero si di liberta, che zelosi della Religione, & pero che Io Imperatore eradisposto di a uenderct con tu ite Ie se rete sue,& spm rava, che ii simile faria anco V. Santita , & che ti capi principali da discuter ora erano questi.
Se lo Imperatore avendo tempo sei mesi di accellare ilconcluso nella Dieta di Franc sordia lo doveva accellar D no,& quando, & a che tempΟ.
Irem se la Dieta sutura di Nori erga si doveva lassar celebrare o no, & quando si, in che modo.
Et ultima mente far provisone de'denari , O eredito in Ale- magna tanto per la repura Eione , quanto a cis che suffero
presti, caso che bisognaste adoperarii, rimetiendosi di piua quello, che sapria dire Monsignor Lundense , quale era interventito alia Dieta, & hora si trovava qui. Et perchenei
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PR ALIM IN ARIA. Cex CInel partare dei modo da fars Ia futura Dieta di Norimber
ga, vedevo costoro variare at quanto da quello, che serissegia it secretario dei Card. Brundulino, & maxime dove piuconsiste la importantia, cloe nella qualita,& quantita delle persone, che hanno a disputare r io Ii domandat copia dei Instro mento Atto ne I Recesso dei la Dieta di Franc sordia, pra tes cosa & in sieme pregat lor Signorie , che tanto laoppinione di S. Maesta, quanto quella di Mons Lundense, & loro suffero contenti, che me ii desse in scriptis, per po herle tanto pili fidelinente riportare a U. Santita, it che mi promisero molio benigna mente. Et coli litvendole te mandero con questa alia mia partita per uno di questi mei, chevenga di longo a Roma, si per la importantia di questa negociatione, parendo a S. Maesta, che la Dieta futura comincia mezzo Settembre che hora mai ci resta poco tempo, si per avulsar V. Santita de la nata partita di qua, quale sara a 28. placendo a Dio, come in un'altra Iettera, de' negocii pri. vati dico a V. B. piu a longo . Ne me occorrendo per questa altro bacio e' pie di di V. Sant. huini linente. Da Toledo alii XXV. di Giugno I 39.
Tenuta a 27. Monlig. Lundense e venulo a pransb conme, & doppo desinare me ha pariato delle cose di Germ nia longa mente rendendo mi conto perche non si e possuto far me glio in la Dieta di Franc sordia , & final mente metia letta, & lassata la inclusa Insormatione, dove C anco ilparere suo circa la redultione di quella provincia, dicendo averne data unal tra de verbo ad verbum a S. Maesta. Racco manda si molio a V. B., & la supplica, che quella sua Informatione, nella quale non ha voluto tacere niente, madire ogni cosa libera naente, sia tenuia secreta, & mostrata apochi, O ni uno, perche altrimenti te porria venire ingran pregiudicio da quella banda di la. Supplica a V. Beatitudine, che per lo amor di Dio abbraccj con tu ita la cura sua te pretenti cose di Germania , perche reducendosi quella provincia, come spera poterii, & lo Anglo, & ognialtro desviato verra con la correggia alia gola a chi edero o a peta
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CCxCII MONuMENTA perdono a V. B. & non reducendosi, ma perdendosii in tutio, actum est de ReligioneChristiana. Lui e homo di so, o Is .anni di bonissima presentia,& paria certo in Olto Prudente mente. La copia det Recel Io di Francsordia non ho ancora ha- vuta, quando non l habbia in tempo da mandare con questa, la portaro io in sieme con la oppinione di S. Maesta circa alpa flare suo in Italia, come a Mons Lundense par necessarioni questo suo discor . Et di novo baccio e piedi a V. B.
. Manea i I glorintio dei mete. ina si eo nosces eritia ptima
Padre Santo. Da Τoledo alii ' Giugno IS 3 Io arrivat a Baia alli I 6. di questo, come per tre altromie de is. & 2I. ho significato a V. Sant. & ii di se-guente arrivo i l corriere con te lettere di Monsi g. Durante de . il negotiato delle quali perche io lao scritto iungamen. te in te attre non replicaro in questa. Io v edendo quel che V. Sant. mi eomanda di tornare
quanto pila presto pono peractis peragendis, sollectio di eL pedirini, & penso sarto per questo mete, & a I principio di
Luglio me iter mi in camino di ri torno, senZa a spetiar attrarisposta di questo corriere qua, si perche haro spedito quelsi potra, & quel che serivo hora a V. Sant. non ricerca risposta, si per obbedirii, & olire a questo per v edere, seio daro nome di voler aspellare per una risposta da Roma,che io overo necessitaro U. Sant. a mandare la resoluZione de me Ezi frutti, overo se non sosse venula, si mettera quiit sele in tu ita la dolceata, in ch'io spero lassar S. Maesta,& questi Signori Ministri , havendo certo trovato te cose mal disposte, & in termine, che la nata venula non sarastata inutile. Questo, & il pensare ch'io habbia col venirmio dato sospetio a molli ha fatio ch'io mi risolva a nonini sermare, vedendo che gli altri quali sono ventiti qui peril medesimo effetio ch'io, come Monsig. de Brisae, it Maestrodi casa della Regina di Francia,& it Duca di Bransui cli, han
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.: PRAELI MINARI A. CCXCIIIpiu giusta mente col serinar mi, che non ho dato col venire. La sanita mia, a che sorse se porta pensare ait' incontrodi queste attre ragioni, ancora mi de ita it me destino , perche essendo uso a fare ogni di e serciZio, & qui non poten- do u scire di casa, ma abbruciando di caldo , sento che mila peggio che ii correr la posta, maxime cavat cando it fiesco,& schisendo it caldo come AZO. A tutio questo si ag-giunge la partita di S. Maesta, quale sara Mercore alli et s. per Madrit, & collocato ii ii Principe col Conligito andara cavat cando dui meli seliga ferinarsi per ii Regno, in modo che tui te queste cose neshanno fatio resolvere di spac-ciare questo corriere con te presenti lettere, & con advilbdella mi a partita di qui, quale, come ho det to , sara per tutio questo me se poco dopo la partita di S. Maesta , perche spero essere expedito prima che S. Maesta cavalchi,&c. Di Inghil terra stiam o sui tro var modo , set si potra,che quelli protestanti vadino, ela che ii Card. Polo anch'egii vada alla Corte di Francia, ma dubito sera eosa difficile , perche ii Nuntio con Montignor di Granuela aveva loro tocco it sondo della opinione di S. Maesta, quale e in somma,che ancora che li protestanti si mandassero, finehele cose in Germania non sono acconcie, S. Maesta non vuolrona per con Inghil terra . Faccia it Re di Francia quel cheu uole , & acconcie te cose di Germania , & che ii Re di Francia non volesse concorrer, S. Maesta tota vendicara ad Ogni modo I inglurie delia Sede Apostolica, & sue. At Card. Polo scri vo, che io presto placendo a Diosaro da S. S. Sc li comuni caro quel che haro Atto sopra Iecose d'I ghil terra &C.
li me desimo at Card. d 'inghil terra.
Rmo & Illino Sig. mio Coin o. ar. Giugno Is 39. Toledo. GIunsi in Toledo con sanita a Dio laude alli I 6. di questo, & alti 17. ebbi lettere di Roma, quali mi significa vano ordinarsi di nuovo a V. S. Rma, che circa l 'andata sua at Re Christianissi ino ne seguisse la mi a Comissione . Io
